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sabato 29 dicembre 2012

..:: Generazione 1000 euro ::..

Titolo: Generazione 1000 euro
Regia: Massimo Venier
Anno: 2009
Genere: drammatico
Cast:  Alessandro Tiberi, Valentina Lodovini, Carolina Crescentini, Paolo Villaggio, Francesco Mandelli, Francesca Inaudi, Francesco Brandi

La trama in breve:
Milano un gruppo di giovani neolaureati galleggia nell'orbita dell'instabilità esistenziale. Matteo, che si definisce un luogo comune, è un genio della matematica; nelle vesti di "cultore della materia" tiene lezioni sull'insostenibilità di Gödel, ma per tirare a campare lavora nel reparto marketing di un'azienda in odore di taglio del personale. L'amico e coinquilino Francesco mette in pratica la sua passione per la settima arte facendo il proiezionista in un cinema d'essay e osserva la vita come se fosse un film, dando un voto alle cose. Lasciato dalla fidanzata tirocinante in attesa di asportare il suo primo pancreas, e perse le sicurezze economiche di un terzo inquilino che li ha appena abbandonati con un debito, Matteo si trova diviso tra la passione e la ragione - e tra due donne che entrano con impeto nella sua vita - nell'eterna sospensione d'animo. (fonte mymovies)

Il mio commento:
Generazioni a confronto: lo sfortunato
e tragico Fantozzi accomunato alla
condizione precaria dei giovani d'oggi.
E' per questo che Villaggio è nel cast
e recita la parte del docente? Vero?
Visto praticamente tra ieri e l'altro ieri sera, molto comodamente, in modalità svacco totale sul divano. Più che altro, avevo bisogno di qualcosa di disimpegnato e di italiano: dopo le frecciatine che avevo lanciato nel post precedente al panorama cinematografico nostrano mi sentivo in dovere di dare un'occasione a qualcosa di italico. Ecco allora Generazione 1000 euro, liberamente ispirato all'omonimo romanzo/progetto letterario (e non). Per maggiori informazioni in merito vi rimando a codesto link.
Ora, non avendo letto il libro originale, non so dirvi quanto ci sia di ispirazione e quanto invece corrisponda che le parole scritte dal duo Incorvaia Antonio e Rimassa Alessandro. Però il film è piacevole, scorre via fluido: non ci si annoia, si partecipa, si parteggia, si prova anche ad immedesimarsi un poco.
E, ovviamente, da bravo film italiano non si perde l'occasione di mostrare qualche scena di sexo.
Anche dal punto di vista della recitazione e della colonna sonora, direi, ci siamo eccome. Tra l'altro, Alessandro Tiberi, il protagonista, credo fosse un predestinato per il ruolo di Matteo avendo alle spalle la partecipazione alla serie tv Borat nel ruolo di "Alessandro". 
Quello che semmai non mi ha particolarmente convinto è la constatazione di quanto sia piccola, alle volte, Milano (le classiche coincidenze che fanno funzionare i film...), di come una donna non si faccia problemi a starsene in casa di due perfetti sconosciuti che, per forza di cose, devono metterle le mani addosso e portarla anche al bagno (ebbene sì, dopo l'entrata in scena con solo un asciugamano addosso, Beatrice si rompe pure una gamba), di come nessuno si scomponga se nel pavimento di casa c'è una voragine (né le mamme che portano i bimbi a farsi dare ripetizioni né il geometra che vive al piano di sotto), di come, per forza di cose, tutto avvenga molto rapidamente e fin troppo concitatamente. Anche nell'ambito lavorativo.
Il protagonista vive una perenne corsa, acuendo quel senso di incertezza in cui egli, fondamentalmente, si crogiola. Che poi, caspita, si trova con il conto in rosso, il frigo vuoto, l'appartamento da pagare (e con un buco nel pavimento), la benza del motorino da pagare, i pasti fuori casa ogni giorno da pagare, le tubature dell'appartamento da riparare (si son rotte ancora) ma...non c'è problema °_°