domenica 29 marzo 2009

..:: Vexille ::..

Titolo: Vexille
Anno: 2007
Genere: Fantascienza
Regia: Fumihiko Sori


La trama in breve:
2077. Da 10 anni il Giappone ha abbandonato l'ONU perché contrario alle limitazioni che l'organismo internazionale poneva alla sperimentazione sugli androidi. Da allora l'arcipelago nipponico è divenuto impenetrabile grazie a un campo magnetico che impedisce a qualsiasi satellite di vedere cosa accade sul suo territorio. Gli Stati Uniti sono ormai convinti che la sperimentazione abbia abbondantemente superato qualsiasi limite accettabile e, pur mantenendo relazioni ufficiali, inviano in Giappone una forza speciale, la SWORD, incaricata di neutralizzare la centrale di produzione degli androidi.


Il mio commento:
Visivamente l'ho trovato spettacolare, non c'è che dire. L'uso della computer grafica e di tecniche d'animazione all'avanguardia lo rendono un ottimo prodotto visivo, fluido e di forte impatto. In alcune scene però si nota una certa rigidità dei personaggi, non posso negarlo, ma il risultato è comunque su ottimi livelli (qualcosa che in parte richiama alla mente Karas e in parte Final Fantasy Advent Children). I volti soprattutto sono davvero ben resi, molto realistici: addirittura si tenta una scena priva di audio nella quale è lasciato allo spettatore l'intuizione di ciò che vien detto (io però non ce l'ho fatta...).
Quanto all'ambientazione e alle tematiche, si tratta di un futuro prossimo venturo (e nemmeno molto lontano mi sa stando a certe notizie che arrivano dal Giappone) in cui di fatto i robot sono una realtà collaudata. Macchine al servizio dell'uomo in svariate applicazioni, soprattutto belliche e per il mantenimento dell'ordine. Gli uomini addirittura tendono a divenire "macchine": vedasi le tute "stile Robocop" che indossano i membri dello Sword, ossia la forza militare di cui Vexille fa parte. Per la cronaca, il titolo del film qui da noi è semplicemente "Vexille", riferito al nome della protagonista, in altri paesi invece è "Bekushiru: 2077 Nihon sakoku"...misteri della traduzione...
Nel futuro descritto dal film tuttavia si va ben oltre, si arriva alla produzione di androide. Non si tratta di vere e proprie macchine costruite da zero ma la mutazione di esseri umani in "cyborg" tramite una sorte di "virus" che tramuta il DNA e la struttura molecolare dell'organismo in una lega di metallo biologico. Un processo lento che non risparmia nessun organo. Nemmeno il cervello, ultimo atto della trasformazione dell'individuo in macchina vera e propria.
Sorte a cui, guarda caso, è stata destinata la popolazione giapponese e che, per questo, è condannata. Raramente la permutazione del cervello umano in qualcosa di cibernetico va a buon fine...subentra quindi la morte, anche indotta dagli altri. Per pietà, diciamo, e per proteggere le attività della resistenza.
Una delle tematiche principali è quindi costituita dal rapporto uomo macchina. Non solo, vi è anche una sorta di critica a quelle che sono le conseguenza sull'individuo di esasperate dinamiche lavorative e di costrizione imposte dalla società. Si finisce per non essere più persone, ma automi.
Al contempo, chi è fautore di certe dinamiche sociali, pur predicando "bene", non vuole provare sulla propria pelle certi processi. E' il caso di Kisaragi, a capo delle industrie pesanti Daiwa, fautore del processo di de-umanizzazione che coinvolge il Giappone. E' il caso di molti politici e magnati dell'economia, anche, che delle dinamiche esistenziali dei cittadini se ne fottono alla grande: tanto, non le sperimenteranno mai (qualcosa del tipo "un presidente operaio").
Tutto ciò contribuisce a creare e a rendere credibile (e pesante) l'ambientazione in cui si svolgono le vicende e in cui non vengono meno anche riflessioni sul valore dell'esistenza, su ciò che ci rende vivi, sul rapporto con le macchine (vedasi Leon, innamorato di Vexille ma "anche" di Maria, un cyborg ormai), sul rapporto tra le nazioni (poichè il Giappone si è isolato, ad esempio, gli USA pensano che stia tramando...e invece, Kisaragi sta tramando, ma la nazione in sè sta morendo)...
Non mancano poi alcuni riferimenti, non espliciti ma quanto meno suggeriti, ad altre produzioni fantascientifiche. A me vengono in mente Blade Runner, Dune e i libri di Asimov, ad esempio, senza contare che le tute/mecha usate dai tizi dello Sword ammiccano ad altre serie d'animazione e/o fumetti (ad esempio Red Eyes, Macross, Gundam).
Un film di cui consiglio la visione ma che, a mio avviso, poteva essere confezionato meglio. Arricchendolo cioè, non appiattendolo sul piano dell'azione tra pochi individui o sulla "corsa al suicidio", chiamiamola così, che caratterizza un po' la seconda parte dell'opera. Un ottimo esperimento in ogni caso, soprattutto per far apprezzare anche ai non appassionati le potenzialità del cinema d'animazione. In fondo, a occidente, produzioni cinematografiche del genere non vengono molto pubblicizzate. Al più ci sono i film della Pixar o della Dreamworks, ma "per bambini". Ci son stati anche esperimenti come "Final Fantasy" e "La leggenda di Beowulf", ma su cui il mercato non ci si è soffermato più di tanto. Meglio non scardinare il potere di Hollywood va...


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