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sabato 30 ottobre 2021

Smetto quando voglio - Ad honorem

Titolo:
Smetto quando voglio - Ad honorem
Regia: Sydney Sibilia
Anno: 2017
Genere: commedia
Cast: Edoardo Leo, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Libero de Rienzo, Stefano Fresi, Lorenzo Lavia, Pietro Sermonti, Marco Bonini, Rosario Lisma, Giampaolo Morelli, Peppe Barra, Luigi Lo Cascio, Greta Scarano, Valeria Solarino, Neri Marcorè, Guglielmo Poggi, Claudio Corinaldesi


La trama in breve:
Atto finale della trilogia diretta da Sydney Sibilia, Smetto quando voglio: Ad honorem vede la banda di cervelloni incompresi, capitanata dal neurobiologo Pietro Zinni (Edoardo Leo), riunirsi per l'ultima sconsiderata impresa. Dietro le sbarre del carcere di Rebibbia, i galeotti fregiati di titoli accademici escogitano un modo per evadere di prigione e sventare i piani del terribile Walter Mercurio (Luigi Lo Cascio), intenzionato a fare una strage (fonte comingsoon)


Il mio commento:
avendolo visto recentemente (a puntate), volevo spendere due parole su questo terzo atto della serie di film "Smetto quando voglio" in quanto, a mio avviso, un discreto prodotto nel panorama cinematografico nostrano.
Il primo film, lo Smetto quando voglio del 2013, rimane quello più memorabile e riuscito, ben costruito e ironico. Il secondo capitolo (Masterclass...che ero convinto di aver citato nel blog ma evidentemente così non è) e questo terzo sono invece stati realizzati praticamente assieme, per concludere degnamente la storia, minimizzare i costi e massimizzare la resa. 
In Masterclass, complice anche la necessità di presentare nuovi personaggi, probabilmente c'è stata una minor linearità e spigliatezza, ma si è rivelato un buon film, nel quale i nostri protagonisti son in qualche modo scesi a patti con le forze dell'ordine nel tentativo di sgominare bande di spacciatori. Il tutto per introdurre il villain dell'atto finale, ovvero quel Walter Mercurio che vuol fargliela pagare alle istituzioni e alle persone che contano per quanto subito. E in ciò emerge il dramma di una meritocrazia inesistente, di promesse mai mantenute ma utilizzate per far bella figura (politica) di fronte a media e investitori, di persone invece meritevoli costrette a compiere miracoli con mezzi e risorse irrisorie. Talenti che non vengono per niente calcolati dal sistema, che non trovano posto in qualche disegno di sviluppo e crescita culturale/scientifica/strategica del Paese. Per cui, o soccombono, o mollano, o si reinventano in altri ruoli, come accadeva ai nostri protagonisti nel primo film.
Naturale che come altra opzione sorga anche rabbia e voglia di farla pagare, soprattutto quando si diventa vittime o si perdono persone care, oltre che progetti e anni di studio. E' il caso di Murena (Neri Marcorè), "cattivone" incrociato nel primo film, che vien praticamente sbeffeggiato da avvocati e periti dopo aver subito ustioni e danni fisici di vario tipo con scuse banali e ignobili ("non aveva le scarpe anti-infortunistica") che in questo terzo atto diventa una sorta di alleato dei nostri ma, al contempo, quasi l'emblema della morte per quanto è cupo. 
Ma è anche il caso di Walter Mercurio che sbaglia certamente nei modi (fare una strage non è mai una soluzione) ma per il quale è anche difficile non simpatizzare dopo la visione del flash back esplicativo del suo passato, e di quello di Murena.

sabato 23 gennaio 2021

Eurovision Song Contest - La storia dei Fire Saga



Titolo: Eurovision Song Contest - La storia dei Fire Saga
Anno: 2020
Regia: David Dobkin
Genere: commedia, musical
Cast: Will Ferrell, Rachel McAdams, Dan Stevens, Mikael Persbrandt, Pierce Brosnan, Ólafur Darri Ólafsson, Melissanthi Mahut, Johan Johannsson, Demi Lovato, Graham Norton

La trama in breve:
Eurovision Song Contest - La storia dei Fire Saga è un film originale Netflix diretto da David Dobkin che vede protagonista una coppia di cantanti islandesi, Lars (Will Ferrell) e Sigrit (Rachel McAdams), che sognano da tutta la vita di poter partecipare all’Eurovision Song Contest, il più importante Festival musicale europeo. (fonte comingsoon)

Il mio commento:
Ho recentemente visto questo film su Netflix e credo sia più che doveroso lasciare una recensione e invitarvi alla visione di questa ennesima fatica di quel mattacchione di Will Ferrell, attore comico visto in diverse pellicole e capace di confezionare personaggi sui generis. Pensiamo ad esempio al discutibile giornalista Ron Burgundy di Anchorman, allo stilista folle Mugatu in Zoolander, al mentore-playboy dei due protagonisti di 2 Singles a nozze, ma capace anche di ruoli un po' più costruiti e simil-drammatici, come in Vero come la finzione o in Melinda e Melinda di Woody Allen.
Rachel McAdams pure è un'attrice di tutto rispetto e versatile, che un po' mi ha sorpreso ritrovare in questo film e cimentarsi in una produzione che è un mix tra commedia e musical ambientato fuori dal territorio statunitense.
Partiamo già col dire che per un duo musicale islandese chiamarsi "Fire" è un po' un'ossimoro, visto che l'origine del nome Islanda è terra dei ghiaccio, ma al contempo fa già capire che i due "ragazzi" sono un po' fuori posto. Lars e Sigrit abitano a Húsavík, sono cresciuti assieme, ed entrambi sono particolari. Il loro legame è indissolubile, e ambiscono a partecipare e vincere l'Eurovision Song Contest. E questo malgrado quel "bellissimo uomo di suo padre" di Lars, ovvero Pierce Brosnan, disapprovi e continui a mortificare suo figlio, ritenendolo un fallito, mentre Sigrit creda all'esistenza degli elfi. Per di più, nessuno sembra apprezzare la loro musica e richiedono al gruppo musicale di suonare per lo più brani folkloristici o comunque locali (vedasi Jaja ding dong...che a momenti ci scappa la rissa...che poi ho qualche dubbio sul vero significato di quel "ding dong" °_°). 
Però, il destino (diciamo così) farà in modo che nonostante fallimenti e umiliazioni e molti dubbi pure dagli stessi selezionatori islandesi (d'altronde, non è rimasto nessun altro...), siano proprio loro due a divenire i rappresentanti dell'Islanda nell'edizione 2020 dell'Eurovision Song Contest che, per altro, causa covid, non si è tenuta nemmeno nel mondo reale.

sabato 19 settembre 2020

Dorohedoro


Titolo:
 Dorohedoro
Studio d'animazione: MAPPA 
Anno: 2020
Numero episodi: 12


La trama in breve:
Cayman è un uomo dalla testa di alligatore, ridotto in questo stato da dei misteriosi stregoni provenienti da un'altra dimensione, a cui solo loro hanno accesso. Essi girano per la città di Hole lasciandosi dietro morti e deformati, praticando la loro magia nera sulla gente, ma Cayman, immune alle loro arti e supportato dalla lottatrice e cuoca Nikaido, dà loro la caccia, consapevole che l'unico modo per tornare normale è trovare lo stregone che l'ha trasformato. (fonte animeclick)


Il mio commento:
Il manga di Q Hayashida, distribuito in Italia da Panini, non l'ho mai letto ma mi era visivamente noto perché ha avuto una pubblicazione piuttosto lunga e più di una volta l'avevo visto sugli scaffali in fumetteria. 
Mi aveva colpito per l'estetica e per i personaggi stravaganti.
Quando, recentemente, ne ho intravisto la trasposizione anime tra i titoli disponibili su Netflix ho deciso di darci una possibilità e ... ne son rimasto molto soddisfatto!
Non so dire se ricalca appieno il manga (parrebbe di sì) ma mi auguro che procedano con la realizzazione di nuove stagioni, anche perché quella disponibile termina ma senza approdare a un finale o a una conclusione soddisfacente.
Andando per ordine, comunque, la storia mescola elementi horror e grotteschi con situazioni relativamente umoristiche e romantiche. Già dalla sigla di apertura si intuisce una vena di follia e suggestioni allucinate, cosa che viene confermata sin dalle scene di aperture con Cayman che tiene tra le fauci la testa di uno stregone...e questi, all'interno della bocca da alligatore del nostro protagonista, intravede un altra presenza che gli dice "no, non sei tu", decretando la sua condanna a morte. Sì perché il nostro energumeno dalla testa di rettile non ha memoria di sé e vaga alla ricerca dello stregone che gli cambiato i connotati, una risposta che sembrerebbe potergli arrivare dall'essere che vedono coloro che "ingoia". Un viaggio che gli e ci consentirà di comprendere meglio le disastrate condizioni di vita degli abitanti di Hole, praticamente alla mercé degli stregoni che arrivano da un'altra dimensione praticano su di loro esperimenti e incantesimi, e gli stregoni stessi. In particolare, le vicende ruotano attorno al "boss" En e ai suoi scagnozzi, Shin, Noi, Fujita ed Ebisu, le cui storie si intrecciano con quelle di Cayman e Nikaido rendendoli tutti, di fatto, dei comprimari. Sono tutti personaggi particolari, con un'estetica curata ed eccentrica, non del tutto "normali" direi, violenti ma a modo loro semplici e "innocenti", escludendo ovviamente il fatto che non si fanno problemi ad ammazzare o squartare... 
Non è tuttavia ben chiara la linea che divide i buoni dai cattivi, in quanto sono un po' tutti sulla stessa lunghezza d'onda, brutali e diretti, e tutti un po' malinconici o tristi, tragici e reticenti in tipico stile nipponico.  

venerdì 9 dicembre 2016

L1L0

Titolo: L1L0
Autore: Pippo Abrami
Editore: Vaporteppa (*)
Genere: racconto, fantascienza, steampunk e una vena di umorismo
Pagine: 19 (circa)

La trama in breve:
L1L0 è un automa, un bollitore con tre cervelli di scimmia e l’aspetto di un coniglio. Se non fosse per il Witz, il tipico umorismo ebraico alla base della sua personalità, si sarebbe già suicidato. L1L0 però è anche una macchina da guerra, la più avanzata in circolazione, e ha una missione: salvare la figlia del proprio creatore.

Il mio commento:
Periodicamente sbircio su Baionette Librarie per cui già tempo addietro avevo adocchiato gli ebook della collana Vaporteppa ma solo recentemente mi son cimentato nella lettura di una delle opere delle collane proposte.
Per cui, dal buffet libero, ho pescato questo L1L0 di Pippo Abrami, autore a me ignoto ma che non mi è spiaciuto affatto.
Le pagine sono scivolate via veloci, grazie anche allo stile e al lessico utilizzato dall'autore, più che buoni e adeguati. Certo, bisogna essere un po' familiari con l'ambientazione steampunk e le sue caratteristiche ma direi che, per quel poco che ne conosco, mi pare che gli elementi ci siano tutti sia in termini di contesto storico che di elementi tecnici e tecnologici. 
Ho qualche riserva sulle conoscenze e sul livello raggiunto in campi scientifici quali biotecnologia e programmazione di automi ma, fondamentalmente, lo si accetta. Apprezzata anche l'integrazione delle leggi della robotica di Asimov visto che, di fatto, L1L0 è un automa senziente... un automa che però è fin troppo umanizzato per via della verve sarcastica che, sin dalla prima pagina, palesa tramite la stampante in dotazione. Indubbiamente questo espediente - la vena ironica da umorismo ebraico, elemento ancor più stravagante se consideriamo il periodo storico è quello del nazismo - è funzionale alla fruizione del testo e a dare un po' di verve ad una voce narrante che procede per lo più in prima persona per cui, probabilmente, con una personalità installata meno "vitale e presente" sarebbe risultata più arida e difficile da digerire (però, ecco, poteva anche andar peggio con una personalità stile Sgarbi oppure alla Hodor). 
Apprezzatissime anche le illustrazioni a corredo del testo, molto evocative ed efficaci nel visualizzare gli elementi descritti, un espediente tra l'altro che mi ha richiamato alla memoria Leviathan di Scott Westerfeld e che aumenta il valore di questo ebook.
Nel complesso, considerando che si tratta di un racconto breve, la storia funzione - anche se forse è un po' troppo immediata la facilità con cui si "sospengono" certe direttive e la rapidità di movimenti padroneggiata dal "bollitore con le zampe" poteva essere meno esagerata - e mi ha convinto a provare qualche altro testo di questo progetto editoriale. Spero anche a voi perché in fondo - come sperimentato anche con Terre di Confine - se qualcuno le supporta, queste iniziative vivono e prosperano altrimenti rischiano di non avere un futuro.

(*) Vaporteppa è una collana ideata e diretta da Marco Carrara per Antonio Tombolini editore, casa editrice fondata da Antonio Tombolini sotto Simplicissimus Book Farm.