Recentemente mi son imbattuto in Skyfall, ennesimo film dedicato al personaggio di 007, versione Daniel Craig. Per altro non è neanche male come pellicola solo che, per la seconda volta, non son riuscito a vederlo tutto.
La prima volta ho cercato di guardarmelo in aereo, non so se dal ritorno dalla Cina o se da Singapore. Fatto sta che ero provato e assonnato; avevo cercato strenuamente di resistere - nonostante sia un film in cui l'azione non manca affatto - ma ugualmente c'è stato il buio, il capo ciondolante, la meditazione suprema, quindi il risveglio sulle scene finali giusto un minuto prima dei titoli di coda. Solo che, in quell'occasione, ho sbadigliato, mi son sistemato sul sedile, poi mi son guardato attorno con espressione da nobile e poi ho optato per guardare altro, scegliendolo dal menù, fosse mai che qualcuno sospettasse che mi fossi appisolato...
La seconda volta invece ho visto la parte centrale, fino alla cattura di Javier Bardem biondo, e poi...beh, son dovuto andar via per cui non ho materialmente potuto proseguire con la visione.
Ma prima o poi lo recupererò :-)
Fatto sta che in questo film, ad un certo punto, compare la classica scena in cui l'informatica la fa da padrone. Il che ci porta al motivo e al senso - sempre se ne possiede uno - di codesto post.
Lo so che i film non sono la realtà ma, dico io, è possibile almeno cercare di trasporre sullo schermo qualcosa di vagamente realistico?
Nello specifico mi riferisco alla sequenza con l'agente Q (Ben Wishaw) alle prese con il pc del cattivone, questo prima dell'infezione della rete della sede (temporanea) del MI6.
Ordunque, abbiamo un programma sviluppato in un linguaggio ignoto, all'interno del pc del cattivone ricordiamolo, che deve essere esaminato...motivo per cui ha più che senso attaccarlo alla rete aziendale ed esplorarlo senza prendere alcuna precauzione. Manco il Norton c'hanno all'MI6. Inevitabile la tragedia e la brutale infezione di ogni server.
Ma questo non mi interessa. Mi preme invece soffermare l'attenzione su come è stato reso il linguaggio di programmazione, qualunque fosse, all'interno del film:
Ecco, quelle scie luminose a tutto schermo sono, a detta loro codice, un qualche cavolo di programma mutante - eh beh... anche la robaccia che scrivo io muta dopo un po' di giri di debug e bug fixing ... - scritto con un linguaggio di programmazione evoluto e che, a maggior ragione, solo menti elette sanno interpretare.
Forse con un bel po' di cabernet in corpo pure io lo affermerei.
Ora, capisco che ci siano esigenze sceniche, dinamiche di sceneggiatura tali per cui bisogna far comprendere allo spettatore medio la complessità di algoritmi, controlli, moduli software e via dicendo, usare immagini e metafore per concetti che non sono noti a tutti, ma...caspita...non è un po' esagerato e fuorviante?