Visualizzazione post con etichetta animazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta animazione. Mostra tutti i post

mercoledì 30 marzo 2022

La leggenda di Vox Machina - The Legend of Vox Machina



Titolo:
La leggenda di Vox Machina  (The Legend of Vox Machina)
Anno: 2022
Episodi: 12
Genere: animazione, fantasy

La trama in breve:
La storia segue le gesta e le disavventure di un gruppo di avventurieri noto come "Vox Machina", una disorganizzata squadra di mercenari in cerca di gloria e fortuna lungo il continente di Exandria (fonte wikipedia)

Il mio commento:
Avevo letto qua e là commenti positivi su questa serie animata di genere fantasy basata sul gioco di ruolo Dungeons & Dragons motivo per cui l'ho recuperata e vista su Amazon Prime e confermo il giudizio positivo: ne son rimasto piacevolmente soddisfatto :-)
Questi primi dodici episodi sono di fatto la trasposizione animata e visiva della campagna di Critical Role, web serie statunitense nella quale attori e doppiatori professionisti hanno giocato a campagne basate sul celebre GdR. 
Gioco con cui pure il sottoscritto si è divertito ai tempi del liceo e dell'università sia con amici sia tramite videogame, penso ad esempio al mitico Baldur's Gate.
La serie animata traspone quindi su schermo le gesta di questa sgangherata banda di mercenari e avventurieri proponendo uno show adulto, nel quale non mancano brutalità, turpiloquio e colpi di scena.
Al momento ne son stati trasmessi solamente 12 episodi, per cui "una stagione", lasciando la narrazione in sospeso dopo la conclusione di un paio di archi narrativi. Un primo ciclo di puntate utile a introdurre l'ambientazione e il gruppo Vox machina e uno, più lungo, ambientato a Whitestone nella quale si approfondisce il background di Percy e si rispolverano creature come vampiri e non morti.
Il gruppo di personaggi principali è eterogeneo e fa riferimento alle varie classi di personaggi presenti in D&D, sebbene tra questi ci sia qualche elemento di novità introdotto, da quel che ho capito, proprio dai membri di Critical Role: il personaggio di Percival Fredrickstein von Musel Klossowski de Rolo III, ad esempio, è un pistolero (e non solo...), che è un tipo di personaggio che non ricordavo in D&D.
Solitamente infatti sono presenti guerrieri, chierici, druidi, maghi...personaggi tipici del contesto fantasy che fanno leva su armi bianche, archi, balestre e tanta magia ma non su pistole e fucili.
Comunque sia il gruppetto proposto è eterogeneo ma interessante e vede un buon mix di personalità e allineamenti: oltre al suddetto pistolero Percy, per altro portatore di una cupa maledizione, c'è la gnoma chierica Pike Trickfoot, molto amica del goliath barbaro Grog Strongjaw; i gemelli mezzelfi  Vex'ahlia "Vex" Vessar (in de Rolo) e Vax'ildan

domenica 28 novembre 2021

Invincible

Titolo:
Invincible - stagione 1
Anno: 2021
Episodi: 8
Genere: supereroi, fantascienza


La trama in breve:
Ispirato all'omonimo fumetto di Robert Kirkman, la serie segue le vicende di Mark Grayson che, attorno ai 17 anni sviluppa poteri tali da renderlo un supereroe, Invincible. D'altronde, suo padre è Omni-Man: originario del pianeta Viltrum appartiene a una razza di alieni superpotenti ed è il più forte supereroe della Terra. 


Il mio commento:
Ne avevo sentito parlare mesi fa ma, complica anche la nascita di Lorenzo a inizio marzo, non avevo proprio avuto modo o occasione di spenderci del tempo. Recentemente però son riuscito, pian piano, a vedermela e ne son piacevolmente rimasto soddisfatto.
Concordo su quanto si può leggere in rete circa la qualità migliorabile delle animazioni, che tuttavia migliorano nelle ultime puntate, però le caratteristiche migliori della serie riguardano altri aspetti.
Già il colpo di scena presente nella seconda metà del primo episodio fa capire allo spettatore che siamo di fronte a una produzione matura, pensata per adulti, dove non si sprecano violenza e scene forti. La mattanza dei Guardiani del globo (praticamente gli Avengers della situazione) ad opera dello stesso Omni-Man costituisce un bel modo per rimescolare le carte in gioco e creare spunti interessanti per lo sviluppo della storia. Da un lato difatti assistiamo alla crescita di Mark, come persona e supereroe, al suo rapporto con il padre, con cui condivide poteri e addestramento; dall'altro assistiamo alle conseguenze della strage, alle indagini su di essa, con la speranza di capirci di più.
Tutto per arrivare alla devastante puntata finale in cui Invincible e Omni-Man si sfidano. O, meglio, dove Omni-Man distrugge il figlio e devasta il pianeta producendo un numero incalcolabile di morti. D'altronde, quelli del governo ci avevano pure provato ad arrestarlo scagliandogli addosso tutto quello che avevano a disposizione, compresi mostri e attacchi da satellite, ma non c'è stato verso contro la sua potenza praticamente divina. Pensatelo a un superman praticamente immortale e che non subisce gli effetti di alcuna criptonite.
Ma lo sviluppo stesso della storia, che non so se rispetti fedelmente o meno il fumetto, è l'elemento che tiene incollato lo spettatore che, di episodio in episodio, vede anche seminate varie possibili sotto trame che permettono interessanti sviluppi futuri. Pensiamo agli alieni Flaxans, il cui pianeta è stato devastato dal solo Omni-Man (dopo che gli attuali Guardiani del globo si erano dimostrati in difficoltà a respingerne un contingente) oppure a quel che accadrà su Marte dopo che i Sequid hanno trovato modo di far breccia e attaccare la popolazione locale...e tutto per una svista di Invincible...

domenica 31 gennaio 2021

La La Land - Baby Driver - Soul

Approfitto di questo post per accorpare alcune brevi recensioni su tre film visti nel mese di gennaio e che mi sento di consigliare. Si tratta di storie e pellicole differenti ma accumunate dall'elemento "musica" in quanto in tutti e tre la colonna sonora e gli elementi musicali danno un forte contributo alla pellicola, amplificando emozioni e situazioni: 

  • La La Land
  • Baby Driver - Il genio della truffa
  • Soul



Titolo:
La La Land
Anno: 2016
Regia: Damien Chazelle
Genere: commedia, musical
Cast: Ryan Gosling, Emma Stone, J.K. Simmons, Finn Wittrock, Sandra Rosko, Sonoya Mizuno, John Legend
La trama in breve: Il film è realizzato come musical contemporaneo, dove Los Angeles, la terra dei sogni, fa da sfondo all'intensa storia d'amore tra un'aspirante attrice e un musicista jazz.
Mia (Emma Stone) è una ragazza determinata a inseguire il proprio sogno di diventare attrice e tra un provino e un altro serve caffè in un bar all'interno degli Hollywood Studios, mentre Sebastian (Ryan Gosling) è un bravo jazzista che, nell'attesa di aprirsi un locale tutto suo, si guadagna da vivere suonando nei piano bar anche se ciò lo rende profondamente insoddisfatto.  (fonte comingsoon)

Il mio commento spiccio: visto in televisione qualche tempo fa sulla Rai, ma con l'aggravante della pubblicità :-( a cui non son più così tanto abituato tra Amazon, Netflix, Disney+... tuttavia mi ha preso e convinto molto più di quel che pensassi. Non ha caso si è aggiudicato anche parecchi premi e riconoscimenti. Davvero nulla da eccepire all'interpretazione dei due protagonisti, in particolare Ryan Gosling a mio avviso si è rivelato molto intenso e nella parte del musicista anche se, in realtà, l'oscar per miglior attrice protagonista l'ha vinto la Stone. Di tutto rispetto la cura per la fotografia, per i costumi, e per la resa di alcune sequenze che ammiccano a film di altri tempi. Tosto e commovente anche il momento nel finale in cui, come in una sorta di flashback, assistiamo a come sarebbe potuta essere la storia di Mia e Sebastian se "qualche scelta" fosse stata differente. Un momento inatteso e per certi versi struggente. Anche se, per certi versi, chi può davvero sapere come poi potrebbe evolvere il loro rapporto dopo quel fortuito incontro e gioco di sguardi vissuto nel finale... 

venerdì 10 aprile 2020

Il principe dei draghi (The Dragon Prince)

Titolo: Il principe dei draghi (The Dragon Prince) - stagione 1,2,3
Episodi: 27
Anno: 2018-2019
Genere: fantasy

La trama in breve:
Questa serie animata di Netflix è al momento composta da 3 stagioni per un totale di 27 episodi. Si propone come una storia per ragazzi che tuttavia matura mano mano che la narrazione procede.
La storia è ambientata in un mondo fantasy in cui coesistono più razze, in particolar modo umani, elfi e draghi. In passato gli umani hanno scoperto un nuovo tipo di magia proibita che ha comportato dei conflitti con la razza dei draghi e il loro confinamento in una parte del continente. 
A distanza di anni gli elfi dell'Ombra della Luna organizzano una spedizione per assassinare il re Harrow ma durante la missione l'elfa Rayla scopre, assieme a Callum e Ezran, figli del re, che l'uovo del Principe dei Draghi non è stato distrutto come si credeva, bensì rubato e tenuto nascosto dall'ambizioso mago di corte, Viren. 
I ragazzi decidono quindi di intraprendere un viaggio per riconsegnare l'uovo ai draghi e scongiurare altri conflitti.   

Il mio commento:
Inizialmente ero un po' scettico in quanto, vuoi per la veste grafica, vuoi per i toni della narrazione, mi sembra una serie destinata a un pubblico piuttosto giovane. In realtà, puntata dopo puntata, la storia inizia ad arricchirsi in situazioni e personaggi delineandosi come una saga fantasy, con un'ambientazione che si presta a sconfinare facilmente in fumetti e videogame. La stessa viene progressivamente esplorata ed espansa, nuove razze fanno la loro comparsa, così come nuovi regni ed elementi del passato che forniscono un quadro via via più completo della situazione.
In linea di massima il tono rimane molto easy e buonista, con alcune puntate che si sforzano di essere divertenti (vedasi quelle con Capitan Villads, il pirata cieco che aiuta i protagonisti...), senza sangue o scene cruente, e distanze spazio - temporali non sempre coerenti. Così come l'atteggiamento di alcuni personaggi che, apparentemente sembravano cattivi, rivelandosi poi concilianti e comprensivi.



Però è innegabile che la storia e l'intreccio proposti abbiano un certo fascino, soprattutto quando si inizia a far luce sul passato o quando entra in scena Aaravos, un elfo Tocco di Stella, maestro della magia di tutte le sei fonti primarie nonchè di quella oscura, che forma un'oscura alleanza con Viren. La magia, oscura e non, è probabilmente uno degli elementi più interessanti della serie, in quanto vengono proposti incantesimi e rituali d'effetto: da quelli che consentono di evocare ricordi a quelli che mutano le persone in demoni, da quelli che celano interi villaggi alle illusioni che simulano miracoli, dai rituali oscuri a quelli che permettono la guarigione di ferite altrimenti mortali o debilitanti. E non sempre eseguite a cuor leggero o senza ripercussioni per gli utilizzatori stessi, vedasi Callum e Claudia, entrambi costretti a ricorrere ad incantesimi oscuri per poter sbrogliare situazioni di non facile risoluzione o per salvare i propri cari.
Non mancano alcuni personaggi degni di nota, come il già citato Callum (che scopre di essere una sorta di mago naturale), l'ambizioso e manipolatore mago Viren, personaggi dall'indubbio fascino e importanza, i suoi due figli Claudia e Soren, maga lei e guerriero lui, dai caratteri simili ma che, per forza di cose, si troveranno a compiere scelte diverse. 

sabato 7 marzo 2020

Ajin Demi-Human (season 2)

Titolo: Ajin Demi-Human (season 2)
Studio d'animazione: Polygon Pictures 
Anno: 2016
Numero episodi: 13

La trama in breve:
La seconda stagione continua da dove si era fermata la prima stagione, seguendo le vicende degli Ajin (una nuova razza umana capace di sanare le proprie ferite, resuscitare ed evocare misteriosi golem) che, di fronte alla minaccia rappresentata da Sato, scelgono se collaborare con quest'ultimo per una sorta di rivolta capace di destabilizzare la società attuale o ostacolarlo, alleandosi con Kei Nagai ....

Il mio commento:
Della prima stagione di Ajin Demi-Human avevo parlato quasi un anno fa (qui potete trovare il link al mio commento). Ne ero rimasto piacevolmente soddisfatto e quindi eccomi a scribacchiare qualcosa sulla seconda stagione, di cui ho recentemente concluso la visione su Netflix.
Innanzitutto, un po' come per la Casa di Carta, prima e seconda stagione sono in realtà un unico arco narrativo che esplora l'ambientazione e i personaggi proposti, concentrandosi in particolar modo su Kei e su Sato senza tralasciare del tutto anche gli altri co-protagonisti.
Inutile dire che la coalizione di Ajin terroristi organizzata da Sato cresce, nella storia, per pericolosità e deriva: non è affatto facile fermare chi non ha nulla da perdere ma, soprattutto, può rigenerarsi e resuscitare. Se a questo aggiungiamo una buona preparazione militare, la presenza di un hacker tra i militanti e una discreta capacità tattica e strategica, vien da sé che il rischio di veder il governo giapponese soccombere è alto.
Di contro, coloro che possono contrastarlo sono un gruppo eterogeneo composto da agenti speciali ben addestrati (ma umani) e tre Ajin per lo più inesperti e che, per altro, devono agire nell'ombra per non rischiare di venir catturati da quello stesso governo che vogliono aiutare e che ha sguinzagliato squadre di agenti speciali anti-ajin.
In tutto ciò si incastrano vicende personali e approfondimenti sui personaggi che ci permettono di comprendere meglio i rapporti che si son venuti a creare tra di loro (in particolare tra Tosaki e Izumi) oppure di introdurre qualche elemento a sorpresa (come il golem alato che può venir evocato da Takeshi Kotobuki, un personaggio secondario che facilita l'incontro tra Kei e l' "amico" Kaito, funzionale a rincuorare il protagonista dopo una discreta crisi di panico dovuta a Sato...).



Come nella prima stagione, anche in questa la narrazione procede con buon ritmo, senza annoiare, e inscenando quasi una partita a scacchi, dove sangue freddo e strategia possono fare la differenza. Non mancano ovviamente i colpi di scena - soprattutto posti a fine puntata e/o in occasione dei confronti con Sato - e qualche deriva di trama - vedasi coinvolgimento di agenti speciali americani - funzionale, probabilmente, ad ampliare lo scenario in vista di una terza stagione. Tra l'altro, proprio la presenza degli agenti americani lascia intuire un certo maschilismo da parte degli autori visto che sia Izumi Shimomura che Carley Myers sono entrambe Ajin donne al servizio di umani autorevoli che le trattano come pezze da piedi ma che ugualmente desiderano venir trattate male, ci tengono anzi...

lunedì 28 ottobre 2019

Undone

Titolo: Undone
Episodi: 8
Anno: 2019
Genere: drammatico

La trama in breve:
Alma Winograd-Diaz (interpretata da Rosa Salazar, vista in Alita: Battle Angel) vive una vita tranquilla fino a quando un incidente quasi fatale le provoca visioni del suo defunto padre, Jacob (che ha le sembianze di Bob Odenkirk, protagonista di Better Call Saul). Attraverso queste persistenti visioni il padre le fa scoprire un’abilità misteriosa che le consente di viaggiare nello spazio e nel tempo con la speranza di evitare la sua morte prematura. Questa situazione mette a dura prova le relazioni di Alma e le persone a lei più vicine cominciano a mettere in discussione il suo equilibrio mentale. (fonte tvserial.it)

Il mio commento:
Probabilmente il nome di questa serie non dirà molto ai più e, a dirla tutta, senza un articolo letto qualche tempo addietro su Il Post credo saremmo rimasti nell'ignoranza pure noi :-)
Realizzata con la tecnica del rotoscope e composta da 8 episodi di breve durata, Undone si è rivelata una bella esperienza visiva e narrativa, articolata e non banale. Non porta sullo schermo una storia lineare bensì lascia allo spettatore seguire il flusso e trarre le proprie conclusione, etichettando il viaggio e la storia di Alma come demenza o schizofrenia oppure come un'effettiva dimostrazione di potere arcano che le consente di viaggiare nello spazio-tempo. Un desiderio, più che un reale potere acquisito, che ciascuno di noi sotto sotto sperimenta: avere una seconda occasione, poter annullare un evento, poter scoprire particolari e risvolti su chi non è più con noi...sono tutte spinte umane e comprensibilissime. E che diventano ancor più toccanti quando si configurano come il salvagente a cui aggrapparsi in un presente che non va esattamente nella direzione che vorremmo. Anche per colpa nostra, come dimostra la stessa Alma con il suo comportamento sfrontato e provocatorio, decisamente fuori dagli schemi. 



Quello interpretato da Rosa Salazar è un personaggio imperfetto, fragile, dannatamente umano, con cui si familiarizza subito, prendendolo in simpatia. Magari non riusciremo a comprenderla fino in fondo, magari un po' la detesteremo, però di certo non resteremo indifferenti al suo agire, al suo tentare di trovare risposte e un senso a ciò che le è accaduto e le sta accadendo. 
Attorno a lei, al suo vagare tra presente e altri tempi - viaggio reale o immaginario a seconda di come vogliamo inquadrare la situazione - si muovono altri personaggi, pochi in realtà, ma in numero sufficiente a proporci altri punti di vista e spunti su come inquadrare la storia proposta. Attraverso la sorella Becca, la madre Camila e il fidanzato Sam lo spettatore resta ancorato alla realtà e ha modo di sperimentare le difficoltà di chi vive accanto a una persona "disturbata", una mina vagante completamente presa dalla propria "missione" che non considera i danni collaterali che può arrecare alla vita dei suoi cari. Analogamente a loro, anche lo spettatore finirà per porsi domande su "come avrebbe affrontato la situazione", su quanta fiducia avrebbe concesso o su quanta pazienza e forza avrebbe saputo generare se capitasse a lui di gestire una persona come Alma.

domenica 9 dicembre 2018

Ajin Demi-Human


Titolo: Ajin Demi-Human
Studio d'animazione: Polygon Pictures 
Anno: 2016
Numero episodi: 13

La trama in breve:
Viene scoperta una nuova "razza" umana, gli Ajin: a differenza degli uomini comuni, possono guarire da qualsiasi ferita e sono praticamente immortali. Finora ne sono stati individuati una quarantina e i governi di tutto il mondo si dimostrano molto interessati a scoprirne di nuovi. 
Kei Nagai è uno studente giapponese che mira a studiare medicina. Un giorno viene investito da un camion ma, anziché morire, il suo corpo si rigenera sotto gli occhi stupefatti dei passanti. Il ragazzo scopre così di essere un Ajin e da quel momento inizierà per lui la fuga per evitare la cattura...

Il mio commento:
Finalmente, dopo mille mila giorni, riesco a dedicarmi un po' a questo blog. Di argomenti che avrei voluto trattare ce ne sono vari ma, dovendo scegliere, intanto parto da questa serie anime che ho visto su NetFlix (non so perché ma sospetto me l'abbia suggerita per familiarità con Hellsing e L'ospite indesiderato). 
Per ora ho visto solamente la prima stagione ma ne sono stato discretamente soddisfatto per cui ve la segnalo, nel caso già non la conosciate o l'abbiate già vista: con i miei tempi, come dire, arrivo sempre un po' sfasato :-((





Innanzitutto, va detto che sotto il profilo grafico, l'anime si presenta molto bene, con un'ottima qualità visiva e un'ottima resa delle animazioni. L'utilizzo della computer graphic è piuttosto evidente - e questo potrebbe far storcere il naso ad alcuni - ed è innegabile che quelli della Polygon Pictures abbiano confezionato un ottimo prodotto sotto tutti i punti di vista. Non so quanto la resa stilistica e l'estetica della serie animata si discostino dal manga di Gamon Sakurai, tuttavia le conferisce un discreto grado di realismo e un tono vagamente horror, accentuato sia dall'utilizzo delle ombre o dalla cupezza di certe sequenze ma soprattutto dalla discreta colonna sonora che viene sfruttata solo per enfatizzare le scene più dinamiche o quando avviene l'evocazione degli "spettri", golem antropomorfi che alcuni Ajin riescono a richiamare e a controllare.
Già, perché oltre ad essere immortali, gli Ajin possiedono alcune caratteristiche peculiari, come l'urlo con il quale possono immobilizzare le persone nelle immediate vicinanze. 
Il mistero rappresentato da questi individui è per altro condiviso con lo spettatore che, man mano che la storia procede, scopre nuovi dettagli di pari passo ai personaggi dell'anime. D'altronde, lo studio degli Ajin è pure in corso e riguarda parte della trama dell'anime: infatti, se da un lato abbiamo il giovane Kei in fuga, dall'altro abbiamo le forze dell'ordine, scienziati e membri del governo (vedasi Yū Tosaki) che cercano di comprendere il fenomeno. Un'esplorazione che praticamente equivale a seviziare e torturare gli Ajin catturati per capire fino a dove possono spingersi le loro capacità o quali sono i punti deboli. Una verità che lo stesso Kei sperimenta, venendo ripetutamente ucciso in modo brutale e risorgendo continuamente fino a che altri Ajin riveleranno la loro presenza. Questo segna la principale svolta nella trama: Kei, che dopo la prima resurrezione è divenuto un reietto, con tanto di dubbi e crisi personali legati alla sua appartenenza al genere umano, senza considerare il trauma di aver perso tutto (famiglia, scuola, vita quotidiana...), si trova a contatto con Sato, un signore di mezza età che inizialmente si presenta come una figura quasi benevola... in realtà, è una sorta di terrorista che mira a riunire a sé i vari Ajin e prendere il potere. D'altronde, se gli riservi un trattamento a base di trapanazioni, amputazioni, ustioni e devastazioni h24 non ci si può aspettare che ambiscano al Nobel per la pace o la  donazione di organi (argomento per altro sfiorato nell'anime...in fondo, da qualche parte, anche i cattivoni devono pur pescare soldi, e il florido traffico d'organi rappresenta una valida risorsa...)

sabato 25 agosto 2018

One Punch Man


Titolo: One Punch Man
Studio d'animazione: MadHouse
Anno: 2015
Numero episodi: 12

La Trama in breve:
Dopo un allenamento durato tre anni, un ragazzo di nome Saitama ha raggiunto il suo obiettivo: diventare un eroe talmente forte da sconfiggere chiunque con un solo colpo. Tuttavia, essere diventato così potente gli ha reso talmente facile il compito di eroe da rendere Saitama perennemente annoiato e portarlo in depressione. (fonte wikipedia)

Il mio commento:
Conoscevo vagamente il manga e il soggetto ma - grave colpa - non gli avevo mai degnato adeguata attenzione. Poi, complice Netflix e qualche giorno di riposo, ho avuto l'occasione di recuperare e divorare l'intera serie animata proposta dalla MadHouse, trasposizione del manga disegnato da Yūsuke Murata su storia di One, che inizialmente aveva proposto One Punch Man online ottenendo, rapidamente, ottimi consensi e numerose visualizzazioni. 
Comunque sia, anche se recuperato con "un po' di ritardo" rispetto alla pubblicazione dell'opera, confesso che era da tempo che non mi gustavo una serie animata tanto quanto mi son goduto la visione di One Punch Man ^___^
La storia in sé, e il suo sviluppo, ha un tono leggero e scanzonato, che mira più a omaggiare serie di genere action e supereroistico, senza pretese di approfondimento particolare: tutto è molto semplice e dinamico, a volte comico e demenziale, ma soprattutto epico e devastante. A me che piacciono le manifestazioni di potenza negli anime e nei manga, assistere alle vicende di Saitama ha regalato forti emozioni e sensazioni. Era da mo' che non assistevo a sequenze tanto accattivanti e devastanti, alcune che ovviamente si concludono con un solo colpo del nostro, altre più elaborate e iperboliche con deflagrazioni di meteoriti o separazione dell'atmosfera (diciamo così :-P ). Che si tratti di persone potenziate geneticamente o da tute tecnologiche, oppure di mostri atavici e mitologici giunti in città per rivendicare il proprio dominio, o addirittura di razze aliene, il nostro sarà sempre pronto a battersi e ... a  vincere ^__^
In fondo è un eroe, no? Ed è questo che fanno... di solito.




Solo che nel caso di Saitama c'è sempre una nota di tristezza: lui stesso non trova soddisfazione, avendo raggiunto un livello di potenza ultraterrena, ma anche nei confronti della stessa società raccoglie ben pochi consensi. La gente fa in fretta a criticare o a non prenderlo sul serio, vuoi perché danneggiata (d'altra parte, se anche distruggi un meteorite, qualche detrito piove pure sulla città...) vuoi perché il nostro idiot...eroe non gode di particolare popolarità mediatica, anzi, è stato piazzato in fondo alla classifica degli eroi e considerato alla stregua di un imbroglione. Ecco allora che non ci sono grandi plausi o ricompense per Saitama, che anzi vive per conto suo, in ristrettezze economiche, eppure con un proprio equilibrio e onore. L'immagine che abbiamo di lui è di un giovane solitario che, seppure vestito da super-eroe, mestamente, torna a casa con la spesa in una borsa, senza amici, senza una compagna, senza fama, ricchezze o gloria.

lunedì 27 marzo 2017

Gantz: O

Titolo: Gantz: O
Anno: 2016
Regia: Yasushi Kawamura
Genere: sci-fi

La trama in breve:
Masaru Kato muore in un incidente in cui si trova suo malgrado coinvolto. Stranamente, si risveglia in una stanza che non ha mai visto. Lì incontra i membri del cosiddetto "Team Tokyo", il cui leader, Kurono, è appena morto. Assieme a loro, Masaru viene trasferito a Osaka City, una città circondata da un oceano di fuoco. A questo punto, Masaru si trova coinvolto in un gioco di sopravvivenza, di vita o di morte: si scontra con la squadra rivale, il "Team Osaka", i cui membri sono una manica di furfanti; lotta con gli alieni; conosce Anzu Yamasaki, madre single e membro del Team Osaka. In balia dei vari eventi, Masaru continua a combattere per riuscire a tornare a casa dal fratello, l'unico membro rimasto della sua famiglia. (fonte comingsoon)

Il mio commento:
Ho avuto modo di vedere Gantz: O circa una quindicina di giorni fa, anche per testare Netflix e la sua offerta, e ne sono rimasto piacevolmente soddisfatto. Avrei voluto parlarne prima - anche per freschezza di ricordi ed emozioni - ma la vita e il lavoro hanno optato per farmi investire il tempo in ben altre faccende...
Sapevo che dal manga di Hiroya Oku - tra l'altro pure recensito su questo blog e su Terre di Confine - erano stati tratti anime e film, ma mi ero perso quest'ennesima proposta cinematografica, tra l'altro presentata, fuori concorso, al 73ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
Il film, tutto in computer grafica di ottimo livello, si concentra solo su una delle missioni che i personaggi della storia si trovano a dover fornteggiare, ovvero quella ambientata ad Osaka, la prima fuori dal confine di Tokyo e nella quale il team protagonista ha un contatto anche con altre squadre.



martedì 7 marzo 2017

Be Comics! - Padova 17 al 19 marzo 2017

Riporto la notizia anche qui, non tanto perché coinvolto nella sua organizzazione ma perché credo che possa essere una buona occasione di promozione per il mondo del fumetto, dei manga e dei comics oltre che una possibilità in più per scambi culturali tra mondo occidentale e orientale ^__^

     
Sette percorsi tra fumetto e animazione: le mostre di Be Comics! 

Il festival internazionale di fumetto, games, cosplay e cultura pop si terrà a Padova dal 17 al 19 marzo

Fumetto, games, cosplay e cultura pop saranno i protagonisti di Be Comics!, il festival internazionale che da venerdì 17 a domenica 19 marzo animerà le vie, le piazze e i palazzi storici di Padova, cuore culturale del Nordest. La manifestazione, organizzata dal Comune di Padova - Settore Cultura, Turismo, Musei e Biblioteche in collaborazione con Arcadia Arte, offrirà un’ampia gamma di appuntamenti pensati per il pubblico di ogni età.

Da marzo a giugno, sette mostre porteranno il pubblico di Be Comics! in un viaggio straordinario tra tavole e materiali originali, approfondimenti culturali e scoperta degli elementi artistici che hanno caratterizzato l’immaginario contemporaneo italiano e internazionale, dal Dylan Dog Color Fest a LRNZ 4 Be Comics!, un dietro le quinte sulla realizzazione del manifesto ufficiale della manifestazione. E ancora una doppia retrospettiva sul rapporto tra Italia e Giappone, con Manga in Italy e il Viaggio a Tokyo di Vincenzo Filosa. E ancora spazio all’animazione e alle serie amate da intere generazioni, con Hanna & Barbera, i Cavalieri dello Zodiaco e il lavoro dell’animatore e character designer Cleuzo.

La valorizzazione culturale della Nona Arte è al centro delle scelte che hanno portato alla definizione del programma delle mostre, pensate sia per gli appassionati di fumetto e animazione, sia per visitatori interessati a esplorarne l’evoluzione grafica e stilistica, oltre all’influsso sociale e all’aspetto strettamente estetico. 

Per garantire che tutti i visitatori possano godere di quest’esperienza, tutte le esposizioni saranno a ingresso libero, ad eccezione di Sandro Cleuzo L’arte di creare personaggi, che sarà visitabile acquistando il biglietto dell’Orto Botanico.



giovedì 17 marzo 2016

Lo chiamavano Jeeg Robot

Titolo: Lo chiamavano Jeeg Robot
Regia: Gabriele Mainetti
Anno: 2015
Genere: supereroi, azione
Cast: Claudio Santamaria, Luca Marinelli, Ilenia Pastorelli, Stefano Ambrogi, Maurizio Tesei

La storia in breve:
Enzo Ceccotti non è nessuno, vive a Tor Bella Monaca e sbarca il lunario con piccoli furti sperando di non essere preso. Un giorno, proprio mentre scappa dalla polizia, si tuffa nel Tevere per nascondersi e cade per errore in un barile di materiale radioattivo. Ne uscirà completamente ricoperto di non si sa cosa, barcollante e mezzo morto. In compenso il giorno dopo però si risveglia dotato di forza e resistenza sovraumane. Mentre Enzo scopre cosa gli è successo e cerca di usare i poteri per fare soldi, a Roma c'è una vera lotta per il comando, alcuni clan provenienti da fuori stanno terrorizzando la città con attentati bombaroli e un piccolo pesce intenzionato a farsi strada minaccia la vicina di casa di Enzo, figlia di un suo amico morto da poco. La ragazza ora si è aggrappata a lui ed è così fissata con la serie animata Jeeg Robot da pensare che esista davvero. Tutto sta per esplodere, tutti hanno bisogno di un eroe. (fonte mymovies)

Il mio commento:
Fondamentalmente GRAZIE, grazie di cuore per questo film, grazie a quanti ci hanno lavorato e hanno reso possibile questo piccolo capolavoro. DENKIU so much!!!! 
Avevo letto per la prima volta di questo progetto tra i post di LegaNerd ed ero rimasto perplesso di fronte a tale notizia. Conoscevo Mainetti per Basette, cortometraggio ispirato al personaggio di Lupin e di cui già avevamo parlato sulle pagine di Terre di Confine, e sospettavo si trattasse di qualcosa di simile, per cui una sorta di tragico trip. Al contempo, il riferimento a Jeeg Robot mi pareva un po' stonato visto che di supereroi si andava a parlare e non di pachidermici esseri di metallo, un nome forse scelto più per riconoscibilità del "marchio", visto che chi è cresciuto negli anni '80 difficilmente non può non conoscere il robot "assemblabile" giallo e verde.
Però, ecco, c'è stato qualche tempo fa pure quell'esperimento di Salvatores, con Il ragazzo invisibile, sempre focalizzato sui supereroi che mi pungolava e allertava i miei sensi di colombo. Di quella pellicola, non ho sentito parlare né bene né per molto. 
Insomma, diffidavo ma al contempo, tra trailer, rumors e la fiducia riposta negli attori del cast scelto, ero pure assai curioso. 
Adesso, dopo averlo visto, non posso che confermare la mia più sincera soddisfazione: il trend di recensioni e commenti e critiche positive che il film ha recimolato ne sono una prova ben evidente!
Ora, non mi aspetto che si inneschino dinamiche simil Marvel per realizzare sequel o squadroni di vigilanti mascherati, anzi, preferirei non accadesse, ma auspico che questo Lo chiamavano Jeeg Robot venga preso d'esempio per ricordare a produttori e cineasti che anche in Italia si può realizzare qualcosa di moderno, di valido e dal sapore internazionale. 

sabato 12 dicembre 2015

Mune - Il guardiano della luna

Titolo: Mune - Il guardiano della luna
Regia: Alexandre Heboyan, Benoit Philippon
Anno: 2014
Genere: animazione, fantasy
Cast e Doppiatori: Michael Gregorio, Izia Higelin, Féodor Atkine, Omar Sy

La trama in breve: 
I guardiani della luna e del sole sono ormai anziani ed è ora che designino il loro successore. Le redini del sole passano a Sohone, che si allena da sempre allo scopo, mentre la custodia della luna viene affidata inaspettatamente al piccolo fauno Mune, che non si sente all'altezza e non sa dove mettere le mani. Al punto che combina un guaio e mette il guardiano delle tenebre nella condizione di rubare il sole. 
Mune e Sohone si alleano, dunque, per partire alla ricerca dell'astro perduto. 
Con loro c'è la bella e fragile Glin, fatta di cera, in pericolo al caldo come al freddo, ma più coraggiosa che mai. (fonte mymovies)

Il mio commento:
Questa volta siamo riusciti a farcela, e a vedere questo film d'animazione di cui, a suo tempo, gustammo il trailer al cinema prima di Big Hero 6 (balalala...).
Ordunque, seppur concentrata in circa 1 ora e mezza di visione, l'esperienza proposta da Mune è decisamente gradevole e sui generis. Apprezzatissima infatti la veste grafica e la varietà di soluzioni visive proposte che delineano un mondo epico e fiabesco, in cui la diversità e la coesistenza di miracoli viventi è quotidianità. Su tutte, la contemporanea presenza di giorno e notte è abbastanza emblematica così come la pacifica accettazione reciproca: seppure le creature proposte sembrino tutte differenti, vi è pace e accettazione, nessuna discriminazione o forma di razzismo.
Pure le pachidermiche creature che trascinano gli astri sono una testimonianza piuttosto eloquente di un mondo magico e bellissimo: grazie alle sequenze che le riguardano permettono di introdurre lo spettatore in un mondo ancestrale e fantastico. 
Le spiegazioni in effetti sono essenziali ma tutto risulta piuttosto chiaro e fruibile, funzionale alla storia e allo sviluppo dei personaggi.
Al di là dei messaggi proposti in merito alla coesistenza degli opposti, il film accarezza svariate tematiche e offre diversi spunti di riflessione che, a mio avviso, potrebbero venir sfruttati anche da quanti organizzano attività per ragazzi in contesti quali ritrovi AC e scout che mirano a divertire educando.

lunedì 7 dicembre 2015

The Lego movie

Titolo: The Lego movie
Regia: Phil Lord, Christopher Miller
Anno: 2014
Genere: animazione, fantastico
Cast e Doppiatori: Chris Pratt, Will Ferrell, Elizabeth Banks, Will Arnett, Nick Offerman, Alison Brie, Charlie Day, Liam Neeson, Morgan Freeman, Jadon Sand, Channing Tatum, Jonah Hill, Cobie Smulders

La trama in breve:
Emmet Brickowski è un cittadino felice di una ridente metropoli fatta di Lego di cui rispetta tutte le regole: segue la musica trasmessa dalla tv, è gentile con gli altri e si reca diligentemente al lavoro (costruire palazzi) esattamente come gli viene detto di fare dalle "istruzioni". Proprio al cantiere un giorno incontra una ragazza e per errore casca in una voragine nella quale entra in contatto con un pezzo speciale, oggetto del desiderio di una setta di ribelli di cui Emmet non conosceva l'esistenza. 
La sua vita viene così trasformata in quella di un avventuriero e, nonostante non ne abbia le qualità, l'aver ritrovato il pezzo speciale lo rende "il prescelto". Scopre così che il sindaco della sua città è in realtà un dittatore di diversi mondi (fantasy, west, spazio ecc. ecc.) dotato di un piano per cambiare l'universo come lo conoscono. (fonte mymovies)

Il mio commento:
In realtà avevamo in programma di vedere Mune - Il guardiano della Luna, ma qualcosa è andato storto e abbiamo ripiegato su The Lego Movie, qualcosa di semplice, dinamico e divertente all'insegna del disimpegno.
E che ha recimolato un onesto 7,8 su IMDB.
Ora, è innegabile che il film in questione presenti dei limiti notevoli, visto il poco tempo a disposizione (neanche 1 ora e mezza) e la consapevolezza che di giocattoli stiamo parlando, per cui la storia non può che ammiccare al fantastico con una spruzzatina di demenziale.
Eppure, innegabile pure questo dato di fatto, funziona! Cavolo, scivola via senza annoiare, con svariate trovate geniali e riferimenti trasversali al mondo del cinema e dei fumetti. Il tutto condito da situazioni paradossali, battute e canzoncine orecchiabili ("E' meravigliosoooooo!!!") di cui è difficile sbarazzarsi.
Voglio dire, seppure l'atmosfera sia completamente differente e il paragone azzardato, se il medesimo estro creativo ed entusiasmo fosse stato profuso in produzioni come Terminator genisys ci saremmo trovati di fronte a un capolavoro. In questo film dedicato ai mattoncini Lego si respira creatività, fantasia, gioia e volontà di mettersi in gioco, di plasmare qualcosa di nuovo, di rompere le righe e giocare. Dannazione sì, giocare con le immagini e con...i Lego, appunto.

domenica 1 marzo 2015

G.I. Joe: La nascita dei Cobra

Titolo: G.I. Joe: La nascita dei Cobra
Titolo originale: G.I. Joe: The Rise of Cobra
Regia: Stephen Sommers
Anno: 2009
Genere: azione
Cast: Adewale Akinnuoye-Agbaje, Christopher Eccleston, Joseph Gordon-Levitt, Byung-hun Lee, Sienna Miller, Rachel Nichols, Ray Park, Jonathan Pryce, Saïd Taghmaoui, Channing Tatum, Marlon Wayans, Dennis Quaid, Arnold Vosloo, Karolina Kurkova, Leo Howard, Marlon Wayans

La trama in breve:
In un futuro non troppo lontano la nanotecnologia ha fatto passi da gigante e consente al magnate della multinazionale MARS di vendere armi ai governi e contemporaneamente fornire le tecnologie di difesa da quelle armi, controllando così di fatto il mercato. Lo scoprono ben presto due soldati semplici attaccati mentre trasportano pericolose testate della MARS. L'unico rimedio lo offre una divisione militare segreta, i G.I. Joe: soldati altamente qualificati impiegati dal governo per missioni semi impossibili. Con loro tenteranno di impedire alla società di poter ricattare tutti i governi del mondo.  (fonte mymovies)

Il mio commento:
Quand'ero piccolo ricordo di aver visto più volte gli episodi delle varie serie dedicate ai G.I. Joe, linea di giocattoli della Hasbro ispirata a personaggi che vedono le proprie origini addirittura nel periodo della Seconda Guerra Mondiale. 
Personalmente, ignoravo questo dettaglio ma poco importa: conservo semplicemente un vago ricordo di simpatici omaccioni pronti a combattere in scontri a tutto campo contro i temibilissimi Cobra. Tra velivoli di ultima generazione, sparatorie a più non posso, scazzottamenti e violazioni di qualsiasi trattato o convenzione internazionale, i Joe intervenivano ovunque nel mondo per ostacolare i cattivi.
Per riesumare ricordi ed emozioni made in the 80s, nonchè per lasciarvi stregare dallo straordinario jingle usato nella sigla, ecco a voi una carrellata di intro dedicati ad alcune delle varie serie animate proposte dal 1983 al...2011 ??? Azz...pensavo si fossero fermati prima...comunque nel video qui sotto ci si ferma agli inizi del 90, mi sa, e riguarda la serie "G.I. Joe: A Real American Hero":


"...Wherever there is trouble, G.I. Joe is there. G.I. Joe!!!"

venerdì 18 luglio 2014

Berserk, l’Età dell’Oro – Parte I: L’Uovo del Re Dominatore

Titolo: Berserk, l’Età dell’Oro – Parte I: L’Uovo del Re/Supremo Dominatore
Regia: Toshiyuki Kubooka
Anno: 2011
Genere: animazione, dark fantasy
Produzione: Studio 4°C

La trama in breve:
Nelle terre di Midland, un ragazzo immensamente forte conduce una vita priva di desideri e sogni, combattendo una battaglia dopo l’altra senza schierarsi con qualcuno o credere in qualcosa. Il suo nome è Guts, ed è un mercenario… Su quello stesso suolo muove i suoi passi un uomo dalle immense ambizioni, la persona che ha raccolto a sé un valoroso gruppo di soldati, la squadra dei falchi. Il suo nome è Griffith e, grazie a questi due fondamentali elementi, farà strada alla sua gloria…
Il capolavoro dark fantasy che ha conquistato gli appassionati del genere e non, prende vita in uno spettacolare lungometraggio cinematografico tratto dal manga omonimo che ha venduto più di 30 milioni di copie in tutto il mondo!

Il mio commento:
Ho iniziato a leggere Berserk (e se non lo conoscete, mi spiace veramente molto per voi ) al liceo, quando questa straordinaria opera manga di Kentaro Miura veniva pubblicata con una cadenza più che dignitosa e sembrava avviata verso un florido sviluppo. 
Ora, a distanza di anni, continuo a seguire la storia di Gatsu (Guts) e company attendendo fiducioso l'uscita, praticamente annuale, dei nuovi numeri, confidando che l'autore riesca a concretizzare il suo progetto. Un giorno, lo spero, quando sarò vecchio, riuscirò forse a sapere come andrà a finire (anche se ogni tanto temo per il peggio...).
Nel frattempo, ho avuto occasione di recuperare il primo dei tre recenti film dedicati a Berserk, che ripercorrono i capitoli del manga dall'inizio fino all'Eclissi. Poi, chissà, magari ne verranno altri a continuare con la descrizione degli eventi successivi alla mutazione di Grifis (Griffith) in Phemt e alle terrificante battaglie sostenute dal guerriero nero.
Nonostante commenti discordanti letti qua e là nel web, personalmente devo confessare che la visione di questo "Berserk, l’Età dell’Oro – Parte I: L’Uovo del Re/Supremo Dominatore" mi ha fatto molto piacere. 

venerdì 18 aprile 2014

Terre di Confine Magazine 2

Cari Lettori, l'uscita del numero 2 di Terre di Confine Magazine giunge in parallelo con la messa on-line di una versione mirror del nostro sito, appositamente ottimizzata per accompagnare d'ora in avanti la rivista. Insieme a questa notizia, è per me un vero piacere annunciare la riapertura di www.terrediconfine.net, lo storico dominio che è stato la nostra prima casa nel web - gli utenti più affezionati ricorderanno certamente quei tempi!
Da oggi il dominio ospiterà proprio il nuovo portale, realizzato in Wordpress e quindi adatto a sfruttare tutte le funzionalità di questa ormai diffusissima piattaforma.

E ora veniamo al n. 2! Come di consueto, la varietà dei contenuti cercherà di trattare il Fantastico nelle sue molteplici sfumature. Segnalo in particolare l'articolo su Dan Dare, un'occasione che è stata preziosa per poter parlare della leggendaria rivista Eagle e di Frank Hampson che le diede i natali, artista straordinario la cui carriera avrebbe meritato assai più onori di quelli effettivamente raccolti. Nella sezione antologica, presentiamo infine 4 racconti e 2 fumetti inediti, che passeggiano tra supereoistico, steampunk, horror e surreale. Non mi resta dunque che augurarvi un piacevole proseguimento!




(fonte www.terrediconfine.eu)


PS: all'interno di questo numero trovate anche un mio articolo dedicato al manga The Legend of Mother Sarah di Katsuhiro Otomo e Takumi Nagayasu. Il medesimo articolo è disponibile anche qui 

venerdì 3 gennaio 2014

Capitan Harlock

Titolo: Capitan Harlock
Regia: Shinji Aramaki
Anno: 2013
Genere: animazione, sci-fi

La trama in breve:
Nell’anno 2977, l’universo è popolato da 500 miliardi di esseri umani, discendenti da coloro che vennero esiliati dalla Terra. Il nostro pianeta, che tutti considerano “la casa”, ora è controllato dalla Coalizione Gaia, un’entità sovranazionale decadente e corrotta che governa dittatorialmente tutto il genere umano. L’incrociatore Arcadia, comandato dal Capitan Harlock è ormai diventato l’ultima speranza di liberare l’umanità dal giogo di Gaia, ecco perché dalla Coalizione parte il progetto di infiltrarsi nell’astronave e assassinare Harlock.  (presa da qui

Il mio commento:
Guardate il menù del Mac Space, ciurma! Guardate
in fretta, che poi ordiniamo...
Innanzitutto buon anno nuovo a tutti!
Felice 2014!!!
E quale miglior occasione può esserci se non dedicare il primo post dell'anno a un bel film? Magari pescandone uno di memorabile, coinvolgente, strepitoso? Potrei scribacchiare in merito a una di quelle esperienze cinematografiche vivide e sensazionali che fanno sobbalzare gli spettatori, che li emozionano, li stupiscono, li fanno palpitare?
...in effetti mi sarebbe piaciuto ma qualcosa, evidentemente, è andato storto. 
Dannate aspettative tradite da mere dinamiche commerciali!
Quelle stesse che sono state spappolate ieri sera durante la visione del tanto atteso Capitan Harlock.
Avremmo (eravamo in 7 ommeni trepidanti come bambini...) dovuto sospettare che qualcosa non andasse già dalla presenza di quei commenti "esca" gettati lì da Cameron ("mitico, epico e visivamente senza precedenti", diceva), quello stesso James Cameron che a suo tempo aveva pompato tantissimo quel suo Avatar, tanto colorato, tridimensionale e visivamente impressionante quanto insignificante dal punto di vista della trama. 
Ecco, la problematica qui è la medesima. 
Ehi, io suono i bonghi...
voglio dire, questa nave si pilota da sola
che caspita servo qui in plancia?
A livello grafico Capitan Harlock è come una guduriosa e prolungata eiaculazione, davvero notevole e ben realizzato. Difficile rimanere indifferenti a tanta maestosità, alla potenza immaginifica e alla resa grafica, praticamente foto-realismo. 
Purtroppo, sono le innumerevoli boiate, la superficialità e la trama insulsa che affossano impietosamente questo prodotto di animazione.
Passi per le vaccate contro ogni più blando principio scientifico, dalle navi che precipitano in assenza di gravità al fumo nello spazio, o quelle meramente necessarie a soddisfare i palati più esigenti, come la doccia acrobatica di Kei, il tanga sopra l'aderentissimo abito di Meeme o le armature di Yattaran e soci che talvolta spariscono e che si indossano esclusivamente precipitando dall'alto e sperando che tutto sia al posto giusto...

sabato 16 novembre 2013

Scott Pilgrim vs. The World

Titolo: Scott Pilgrim vs. The World
Regia: Edgar Wright
Anno: 2010
Genere: azione, commedia, demenziale
Cast: Michael Cera, Mary Elizabeth Winstead, Kieran Culkin, Chris Evans, Anna Kendrick, Alison Pill, Brandon Routh, Jason Schwartzman, Brie Larson, Aubrey Plaza, Johnny Simmons, Mark Webber, Mae Whitman, Ellen Wong

La trama in breve:
Scott Pilgrim è un 23enne ancora preda di una forma di tardiva adolescenza sentimentale. Suona il basso in una band indie rock, come tutti quelli della sua generazione ha subito una severa formazione a base di videogiochi 8bit e cerca una storia d'amore "sicura" con una 17enne, esercitando nichilismo un tanto al chilo. Quando nella sua vita irrompe Ramona, newyorkese, bellissima, indie nell'animo e ribelle a modo proprio con capelli colorati, tutto passa in secondo piano, anche il piccolo particolare che, per poter davvero avere una relazione con lei, Scott dovrà combattere e soprattutto sconfiggere i suoi 7 ex, riuniti in una confraternita finalizzata ad indirizzare la vita futura della ragazza da loro (un tempo) amata. (fonte mymovies)

Il mio commento:
Bazzicando qualche blog di "malaffare" di cui ora non ricordo esattamente alcunché, mi ero imbattuto in una recensione appassionata dedicata a codesto film. Incuriosito, ho deciso di recuperarmelo e di guardarlo. Già il nome dovrebbe essere indizio di originalità e azione; se a questo si aggiunge che questo Scott Pilgrim vs. The World non è altro che l'adattamento di un'omonima serie a fumetti realizzata da Bryan Lee O'Malley e che la regia è affidata al medesimo regista della Trilogia del Cornetto, beh, di elementi iniziano ad essercene per intuire che qualcosa di pericolosamente demenziale e "potente" è in agguato. E se per caso lo spettatore che si pone innanzi a codesto film è appassionato di musica + videogame + fumetti allora "lo" piacere che si può ricavare dalla visione di Scott Pilgrim vs. The World è pure amplificato.
Ancor di più se magari si ha esperienza di situazioni vagamente folli e marziali in stile Ranma 1/2, nota serie manga di Rumiko Takahashi (cioè, la mia sensazione è stata quella di respirare la medesima atmosfera da duello presente in quella storia, con combattimenti al limite della demenza dove essa stessa è parte integrante e normale della vita quotidiana).
Inutile dire che io ho goduto assai durante la visione di quest'opera, magari non una pietra miliare della cinematografia mondiale, ma assolutamente spettacolare e scanzonato, che propone una fusione di generi e linguaggi. Assieme alle vicende pseudo-adolescenziali del protagonista, viviamo le battaglie per "conquistare" la propria amata e per determinare la propria crescita personale. Ma non solo, assistiamo anche a lotte combattute a suon di musica o di colpi che farebbero impallidire The Avengers & Co, senza scordare citazioni, battutine e situazioni demenziali di varia natura, intrecciate tra loro dalla comparsa di punteggi, pop-up e soluzioni visive fortemente ammiccanti al mondo dei videogames.
Ecco allora che, in un crescendo di situazioni paradossali e assurde con tanto di morte e ripartenza (in fondo, c'avevo una vita in più...) o di monetine guadagnate sconfiggendo gli esponenti della Lega dei 7 ex-fidanzati malvagi di Ramona, il nostro Scott Pilgrim giungerà alla propria auto-affermazione regalando allo spettatore momenti di demente epicità e divertimento. Apprezzati poi i vari personaggi proposti a mo di boss di fine livello, prove da affrontare a viso aperto e che incarnano aspetti e peculiarità diverse dei "maschi alfa" di età adolescenziale. Degli stereotipi, per carità, poco approfonditi, ma decisamente ben tratteggiati nonostante il poco spazio concesso (ad eccezione dei gemelli, praticamente irrilevanti....)

lunedì 28 ottobre 2013

Terre di Confine Magazine 1

Cari Lettori,

a tre anni dalla conclusione della nostra prima, storica rivista, eccoci di nuovo insieme in un'occasione davvero speciale: la presentazione del numero d'esordio di questa seconda serie di Terre di Confine!

Si tratta di un magazine nuovo di zecca, ridisegnato nello stile, modernizzato, concepito insieme a Plesio Editore e preparato con passione da uno staff redazionale anch'esso in gran parte nuovo ma sempre fedele alla filosofia di serietà e impegno che anima la nostra Associazione Culturale. L'obbiettivo, come di consueto, è occuparci del mondo del Fantastico in ogni sua forma e declinazione.

Accanto a quei contenuti diventati per noi 'tradizionali', recensioni e interviste e articoli, tutti corredati di meravigliose immagini realizzate da illustratori straordinari e da fotografi di talento, i nostri Lettori di 'vecchia data' avranno modo di scoprire alcune novità... la principale delle quali è senz'altro la presenza di una parte antologica fissa, che raccoglie fumetti e racconti selezionati, un segmento destinato a diventare più corposo nei prossimi numeri.

Rispettando lo spirito dell'Associazione, anche questa nuova serie è offerta via Internet in forma totalmente gratuita e senza alcun dispositivo di protezione. Per garantire la più alta diffusione possibile, il magazine è inoltre ­- altra importante novità rispetto all'edizione precedente - reso acquistabile nei maggiori negozi on-line per libri e riviste elettronici (la presenza di un prezzo, in quelle sedi, è naturalmente dovuta alle regole contrattuali imposte dagli store). L'intenzione è quella di riuscire in tal modo a coinvolgere un più vasto pubblico di appassionati, compresi coloro che, usando il tablet ma avendo magari poco tempo libero per navigare, preferiscono ricercare e scaricare le loro letture avvalendosi del supporto dei grandi circuiti di vendita.

Nelle uscite che seguiranno, continueremo a proporvi altri progetti tuttora in fase di realizzazione... Non voglio però dilungarmi con anticipazioni, dettagli 'tecnici' e parole superflue; anzi, sono certo che, tra le novità, la più apprezzata sarà proprio la (relativa) brevità del (tedioso) editoriale!

Bando alle chiacchiere dunque, e via con la lettura di questo N° 1! A nome di tutta la Redazione: buon divertimento

venerdì 9 agosto 2013

..:: Il vero potere dei puffi :..

Mentre me ne sto qui a Comiso, a sorbirmi gli echi dell'ennesimo matrimonio celebrato qui a Villa Orchidea (a quanto pare, da queste parti si sposano quasi tutti i giorni...) e gli effetti dell'Insolia e della cena a base di pesce, domandandomi al contempo perché la dotazione hardware di questo portatile aziendale lasci così drammaticamente a desiderare in termini di multimedialità, credo di aver raggiunto una sorta di illuminazione.
Ho capito cioè perché la società dei puffi sembra funzionare perfettamente e la nostra (quella italiana), no.
Non è questione di orientamento politico, di fede calcistica, di processi pendenti con cui bloccare un Paese o di sangue blu (ahahah, bella questa) bensì di consapevolezza di identità e capacità personali.
Come ben sappiamo, i puffi son stati creati a immagine e somiglianza di un dio venuto dal pianeta Pandora e sono univoci: ognuno di loro possiede un corredo genetico e un'identità che lo rende unico, compatibile con un solo ruolo nella società puffesca, incapace di gestire qualsiasi altro compito al di fuori dell'unico (the ONE) per il quale sono stati programmati.
Una sorta di limitazione, se vogliamo, ma al contempo una ricchezza, un valore aggiunto che proviene proprio dalla loro profonda e radicata consapevolezza di sapere chi sono e cosa possono o non possono/devono fare.
Non capiterà mai che puffo burlone si metta a fare quel che fa puffo contadino o che puffo forzuto prenda le veci di puffetta: ne andrebbe della sopravvivenza della specie.
Ecco perché ciascuno di essi possiede un ruolo ben identificato e ad esso si attiene scrupolosamente.
Motivo per cui c'è chi si occupa di cucinare, di progettare, di fare il bibliotecario, di sostituire puffetta quando questa ha il ciclo (sto parlando di puffo vanitoso...).
E grazie a questa magnifica ricchezza individuale che ciascuno possiede, la società puffica prospera e impera nei boschi, razziando l'ambiente circostante da puff-bacche come se non ci fosse un domani e suonandole a quel simpaticone di Gargamella (che si veste da pezzente e che non possiede manco uno smartphone, come il sottoscritto).
Al contempo, così dovrebbe essere per noi italiche genti, abitanti di una nazione composta da n anime, con n grande a piacere. E non bastano manco le regioni a classificarle visto che periodicamente spuntano zone nuove che fan riferimento a un fiume, a una catena montuosa o a qualche attrazione turistica locale ("...straordinaria scoperta avvenuta oggi nel mirabilandolese...", fonte Studio Aperto)
Però, se fossimo consapevoli di cosa ciascuno può o non deve fare, credo potremmo avere una qualche speranza di prosperare pure noi. Esattamente come i puffi. O gli X-men.
Non si tratta di un discorso che verte sulla discriminazione razziale o che vuol risultare discriminatorio od offensivo, sia chiaro, semplicemente ho avuto l'occasione (di nuovo e di nuove e di nuovo...) di constatare come ci siano diversità di mentalità e di modi di essere che rappresentano una ricchezza e un patrimonio, un valore aggiunto per noi italiani. Ma che alla fin fine finiscono per divenire elementi per dibattito politico, disquisizioni popolari e divisioni intestine.
Dico solo che, forse, ci sono genti di alcune zone d'Italia più ferrate in taluni ambiti rispetto ad altri e che, magari, l'aver sfruttato questa ovvia consapevolezza a nostro vantaggio avrebbe permesso di livellare l'Italia verso "l'alto" più che causare dispendio di energie, risorse e sforzi come invece è accaduto negli anni, e forse continua ad accadere tutt'ora, rallentandoci nel raggiungimento di taluni obbiettivi.
Acciderbolina!