domenica 1 novembre 2009

..:: Live! - Ascolti record al primo colpo ::..

Titolo: Live! Ascolti record al primo colpo
Regia: Bill Guttentag
Anno: 2007
Genere: Thriller
Cast: Eva Mendes, David Krumholtz, Rob Brown, Katie Cassidy, Jay Hernandez

La trama in breve:
Katy Courbet è un'ambiziosa dirigente televisiva che ragiona in termini di audience e primati e sogna di toccare il 40% di share. Decisa a riportare alla competitività il network per il quale lavora, chiede ai suoi collaboratori di concepire un'idea per un reality che non abbia precedenti. Una battuta sulla roulette russa accende la mente della cinica dirigente che s'informa immediatamente sulla possibilità di mandare in onda uno show in cui i partecipanti devono puntarsi una pistola alla tempia e premere il grilletto. Superando innumerevoli ostacoli legali, con caparbietà e ingegno riesce a ottenere il nulla osta dalla FCC e andare in diretta tv. (fonte mymovies)

Il mio commento:
Un film a mio avviso intelligente e acuto, capace di incuriosire e inquietare. Molto attuale nelle tamatiche proposte e nella formula con la quale si propone allo spettatore.
Coerentemente con il titolo e con quanto mira a mostrare, il film è una sorta di documentario realizzato al seguito di Katy per tracciare idee e momenti che hanno portato alla nascita di qualcosa di nuovo. Un reality nel reality dunque, in un gioco a matrioske per confondere ulteriormente la percezione del reale. Un inganno che rende ancor più efficace l'effetto della roulette russe proposta come nuovo programma televisivo: lo spettatore è infatti preso nella morsa della "presa diretta". Il limite tra reale e finzione non esiste più.
Tutto è finzione, tutto è funzionale a irretire il pubblico e a macinare soldi.
La vita non conta nulla o, meglio, vale almeno 5 milioni di euro e la possibilità di apparire. Apparire come traguardo, come meta verso cui dirigere la propria vita nel tentativo di realizzarsi. Andare in televisione è tutto e non certo per una ragione soltanto: per provare nuove esperienze, per intraprendere una nuova carriera, per pubblicizzare la propria attività, per guadagnare, per "essere".
In questo senso censurare la televisione, porre un freno ai media diventa illegittimo. Immorale.
Ovvero si ribalta il senso dell'etica e della morale e l'importanza della vita, la dignità, il valore delle emozioni e del dolore sono solo vuote parole.
Guadagni, soltanto questo importa. E in tal senso Live! riesce a far capire bene come ragiona il mondo dei media, come tutto sia finzione e scambio di denaro e verità. Manipolazione e generazione di bisogni, omologazione dei messaggi da fornire e formazione di coscienze e archetipi mentali sono all'ordine del giorno, cause e conseguenze del mondo mediatico.
Tutto è concesso quindi.
Ma più shockante di tutto questo risulta la freddezza con cui si accetta l'idea di giocare la propria vita sul sacro suolo dei media. Questo sia a livello fisico (vedi il caso della roulette russa) sia a livello di immagine che si offre di sè (una volta che finisci in tv e diventi preda dei media, la tua vita non è più la stessa). E ancora, terribile e angosciante la facilità con cui si accetta la visione della violenza, l'immediatezza con cui si scorre facilmente sulle immagini di una persona che muore (in diretta!) per veicolare l'attenzione sulla gioia di chi invece è sopravvissuto. Quasi che la felicità di chi "sopravvive" sia sufficiente a ripagare le perdite, il dolore e i sacrifici di chi invece risulta morto. Sia a livello fisico (come accade) sia in termini di immagine e popolarità, magari a causa di errori e giochi "allo sputtanamento". L'importante è che il pubblico parteggi, si identifichi, si senta "protagonista". In quest'ottica si collocano anche i promo realizzati per presentare i personaggi del reality, tutti vestiti di bianco come candidi agnellini da condurre al macello: è tramite alcuni video clip, rapidi scorci di vita, che si attira il pubblico, si crea l'illusione di conoscere i partecipanti al gioco. Si crea un legame, una vicinanza, partecipazione. Poco importa che si tratti di attori o meno, dagli occhi degli spettatori del reality intendo, o che in alcuni casi si propongano degli stereotipi (perchè "funzionano"): una volta che il pubblico ci crede e che il perverso meccanismo della pubblicità è in azione, la partita è vinta.
Un film intelligente e sfaccettato quindi, godibile e forte.
Inevitabilmente la tensione sale mano a mano che il reality viene allestito e girato...fino ad un colpo di scena finale che giunge "subito dopo" la conclusione di Live!.
Una sequenza che va a lanciare un'ulteriore frecciatina alle responsabilità dei media che, in alcuni casi riconoscono il proprio potere di manipolazione massivo, in altri lo disconoscono categoricamente.
Anche se mostrano violenza non sono affatto loro a rovinare la società, anzi.







PS: anche se non sono proprio uguali, vi segnalo altri due film in linea con lo spirito di Live! : "American Dreamz" e "The contenders - Serie 7"

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