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domenica 4 luglio 2010

..:: Il Teatro degli Orrori ::..

Sfortunatamente il mio pc ancora non è "guarito" e nemmeno risorto dalle proprie ceneri con nuovo hardware. Peccato... Teoricamente avrei dovuto aver ricevuto risposte qualche giorno fa (prima martedì, poi venerdì...) ma al momento tutto tace. Mi vien da sospettare che anche i tecnici del negozio siano approdati al mio medesimo punto, ovvero alla nefanda domanda: ma porco cazzo, perchè caspita non funziona questo @#*onzo di computer di merda?? Probabilmente espressa in tono più scurrile. Ipotizzo però che la risposta sarà qualcosai di simile a "dai test condotti è emerso che il problema è inequivocabilemente riconducibile alla scheda madre. Per cui, dovresti cambiarla. E pure il processore. E la Ram. E anche la scheda video, visto che l'agp non è più supportato. Se poi, già che ci sei, ti va di cambiare anche il case...beh, siamo qua" :-)
Ad ogni modo, pc o meno, rimane che in questo periodo avrei voglia di scrivere, fare e brigare. Ma devo limitarmi. Perciò, anzichè puntare ad altri argomenti, ho deciso di spendere due parole sui Il Teatro degli Orrori.
Mercoledì scorso, il 30 giugno, sono infatti riuscito ad andare a sentirli allo Sherwwod Festival di Padova. In totale mi son partiti 13 euro e 50 cents: non male per un concerto di circa 2 ore.
Personalmente non ero mai stato allo Sherwood e, da come me l'avevano descritto, me l'ero immaginato un postaccio molto devastato, sfatto e solo per gente schierata. Devo dire che invece è molto più tranquillo e a modo di quel che temevo: forse, nel corso degli anni, qualcosa è cambiato ma rimane il fatto che la maggioranza delle persone che lo frequentano sono giovani, con voglia di stare assieme e divertirsi e tendenzialmente schierati verso sinistra. E non erano pochi.
Ad ogni modo, alle 9.40 circa è salito sul palco Nicola Manzan, trvigiano, con il proprio progetto solista "Bologna Violenta". Non è stato un ascolto immediato, almeno personalmente, con brani veloci, furiosi, suonati con la chitarra (tranne uno) a volume altissimo e dai toni musicali decisamente aggressivi. Riferimenti al metal ce n'erano eccome, con sequenze musicali suonati a velocità sostenute e rabbiosa alternati a testi recuperati da film e documentari, atti a denunciare qualche realtà particolare (sfruttamento delle ragazze africane, trapianti d'organi illegali in Giappone, utilizzo di cuccioli a scopo alimentare in Cina...). L'artista ha creato, a mio avviso, uno spettacolo di forte impatto musicale e che, per come era strutturato, poteva risultare a tratti folle e sperimentale. Di certo emozionante e suggestivo.
Dopo "Bologna Violenta" è stato quindi il turno dei "Il Teatro degli Orrori", gruppo per il quale lo stesso Manzan suona. Premetto che i Teatro degli Orrori sono una band che conosco da poco tuttavia penso che siano una delle realtà musicali italiane più valide e interessanti, decisamente da tenere sott'occhio e apprezzare. Sul loro sito sono riportate informazioni sul gruppo, sul tour e sulle loro canzoni ma ugualmente vi riporto un passaggio giusto per introdurli anche a chi non li ha mai sentiti:

Siamo stanchi delle solite frittate rock italiane, stanchi dello sciatteria culturale che ci propinano le grandi case discografiche, stanchi di tutte le canzoncine che ascoltiamo in radio o "vediamo" in televisione, che durano sempre e soltanto l'arco di una stagione e poi -grazie a dio- non se ne sente più parlare.
IL TEATRO DEGLI ORRORI ha un ambizione più grande. Un quartetto rock bello classico, con una gran voglia di suonare della musica potente ma intrigante, violenta ma dai contenuti romantici, ignorante ma colta, un occhio ai Melvins ed uno a Dylan, un po' Birthday Party e un po' progressive.
Vi sembra poco? O è forse troppo? Ascoltare per credere.

La musica che suonano è piuttosto articolata e non banale, sia dal punto di vista delle soluzioni musicali che dei testi proposti. Come genere si potrebbero definire rock, indie, ma anche progressive. Ma forse è necessario attendere qualche altro album prima di inquadrarli meglio.
Dal vivo la resa è molto buona, davvero come mi aspettavo: giusto un paio di piccoli errori di attacco ma per il resto han suonato molto bene.
A questo, che già di per sè non è poco, va ad aggiungersi il modo di interagire con il pubblico, fatto di silenzi, di azioni mimate, di blocchi collettivi, di movenze tra il folle e il teatrale da parte del cantante, Pierpaolo Capovilla, lo stesso incaricato di introduzioni e spiegazioni alle loro canzoni.
Ad esempio in riferimento a "Terzo Mondo" o a "E' colpa mia", dedicata al nostro Paese (c'è l'Italia del Nord, l'Italia del centro, l'Italia del Sud, l'italietta, l'italiuccia, l'italiona - quella che va in guerra in Iraq e in Afghanistan - e l'italiaccia....), oppure su Ken Saro Wiwa, a cui è dedicata "A sangue freddo". I testi dei Teatro degli Orrori infatti non sono banali, anzi, spesso sono impegnati e significativi nelle riflessioni e nelle denunce che propongono. Fanno respirare delusione, insofferenza, voglia di riscatto, desiderio di un futuro migliore che però giunga da noi, dal nostro impegno.
A tal proposito, tra tutte, "E' colpa mia" è quella che forse mi è rimasta di più, quella che già vi avevo proposto nel mio precedente post. Il nostro Paese va male, sta andando male, è innegabile. Stiamo decadendo da ogni punto di vista eppure non gliene frega più niente a nessuno. Va bene così. Ma di chi è la colpa? Di Silvio e del suo partito legato alla mafia (è di questi giorni la diffusione anche al di fuori del web della notizia su Dell'Utri a cui viene confermata la condanna di 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Notizia aggravata dalle affermazioni su Mangano, criminale pluriomicida affiliato a cosa nostra, stalliere nonchè ospite ad Arcore per diversi anni)? Della Lega che fomenta divisioni col suo desiderio di indipendenza e federalismo? Del PD, smorto e inconsistente? Dei magistrati, che sembrano accanirsi a tutti i costi contro chi ha reati da giustificare? Del calcio? Della chiesa?
No.
La colpa è di ciascuno di noi, quando non ci schieriamo, quando ci neghiamo, quando ci rinchiudiamo nel nostro egoismo e puntiamo alla sicurezza del nostro egoismo. Quando vediamo la politica solo come un pretesto per ottenere favori personali e non come un impegno corale nei confronti della collettività.
Ma, ancor peggio, a chi spetterà raccogliere i cocci del presente che stiamo creando?

colpa mia
se siamo diventati indifferenti
più poveri più tristi
e meno intelligenti
è colpa mia x2
che non mi curo delle tue speranze
forse perché delle idee
non so più che farne
è colpa mia
non ci avevo mai pensato
è colpa mia
non presto mai troppa attenzione
è colpa mia
perché non prendo posizione
è colpa mia
mi crolla il mondo addosso
se ci penso
non me ne frega niente
è colpa mia
ho aperto gli occhi all'improvviso
e ho visto te
e nessuna spiegazione
soltanto quando è troppo tardi
ti ricordi ch'è tutto vero
è colpa mia x2
ho aperto gli occhi all'improvviso
e ho visto te
e nessuna spiegazione
figlio mio
ci pensi, un giorno
tutto questo sarà tuo
neppure se ti vedo piangere
riesco ad essere felice
neppure se ti parlo veramente
quando ti dico
che per me non conti niente
neppure tu
è una vita spesa male
ma tanto ormai è finita e lo sai
perché è finita
era un autunno
mentre l'inverno si avvicina
è colpa mia x3
se siamo diventati indifferenti
più poveri più tristi
e meno intelligenti
perché non mi curo
delle tue speranze
è colpa mia
se siamo diventati indifferenti
per piccoli egoismi
e altrettante bugie
e nessuna spiegazione
E' COLPA MIA
che non mi curo delle tue speranze
per piccoli egoismi
e altrettante bugie
e nessuna spiegazione
figlio mio
ci pensi, un giorno
tutto questo sarà tuo

Una canzone che si fa denuncia, quindi, e che rimane dentro. Accattivante e graffiante anche dal punto di vista melodico, potente, ma sincera.
Almeno per quel che mi riguarda, visto che qui si entra nel campo del gusto personale: in fondo, la musica è anche questo.
In definitiva, son rimasto proprio soddisfatto dell'esperienza fatta a questo concerto e auguro ai Teatro degli Orrori una lunga e felice carriera, conseguendo il giusto successo e la notorietà che si meritano. Sperando però che questo non li faccia cambiare come talvolta, purtroppo, accade.
Vi lascio infine con un altro dei loro video: A Sangue Freddo.





lunedì 15 marzo 2010

..:: Sarebbe bello ::..

Luce del mattino
Luce di un giorno strano
Pensavi di esser perso
Che cambia il tuo destino

Non sarebbe bello
Non farsi più del male
Non sarebbe strano
Se capitasse a noi

Anche il paradiso
Vuole essere un inferno
Era tutto scontato
Finché non sei caduto

Non sarebbe bello
Riprendere Berlino
Non sarebbe strano
Prenderla senza eroi

(Riprendere Berlino - Afterhours
)

Ho deciso di aprire questo post citando una canzone degli Afterhours che ho scoperto solo recentemente. Sarebbe bello, dico io, che in questo periodo qualcosa cambiasse. Che i toni cambiassero, che la tensione svanisse. Ogni dannatissima volta che accendo la tv, infatti, tutto è un costante susseguirsi di accuse e polemiche, di violenza verbale e mediatica. Personalmente, non ne posso più.

Sarebbe bello, quindi, che la si smettesse e si tornasse ad un comportamento civile. E se i media e chi li usa dessero il buon esempio credo che tutta la società potrebbe divenire migliore.
Riprendere Berlino dunque, riconquistare una casa, una città, qualcosa che si riteneva importante.
Ritrovare un po' di calma e civiltà.
Di razionalità, anche.
Già, perchè tra chiassi e accuse varie, tra intercettazioni e liste, tra par condicio e non par condicio, quel che sta accadendo è un fenomeno di disinformazione di massa. Qualcosa di simile a quel che accadde l'anno scorso, sempre in periodo elettorale.
Allora c'era di mezzo la presunta separazione tra il giovane e semi sconoscituo premier Silvio B e sua moglie Veronica Lario (ossia Miriam Raffaella Bartolini). Ricordate?
Settimane di sbattimenti, di rotocalchi, di scandali per la candidatura di soubrette e veline tra le fila del PDL.
Esattamente come allora accade ora, scandali e battibecchi mediatici che coprono e confondono.
Si finisce così per il NON parlare di programmi elettorali, di crisi, di riforme e di giustizia (a tal proposito, scusate se insisto, ma torno a segnalare il programma del Movimento 5 stelle ).
Peccato, soprattutto in vista delle elezioni che ci saranno a breve.
Non ci resta che confidare nella capacità di giudizio delle persone, nella volontà di capire e nelle dinamiche e nei tempi della giustizia. Tra l'altro, è di oggi la notizia che sempre il solito Silvio B è indagato dalla procura di Trani per via delle pressioni per la sospensione di AnnoZero, in Rai.
Tempo e risorse sprecate mi sa.
In fondo, l'ha fatta franca con tutte le altre intercettazioni, sia quelle relative alle mignotte sia quelle relative a mafia (Mangano, per dire, viveva a casa di Silvio...): perché stavolta dovrebbe essere diverso?


Forse, anzi, è invano anche continuare ad insistere.
Soprattutto visto che tutto è in mano alla sinistra: la magistratura, la stampa, la televisione, la Rai, la pubblica amministrazione, la Russia, la Vodafone...
A detta sua.
A detta mia invece c'è qualcosa di veramente marcio nel nostro Paese che è necessario epurare, se vogliamo invertire la rotta e ambire ad un futuro più radioso rispetto a quello che ci si prospetta ora come ora.
E questo processo non lo si può innescare se non attraverso partecipazione e consapevolezza di quel che ci accade intorno. O, in mancanza d'altro, fornendo Lego in gran quantità alle nuove generazioni.
Esattamente come nel testo della seguente canzone:


Dove son finiti tutti quei mattoni colorati
quanti menti son cresciute, quanti sogni irrealizzati.
Quando ero piccolo
giorni interi trascorrevo a costruire con il lego
ancora non sapevo a cosa stavo andando incontro

Ora che sono diventato un adulto
non mi riesco più a guardare allo specchio

della televisione proprio me ne frego
io mi diverto a costruire coll'ego.

Dimmi cos'è che non va
con me stesso
dimmi qual'è il meccanismo che è rotto
dammi un ricambio perfetto così la smetto
la smetto di riflettere, di ragionare, di cercare di capire, il senso delle cose


Non mi interessano i consigli per gli acquisti
io mi diverto ad ascoltare i miei dischi
non mi interessano i bollini della spesa
saranno anni che non vado più in chiesa.




( L'ego - Io, Carlo)

giovedì 25 febbraio 2010

..:: Il Presidente ::..

Pubblico "as is", ovvero come l'ho ricevuta. Che siate filoberlusconiani oppure no, che siate interessati alla politica oppure meno, credo ugualmente che il testo seguente offra uno scenario leggermente inquietante...

Vivo a Milano Due, in un palazzo costruito dal Presidente del Consiglio e lavoro a Milano in una azienda di cui è grande azionista il Presidente del Consiglio. Anche l'assicurazione dell'auto con cui mi reco a lavoro è del Presidente del Consiglio, così come del Presidente del Consiglio è l'assicurazione che gestisce la mia previdenza integrativa.
Mi fermo tutte le mattine a comprare il giornale, di cui è proprietario il Presidente del Consiglio. Quando devo andare in banca, vado in quella del Presidente del Consiglio. Al pomeriggio, esco dal lavoro e vado a far spesa in un ipermercato del Presidente del Consiglio, dove compro prodotti realizzati da aziende partecipate dal Presidente del Consiglio.
Alla sera, se decido di andare al cinema, vado in una sala del circuito di proprietà del Presidente del Consiglio e guardo un film prodotto e distribuito da una società del Presidente del Consiglio (questi film godono anche di finanziamenti pubblici elargiti dal governo presieduto dal Presidente del Consiglio).
Se invece la sera rimango a casa, spesso guardo la TV del Presidente del Consiglio con decoder prodotto da società del Presidente del Consiglio, dove i film realizzati da società del Presidente del Consiglio sono continuamente interrotti da spot realizzati dall´agenzia pubblicitaria del Presidente del Consiglio. Soprattutto guardo i risultati delle partite, perché faccio il tifo per la squadra di cui il Presidente del Consiglio è proprietario.
Quando non guardo la TV del Presidente del Consiglio, guardo la RAI, i cui dirigenti sono stati nominati dai parlamentari che il Presidente del Consiglio ha fatto eleggere.
Allora mi stufo e vado a navigare un po´ in internet, con provider del Presidente del Consiglio. Se però non ho proprio voglia di TV o di navigare in internet, leggo un libro, la cui casa editrice è di proprietà del Presidente del Consiglio.
Naturalmente, come in tutti i paesi democratici e liberali, anche in Italianistan è il Presidente del Consiglio che predispone le leggi che vengono approvate da un Parlamento dove molti dei deputati della sua maggioranza sono dipendenti ed avvocati suoi, cioè sempre... del Presidente del Consiglio
... che governa nel mio esclusivo interesse..... per fortuna!

Che dire?
Una prospettiva che dovrebbe far riflettere...
Per concludere, ne approfitto per riportare i versi di "Milioni di giorni" di Niccolò Fabi:

Non nascondere a nessuno
Il pensiero e la dignità
La minoranza non è una debolezza
La maggioranza non è una qualità
Ma la voce più convincente
E' spesso quella che ti spiega meno
Perchè conforta, non ti contrasta, ti dice solo quello che vuoi sentire.

Ma mio figlio dovrà sapere
Ma mio figlio dovrà sperare
Ma mio figlio dovrà imparare
A capire...
Milioni di sogni
Milioni di segni
Per milioni di giorni ancora...



domenica 1 marzo 2009

..:: Energia??? ::..

Ed eccoci qua, questa volta non per parlare di film e altre amenità ma per sciorinare qualche parolina sull'energia. E' di questi giorni la notizia dell'accordo sul nucleare, un patto firmato da Silvio e Sarkozy per promuovere la costruzione di energie nucleari e creare un mondo migliore. Energeticamente per lo meno.
Alla notizia viene dato un certo peso, grazie al cielo. Ma i toni rimangono sul vago andante, trionfalistici. Evviva il nucleare! Evviva evviva!



Sarà davvero così? Una benedizione del cielo, intendo?
Perchè se poi uno pensa a Napoli e al problema rifiuti (risolto, ovviamente, basta non parlarne più...) e si domanda: ma non è che andrà a finire così anche per le scorie? Non è che poi si rischi di avere una gestione "stile Alitalia" nell'ambito delle centrali nucleari?
Ma soprattutto, siamo davvero sicuri che questa sia la strada giusta?
Già, perchè in fondo se chiudiamo gli occhi per un istante e focalizziamo la nostra immaginazione sulla visualizzazione di un'immagine mentale, alla parola "nucleare" cosa accostiamo? Vallate verdi? Fiorellini? Esplosioni e funghi atomici? A me vien fuori qualcosa di simile all'immagine che riporto qui a lato.
Senza contare che l'accordo siglato non rappresenta un guadagno italiano, bensì un alleggerimento dei costi per i francesi che riescono così a rilanciare la propria industria nucleare. Con fondi nostri, che verranno sottratti (come se non fosse già accaduto altre volte...basti pensare a quelli stanziati per l'eolico...) allo sviluppo di impianti / risorse per lo sfruttamento di energie rinnovabili.
A proposito, se dico "solare" cosa visualizzate? Una bella spiaggia? Relax accanto ad una bella ragazza in bikini? La primavera?
Che poi, dico io, dove le mettono ste centrali che verranno realizzate nei prossimi anni? In quali regioni? Chi le vuole dietro casa? Nessuno immagino.
Ma soprattutto rimango basito dalla considerazione di ciò che è il volere del popolo. Se anni addietro, nel 1987, c'è stato un referendum per decidere un po' in materia, non decretando la fine del nucleare ma evitando investimenti nella creazione di centrali, perchè adesso non si può organizzare qualcosa del genere? Magari sfruttando le potenzialità della grande rete? Anche un sondaggio di massa, senza sperperare soldi pubblici. Invece nemmeno si tiene in considerazione quanto emerso in quell'occasione. Anche se, tra l'altro, già non era accaduto in quanto Eni ha già partecipato (all'estero) alla costruzione/ristrutturazione di centrali. In Russia, se ben ricordo.
Tra l'altro, da notare che l'accordo è stato siglato e che i giornalisti non hanno ovviamente approfondito su quelli che saranno i rischi di tale politica, i costi di tale scelta. Quanto costano le materie prime per produrre energia nucleare? Non è che hanno prezzi destinati a salire? Non è che poi si finirà come con il petrolio a far la guerra per mantenere il controllo sui Paesi che le posseggono?
E soprattutto, la corsa al nucleare, non è pericolosa in quanto può essere scambiata per corsa alla raccolta di materiale atto allo sviluppo di armi di distruzione di massa? Che poi era tra i principali capi d'accusa mosse contro Iraq e Iran.
E quanto durano e costanto in termini di manutenzione le centrali? Perchè in internet si parla di circa 20-25 anni....
Ad ogni modo, ormai il patto è siglato. Contemporaneamente si dovrà mantenere quanto concordato e rispettare gli obblighi europei. Che prevedono l'innalzamento della soglia di energia prodotta con fonti rinnovabili. Ovvero un controsenso. Ma è meglio non parlarne al telegiornale, no? Come del fatto che sono stati tagliati gli incentivi per la dotazione di pannelli solari e quant'altro alle proprie abitazioni. Forse per mantenere un certo grado di controllo sulla produzione dell'energia? Sia mai che i singoli cittadini si arrangino e che si crei una rete globale di collaborazione energetica. O sarà la crisi?
Negli Stati Uniti però, e anche lì c'è sta benedetta crisi, si fa esattamente il contrario: si incentiva l'utilizzo di fonti di energia rinnovabili. E si pone anche un tetto al guadagno dei manager di aziende che ricevono contributi statali...o si tassano maggiormente i ricchi...si punisce il falso in bilancio...ma pensa te: proprio il contrario di quel che accade nel "Paese del Sole".
Vabbè, speriamo bene. Male che vada se mi costruiranno una centrale in zona mi assicurerò...sempre se qualche compagnia lo permetta.

PS: è sul solare termodinamico, il progetto che in Italia viene curato dall'Enea, che si dice? Il governo precedente aveva recuperato l'idea e stanziato capitali in merito. E allora che cazzo stava dicendo Silvio al tg2? Perchè i giornalisti non dicono qualcosa: dovrebbero! Qualcosa del tipo: "mi scusi, sua santità: quello che ha detto sul nucleare è...come dire...ecco, sì. Una stronzata, una grandissima stronzata!"



E chiudiamo con il testo di una canzone degli Articolo 31: Italiano medio

Io mi ricordo collette di Natale
Campi di grano ai lati della provinciale
Il tragico Fantozzi la satira sociale
Oggi cerco Luttazzi e
Non lo trovo sul canale
Comunque sono un bravo cittadino
Ho aggiornato suonerie del telefonino
E un bicchiere di vino con un panino
Provo felicità se Costanzo fa il trenino
Ho un santino in salotto
Lo prego così vinco all'enalotto
Ho Gerry Scotti col risotto ma è scotto
Che mi fa diventare milionario come Silvio
Col giornale di Paolo e tanta fede in Emilio
Quest'anno ho avuto fame ma x due settimane
Ho fatto il ricco a Porto Cervo. Che bello!!
Però ricordo collette di Natale
Compi di grano ora il grano è da buttare
M'importa poco oggi io vado al centro commerciale
E il mio problema è solo dove parcheggiare

Ohoo Ohoo
Ma a me non me ne frega tanto
Ohoo Ohoo
Io sono un italiano e canto
E datemi Fiorello e Panariello alla tv
Sono l'italiano medio nel blu dipinto di blu

Io sono un bravo cittadino onesto
Bevo al mattino un bel caffè corretto

Dopo cena il limoncello in vacanza la tequila
La gazzetta d'inverno e d'estate novella 2000
Che bella la vita di una stella
Marina o Martina o quella della velina
La mora o la bionda è buona e rotonda
Finchè la barca a finchè la barca affonda
E intanto sto perdendo sulla patente il punto
E un'auto blu mi sfreccia accanto
Che incanto

Ohoo Ohoo
Ma a me non me ne frega tanto
Ohoo Ohoo
Io sono un italiano e canto
Non togliermi il pallone e non ti disturbo più
Sono l'italiano medio nel blu dipinto di blu
Ohoo Ohoo

Ma spero che un sogno così non ritorni mai più
Mi voglio svegliare mai più
Ti voglio fare vedere

Che sono proprio un bravo cittadino
Ho il portafoglio di Valentino
E l'importante è quello che ci metto dentro
Vado con il vento a sinistra a destra
Sabato in centro fino a consumare le suole
Ballo canzoni spagnole così non mi sforzo
A seguire le parole e penso a fare l'amore
Alla villa di Briatore alla nonna senza
Ascensore alla donna del calciatore
A qual è il male minore l'onore sua eccellenza
Monsignore ancora baciamo la mano
Che del miracolo italiano

Ohoo Ohoo
Ma a me non me ne frega tanto
Ohoo Ohoo
Io sono un italiano e canto
E datemi Fiorello e Panariello alla tv
Sono l'italiano medio nel blu dipinto di blu
Ohoo Ohoo
Ma a me non me ne frega tanto
Ohoo Ohoo
Io sono un italiano e canto
Non togliermi il pallone e non ti disturbo più
Sono l'italiano medio nel blu dipinto di blu
Ohoo Ohoo

martedì 23 dicembre 2008

..:: Memories ::..

Sono qua ^_^
Questo post ho deciso di dedicarlo a "Memories", un film d'animazione del 1995 anche conosciuto come "Otomo Katsuhiro's Memories". Otomo, per chi non lo sapesse, è l'autore di Akira, un capolavoro nell'ambito della vastissima produzione di anime giapponesi. Sono ben conscio che al suono di codesta parola, la mente dei lettori più sprovveduti vaga fino alle curve procaci e morbidose delle svariate eroine sexy che hanno fatto conoscere il genere.

Però l'animazione

giapponese è questo e molto altro. Anzi, soprattutto molto altro!! Basti pensare poi a capolavori come Final Fantasy: Advent Children o Neon Genesis Evangelion per farsene una ragione. Gli stessi Wachowski, nell'ambito del progetto "Matrix", si sono avvalsi di maestri giapponesi per la realizzazione di corto metraggi utili all'esplorazione del mondo fantascientifico che hanno costruito. E per sperimentare nuovi linguaggi e nuove tecniche comunicative.

Lo stesso fine che Otomo si prefigge con "Memories", un film composto da tre medio-metraggi realizzati a partire da suoi racconti ma la cui regia è stata affidata ad altri mostri sacri della produzione giapponese. Alcuni dei quali, tra l'altro, reclutati dai Wachowsky per Animatrix.


La prima parte del film è intitolata "Magnetic Rose" : l'ambientazione è futuristica, spaziale. I protagonisti sono astronauti addetti al raccoglimento dei rifiuti e dei relitti che vagano alla deriva nello spazio (come in Planetes di Makoto Yukimura per intenderci). Raggiunti da un segnale di SOS si dirigono verso una sorta di stazione orbitante in decadimento: sembra disabitata tuttavia al suo interno permangono in funzione gli ologrammi e i robot di una famosa soprano che, nonostante sia ormai morta, ha cercato di mantnere in vita il ricordo di sè, della propria musica e del proprio amato. Gli astronauti tuttavia non lo sanno e, vagando per la stazione, finiscono preda di allucinazioni e situazioni irreali. L'elemento di unione tra i personaggi è il modo in cui vengono vissuti i ricordi, un legame da recidere con il passato poichè richiama alla mente esperienze dolorose e traumatiche (ad esempio la morte di una figlia...) oppure il passato inteso come vita, come rifugio, luogo in cui sentirsi realizzati. In entrambi i casi alla memoria viene accostato il senso della fuga. Ma sono anche altre le suggestioni che regala questo episodio, soprattitto per il fatto di essere molto "occidentale" : i pesonaggi, gli abiti, le ambientazioni. Così come la scelta di un soprano (che in teoria si rifà alla Callas) e do musiche liriche (Puccini in particolar modo) richiamano poi alla memoria l'Europa, o almeno a me ha fatto questo effetto. Quasi che la stazione spaziale in decadimento sia proprio il nostro continente...
Il secondo spezzone invece è quello che io reputo più divertente. L'idea di base risulta semplice ma al contempo delinea una prospettiva terrificante. Il protagonista delle vicende è un ragazzo qualunque, una persona semplice e ano

nima che, per errore, diviene la più potente arma biologica vivente in circolazione. Da dipendente di una casa farmaceutica, a seguito dell'ingestione di una pillola, si ritrova l'unico superstite in uno scenario di morte senza precedenti. E ovunque vada una puzza pestilenziale si diffonde, la Natura impazzisce e gli esseri umani cadono a terra, morti: ma lui tuttavia non comprende di essere la causa di una simile tragedia, anzi, nè è spaventato e ancor di più lo è quando si trova addosso l'esercito giapponese!! Ne risulta quindi un concentrato di azione e divertimento ma che non manca di far riflettere su come "l'uomo" possa essere considerato un'arma di distruzione di massa. Un essere che, irrispettoso delle dinamiche naturali, sta finendo con l'auto distruggere sè stesso e l'intero pianeta. Certe volte anche per errore, solo per incoscienza o poca lungimiranza. Quasi non avesse ricordi delle guerre e delle devastazioni passate, l'umanità però non bada a questo ma si prodiga ugualmente per inquinare e produrre armi sempre più potenti, sempre più devastanti.


"Cannon fodder" è infine l'ultimo dei medio metraggi che compongono Memories. Ed è quello più strano e particolare in termini di grafica, grottesco, assolutamente non "giapponese" nell'aspetto. Sperimentale, ecco. Ed è quello che mi è rimasto più impresso soprattutto per la tensione che pervade la storia rappresentata, le vicende quotidiane che si svolgono in una città fortificata, in cui ogni edificio è corazzato e dotato di cannoni. Una città militarizzata e dittatoriale, in cui gli uomini vivono in funzione del caricamento di un cannone di dimensioni colossali che un "nobile" aziona ogni giorno, ogni ora. Per bombardare. Per colpire. Non sono concesse pause, ogni sforzo deve essere teso alla produzione di armi, alla pulizia delle armi, al caricamento delle armi, alla rea

lizzazione di proiettili. Uomini e donne indistintamente vivono per servire i regime, si annichilisono per il sistema, come se ne fossero parte non tanto in qualità di individui con diritti, sogni e pensieri, ma in quanto "ingranaggi". Nemmeno i bambini sono risparmiati da una simile realtà opprimente: vengono educati alla guerra, indottrinati, finendo per sognare di essere loro, un giorno, ad azionare il cannone. Un'arma che spara senza che si sappia perchè o dove. Bisogna sparare, questo l'unico imperativo in un presente costruito sulla memoria di una guerra passata e, forse, addirittura già conclusa. Ma non c'è spazio, non c'è tempo per alcuna verifica, per alcuna libertà di pensiero o di ogni altro tipo. Esiste solo l'annullamento.

Una constatazione che "fa male" e che mi ha fatto molto riflettere su quello che, in soldoni, è il nostro modo attuale di vivere in cui talvolta sfugge lo slancio vitale sostituito dalla spinta degli eventi, in cui la verità e la confusione si confondono e in cui, a furia di venir "bombardati" da certi messaggi si finisce con il farli propri.


E sull'onda di queste suggestioni io concluderei lasciandovi alle parole dei CSI  con Unità di Produzione:

Che la terra è pesante
Non si può sollevare
Che la terra è pesante
Pesante da portare
E' bassa troppo bassa
Preme e schiaccia
Fucina di potere temporale
Fucina di potere temporale
Un unico abominio clericale
Delirio onnipotente
Dominio che sovrasta
Efficenza d'inetto (delirio onnipotente)
Burocratica casta (dominio che sovrasta)
Potenza del pesante (efficenza d'inetto)
Preme compatta schiaccia (burocratica casta, potenza del pesante)
Preme
Compatta
Schiaccia
Sogno Tecnologico Bolscevico
Atea Mistica Meccanica
Macchina Automatica - no anima
Macchina Automatica - no anima
Ecco la Terra in Permanente Rivoluzione
Ridotta imbelle sterile igienica
Una Unità di Produzione
Unità di Produzione
Tecnica d'Acciaio
Scienza Armata Cemento
Tabula Rasa Elettrificata
Tabula Rasa Elettrificata
Barbaro umanesimo bolscevico
L'età del bruci il mondo caschi in terra
L'età del tutto giù nuova la terra
Rosso fiammante
Splendente in età acerba di passione
Rosso fiammante
Ma senza età matura
Marcia impostura
Ma senza età matura
Marcia impostura
Delirio onnipotente
Dominio che sovrasta
Efficenza d'inetto
Burocratica casta
Potenza del pesante
Preme
Compatta
Schiaccia
Sogno Tecnologico Bolscevico
Atea Mistica Meccanica
Macchina Automatica - no anima
Macchina Automatica - no anima
Ecco la Terra in Permanente Rivoluzione
Ridotta imbelle sterile igienica
Una Unità di Produzione
Unità di Produzione
Tecnica d'Acciaio
Scienza Armata Cemento
Tabula Rasa Elettrificata
Tabula Rasa Elettrificata
Tabula Rasa Elettrificata
Tabula Rasa Elettrificata...

(Unità di produzione - Tabula Rasa Elettrificata)

mercoledì 10 dicembre 2008

..:: Giusto due parole ::..

Giusto due parole, anche perchè sono stanco.
Un appello più che altro a tutti coloro che inoltrano mail al mondo senza perdere nemmeno un secondo del loro tempo a verificare la fondatezza degli allarmi di cui stanno parlando.
Richieste di aiuti per un perfetto signor nessuno costretto a vivere come un vegetale a causa di una qualche malattia non meglio precisata, appelli per persone scomparse ma di cui nemmeno si indica una data di sparizione oppure presunti infezioni di virus che si scatenano solamente premendo il tasto "ON" sul case...per non parlare delle presunte possibilità di guadagno via mail...come se le multinazionali regalassero soldi...
Per cui, please, prima di spargere ai quattro venti queste mail vi chiedo due cortesie:
1 - andate su google e provate a fare una benchè minima ricerca. Siti, blog e portali che parlano di codeste cose ce ne sono a iosa. Su tutti consiglio "Il disinformatico"
2- se proprio dovete mandare la mail inserite gli indirizzi nel campo CCN: almeno non risulteranno noti a perfetti sconosciuti. Tra i quali, ve l'assicuro, ci sarà di certo il paranoico di turno che vi farà una testa tanta...
Ad ogni modo, sempre in merito ad internet, volevo riportare una notizia che mi ha lasciato perplesso e che ho potuto ascoltare ieri al telegiornale. Ovvero la crisi dei "media" classici dovuta alla diffusione e all'evoluzione di internet. Alcune prestigiose testate statunitensi infatti sembrano leggermente in difficoltà: persino il New York Times, per non chiudere baracca e burattini, ha ipotecato parte dei propri uffici. Per carità, può anche essere che codeste società siano in bancarotta a causa della crisi economica che in questi mesi sta facendo molto preoccupare il mondo (tranne in Italia...dove qualcuno sorride e dice di investire in ENI....azioni che poi effettivamente acquisiscono valore...come se S B sapesse già...), ma non apprezzo molto la faciloneria dei giornalisti che approfittano di occasioni simili per "attaccare" la rete.
La stessa da cui poi loro attingono.
La medesima in cui i giornali di cui prima sono presenti con i loro portali.
Misteri della comunicazione italiana, la stessa che non comprendo ancora se sia libera oppure no.
E che, sempre dall'articolo di cui prima, sembra ora improvvisamente accorgersi di aver alcuni problemi, di non vendere più come un tempo...e non che Repubblica, il corriere della sera e compagnia bella non siano presenti nel web.
Allora sorgono le domande, quelle stesse che i giornalisti non hanno posto o su cui hanno taciuto. Mi chiedo cosa stia cambiando, se i lettori, le abitudini o la fiducia della gente. Magari non siamo più così interessati a comprendere la realtà, magari preferiamo costruirci delle verità nostre. Oppure più persone di quel che ci si aspettava stanno imparando a non fidarsi più dei media tradizionali, soprattutto in un Paese in cui c'è ancora qualche conflitto di interesse da risolvere...
O è la tv stessa ad aver fregato tutti e ad esser riuscita nel "grande processo de-evolutivo" e ci ha reso persone disinteressate alle informazioni ma curiose e attente alle cagate?
Mah...sarebbe potuto nascere un bel servizio in merito. Così come i giornalisti avrebbero almeno potuto citare come anche nel vasto mare di internet si corra il rischio di creare monopoli comunicativi, accentramenti di poteri "pericolosi". Vedi Big G, attualmente il più grande editore mondiale...in termini di pubblicità intendo. E la pubblicità in fondo non è che l'anima del commercio, una fonte di guadagno a dir poco immensa...
Soprattutto se accostata ad uno strumento comunicativo come internet.
Se poi pensiamo che noi in Italia abbiamo zone ancora non coperte dall'ADSL (yuhu?? Telecooooom???) o che ci sono aree in cui si parla solamente dialetto...beh...verrebbe da rifletterci un po' seriamente su come siam presi noi "italioti".
Concludo quindi con le parole di una canzone che mi è capitato di ascoltare recentemente e che credo siano abbastanza significative:

Questa Italia non c´è
si è suicidata
si è specchiata troppo
e si è ammalata
si è specchiata nella tele
pensando fosse il mare
e tutti si sono convinti
fosse la sola cosa da fare
spazio al cinema alla musica e alla cultura
basta che sia ad uso interno
praticamente spazzatura
e io dovrei aver paura
ma sono un ragazzo morto
e niente mi fa paura

(Bella Italia - Tre allegri ragazzi morti)

sabato 8 novembre 2008

..:: Cittadino/a del pianeta ::..

Recentemente ho avuto modo di ascoltare l'ultimo album di Alanis Morissette, Flavours of Entanglement, e devo dire che non mi ha deluso affatto. Ammetto di non aver mai ascoltato molto di suo ma le canzoni di questo suo nuovo disco mi sono piaciute. In particolare il singolo con cui radio ed emittenti televisive stanno promuovendo l'album, Underneath, e la prima traccia sono le canzoni che mi hanno colpito maggiormente. Intense, a mio avviso, immediate e, soprattutto Citizen of the planet, grintosa e agguerrita. A tratti ad esempio denuncia assurde dinamiche dell'economia e della politica mondiale:

I am a citizen of the planet Democracy's kids are sovereign
Sono una cittadina del pianeta // I bambini della democrazia sono sovrani

Cosa che, a ben pensarci, non è poi falsa. In fondo, tutto ciò che fanno gli Stati Uniti (e non l'AMERICA come dicono sempre i giornalisti) determina l'economia globale. Basti pensare a quel che hanno combinato con le ultime guerre in Afghanistan e Iraq o a tutto il chiasso che si fa per Obama (senza nulla togliere, per carità). Poco importa se poi a causa della loro economia, dei debiti contratti e di quelli mascherati (i conti pubblici sono diventati meno pubblici negli ultimi anni, in termini di visibilità intendo), causino panico e crisi sui mercati mondiali.




Altro passaggio che mi piace della canzone è quel riferimento all'Europa:

Then I move across the sea To European bliss To language of poets // Poi mi muovo navigando per il mare Verso la beatitudine Europea Verso il linguaggio di poeti

Ma che è sta beatitudine europea? Si riferisce a Silvio forse? O ad una cultura che sempre più stiamo martoriando? Cioè, davvero, ogni volta che accendo la tv mi prende uno sconforto...La Talpa, L'isola dei famosi, La ruota della fortuna, Striscia la notizia....idem se ripenso ai testi di uno dei cantanti nostrani "di punta": eeeee..... uo.....e.....



mercoledì 10 settembre 2008

..:: LHC ::..

Domani, anzi oggi, il signor LHC entra in funzione.
Beh, che dire?
Speriamo vada tutto per il meglio e che gli esperimenti che verranno condotti possano consentire agli scienziati di tutto il mondo (anche quelli "Pilippini") di avere conferme o confutazioni in merito agli argomenti fisici più disparati. E all'umanità di continuare comunque ad esistere, ovviamente.
Anche perchè, per quanto la probabilità di rischio possa essere minima, sulla carta, un po' di perplessità e di ansia credo sia più che leggittima.
E umana.
Soprattutto per chi abita in zone limitrofe...a portata di esplosione nucleare, diciamo.
D'altro canto, se va tutto bene, questo creerebbe un precedente per tentare con maggior potenza...
Ma in fondo chissà, magari potrebbero manifestarsi eventi non calcolati: varchi dimensionali, teletrasporti, assolutamente nulla....oppure un bel portale per il regno degli inferi come in Doom3. O ancora potrebbe apparire Dio, Allah, un lillipuziano...o un tappeto persiano...oppure più semplicemente l'energia dispersa altererà qualche equilibrio cosmico deviando un meteorite lontano da noi migliaia e migliaia di anni luce mandandolo a collidere contro il pianeta dei puffi. Meglio loro che noi, comunque.
Ad ogni modo, io sono ottimista e confido che il lavoro svolto da scienziati e tecnici sia più che "ok". Altrimenti, con tutta probabilità, Hiro Nakamura sarebbe tornato dal futuro per avvertirci, no? E poi, Delorean non ne ho viste in questi giorni...
Vi lascio quindi alle parole di Guccini solo per esorcizzare un po' di apprensione ^_^

Vedremo soltanto una sfera di fuoco
più grande del sole, più vasta del mondo
nemmeno un grido risuonerà
e solo il silenzio come un sudario si stenderà
fra il cielo e la terra per mille secoli almeno
ma noi non ci saremo, noi non ci saremo.

E catene di monti coperte di neve
saranno confine a foreste di abeti;
mai mano d’uomo le toccherà
e solo il silenzio come un sudario si stenderà
fra il cielo e la terra per mille secoli almeno
ma noi non ci saremo, noi non ci saremo.

E il vento d’estate che viene dal mare
intonerà un canto fra mille rovine
fra le macerie delle città
fra case e palazzi, che lento il tempo sgretolerà
fra macchine e strade risorgerà un mondo
nuovo,
ma noi non ci saremo, noi non ci saremo.

E dai boschi e dal mare ritorna la vita
e ancora la terra sarà popolata
fra notti e giorni il sole farà le mille stagioni
e ancora il mondo percorrerà gli spazi di
sempre
per mille secoli almeno,
ma noi non ci saremo, noi non ci saremo.

Ps: una toccatina scaramantica non fa mai male comunque...


martedì 19 agosto 2008

..:: A vita bassa ::..

Di recente mi è capitato di ascoltare "A vita bassa" dei Baustelle. Che dire? Mi piace come canzone, sia dal punto di vista della melodia che per il testo.
Ve lo riporto qui sotto:

Professore lei non sa
dice oggi Monica
che la personalità
se la può permettere
se la può concedere
solo una piccola elite: il cantante, l'attore, eccetera, eccetera...
E l'antidoto che ho al futuro anonimo

è la scritta Calvin Klein, è la firma D&G tatuata sugli slip

sopra la vita dei jeans che quest'anno va bassa, va bassa
Ed i cantanti dalla radio cantano
ed ogni anno foglie morte cadono
i calendari cambiano
i centravanti contano
e tutto il resto è inutile
Hai ragione Monica
la sconfitta storica
ma non posso dirtelo
posso solo piangerla
e guardarti crescere
come cresce l'edera
come il rovo su pietre e macerie
Ed i cantanti dalla radio cantano
ed ogni anno foglie morte cadono
i calendari cambiano
ed i famosi ridono
e tutto il resto è inutile
E le modelle per le strade sfilano
ed ogni anno foglie morte nascono
comete nuove cadono
per un errore cosmico
è un universo inutile!

Descrive un po' lo sfacelo dei giorni nostri, non trovate anche voi? Al di là dell'aria un po' "stanca" con cui viene cantata, ogni volta che la ascolto mi fa molto riflettere sulla caducità e sulla vacuità del presente. O, meglio, sull'inutilità di certi modelli di vita che ci propinano e a cui , volenti o nolenti, ci adeguiamo. L'obbiettivo è andare in tv, diventare famosi, essere qualcuno. Sfuggire all'anonimato in ogni modo, vittime di una crisi dell'individuo iniziata chissà quanto tempo fa...
E ieri sera, mentre (purtroppo) ho visto stralci del nuovo programma di Amadeus "Canta e vinci" me ne sono convinto sempre più. Per carità, la concorrentessa (tale Gaia Bartolini) era una gnocca "casta e pura" nata per %$£§#are...volevo dire cantare...però tra modo di vestire (una sorta di rimedio al viagra...), desiderio di apparire e di "andare in tv nonostante la propria incapacità"...ecco...mi ha fatto pensare al testo della canzone di prima.
Di fatto, nessuno si sforza più di vivere normalmente. L'obbiettivo è essere qualunque, ad ogni costo. Apparendo. E quindi vai di capi firmati, macchinone, spese al di sopra delle reali possibilità che la gente ha, comportamenti incoerenti e via...tutte cose che si traducono in esempi con cui educare le generazioni che nascono e crescono in questi anni.
Una sorta di grande inganno quindi, un'illusione. In fondo, come dice pure la canzone di sopra, non tutti possono permettersi una personalità, di essere qualcuno, di venir apprezzati e ricordati. Balle, gran balle.
In fondo, guardate ai Greci, ai Romani, a Massimino Il trace...mica sono andati i tv, mica hanno partecipato a qualche reality per diventare famosi...eppure...

Che poi, a ben pensarci, se tutti finiscono in tv, chi cavolo la guarda? Chi cavolo si sforza di costruire case e macchinari? Chi prepara il cibo o cura le malattie? E che diamine! Non ha insegnato proprio nulla Il signore degli anelli???? Le grandi imprese, i sacrifici, il "mazzo" mica se l'è fatto il
bellissimo Legolas, il re Aragorn, il saggio e potente Gandalf!! No, se lo son fatti i mezz-uomini, gli hobbit, gente comune, semplice, anonima. E che tale rimarrà. Ma che ugualmente ha creato la storia, ha compiuto imprese che "i grandi di cui sopra" mai e poi mai avrebbero potuto realizzare. Oppure pensate a Mister Leo da Vinci, per dire: un genio incommensurabile, ineguagliabile (anche lui mai andato in televisione, ci tengo a sottlinearlo) che è entrato nella storia e che mi ha copiato il nome. Ma, per dire, e i suoi genitori? I suoi nonni? Non erano forse gente semplice? Agricoltori, fornai, strozzini...chi lo sa...eppure senza di loro, addio genio! Addio Gioconda, addio contributo alla medicina, addio Sindone...

E comunque io preferisco il Joker...

sabato 26 aprile 2008

..:: Parole & web ::..

Oggi vorrei spendere due paroline sulle catene di Sant'Antonio, ovvero su quelle mail che si diffondono a valanga nel web per segnalare cavolate immani, disperati casi umani, rapimenti, minacce, prove dell'esistenza degli extraterrestri nonchè l'imperdibile annuncio che quella in corso è la settimana dell'amicizia.
Ora...vi prego...vi prego, basta!!! Smettetela! Mi appello a tutti voi affinchè non le diffondiate più...e, se proprio dovete, almeno mettete gli indirizzi di posta dei destinatari in CCn, cosicchè non venga diffuso a gente priva di scrupoli. Come me!!
Più che altro, molto spesso si tratta di bufale architettate per oscuri motivi. Ad esempio oggi me ne sono arrivate un paio su Ashley Flores. Ora, il testo parla di questa avvenente tredicenne scomparsa in un luogo imprecisato e in una data sconosciuta. Potrebbe essere semplicemente uscita di casa il giorno prima per andare ad una festa tra amici e, quindi, l'ideatore della catena potrebbe essere un genitore apprensivo e disinformato sugli spostamenti della figlia....oppure ancora potrebbe essere scomparsa da decenni...chi lo può sapere....
Però, basta digitare Ashley Flores su google per trovare vari siti (ad esempio il Disinformatico) che parlano di codesta donzella specificando che l'appello per il suo ritrovamento è una bufala. Niente di più.
A parte poi che a me la suddetta ricorda vagamente Jessica Alba da "giovane"...
Comunque sia, è incredibile come qualunque informazione, qualsiasi notizia, appello o nota possa viaggiare in lungo e in largo per il mondo con una facilità e una rapidità sconosciuta agli uomini che popolavano lo nostra stessa Terra secoli fa. Al contempo, è impressionante notare come non sia altrettanto facile scoprire se si tratta di informazioni vere o false.
Cioè, quel che voglio dire è che nonostante la rapidità del comunicare che abbiamo guadagnato negli ultimi decenni proprio grazie alla rivoluzione informatica che c'è stata, grazie alla diffusione dei pc, di internet etc, non abbiamo guadagnato un'altrettanta capacità di analisi, di critica, un modo di porsi di fronte all'informazione che ci permetta comunque di non essere passivi. Internet comunque ci viene in aiuto grazie ai suoi potenti motori di ricerca (Google, Yahoo, AltaVista...) ma noi per primi siamo rimasti "indietro" rispetto al mondo che si è andato sviluppando sul web. Siamo ancora un po' troppo orientati al modo di vivere le notizie che, per molti anni, ci è stato imposto dalla società, dalla televisione e, probabilmente, anche dalla scuola. Tutto quello che ci arriva alle orecchie automaticamente diventa "vero". Anche le immagini che vediamo, tutto viene percepito come attendibile fino alla sua smentita. Che magari arriverà o che, invece, non giungerà mai....e in ogni caso con una diffusione minore e di impatto, senza dubbio, minore.
Al contempo, si corre il rischio di prendere per vera una notizia che invece non lo è...al limite, se è pericolosa e scomoda, verrà sotterrata da quintalate di gossip e altre amenità. Tette e culi vendono sempre bene in fondo, o no?
Uhm...forse allora sarà meglio tappezzare questo blog di foto di Jenna Jameson e altre pornostar...magari aiuterebbe ad aumentare le visite...
Comunque sia, divagazioni a parte, quel che tra le righe di questo post volevo dire è che sarebbe bene imparare ad essere sempre critici e vigili, cercare sempre di verificare le informazioni che ci giungono dagli altri e dal mondo. Nonostante si sia figli della Rivoluzione Informatica, spesso si rischia di rimanere disinformati ^__^
E non è una cosa da poco soprattutto considerando l'enorme potere che posseggono le parole, un'arma dalla quale difficilmente ci si può difendere ma che al contempo ci permette di comunicare e di far vivere ad altri emozioni e sentimenti che altrimenti rimarrebberso solo nostre.
Concludo riportando il testo di una canzone "a tema" di Samuele Bersani:

Le mie parole sono sassi
precisi aguzzi pronti da scagliare
su facce vulnerabili e indifese
sono nuvole sospese
gonfie di sottointesi
che accendono negli occhi infinite attese
sono gocce preziose indimenticate
Sono lampi dentro a un pozzo, cupo e abbandonato
un viso sordo e muto che l'amore ha illuminato
sono foglie cadute
promesse dovute
che il tempo ti perdoni per averle pronunciate
sono note stonate
sul foglio capitate per sbaglio
tracciate e poi dimenticate
le parole che ho detto, oppure ho creduto di dire
lo ammetto
strette tra i denti
passate, ricorrenti
inaspettate, sentite o sognate...
Le mie parole son capriole
palle di neve al sole
razzi incandescenti prima di scoppiare
sono giocattoli e zanzare, sabbia da ammucchiare
piccoli divieti a cui disobbedire
sono andate a dormire sorprese da un dolore profondo
che non mi riesce di spiegare
fanno come gli pare
si perdono al buio per poi ritornare
Sono notti interminate, scoppi di risate
facce sopraesposte per il troppo sole
sono questo le parole
dolci o rancorose
piene di rispetto oppure indecorose
Sono mio padre e mia madre
un bacio a testa prima del sonno
un altro prima di partire
le parole che ho detto e chissà quante ancora devono venire...
strette tra i denti
risparmiano i presenti
immaginate, sentite o sognate
spade, fendenti
al buio sospirate, perdonate
da un palmo soffiate

(Le mie parole - S. Bersani)

sabato 23 febbraio 2008

..:: Messaggi manifesti ::..

"E con le mani amore, per le mani ti prenderò / e senza dire parole nel mio cuore ti porterò... " parole dela canzone "La donna cannone" di F. De Gregori che ieri ascoltavo in auto e che mi sono rimaste impresse. Sinceramente il noto cantautore "brutal-metal" italiano lo conoscevo poco ma, ascoltando una raccolta dei suoi maggiori successi, devo dire che merita davvero. Così come merita la visione di Pale Cocoon, un piccolo capolavoro d'animazione a mio avviso. Sia dal punto di vista grafico che dal punto di vista degli spunti: archeologi che cercano di ricostruire la storia dell'umanità a partire da un passato racchiuso solamente in frammenti, foto, audio e video, sopravvissuti alla catastrofe che ha portato l'umanità a vivere in strutture artificiali che rivestono interamente la superficie del pianeta. Ricostruire il passato per comprendere il presente, una ricerca quasi folle a cui l'umanità descritta dall'anime rinuncia sempre più, rassegnandosi al presente nonostante la drammatica condizione di vita a cui è costretta. Forse per allontanare la certezza di essere essa stessa la causa della devastazione e dell'eccessivo inquinamento della Terra che costringono tutti a vivere in colonie...Straordinario poi il passaggio in cui il protagonista si confronta con un collega archeologo che gli pone il dubbio "...e se fosse tutto una menzogna?"...Da vedere assolutamente!!
Passiamo infine ad un argomento che con la fantascienza c'entra poco ma di cui ugualmente vorrei parlare. Ovvero, gli spot elettorali che iniziano a girare e ad apparire, funesti e minacciosi, a destra e a manca...
Ho visto quello del Popolo delle Libertà: "La sinistra ha messo in ginocchio il Paese. Rialzati Italia!". Ora...penso io...non è strano che un messaggio del genere arrivi da uno che si fa chiamare "Cavaliere"? Quasi fosse un titolo nobiliare. In ogni caso, tranquillo Berlusca: non è stata solo la sinistra a mettere in ginocchio l'Italia. C'eri al governo tu prima e non mi pare che allora Alitalia, Telecom, Trenitalia brillassero per risultati positivi...anzi...e se pensiamo alla legge elettorale truffa che quel governo ha varato...ecco...Comunque, dai, almeno è meglio di quella vaccata del "presidente operaio" di anni fa.
Poi c'è Casini con messaggi del tipo "Per un'Italia più sicura" e "E' ora di pensare alle famiglie". Quindi, se adesso è "ora" di pensare alle famiglie, fino ad adesso, che caspita è stato fatto? E poi, quali "famiglie"? Quelle mafiose o cosa? Tra l'altro Casini in effetti ha più famiglie essendo divorziato...o no? Il discorso sulla sicurezza invece non lo comprendo: più sicura in che ambito? E soprattutto come? Quando è stata al governo la destra le risorse destinate alle forze dell'ordine sono state ridotte o sbaglio?
Della sinistra invece ho visto solo il cartellone di Veltroni. E qui lancio un appello: toglietelo!!! E che cavolo! Uno mentre guida dovrebbe stare tranquillo e quel faccione ambiguo non aiuta di certo. Sapete quanta gente ho visto sterzare bruscamente ritrovandosi all'improvviso il faccione del buon Walter apparire ai margini della strada? Ad ogni modo, io sarò ignorante, ma: come mai sto tizio è stato insignito del ruolo di nuovo leader della sinistra? Tra l'altro...ha mai lavorato in vita sua? Cioè, visto che è da quando ha 21 anni che è in politica mi domando se effettivamente conosca i problemi delle classi che "teoriacamente" rappresenta.
Spero comunque che la sinistra ne proponga di nuovi. In fondo, perchè non giocare sui luoghi comuni? Più droga per tutti, più amore libero per tutti, più bambini a colazione per tutti!! Che poi...c'è davvero la sinistra in Italia?
Ad ogni modo, quello che penso delle elezioni è sintetizzabile con le immagini conclusive di Pale Cocoon: l'osservazione di un mondo distante, guardare un pianeta mentre ci si rende conto di essere altrove...
Il problema è che non si tratta di finzione o di un cartone animato, ma del presente...

PS: ultima nota: se qualcuno di voi è stato oggetto di domande e interviste a fini di statistiche per stabilire l'orientamento politico del popolo italiano può lasciare una testimonainza? Parlano sempre di percentuali di consensi, di punti "in più" rispetto agli avversari ma non hai incontrato nessuno che sia stato intervistato da un giornalista in merito a potenziali preferenze di voto. Il rischio è che stiano solo sparando numeri e cifre per avere consensi o far la voce grossa quando la realtà è ben diversa...

sabato 20 ottobre 2007

..:: PD Est ::..

"Ditemi perchèèèèè se la mucca fa muuuu il merlo non fa meeeeee!!" cantano gli Eelst...che poi sarebbero gli Elio e Le Storie Tese. Chissà chi l'ha voluta sta mania degli acronimi e delle sigle. Comunque, a dire il vero volevo scrivere: ditemi perchè la mia micia fa "Meo" quando più e più volte ho cercato di farle capire che il mio diminutivo è "Leo". Mah...forse la mia pronuncia in miciese non è così perfetta come credevo. Ad ogni modo, sempre in tema di citazioni canore (e vi confesso che dal vivo, se canto, mi scambiereste tranquillamente per uno gnu agonizzante per eccesso di stitichezza), vai di Subsonica: "Strade che si lasciano guidare forte / Poche parole piogge calde e buio / Tergicristalli e curve da drizzare / Strade che si lasciano dimenticare...". Già, strade. Ho deciso di dedicare questo post alle magnifiche strade del Veneto. Trafficate, insufficienti, caotiche. Alcune costruite sopra il pongo mi sa visto le buche, gli avvallamenti e compagnia bella che presentano. Altre invece insensate, con segnaletica stradale umoristica. E poi con alcuni posti particolarmente felici in cui è sembre bello (tentare di) circolare. Ad esempio Padova Est. Non che prima fosse scorrevole ma da quando hanno iniziato i lavori per collegare Corso Argentina alla tangenziale che porta a Castelfranco...miiiii!! Un bordello che non vi dico. Ma non di quelli che intendete voi, con procaci donnine a disposizione. No, per quelle basta circolare di notte sulle tangenziali...porette... Ad ogni modo, dicevo, ci sono qua e là situazioni caotiche. Ma visto che siamo in Italia, perchè non complicarci ulteriormente la vita? Perchè non chiudere tutto senza mettere manco un cartello nei giorni precedenti il delicato intervento? Misteri che solo Visnù conosce...Di sicuro sarà ancora più avvincente recarsi e tornare dal lavoro...che poi la gente si stressa, diventa più agguerrita, più stravagante e sportiva nel modo di guidare e capitano simpatiche situazioni come quella della foto, abilmente immortalata dal mio cell...ah, che bello aver investito così tanto sul trasporto su auto...altro che potenziamento di mezzi pubblici...altro che Groninger...

mercoledì 17 ottobre 2007

..:: Rosa rossa ::..

Direi una data da segnare, si si. Per voi magari sarà un giorno come tanti ma per un paio di persone su questa terra (per un paio, almeno!!) si tratta invece di un giorno importante ^_______________^ E come promesso ecco qua una foto (o forse due...decido tra qualche istante...) di me e Silvia. Carina vero? Come si!?? Dovete dire "no, non è carina: è splendida!". Riproviamo...Ok, lo ammetto, non sembriamo proprio freschi freschi...anzi...nella foto io soprattutto ho la faccia di uno non particolarmente vispo, deportato da chissà quale parte del mondo, finio come na calsa...ma vi assicuro che è solo apparenza. Sotto sotto c'è un mare di emozioni, di gioia e di felicità che manco vi sognate, di benessere ed equilibrio che finalmente ho trovato ^_____^ Lei invece è venuta bene (come non potrebbe?): serena, limpida, sguardo all'orizzonte, come se vedesse già qualcosa che io al momento ignoro...d'altronde...avendo la testa tra le nuvole come al solito...e comunque rimango dell'idea che la foto con la linguaccia era migliore :-)) Ad ogni modo, siccome non so bene cosa dire ora e visto che pure in sto momento c'ho una preoccupante paresi facciale che mi blocca in modalità "sorriso spensierato di chi sa perchè sorride mentre il mondo - forse - no", probabilmente spiazzato anche da una certa rosa che davvero (davvero) non mi aspettavo, direi di cedere il microfono ai Bluvertigo che giusto oggi ascoltavo mentre rincasavo da Padova: credo dicano molto di quello che avrei voluto dire io ^__^ Se ci credi, se hai fiducia in me / con un patto noi ci consacreremo / senza gli abiti, senza affanni / incontro ai viaggi dell'immaginazione / sembra casa mia, sembra pace / Sembra casa tua, sembra nostra / Complicità, il sogno di sempre / su questo pianeta solo noi due / spirito e corpi disgiunti / poi in un istante congiunti / ma io mi sento il sangue pulsare in te / Ritrovare i noi la Divina Idea, la calma / dolce di chi si parla nel silenzio delle parole / suoni, sguardi, visioni e passioni / sembra casa mia, la mia chiesa / Sembra casa tua, sembra nostra / Complicità, il sogno di sempre / su questo pianeta solo noi due / spirito e corpi disgiunti / poi in un istante congiunti / ma io mi sento il sangue pulsare in te (Complicità)