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domenica 29 gennaio 2023

Lezioni di Kung Fu e Qi Gong a Cittadella e Visnadello di Spresiano

 Approfitto di questo post per pubblicizzare l'a.s.d. Scuola delle Cinque Virtù Marziali:


L'associazione sportiva dilettantistica Scuola delle Cinque Virtù Marziali propone corsi di arti marziali cinesi (lo stile di kung fu praticato è il 七星螳螂拳 Qi Xing Tang Lang Quan, ovvero boxe della mantide religiosa sette stelle) e di Qi Gong presso Cittadella (PD) e presso Visnadello di Spresiano (TV).

Le lezioni sono rivolte a ragazzi/e e adulti ed è possibile concordare lezioni di prova gratuite.

L'associazione è attualmente affiliata ASI, riconosciuta dal CONI ed è affiliata alla D'Aria Angelo's School.

Per maggiori informazioni potete visitare il sito dell'associazione oppure controllare il profilo instagram della scuola ^_^


sabato 18 giugno 2016

Un Paese che non ce la fa

L'Italia,come si sa, è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
Altrui possibilmente.
L'argomento "lavoro" come mezzo per la personale realizzazione, come base e fine di ogni cosa, perché per lavorare servono strutture e acquisire competenze, tramite lo scambio si facilita l'evoluzione, e se poi questo lavoro viene svolto per la collettività è la società tutta che ne beneficia.
E' stato scelto un argomento importante, quindi, un concetto che ne sotto intende molti altri e che negli ultimi anni, complici crisi economici e cambiamenti generali della società e del mondo, rappresenta sempre un argomento molto attuale.

C'è chi ne ha uno, chi ci muore, chi lavora mettendo tutto se stesso anche quando lo stipendio non è certo, chi emigra per cercarlo, chi se lo inventa, chi si costringe a sopportare viaggi e dinamiche non felici solo per guadagnare quel tanto che gli basta per campare, chi ha un'azienda e lotta costantemente con pressione fiscale e dinamiche nazionali non certo favorevoli, chi addirittura si suicida perché non ce la fa più a gestire crisi e problematiche (e magari dall'altro lato braccato sempre dallo Stato e sbeffeggiato da clienti che non pagano).

Dinamiche varie ed eventuali insomma, alcune felici, altre meno, alcune giuste, altre meno.
E infine ci sono pure quelle notizie che sembrano riportare un po' di equilibrio ed equità: mi riferisco a quanto emerso in merito ai "furbetti del cartellino", dipendenti pubblici che di fatto non lavoravano ma venivano ugualmente remunerati e per i quali, ora, parrebbe esser terminata la pacchia. 

Al netto che situazioni simili mi pare ci siano da mo, e che lasciano emergere enormi dubbi sul modo in cui l'apparato organizzativo statale controlli (e tuteli) se stesso, sottintendono anche un senso civico tendente a nullo. Insomma: "chi se ne frega della collettività, della responsabilità, del senso del dovere..."  
Che poi è lo stesso principio per cui si legittimano anche altre dinamiche, vedi i professionisti del lancio di cicche e abbandono cartacce, o di chi sperpera e incamera i soldi pubblici. 

Probabilmente c'è qualcosa di mancante nell'educazione mentale dell'individuo, quella forma mentis per cui uno dovrebbe tenerci a non danneggiare il proprio paese, la propria casa, se stesso.
Ma evidentemente con il degrado, la crisi, gli innumerevoli problemi irrisolti dell'Italia, noi non c'entriamo. E' colpa degli "altri".
Per cui, con tali basi, vien legittimo pensare, cosa si può mai pretendere dall'Italia?

E se dal basso siamo già così prodighi nel danneggiare il Paese, figuriamoci che accade in alto, ossia tra coloro che ci governano o che ci rappresentano in sede europea.

Detto ciò non mi stupisce che poi, quando ci sono le partite di calcio dell'Italia (ma anche di Champions o di serie A, volendo), tutto possa saltare e andare a rotoli. 
Posso comprendere l'amor patrio, la sfegatata e immotivata passione per il calcio, ma digerisco con meno facilità le situazioni in cui per motivi evidentemente religiosi, attinenti cioè alla fede calcistica, si danneggino e si crea disagio per le utenze e i cittadini.
Magari anche NON italiani.

domenica 3 agosto 2014

TG italiani: quante emozioni!

Diciamo che tendenzialmente non ho l'occasione di starmene ore e ore ad oziare di fronte a quella scatola sorda che, in fondo in fondo, è la televisione. 
Però, di tanto in tanto, mi capita di guardare quello che trasmettono le varie emittenti.
Tra le reti "minori" si trovano anche film e programmi interessanti, ad esempio su Rai 4, DMax, Focus, Cielo... 
Le reti principali le bazzico poco, ma ogni tanto cado in tentazione. E mi accorgo in breve tempo che il monito a "non guardare la tv" è fondamentalmente sbagliato in quanto la comunicazione che ci arriva da questo fantastico aggeggio può essere fonte di notevoli sorprese, emozioni e riflessioni.
In particolar modo con le puntate delle serie tv più comunemente note come "telegiornali": sono queste che molte volte mi fan tornare in mente i "2 minuti d'odio" dell'orwelliano 1984, in cui si catalizzava la negatività della popolazione verso un nemico comune. Malgrado questo sfogo, la gente comunque rimaneva schiava del regime e concentrata su uno spaventapasseri, inconsapevole del fatto che avrebbe potuto incanalare quella medesima furente energia verso un reale contributo al cambiamento. Anzi, la massa manco si rendeva conto della verità a loro donata...
Comunque, dicevo, la televisione è fonte di emozioni e di arricchimento personale. Solo che non sempre ce ne avvediamo così come non sempre ci rendiamo conto di quante molteplici implicazioni si nascondano dietro qualche immagine o frase proposta. 
E la summa di questo concetto è rappresentata, appunto, dai telegiornali, di cui Studio Aperto è il miglior esempio disponibile sulla piazza.  
Io però recentemente ho visto qualche puntata del Tg1, un po' ci assomiglia anche se i protagonisti della serie e gli sceneggiatori sono leggermente diversi. 
Confesso comunque che le emozioni suscitate son state varie ed eterogenee, spesso orientate all'indignazione e alla sana ira funesta per la costante riprova di quanto il Paese Italia sia assurdo e ridicolo. Sembra che non ci sia memoria del passato, non tanto di quello remoto e antico, ma anche di quello recente. Tutto sembra accadere dall'oggi al domani: 
"T'oh parlano dello scandalo Mose...eh eh, adesso gli fanno il cuculo così a Galan...e i giornalisti sono a caccia di questo o quell'altro testimone...ben gli sta a questi politici del menga..."

sabato 21 settembre 2013

..:: Camposampiero: Festa dello sport 2013 ::..

Segnalo che domenica 22 settembre, a Camposampiero (PD), si terrà l'edizione 2013 della Festa dello Sport. Nelle piazze del centro storico del paese saranno presenti gli stand delle varie associazioni sportive attive nel territorio: sarà possibile assistere a dimostrazioni, mini tornei e chiedere informazioni in merito alle attività promosse. 
Tra basket, calcio, tennis, arrampicata, tiro con l'arco, scacchi, ginnastica ritmica e arti marziali (karate, kick boxing, tai chi e kung fu) di carne al fuoco ce ne sarà eccome.
E immagino sia inutile ribadire che nel novero delle associazioni presenti non potevamo mancare noi della a.s.d. Kyushinryu per cui, se avete tempo e voglia, venite a trovarci in piazza castello!

Ah, dimenticavo, l'evento avrà luogo dalle 14.45 fino alle 19.30.


martedì 5 giugno 2012

..:: Piccole soddisfazioni kungfuiche ::..

Eccoci qua, speravo di riuscire a mantenere un ritmo di aggiornamento del blog decisamente più elevato e costante ma, a quanto pare, il piano non sta riuscendo. 
Colpa anche della "leggerissima" pressione dovuta agli impegni lavorativi e ad altre amene faccende che rosicchiano il mio tempo libero.
Eh già, quello al centro sono proprio io....
un po' stanco e provato, ma comunque io.
Ma ora, visto che ho l'occasione di sedermi al pc (visto che non sto mai davanti al pc...) e dedicarmi un po'  a questo spazio web, ne approfitto per qualche attimo di personale pavoneggiamento con tanto di risata malefica in sottofondo.
Già perché il weekend scorso ho avuto l'occasione di recarmi in quel di Giulianova (TE) e prender parte alla prima edizione del trofeo "Re Mantide" organizzato dall'associazione ILMAS di Luigino Iobbi.
Per il sottoscritto si è pure trattata della prima gara di arti marziali, in assoluto intendo. 
Al di là di stage ed esami di cintura, sia di karate che di kung fu, non ho infatti mai partecipato a gare di forme. 
Ed è stata un'esperienza molto forte e stimolante, nuova ma intensa assai. 
La fifa e la tensione provate erano a livelli che non vi dico. 
E il caldo non ha facilitato granchè ...
Poi è arrivato il momento in cui son stato nominato e il pensiero si è fatto da parte. 
Prima il saluto ai giudici e poi la tabula rasa cerebrale.
Ho partecipato al torneo portando la forma Duo Gang Quan. Non l'ho di certo eseguita come il maestro Angelo nel video ma ho fatto del mio meglio, secondo il momento e lo stato in cui stavo. E devo dire che trovarsi "lì", al centro della palestra, sotto l'occhio attento dei maestri e del pubblico, con gli occhi degli altri allievi puntati addosso e un terreno, non è affatto banale. Anzi! 
Per fortuna è andata benone assai, più di quanto pensassi: non mi aspettavo, sinceramente, di salire sul podio, men che meno di arrivare "uno" nella mia categoria  ^__^
Ok, il fatto che si trattasse di una gara sociale (ma interregionale!) magari dovrebbe ridimensionare un po' la soddisfazione che ho provato - e per la quale mi sto ignominiosamente bullando - ma, personalmente, mi sento felice. Come, credo, lo siano anche tutti gli altri partecipanti all'evento.
Al di là del risultato ottenuto in quest'occasione sono contento di aver avuto un riscontro dell'impegno infuso negli allenamenti e degli insegnamenti che ricevo in palestra dagli istruttori Alessandro, Francesco e Pasquale che stanno portando avanti l'associazione Kyushinryu del defunto Renato Busolin. 
Un riscontro che trova conferma anche nel buon risultato complessivo ottenuto a livello "squadra" con un medagliere costituito da 2 ori, 1 argento e 2 bronzi nonostante il numero esiguo di partecipanti, 9 in tutto.
Sono contento infine perché l'evento mi ha portato al confronto con altre palestre e altri praticanti di Qi Xing Tang Lang Quan (Kung fu): ho avuto modo di vedere le esibizioni degli allievi delle altre scuole italiane che si rifanno alla guida di Angelo D'Aria, di notare piccoli e grandi accorgimenti, sfumature nell'esecuzione delle tecniche e di apprezzare ancora una volta quanto sia ricco e variegato lo stile della mantide religiosa sette stelle. La gara è stata, in soldoni, un banco di prova a 360 gradi, uno stimolo non indifferente a migliorare ancora e ancora, un ulteriore slancio a proseguire nello studio di quest'arte e ad imparare nuove forme e tecniche.
Che altro dire....? 
Ah già: per qualche ora ho avuto pure la sensazione di essere in ferie, merito della vicinanza con la spiaggia e dell'hotel Clipper... peccato che poi sia arrivato il lunedì...e il suo carico di stanchezza... :-(




giovedì 6 ottobre 2011

..:: 127 Ore ::..

Titolo: 127 ore
Regia: Danny Boyle
Anno: 2010
Genere: avventura, drammatico
Cast: James Franco, Amber Tamblyn, Kate Mara, Clémence Poésy, Kate Burton

La trama in breve
Aron Ralston, 26 anni, entusiasta dello sport e della libertà, si concede una giornata di biking e trekking nel Blue John Canyon dello Utah. Sole, musica, paesaggi mozzafiato e un fortuito incontro con due belle escursioniste che si prestano a tuffi e risate: cosa chiedere di più? Tornato solo, però, scendendo un crepaccio, Aron smuove inavvertitamente un masso vecchio di milioni di anni e si ritrova immobilizzato, con un braccio bloccato tra questo e la roccia, praticamente senza cibo né acqua. (fonte mymovies)

Il mio commento:
Che ci sarà mai là sotto?
La filmografia di Danny Boyle la conosco parzialmente e so che è un regista capace sia di proporre prodotti interessanti ed emozionanti quanto film discutibilmente accettabili.
In questo caso, però si può affermare senza alcun dubbio che 127 Ore rappresenta una produzione più che buona, che difficilmente lascia indifferenti gli spettatori.
Tratta da una storia vera, la narrazione si concentra sul monitorare Aron Ralston, escursionista intrappolato da una roccia che gli blocca il braccio destro. Assistiamo quindi agli sforzi e ai tentativi escogitati per liberarsi dalla prigionia e, soprattutto, per sopravvivere in condizioni fisiche estreme. Non solo, la totale solitudine in cui si trova immerso il personaggio interpretato da un ottimo James Franco, ne mette alla prova l'integrità psicologica, in balia della propria disperata rassegnazione di fronte ad uno scenario che offre ben poche speranze di salvezza. La fida videocamera diventa allora uno specchio di sé, un modo per attestare la propria esistenza e registrare le proprie ultime ore, dedicandole a quanti ci amano o amiamo.

domenica 24 agosto 2008

..:: Bombardiamoli di ipocrisie ::..

In questi giorni, mentre le Olimpiadi catalizzano le olimpiadi, sono molte le ipocrisie e le incoerenze che vedo passare sotto il naso. Anzi, in bella mostra alla tv.
E come al solito, non reagisco. Registro l'informazione, annoto nella mia memoria quel che vedo, ci rifletto un po' su (forse) e poi lascio perdere. Azioni che non comportano alcuna conseguente reazione.
Parlo quindi dei nostri atleti impegnati nelle discipline olimpiche e di cui, finiti i giochi, nessuno tornera a parlare. Mai. In Italia esiste solo il calcio, la formula uno ed il motociclismo al massimo. Tanto che possono mandare in onda un telegiornale in forma ridotta se poi corre la Ferrari. Sia mai che si ledano gli interessi di chi sta nell'alto della stratosfera economica.
Sinceramente mi spiace per questi ragazzi, non quelli della stratosfera, ma quelli che in questi giorni si sono battuti per le medaglie. Campioni di arti marziali, di atletica, di sport da combattimento, di canottaggio, di nuoto, di danza...campioni importanti solo ora. Poi il nulla. Quasi che i loro sacrifici e i loro meriti non contassero alcunchè di fronte agli interessi che muovono il calcio.


Passano poi notizie che parlano di altre ipocrisie ma su queste poco si discorre e subito finiscono nel dimenticatoio. Della serie Bossi che dice che "rimetteraà l'ICI", perchè serve, perchè i comuni ne hanno bisogno, e a cui viene cucita la bocca da altri politicanti, vedi Silvio B o Tremonti. I giornalisti dal canto loro si prodigano assai per far capire dove andavano a finire i soldi dell'ICI, come sono stati danneggiati i comuni (e i cittadini stessi) e come vengono recuperati ora quei soldi (imposte sugli stipendi dei lavoratori?). Purtroppo il servizio non è mai stato realizzato e divulgato. Ma loro si sono impegnati lo stesso. Diciamocelo. Poi passano notizie sui probabili avvenimenti che riguarderanno la vita economica delle famiglie italiane e...beh...perchè non parlare di qualche moda del momento? O del calendario con le donne di Lucignolo?

Si son messi d'impegno invece ad intervistare Frattini (credo fosse seduto all'interno di una reggia...e se per caso quella era una delle stanze di qualche edificio pubblico che noi comuni mortali finanziamo...beh....mi farebbe un po' incacchiare) mentre parla di come, grazie a noi, la politica estera si muove. Soprattutto laddove ci sono guerre e morti ammazzati. Vedi in Georgia...cazzo! Ci son stati migliaia di morti, in un soffio, gente uccisa senza che nessuna manifestazione di protesta venga allestita, manco un girotondo...Il ministro comunque rassicura di aver parlato con gli altri Stati e di aver convinto l'amico Putin. Tutto grazie a noi, insomma. Cose che invece gli sporchi comunisti non sarebbero mai riusciti a fare insomma, questo il messaggio trasmesso al volgo. Che poi...siamo davvero sicuri che agli occhi del resto del mondo noi abbiamo davvero un briciolo di autorità? Io sapevo che all'estero siamo c
onsiderati una barzelletta, soprattutto in merito alle faccende politiche ed economiche.

Altra ipocrisia che passa invece è relativa ad una strage. Non a quella accaduta in Spagna con la Spanair, ma a quella accaduta in Afghanistan. Solo 76 civili uccisi...ma gli USA smentiscono. E a nessuno interessa approfondire alcunchè: ci si fida della forza militare. Dopottutto, non c'è alcun interesse economico da difendere, no? Come non c'è manco un servizio che faccia vedere cosa effettivamente sta accadendo in quei luoghi. Io però ricordo che episodi simili sono già accaduti in passato: ecco un paio di esempi, qui e qua. E' pace questa? Pace eterna forse, ma non pace vera.
E sinceramente a me fa male assistere a tutto ciò, quotidianamente. Soprattutto perchè non posso far altro che restare a guardare...
Non posso far altro che consolarmi con notizie effimere e di dubbio valore. Come questa. L'unica cosa che mi trasmette è che, malgrado tutto, sembra esserci speranza.