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domenica 8 marzo 2015

Departures

Titolo: Departures
Regia: Yojiro Takita
Anno: 2008
Genere: drammatico
Cast: Masahiro Motoki, Ryoko Hirosue, Tsutomu Yamazaki, Kazuko Yoshiyuki, Takashi Sasano, Kimiko Yo, Tetta Sugimoto

La trama in breve: 
Dopo lo scioglimento dell'orchestra, il violoncellista Daigo (Motoki Masahiro) rimane senza lavoro e decide di ritornare al paese d'origine. Assieme alla moglie Mika (Hirosue Ryoko), docile e mansueta come poche, si trasferisce nella sua vecchia casa in campagna alle porte di Yamagata. Qui comincia a cercare lavoro e si imbatte in un annuncio interessante, raggiunge l'agenzia e scopre che i viaggi dell'inserzione non sono vacanze alle Maldive ma dipartite nel mondo dell'aldilà. Titubante all'inizio, si lascia convincere dagli insegnamenti del capo, il becchino Sasaki (Yamazaki Tsutomu), e ritrova il sorriso perso da tempo. Quando la moglie scopre l'identità del suo nuovo mestiere, scappa di casa e lo abbandona solo in paese, dove in molti cominciano a snobbarlo. Ma il destino sta nuovamente per sorprenderlo, costringendolo a fare i conti con il passato, la morte della madre e l'allontanamento precoce del padre, fuggito chissà dove e mai più rivisto. (fonte mymovies)

Il mio commento:
Dopo avervi parlato di splendidi esempi di film ignoranti, quali G. I. Joe oppure The Barbarians, questa volta è il turno di un titolo degno di rispetto, tra l'altro vincitore del premio Oscar del 2009 per la categoria miglior film straniero.
Siamo di fronte infatti a un film intenso, composto, che affronta tematiche importanti e non banali come la morte e il cerimoniale relativo alla preparazione della salma per l'ultimo viaggio del defunto. Tanato-estetica, come la definiscono nel film. Il tutto affrontato con trasporto e sensibilità, con una solennità e un'intensità che trasmettono calma e pace. Dinamiche, toni e ritmi che sarebbe stato difficile ritrovare in produzioni non orientali: me lo immagino, per dire, il medesimo film realizzato da Michael Bay o da Neri Parenti...
La storia proposta in realtà è piuttosto semplice e scandita da dinamiche e problematiche che si presentano in ordine sequenziale. Ci sono poi anche alcuni momenti in cui la tensione si allenta, e che magari strappano qualche sorriso, come già accade durante i primi minuti alla cerimonia in cui, nel preparare la salma, Daigo (Masahiro Motoki) scopre che "quella bella ragazza" in realtà non è proprio tale...ma si tratta di momenti proposti - oltre che per motivi di mero intrattenimento visto che pur sempre di un prodotto cinematografico si tratta - per ricordare al pubblico che la morte e l'ultimo saluto al defunto non rappresentano solo un evento luttuoso ma anche un momento di incontro, di scoperta, di condivisione e di riconciliazione. Nel ritrovarsi alle prese con diversi decessi e diversi contesti, le occasioni non mancano per creare occasioni di riflessione e scambio, o anche per tratteggiare drammi familiari e non.