martedì 24 maggio 2011

..:: L'implacabile - The Running Man ::..

Titolo: L'implacabile  (The Running man)
Regia: Paul Michael Glaser
Anno: 1987
Genere: azione, sci-fi
Cast: Arnold Schwarzenegger, Maria Conchita Alonso, Yaphet Kotto, Jim Brown, Jesse Ventura

La trama in breve:
Nel 2019 a Los Angeles folle di spettatori televisivi vanno in delirio per una trasmissione, "The running-man", basata su di una gara mortale, che ha per posta la vita del concorrente o dei suoi avversari, senza esclusione di colpi. Un galeotto innocente, Ben Richards, sfuggito con due amici al campo di lavoro, viene riacciuffato e costretto a partecipare al gioco, orrendo disperatamente entro un determinato territorio, contro quattro terribili campioni, pronti ad eliminarlo nella maniera più feroce, usando ogni tipo di armi. Il tutto è comandato da un perfido produttore e presentatore televisivo, Killlan, il quale sa conquistare il pubblico con sorrisi, cordialità e mancanza assoluta di scrupoli. Per lui conta solo l'indice di gradimento, e per aumentarlo di qualche punto sarebbe pronto a tutto. E infatti con le menzogne, abilmente inventate sulle vittime, che egli scatena contro di loro il fanatico odio dei telespettatori. Killian ha subito visto in Richards il personaggio che può fare spettacolo e vuole sfruttarlo a fondo, sicuro che alla fine soccomberà. (fonte www.schwarzenegger.it)
Un simpatico boscaiolo austriaco...
anzi no, è il nostro protagonista

Il mio commento:
Recentemente si è parlato di quel buon uomo, nonché grande attore espressivo e versatile, che è (a modo suo) Arnold Schwarzenegger. Sempre recentemente ho avuto modo di visionare e recensire quel capolavoro cinematografico (o quasi...) che è Gamer. 
Ma cosa accadrebbe se mescolassimo le due cose, i muscoli di Shwarzy con le atmosfere da videogame violento di Gamer?
Probabilmente otterremmo qualcosa che assomiglia a "The running man", film del 1987 tradotto amabilmente ne "L'implacabile". Ispirato ad un racconto di Stephen King, la storia ruota attorno ad uno spettacolo televisivo violento e brutale che prevede l'inseguimento e, se possibile, l'uccisione in diretta di "vittime" opportunamente scelte. Un modo come un altro per incanalare le tensioni che una popolazione fortemente condizionata da media e governo (probabilmente...visto che non ce n'è l'ombra...) e far capire in modo univoco cosa accade ai dissidenti. Un sorta di moderna arena dove gladiatori armati e pericolosi hanno carta bianca sulle prede che la produzione offre loro. Prede che, in ultima analisi, sono oppositori e ribelli le cui storie vengono alterate e "vendute" alle masse al fine di aumentare i livelli di odio e il desiderio di sangue e morte del pubblico. 
Strano a dirsi ma, per certi versi,
The Running Man
sembra un varietà italiano
Per carità, il film è piuttosto blando e sempliciotto, con effetti speciali d'altri tempi e atmosfere tipiche degli anni 80. Per certi versi è perfino imbarazzante assistere a talune sequenze proposte, al limite dell'ingenuità. Probabilmente, un remake moderno di tale film potrebbe proporre uno spettacolo senza alcun dubbio più dignitoso ed efficace in termini di realismo. Già perché, senza voler togliere alcun merito al granitico governatore della California, la tensione che si respira non è particolarmente ben resa. Anzi.
Però, di fondo, l'idea credo sia valida così come risulta attuale il messaggio che si lancia in merito al potere che i media possono esercitare, falsando la realtà, plagiando le coscienze, condizionando ideologie e costumi. Probabilmente questo passaggio nel film in questione è un po' troppo sintetizzato (cioè, il programma The Running Man esiste e ha successo ed è seguitissimo e può considerarsi quasi una sorta di culto. E questo deve bastare allo spettatore) ma fa ugualmente riflettere sulla facilità con cui la televisione e i media in generale possano modificare la percezione di dinamiche, situazioni e persone. Da un momento all'altro si può finire sulla gogna, disconosciuti e abbandonati da tutti, salvo poi riacquistare credito sempre tramite lo spettacolo offerto dai media stessi. E gli unici che possono modificare questo dato di fatto, ovvero avviare un processo di liberazione e rivoluzione, sembrano non essere gli spettatori o coloro che usufruiscono dei media bensì coloro che ci lavorano dentro e hanno la facoltà di intervenire sui messaggi divulgati. 
Ed ecco Arnold nella sua tutina gialla,
pronto a sfidare la morte
A patto di non farlo, contemporaneamente, su tutti i canali televisivi del paese...
In definitiva, "L'implacabile" è a mio avviso un film tranquillamente perdibile, salvo per i nostalgici che ancora amano crogiolarsi in spettacoli visivi nei quali il buon Arnold dà sfoggio di tutta la sua maschia possanza riuscendo pure a cuccare nonostante una recitazione piuttosto insulsa e una tutina attillata che neanche il peggior Power Ranger di Caracas indosserebbe.
Non escludo però che, prima o poi, pure questo film venga ripescato da qualche investitore hollywoodiano: in fondo, di remake ne vengono proposti assai e assai...e visto che il minuto Schwarzy tra un po' avrà nuovamente facoltà di recitare a tempo pieno, perché non tentare di proporre alle masse un "The running man 2"?  Con le tecniche di ripresa di oggi giorno e sviluppando adeguatamente il soggetto ne si potrebbe addirittura ricavare un buon prodotto. D'altra parte, certe location vagamente fantascientifiche proposte nel film già nel 1987 ben facevano sperare ...


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