sabato 17 marzo 2012

..:: Il Rumore del mondo ::..

Questo post lo pubblico su richiesta di Nicoletta Berliri a scopo promozionale per la sua recente fatica letteraria:

Titolo: Il Rumore del mondo
Autore: Nicoletta Berliri
Editore: Editrice MonteCovello
Genere: antologia di racconti
Pagine: 90

La trama:
I 15 racconti di questa raccolta esplorano la complessità del mondo femminile narrando storie ordinarie di donne comuni. Anonime nella loro normalità, le storie oscillano tra realtà e fantasia raccontando vicende verosimili che ripercorrono gli archetipi di donna ormai consolidati nell'immaginario collettivo. In ogni novella si nasconde, tuttavia, l'ideologia e la moralità che rendono le protagoniste uniche e propositive nell'ambiente in cui vivono l'esperienza narrata sgretolando la figura stereotipata che la società ha loro cucito addosso. Così le 15 eroine di questa galleria, piccole formiche in terra, sebbene singolarmente incapaci di affermarsi, insieme costituiscono Il rumore del Mondo; emettono un brusio di sottofondo che sale tenace verso il cielo dimostrando come la perseveranza abbia spesso la meglio sulla forza. Il rumore del Mondo può quindi essere considerato un utile strumento per la comprensione dell'universo femminile presentandone gli aspetti più eterogenei.



L'autrice segnala che è possibile acquistare IL RUMORE DEL MONDO con lo sconto del 20% direttamente sul sito dell'Editrice MonteCovello inserendo il codice promozionale SC_TOTAL_20.
In ogni caso, IL RUMORE DEL MONDO è in vendita su tutte le maggiori piattaforme on line (Amazon, IBS, Deastore, BOL, Libreria Universitaria, ecc.) e in libreria.

venerdì 16 marzo 2012

..:: Ipermercati (for dummies) su Radio Autori Emergenti ::..

Ne approfitto per un post fulmineo, poche righe per segnalare a tutti voi che io e "Ipermercati for dummies" siamo stati ospiti della trasmissione "Voli d'Autore" in onda oggi su Radio Autori Emergenti.
Un grazie di cuore a Irene per la chiacchierata radiofonica e per l'opportunità promozionale offerta.
Vi invito quindi ad ascoltare la presentazione del mio testo, per conoscere un po' l'autore (cioè io me) (oh, come sono forbito!) che ci sta dietro e a commentare quanto discusso e proposto ^__^


Ne approfitto inoltre per segnalare che i testi di YouCanPrint, tra cui anche il mio testo, sono disponibili presso i maggiori store del web (quali IBS, LibreriaUniversitaria, Amazon...) e pure anche in alcune librerie disseminate nel territorio nazionale. 
Maggiori informazioni sono inoltre reperibili al seguente indirizzo . 


Questo invece il rifermento al blog gestito da Irene Teyxeira:  Scrittura-mania

martedì 13 marzo 2012

..:: Most wanted febbraio 2012 ::..

Una scena tratta dalla prima
stagione di Walking Dead
Puntuale come non mai, eccomi qui a introdurvi a un nuovo immancabile approfondimento su quelle che sono le parole chiave maggiormente ricercate da voi gentili frequentatori di questo blog. Keyword che, in un futuro neanche troppo lontano, sono certo che diverranno materiale di indagine per una qualche puntata di Voyager (o Kazzenger, che dir si voglia). D'altronde, ora che su Canale 5, al lunedì, va in onda l'inesistente Panariello il povero Giacobbo avrà vita dura assai.
Secondo me, potrebbe benissimo giocare la carta jolly e dedicare un ciclo di puntate sui misteri della giustizia italiana, dal caso Mills a Dell'Utri. Poracci: anni e anni di persecuzione per nulla. Prescrizione di là, annullamento di pena di qua... che poi, a dirla tutta, sembra ci sia davvero una malsana attitudine comunista da parte dei giudici: cribbio, solo perché uno presenzia a matrimoni di criminali mafiosi, ne conosce e ne frequenta, addirittura li ospita in casa, mica vuol dire che abbia collusioni con Cosa Nostra!
Tra un po', mi sa, verrà fuori che Tangentopoli non è nemmeno mai esista e che Falcone e Borsellino hanno scelto di propria sponte la soluzione del suicidio pirotecnico... 
E poi ci domandiamo come mai la nostra cara Italia sia un Paese in declino, del tutto lasciato andare. 
Tutte cose, ovviamente, che accadono dall'oggi al domani e che assolutamente nulla hanno a che vedere con il DNA italico che fa dell' "inculaggine" e della furbizia un'arte. 
L'atletico Statham in azione
Chissà se guariremo mai, a livello mentale e culturale intendo, prima che dal punto di vista della politica e dell'economia nazionale. A volte penso che, purtroppo, non cambieremo mai. In fondo, quale slancio al futuro abbiamo, come nazione intendo? La classe dirigente è popolata da vecchiacci che han messo radici nei posti di comando; alla tv, grosso modo, si replicano le medesime dinamiche ogni qualvolta ci sia da proporre qualcosa di "patriotico"da proporre alle masse. Pure gli sceneggiati e i telefilm raccontano solo del passato, al più del presente. Mai del futuro. Dov'è, ad esempio, la fantascienza nostrana? Quella che trae spunto dalle spinte più vitali di una nazione "giovane" che vuole cambiare, migliorare, evolvere. Persino in Ungheria son riusciti a proporre qualcosa in ambiti sci-fi

domenica 11 marzo 2012

..:: Maurizio Crozza - Giro D'italialand - Verona ::..

Non che, negli anni, io l'abbia seguito con particolare accanimento. Non sto parlando di stalking, sia chiaro. Semplicemente sapevo chi era, cosa faceva, ma, come comico, lo conoscevo soprattutto per i personaggi proposti in qualche edizione di Mai dire Goal / Mai dire Maik / Mai dire Domenica. Penso all'imitazione di Serse Cosmi, a Lello Putignani (conduttore di una versione quanto mai demente di Linea Verde) o al santone Bibendus. Non nascondo che, a dirla tutta, non sempre lo trovavo efficace, capace di farmi ridere. Alcune volte mi risultava perfino forzato, eccessivo nel cercare un umorismo che, per quanto mi riguardava, non sempre riusciva a raggiungermi.
Nel tempo però, evidentemente, le cose sono cambiate.
Sarà esperienza, sarà creatività, sarà capacità personale, studio ed evoluzione ma adesso lo trovo "diverso". Non escludo di esser mutato pure io in quanto a sensibilità comica e conoscenza del mondo, sai te. Da quanto ho scoperto che Babbo Natale non esiste tutto il mio sistema di valori è crollato.
Comunque, dicevo, l'ho trovato più spigliato, più consapevole e preparato. Crozza intendo, non Babbo Natale, seppure la stazza sia similare anche se, probabilmente, si tratta di un'esigenza scenica per consentirgli di cantare come un tenore. E per quanto riguarda l' "impianto vocale", credo che il buon Maurizio non abbia da invidiare nulla a nessuno sia quando canta sia quanto imita. Al di là di questo, dicevo, mi è piaciuto il repertorio proposto dal comico, la varietà di tematiche e gag: si è dimostrato un buon mattatore, sciolto e capace. Insomma, quanto riscontrato nelle introduzioni a Ballarò o nei rari scorci che son riuscito a vedere nel corso degli episodi di ItaliaLend in onda su La7, Crozza me l'ha confermato sul palco, nello spettacolo teatrale dell'8 marzo scorso, presso il Palasport di Verona nell'ambito della tappa del tour "Giro d'Italialand"
Mi son divertito, ecco, e ne son rimasto piacevolmente soddisfatto.

domenica 4 marzo 2012

..:: Brian di Nazareth - Life of Brian ::..

Titolo: Brian di Nazareth  (Life of Brian)
Regia: Terry Jones
Anno: 1979
Genere: commedia
Cast: Michael Palin, John Cleese, Graham Chapman, Terry Gilliam, Terry Jones

La trama in breve:
Terzo film dei Monty Python, questi 6 fratelli Marx della bagarre massmediologica moderna. Vita e disgrazie di Brian, giovane giudeo conterraneo e coetaneo di Gesù, visitato per errore dai Re Magi, contattato dal Fronte Popolare della Giudea e infine crocifisso. "La cosa più significativa del nostro lavoro è che sia riuscito a far arrabbiare gente di tutte le religioni, proprio tutte, cattolici, ebrei, protestanti, ortodossi, buddisti. È stato magnifico" (M. Palin). Prodotto da George Harrison, distribuito in Italia solo nel 1991. (fonte mymovies)

Il mio commento:
Fino a pochi mesi fa non conoscevo i Monty Python. Non di persona intendo, ma proprio di fama. Confesso quindi la mia imperdonabile 'gnuranza cosmica. Tuttavia, come sempre accade, il dialogo con il prossimo può rivelarsi utile e illuminante anche nello scoprire realtà nuove e ignote. Per cui, dopo aver porto l'altra guancia, ecco che durante gli allenamenti di kung fu mi sia capitato di parlare di codesto gruppo di comici inglesi, una reazione a catena che mi ha inevitabilmente portato a cercare i loro sketch su youtube e non solo. 
La lapidazione non è roba da donne...
ehi...ma sono barbe finte quelle?
Indubbiamente quella proposta dal gruppo inglese non è una comicità immediata e di bassa lega: per essere goduta e apprezzata necessita semmai di una buona cultura e familiarità con ambiti legati, ad esempio, al latino o alla filosofia. E' gente colta, insomma, non sprovveduti che cercano di far ridere con gag trite e ritrite povere di contenuti e di intelligenza (sto pensando, giusto per sparare sulla croce rossa, a sedicenti comici nostrani quali Massimo Boldi o Christian De Sica e agli immancabili cinepanettoni di Natale anche se, va detto, tutto sommato De Sica sarebbe anche capace di recitare e far molto meglio...).
Dicevo, per goderseli appieno, i Monty Python intendo, sono richieste quindi un minimo di conoscenze di latino, ad esempio, altrimenti potrebbe risultare ostico comprendere il dramma di un uomo che tenta di imbrattare un muro sbagliando declinazioni o i casi ("accusativo, accusativo!!!") oppure l'ilarità che suscita il nome di "Marcus Pisellonius", pev altvo gvande amico di Ponzio Pilato...   
Proprio per questo motivo, credo, gli autori di codesto film andrebbero elogiati.

mercoledì 29 febbraio 2012

..:: Verso la narrazione ::..

Titolo: Verso la narrazione
Autore: Gregory Altman
Editore: Abel Books
Genere: manuale
Pagine: 47

Dalla quarta di copertina:
Quando ci si trova di fronte ad un foglio bianco si gettano parole senza capire che si ha bisogno di un progetto, un impianto, uno stile, un flusso. Questo manuale aiuta l'ingresso nel mondo della narrazione attraverso piccole e grandi scelte, fornendo a tutti i primari strumenti della scrittura  (fonte AbelBooks)

Premessa:
Ho letto questo libro approfittando di un'encomiabile iniziativa promossa da Abel Books, casa editrice specializzata in pubblicazioni in formato ebook capeggiata da Andrea Giannasi, che ha deciso di incentivare alla lettura dei testi del proprio catalogo attraverso il web. 
O, meglio, i blogger che nella rete ci sguazzano, ciarlano, e creano un minimo di fermento.
Ecco allora che pure io, incuriosito, ne ho approfittato per scoprire questo editore e sperimentare la lettura di ebook. Certo, in realtà avrei dovuto dare la precedenza a qualche altro testo che già avevo adocchiato o che mi era stato segnalato da altrettanti autori esordienti (penso a Le porte senza meta di Eldies o ai testi di Ebookingdom, tra cui Angelian di Markan ...) ma ho dovuto/voluto rivedere i miei piani e mantener fede all'impegno preso con questo editore. 
Un impegno che, lo anticipo ora, intendo adempiere quanto più obbiettivamente possibile, ovvero senza limitarmi ad esaltare gli aspetti positivi dell'opera letta ma anche evidenziando magagne e sviste. Non per essere irrispettoso o irriconoscente verso l'editore, sia chiaro, ma per ripagare la fiducia offerta con altrettanta serietà. Nei miei limiti, ovviamente, che non sono né un professionista della parola né un eminenza grigia del panorama letterario italiano.
Credo poi che sia da riconoscere un certo qual merito ad Abel Books sia per l'iniziativa in sé, di elargire gratuitamente copie dei propri testi, sia per la ferma volontà di procedere sulla via dell'ebook malgrado, da come sembra, anche sulla base di voci più o meno autorevoli quali quella del "Duca" (Baionette Librarie), il mercato italiano sia ancora in una fase embrionale. Anzi, più embrionale di quanto pronosticato ... Probabilmente fino a che gruppi poderosi come Mondadori o Einaudi non decideranno di "cambiare" rimarremo ancora legati alla carta per cui, temo, ci sarà ancora da penare e lavorare per chi, invece, sul mercato digitale sta investendo e puntando parecchio. Un settore, comunque, che ha dalla sua indubbie peculiarità e caratteristiche positive anche se, forse, non ancora del tutto esplorate e valorizzate.

Il mio commento:
Il testo in questione mi è stato fornito in formato PDF e l'ho letto su notebook: non so dirvi se l'esperienza di lettura sia migliore su questo device, su tablet o su smartphone, fatto sta che è innegabilmente "diversa" da quella di un normale libro. 
Indubbiamente ho apprezzato la possibilità di gestire dimensioni del font o di effettuare ricerche cosa che, nei libri tradizionali, non è così immediata.
Ad ogni modo, proprio per il fatto che si tratta di un ebook, se fossi un po' più ferrato in materia, credo dovrei quanto meno fare alcune considerazioni sul font, sull'impaginazione, o sulle differenze che avrei potuto (forse) apprezzare avendo il testo in formato epub o altro. Ma siccome non sono così dotto posso limitarmi solamente ad alcune osservazioni di più bassa lega. Ad esempio, non posso fare a meno di notare che manca il numero di pagina, utile nel malaugurato caso un lettore desiderasse di stamparsi il testo, oppure un indice che riepiloghi i contenuti, aspetto tutt'altro che trascurabile in un manuale. Anche se si tratta di un libro di poche pagine sarebbe bene dar evidenza da subito dei contenuti.
Ci sono poi, a pagina 42 e 43, delle spaziature sospette, probabilmente sviste (difetti di stampa?), su cui magari si può soprassedere.
Altra quisquilia, che poi tanto microscopica non mi sembra, è l'assenza di informazioni sull'autore del testo. Non metto in dubbio che il signor Gregory Altman sia un esimio luminare, depositario di conoscenza e saggezza ma, non per fare il San Tommaso della situazione, mi sarebbe piaciuto quanto meno avere una breve indicazione biografica. Sapere chi è, insomma. Anche perché (ed è un po' imbarazzante dirlo), sarò pure ignorante all'ennesima potenza ma, anche cercando in internet, non mi è riuscito di trovare informazioni su di lui. Ora, anche Stephen King ha pubblicato un libro, "On Writing - Autobiografia di un mestiere", che rappresenta una sorta di manuale, un vademecum per gli appassionati di scrittura: posso anche non conoscere Stephen King ma, cercando nel web, qualche leggerissima informazione su di lui la si trova. Analogamente, non molti magari conoscono il maestro D'Aria Angelo però, nel suo manuale "Qi Xin Tang Lang Quan - I segreti della mantide religiosa sette stelle", uno spazio dedicato alla biografia del suddetto maestro c'è eccome. 

domenica 26 febbraio 2012

..:: Kung fu - Camposampiero ::..

Questa volta ne approfitto per pubblicizzare un poco l'Associazione Kyushinryu di Camposampiero (PD) e i corsi di Kung fu che organizza presso l'istituto di istruzione superiore I. Newton di Camposampiero.
Lo stile praticato è il "Qi Xing Tang Lang - Boxe della mantide religiosa sette stelle", uno stile per il quale l'associazione fa riferimento al maestro Angelo D'Aria di Voghera (PV). Il Qi Xing Tang Lang è una disciplina completa, molto variegata in termini di posizioni e movenze, magari meno immediata rispetto a quelle insegnate in altri corsi di arti marziali (penso ad esempio al karate) ma ugualmente gratificante, impegnativa e stimolante. 
Le lezioni si tengono il lunedì, il mercoledì e il venerdì dalle ore 20 alle 21.30 (circa...) ed è anche possibile assistervi o, eventualmente, previo consenso degli istruttori, "provare".
Su questo aspetto ci tengo però a precisare che praticare un'arte marziale non è paragonabile a prender parte ad una lezione di tennis o pallavolo (due sport che cito a caso, sia chiaro): si richiede una certa dedizione e costanza, serve più tempo ecco per far proprie certe dinamiche e concetti. Ecco allora che ai nuovi praticanti, soprattutto a quelli che non hanno mai frequentato corsi di arti marziali, viene richiesta una certa qual pazienza, anche e soprattutto nei confronti di se stessi.
Non lo dico per scoraggiare, intendiamoci, semplicemente per favorire un avvicinamento maturo e consapevole verso un mondo, come quello delle arti marziali, di cui spesso si travisa l'essenza ed il senso o di cui, magari, si ha una visione non dico distorta ma superficiale. Quando si pratica kung fu, che per altrosi può tradurre come "duro lavoro" / "lavoro svolto con dedizione", fondamentalmente non si impara uno sport, ma si effettua educazioni fisica, mentale e spirituale,
Ecco perché il programma generale della Scuola comprende anche "dell'altro" oltre all'allenamento delle forme e delle tecniche. A tal proposito riporto il programma generale della scuola:
  • Filosofia orientale e teoria delle Arti marziali;
  • Tecniche di concentrazione e meditazione;
  • Ginnastica, esercizi di rilassamento e di respirazione;
  • Studio delle sequenze tecniche tradizionali a mani nude (Kuen e Kata) e con le armi (bastone, sciabola, lancia, spada, nunchaku, etc.).
  • Applicazione delle tecniche per la difesa personale ed il combattimento tradizionale e sportivo.
Per ogni altra informazione vi rimando al sito ufficiale dell'associazione KyuShinRyu o a visionare i video disponibili sul canale YouTube del maestro Angelo D'Aria e di cui, qui sotto, vi fornisco qualche anticipazione:


sabato 25 febbraio 2012

..:: The artist ::..

Titolo: The artist
Regia: Michel Hazanavicius
Anno: 2011
Genere: drammatico
Cast: Jean Dujardin, Bérénice Bejo, John Goodman, James Cromwell, Penelope Ann Miller

La trama in breve:
Hollywood 1927. George Valentin è un notissimo attore del cinema muto. I suoi film avventurosi e romantici attraggono le platee. Un giorno, all'uscita da una prima, una giovane aspirante attrice lo avvicina e si fa fotografare sulla prima pagina di Variety abbracciata a lui. Di lì a poco se la troverà sul set di un film come ballerina. È l'inizio di una carriera tutta in ascesa con il nome di Peppy Miller. Carriera che sarà oggetto di una ulteriore svolta quando il sonoro prenderà il sopravvento e George Valentin verrà rapidamente dimenticato. (fonte mymovies)

Il mio commento:
The Artist, visto giovedì sera al cinema, in quel di Castelfranco Veneto, è soprattutto una grande sorpresa. Una sorta di scommessa artistica e non solo che, a mio avviso, Hazanavicius può considerare vinta. Non dev'esser stato facile proporre e concretizzare un progetto come quello rappresentato da questo film: muto, in bianco e nero, ammiccante a film di quasi un secolo fa... eppure moderno, con un ritmo, soluzioni visive e scelte talvolta molto originali e moderne.
Impossibile, dopo la visione di un film simile, non soffermarsi qualche istante a meditare su quello che è, essenzialmente il cinema. Il cinema di adesso intendo, sempre attento a sfornare prodotti accattivanti e nuovi, bramoso di star, di incassi facili, facile all'uso di effetti speciali e a portare in scena pellicole che spesso, purtroppo, sono sì belle a vedersi ma poco consistenti in termini di storia e contenuti. 
Mano a mano che la visione procedeva mi sono ritrovato a pensare ad Avatar di James Cameron: gran bel film, atteso, reclamizzato oltre ogni dire, campione di incassi e forte di una potenza visiva strabiliante tale da "re-imporre" il 3D al cinema. Un'opera, quella di Cameron, in grado di emozionare e trasportare cuore e mente altrove, un fenomeno che però è "passato": come faceva ben notare l'attento Leo Ortolani nella prefazione di AvaRat, parodia ispirata al colossal di Cameron, l'opera di quest'ultima non si è impressa nell'immaginario collettivo come invece è accaduto con opere quali The Matrix o Crank. Ok, ok, Crank non c'entra...volevo solo vedere se eravate attenti... 

lunedì 20 febbraio 2012

..:: Appello da Scantabauchi ::..

Diffondo l'appello ricevuto da Walter Basso di Edizioni Scantabauchi:

IMPORTANTE: DASIME NA MAN!
Mi, Walter, so drio scrivare finalmente un libro serio par la Region Veneto e la Provincia de Padova: "I DUE VOLTI DELLA MORTE NERA - Morire di carbone in Belgio" dedicà a me papà e me zio morti (uno de silicosi e uno sepolto vivo) e a tuti quei che ga dà la vita par un saco de carbon. SERCO CONTATI CO TUTI QUEI CHE GA AVUO IN FAMEJA UN LUTO PAR CAUSA MINIERA IN BELGIO NEL PERIODO 46 - 63 par intervistarve e po' ricordarlo nel me libro che vegnarà fora a setenbre. Basta mandarme na mail e ve spiego tuto. Grazie,. Walter Basso  (indirizzo mail: info [@] edizioniscantabauchi.it)


In soldoni, per i non avvezzi al dialetto veneto (non che io...): Walter Basso sta preparando un libro, serio, in uscita a settembre 2012, per la Regione Veneto e la Provincia di Padova. Il testo si intitola "I DUE VOLTI DELLA MORTE NERA - Morire di carbone in Belgio", opera per la quale l'autore/editore sta cercando testimonianze e segnalazioni da parte di quanti, nel periodo 1946-1963, hanno avuto un lutto in famiglia a causa delle miniere di carbone del Belgio. Per ulteriori informazioni, contattatelo via mail scrivendo al seguente indirizzo: info [@] edizioniscantabauchi.it

sabato 18 febbraio 2012

..:: Il mondo nuovo ::..


Titolo: Il mondo nuovo / Ritorno al mondo nuovo
Autore: Aldous Huxley
Editore: Mondadori
Genere: distopico, saggistica
Pagine: 340

La trama in breve:
Il romanzo è ambientato in un immaginario stato totalitario del futuro, pianificato nel nome del razionalismo produttivistico, qui simboleggiato dal culto di Ford. I cittadini di questa società non sono oppressi dalla guerra né dalle malattie e possono accedere liberamente a ogni piacere materiale. Affinché si mantenga questo equilibrio, però, gli abitanti vengono concepiti e prodotti industrialmente in provetta sotto il costante controllo di ingegneri genetici. Durante I'infanzia vengono condizionati con la tecnologia e con le droghe e da adulti occupano ruoli sociali prestabiliti secondo il livello di nascita L'equilibrio si spezza quando John, un giovane cresciuto in una società più primitiva, entra in contatto con questa società "perfetta". La sua ribellione contro la massificazione però non ha fortuna: un tema, questo - la sconfitta del singolo a vantaggio del numero - che costituisce uno dei temi ricorrenti di tutta la narrativa successiva di Huxley.
Il successo de Il mondo nuovo, così come il dibattito che si sviluppa intorno alle tesi discusse nel libro, spingono Huxley a pubblicare, nel 1958, Ritorno al mondo nuovo, dove evidenzia che molte delle sue più catastrofiche previsioni del 1932 si sono avverate anzitempo. Ritorno al mondo nuovo non è infatti un romanzo, ma una raccolta di saggi, in cui l'autore espone le proprie convinzioni politico-sociali. I pilastri ideologici che fanno da sfondo al fortunato romanzo vengono qui ripresi e analizzati singolarmente per dimostrare che in più di un caso fanno già parte del presente.  (fonte Libreria Del Ponte)

Il mio commento:
Inquietante, cupo, dannatamente credibile e verosimile. Non si tratta certamente di un testo che può lasciare indifferente il lettore o di facile lettura, ma indubbiamente "Il mondo nuovo" si rivela essere un piccolo capolavoro. Scritto nel 1932 si rivela attuale assai, attento nel portare alla luce dinamiche e tendenze sociali verso cui l'umanità potrebbe essere (essersi già...?) spinta. L'autore, non propriamente un ottimista, almeno a giudicare dalla sua biografia e da quanto traspare nel testo in questione, si dimostra un acuto osservatore e un profondo conoscitore delle dinamiche psicologiche legate al condizionamento e all'apprendimento dell'uomo. E non solo. Come emerge soprattutto dai saggi che costituiscono "Ritorno al mondo nuovo" è abile e intelligente nel cogliere dinamiche sociali su larga scala che, a medio-lungo termine, avrebbero portato a situazioni globali critiche. Ovvero, a fenomeni che vediamo ora, tutti i giorni, ma di cui probabilmente ci sfugge la pericolosità o il senso più profondo: ecco allora che sovrappopolazione, super-organizzazione, propaganda, arte di vendere, educazione e altri fattori convergono nel delineare un'ambientazione quanto mai inquietante e distopica. Che poi è quella descritta ne "Il mondo nuovo" del 1932, ma che, per certi versi, si è già attuata nel nostro mondo attuale.

sabato 11 febbraio 2012

..:: Most wanted gennaio 2012 ::..

La borsa va su, la borsa va giù.
L'Italia va su, l'Italia va giù.
L'Europa va su, l'Europa va giù.
Fedele a questo trend anche l'andamento delle statistiche di questo mio blog sembra risentire degli inspiegabili effetti legati alle fluttuazioni del valore dei soldi, oscure dinamiche attuate da poteri occulti all'opera per riequilibrare le sorti di un mercato globale ormai alla deriva.
Un po' come, per certi versi, accadeva un mesetto fa per la Concordia, maestosa nave da crociera che resterà ormeggiata vicino all'Isola del Giglio per anni.
E chi poteva immaginare che si sarebbe piantata proprio lì, addosso a degli scogli probabilmente vecchi di millenni. 
In fondo, non era mai capitato niente prima...
E un po' così anche per noi popolo italico che per anni ci siamo illusi di stare un tantino meglio di come invece, effettivamente stiamo. Alla faccia delle parole di un tizio che un tempo era costantemente presente nella nostra vita politica-mediatica-culturale e che adesso sembra essere sparito nel nulla, indaffarato col bunga bunga e con la prescrizione dei reati per il quale, in un Paese serio, un tizio come lui avrebbe per lo meno dovuto rispondere anziché stare a guidare una nazione.
Scott Adkins (alias Yuri Boyka),
intenso interprete nel commovente
Undisputed 2
Ma d'altra parte qui siamo in Italia, nazione che talvolta pare uscir fuori da qualche fumetto di discutibile valore. 
Ed ecco allora in una vignetta lui, S. B., che afferma sorridente che non c'é la crisi, che l'Italia ne uscirà prima e meglio degli altri, che prima di tutto è necessario riformare la giustizia, che è tutta colpa dei comunisti... storia recente, insomma, ma che adesso appare distante anni luce. 
Viviamo solo nel presente e, suvvia, mica può aver valore il passato! Nemmeno adesso mentre continuiamo ad osservare le borse andare su e giù (e ancora non ho ben capito perché, chi sta effettivamente provocando ciò ... voglio dire, da qualche parte ci sarà qualcuno che sta facendo soldi a palate, o no? Se è vero che nulla si crea, tranne Chuck Norris, e tutto si trasforma, allora là fuori ci sarà pure qualcuno che sta beneficiando di queste dinamiche, o no?) parimenti ai valori di certe statistiche che governano quotidiano esperienze umane. Il prezzo del carburante va su, il tasso di occupazione va giù, le spese militari stan lì ... 
Numeri, cifre, questioni da tecnici. Ora. Prima evidentemente bastavano i ciarlatani o puntare l'attenzione delle masse su cose frivole e di poco conto, tanto per tenere impegnati occhi e menti.
Come, ad esempio, questo riepilogo periodico che vi propongo e che mi permette di analizzare un po' i trend e, soprattutto le preferenze di voi cibernauti che, ora - lo so - vi starete chiedendo che c'entra il preambolo terminato due righe fa con l'analisi delle parole chiave utilizzate per cercare contenuti.
In verità, in verità vi dico che non ne ho la più pallida idea. 

martedì 7 febbraio 2012

..:: Run, fatboy, run! ::..

Titolo: Run, fatboy run
Regia: David Schwimmer
Anno: 2007
Genere: commedia
Cast: Simon Pegg, Thandie Newton, Hank Azaria, Dylan Moran, Harish Patel


La trama:
Dennis Doyle (Simon Pegg) sta per sposare Libby (Thandie Newton), la sua fidanzata incinta, ma poco prima del matrimonio Dennis, spaventato, corre via. Cinque anni dopo lavora come agente di sicurezza in un negozio di biancheria intima femminile a Londra. Viene a sapere che Libby ha cominciato a frequentare Whit (Hank Azaria). Quest'ultimo entra sempre di più nella vita di Libby e Jake, figlio di Libby e Dennis, per prendere il posto di marito e padre. Per riconquistare Libby, Dennis decide partecipare alla Maratona di Londra (nel film sponsorizzata da Nike).
Dennis e il terrore del matrimonio.
Tempo stimato alla cerimonia:
60 secondi...
Gordon, cugino di Libby e amico di Dennis, scommette tutti i suoi soldi su una bisca clandestina che riuscirà a completare la maratona. Anche Goshdashtidar (Harish Patel), il proprietario dell'appartamento affittato da Dennis, scommette su di lui ma se non riesce a completare i 42 chilometri dovrà cercarsi un altro appartamento. (fonte wikipedia, quanto riportato su mymovie stavolta non mi andava a genio...)

Il mio commento:
Ogni tanto un filmetto tranquillo e disimpegnato ci vuole. Giusto per rilassarsi e svagarsi un poco. E, nel mio caso, per cambiare un po' registro rispetto a BattleStar Galactica, serie sci-fi che ho recentemente cominciato a recuperare (un danke in diretta a Marco) e che, pur soddisfacendomi assai, considerando il ritmo con cui vedo gli episodi, presumibilmente mi terrà impegnato per alcuni anni.
Ad ogni modo, dicevo, mi son visto questo "Run, fatboy, run" per trascorrere un'oretta e mezza di svago. D'altra parte, sulla carta, il film era pure stato premiato nell'ambito degli Empire Awards, edizione 2008. Per di più il protagonista è un certo Simon Pegg che ho apprezzato assai e assai in piccole perle cinematografiche quali "Shaun of the dead" (in italiano "L'alba dei morti dementi") e "Hot Fuzz", e che poi mi son ritrovato pure a bordo nell'Enterprise di J.J. Abrams. 
Assieme a Sylar...