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lunedì 24 aprile 2023

Cranston & Crane

Titolo
: Cranston & Crane
Autore: Alessio Filisdeo
Editore: Nativi Digitali Edizioni
Genere: fantasy, horror
Pagine: 430


La trama in breve:
Alle soglie del XXI secolo, Cranston e Crane, spietati vampiri amalgamatisi al tessuto sociale moderno, regnano incontrastati sulla città di New Orleans, spalleggiati dall’insolente signorina Varens.
Violenza, denaro e corruzione li hanno elevati dal ruolo di vili mercenari a quello di oscuri Principi statunitensi. Tuttavia il prezzo del potere è stata la libertà, l’asservimento a un mostro millenario i cui complotti minacciano ora di distruggere l’utopistica tirannia dei due non-morti.
E mentre il futuro bussa alle porte dei dannati, un vecchio nemico risorge in cerca di vendetta, pronto a reclamare le teste dei Bastardi di Delilah… (Fonte Nativi Digitali Edizioni)


Il mio commento:
A distanza di poco meno di un anno e mezzo dalla lettura del precedente Fairfax & Coldwin, ho recuperato questo secondo romanzo di Alessio Filisdeo per scoprire come prosegue la storia dei nostri vampiri, ormai trasferiti nel continente americano assieme alla signorina Varens.
Ma soprattutto interessato a saperne di più anche sul conto del misterioso vampiro dagli occhi diversi che già nel primo romanzo si faceva accompagnare da tanto mistero e potere.
Analogamente a quanto visto, anzi, letto nel primo ebook i nostri protagonisti sono ancora legati dalla maledizione di Delilah per cui costretti a convivere e a gestire il loro rapporto di complicità e odio sebbene traspaia, pagina dopo pagina, che tanto odio e rancore e ormai non c'è più, avendo i due raggiunto una sorta di equilibrio e regalando anche qualche episodio di reciproca stima e reciprocità. A tal proposito, scusate per il piccolo spoiler, m'è piaciuto l'episodio ambientato nella seconda guerra mondiale in cui vengono a sapere il vero nome l'uno dell'altro, uno a causa di rivelazioni fatte da un certo (antico) vampiro e l'altro rivelato spontaneamente per compensare il "vantaggio" acquisito sull'altro. 
Una maledizione che tanto li favorisce in combattimento ma che, per chi ha letto anche il precedente capitolo della storia, è destinata ad affievolirsi e sparire (...o forse no...) destinando i nostri a rivedere il legame che li unisce e confermando che, tutto sommato, non c'è spazio solo per l'odio. Nei vari episodi narrarti, il rapporto tra i due vampiri, ormai divenuti Principi di New Orleans, viene ulteriormente approfondito e, assieme a ciò, il lettore si trova catapultato in una storia molto cinematografica (*), che abbraccia diversi secoli, e che approfondisce anche le figure di altri personaggi via via introdotti. In particolare quello di Blanche Varens, la bimbetta che nel primo libro i due protagonisti avevano preso con loro, ma anche quello della contessa Georgiana De Winter. Due notevoli donne vampiro, dotate di capacità oscure straordinarie, legate anch'esse in modo profondo seppure non da vincoli dettati da stregonerie subite.
La narrazione permette anche di familiarizzare con aspetti meno ovvi dei vampiri che, nella storia di Filisdeo, posseggono sì aspetti truculenti e malvagi (in fondo non disdegnano la violenza e devono pure cibarsi del sangue di esseri umani per sopravvivere) ma anche parecchi aspetti umani, rivelando anche fragilità, emotività e sensibilità non banali. Lo stesso triangolo che si viene a creare tra Cranston, Crane e Blanche rimanda a quella di una famiglia "atipica", con tanto di ramanzine e incomprensioni ma anche attenzioni che tipicamente si riservano a figli o genitori. Ma pure la caratterizzazione di Georgiana De Winter, risvegliatasi in un'epoca totalmente diversa dalla propria, regala momenti intensi. 

lunedì 27 dicembre 2021

Fairfax & Coldwin

Titolo:
 Fairfax & Coldwin
Autore: Alessio Filisdeo
Editore: Nativi Digitali Edizioni
Genere: fantasy, horror, gotico
Pagine: 250


La trama in breve:
Primi anni dell’Ottocento. Le Guerre Napoleoniche stringono l’Europa in una morsa opprimente, generando miseria e povertà.
Fairfax e Coldwin, feroci vampiri con indosso la pelle di insospettabili gentiluomini, imperversano per le strade di Londra commettendo atrocità di ogni sorta, impazienti di abbandonare il Vecchio Continente per cominciare una nuova non-vita nelle Americhe. Ma attraversare l’oceano costa caro, e il prezzo pattuito prevede il rapimento di una misteriosa bambina, celata nei recessi della Francia bonapartista.
Antichi rancori, tradimenti, duelli all’ultimo sangue e fughe rocambolesche: presto le due empie creature della notte si ritroveranno invischiate in una fitta rete di intrighi, intrappolate tra le spire del loro scomodo passato.
“Fairfax & Coldwin”, di Alessio Filisdeo, segna il ritorno di un XIX secolo più gotico che mai, cupo e grottesco, traboccante di subdoli personaggi e inquietanti rivelazioni.
Abbassate le luci. Mettetevi comodi. Il viaggio ha inizio.  (fonte Nativi Digitali Edizioni)


Il mio commento (attenzione agli spoiler!):
Approfittando di un'offerta, incuriosito dalla trama e dall'accattivante copertina, qualche tempo fa ho acquistato questo Fairfax & Coldwin, ebook di genere fantasy-horror che ho terminato di leggere pochi giorni fa.
Ero un po' scettico all'inizio, lo ammetto: testo di un giovane autore, di cui non sapevo nulla, la presenza di vampiri senza però sapere bene a quale modello facesse riferimento, in più la precedente lettura de I cinque dei di Adaesha che non mi aveva convinto molto... 
E invece mi sono ricreduto praticamente subito. L'ho trovato un buon testo, molto cinematografico e godibile, che scorre senza fronzoli sostenuto da un ottimo stile e narrativo, un registro non banale ma nemmeno pomposo, piuttosto molto efficace e studiato che rende molto bene sia nei dialoghi sia nelle scene più descrittive o d'azione.
Già il prologo fa intuire al lettore che non siamo di fronte a un testo banale o per un pubblico che ricerca storie di amori adolescenziali stile Twilight (senza nulla togliere a quella saga che, sinceramente, conosco poco e che non mi ha mai avvinto particolarmente).
Qui i vampiri sono creature avvezze all'omicidio, immortali senza scrupoli che mietono vittime quando ne hanno voglia o bisogno, ma tuttavia non dei mostri privi di personalità o capaci di esprimersi solo a grugniti. Anzi, i due protagonisti, legati da una singolare maledizione, sono dei gentiluomini, seppure svolgano mansioni poco nobili prestando i loro servigi a questo o a quell'altro principe. Ovviamente possono contare su alcun abilità sovrumane, in termini di movenze e forza, ma anche in termini di lettura mentale e charme. E altro, a seconda dell'anzianità e del potere accordato dal Sangue.
Ricordano molto quindi i vampiri che si possono trovare in ambientazioni alla AD&D o in videogame quali Legacy Of Kain. Anche se, sinceramente, l'impressione (molto probabilmente errata) è che l'autore, Alessio Filisdeo, abbia anche una discreta passione per fumetti e manga: lo ipotizzo dalla dinamica di certe situazioni, dalla rivelazioni di poteri "esper" che si manifestano in un ibrido, dal fatto che la strana coppia Fairfax e Coldwin mi ricorda altri personaggi come Wolverine e Sabretooth (degli X-men della Marvel) oppure Fay D. Florite e Kurogane (di Tsubasa RESERVoir CHRoNiCLE delle Clamp) mentre qua e là, in particolare grazie alla Creatura Oscura che di tanto in tanto compare e fa capire di essere un vampiro di ben altra pasta, ho percepito richiami di Hellsing (manga di Kōta Hirano) e del protagonista Alucard... in particolare quando attinge e sfoga la propria potenza oscura ai danni anche di altri vampiri "più giovani".

domenica 24 luglio 2016

Byzantium

Titolo:  Byzantium
Regia: Neil Jordan
Anno: 2012
Genere: drammatico, horror
Cast: Gemma Arterton, Saoirse Ronan, Sam Riley, Jonny Lee Miller, Daniel Mays, Caleb Landry Jones, Tom Hollander, Uri Gavriel, Jeff Mash, Glenn Doherty, Christine Marzano

La storia in breve:
Il rapporto tra la giovane Eleanor e sua madre Claire, tenutaria di un bordello, si basa su un segreto inconfessabile. Le due donne sono in realtà dei vampiri, che hanno attraversato duecento anni di dolore e solitudine per arrivare fino ai nostri giorni. L'inizio del dolore è coinciso con l'arrivo di un soldato senza scrupoli, che ha costretto Claire alla prostituzione. Da quel momento la vita della donna è diventata una lotta senza quartiere per proteggere prima se stessa e poi sua figlia. Ma Eleanor è stanca di vivere nella menzogna, e quando si innamora di Frank decide di uscire allo scoperto. Ovviamente, sua madre ed altri vampiri che vogliono vivere nell'oscurità le impediranno di trovare finalmente la tranquillità a lungo bramata. Tra presente e passato, la storia di Claire ed Eleanor viene raccontata in un susseguirsi di tragedie immerse nel sangue. (fonte mymovies)
Il mio commento:
Ho visto questo film a più puntate, le prime volte su Rai4, in seconda serata, tutte e due le volte fino al medesimo punto, e infine recuperandolo per concluderne la visione a fine giugno.
Mi ha infatti colpito molto, soprattutto per l'intensità che trasmette e il dialogo che instaura con lo spettatore grazie, in larga parte, alla recitazione delle due attrici protagoniste.
Gemma Arterton l'avevo già vista in altre produzioni, nemmeno così memorabili, come Scontro tra titani (Clash of the Titans), Prince of Persia - Le sabbie del tempo, Hansel & Gretel - Cacciatori di streghe, ma in questo film regala un'ottima interpretazione, con un personaggio sfaccettato e complesso, carismatico e pragmatico sì, ma anche emotivo, passionale, capace di sacrificarsi per la propria figlia. Un personaggio che inoltre rimanda alla "donna vampiro" di certi scritti decadenti, essendo Clara una meretrice e una prostituta, che ammalia e gode delle proprietà altrui. 
Saoirse Ronan era invece già protagonista di Amabili resti (The Lovely Bones) e di Hanna, e già in quelle occasioni aveva dimostrato ottime capacità recitative e magnetismo. Qui riesce a regalare una performance intensa nei panni di un'adolescente due-centenaria, sensibile, amante della musica, che ama la propria madre ma vive con insofferenza la propria condizione di eterna solitudine. 
Il connubio di queste due attrici unito a una recitazione che si alterna tra stralci di presente e di passato, regala a mio avviso una piacevole e coinvolgente esperienza visiva.
Le due protagoniste sono legate tra loro, sia per vincolo di sangue che vicissitudini di vita che per natura vampiresca, ma al contempo hanno caratteri agli antipodi, più espansiva e spregiudicata Clara, più introversa e remissiva la figlia. Caratteristiche che esprimono anche nel loro modo di vivere la propria segreta natura di vampiresse, visto che la prima dà sfogo alla propria sete per difendersi o per sopraffare, in preda ad istinti ferini, mentre Eleanor è una sorta di mietitrice compassionevole, che avverte il richiamo dei morenti e li aiuta a trapassare con fare delicato. Un modo di essere vampiri che, personalmente, mi ha molto incuriosito e attratto, perché da creatura maledetta, appartenente alle tenebre, diventa quasi una sorta di essere "quasi" positivo, in quanto uccide sì ma con raziocinio, eseguendo eutanasie.

domenica 5 agosto 2012

..:: Priest ::..


Titolo: Priest
Regia: Scott Stewart
Anno: 2011
Genere: sci-fi, azione
Cast: Paul Bettany, Cam Gigandet, Maggie Q, Karl Urban, Lily Collins

La trama in breve:

In un mondo in cui da sempre si combatte una lotta cruenta tra esseri umani e una particolare forma di vampiri-mostri, che poco hanno di raffinato e molto di animale, la Chiesa è riuscita ad avere la meglio addestrando all'arte del combattimento una legione di preti guerrieri. Grazie a loro è stata finalmente debellata la minaccia infernale. Il prezzo da pagare però è un dominio della Chiesa sulle città-roccaforte e sulle vite di tutti gli abitanti, in quanto protettori ufficiali dal male.
Vediamo cosa può servire: armi,
acqua santa, stelline ninja...
Acqua e cibo? Naaa...
Ma senza nemici da combattere è duro il reinserimento nella società per i preti-guerrieri, assillati da incubi e sensi di colpa che affondano le radici nei traumi delle molte battaglie combattute. Solo l'imprevedibile ritorno di una nuova orda di vampiri darà nuovo senso alla loro crociata e nuove preoccupazioni a una chiesa più intenzionata a sostenere di aver debellato la minaccia che a prendere le dovute contromisure. (fonte mymovie)

Il mio commento:
Non ho letto il manhwa di Hyung Min Woo a cui, teoricamente, il film è ispirato. 
Non ho nemmeno visto "Legion", sempre con Paul Bettany e Scott Stewart alla regia.
Ho però visto codesto Priest: la serata non era delle migliori, ero piuttosto cotto e stanco, e il film ... non ha dato una svolta alla serata. Peccato.
Su fatevi sotto dannati famigli in moto!
(Per fortuna nessuno di voi ha
pensato di prendersi una pistola...)
E sì che ne poteva uscire qualcosa di dignitoso considerando il mix tra vampiri, guerrieri affiliati alla religione e scenari post-apocalittici. Vaghi richiami a scenari bellici cyber-fantasy in stile Mutant Chronicles per dirne una, ma con forti suggestioni da film western.
Peccato che invece il film non decolli affatto ma rimanga su livelli al limite della sufficienza, con questioni spazio temporali molto dubbie, dialoghi affrettati e bruschi, spiegazioni minimali o assenti sia in relazione ai personaggi proposti che all'ambientazione descritta. Non dico tanto ma almeno qualche flash back per capire meglio come vengano formati sti "preti", perché inviare loro contro i vampiri e non nuclearizzare l'area, e soprattutto fornire un minimo di background a sta gente. 

sabato 23 aprile 2011

..:: Aphelion ::..

Titolo: Aphelion
Autore: Kristle Reed
Editore: nel 2008 edito da 0111 Edizioni, dal 2009 libro autoprodotto su IlMioLibro
Genere: Fantasy
Pagine: 168

La trama in breve:
New York, 1905. Dreamland è un gigantesco parco dei divertimenti che sorge a Coney Island. Tra le varie attrazioni, il parco ospita un Freak Show dove si esibiscono mostruosi fenomeni da baraccone, tenuti in gabbia. In una di queste gabbie c’è il vampiro Goran. Mostra i denti, agita il mantello e fa del suo meglio per spaventare gli spettatori. Ad assistere alla sua esibizione ci sono Emil e Ailis, due giovani vampiri. Quando la bella Ailis decide di liberare il prigioniero, scopre che Goran è un uomo affetto da un lieve ritardo mentale e che non sa nemmeno di essere un vampiro. È semplicemente una creatura sfortunata che ha imparato a recitare una parte, senza sapere perché. Commossa dall’animo gentile di Goran, Ailis decide comunque di aiutarlo. Decisione che, come prevedibile, darà il via a una serie di problemi e difficoltà che avranno il duplice effetto di stravolgere e arricchire l’immortale esistenza di entrambi. Un romanzo in cui la vera protagonista è la notte. Una favola gotica in una New York d’altri tempi. (fonte Il mio Libro)

Il mio commento:
Premetto che ho letto questo romanzo nell'ambito di una catena di lettura promossa su Mondo Parallelo.
Il titolo del testo è molto particolare e suggestivo, attinente alle dinamiche descritte nel romanzo in quanto proprio il sole (1) gioca un ruolo importante nelle vicende narrate, sia all'atto pratico che metaforico. 
Anche l'immagine scelta per la copertina, seppure un po' sfocata, è molto azzeccata e chiara, esplicita nell'identificare la tipologia di esseri che saranno protagonisti della narrazione. Pure il volto di donna scelto è perfetto per evocare quello di Ailis e catturare l'attenzione di eventuali lettori, soprattutto di sesso maschile.
L'impaginazione e la rilegatura sono di discreta fattura e permettono una piacevole fruizione del testo. La strategia di proporre capitoli molto brevi, ciascuno di seguito all'altro, rappresenta inoltre un buon incentivo alla lettura. Senza contare che lo stile utilizzato dall'autrice è molto buono, a tratti poetico, indiscutibilmente molto evocativo, ben equilibrato nel proporre ora brani più descrittivi ora testi più introspettivi. Di certo induce a proseguire con le pagine del libro e a "vedere" i personaggi e l'ambientazione proposte. Le uniche pecche riguardano alcune ripetizioni facilmente eliminabili ma che, almeno nella versione in mio possesso, hanno appesantito e reso irritante la lettura di certe parti. In fondo, esistono sinonimi, pronomi e sostantivi  proprio per evitare l'ossessivo utilizzo di nomi propri.
La New York descritta, poi, sa di vissuto e si percepisce la passione per l'autrice per tali locazioni. Forse c'è effettivamente stata, forse no: in ogni caso è riuscita nell'intento di proporre immagini vivide e realistiche, di tanto in tanto concedendo spazio a riflessioni e rendicontazioni simil-storiche, proprio per aumentare il grado di immedesimazione del lettore e aiutarlo nel vivere con maggior forza le vicende descritte. Anche se, di tanto in tanto, qualche riferimento temporale sembra essere sfuggito di mano.
I personaggi proposti non sono moltissimi ma ben caratterizzati. Al di là dei gestori del DreamLand di Coney Island, quelli su cui più si è concentrata l'autrice veneta sono i tre vampiri Emil, Ailis e Goran. 
Il primo è un giovane ragazzo che ha accettato la sua condizione di non morto imparando a vivere nuove esperienza esistenziali all'insegna delle forti emozioni, dell'omicidio e della sfida. Ailis invece è una quindicenne irlandese, avvenente e sensibile, divenuta immortale per mano di Emil e con il quale ha instaurato un rapporto particolare, a tratti di sudditanza a tratti di complicità. Goran, infine, è un vampiro di origini rumene, quasi quarantenne, anch'esso "figlio" di Emil prima che quest'ultimo emigrasse a New York. Rapito e trascinato a DreamLand come fenomeno da baraccone, Goran è inconsapevole della propria condizione di non morto ma sarà proprio grazie ad Ailis che saprà comprendere cosa è diventato e a maturare, sia come uomo che come vampiro. Inutile dire che, tra i tre, si creeranno tensioni e simpatie, complicità e invidie, oltre a legami di tipo sentimentale (complicate anche dall'incapacità di parlare inglese da parte del vampiro rumeno). 
La tragedia però accompagna, da sempre, la condizione dei vampiri e anche questa storia non fa eccezione alcuna. Quelli proposti sono infatti creature delle tenebre costrette a uccidere per vivere, ma sono anche obbligati a nascondersi dal sole e dalla società, in pratica dei reietti incompresi. Personalmente mi hanno ricordato abbastanza i non morti di Anne Rice e di Stephenie Meyer, molto votati all'introspezione e concentrati sulla propria condizione di vita tragica ma romantica. Posseggono una forza e una ferocia inaudita, il dono dell'immortalità, però conservano larga parte di quell'umanità che rende tali gli uomini. Anzi, sono forse ancora più sensibili, ingenui e capaci di cogliere le piccole sfumature dell'esistenza, fattore questo che amplifica il conflitto che vivono con se stessi e con il mondo. Un contrasto impossibile da eliminare o da ignorare, esplicitato da quella necessità di sottrarsi al sole, di starne lontani il più possibile. Sono creature condannate in pratica, e per loro non c'è speranza, nemmeno se possiedono il dono della bellezza o se nel loro cuore albergano anche sentimenti nobili (di trombare invece non se ne parla...). 
C'è anche da dire però che, tutto sommato, non si pongono nemmeno grandi ideali o progetti esistenziali. Strana cosa per chi ha tutta l'eternità davanti e che, immagino, voglia garantirsi di poter cacciare e continuare a nutrirsi. O a divertirsi, altra cosa a cui non si può pensare: perché non uscire a ballare ogni tanto? Potrebbe essere un'occasione di adescamento, no? Oltretutto, la loro esistenza è forse cadenzata in modo troppo forte dalla necessità di cacciare/nutrirsi, quasi che non sia loro concesso fare o anche solo aspirare ad altro.
In fondo, oltre al GreenWood Cemetery non hanno altri nascondigli, nemmeno temono di venir scoperti durante le loro scorribande notturne. A tratti, invece, la fine della loro condizione vampiresca diviene un desiderio dolce, un sogno di redenzione, una fuga. Il contrasto tra queste due spinte credo rappresenti proprio una delle caratteristiche essenziali del romanzo, ulteriormente sottolineata dal legame che sospinge Ailis ora verso Emil, ora verso Goran, che rappresentano due poli opposti dell'essere vampiro.
In conclusione, Aphelion è stata una lettura piacevole e delicata, molto suggestiva che però, nonostante qualche colpo di scena qua e là, ha di contro una certa linearità e assenza di eventi "esterni" che giungano a creare squilibri o a introdurre novità. Certo, c'è l'uccisione della madre di Ailis che causa non poche incomprensioni e divisioni, innescando gli eventi che porteranno alla tragedia del finale, ma nessun grosso imprevisto o dinamica messa in atto da personaggi che non siano i tre protagonisti. Ad esempio, c'è da chiedersi perché, nonostante una media di almeno dieci omicidi per notte, ogni notte, non venga organizzata nessuna ronda né un aumento della sorveglianza notturna in certe zone. Possibile poi che nessun cittadino della grande mela si sia mai accorto di loro, nemmeno scorgendoli da lontano dirigersi verso uno dei più grandi cimiteri di New York?




Note:
(1) L'afelio è il punto dell'orbita terrestre che risulta più lontano dal Sole.

domenica 9 gennaio 2011

..:: Daybreakers - L'ultimo vampiro ::..

Titolo: Daybreakers - L'ultimo vampiro
Anno: 2009
Genere: Horror, Fantascienza


La trama
In un ipotetico anno 2019 la popolazione terrestre è prevalentemente costituita da vampiri. Tutto il sistema economico e sociale è quindi orientato al soddisfacimento delle esigenze di queste creature immortali: nei bar e nei chioschi viene servito sangue animale e umano, le vetture sono dotate di protezioni per impedire l’esposizione del conducente ai raggi solari, gli spostamenti in città avvengono grazie a una fitta rete di camminamenti sotterranei …
La parte restante dell’umanità è invece rappresentata da individui non vampirizzati che sopravvivono come ribelli o come forma di sostentamento per la vigente classe dominante.
Il loro numero però è costantemente in riduzione e sempre più insufficiente a sopperire al fabbisogno alimentare della popolazione vampiresca; motivo per cui Charles Bromley, presidente della maggiore società di distribuzione e vendita di sangue, fa avviare la ricerca e la sperimentazione di un surrogato. Il compito, tutt’altro che facile, viene affidato al team di Edward Dalton, un ematologo che vive drammaticamente la propria condizione di vampiro rifiutandosi di bere sangue umano. 
Nel frattempo l’isteria da parte della popolazione non morta cresce a causa della riduzione delle razioni di cibo che possono ricevere e per il manifestarsi di una nuova razza di violente creature non morte che rendono insicure le strade della città. Questi ultimi, esseri deformi e orribili, simili a grandi pipistrelli, privi di ragione e mossi solamente da istinti primordiali, sono il frutto della mutazione a cui gli stessi individui vampirizzati vanno incontro a seguito di una prolungata astinenza dalla somministrazione di sangue.
Tutto però è destinato a cambiare nel momento in cui Edward entra in contatto con un manipolo di esseri umani in fuga dalla città, ribelli capeggiati da un uomo che si fa chiamare Elvis e che in passato era stato un vampiro.


Un mondo di vampiri
Negli ultimi anni la figura del vampiro è tornata a essere protagonista di molte grosse produzioni cinematografiche, una scelta motivata dall’enorme successo riscosso dalla vendita di romanzi da cui sono state tratte le omonime trasposizioni.

mercoledì 13 maggio 2009

..:: Twilight ::..


Titolo: Twilight
Regia: Catherine Hardwicke
Anno: 2008
Genere: Fantastico

La trama in breve:
Quando sua madre si accompagna con un altro uomo, Bella decide di andare a vivere con il padre, nella piovosa cittadina di Forks. Non prevede che la sua vita possa subire dei grandi cambiamenti, prevede al massimo di adattarsi. Ma nel nuovo liceo incontra Edward Cullen, un ragazzo schivo, diverso da ogni altro. Edward ha 17 anni come lei, solo che ce li ha dal 1918. È un vampiro, che però ha scelto, insieme con la sua famiglia, di non bere sangue umano ma solo animale. Bella e Edward si innamorano perdutamente, ma l’odore di lei scatena la sete di James, un vampiro nemico e niente affatto vegetariano.

Il mio commento:
Non ho letto il romanzo omonimo della Meyer, tuttavia ho visto il film. In parte perchè Silvia me l'aveva chiesto, in parte perchè non del tutto intenzionato a condannarlo a priori.
Mi aspettavo di peggio, ecco. Il film si assesta su livelli medi, sul commerciale anche per via della scelta della tematica e del cast. Sinceramente i vampiri che piacciono a me sono più sanguinari e devastanti, meno supereroi che si fanno seghe mentali e più in stile Hellsing diciamo. Quelli descritti qui invece richiamano alla mente quelli di Anne Rice, di "Intervista col Vampiro" per intenderci: bellissimi, vita lontano dal sole, tentano il contatto con gli umani ma ne sono superiori, vorrebbero ma non possono e cose così...
Di forzature ce ne sono e, a dirla tutta, non mi è piaciuta la rapidità con cui si è sorvolato sul cosa comporta, per un vampiro intendo, vivere da vegetariano. Così come non si spiega minimamente da dove vengano gli "altri vampiri", quelli meno belli e quindi cattivi, e se gli indiani amici di Bella siano o meno licantropi.
Comunque sia, si tratta di un film più godibile, che scorre via, ma che più di tanto non rimane impresso. Almeno, a me ha fatto questo effetto. Anche, e forse soprattutto, per una trama abbastanza prevedibile e priva di colpi di scena: pensate all'effetto che avrebbe potuto suscitare un morso a Bella, improvviso e brutale, da parte di Edward che, in un momento di intimità, per la troppa vicinanza della ragazza, cede agli istanti.
Che poi, dubbio, che ha Bella di diverso dalle altre? Perchè non riesce a leggerle nella mente? Ma soprattutto, una che, invitata "a cena" da una famiglia di vampiri, si domanda "piacerò a tua madre" piuttosto che "non è che sarò io la cena", ha davvero una mente? Sana per lo meno?
Mah...



domenica 19 ottobre 2008

..:: Vampiri ::..

In questi giorni ho avuto modo di vedere l'ennesimo filmone sui Vampiri : "30 giorni di buio".
Diciamocelo, non è del tutto malvagio. Però pensavo un po' meglio, soprattutto nel finale (dove si son buttati in vacca alla grande a mio avviso...anche se lo spunto romantico c'è ed è da premiare).

La trama in breve: in un remoto villaggio dell'Alaska arriva quel simpatico periodo dell'anno in cui il sole non compare in cielo per 30 giorni. Ecco allora che un manipolo di vampiri, spuntati 
da non so dove, decide di far strage e di seminare il panico. Riusciranno i nostri eroi a sopravvivere?

Per carità, l'idea alla base del tutto può anche aver senso così come è anche abbastanza verosimile quel che accade. Tuttavia, dico io, perchè diamine da qualche anno a sta parte la figura del vampiro è divenuta qualcosa di brutale e basta? Che fine hanno fatto i nosferatu stile Dracula di Bram Stoker oppure i personaggi de "Intervista col vampiro"? Possibile che nessun vampiro che al giorno d'oggi voglia fare una comparsata in un film possa avere un briciolo di fascino e decenza? Per dire, i non morti del film in questione se ne stanno tutto il tempo imbrattati di sangue. Forse scalda...anche perchè in Alaska non è che faccia poi così caldo.
Cioè, o mi son perso qualcosa, ma negli ultimi tempi davvero mi pare che la figura del vampiro nei film sia cambiata molto. Da essere maledetto e fascinoso, condannato, si è passati a creature sanguinarie e stupide, incapaci di parlare, al più di urlare e mugugnare cattiveria. E questo non lo sopporto.
Ad ogni modo vabbè, per fortuna che ho altri riferimenti vampireschi con cui consolarmi, ad esempio Alucard di Hellsing ^_^

lunedì 24 settembre 2007

..:: Films and letture ::..

Sono leggerissimamente stufo (anche a causa dell'allenamento di stasera) ma comunque persisto e resisto e "insistisco" e posto comunque qualcosina nel mio blog (preferito). Ho appena terminato di vedere The Fountain - L'albero della vita, un film di D. Aronofsky. Di questo regista avevo già visto Pi Greco e Requiem for a dream, ed entrambi mi avevano colpito assai, e di conseguenza confidavo in un filmone. E in effetti si è trattato di un bel film, complesso, suggestivo, spirituale. Particolare soprattutto per il modo in cui realtà e "altro" si mescolano. Visioni cosmiche, direi, e anche viaggi con la fantasia che il protagonista (un ottimo Hugh Jackman) compie nella sua personale ricerca di una cura per la malattia della moglie. Un film difficile, da gustare con calma e che al termine lascia comunque con un senso di vuoto..incompiuto...o almeno così è stato per me. Credo di non esser riuscito ad apprezzarlo appieno. Molto forti, sempre a mio avviso, anche le sequenze di silenzio, i sussurri a fior di pelle...da vedere insomma. E sempre in tema di film oggi ho visto il trailer di "Io sono Leggenda". Non so se a voi questo titolo dice niente ma, nel caso, ne parlavo qui. E' un romanzo fanta-horror scritto da Matheson nel 1954 circa. Ed è un capolavoro, ve lo garantisco. L'ho praticamente divorato totalmente rapito dalla storia narrata, coinvolto dall'angoscia di Robert Neville e del mondo in cui si muove. Già, perchè Robert è l'ultimo uomo rimasto sulla terra: tutti gli altri sono vampiri. Conoscenti, amici, chiunque all'infuori di Robert è divenuto un cadavere o un vampiro. Per cui di notte egli viene braccato e assediato e tormentato dai non morti mentre di giorno lotta per comprendere lo strano fenomeno che ha causato tutto ciò tramutandosi al contempo da preda in cacciatore. Un romanzo che ha alla base un'idea semplice ma che è stato sviluppato ottimamente. E che trae forza da un protagonista forte, intelligente, ma allo stesso tempo solo, angosciato, che più volte ha tentato di farla finita. Un uomo distrutto dal dolore e che, sul grande schermo, di certo dovrà essere rappresentato da qualcuno di degno. O almeno, così pensavo. Magari un Cillian Murphy, un Christian Bale o un Edward Norton. Anche Brad Pitt se proprio proprio...ok...anche Vin Diesel l'avrei accettato, a malincuore e serbando dentro di me maledizioni e inconfessabili angherie ma l'avrei accettato. Persino Chuck Norris avrebbe fatto la sua porca figura. Certo...poi il fim si sarebbe tramutato in una serie infinita di calci rotanti ma vabbè...E invece? Chi ti vano a pescare per rappresentare il biondo Robert Neville? Il principe di Bel'Air...mah...a sto punto prendi su Costantino o una red bull che il risultato è lo stesso. Ad ogni modo, anche se scettico, comunque ho perseverato. Ok, lo ammetto, in perfetto stile fantozziano ho soffocato un urlo per poi liberarlo dopo circa 2000 metri di corsa a velocità accelerata sul videoregistratore, ma comunque ho perseverato. E ho visto il trailer. A cui sono seguiti attimi di silenzio imbarazzato tra me e il monitor. Alle mie spalle qualche palla di fieno rotolava mossa da un brezza di dubbia provenienza (stile far west per intenderci). Ora, io non avrò una gran memoria ma...che caspita di romanzo si son letti gli sceneggiatori? E il regista soprattutto.Ci son persino dei caccia che bombardano il ponte di Brooklyn...e di vampiri manco l'ombra...Ergo, dico io, qua la ciofeca cosmica è in agguato. Meditate gente, meditate ed evitate questo film. Ma non il romanzo. In fondo, come pure è scritto sulla copertina, il signor Matheson ha ispirato anche un certo Stephen King: perchè rovinare la sua reputazione con la visione di un film che si preannuncia orrendo già in partenza?