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domenica 22 luglio 2012

..:: The ZZ Train al MilanStardust ::..

Avete presente gli ZZ Top? Praticamente un'istituzione del rock, attivi dal finire degli anni '60 e, da allora, tuttora barbuti.
Almeno per quanto riguarda "Billy" Gibson Gibbons e "Dusty" Hill, Frank Beard invece sembra essere più refrattario alla cosa.
Bene, se li conoscete e, magari li apprezzate pure o avete avuto l'occasione di assistere a qualche loro concerto (nel 2010 han suonato pure all'anfiteatro Camerini di  Piazzola Sul Brenta, PD) , vi segnalo codesta tribute band che, dopo una piccola pausa, dopo lo storico concerto al NightRider di Loreggia (PD) è tornata a calcare le scene nei locali della provincia padovana.
Purtroppo mi son perso il loro ultimo live (ero in volo da Catania...) ma fortunatamente YouTube corre in mio (e vostro) soccorso consentendovi un assaggio del loro sound :-)
Ecco a voi, quindi, i "The ZZ Train", shaven ZZ Top Tribute, live al MilanStardust di Albignasego, Padova city ^__^
Rispetto agli ZZ Top originali noterete senz'altro qualche lieve differenza, come ad esempio la rasatura (han ceduto alla famosa offerta della Gillette?), ma garantisco sulla resa acustica, sull'impegno musicale e, soprattutto, sulla presenza della famigerata strumentazione pelosa!!!

 

E per quanti volessero sostenere o seguire il gruppo composto da Alessandro, Davide e Michele, ricordo che i The ZZ Train hanno un profilo su FaceBook e che, prossimamente, nei mesi di agosto e settembre, sono previsti ulteriori loro concerti nel padovano. 
Un'occasione in più per ascoltarli live...sperando di riuscire a esserci :-)

martedì 26 luglio 2011

..:: Ci sono cose che non puoi capire (adesso) ::..

Come diceva il buon Diego Mancino: "Ci sono cose che non puoi capire adesso, / cose che fanno più paura del tuo gusto dell'eccesso".
Mi domando allora se esiste un limite, un punto oltre il quale non andremo oltre e inizieremo veramente a comprendere. E a reagire.
Quanta immondizia, per dire, può accumularsi a Napoli prima che scatti qualche molla nella popolazione o nelle istituzioni. Nessuno che protesta per tasse pagate e un servizio non eseguito?
Verrà un giorno in cui una persona pubblica, un politico, che parla alla stregua di Borghezio in merito alla strage di Oslo verrà presa sul serio e ricoverata di conseguenza. Analogamente, arriverà il momento in cui psicologi ed esperti chiamati ad esprimere un parere in merito ad una strage o a un attentato non additeranno subito i musulmani e gli islamici come capro espiatorio immediato? No perché se di morti alle Twin Tower ce ne son state alcune migliaia, tra Iraq e Afghanistan credo che si superi tranquillamente il milione. Ma non arriverà mai l'occasione per fermarsi a riflettere sul perché una popolazione possa seppellire un ospedale o un matrimonio sotto ad una pioggia di bombe e un'altra non possa nemmeno avere un'arma nucleare.
E arriveremo mai, mi domando, a comprendere come si compone il prezzo del carburante che paghiamo dai benzinai e, soprattutto, come vengono reinvestite le tasse che contribuiscono per il 70 % almeno del costo di benzina e gasolio?
Afferreremo l'oscura e criptica motivazione alla base della scelta operata dal governo di un Paese fortemente in crisi, come il nostra, di spendere tempo ed energie in leggi "allunga processi". Ora, poi.

giovedì 31 marzo 2011

..:: I ministri ::..

I ministri
Premetto che non sono un critico musicale, né voglio passare come novello Lester Bangs. Non nego però che mi piace la musica e lasciarmi trasportare, di tanto in tanto, da quello che ascolto.Ecco perché ne approfitto per segnalarvi un gruppo musicale che, a mio avviso, merita assai: I ministri.
Si tratta di una band formatasi a Milano nel 2003 (come son bravo a copiare da Wikipedia...) con all'attivo 3 album e composta da Davide Auteliano, Michele Esposito e Federico Dragogna. Di loro avevo ascoltato, tempo fa, il singolo Tempi Bui, in onda a rotazione su Virgin Radio.
Ma solo in tempi più recenti ho avuto modo di esplorare la loro discografia e farmi un'idea più precisa delle loro sonorità e delle liriche che cantano.
E mi piacciono, assai e assai.
Probabilmente, ad essere obiettivi, tendono ad avere ritmi a volte un po' ripetitivi e, nell'ultimo album, forse iniziano a cedere al fascino dell'elettronica ma, per come la vedo io, si tratta di scelte loro. Condivisibili o meno, ma loro.
Quel che conta, per me, sono invece le emozioni che mi fanno provare, le sonorità, le vibrazioni dell'animo, la forza e il pathos che trasmettono. I loro pezzi si possono considerare alternative rock, che per alcuni vuol dire indie, per altri punk. Però si cimentano anche con brani più psichedelici (come "Brucia") e altri dai ritmi più lenti, ballate insomma, più melodiche e lente.
Ma ciò che mi piace di loro è l'energia che posseggono, il modo che hanno di vivere la musica, la passione che trasmettono soprattutto grazie alla voce del cantante (Davide Auteliano). C'è poi una vena di sofferenza, di dolore vero, di rabbiosa protesta, di denuncia: si dimostrano critici nei confronti della realtà che vivono e nella quale, ogni giorno viviamo. 
Copertina di Fuori, album del 2010
Ecco allora che nelle loro canzoni si riflettono esigenze e ipocrisie, contrasti ed esperienze concrete, reali.
Niente canzonette sterili, niente menate per il mal d'amore, Laura non c'è, Eh già e compagnia bella.
Per qualche motivo che non so bene inquadrare, quelle dei Ministri sono note e parole che mi entrano dentro e riverberano.
Ascoltandole è come se accarezzassi qualche verità, come se si risvegliasse in me una certa voglia di riscatto, rabbia energica, non saprei bene come definirla.
Però c'è.
Insomma, hanno quel "qualcosa" che me li fa sentire vicini, autentici, "onesti", come se effettivamente mi parlassero, comunicassero per davvero. Non artisti distanti dal reale, ma giovani, ragazzi come me e molti altri, sensibili e insofferenti per come va il mondo, desiderosi di cambiamento e di ribellarsi alle dinamiche attuali che bloccano e fanno ristagnare la società. Italiana e non. Dal punto di vista culturale e non. Emblematica, in tal senso, la canzone "La petroliera", che sembra quai tratteggiare funesti scenari fantascientifici. Eppure, una strada trafficata nell'ora di punta in qualche metropoli come Roma o Milano poco di discosta da ciò che propongono.
I testi suggestivi e intensi uniti alla teatralità cui fa ricorso il cantante per modulare la propria voce, ora più dolce, ora più sofferta, ora rabbiosa e ringhiante ("E' una questione politica!") esercitano un forte potere su di me. Tutto questo unito a ritmi spesso incalzanti, con una batteria prepotente, imperante, che scalpita e si fa sentire, ben amalgamata a chitarre e tastiere e sonorità melodiche, talvolta cupe, talvolta ossessive, addirittura incazzate mi ha notevolmente conquistato.
Motivo per cui ultimamente mi trovo ad ascoltarli spesso: sarà una moda, sarà questione di tempo, ora come ora non so dirlo. Però ne dubito.
Così come sospetto che questo gruppo rimarrà ancor a lungo sconosciuto ai più (magari sono già famosissimi e solo io non li avevo mai notati...). Me lo auguro, anche perché sono molto gli spunti di riflessione, le tematiche attuali e le immagini che regalano le loro canzoni.
Provate ad ascoltarli, quindi, e sappiatemi dire ^__^
E proprio per agevolarvi in ciò, eccovi alcuni dei loro brani, un mix preso da vari album ma che spero possa aiutare, voi, ad avere un assaggio di ciò che suona questo gruppo e, loro, a ottenere consenso e a vendere qualche disco in più ;-)