Autore: Frank Herbert
Editore: Fanucci
Genere: fantascienza
Pagine: 478
La trama in breve:
Dopo millenni di dominio sull'universo, l'Imperatore-Dio Leto II, ibrido prodotto dalla fusione del suo corpo umano con diverse trote della sabbia, ha potuto assistere al profondo mutamento di Arrakis, ormai conosciuto solo come Rakis. Le antiche distese di sabbia sono soltanto un ricordo lontano, e il pianeta è molto diverso dall'arido Dune. La vegetazione è florida e l'acqua sgorga abbondante, e non c'è più traccia dei vermi della sabbia. Leto II ha dedicato ogni energia a incrementare i suoi enormi poteri, con l'unico risultato di diventare una creatura abietta e disumana, che getta un'ombra minacciosa sul Sentiero Dorato. Il comandante Duncan Idaho si trova a dover affrontare una questione morale incredibilmente ardua: qual è la scelta giusta, rimanere fedele agli Atreides, nel bene e nel male, o lottare contro un tiranno malvagio che porta ai popoli solo rovina e oppressione? (fonte Ibs)
Il mio commento:
Inevitabile che prima o poi, dopo aver letto i primi 3 romanzi del ciclo di Dune, recuperassi anche il seguito de "I figli di Dune". Anche perchè, sinceramente, ero molto curioso di conoscere il destino di Leto II Atreides che, in questo romanzo, è per molta parte protagonista e punto di convergenza di ogni trama. Fondamentalmente un tiranno, per come viene sempre descritto e citato, che incarna l'essenza di divinità centrale del culto da lui creato verso la sua figura ma, in realtà, una sorta di martire che ha sacrificato se stesso per tenere le redini di un'umanità altrimenti votata all'estinzione. Una fine che lui ha intravisto grazie alle facoltà conferitegli dalla pre-scienza e dalla spezia, e per la quale già nel libro precedente aveva lasciato intendere avrebbe compiuto ogni azione in suo potere per evitare.