mercoledì 11 giugno 2008

..:: Il sigillo del vento ::..

Questo post ho deciso di dedicarlo ad una lettura che recentemente (...quasi venti giorni fa...) ho concluso. E no, non mi sto riferendo nè alla Gazzetta dello Sport nè all'ultimo numero di Playboy.
Bensì ad un libro di genere fantasy che ho acquistato alla fiera dell'editoria di qualità di Verona. E di cui, per poco non incontravo anche l'autore...anche se, in un certo senso, lo conosco ^__^

Ma bando alle ciance e parliamo del suo primo libro, suo suo intendo, edito da Asengard: Il sigillo del vento.
La trama in breve:

"L'elfo Gwyllywm - erede del Sigillo del Vento - viene liberato dopo cento anni di prigionia e di oblio. Alla ricerca del suo passato e conteso tra gli ideali della Luce e quelli delle Tenebre, dovrà riscattare il controllo del Sigillo per strapparlo a Raylyn, Sacerdotessa degli elfi oscuri. Verità sconvolgenti riaffiorano dal passato come i relitti del naufragio di una nave chiamata memoria. Qual è la distinzione tra ciò che è stato realmente vissuto e i ricordi che sono stati creati dalla magia o dalla suggestione? Chi sono i berserker, i “servi dell’oscuro”, e chi sono i genetisti che li hanno creati? Cos’è realmente il Sigillo del Vento, l’arma ora priva di padrone? In un mondo dove Luce e Tenebre si scontrano e si confondono, mischiandosi a tratti senza lasciar capire cosa sia davvero la Luce e cosa siano le Tenebre, Gwyllywm scopre che ricordare il proprio passato gli è indispensabile ma inconciliabile con il presente.
E ogni elfo sa benissimo che coloro che hanno visto le Tenebre mai più hanno sopportato la Luce. "


Il mio commento:
Prima di cominciare è meglio che vi riveli una piccola verità: il libro è suddiviso in due parti.
Sembra un dettaglio banale ma, secondo me, non è poi così tanto piccolo e insignificante come particolare.
Ma andiamo con ordine.
La copertina è accattivante e suggestiva, salta all'occhio e questo è già un punto a favore dell'opera di Ceretoli e dell'editore. Mi domando però perchè la scelta di Raylyn anzichè di Gwyllywm...
L'impaginazione a mio avviso poteva esser gestita diversamente: il testo è davvero molto e, almeno per i pigroni come me, trovarsi di fronte a pagine fitte fitte di frasi e parole...ecco...spaventa. Tuttavia c'è da dire che l'autore si è impegnato per fornire stralci del mondo creato, caratterizzazioni e sfumature di alcuni personaggi, indicazioni su leggende e armi magiche prima dei vari capitoli. Tutti elementi che altrimenti, nel testo, avrebbero solamente appesantito la narrazione o costretto a dialoghi forzati (vedi Soul Slayer).
Quanto all'articolazione dei capitoli e degli eventi, cioè la narrazione in sè, ho alcune perplessità: i ritmi e la fluidità che si respira sono ben diverse tra la prima e la seconda parte del romanzo, così come si riducono i tempi per gli spostamenti.... Ad ogni modo, ho trovato più pesanti e frammentari i capitoli che costituiscono la prima sezione del libro rispetto ai secondi, più scorrevoli, brevi, sciolti. Quasi che all'inizio fossero stati inseriti anche episodi "sacrificabili" ai fini della storia (la partita a scacchi contro il drago...) ma che tuttavia l'autore ha voluto proporre per aiutarci a comprendere meglio i suoi personaggi o per spianarsi la strada per i successivi libri del ciclo che sta scrivendo. Probabilmente, Uberto ha anche cercato di inserire scene e idee a cui era affezionato, originali e interessanti, per carità, ma che da un lato corrono il rischio di appesantire il tutto e di "distrarre".
Comunque sia, le vicende si sviluppano in modo interessante, vengono proposti svariati scenari e molti personaggi di indubbio fascino. Su tutti Jaquish di Anquelot, Meldor e Gabriel: quando leggerete, capirete perchè. E forse imprecherete per un destino che avreste voluto diverso per loro...Ce ne sono anche alcuni che, per la caratterizzazione, mi hanno richiamato alla memoria personaggi del calibro di Gatsu - di Berserk - o Rob Lucci - di One Piece -, rispettivamente per Hulbert e Hakmer. Non che questo sia un difetto, anzi. Mi ha fatto piacere. Un difetto invece, secondo me, è il poco spazio concesso ad un personaggio in particolare, una personaggia per la precisione: Raylyn. Secondo me meritava di più. E di essere gestita un poco meglio in termini di apparizioni e azioni....ma ovviamente queste sono mie impressioni.
Un altro difetto che hanno i personaggi, ma sempre IMHO (lo dico per Uberto prima che venga a scotennarmi ^__^), è la potenza che possiedono e la rapidità che manifestanbo nell'apprendimento di poteri et similia. Posso capire uno (Gabriel!!) o due personaggi, ma quando un po' tutti si dimostrano "fuori dall'ordinario", ecco...inizio a storcere il naso. Mi sembra di essere ad uno spettacolo di prestidiri..prestidigi..magia in cui l'autore non aspetta altro che estrarre dal cilindro il coniglio (mannaro), l'arma definitiva a cui ricorrere solo per risolvere le situazioni disperate. Mi riferisco allora al gremlin "di cui vorrei tanto trascrivere il nome..." e il suo fulmine globulare, la spada Soul Slayer e tutte le mega-magie di Gwyllywm, la rapidità che dimostra Hulbert nel diventare un abilissimo spadaccino, per non parlare di come Amber impari a seguire il mana...Diciamo che io guardo con sospetto a questi esploit di potere e capacità: fanno gridare al miracolo e lasciano perplessità. Alcuni sono spiegati, per carità, ma ciononostante non mi convincono i personaggi troppo potenti. Perdono di credibilità. Per dire, preferisco una quindicenne che ogni tanto va in paranoia, che si spaventa di fronte ad un demone intenzionato a stuprarla o che si sente poco bene per via delle "sue cose" ad una che, di punto in bianco, diventa una maga di alto livello...
Comunque sia, ho trovato "Il sigillo del vento" una lettura più che buona e interessante, suggestiva per le innumerevoli situazioni e creature che propone. Alcune "classiche" come orchi e nani, altre rielaborate come demoni ed elfi, ma che riescono a coesistere e a convivere. Piaciuta molto l'attenzione ad alcuni aspetti non secondari della storia, quali la filosofia e la spiritualità dei vari popoli, e le critiche mosse ad alcuni processi storici in atto nel mondo creato da Uberto ma che, di fatto, sono poco lontani da quelli in atto nel nostro mondo. Vedi il giocare con la genetica (...uhm...un altro elemento "a rischio", visto che non si spiega nulla in merito e che gli elfi non sembrano possedere tecnologie e una scienza come la nostra....), lo sfruttamento dell'ambiente che non è più un riflesso della presenza benevola degli dei, ma solo un luogo su cui rivendicare nuovi diritti e pretese. Un po' come è accaduto nel corso del Medioevo. Anche il concetto di guerra preventiva che Raylyn lascia intuire nei confronti delle altre popolazioni inferiori è più che attuale...ci sono quindi ottimi spunti, ben dosati. Così come le apparizioni di creature mostruose (vedi i ragnoni in cui si imbatte Meldor) o gli scontri che i protagonisti del libro, volenti o nolenti, dovranno affrontare.
Bene, credo di aver espresso tutto ciò che avevo da riferire in merito a questa lettura che, nonostante le mie critiche ed osservazioni, mi ha coinvolto assai. E che mi sento di consigliare, soprattutto per incentivare quei giovani autori nostrani che meritano di esser conosciuti, pubblicati e soprattutto letti! Sono certo che non scontenterà i molti appassionati di fantasy, soprattutto quelli che ad Ad&D ogni tanto hanno giocato o che hanno confidenza con fumetti e videogames ^__^
Ad Uberto infine auguro un grosso in bocca al lupo per la sua carriera di scrittore e lo ringrazio per la piacevole lettura che il suo libro ha costituito per me negli ultimi mesi! Lo so, lo so...avrei dovuto mettermici sotto con più impegno e dedizione ma tra una cosa e l'altra l'ho letto in modo discontinuo. Prometto che con Il sigillo della Terra non capiterà ^_^







1 commento:

Uberto Ceretoli ha detto...

Che dire... un post che mi ha tolto il fiato perché Leonardo ha colto tutte le sfumature e i messaggi che volevo mandare. Ha anche beccato "stranezze" che "Il Sigillo della Terra" spiegherà.
Ringrazio Leonardo per la recensione ed auguro anche a lui i successi letterari che merita e che non tarderanno ad arrivare!

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