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venerdì 28 aprile 2023

Dune - Boris il film e stagione 4 - Tenebre e Ossa 2

Altro post cumulativo contenente brevi commenti a due film e a due serie che negli ultimi tempi ho avuto modo di vedere:

  • Dune (film 2021 di Denis Villeneuve)
  • Boris il film
  • Boris stagione 4
  • Tenebre e Ossa 2

Dune

L'ideale sarebbe stato averlo visto, anzi, gustato al cinema nel periodo in cui era disponibile in sala. Ma, ahimè, non mi è stato possibile. Indubbiamente la visione su uno schermo ben più ampio di quello di cui dispongo avrebbe reso maggior giustizia a questo film ispirato all'omonimo romanzo di Frank Herbert, così come un impianto audio ben più degno avrebbe reso onore all'impatto delle scene. Ciononostante, anche la visione domestica è stata innegabilmente emozionante e di forte impatto. Come per altre pellicole, anche per Dune, visto la durata complessiva del film, ho dovuto spezzettarlo in più parti tuttavia, avendo anche familiarità con il libro, la visione è scivolata via senza pesantezza alcuna, malgrado la complessità dell'opera. Anzi, credo abbiano fatto una trasposizione veramente degna di nota, curata e rispettosa. Ci sono alcune ellissi importanti - vedasi un po' di spiegazioni sul fatto che non ci siano i computer ma i mentat oppure la cena di insediamento comprensiva di dissertazioni sul pianeta Arrakis e le sue potenzialità o, ancora, ben più importante, la ricerca della spia/traditore - ma nel complesso quanto proposto risulta ben orchestrato e coinvolgente. A dirla tutta, mi son anche emozionato in certi passaggi, segno che pure la prova attoriale del cast selezionato è più che buona, nonostante alcuni abbiano avuto poco tempo per proporsi e ci sia stato qualcuno relegato più sullo sfondo (c'è poi anche Liet-Kynes che ha cambiato sesso...). Ero scettico sulla scelta di Timothée Chalamet ma confesso che ha dato un'ottima interpretazione di Paul Atreides anche se, forse, in vista di eventuali seguiti dovranno invecchiarlo parecchio (anche se questo dipende dai tempi con cui li realizzeranno, se li realizzeranno). 
Sono curioso di vedere come gestiranno ora la restante parte di storia visto che adesso viene il bello, senza contare che dovranno familiarizzare il pubblico con gli usi dei fremen (e i vari termini) e preparare tutto quanto in vista dello scontro finale e dell'ascesa del Muad'dib. In effetti non era semplice trovare il punto in cui tagliare la storia, forse quella fatta non è stata ottimale (dato che è in un momento "di passaggio", non c'è un climax particolare...) ma il rischio era quello di aggiungere troppa carne al fuoco. 

mercoledì 23 marzo 2022

Lol 2 - Chi ride è fuori


Titolo
: Lol 2 - Chi ride è fuori
Anno: 2022
Episodi: 6
Genere: comico- reality


La trama in breve
Dieci comici sono rinchiusi in una casa-teatro per sei ore consecutive. L'obiettivo di ogni giocatore è far ridere gli altri con qualsiasi mezzo: battute, gag, oggetti (presenti in un apposito "spogliatoio" o portati dall'esterno). In caso di risate, sorrisi e smorfie, un giocatore viene inizialmente ammonito tramite un cartellino giallo e, successivamente, espulso con un cartellino rosso e quindi eliminato dal gioco. Inoltre vige l'obbligo di partecipare attivamente al programma, pena ammonizione o eliminazione. Vince l'ultimo giocatore che rimane in gara. Il premio finale è di 100000 euro, che il vincitore devolverà interamente in beneficenza. (fonte wikipedia)


Il mio commento:
Come per la precedente stagione, di cui avevo parlato in questo post, mi sono cimentato nella visione della seconda edizione del programma per curiosità e perché spesso, nella navigazione web o nei pochi social che frequento, continuavo a imbattermi in segnalazioni del programma. Tra l'altro, seguendo sia Nuzzi Di Biasse, che Corrado Guzzanti che Maccio Capatonda era dura non ricevere notizie e spoiler.
Come per la precedente edizione anche questa volta ho ritrovato volti noti - oltre ai nomi già citati, anche il mago Forrest e Lillo - e altri completamente ignoti.
Confermo però l'impressione avuta e già riportata, ovvero che non ho riso né mi son divertito come avrei pensato. Vero è che non è semplice essere comicamente efficaci in un contesto simile, dove c'è comunque tensione e strategia, però questa volta si respirava decisamente meno improvvisazione della volta precedente. Sarà l'effetto del doppiaggio ma i vari momenti "on stage" erano decisamente preparati e questo, a mio avviso, mi lascia un po' perplesso. 
Farà parte delle regole, per carità, però nella precedente edizioni mi sembravano meno costruiti, sia i momenti che i partecipanti. E pure i sorrisi e le risate stesse dei partecipanti erano meno appariscenti, forse perché tutti più concentrati e consapevoli. 
Comici che per altro dimostrano, con il loro modo di porsi e di divertire, se sono capaci di spontaneità e improvvisazione oppure se devono necessariamente beneficiare di una certa preparazione o di gadget (vedi l'urna o i libri o i costumi). 
Tra i nomi presenti ovviamente c'è chi è maggiormente talentuoso e capace - penso a Guzzanti, Forrest e Virginia Raffaele - altri che in qualche modo di son prestati a gag e situazioni - su tutte, la lotta di wrestling tra Maccio e Max Angioni - altri invece che han reso "poco". Motivo forse per cui è stato previsto l'elemento disturbante di Lillo, tra balli e demenzialità (vedi l'urlatore di mambo).

lunedì 7 marzo 2022

Boris - stagione 3


Titolo:
Boris - stagione 3
Episodi: 14
Anno: 2010
Genere: commedia, comico

La trama in breve:
René Ferretti cerca di convincere la rete a produrre la serie Machiavelli, con la quale si era conclusa la precedente stagione. La direzione sembra accettare ma prevede un'attesa di alcuni anni prima di dare l'avvio alla produzione, motivo per cui René accetta in segreto di lavorare per una rete concorrente, dirigendo la sit-com Troppo Frizzante...ma le svolte sono dietro l'angolo e la troupe avrà una nuova imperdibile occasione di cimentarsi per la rete nella realizzazione della serie Medical Dimension ambientata nel mondo della sanità pubblica.


Il mio commento:
Avevo iniziato a vedere questa terza stagione su Netflix per poi vederla sparire dal catalogo con l'inizio del nuovo anno :-((( 
Fortunatamente è ora presente nel catalogo Disney+ e ho avuto l'occasione per recuperarla e terminarla. Con immensa soddisfazione oserei dire ^__^
Per altro mi accorgo solo ora di non aver riportato alcun commento sulla seconda stagione, e un po' me ne vergogno... Tuttavia sono ancora in tempo per lasciare qualche riferimento a quest'ultima stagione, in attesa, chissà, che ne producano un'altra.
Indubbiamente si tratta di una serie geniale, ironica e ben fatta, caricaturale e intelligente che, soprattutto verso le puntate finali, mette in luce proprio il modo di pensare allo show business, al modo in cui vengono scelte le proposte da mandare in onda. Infatti, nonostante le belle speranze e le alte aspettative, così come l'impronta votata alla qualità, Medical Dimension (una brutta copia delle varie serie tv legate al mondo della sanità come Grey's Anatomy o Dr. House) è una sorta di trappola che, secondo i piani, non vedrà mai la luce. Una scelta strategica della rete che vuole appositamente mantenere basso il livello qualitativo delle proprie proposte, a scapito degli spettatori che, tutto sommato, faranno spallucce e continueranno a guardare la tv ugualmente.
Ovviamente non mancano anche frecciatine ad altre trasmissioni, in particolare alla Mediaset con Troppo Frizzante e chiari riferimenti ai varietà e alle sit-com con pretese di comicità ma che in realtà dovrebbero creare imbarazzo per pochezza e vacuità di contenuti, oltre che per la bassezza delle gag comiche. Ma anche, con il riferimento a nonno Joe, a come cambia il modo di approcciare certi temi e/o proporre stereotipi.

domenica 13 febbraio 2022

The Office - Stagione 1



Titolo: The Office - stagione 1
Episodi: 6
Anno: 2005
Genere: commedia, falso documentario

La trama in breve:
La serie inizia presentando i dipendenti della Dunder Mifflin tramite un tour offerto dal direttore di filiale Michael Scott sia per una troupe di documentari che per il primo giorno di Ryan Howard. Il pubblico apprende che il venditore Jim Halpert ha una cotta per la receptionist Pam Beesly, che lo aiuta a fare scherzi al collega Dwight Schrute, anche se è fidanzata con Roy, che lavora nel magazzino al piano di sotto dell'azienda. In tutto l'ufficio si è sparsa la voce che la sede centrale della Dunder Mifflin stia pianificando di ridimensionare un'intera filiale, generando ansia generale, ma Michael sceglie di negare o minimizzare la realtà della situazione per mantenere il morale dei dipendenti. (fonte wikipedia)


Il mio commento:
L'ho vista su Netflix su suggerimento della stessa piattaforma, anche se non ho capito come mai ci fossero, ogni tanto, parti o episodi interi non doppiati. Forse mi son perso io qualcosa, tuttavia non ha costituito alcun problema.
Alcuni volti dei personaggi presenti li conoscevo già, da Steve Carrell a John Krasinski, da Brian Baumgartner (memorabile la gag "patatine a terra!" nel film Licenza di matrimonio, con Robin Williams) a B. J. Novak... che qui stanno tutti assieme e recitano come se non stessero recitando. L'effetto falso documentario, voluto, è infatti molto ben riuscito che fa sembrare i vari episodi come ripresi direttamente da contesti reali e concreti, sebbene vi siano, qua e là, dei momenti esagerati (vedasi gli scherzi "gelatinosi" di Jim)
Si tratta comunque di una commedia divertente, sebbene l'aspetto comico non sia costruita su battutacce o gag, bensì emerga dalle fastidiose situazioni che si vengono a creare, esasperate dal comportamento e dal carattere del direttore Michael Scott, un Steve Carrell in ottima forma. 
Per farvi capire meglio: ci sono infatti personaggi che sanno imprimersi nello spettatore, in positivo oppure in negativo, che sanno rendersi oltremodo odiosi e detestabili, un po' come Ramsey Bolton o Jeoffrey Lannister in GoT. Ecco, Michael Scott è uno di questi: meschino, arrogante, falso, vigliacco, irrispettoso, narcisista...le ha tutte e non nasconde minimamente questi suoi comportamenti e atteggiamenti. Insalvabile sotto ogni punto di vista. E a causa di ciò enfatizza qualsiasi situazione finendo con diventare offensivo e quasi crudele, ma senza provare il minimo rimorso o imbarazzo. Vedasi in termini di direttive per la festa di compleanno per Meredith, una strategia per "alzare il morale" del personale, nella quale non esita a creare disagi e problemi per le persone, compresa la povera Meredith costretta a festeggiare il compleanno 1 mese in anticipo, con una torta a cui è allergica e "rallegrarla" con frasi mortificanti al limite della denuncia. Ancora più spettacolare poi la soluzione con cui si toglie dall'imbarazzo di non aver alcuna sopresa/regalo per i dipendenti dopo averli tirati scemi tutto il giorno con tale lusinga, pensata per compensare i tagli sul fronte assicurativo. Non solo non ha procurato nulla ma non fornisce nemmeno risposte chiudendosi in uno sfiancante mutismo fino a che i dipendenti cedono, e se ne vanno. Delusi e impotenti, ma non sorpresi.

mercoledì 16 giugno 2021

WandaVision - Lol Chi ride è fuori - Tenebre e Ossa

Dopo mesi di lontananza da questo blog, dovuti a una improvvisa diminuzione di tempo libero conseguente alla nascita di Lorenzo ^_^, e che va di pari passo con la riduzione di serie e film visti, (senza scordare il guasto occorso con la ormai defunta Tv LG del salotto...) ne approfitto per un post cumulativo per lasciare alcuni commenti a tre serie viste tra marzo e giugno. Tre serie diverse per tipologia e piattaforma di streaming:
  • WandaVision (Disney+)
  • Lol - Chi ride è fuori  (Amazon PrimeVideo)
  • Tenebre e Ossa (Netflix)


Titolo:
WandaVision
Anno: 2021
Episodi: 9
Genere: sci-fi, supereroi
La trama in breve: Tre settimane dopo gli eventi di Avengers: Endgame, Wanda Maximoff e Visione vivono una vita idilliaca nella tranquilla cittadina di Westview, nel New Jersey, cercando di tenere nascosti i loro poteri. Attraversando varie epoche televisive e stili diversi, i due cercano di preservare la loro felicità e il loro amore, ma Visione si rende ben presto conto che quel che sta vivendo è un'illusione e che Wanda tiene sotto controllo l'intera cittadina attorniata da un campo elettromagnetico (fonte wikipedia)
Il mio commento: la serie non è semplice da apprezzare, all'inizio, sia per l'impostazione vintage, con alcune puntate in bianco e nero, sia perché non si capisce molto di ciò che accade. Pian piano vengono sollevati dubbi, agli spettatori ma anche ai protagonisti stessi, e questo dà il via alla narrazione e allo sviluppo della trama fino ad approdare a un finale che, da un lato, cerca di rendere il personaggio di Wanda Maximoff più simile a quello dei fumetti e dall'altro prepara il terreno per i film della prossima fase Marvel. A posteriori la serie può sembrare anche geniale ma non nego che, all'inizio, mi era quasi ostica e difficile da inquadrare. Non capivo se si trattasse di scenette e puntate stand-alone che giocavano sui due protagonisti o se invece ci fosse realmente sotto qualcosa. Probabilmente il ritmo accelera un po' troppo nelle ultime puntate finali, quando viene palesata la presenza della strega Agatha Harkness e viene spiegata la genesi e il senso della cittadina di Westview. La serie coglie anche l'occasione per far maggior chiarezza sull'origine del potere di Wanda giocando, per certi versi, sporco: non sono infatti convinto che andare a "modificare" episodi non troppo approfonditi di film di dieci anni fa sia il top della sportività da parte degli sceneggiatori. Tant'è che anche con Loki, serie che ancora non ho visto ma di cui ho letto qualche commento, mi pare stia accadendo qualcosa di simile. 

domenica 21 marzo 2021

Borat - Seguito di film cinema (Borat 2)

Titolo: Borat - Seguito di film cinema
Aka: Borat - Seguito di film cinema. Consegna di portentosa bustarella a regime americano per beneficio di fu gloriosa nazione di Kazakistan
Titolo originale: Borat Subsequent Moviefilm: Delivery of Prodigious Bribe to American Regime for Make Benefit Once Glorious Nation of Kazakhstan
Regia: Jason Woliner.
Anno: 2020
Genere: commedia, mockumentary
Cast: Sacha Baron Cohen, Maria Bakalova, Dani Popescu


La trama in breve:
Dopo quattordici anni ai lavori forzati in un gulag per il disonore arrecato al suo Paese con le precedenti avventure, il giornalista kazako Borat Sagdiyev viene incaricato dal suo presidente Nursultan Nazarbaev di ingraziarsi il presidente degli Stati Uniti d'America Donald Trump regalando al suo vice, Mike Pence, il Ministro della Cultura del Kazakistan, che è anche il più grande pornoattore del paese, Johnny la scimmia. Cacciato di casa e dal suo villaggio quando si viene a sapere che tornerà in America, Borat ritorna negli Stati Uniti, ma, una volta arrivato il cargo con il quale far arrivare anche il primate, scopre che al suo interno vi è sua figlia Tutar, che ha seguito di nascosto il padre per poter coronare il suo sogno: trovare un ricco uomo che la renda felice come Trump ha fatto con la sua Melania, protagonista del suo cartone animato preferito. Borat decide quindi di regalare Tutar a Pence per compiere la sua missione. (fonte wikipedia)


Il mio commento:
Anni fa mi ero visto Borat e altri film di Sacha Baron Cohen, tipo Bruno e Il dittatore, pellicole a metà tra la commedia e il documentario, visto che la maggior parte delle scene sono realizzate con performance live da parte di persone inconsapevoli di trovarsi di fronte un attore ma convinti di registrare interviste reali. Nonostante i commenti o le recensioni pubblicitarie proclamassero "risate a crepapelle" o "pubblico piegato in due dalle risate", non mi son mai trovato nella situazione di avere le lacrime agli occhi bensì sogghignavo amaramente. Le persone con cui di volta in volta il protagonista ha a che fare rivelano se stesse per quel che sono, palesando incoerenze o portando a galla pregiudizi e modi di fare che danno molto da riflettere o che fanno preoccupare, e molto, sulla deriva della società.
Non fa eccezione anche questo "seguito di film", nei quali Borat torna nuovamente in America per una missione a favore della gloriosa nazione del Kazakistan, sempre raffigurata come poverissima e retrograda. Ovviamente in modo ironico, visto che la maggior parte degli americani manco sanno dove stia tale nazione e che non rientra negli obbiettivi del film denigrare tale nazione asiatica. 
Di fatto si vengono invece a creare i pretesti per distinti episodi tramiti i quali dare alcuni scorsi sulla situazione attuale a discapito, soprattutto, di Trump e i suoi. 
In particolar modo, sfruttando la presenza della figlia Tutar, Sacha Baron Cohen riesce a tirar in ballo anche questioni legate al ruolo della donna, a come venga considerata. D'altronde, c'è pure il manuale che spiega cosa possono fare e cosa no: tipo guidare, pensare... 

sabato 13 marzo 2021

Toc Toc

Titolo:
Toc Toc
Anno: 2017
Regia: Vicente Villanueva
Genere: commedia
Cast: Paco León, Alexandra Jiménez, Rossy de Palma, Oscar Martínez, Nuria Herrero, Adrián Lastra, Inma Cuevas, Ana Rujas, Carolina Lapausa,Iván Cózar


La trama in breve:
Alcuni pazienti con un disturbo ossessivo compulsivo si ritrovano a sopportare le reciproche stranezze mentre attendono il medico ritardatario (fonte Netflix)


Il mio commento:
Visto circa 8-10 giorni fa, più che altro per rilassarci e svagarci visto il periodo di attesa a cui ci stavamo abituando io e Silvia, questo Toc Toc si è rivelato una gustosa e spassosa commedia che ci ha strappato ben più di qualche risata ^__^
Sembra quasi una rappresentazione teatrale, visto che la maggior parte delle scene si sviluppano all'interno della sala d'aspetto/studio dello psicologo a cui si rivolgono i 6 protagonisti della storia, tutti differenti tra loro ma, ovviamente, con alcuni disturbi. Abbiamo Blanca, su cui si concentra gran parte del trailer, maniaca della pulizia; Ana Maria invece è molto religiosa e maniaca del controllo; Liliana che invece ripete due volte parole e frasi; Emilio invece che non può fare a meno di contare (ed è pure parecchio bravo) e presenta anche qualche problema legato all'accumulo di oggetti; Otto invece non può calpestare le linee ed è maniaco della simmetria; infine abbiamo Federico, con la sindrome di Tourette. Inutile dire che quest'ultimo regala grandi momenti di delirio a causa della sua impossibilità nel frenare turpiloquio e gestacci inconsulti. Anche se, personalmente, è bastato pure il flashback sulla sua vita e sul suo tentativo di allevare pappagalli e altri uccelli "parlanti"...diciamo che non è stato un progetto riuscitissimo. 
Ad ogni modo, la folle interazione tra i vari personaggi, che nell'infinita e vana attesa dello psicologo, a turno si confidano e mettono a nudo le proprie problematiche e difficoltà che, inevitabilmente, condizionano e molto la loro vita e socialità. Nel tentativo di aiutarsi vicendevolmente riusciranno ad aprirsi e a capirsi un po' di più, arrivando a qualche timida svolta nella propria vita. Anche se, ovviamente, il percorso si rivela scanzonato e delirante, con sequenze di dialoghi e comportamenti a mio avviso molto divertenti ed esilaranti, anche perché in qualche modo "si contaminano" a vicenda regalando momenti davvero molto comici.

giovedì 26 novembre 2020

Film, serie e fumetti novembre 2020 - seconda parte

 Proseguiamo con una veloce carrellata di commenti su film, serie tv, fumetti visti nelle ultime settimane:

  • Project Power 
  • Boris
  • Star Rats Stella

Titolo:
Project Power
Anno: 2020
Regia: Ariel Schulman, Henry Joost
Genere: supereroi, azione
Cast: Jamie Foxx, Joseph Gordon-Levitt, Dominique Fishback, Machine Gun Kelly, Rodrigo Santoro, Amy Landecker, Allen Maldonado
La trama in breveNella quasi-futura New Orleans, un misterioso distributore offre una fornitura gratuita di "Power" - una pillola che concede superpoteri per cinque minuti a un gruppo di spacciatori, tra cui Newt. Sei settimane dopo, la cugina adolescente di Newt, Robin, una spacciatrice, viene quasi derubata dai clienti in cerca di "Power". Viene salvata dall'agente della polizia di New Orleans Frank Shaver, uno dei suoi clienti abituali. Art, un uomo a caccia del distributore "Biggie", rintraccia Newt, che muore dopo una lotta per un'overdose di Potere. (fonte wikipedia)
Il mio commento spiccio: non sottovaluterò mai più un gambero, lo giuro, non dopo la visione di questo film. Project power sembra più un incipit di una saga che un film e basta. Vero è che approda ad un finale in cui i vari nodi vengono risolti, tuttavia per gli elementi che possiede e per come è congeniato potrebbe consentire nuovi sviluppi. Mi sembra anche che abbia avuto un discreto consenso, più di esperimenti analoghi come possono essere stati Push di qualche anno fa, anche se sinceramente non rappresenta una visione memorabile. C'è molta azione, una bozza di intreccio che non lascia capire subito chi siano i buoni o i cattivi (in fondo, anche la protagonista spaccia ...) non ci si annoia, però al contempo tutto procede in modo piuttosto veloce e con poco approfondimento. E pure con discrete semplificazioni: penso ad esempio alla sequenza in cui Art viene curato da Robin dentro un ambulatorio veterinario. Come son arrivati ed entrati lì? La ragazza ha trasportato di peso il nostro Jamie Foxx? E vogliamo parlare delle cure? 
Bella invece la trovata della droga potenziatrice che dona/risveglia poteri di derivazione animale per cinque minuti. Vero è che non è ben chiaro quali animali ci siano che possano regolare la temperatura con emanazioni di calore o di gelo, però son dettagli, soprattutto se consideriamo che nessuno ha pescato animali come koala o criceto.

domenica 10 maggio 2020

Guns Akimbo

Titolo: Guns Akimbo
Anno: 2019
Regia: Jason Lei Howden
Genere: azione, distopico
Cast: Daniel Radcliffe, Samara Weaving, Rhys Darby, Ned Dennehy, Hanako Footman

La trama in breve:
C'è un gioco pericoloso in città, illegale e seguitissimo: si chiama Skizm, e ci si gioca la pelle in diretta online. Miles lo segue come tutti gli altri, ma una sera, sbronzo, fa commenti pesanti sull'inventore del gioco. E il giorno dopo si ritrova con due pistole trapiantate nelle mani, sbalzato nell'arena e costretto a sfidarne il campione assoluto, la cattivissima Nix. (fonte mymovies)

Il mio commento:
Ingredienti per un film fracassone e tamarrissimo:

Condite il tutto con musiche calzanti e in versione rockettara - tipo Dead Or Alive - You Spin Me Round (Like a Record) -, aggiungete effetti speciali e luci colorate a gogo, la giusta dose di demenzialità e tanto sangue e...beh, avrete Guns Akimbo.
Ah, scordavo una bella dose di regia funambolica che non si risparmia movimenti di macchina rocamboleschi e inquadrature spiazzanti: non può mancare.
Diciamo che la sceneggiatura e la trama non sono esattamente il punto forte del film, che però, a mio avviso, risulta pacchiano e godibile ugualmente, considerando l'idea alla base di esso. Ovvero un povero disgraziato che si trova, di punto in bianco, due pistole inchiodate alle mani, con tutti i problemi che ne possono derivare, costretto a una sfida impari nel disperato tentativo di sopravvivere in un gioco mortale trasmesso in diretta streaming. 
Con sopravvivere s'intende anche a se stessi e a movimenti quotidiani: in fondo avere due pistole strette in ciascuna mano - quell'akimbo del titolo arriva proprio da questo - rende ostica l'esecuzione anche delle faccende più banali dal rispondere al telefono al cibarsi, dall'uscire di casa all'andare in bagno...e non parliamo di vestirsi, tant'è che il povero Daniel Radcliffe di vede costretto alla fuga in mutante, accappatoio e pucciosissime babbucce feline. Addio ad ogni dignità e senso del pudore, soprattutto se l'unica su cui si può contare e la tua ex di cui sei ancora segretamente invaghito. 
Sulle sue orme la nipote dell'agente Smith di Matrix, una pazza senza scrupoli che non esita a sparare, uccidere e distruggere. Sinceramente Samara Weaving non mi era nota, ma devo dire che se la cava egregiamente, seppure il suo personaggio non sia poi così approfondito ma solo una caricatura.

Nyx, agguerritissima campionessa in carica di Skizm...

...e Miles, il nuovo (inconsapevole) sfidante

La storia si sviluppa, ovviamente, senza che ci sia un particolare senso in ciò, o un messaggio particolare da veicolare al pubblico. Si potrebbe riflettere sul valore del cyber-bullismo, sulla deriva dell'uso di mezzi di reality e media, sull'assenza di morale e valori della società, su come vengono percepiti e creati i vip (lo sono anche gli stessi disperati-assassini prigionieri di Skizm) (un po' come faceva riflettere, a suo tempo, Samuele Bersani). 
Lo spettatore potrebbe anche indugiare su pensieri relativi all'effettiva gerarchia del potere, ovvero giustizia vs media, o sull'assuefazione (e conseguente indifferenza) a soprusi e violenza. 
O anche chiedersi se una realtà come quella proposta dal film, in cui il valore della vita viene annichilito e tutto diventa lecito, con orde di fans e spettatori che godono della morte e della sofferenza altrui, possa concretizzarsi o meno.

venerdì 28 febbraio 2020

Benvenuti a Zombieland

Titolo: Benvenuti a Zombieland
Anno: 2009
Regia: Ruben Fleischer
Genere: commedia, horror
Cast:  Woody Harrelson, Jesse Eisenberg, Emma Stone, Abigail Breslin, Amber Heard, Bill Murray

La trama in breve:
Benvenuti a Zombieland, il film diretto da Ruben Fleischer, è ambientato in un'America conquistata dagli zombi.
Tutto è cominciato con il virus della mucca pazza che mutando ha trasformato gran parte della popolazione in famelici zombi malvagi.
Due mesi dopo l'apocalisse, Columbus (Jesse Eisenberg), studente universitario del Texas, timido e inesperto, sopravvissuto seguendo le sue 30 regole, si sta dirigendo dal suo dormitorio del college ad Austin verso Columbus, nell'Ohio, per vedere se i suoi genitori sono ancora vivi.
Durante il viaggio Incontra Tallahassee (Woody Harrelson), un altro sopravvissuto, particolarmente abile e violento nell'uccidere gli zombi.
Sebbene non sembri socievole, Tallahassee con riluttanza consente a Columbus di viaggiare con lui... (fonte www.comingsoon.it)

Il mio commento:
Sarà la situazione un po' troppo allarmistica nel mondo e nel Nord Italia a causa del coronavirus COVID-19, sarà che questa settimana ho tutte le attività sociali in pausa (corsi di ballo, corsi di arti marziali...), sarà che Netflix me lo segnalava tra i titoli che potevano interessarmi, mi son recuperato questo film di quasi dieci anni fa. Scoprendo or ora che l'anno scorso è pure uscito un secondo capitolo della saga, Benvenuti a Zombieland Doppio Colpo.
Comunque, tornando al film del 2009, già dall'inizio si intuisce che questo film ha un'anima moderna e scanzonata, con intrusioni registiche scanzonate e divertenti nel piazzare qua e là scritte relative alle regole da rispettare per sopravvivere oppure slow motion e scene gratuitamente fracassone e ignoranti. 
Durante i titoli di testa vediamo delle sequenze al rallentatore con persone in fuga, inseguite da zombie piazzati nelle situazioni più disparate: dal locale a luci rosse alla corsa coi sacchi tra padre-figlio, dal banchetto di matrimonio ad un intervento contro un incendio dilagante...e non si scherza nemmeno per le mamme assediate dai bambini festanti o per quanti calano le difese per una sosta al bagno :-P
Per cui è palese l'intento di scherzare con il genere horror e al contempo realizzare una pellicola un po' d'azione e un po' commedia che sappia intrattenere. Un po' come accadeva in quel capolavoro de L'alba dei morti dementi (Shaun of the dead) del 2004 che inaugurava la "trilogia del cornetto". 



I personaggi - il timido e goffo Columbus, lo spavaldo e pazzoide Tallahassee, la cinica e calcolatrice Wichita e sua sorella Little Rock - si ritrovano a viaggiare in un'America devastata e in preda al caos, senza più alcun futuro, braccati dagli zombie. L'aspetto interessante è che nessuno di loro ha velleità eroiche o un piano a lungo termine: malgrado alcuni desideri iniziali (ad esempio andare a Columbus per vedere se qualche parente è ancora vivo) si vive per lo più alla giornata, nella più totale libertà, fregandosene di tutto. Non ci si fa riguardi nel saccheggiare o distruggere, nemmeno si pensa a crearsi un rifugio o a far scorte di viveri...tutto è talmente precario che si pensa solo ad andare avanti. Un po' come i tempi moderni ci stanno insegnando a vivere e agire. Non a caso quindi i personaggi reagiscono in modo sconsiderato, quando si incontrano per la prima volta, minacciandosi o fregandosi a vicenda più che puntando a formare un sodalizio e qualche alleanza, ancora chiusi nel modo di pensare e di agire del mondo "ordinario", di quando gli zombies non c'erano.   
E nel generale fracasso che deriva da dinamiche palesemente stupide o irresponsabili si incastrano situazioni demenziali come il rifugio nella faraonica villa di Bill Murray con tanto di cameo dell'attore stesso, miracolosamente scampato alla pandemia e alle orde di zombies ma ancora in grado di regalare al pubblico una grande - tragica - performance. 
Sui generis le scene d'azione che ci accompagnano verso il finale, con una lotta senza quartiere all'interno di un luna park dove il rude Tallahassee, vestendo i panni del classico eroe d'azione, riesce a dare sfoggio di tutta la sua abilità nell'uccidere (se così si può dire) orde di zombies accorse da ogni dove. Creature verso le quali il personaggio dimostra di possedere una certa vena di cattiveria gratuita, colpendoli a tradimento con sportellate in faccia oppure scegliendo armi ad effetto (le cesoie al posto del fucile, per dirne una). In fondo, è a causa loro che ha perso tutto, in particolare l'occasione di mangiare le merendine Twinkies ...  (e anche un figlio, se è per quello...)



Dopotutto, non è che i sopravvissuti siano una elite scelta, i migliori in qualche campo, dei premi nobel...semmai dei quasi premi Oscar (a parte Emma Stone che l'ha pure vinto)...sono semplicemente dei "fortunati" sostenuti dal proprio spirito di iniziativa che si comportano di conseguenza, senza cedere al terrore o alla paura, ormai consapevoli che quella attorno a loro è la quotidianità con cui devono e dovranno fare i conti. E che forse non è poi tanto peggio di com'era un tempo. Certo, potevano anche farla finita suicidandosi, oppure cedere a vizi ben peggiori per alienarsi dalla realtà, invece la loro forza vitale li sostiene e, seppure a modo loro, e sicuramente deprecabile, scelgono di andare avanti. E pure con una discreta colonna musicale in sottofondo.
Il film dura in tutto circa un'ora e mezza e questa fila via liscia, godibile, senza indugiare troppo nell'horror, accompagnando lo spettatore in un'avventura che non ha né capo né coda (la razza umana pare esser ormai estinta, non esistono eserciti o governi nemmeno l'alba di un ritorno ad un "prima" in cui gli zombies non c'erano), ma che ovviamente porterà a qualche sviluppo nella storia personale di ciascuno dei protagonisti e a riaccendere una flebile speranza che forse, tutto sommato, seppure incerto, un futuro per l'umanità ancora lo si può intravedere. 



giovedì 26 aprile 2018

Recap di Aprile

Ed eccoci qua, a quasi un mese dall'ultimo post scribacchiato in questo spazio virtuale.
Una decina di anni fa, stesso periodo, ero a quota 14 post solo per il mese di aprile, quest'anno va bene se sono a 4...il che da una misura di quanto lento sia diventato a scrivere °_°
Fatto sta che i giorni passano piuttosto densi, ricchi di impegni e dinamiche che mi tengono lontano da questa mia passione che, in teoria, dovrebbe essere la scrittura. Ne consegue che non solamente gli spazi virtuali rimangano desolati e vuoti per molto più tempo di quel che vorrei, ma che pure la mia già pur scarsa e discutibile produzione letteraria procede a rilento. Per dire: ho in cantiere, da anni, un romanzo di stampo vagamente fantascientifico e le ultime aggiunte ad esso risalgono a circa 1 anno fa. Per cui forse non dovrei nemmeno lamentarmi tanto se, sempre per dire, poi sono alle prese con letture di manga tipo Berserk! i cui volumi escono col contagocce.
Anche sul fronte fruizione di storie non è che mi vada molto meglio: purtroppo, la maggior parte del mio tempo se ne va via in trasporti, lavoro e impegno nella vita associativa della Kyu Shin Ryu (sia in seno al direttivo che in termini di didattica).
Comunque, dicevo, anche sul fronte storie procedo a rilento, con episodi centellinati di qualche serie pescata da Netflix...ora sono alle prese con Altered Carbon, e non son sicuro di star bene a capire quel che vedo... 
In questi ultimi tempi, a metà marzo mi sa, son riuscito a concludere la seconda stagione di Sense8, ad esempio. Però credo che ne parlerò con più cognizione di causa quest'estate, dopo la presunta uscita dell'episodio finale. Vero è che rispetto alla prima stagione (di cui avevo parlato qui), la serie dei Wachowski risulta a tratti un po' più inconcludente, chiusa nelle medesime situazioni, con dinamiche che non sembrano schiodarsi, o, di contro, troppo veloce, con scoperte o risoluzioni improvvise (tipo la presenza di numerosi altri "senzienti"). Però resta una delle serie più poetiche e intense che ho approcciato: il collegamento che vivono i protagonisti la rende davvero interessante e suggestiva, regalando momenti di forte impatto sia in termini di sofferenza che di sensualità, ma anche in termini di risvolti di trama o per ricchezza delle sequenze d'azione. Indubbiamente rimane una serie qualitativamente valida anche dal punto di vista della regia e del montaggio, per non parlare della fotografia e delle prove di recitazioni per il cast scelto.
Peccato per l'affrettata chiusura, davvero troppo esplosiva e infarcita di "maccosa": confido che l'episodio finale chiarisca e doni un po' di pace e conforto a noi "fans"....soprattutto considerando i colpi di scena e quanto proposto negli ultimi 2-3 minuti della stagione.
Diverso invece l'impatto delle puntata della seconda stagione di Black Mirror, decisamente forti e capaci di far riflettere o, per certi punti di vista, preoccupare. Fermo restando che sia Torna da me che Vota Waldo! sono storie interessanti/preoccupanti, ricche di spunti e implicazioni a più livelli, non ultimo etico, quella che più mi ha turbato è stata Orso bianco, praticamente un parco a tema dedicato alla "commercializzazione della violenza" psicologica e fisica: quello proposto nell'episodio è piuttosto atroce e discutibile, ma se ci pensiamo ogni giorno ci viene somministrata la medesima minestra, con una sorta di assuefazione al "consumo" di video e immagini in cui la violenza domina, nei quali i media irrompono senza pietà in ogni contesto di tragedia rendendoci spettatori assuefatti e de-sensibilizzati, cinici e privi di pudore, abituati pure a vivere la realtà solo attraverso filtri quali televisione o smartphone.
Quegli stessi smartphone che poi usiamo anche quando siamo di fronte a un paesaggio naturale o a una bella situazione o a un concerto, creando la straordinaria situazione nella quale non stiamo a guardare ciò che abbiamo di fronte ma lo vediamo solo tramite cellulare. 
Qualcosa che capita spesso anche ai concerti...a meno che non si sia troppo impegnati a dire "uè" accompagnando la voce con un simpatico gesto delle mani, oppure a ruotare le dita e unire le falangi oppure ad applaudire alternando i battiti a quel "forza panino" che sempre rieccheggia nei finali dei concerti di Elio e le Storie tese, una delle più interessanti realtà musicali del nostro Paese e che in questo periodo sta effettuando il suo ultimo tour, quello di addio. 
Qualcosa di triste, per quanto mi riguarda, constatare che una band storica e di valore come questa decida di chiudere così. 
Certo, le loro canzoni resteranno, e pure loro continueranno a portare avanti i propri progetti, artistici e non, tuttavia saperli ancora lì fuori, con la loro demenzialità e la loro virtuosità musicale (anche se in effetti negli ultimi tempi c'è un po' di affaticamento e declino rispetto agli inizi) a cantare per il bel paese la terra dei cachi è un pensiero che mi faceva stare bene. 
In fondo, persino con una nota sola sono stati in grado di dare lezioni di musica e, a modo loro, far riflettere sulla cultura musicale (al ribasso) che stiamo portando avanti in questi anni. In ogni caso, non posso che ringraziarli ancora e ancora per tutto quanto hanno proposto finora e per lo splendido concerto di 3 ore di sabato scorso. Grazie davvero e ... arrivedorci ^_^



domenica 24 dicembre 2017

Star Wars: episodio VIII - Gli Ultimi Jedi

Titolo: Star Wars: episodio VIII - Gli Ultimi Jedi
Titolo originale: Star Wars: The Last Jedi
Regia: Rian Johnson
Anno: 2017
Genere: fantascienza, azione
Cast: Mark Hamill, Carrie Fisher, Adam Driver, Daisy Ridley, John Boyega, Oscar Isaac, Andy Serkis, Lupita Nyong'o, Domhnall Gleeson, Anthony Daniels, Gwendoline Christie, Kelly Marie Tran, Laura Dern, Benicio Del Toro, Peter Mayhew,

La trama in breve:
Mentre il Primo Ordine si prepara a stroncare quel che resta della Resistenza, Rey consegna a Luke Skywalker la spada laser che fu sua, invitandolo a interrompere il suo esilio per salvare il mondo libero. Ma Luke non ne vuole sapere e il Lato Oscuro tesse la sua trama letale attorno agli ultimi ribelli. (fonte trovacinema.repubblica.it)

Il mio commento:
E' da un bel po' che tutto il mondo parla di questo film: già prima della sua uscita l'hype era elevato e al contempo le opinioni dei fans contrastanti, memori di quanto visto nei precedenti Il Risveglio della Forza e Rogue One.
Ora che l'episodio 8 viene proiettato nelle sale cinematografiche di tutto il mondo e il numero di spettatori e il totale degli incassi si assestano su discreti livelli (qualche giorno fa eravamo attorno al mezzo miliardo di dollari) è innegabile che questo ennesimo capitolo dedicato alla saga ideata da George Lucas sia stato un successo. Almeno in termini economici e commerciali. 
Dal punto di vista dell'apprezzamento o comunque in termini di gradimento e consensi, invece, sia da quel che si legge in giro, sia per come la penso io, Star Wars episodio 8 ha convinto a metà, scatenando reazioni e critiche differenti, a volte addirittura piuttosto forti, ma che lasciano il tempo che trovano
D'altra parte, è anche vero che ogni qualvolta si vanno a toccare opere culto come lo è Star Wars c'è da aspettarsi che si inneschi un po' di dibattito o che si creino i presupposti per faide sanguinose et similia.
Così come c'è da aspettarsi che, ogni qualvolta una storia che ha avuto un suo sviluppo all'interno di libri e videogames, venga brutalmente ignorata e rivisitata combinando, magari, evitabilissimi pasticci. Girovagando nel web mi par di aver capito che nella storia narrata nell'Expanded Universe - che non ho mai seguito - ci siano state notevoli dinamiche e vicissitudini che potevano venir recuperate e gestite anche sul grande schermo: per esempio, il passaggio al lato oscuro di Luke, l'addestramento jedi di Leia, la morte di Chewbecca, i tre figli (due femmine e un maschio, Anakin Solo!) avuti da Leia e Han Solo...





Invece, come sempre, si preferisce dare spazio a poderosi sfoggi di effetti speciali, aggiungendo qua e là simpatiche gag, mentre trama e personaggi vengono gestiti bonariamente.
Per carità, metter d'accordo tutti, in produzioni come questa, non è affatto banale; così come non lo è realizzare un episodio di Star Wars avendo ben presente la necessità di preservare e guardare al passato ma al contempo consci di dover coinvolgere nuove generazioni di spettatori e di rilanciare l'universo a suo tempo ideato da George Lucas. Missione che l'episodio 7, Il risveglio della forza, con tutti i suoi difetti, ha a mio avviso egregiamente compiuto.
Però, ecco, si potevano fare scelte differenti, lasciar perdere alcune situazioni e investire su altre. Questioni che provo a elencare qui sotto: occhio agli spoiler :-)

GAGs:
Ordunque, mi ritengo una persona dotata di senso dell'umorismo: apprezzo comicità, ironia, satira e demenzialità così come mi fa piacere che nell'arco di circa 2 ore e mezzo di film ci scappi l'occasione per qualche battuta, per qualche scena paradossale o che i personaggi si concedano qualche scherzo verbale e non. Mi va bene, purché non si esageri e la volontà di mettere in scena gag non tolga spazio a sviluppi di trama ed evoluzioni narrative.
Per cui, sì a situazioni come quella iniziale, quando Poe Dameron si burla dell'intero Primo Ordine chiedendo di parlare con un generale inesistente, praticamente prendendosi gioco del generale Hux di fronte all'intero equipaggio della plancia che ascolta in viva voce (i cattivoni non badano a spese quando si parla di impianti audio), una gag che a mio avviso è ben costruita e inaspettata, ma che ci sta tutta, considerando il carattere del pilota ribelle e la necessità di caratterizzare i nuovi personaggi (Hux pieno di sé ma ottuso, Poe sfrontato e imprevedibile...) visti per poco tempo nell'episodio 7 e che si trovano a convivere con i reduci della saga originale, cui tutti i fan guardano.

giovedì 16 febbraio 2017

Smetto quando voglio

Titolo: Smetto quando voglio
Regia: Sydney Sibilia
Anno: 2013
Genere: commedia
Cast: Edoardo Leo, Valeria Solarino, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Libero de Rienzo, Stefano Fresi, Lorenzo Lavia, Pietro Sermonti, Neri Marcorè, Guglielmo Favilla

La trama in breve:
Roma, i nostri tempi. A un ricercatore universitario viene negato il rinnovo dell'assegno di ricerca; ha 37 anni, una casa da pagare, una fidanzata da soddisfare, molti amici accademici finiti per strada, stesso destino. Pietro Zinni, un chimico, non vuole fare la loro stessa fine, non vuole essere umiliato facendo il lavapiatti in un ristorante cinese, né il benzinaio per un gestore bengalese. Le sue qualifiche e il suo talento non possono essere buttati al vento. Si ingegna e scopre una possibilità ai limiti della legalità: sintetizza con l'aiuto di un suo amico chimico una nuova sostanza stupefacente tra quelle non ancora messe al bando dal ministero. La cosa in sé è legale, lo spaccio e il lucro che ne derivano no. Ma fa lo stesso, i tempi sono questi. Pietro recluta così tutti i suoi amici accademici finiti in rovina, eccellenti latinisti, antropologi e quant'altro e mette su una banda. Lo scopo è fare i soldi e vedersi restituita un briciolo di dignità. Le cose poi prendono un'altra piega... (fonte mymovies)

Il mio commento:
Ho scoperto questo film praticamente per caso, tramite la pubblicità del suo seguito - Smetto quando voglio Masterclass - visto al cinema e grazie a un'intervista alla radio di due degli attori del cast, nello specifico Paolo Calabresi e Stefano Fresi. Da qui il pensiero di recuperarmi il primo atto di questa "serie", pensiero poi tramutato in realtà grazie alla sospetta collaborazione di Rai 4 che mi ha programmato il film giusto domenica scorsa.
Ordunque, ne son stato pienamente soddisfatto :-)



Siamo di fronte a un film realizzato con mezzi all'italiana ma il cast e la sceneggiatura proposta sono di buon livello, con una certa personalità e modernità. 
Per qualche strano motivo ipotizzavo che la trama mescolasse qualcosa in stile "Una notte da leoni", forse per via dell'estetica di Stefano Fresi, mentre in realtà il riferimento alla pellicola con Bradely Cooper e Zach Galifianakis non c'entra nulla.
Direi piuttosto che il mix proposto da Sydney Sibilia è molto azzeccato, attuale e per certi versi tragicomico, risultando in un'opera che riesce a strappare qualche sorriso ma che non si prefigura come una storia demenziale. Semmai, gli autori propongono uno scenario abbastanza realistico della situazione italiana dove, complice una crisi economica che si trascina da millenni (e che non verrà mai risolta fino a che non si rivedono drasticamente molte cose) e una sistematica poca attenzione al mondo dei ricercatori e alla valorizzazione delle menti italiane, si assiste al fallimento di certi individui che, invece, per meriti intellettuali e culturali, dovrebbero ambire a ricoprire ruoli di rilievo.
Un po' come nel preambolo di Idiocracy: anche se, quando pensiamo alla società del futuro ci immaginiamo una realtà evoluta, nella quale raziocinio e scienza la fanno da padrone, all'atto pratico, sarà la stupidità a dilagare e le menti colte relegate in un angolo se non addirittura estinte.
Nello sviluppo della trama e nella caratterizzazione dei personaggi emerge anche una certa rassegnazione: sono poveri, disadattati, costretti a impieghi di bassa manovalanza, disposti a digiunare o a mentire ai colloqui.

mercoledì 27 aprile 2016

La fine del mondo

Titolo: La fine del mondo
Regia: Edgar Wright
Anno: 2013
Genere: commedia, sci-fi
Cast: Simon Pegg, Nick Frost, Paddy Considine, Martin Freeman, Eddie Marsan, Rosamund Pike, Julian Seager, Paul Kennington, Mark Fox

La trama in breve:
Gary King ha toccato l'apice della sua esistenza nel 1990 quando con i suoi amici ha tentato di battere in una sola notte i pub di Newton Heaven in un tripudio di aneddoti e ubriacatura, finito senza aver completato il giro (l'ultimo pub, mai raggiunto, si chiama The World's End) ma comunque in gioia. Vent'anni dopo Gary è un adulto irrisolto, che vive nel passato, fuori da ogni regolarità o da ogni canone di "inserimento nella società" e raccontando la sua esperienza in un gruppo di autoaiuto capisce di doverlo rifare, ritrovare il vecchio gruppo di amici, rimetterli insieme e questa volta battere davvero tutti i pub in una notte. Quello che succederà nel tentare di farlo metterà il gruppo di 5 amici a confronto con una realtà imprevedibile, un incredibile rivoltamento di tutto ciò che sapevano in grado di lasciar emergere il loro vero spirito.

Il mio commento:
Finalmente son riuscito a completare la famigerata trilogia del cornetto :-)
Ossia il trittico composto da L'alba dei morti dementi, Hot Fuzz e questo La fine del mondo, film girati da Edgar Wright, scritti da Simon Pegg e Wright, e interpretati da Pegg e Nick Frost.
Come per i precedenti, il ritmo e la demenzialità si avvertono poderosi, questa volta con un richiamo alla fantascienza dopo le atmosfere da horror e poliziesco dei precedenti.
Un film, questo, molto dinamico e dal ritmo vivace, che gioca con richiami dei tempi spensierati della gioventù, con dinamiche legate alla crescita e al cambiamento, per concludere con un cospirazione aliena per l'evoluzione della terra. Ma i supervisori extra-terrestri non hanno fatto i conti con Gary King e la sua sacrosanta missione, ossia completare il miglio dorato, 12 pub e altrettante pinte di birra. 
Altro che il sacro graal di Indiana Junior Jones :-)
Ovviamente non mancano le idiozie, le battute, i personaggi strampalati e fuori tempo, su tutti appunto Gary King, fuggito da chissà quale centro di recupero e personificazione di una sorta di rifiuto alla crescita e al senso di responsabilità.
L'evoluzione della storia procede in un crescendo di non sense, passando da quella che poteva sembrare una scanzonata rimpatriata per raggiungere il climax con la fine, letteralmente, del mondo che conosciamo. In fondo, perché negare all'umanità di evolversi da sola e rifiutare le imposizioni esterne che cercando di portare il nostro pianeta a un altro livello di civiltà?

domenica 28 febbraio 2016

Italiano Medio

Titolo: Italiano Medio
Regia: Marcello Macchia Bruno Liegibastonliegi
Anno: 2015
Genere: commedia, demenziale
Cast: Marcello Macchia, Luigi Luciano, Enrico Venti, Lavinia Longhi, Barbara Tabita

La trama in breve:
Giulio Verme è un ambientalista convinto in crisi depressiva, che alla soglia dei 40 anni si ritrova a fare la "differenziata" in un centro di smistamento rifiuti alla periferia di Milano. Avvilito, furioso, depresso è ormai totalmente incapace di interagire con chiunque: con i colleghi di lavoro, con i vicini, con la famiglia e con Franca, la compagna di una vita. L'incontro con l'agguerrita anche se poco credibile associazione ambientalista dei "Mobbasta" lo convince a combattere fervidamente contro lo smantellamento di un parco cittadino, ma per Giulio è l'ennesimo fallimento. Non ci sono più speranze per il nostro protagonista fino a quando incontra Alfonzo, un suo vecchio e odiato amico di scuola che ha però un rimedio per tutti i suoi mali: una pillola miracolosa che gli farà usare solo il 2% del proprio cervello anziché il 20%, come si dice comunemente. Ed è proprio così che Giulio supera la depressione: non pensa più all'ambiente ma solo a sé stesso, alle donne, ai vizi, passioni e virtù di ogni italiano medio. Una battaglia senza esclusioni di colpi si consuma nel cervello e nella vita di Giulio tra l'Italiano Medio e quello impegnato ma inconcludente che lo porterà non solo a diventare il Vip più famoso d'Italia ma anche a cambiare gran parte della sua vita... (fonte comingsoon)
Il mio commento:
Conosco la comicità di Marcello Macchia "Maccio Capatonda" dai primi cortometraggi andati in onda sui vari "Mai dire..." , una comicità demenziale e demente, che trae spunto dalla cinematografia moderna o da situazioni comuni o dai vari programmi televisivi proposti dalle principali emittenti (vedi Unreal Tv). Comicità giocata sui nonsense, sui giochi di parole, sugli equivoci, sulla parodia ed espressa tramite cortometraggi (tra i vari, La FebbraL'uomo che non reggeva l'alcol, Rocchio 47, ...) e web serie (La villa di lato, Drammi mediacali) e programmi tv (Mario)
Con questo voglio specificare che ho visto Italiano Medio consapevole di cosa aspettarmi e in grado di comprendere, almeno imho, le sue battute e la demenzialità proposta.
Tuttavia, come anche altri hanno scritto, non è che Italiano medio si sia rivelato così in linea con le aspettative. Sicuramente risulta determinante il fatto che si tratta, appunto, di un film e non di un cortometraggio con tempi e modalità comunicative differenti. In seconda battuta, il fatto di non aver potuto/voluto toccare certe tematiche ha compromesso la possibilità di risultare maggiormente incisivo in termini di critica sociale (non si parla di politica o di calcio o di mafia ... e via dicendo).

lunedì 7 dicembre 2015

The Lego movie

Titolo: The Lego movie
Regia: Phil Lord, Christopher Miller
Anno: 2014
Genere: animazione, fantastico
Cast e Doppiatori: Chris Pratt, Will Ferrell, Elizabeth Banks, Will Arnett, Nick Offerman, Alison Brie, Charlie Day, Liam Neeson, Morgan Freeman, Jadon Sand, Channing Tatum, Jonah Hill, Cobie Smulders

La trama in breve:
Emmet Brickowski è un cittadino felice di una ridente metropoli fatta di Lego di cui rispetta tutte le regole: segue la musica trasmessa dalla tv, è gentile con gli altri e si reca diligentemente al lavoro (costruire palazzi) esattamente come gli viene detto di fare dalle "istruzioni". Proprio al cantiere un giorno incontra una ragazza e per errore casca in una voragine nella quale entra in contatto con un pezzo speciale, oggetto del desiderio di una setta di ribelli di cui Emmet non conosceva l'esistenza. 
La sua vita viene così trasformata in quella di un avventuriero e, nonostante non ne abbia le qualità, l'aver ritrovato il pezzo speciale lo rende "il prescelto". Scopre così che il sindaco della sua città è in realtà un dittatore di diversi mondi (fantasy, west, spazio ecc. ecc.) dotato di un piano per cambiare l'universo come lo conoscono. (fonte mymovies)

Il mio commento:
In realtà avevamo in programma di vedere Mune - Il guardiano della Luna, ma qualcosa è andato storto e abbiamo ripiegato su The Lego Movie, qualcosa di semplice, dinamico e divertente all'insegna del disimpegno.
E che ha recimolato un onesto 7,8 su IMDB.
Ora, è innegabile che il film in questione presenti dei limiti notevoli, visto il poco tempo a disposizione (neanche 1 ora e mezza) e la consapevolezza che di giocattoli stiamo parlando, per cui la storia non può che ammiccare al fantastico con una spruzzatina di demenziale.
Eppure, innegabile pure questo dato di fatto, funziona! Cavolo, scivola via senza annoiare, con svariate trovate geniali e riferimenti trasversali al mondo del cinema e dei fumetti. Il tutto condito da situazioni paradossali, battute e canzoncine orecchiabili ("E' meravigliosoooooo!!!") di cui è difficile sbarazzarsi.
Voglio dire, seppure l'atmosfera sia completamente differente e il paragone azzardato, se il medesimo estro creativo ed entusiasmo fosse stato profuso in produzioni come Terminator genisys ci saremmo trovati di fronte a un capolavoro. In questo film dedicato ai mattoncini Lego si respira creatività, fantasia, gioia e volontà di mettersi in gioco, di plasmare qualcosa di nuovo, di rompere le righe e giocare. Dannazione sì, giocare con le immagini e con...i Lego, appunto.

sabato 31 ottobre 2015

Il corto di Halloween

Visto che oggi è il 31 ottobre, per cui Halloween, che detta tra noi è una cosa di cui non me ne può fregare di meno, ahem...dicevo, visto che è Halloween mi sembrava giusto dedicare un brevissimo post a qualcosa in tema horror.
Per cui, direttamente dalle lande sconfinate di youtube, ecco a voi "The Horribly Slow Murderer with the Extremely Inefficient Weapon", cortometraggio di Richard Gale che nel tempo ha anche conseguito diversi riconoscmenti e di cui sono venuto a conoscenza solo ieri grazie alla segnalazione di un collega. 
L'ennesima riprova che anche con budget limitatissimi si possono confezionare dei gioiellini, purchè vi siano buone idee e discrete capacità tecniche da parte dei relizzatori :-)



sabato 20 giugno 2015

Anchorman 2: The Legend Continues

Titolo: Anchorman 2: Fotti la notizia
Titolo originale: Anchorman 2: The Legend Continues
Anno: 2013
Regia: Adam McKay
Genere: commedia demenziale
Cast: Will Ferrell, Paul Rudd, Steve Carell, David Koechner, Christina Applegate, Meagan Good,
Dylan Baker, James Marsden, Kristen Wiig, Greg Kinnear

La trama in breve: 
Anni dopo gli eventi del primo film, Ron Burgundy e Veronica Corningstone sono co-conduttori di un news network di New York e hanno avuto un bambino, Walter. Quando Ron viene licenziato da un suo superiore e Veronica decide di continuare la sua carriera senza di lui i due divorziano e Ron cade in depressione, fino a quando viene convinto ad accettare un lavoro per la Global News Network, fondata da un milionario australiano, e convince i componenti del vecchio team (impegnati in altre attività) a venire con lui. Inizialmente l'eccentrico team di Ron non viene preso sul serio dagli altri giornalisti ma, presentando notizie assurde che affascinano il pubblico americano, il team riesce ad ottenere degli indici d'ascolto inaspettatamente alti e un grosso successo, che porta Ron a diventare sempre più vanesio e arrogante.  (fonte wikipedia)

Il mio commento:
Anni fa vi raccontai di quella piccola perla cinematografica che è Anchorman - La leggenda di Ron Burgundi (leggi qui per approfondire).
Ora, a distanza di qualche annetto, torno a parlarvi dello strampalato personaggio partorito dalla mente di Will Ferrell nuovamente alla ribalta nel mondo del telegiornalismo :-)
In primis, non posso non esprimere il mio disappunto per la traduzione del titolo proposta qui in Italia: c'è gente con seri problemi in giro, secondo me, problemi gravi ma che per il bene della società viene costretta in stanze buie e partorire storpiature e idiozie da usare come titoli per i film. 
Va meglio quando se ne occupa lo staff tradizionale, composto da koala e  lamantini, ma evidentemente per Anchorman 2 non erano disponibili.
Contrapposto al patetico titolo con il quale il film è stato marchiato vi è invece da sottolineare il gran numero di attori di un certo livello che ha partecipato al progetto comparendo in piccoli ma significativi camei, in particolar modo per la battaglia tra reporter dei notiziari: Harrison Ford, Liam Neeson, Jim Carrey, Will Smith, John C. Reilly, Kirsten Dunst, Marion Cotillard, Sacha Baron Cohen, Kanye West... tutta gente che secondo me si è divertita un mondo vestendo i panni di personaggi sui generis e prendendo parte a un progetto che non può passare inosservato.
Perché in fondo, tutto il film gioca con l'ambito demenziale, concentrandosi su un team di vanesi ignoranti incompetenti ... che però conducono notiziari!!!
Ma l'effetto disturbante che i protagonisti possono scatenare nel pubblico, in particolare Brick Tamland, un autentico squilibrato, è solo un riflesso della demenzialità di quello che oggi giorno è divenuto il mondo dei notiziari.