venerdì 3 luglio 2015

I guardiani del giorno

Titolo: I guardiani del giorno 
Titolo originale: Dnevnoy dozor
Regia: Timur Bekmambetov
Anno: 2006
Genere: fantasy
Cast:  Konstantin Khabensky, Maria Poroshina, Vladimir Menshov, Galina Tyunina, Victor Verzhbitskiy, Zhanna Friske, Dima Martynov

La trama in breve (aka tentativi di spiegare la trama):
È passato del tempo dal confronto finale tra le forze del Bene e quelle del Male de I guardiani della notte, ma Anton continua nella sua lotta, cercando al tempo stesso di salvare suo figlio dalle forze oscure che combatte. Quando alcuni degli Esseri Oscuri vengono misteriosamente uccisi, Anton viene accusato della loro morte: dovrà quindi mettere da parte le sue ricerche per sfuggire al Guardiano della Luce che vuole vendicarsi di lui. (fonte coming soon)

Nel mondo vige da mille anni una fragile tregua: è una pausa nella eterna lotta fra le forze del bene e quelle del male, eserciti composti da entità sovrannaturali che si battono in una dimensione parallela a quella dell'uomo. L'armistizio si regge sull'equilibrio delle forze: solo un'arma o un individuo capace di romperlo può far ricominciare la guerra. A controllare che nessuno rompa la tregua ci sono i guardiani del giorno e quelli della notte. La nascita di Egor sembra far pendere l'ago della bilancia dalla parte dell'oscurità. (fonte myovies)

Svetlana nel secondo livello
tenebroso. O almeno questo è
quello che si riesce a capire.
Tranquilli: al netto delle scene iniziali
questa cosa non comparirà più nel
film...è giusto un assaggio, un modo
come un altro per destabilizzare
Nella Mosca contemporanea si svolge la battaglia ultraterren tra le forze della Luce e quelle dell'Oscurità, come risultato di una tregua avvenuta nel medioevo tra le opposte fazioni. Questa antica guerra tra le forze della Luce e dell'Oscurità sta portando a risultati drammatici. Ogni versante ha ormai tra le sue fila un potente Eletto, che si dovrà scontrare con il suo avversario, e Anton Gorodetsky è ancora una volta coinvolto in questo conflitto. Da una parte c’è suo figlio, Egor, che fa parte degli Esseri oscuri, mentre l'amore di Anton, Svetlana, è la speranza degli esseri della Luce. Ma è solo l'inizio dei suoi problemi: Anton è infatti in fuga dopo essere stato accusato di omicidio. Le cose peggiorano e solo l'antico Gesso del destino può salvare la situazione, ma purtroppo è scomparso centinaia di anni fa.  (fonte trovacinema.repubblica)

sabato 20 giugno 2015

Anchorman 2: The Legend Continues

Titolo: Anchorman 2: Fotti la notizia
Titolo originale: Anchorman 2: The Legend Continues
Anno: 2013
Regia: Adam McKay
Genere: commedia demenziale
Cast: Will Ferrell, Paul Rudd, Steve Carell, David Koechner, Christina Applegate, Meagan Good,
Dylan Baker, James Marsden, Kristen Wiig, Greg Kinnear

La trama in breve: 
Anni dopo gli eventi del primo film, Ron Burgundy e Veronica Corningstone sono co-conduttori di un news network di New York e hanno avuto un bambino, Walter. Quando Ron viene licenziato da un suo superiore e Veronica decide di continuare la sua carriera senza di lui i due divorziano e Ron cade in depressione, fino a quando viene convinto ad accettare un lavoro per la Global News Network, fondata da un milionario australiano, e convince i componenti del vecchio team (impegnati in altre attività) a venire con lui. Inizialmente l'eccentrico team di Ron non viene preso sul serio dagli altri giornalisti ma, presentando notizie assurde che affascinano il pubblico americano, il team riesce ad ottenere degli indici d'ascolto inaspettatamente alti e un grosso successo, che porta Ron a diventare sempre più vanesio e arrogante.  (fonte wikipedia)

Il mio commento:
Anni fa vi raccontai di quella piccola perla cinematografica che è Anchorman - La leggenda di Ron Burgundi (leggi qui per approfondire).
Ora, a distanza di qualche annetto, torno a parlarvi dello strampalato personaggio partorito dalla mente di Will Ferrell nuovamente alla ribalta nel mondo del telegiornalismo :-)
In primis, non posso non esprimere il mio disappunto per la traduzione del titolo proposta qui in Italia: c'è gente con seri problemi in giro, secondo me, problemi gravi ma che per il bene della società viene costretta in stanze buie e partorire storpiature e idiozie da usare come titoli per i film. 
Va meglio quando se ne occupa lo staff tradizionale, composto da koala e  lamantini, ma evidentemente per Anchorman 2 non erano disponibili.
Contrapposto al patetico titolo con il quale il film è stato marchiato vi è invece da sottolineare il gran numero di attori di un certo livello che ha partecipato al progetto comparendo in piccoli ma significativi camei, in particolar modo per la battaglia tra reporter dei notiziari: Harrison Ford, Liam Neeson, Jim Carrey, Will Smith, John C. Reilly, Kirsten Dunst, Marion Cotillard, Sacha Baron Cohen, Kanye West... tutta gente che secondo me si è divertita un mondo vestendo i panni di personaggi sui generis e prendendo parte a un progetto che non può passare inosservato.
Perché in fondo, tutto il film gioca con l'ambito demenziale, concentrandosi su un team di vanesi ignoranti incompetenti ... che però conducono notiziari!!!
Ma l'effetto disturbante che i protagonisti possono scatenare nel pubblico, in particolare Brick Tamland, un autentico squilibrato, è solo un riflesso della demenzialità di quello che oggi giorno è divenuto il mondo dei notiziari. 

domenica 14 giugno 2015

I figli di armageddon

Titolo: I figli di armageddon - La genesi di Shannara
Autore: Terry Brooks
Editore: Mondadori
Genere: fantasy
Pagine: 342

La trama in breve:
Su una Terra devastata in maniera irreversibile dall'inquinamento e dalle pestilenze imperversa ormai incontrastato il Vuoto, essenza stessa del Male. Suoi fidi servitori sono i Demoni, spaventose creature postumane, frutto delle terribili contaminazioni ambientali. Il genere umano stesso sembra destinato a una progressiva e inesorabile estinzione. Pochi e sparuti drappelli di uomini e donne sopravvivono in avamposti fortificati ai terribili attacchi dei mutanti, ma la loro fine sembra ormai prossima. Spetterà ad Angel Perez e Logan Tom, gli ultimi sopravvissuti tra i Cavalieri della Parola, prendere in mano il destino del mondo, mettendosi alla ricerca di due misteriosi talismani in grado di garantire la sopravvivenza alla Terra. (fonte ibs)

Il mio commento:
Anni fa ho adorato la lettura dei libri della saga del Verbo e del Vuoto (aka "ciclo del demone". E non nascondo che il mio Vuoto di Luce sia in qualche modo debitore di quanto partorito da Terry Brooks, prolifico autore statunitense di cui avevo letto anche romanzi appartenenti al ciclo di Shannara, in cui l'ambientazione fantasy era però di stampo più classico e tradizionale. 
Un'ambientazione, un mondo anzi, che un'origine doveva pure averla e che, con il ciclo "La genesi di Shannara" iniziato nel 2006 viene spiegata e descritta facendo comprendere al lettore come il presente, adeguatamente devastato dalle azioni dei seguaci del Vuoto, costituisca l'antico passato di Shannara.
Nel corso della narrazione scopriamo quindi cosa è successo alla Terra e quale infelice scenario si sia ormai radicato tra inquinamento a livelli impossibili e truci persecuzioni e mattanze perpetrate da demoni ed ex-uomini che hanno decimato la razza umana e costretto i sopravvissuti a vivere in "fortezze", cittadelle erette su quelli che oggi giorno chiamiamo "stadi".
Eppure, nonostante la precarietà del quotidiano, nonostante ormai la speranza di un futuro migliore sia praticamente estinta, c'è ancora qualcuno che si adopera per cambiare lo stato delle cose conducendo crociate disperate. Ossia i cavalieri del Verbo. Che questa volta sono ben due, Logan Tom (che mi immagino una sorta di Tom Hardy in versione Mad Max) e Angela Perez (idealmente impersonata da Michelle Rodriguez), impegnati in due distinte missioni.
Già perchè questo "I figli di armageddon" rappresenta il punto di partenza di un ciclo in cui confluiranno più elementi e personaggi, alcuni nuovi come gli elfi di Cintra, da secoli presenti sulla Terra ma celati agli umani, e altri meno nuovi, come quel simpaticone del demone Findo Gask e il Variante, misteriosa creatura magica comparsa ne Il fuoco degli Angeli, ultimo capitolo della saga del Verbo e del Vuoto. 
L'autore crea e porta avanti quindi più trame in modo da esplorare lo scenario post-apocalittico ormai venutosi a creare e spostare l'attenzione del lettore su più situazioni e personaggi.
Da un lato abbiamo infatti Logan Tom, alla ricerca del Variante. Angela Perez invece alla ricerca degli elfi. Findo Gask impegnato a perseguitare la razza umana e interessato al Variante. La demonessa Delloreen è invece smaniosa di annientare Angela Perez (e Findo Gask) mentre gli elfi di Cintra sono alle prese con dinamiche interne in merito a cosa combinare nella vita visto che ormai la situazione, nel mondo è precipitata, e che l'albero sacro Ellcrys ha parlato a due prescelti. Infine ci sono gli Spettri, ragazzini che "infestano le rovine lasciate dagli adulti" che cercano di sopravvivere in un mondo ostile, cooperando per reperire cibo e medicine, tra cui, evidentemente, si cela quella magica creatura che è il Variante.
Come sempre, la narrazione scivola via fluida e schietta, sostenuta da uno stile asciutto e incisivo. Di tanto in tanto il focus si sposta sulla descrizione del mondo che circonda i protagonisti, per descrivere l'armageddon vissuto e gli effetti di questo su tutte le creature del mondo, sia in termini di mutazioni che di cambiamenti del modo di vivere. Si respira precarietà e disfatta, amarezza per un presente che sembra condurre unicamente verso una disperazione ancora più cupa. Una meta buia che però viene rischiarata dalla presenza del Verbo e dal coraggio e dall'intraprendenza dei ragazzini - i figli di armageddon - che non mollano la spugna ma, anzi, si adoperano per sostenersi a vicenda, per darsi coraggio e ritrovare, gli uni negli altri, il calore di una famiglia.
Purtroppo, il romanzo non è auto-conclusivo, per cui esprimere un commento esaustivo rappresenta una scelta avventata: sono ancora troppi gli elementi da chiarire e spiegare, gli sviluppi da approfondire e i personaggi da approfondire. Vero è che, fin qui, l'esperienza di lettura è stata soddisfacente ed emozionante, semplice e scorrevole, senza sbavature e ben equilibrata in termini di azione vs introspezione oppure in merito ai numerosi flash back, necessari per dare profondità ai personaggi proposti e all'ambientazione post-apocalittica in cui si muovono. Certo, ci sono anche alcuni elementi discutibili (vedi la comparsa degli elfi) mentre altri, come da copione, ripropongono un copione consolidato con Brooks, ovvero la comparsa di deus ex machina come O'olish Amaneh che, come accadeva anche negli altri libri del Verbo e del Vuoto, "sanno" cosa deve accadere e assegnano (discutibili) artefatti incantati oppure indicano alleati ai protagonisti. Passaggi questi che strizzano un po' l'occhio a situazioni da GdR ma che, personalmente, non mi hanno disturbato poi molto, così come i cambiamenti del punto di vista necessari per immedesimarsi e calarsi al meglio in ciascun arco narrativo pensato dall'autore.

sabato 13 giugno 2015

Kiseiju - L'ospite indesiderato

Titolo: Kiseiju - L'ospite indesiderato
Anno: 2014-2015
Genere: fantascienza, horror
Produzione: Madhouse
Episodi: 24

La trama in breve:
Una normalissima notte in Giappone… sembra nevicare ma ad uno sguardo più attento i nostri occhi si accorgono che quelli non sono propriamente dei fiocchi di neve. In realtà sono parassiti, alieni, simbionti, chiamateli come vi pare e hanno un precisa intenzione: sostituire l’uomo come specie dominante del pianeta Terra! Shinichi è un ragazzo come tanti altri, discreto negli studi, imbranato con le ragazze e un po’ timido. Ma una notte la sua vita cambia. Qualcosa entra nel corpo di Shinichi, e si impossessa della sua mano sinistra destra. Intanto altri esseri umani vengono posseduti dagli alieni, e cominciano a mietere vittime. Nessuno riesce a capire il motivo di questi omicidi così brutali. Uomini, donne e bambini vengono massacrati, intere famiglie vengono sterminate e non se ne capisce il motivo. Shinichi intanto, impara a convivere con il suo parassita, al quale attribuisce anche un nome: Mancy Migi.  (fonte http://naruto.italian.forum.forumcommunity.net/)

Il mio commento:
Shinichi alle prese con Migi
Ero alla ricerca di un anime interessante e ben fatto quando, mesi fa, mi sono imbattuto in questo titolo, ennesima fatica dell'ottima Madhouse. Facendo mente locale, son quindi tornato con i ricordi al tempo dell'università quando, grazie al mio amico Davide, avevo iniziato a leggere alcuni numeri del manga di Hitoshi Iwaaki da cui è stato trasposto questo anime. Successivamente, è stato l'opening, con colonna sonora dei "Fear, and Loathing in Las Vegas" a conquistarmi definitivamente  (*).
A esser sinceri, non so se l'anime rispetti in toto il manga (il cui titolo originale parrebbe più Parasyte o Le bestie parassite...), ma il risultato complessivo a mio avviso è molto buono e permette allo spettatore di seguire la trama in modo piuttosto fluido e rigoroso e con una significativa qualità dell'animazione. Si nota probabilmente una certa accelerazione del ritmo negli episodi finali (quando le forze armate "umane" iniziano a mobilitarsi con maggior decisione...) che per certi versi stride un poco con la lentezza di alcuni passaggi nella prima parte della storia, ma si tratta comunque di una sensazione lieve. 
Non ho invece compreso come mai abbiano deciso di spostare il parassita di Shinichi dalla mano sinistra alla destra, con la conseguente necessità di modificarne il nome da Mancy a Migi (che in giapponese ha assonanza con "destra/o"). Misteri che solo Ruggeri o Giacobbo, forse, un giorno ci sveleranno...
Non che questa scelta comprometta lo sviluppo della storia, intendiamoci, semplicemente l'ho trovata immotivata.

martedì 2 giugno 2015

House of cards - prima stagione

Titolo: House of cards (Gli intrighi del potere)
Anno: 2013
Episodi: 13
Genere: thriller, politico
Cast: Kevin Spacey, Robin Wright, Michael Kelly, Kate Mara, Corey Stoll, Michael Gill, Ben Daniels, Kristen Connolly, Gerald McRaney, Mahershala Ali

La trama in breve:
Washington, Capodanno 2013. Il deputato democratico Frank Underwood e la moglie Claire partecipano alla festa di Garret Walker, il neo-eletto Presidente degli Stati Uniti. Frank ha avuto un ruolo determinante nella campagna elettorale di Walker e in cambio avrebbe dovuto ricevere dal futuro presidente la nomina a Segretario di Stato. Frank è convinto che la vittoria elettorale, unita alla sua esperienza ventennale al Congresso da whip (capogruppo di maggioranza), gli assicuri l'incarico. Invece Linda Vasquez, la responsabile dello staff di Walker che deve la sua assunzione proprio a Frank, gli comunica che il presidente ha scelto al suo posto Michael Kern, ritenendo Frank più utile al Congresso. Il deputato Underwood si mostra rispettoso della scelta, non lasciando trasparire la sua rabbia nei confronti del presidente Walker, ma in realtà è furioso: per l'intera giornata non risponde alle ripetute chiamate e ai messaggi di sua moglie Claire , scusandosi con lei quando ritorna a casa. Frank ammette che, pur non essendosi mai fidato di nessuno, non avrebbe mai pensato di essere trattato a pesci in faccia. È a questo punto che nella sua mente scatta il meccanismo diabolico della vendetta: il presidente Walker deve pagare il grave affronto ed essere spodestato. Claire intuisce i suoi piani e Frank le annuncia che quella sarà la prima di molte notti in cui non potranno dormire per tessere la loro tela...

Il mio commento:
Io e Silvia abbiamo iniziato a guardare questa serie su consiglio di alcuni amici e, nonostante un inizio un po' ostico per via dell'ambientazione politica, dei molti dialoghi, della mancanza di azione, ci siamo sentiti pienamente soddisfatti della serie. E ora stiamo procedendo con le puntate della seconda stagione :-)
Senza scendere nei dettagli, le puntate sono un susseguirsi di accordi, inganni, tradimenti, false promesse, minacce...tutto secondo dinamiche che, per suggerire un parallelo, ricordano una partita a scacchi, dove pazienza, calcolo e strategia sono fondamentali. Certo, negli scacchi non ci si sporca le mani veramente ma il mondo reale, purtroppo, sa essere molto duro e richiede scelte spietate. E, come già l'incipit della prima puntata lascia intendere, Frank Underwood è un uomo disposto a prenderle e a farsi carico delle eventuali conseguenze.
Indubbiamente la serie porta sul grande schermo due figure, quella di Francis "Frank" Underwood e sua moglie Claire, non propriamente edificanti. Anzi, sono una vera e propria organizzazione macchiavellica orientata al "male", che agiscono unicamente con l'obbiettivo di perseguire i propri scopi, incuranti delle ricadute che le loro azioni avranno per il Paese. D'altronde, il protagonista lavora alla casa bianca...ma questo poco conta. L'importante è guadagnare prestigio, potere, influenza soprattutto attraverso l'inganno, la manipolazione e la fermezza.
E in questo diventa facile tracciare un parallelo verso i nostri politici, che sembrano più giocare tra di loro più che pensare veramente alle priorità del Paese. Anche in House of cards infatti si percepisce una certa distanza tra quello che il vivere quotidiano della gente comune e l'ordinarietà dell'elite politica.

lunedì 1 giugno 2015

Kung Fury

Titolo: Kung Fury
Regia: David F. Sandberg
Anno: 2015
Genere: difficile dirlo...arti marziali, demenziale, sci-fi...
Cast: David Sandberg, Jorma Taccone, Leopold Nilsson, Eleni Young, Helene Ahlson, Andreas Cahling, Per-Henrik Arvidius, Steven Chew, Magnus Betnér, Björn Gustafsson, David Hasselhoff

In principio venne il cortometraggio.
E il popolo del web vide che era cosa buona e giusta e iniziò a parlarne, a discuterne, a condividere in ogni dove.
L'atmosfera anni '80, il crogiuolo di riferimenti video ludici, le arti marziali, i dinosauri, Thor, i nazisti e pure due sventole vichinghe... tutto faceva presagire qualcosa di grande e ignorante oltre ogni limite.
Perciò l'interesse crebbe, l'hype raggiunse livelli difficilmente contenibili, manipoli di nerd già si organizzavano per immolarsi in nome di una non meglio precisata jihad se quel cortometraggio non fosse divenuto qualcosa di più che un blando assaggio della durata di circa 2 minuti. 
Quindi giunse la buona novella: su kickstarter venne avviata la raccolta fondi per trasformare un mero corto metraggio in qualcosa di più significativo e soddisfacente. Qualcosa che avrebbe condotto mandrie di cyber appassionati di ogni dove nel valhalla del divertimento disimpegnato e trashoso.
La via era ormai stata indicata.
Non tutti poterono prender parte a questo nobile progetto ma la grana giunse in quantità sufficiente e necessaria a tramutare in realtà la visione di David F. Sandberg. 
Solamente qualche mese più tardi giunse poi l'araldo degli anni '80 a evangelizzare le masse cantando True Survivor in un gustoso tripudio di atmosfere ormai perdute, ma ancora scalpitanti, vivide, nostalgiche ma irresistibili assai.
Quando poi, con codeste mie orecchie, ascoltai la fiera voce di David Hasselhoff prorompere addirittura dagli altoparlanti di una radio locale, solo allora compresi che il tempo si era compiuto.
E ora...

sabato 23 maggio 2015

Thor - The Dark World

Titolo: Thor - The Dark World
Regia: Alan Taylor
Anno: 2013
Genere: supereroi, azione
Cast: Chris Hemsworth, Natalie Portman, Tom Hiddleston, Stellan Skarsgård, Idris Elba, Christopher Eccleston

La trama in breve:
Con il fratello Loki imprigionato dopo i fattacci narrati in Avengers e i nove mondi pacificati, Thor nei grandi palazzi di Asgard ha tempo di perdersi appresso alla nostalgia amorosa che da due anni lo separa dall'umana conosciuta nel primo film. Nel frattempo lei, sulla Terra, studiando delle anomalie comparse a Londra viene risucchiata da un portale e contaminata dall'Aether, una forza da millenni nascosta al malvagio Malekith e la sua razza che, proprio per l'unione tra la terrestre e la sostanza, si risveglia. Determinato a trovare l'Aether e con questo sfruttare l'allineamento dei nove mondi per instaurare un regno d'oscurità, Malekith marcia per annichilire innanzitutto Asgard e poi la Terra.  (fonte mymovies)

Il mio commento:
In previsione di vedere Avengers 2 entro un limite temporale ancora non ben identificato ho deciso intanto di recuperarmi i film Marvel che mi ero perso e che, per dovere di continuity, sapevo di dover recuperare.
Incoraggiato da un discreto 7.1 registrato su Imdb ho quindi optato per il possente Thor, dio dei fulmini e della masterizzazione (almeno stando a quel che accade in Rat Man).
A onor di cronaca confesso di aver visto questa pellicola almeno una decina di giorni fa (e forse ho pure pisolato per qualche minuto, giusto per farvi capire...), per cui forse i miei ricordi non sono così freschi e limpidi ma, con certezza, posso affermare che "Thor - The Dark World" è un film che merita di esser perso più che trovato.
Superficiale, blando, sottotono, puerile, non mi ha entusiasmato per niente se non durante l'incursione degli elfi scuri ad Asgard. Elfi oscuri...praticamente un mix tra i mostri dei power rangers e i teletubbies °_° 
L'universo rappresentato, tra l'altro, pare ricollocabile in un magazzino, con una sconcertante prevedibilità di eventi e incontri e scelte di sceneggiatura che non perdono un'occasione per proporre siparietti comici. 

martedì 19 maggio 2015

The Giver - Il mondo di Jonas

Titolo: The Giver - Il mondo di Jonas
Titolo originale: The Giver 
Regia: Phillip Noyce
Anno: 2014
Genere: distopia, fantascienza
Cast: Meryl Streep, Jeff Bridges, Brenton Thwaites, Alexander Skarsgård, Katie Holmes, Odeya Rush, Cameron Monaghan, Taylor Swift, Emma Tremblay

La trama in breve:
Da qualche parte nel tempo e nel mondo esiste una società che ha scelto come valore l'uniformità. Immemori di sé e della loro storia, uomini, donne e bambini vivono una realtà senza colori, senza sogni, senza emozioni, senza intenzioni. Per loro decide un consiglio di anziani, riunito periodicamente a sancire i passaggi evolutivi dei membri della comunità. 
Durante la Cerimonia dei 12, che accompagna solennemente gli adolescenti verso la vita adulta affidando loro il mestiere che meglio ne identifica le inclinazioni, Jonas viene destinato ad 'accogliere le memorie' di una storia che non ha mai conosciuto. Figlio di madri biologiche preposte allo scopo e assegnato successivamente all'unità famigliare che ne ha fatto richiesta, Jonas è un adolescente eccezionale con un dono speciale, quello di sentire. Preposto al ruolo di accoglitore di Memorie, Jonas è affidato a un donatore, un uomo anziano e solo che porta dentro di sé tutta la bellezza e la tragedia dell'umanità. Tutte quelle emozioni negate alla sua gente perché il mondo resti un luogo di pace e torpore. Intuita la sensibilità del ragazzo, il donatore lo condurrà per mano dentro la vita, spalancandogli la strada che conduce al libero arbitrio. (fonte mymovies)


Il mio commento:
Quando ho terminato la lettura di The Giver di Lois Lowry, e si parla di più di qualche tempo fa, ricordo di aver effettuato qualche ricerca e di essermi imbattuto in alcune indiscrezioni relative alla possibilità di trarne un film. A suo tempo si parlava di un interessamento da parte di Dustin Hoffman ... ma evidentemente, nel tempo, qualcosa è cambiato sebbene il cast presente in questa produzione statunitense non sia affatto banale (vedasi Meryl Streep, anche se qui non offre un'interpretazione impareggiabile).

venerdì 1 maggio 2015

Operazione Cristopher

Titolo: Operazione Cristopher
Autore: Mario Filippeschi
Editore: Elison Publishing
Genere: romanzo storico
Pagine: 505

La trama in breve:
Europa del 1944. Gli alleati, temendo che la Germania nazista possa realizzare un’arma atomica, pongono in cantiere l’Operazione Cristhopher, un diabolico progetto teso a confondere e fuorviare le ricerche degli scienziati tedeschi.  A seguito dell’iniziativa alleata, tra le macerie di una Germania ormai morente, si intrecciano lotte sotterranee e raffinati inganni tra i sevizi di spionaggio e controspionaggio alleati e quelli dell’Abwher tedesco e delle SS. Lo scritto fonde la fantasia della sua trama col rigore storico che corre sul filo conduttore di fatti, in parte inediti e realmente accaduti, riguardanti il fallito progetto atomico tedesco. Il romanzo è frutto di anni di lavoro e accurate ricerche con descrizioni fedeli ed efficaci come linguaggi, stili comportamentali, gradi militari della Gestapo e delle SS, servizi di spionaggio e controspionaggio, Berlino, Germania devastata e altro. Le personalità descritte, i dialoghi, le tecnologie, le sigle, i termini, gli esperimenti condotti, le situazioni e ambienti corrispondono alla rigorosa realtà storica. Il personaggio principe è frutto della fantasia dell’autore. 

Il mio commento:
Come già accaduto con I violini del cosmo, ho letto questo ebook su proposta dell'editore stesso nell'ambito di una campagna promozionale di Elison Publishing. Rispetto alla lettura precedente, questa volta siamo di fronte però a un testo che si configura come un vero romanzo per cui con una struttura e un impianto narrativo di ben altro tenore. 
Nelle circa 500 pagine di cui si compone l'opera, l'autore ci porta dentro e fuori dal Terzo Reich, seguendo le vicende dell'italianissimo Edoardo Braschi, capitano dell'esercito nostrano ma anche scienziato e, per forza di cose, spia per conto degli alleati. Il personaggio che ne emerge è assimilabile a una sorta di James Bond, un tipo pragmatico, preparato, che padroneggia più lingue, dall'indubbio fascino e carisma e che nonostante le indiscutibili conoscenze scientifiche non si tira indietro se c'è da paracadutarsi o sopravvivere in un territorio precario e ostile come risulta essere quello della Germania nazista durante gli ultimi anni della seconda guerra mondiale.
Tra i vari personaggi, il protagonista è senza dubbio quello più approfondito e caratterizzato. Gli altri vengono tratteggiati e presentati attraverso dialoghi e situazioni in cui avvengono, per lo più, confronti dialettici, siano questi in seno all'Uranverein (che è il nome dell'associazione di scienziati che lavoravano sull'energia atomica per il terzo Reich) o con gli esponenti dello spionaggio tedesco o del MI-6 britannico. Ci imbatteremo in personalità del calibro di Werner Karl Heisenberg, Otto Hahn, Niels Bohr, Fritz Strassmann mentre dall'altra parte dell'Oceano fanno capolino Enrico Fermi e su tutti vigilano personaggi legati alle SS quali Walter Schellenberg. Nomi e riferimenti realmente esistiti, che rendono merito all'attività di studio e preparazione effettuata dall'autore. 

domenica 19 aprile 2015

Elysium

Titolo: Elysium
Regista: Neill Blomkamp
Anno: 2013
Genere: fantascienza, azione
Cast: Matt Damon, Jodie Foster, Sharlto Copley, Alice Braga, Diego Luna, William Fichtner, Wagner Moura

La trama in breve:
Nella Los Angeles del 2154 l'umanità rimasta sulla Terra è un'unica grande classe operaia, che mescola criminali e lavoratori senza criterio, tutti tenuti a bada e dominati con pugno di ferro attraverso i robot da un'elite che da tempo è andata a vivere su una stazione orbitante intorno al pianeta chiamata Elysium. Su Elysium c'è la tecnologia per guarire da ogni malattia, c'è il verde, il benessere e il disinteresse per ciò che accade più in basso, sulla Terra, dove il resto dell'umanità lavora per mantenere la stazione.

Il mio commento:
Visto in due puntate, proprio quando nelle sale ci sta Humandroid di cui mi han già parlato benone assai, questo Elysium mi è risultato piuttosto gradito.
Inizialmente incerto per via di un Matt Damon che, pur essendo un valido attore, non lo vedevo molto adatto nella parte del protagonista in un contesto simile (e probabilmente la causa di questo mio pensiero è Team America :-P ), ho assistito con interesse allo sviluppo degli eventi.
Ora, come anche altri han scritto, è indubbio che il film abbia svariate pecche e che risulti più un blockbuster che un prodotto destinato a pochi. Motivo per cui tanti aspetti vengono abbozzati o non chiariti (come si è arrivati ad Elysium? come si è arrivati a quello scenario sulla Terra? quale relazione c'è tra i due mondi? e vogliamo parlare della tecnologia per la "quasi-immortalità"? come funziona il governo? possibile che per una stazione orbitante del genere basti riavviare un singolo server e...?) focalizzando l'attenzione più su aspetti scenici e sulla lotta per la sopravvivenza che altro.
Nel complesso, gli aspetti che più ho gradito sono tre.
In primis c'è la potenza visiva che il regista riesce a trasmettere e a focalizzare sullo schermo, soprattutto quando si ha a che fare con scenari fantascientifici e scontri tra armi avveniristiche. Mi son piuttosto gasato nell'assistere agli scontri con armi da fuoco e corpo a corpo tra Max (Matt Damon) e un signor Kruger (Sharlto Copley), sia per via degli effetti speciali adottati che per i movimenti di camera, che hanno creato dinamismo e regalato la sensazione di potenza "reale". Erano colpi che si sentivano, da cui ripararsi, altro che proiettili o raggi laser di dubbia consistenza.
Lo dimostrano pienamente le sequenze in cui Kruger ricorre allo scudo elettromagnetico o di qualunque cosa fosse, oppure nella scena della granata che lo riguarda, eccome se lo riguarda °_°
Poi ho apprezzato il richiamo metaforico alla situazione attuale, alla distanza comica che c'è tra Paesi del Primo mondo rispetto a chi vive di stenti, privo di mezzi e possibilità, nel Terzo Mondo, costretto a giocarsi la vita per vivere e ambire a qualcosa di più che il fango. Realtà che non si incontrano quasi mai, che risultano agli antipodi eppure in qualche modo legate. Da questo punto di vista il film risulta anche nobile come messaggio da veicolare.
Ultimo aspetto che mi ha intrigato è l'idea di pensare il medesimo film, la medesima soluzione, la medesima realtà gestita non dagli Usani ma dagli italiani. Elysium avrebbe avuto tutto un altro sapore, con le navi di clandestini che arrivavano ad ogni ora e il governo centrale dubbioso sul da farsi. Ma la cosa bella è che, una volta approdati, i clandestini scoprono che la tecnologia per curarsi non funziona come dovrebbe, che la stessa stazione orbitante sta cadendo a pezzi, che ci sono state magnerie negli appalti per le forniture di aria e...
Scherzi a parte, il terzo aspetto è rappresentato dalla tecnologia proposta dove i droidi si muovono con scioltezza e rapidità, quasi non fossero nemmeno macchine, i droni vengono usati come segugi e l'uso di wearable device è scontato (anche se per lo più orientato alla distruzione...). 
Gli stessi esoscheletri cui ricorrono Max e Kruger mi hanno convinto assai e assai, semplici e spartani ma di sicuro effetto. Certo, quelli visti nel 2014 in The edge of tomorrow risultavano più elaborati e meno invasivi, ma la tragicità e la tosta possanza che regala l'armatura fusa addosso a Max ha tutto un altro sapore. Sa di sacrificio, di rassegnazione, di volontà ferrea generata dalla necessità e dalla precarietà....ma soprattutto sa di strogg...chissà se un pensierino a Quake non ci sia pure stato nella geniale testolina di Blomkamp, indubbiamente un regista che ci sa fare con la macchina da presa e con la capacità di trasporre realtà fantascientifiche sensate e plausibili. E pure usabili per sviluppi mediatici trasversali: considerando i punti in sospeso e l'ambientazione proposta, tra fumetti, anime, videogame ecc...se ne può ricavare un bel po' di materiale.
Tra l'altro, gli stessi esoscheletri non sono una realtà poi così lontana visto che già sono impiegati in ambito militare (vedasi il modello Hulc della Lockheed Martin) e anche in quello medico-sanitario (vedasi il ReWalk presentato al CES 2015 di Las Vegas), e pure in Italia ricordo di un esperimento didattico realizzato in quel di Pisa focalizzato proprio sulla realizzazione di un esoscheletro. D'altronde, certi limiti fisici mica li possiamo superare...ma cervello e tecnologia servono ad ovviare a questo, no? Chissà, magari in futuro avremo esoscheletri del genere al posto delle auto, così da correre al lavoro facendo jogging a velocità significative, e comunque ben più elevate rispetto alla media di crociera in certe strade e in certe fasce orarie :-(((
Infine, un'ultima considerazione fine a se stessa. A conclusione di Elysium mi è tornato in mente Jupiter Ascending - vuoi per gli strabilianti effetti speciali, vuoi per l'azione fantascientifica, vuoi per lo scudo di energia... - e son rimasto sorpreso dal constatare che, pur avendo entrambi i prodotti giocato le loro carte nel proporre ambientazioni futuristiche e nuove tecnologie, quanto meno Blomkamp è riuscito a creare qualcosa di "compiuto", una storia che bene o male ha un inizio, uno sviluppo (concitato assai e in cui certe domande non sono da porsi) e una conclusione, ma comunque trasmettendo un senso di completezza e soddisfazione nello spettatore, diversamente dall'ultima fatica dei Wachowski che invece mi ha lasciato in bocca un sapore amarotico. Questione di aspettative, probabilmente.




venerdì 17 aprile 2015

Monsters

Titolo: Monsters
Regia: Gareth Edwards
Anno: 2010
Genere: fantascienza
Cast: Whitney Able, Scoot McNairy

La trama in breve:
La ricerca scientifica della NASA riesce a trovare le prove dell'esistenza di altre forme di vita. Una navicella spaziale piena di campioni ha un incidente durante la fase di atterraggio: le creature dello spazio cominciano a stabilirsi sulla terra, moltiplicandosi e diffondendo terrore. La zona contaminata, tra il Messico e gli Stati Uniti, diventa così un parco abitato da giganteschi polpi distruttori di città e vite umane, tenuti a bada da un esercito militare violento e impreparato. Un fotoreporter e una giovane turista decidono di viaggiare insieme per raggiungere i territori sicuri oltre il confine della quarantena ma la strada da percorrere sarà ricca di imprevisti. Sembra che i mostri non amino molto la compagnia degli uomini. (fonte mymovies)

Il mio commento:
Ed eccola qua, l'ennesima riprova che non servono budget miliardari o cast stellari per confezionare un buon prodotto come, purtroppo, troppo spesso molte delle produzioni hollywoodiane dimostrano, investendo l'equivalente del PIL di un continente per ottenere film senza senso o scopo.
Gareth Edwards invece dimostra che anche con un budget risicato ma prestando attenzione all'atmosfera, alla fotografia e alla narrazione si riesce a proporre qualcosa di valido, qualcosa in grado di suscitare e mantenere viva l'attenzione dello spettatore.
Per carità, con questo film non viene inventato nulla di buono e la trama in sé non propone chissà quali innovazioni. Al di là di alcune forzature e scelte discutibili, ci sono echi di produzioni più blasonate, quali Jurassic Park o la Guerra dei Mondi, impossibile non notarlo, e a ben guardare la storia proposta funziona grazie a cliché e dinamiche consolidate (t'oh, il treno non può andare avanti; t'oh, la barca si ferma...)
Eppure, questo non va a sminuire l'opera in sé né a limitarla. Semmai, la poetica delle immagini, la cura posta alla fotografia e agli scenari ripresi dalla camera, il tono e l'intimità che viene a crearsi tra i due protagonisti catturano l'attenzione e suscitano empatia. La stessa scelta di adottarne il punto di vista, limitando la conoscenza o l'orizzonte percepito dallo spettatore, è funzionale al suo coinvolgimento e a dosare l'esperienza filmica.

domenica 12 aprile 2015

Contagion

Titolo: Contagion
Regia: Steven Soderbergh
Anno: 2011
Genere: thriller, fantascienza
Cast: Matt Damon, Gwyneth Paltrow, Marion Cotillard, Kate Winslet, Jude Law, Bryan Cranston, Laurence Fishburne, John Hawkes, Jennifer Ehle, Sanaa Lathan, Elliott Gould, Demetri Martin

La trama in breve:
Una malattia per molti versi simile all'influenza suina ma capace di svilupparsi anche per contatto con estrema rapidità sta colpendo il mondo. La comunità medica mondiale si trova in breve tempo a dover affrontare la ricerca di una cura e il controllo del panico che si diffonde progressivamente ovunque. Le persone reagiscono in modo diverso e a seconda della responsabilità che è stata loro attribuita o che si sono autonomamente conferita.  (fonte mymovies)

Il mio commento:
In questo periodo, complice il lavoro, qualche trasferta, qualche festività, qualche trasloco in corso, sono stato piuttosto impegnato e di conseguenza il tempo per cimentarmi con la visione di film, serie, anime ne ha risentito. In particolare mi spiace per House of Cards e Kiseiju - L'ospite indesiderato :(
Comunque, qualche film son riuscito a intravederlo, soprattutto pellicole di Almodovar che, penso, siano state acquistate in stock dalla Rai e trasmesse a più riprese in tv. E devo dire che pur avendo visto film diversi per genere e toni - La pelle che abito, La mala educacion, Gli amanti passeggeri - ho apprezzato abbastanza. Un giorno, probabilmente, recupererò le parti mancanti, non viste in quel di Olbia o qui a casa.
E dopo questo preambolo inutile ma per quanto poco dovuto, passiamo ora invece a un film che, pur essendo uno solo, racchiude al suo interno slanci e dinamiche che lo fanno sembrare più un collage che un progetto riuscito.  
Sinceramente non mi è piaciuto granché: l'ho trovato freddo, poco incisivo e poco coinvolgente.
Ma non tanto per il fatto di essere realizzato male, recitato male, gestito male e via dicendo, ma per quello che trasmette. Superato lo shock iniziale nel quale si fa capire allo spettatore che si sta avviando un'epidemia letale e sconosciuta, la narrazione procede poi in direzioni diverse. 
Da un lato ci sono le vicende personale di Mitch Emhoff che, in un colpo solo, perde compagna e un figlio, mentre lui risulta misteriosamente immune.