sabato 13 agosto 2016

Earth Overshoot Day

Qualche giorno fa, per la precisione l'8 agosto 2016, leggevo questo articolo sull'Ansa: Earth Overshoot day.
Ora, al netto dei dubbi su come sia possibile e su come avvenga effettivamente la valutazione del consumo di risorse del pianeta, sono rimasto a dir poco sconcertato dalla presa di coscienza di come l'umanità stia procedendo nel processo di devastazione del pianeta su cui vive.
Niente di nuovo sotto il Sole, per carità, non che fossi conscio di come l'industrializzazione e la volontà economica delle nazioni ci spingano in una certa direzione, però appurare che nel 2000 l'Earth Overshoot Day era datato 1 novembre mentre, a distanza di circa 15 anni, il limite è raggiunto già a inizio agosto mi ha dato molto ma molto da pensare.
Di seguito un paio di immagini giusto per avere un quadro generale della situazione:



A questo sito invece ci sono ulteriori informazioni sul Earth Overshoot Day.
Se poi diamo un'occhiata al 2013, giusto per fare un esempio, si può notare come siamo peggiorati :-(




La situazione globale è abbastanza agghiacciante quindi, e credo che dovremmo, tutti intendo, rivedere molte delle nostre dinamiche di vita prima che sia troppo tardi, cominciando dai trasporti e dagli sprechi, definendo politiche sensate e lungimiranti (altro che referendum e promesse di dare più soldi ai poveri, promesse che hanno il sapore della compravendita di voti e che dovrebbero far rimuginare assai, soprattutto se si considera la situazione del debito pubblico italiano). 
Missioni impossibili, mi sa, ma che dobbiamo fare proprie e che, probabilmente, occasioni come l'expo dell'anno scorso potevano aiutare a far emergere.
Da un certo punto di vista, credo comunque che bastino anche poche azioni da parte di ciascuno a contribuire al miglioramento globale. Anche perché difficilmente la produzione di massa o le infrastrutture nazionali dedicate al trasporto muteranno in tempi rapidi, convertendosi a pratiche ecologiche e più coscienziose. E non possiamo nemmeno pensare che siano "gli altri" a dover sistemare le cose o pagare le conseguenze del nostro modo di vivere odierno.
Per esempio, un prodotto come Emulsio "il salvambiente" (noi lo usiamo) può favorire la nascita di circoli virtuosi che portino alla riduzione di sprechi di plastica e circolazione di camion sulle strade.
Oppure la stampa su carta di documentazione e altro materiale che potrebbe benissimo non avvenire, vedasi tutti quei volantini pubblicitari che sistematicamente vengono presi e gettati nella spazzatura.
O, ancora, si potrebbe cerca di evitare lo spreco energetico dovuto, banalmente, a elettrodomestici in funzione che nessuno usa (tipo tv o monitor del pc) o delle lucette delle ciabatte elettriche.
Ma anche una spesa più oculata o un po' più di attenzione in cucina potrebbero aiutare a ridurre sprechi magari, banalmente, boicottando certi prodotti che usano troppi imballaggi.
A mio modo di vedere, se partiamo dalle piccole cose, ci sarà speranza di migliorare in quanto entreremo nell'ottica di idee di voler contribuire al cambiamento. Se invece ci aspettiamo che questo avvenga globalmente senza muovere un dito, beh, mi sa che tra qualche anno ci troveremo con un Earth Overshoot Day ben prima di giugno...






domenica 7 agosto 2016

Great Escape - Padova

C'è chi festeggia ubriacandosi, chi con fare goliardico, chi trollando e menando il futuro sposo, chi con sport estremi, chi circondandosi di persone in déshabillé... noi abbiamo optato anche per qualcosa di divertente e stimolante pure sotto altri profili, così da incontrare i gusti del nostro futuro sposo interista :-)



Sinceramente è stata una bella esperienza, nient'affatto scontata e stimolante sotto vari punti di vista, con enigmi e indizi di diversa natura. 
Questa volta non siamo arrivati al 100% ma eventuali prossime sessioni ci vedranno sicuramente più preparati e "organizzati" :-) 

Per maggiori informazioni e/o per prenotare una sessione www.greatescape.it

sabato 6 agosto 2016

ebook: novità da Elison Publishing

Come già fatto qualche tempo fa, approfitto di questo post per segnalare alcuni degli ultimi ebook proposti dall'editore Elison Publishing, consideratele occasioni di lettura per questi mesi di vacanza (anche se io, a dirla tutta, ancora non sono in ferie...):



E' stata felicità
di Umberto Forlini


La TramaIl romanzo narra della crescita di due giovani e del loro amore senza riserve. Insicurezza e angosce accompagnano tutto il percorso esistenziale di entrambi. Soprattutto è lui che si agita, soffre a causa della sua fragilità caratteriale e insoddisfazione personale. Fumettista e disegnatore di talento, ma “mancato” per l’impossibilità reale di dedicare tutto se stesso alla sua inclinazione, è costretto, per mantenere chi lo ama, a svolgere un’attività che non lo appaga per niente e che lo torturerà per tutti i trent’anni in cui divide il suo rapporto con Lei. Una Lei vista come un costante riferimento esistenziale, come qualcosa di unico e senza la quale la vita stessa non ha senso. Una Lei che comunque dimostrerà costantemente il suo amore e lo seguirà fino all’ultimo, amandolo più dei figli nati dal loro rapporto.

E solo alla fine uno spiraglio di certezza farà capolino, lasciando intendere una sospirata maturazione nel carattere di lui, che resterà comunque persona fragile; e dando una conferma della solidità e dell’equilibrio della donna. 

Maggiori informazioni sull'ebook: link


Onde Infrante
di Giada Montaruli

La TramaPuò il nostro inconscio comunicare anche attraverso i sogni per farci arrivare al nostro equilibrio interiore? Lara, attraverso un flash-back, che si alterna a fasi della vita attuale, scava, fino a scoprire quel filone prezioso, che le aprirà gli occhi sui passaggi segreti della sua anima. In seguito a un episodio traumatico ha lasciato il lavoro di giornalista e ora esercita come fotografa part-time. È il tentativo di riprendere per mano la vita. Ripercorre i primi approcci della relazione con Raffaele, fino al momento che ha rappresentato lo spartiacque, quando lui le ha proposto di unirsi al suo gruppo per rubare delle opere d’arte. Lara sbatte le ali come una farfalla impaurita, ma non fugge. Nel gruppo si crea un incastro casuale ed efficace tra i personaggi dal quale emergono affetto, solidarietà, una fiammella inaspettata che placa il gelo dell’anima. Si lega a loro come un’ape all’alveare e l’elemento aggregante ha il sapore del miele. 

sabato 30 luglio 2016

Il trono di spade - Game of thrones - Season 6

Titolo: Il trono di spade - Game of thrones - Season 6
Episodi: 10
Anno: 2016
Genere: fantasy

Il mio commento:
Diciamocelo subito: rispetto alla precedente stagione, a mio avviso questa risulta migliore e meno noiosa. Magari parte un po' in sordina ma, come sempre, non mancano i colpi di scena e le parti cruente, motivi che hanno contribuito assai al successo di questa serie televisiva che, ormai, ha superato la controparte letteraria e cartacea da cui si è originata.
Ho apprezzato come, seppure con poco tempo a disposizione, la caratterizzazione dei personaggi si sia mantenuta su un buon livello. Non è banale infatti reggere le fila di così tante sotto trame, espanderle e arricchirle e al contempo garantire un minimo di coerenza nel loro sviluppo e nella crescita dei personaggi. Per carità, questa non può certo dirsi omogenea ed equa per tutti, ma viene abbastanza garantita, per lo meno fornendo agli spettatori gli elementi essenziali per comprendere cosa stanno vedendo e crearsi delle aspettative. In ogni caso, non mi pare che nessuno sia stato snaturato della propria essenza.
Al contempo, vincoli temporali e percezione delle distanze sono diventati ancora più laschi ed effimeri, tant'è che in poco tempo la gente riesce a viaggiare da Westeros ad Essos e senza tanti problemi. Siano questi piccole donne Stark in cerca di vendetta, una flotta di Uomini di Ferro desiderosi di nuove alleanze, un consigliere grassoccio come Lord Varys che, alla faccia di tutti quanti, va e torna in un battibaleno...
Anche il Nord, che dovrebbe costituire la regione più estesa dei Sette Regni, risulta molto limitato geograficamente e i ritrovi sono abbastanza facilitati.
Oltre a pecche di questo tipo, vi sono state anche alcune scelte che ho trovato molto discutibili, come ad esempio l'introduzione del personaggio di Euron Greyjoy, in una notte buia e tempestosa, su di un ponticciolo fradicio e pericolante, senza preamboli di alcun tipo. Senza considerare che quella scomoda pensilina costituiva un passaggio per la sala del re...  
Soprassedendo su queste dinamiche, son rimasto abbastanza soddisfatto da molti degli elementi proposti.
In primis di quanto accaduto oltre alla Barriera, tra i viaggi onirici/reali nello spazio tempo sperimentati dal Corvo dai 3 occhi e da Bran Stark, espedienti che hanno permesso di approfondire dinamiche legate al passato dei personaggi presenti ne Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di George R.R. Martin. 

domenica 24 luglio 2016

Byzantium

Titolo:  Byzantium
Regia: Neil Jordan
Anno: 2012
Genere: drammatico, horror
Cast: Gemma Arterton, Saoirse Ronan, Sam Riley, Jonny Lee Miller, Daniel Mays, Caleb Landry Jones, Tom Hollander, Uri Gavriel, Jeff Mash, Glenn Doherty, Christine Marzano

La storia in breve:
Il rapporto tra la giovane Eleanor e sua madre Claire, tenutaria di un bordello, si basa su un segreto inconfessabile. Le due donne sono in realtà dei vampiri, che hanno attraversato duecento anni di dolore e solitudine per arrivare fino ai nostri giorni. L'inizio del dolore è coinciso con l'arrivo di un soldato senza scrupoli, che ha costretto Claire alla prostituzione. Da quel momento la vita della donna è diventata una lotta senza quartiere per proteggere prima se stessa e poi sua figlia. Ma Eleanor è stanca di vivere nella menzogna, e quando si innamora di Frank decide di uscire allo scoperto. Ovviamente, sua madre ed altri vampiri che vogliono vivere nell'oscurità le impediranno di trovare finalmente la tranquillità a lungo bramata. Tra presente e passato, la storia di Claire ed Eleanor viene raccontata in un susseguirsi di tragedie immerse nel sangue. (fonte mymovies)
Il mio commento:
Ho visto questo film a più puntate, le prime volte su Rai4, in seconda serata, tutte e due le volte fino al medesimo punto, e infine recuperandolo per concluderne la visione a fine giugno.
Mi ha infatti colpito molto, soprattutto per l'intensità che trasmette e il dialogo che instaura con lo spettatore grazie, in larga parte, alla recitazione delle due attrici protagoniste.
Gemma Arterton l'avevo già vista in altre produzioni, nemmeno così memorabili, come Scontro tra titani (Clash of the Titans), Prince of Persia - Le sabbie del tempo, Hansel & Gretel - Cacciatori di streghe, ma in questo film regala un'ottima interpretazione, con un personaggio sfaccettato e complesso, carismatico e pragmatico sì, ma anche emotivo, passionale, capace di sacrificarsi per la propria figlia. Un personaggio che inoltre rimanda alla "donna vampiro" di certi scritti decadenti, essendo Clara una meretrice e una prostituta, che ammalia e gode delle proprietà altrui. 
Saoirse Ronan era invece già protagonista di Amabili resti (The Lovely Bones) e di Hanna, e già in quelle occasioni aveva dimostrato ottime capacità recitative e magnetismo. Qui riesce a regalare una performance intensa nei panni di un'adolescente due-centenaria, sensibile, amante della musica, che ama la propria madre ma vive con insofferenza la propria condizione di eterna solitudine. 
Il connubio di queste due attrici unito a una recitazione che si alterna tra stralci di presente e di passato, regala a mio avviso una piacevole e coinvolgente esperienza visiva.
Le due protagoniste sono legate tra loro, sia per vincolo di sangue che vicissitudini di vita che per natura vampiresca, ma al contempo hanno caratteri agli antipodi, più espansiva e spregiudicata Clara, più introversa e remissiva la figlia. Caratteristiche che esprimono anche nel loro modo di vivere la propria segreta natura di vampiresse, visto che la prima dà sfogo alla propria sete per difendersi o per sopraffare, in preda ad istinti ferini, mentre Eleanor è una sorta di mietitrice compassionevole, che avverte il richiamo dei morenti e li aiuta a trapassare con fare delicato. Un modo di essere vampiri che, personalmente, mi ha molto incuriosito e attratto, perché da creatura maledetta, appartenente alle tenebre, diventa quasi una sorta di essere "quasi" positivo, in quanto uccide sì ma con raziocinio, eseguendo eutanasie.

domenica 26 giugno 2016

Lei (Her)

Titolo: Lei - Titolo originale: Her
Regia: Spike Jonze
Anno: 2013
Genere: commedia, sci-fi
Cast: Joaquin Phoenix, Scarlett Johansson, Amy Adams, Rooney Mara, Olivia Wilde, Chris Pratt, Portia Doubleday

La trama in breve:
Theodore è impiegato di una compagnia che attraverso internet scrive lettere personali per conto di altri, un lavoro grottesco che esegue con grande abilità e a tratti con passione. Da quando si è lasciato con la ragazza che aveva sposato però non riesce a rifarsi una vita, pensa sempre a lei e si rifiuta di firmare le carte del divorzio. Quando una nuova generazione di sistemi operativi, animati da un'intelligenza artificiale sorprendentemente "umana", arriva sul mercato, Theodore comincia a sviluppare con essa, che si chiama Samantha, una relazione complessa oltre ogni immaginazione. (fonte mymovies)

Il mio commento:
A me pareva che "her" volesse dire "suo (di lei)".
E visto il film (almeno 10 giorni fa...) e quello che narra, credo che "suo" poteva funzionare benissimo. Mentre la scritta "lei" che campeggia sul volto in primo piano di un Joaquin Phoenix con i baffi può generare qualche fraintendimento, soprattutto in questi anni di sessualità promiscua e incerta.
Ad ogni modo, già regista di "Essere John Malkovich", Spike Jonze confeziona una discreta pellicola, sostenuta grandemente dalle capacità recitative dei protagonisti, uno fisico uno virtuale, e ben reso anche da chi si è occupato del doppiaggio italiano. Apprezzate anche le location scelte, metropoli come Shanghai e Los Angeles, che collocano le vicende in un contesto che potrebbe essere ora così come tra qualche anno, in un mondo più moderno e tecnologicamente avanzato.
Lei/Her è una storia che sta a metà tra commedia romantica e fotografia di quello che è il rapporto tra persone e tecnologie, di come cambia anche il modo di relazionarsi, di accettare e vivere l'emotività e tutta la sfera affettiva. 
Soprassedendo sugli aspetti tecnologici e sulla possibilità che si vengano a sviluppare e distribuire sistemi come Samantha, c'è un passaggio nel film in cui Theodore si sente quasi in imbarazzo nell'ammettere di avere una relazione "virtuale", con la tecnologia. Di esserne ben più che dipendente. Ma si trova di fronte a una serena accettazione: non solo i suoi conoscenti non si imbarazzano affatto - c'è una scena in cui si tiene un pic-nic con Theodore, un collega con la sua compagna, e lo smartphone di Theodore da cui "presiede" Samantha -, ma addirittura scopre di non essere l'unico a sperimentare la ricchezza di un tale singolare rapporto.
E' un momento del film che mi ha fatto un po' sorridere, ma anche riflettere su come certi fenomeni oggigiorno vengano semplicemente "rilevati" e automaticamente accettati o respinti. Non si va più in profondità, non ci si interroga troppo sulle implicazioni etiche, sulla portata di certe decisioni e scelte... tutto scorre via e viene metabolizzato. Seguiamo il flusso e non ci scandalizziamo più di tanto.
Motivo per cui la storia tra Theodore e Samantha - che potrebbe benissimo essere una persona in carne ed ossa che semplicemente non vediamo o incrociamo nella nostra esperienza cinematografica - viene accettata facilmente. E non viene nemmeno scambiata per una sorta di scorciatoia per soddisfare istinti e necessità, soprattutto perché Theodore ci viene presentato come una persona sensibile, creativa, buona, uno fondamentalmente "a posto" sia dal punto di vista mentale che emotivo.

sabato 18 giugno 2016

Un Paese che non ce la fa

L'Italia,come si sa, è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
Altrui possibilmente.
L'argomento "lavoro" come mezzo per la personale realizzazione, come base e fine di ogni cosa, perché per lavorare servono strutture e acquisire competenze, tramite lo scambio si facilita l'evoluzione, e se poi questo lavoro viene svolto per la collettività è la società tutta che ne beneficia.
E' stato scelto un argomento importante, quindi, un concetto che ne sotto intende molti altri e che negli ultimi anni, complici crisi economici e cambiamenti generali della società e del mondo, rappresenta sempre un argomento molto attuale.

C'è chi ne ha uno, chi ci muore, chi lavora mettendo tutto se stesso anche quando lo stipendio non è certo, chi emigra per cercarlo, chi se lo inventa, chi si costringe a sopportare viaggi e dinamiche non felici solo per guadagnare quel tanto che gli basta per campare, chi ha un'azienda e lotta costantemente con pressione fiscale e dinamiche nazionali non certo favorevoli, chi addirittura si suicida perché non ce la fa più a gestire crisi e problematiche (e magari dall'altro lato braccato sempre dallo Stato e sbeffeggiato da clienti che non pagano).

Dinamiche varie ed eventuali insomma, alcune felici, altre meno, alcune giuste, altre meno.
E infine ci sono pure quelle notizie che sembrano riportare un po' di equilibrio ed equità: mi riferisco a quanto emerso in merito ai "furbetti del cartellino", dipendenti pubblici che di fatto non lavoravano ma venivano ugualmente remunerati e per i quali, ora, parrebbe esser terminata la pacchia. 

Al netto che situazioni simili mi pare ci siano da mo, e che lasciano emergere enormi dubbi sul modo in cui l'apparato organizzativo statale controlli (e tuteli) se stesso, sottintendono anche un senso civico tendente a nullo. Insomma: "chi se ne frega della collettività, della responsabilità, del senso del dovere..."  
Che poi è lo stesso principio per cui si legittimano anche altre dinamiche, vedi i professionisti del lancio di cicche e abbandono cartacce, o di chi sperpera e incamera i soldi pubblici. 

Probabilmente c'è qualcosa di mancante nell'educazione mentale dell'individuo, quella forma mentis per cui uno dovrebbe tenerci a non danneggiare il proprio paese, la propria casa, se stesso.
Ma evidentemente con il degrado, la crisi, gli innumerevoli problemi irrisolti dell'Italia, noi non c'entriamo. E' colpa degli "altri".
Per cui, con tali basi, vien legittimo pensare, cosa si può mai pretendere dall'Italia?

E se dal basso siamo già così prodighi nel danneggiare il Paese, figuriamoci che accade in alto, ossia tra coloro che ci governano o che ci rappresentano in sede europea.

Detto ciò non mi stupisce che poi, quando ci sono le partite di calcio dell'Italia (ma anche di Champions o di serie A, volendo), tutto possa saltare e andare a rotoli. 
Posso comprendere l'amor patrio, la sfegatata e immotivata passione per il calcio, ma digerisco con meno facilità le situazioni in cui per motivi evidentemente religiosi, attinenti cioè alla fede calcistica, si danneggino e si crea disagio per le utenze e i cittadini.
Magari anche NON italiani.

domenica 12 giugno 2016

Foto, emozioni e misteri da indagare

Roberto Giancaterina – Intervista

Nato a Roma, classe 1977, il suo nome è Roberto e la sua “ossessione” – come racconta egli stesso – “è sempre stata quella di poter fermare il tempo e poter mostrare agli altri cose che a volte le parole non riescono a esprimere”. Assecondare questa attitudine l’ha portato a scoprire il mondo della fotografia, prima da autodidatta, poi frequentando corsi tecnici e di postproduzione, e infine completando la sua formazione professionale attraverso esperienze collaborative con fotografi importanti. Oggi, al suo lavoro di freelance per varie riviste e alle attività fotografiche più ‘tradizionali’, affianca ricreative incursioni nell’universo della Fantasia, cimentandosi con servizi di cosplay, ritratti di personaggi fantasy, foto in costume d’epoca e in armatura… C’è poi qualcosa di molto particolare che lo avvicina ancor più ai nostri temi, quelli del fantastico e della fantascienza: Roberto è infatti membro attivo degli Hunter Brothers, uno dei gruppi di ricerca e investigazione sul paranormale più conosciuti d’Italia. È con molta curiosità, dunque, che ci accingiamo a intervistarlo…


LC | Cominciamo con una domanda di rito, ossia una tua presentazione: se dovessi descriverti con un tweet di 140 caratteri, quali parole useresti?

RG | Sono Roberto Giancaterina, fotografo, originario di Roma, adoro la fotografia in tutte le sue forme perché aiuta a mantenere vivi i ricordi.


LC | Quando e in che modo hai maturato la passione per la fotografia? Quale è stato il percorso formativo che ti ha portato a divenire un professionista del settore e quali sono i tuoi riferimenti in questo campo?

RG | Ho maturato questo interesse quasi per gioco: durante le escursioni con gli amici io ero ‘quello con la macchina fotografica’, anche se, in effetti, si trattava di una semplice compatta economica. Poi ho continuato su questo percorso con il gruppo di ricerca sui fenomeni paranormali, gli Hunter Brothers: quando ognuno ha scelto un settore specifico su cui concentrarsi, io ho optato per la fotografia. Così ho iniziato a studiare per migliorare le mie tecniche e la mia attrezzatura – spesso infatti ci ritrovavamo a girovagare di notte, con la necessità di scattare foto in situazioni estreme e con scarsa luminosità. Successivamente mi sono documentato sull’analisi fotografica del materiale ‘particolare’, sia quello da noi reperito durante le nostre indagini sia quello inviatoci dalla gente che richiede nostre consulenze e verifiche.
Ho poi avuto l’occasione di collaborare con alcuni fotografi professionisti e imparare da loro, molto e velocemente, anche se le ispirazioni maggiori giungono sempre dalle opere dei grandi fotografi del passato e dalla loro capacità di immortalare nei reportage il ‘momento giusto’.


LC | Di cosa ti occupi attualmente come fotografo?

RG | Oggi lavoro come freelance in collaborazione con alcune riviste di settore, in particolare automobilistico, inoltre mi occupo di fotografia di matrimoni, di book fotografici, reportage e scatti di moda.
E non scordiamoci la mia pagina personale e il mio sito, che utilizzo e tengo aggiornati per promuovere a 360 gradi le mie attività.


LC | Hai all’attivo qualche collaborazione con nomi noti?

RG | Ho avuto il piacere e l’onore di conoscere vari personaggi pubblici e del mondo dello spettacolo, per lo più scrittori, giornalisti, sportivi, con alcuni dei quali...



...

LC | Cambiando argomento, tra i soggetti da te immortalati vi sono anche cosplayer. In quale occasione hai iniziato questo tipo di servizi fotografici? Partecipi spesso a fiere del settore?

RG | Quello dei cosplayer lo conoscevo come fenomeno, ma non avevo mai avuto un contatto diretto con qualcuno di loro finché non mi sono recato a un evento presso la fiera di Roma. Questo succedeva circa tre anni fa e, per me, è stato come trovarmi in un mondo parallelo nel quale ‘quello strano’ ero io. L’aspetto che più mi ha colpito è stato notare come i cosplayer fossero disponibili, quasi alla ricerca di chi li immortalasse, e per alcuni c’era anche la fila da fare! Una sorta di paradiso per qualsiasi fotografo. Con alcuni di loro ho mantenuto i contatti, così ho potuto rivederli anche nelle successive edizioni approfondendo la loro conoscenza e scoprendo che, anche al di fuori della fiera, sono fortemente attivi. Ma ti dirò di più: ho intuito che i personaggi da loro interpretati rappresentano proprio una parte di loro, forse quella più vera, quella che possono mostrare solo in certe occasioni.
Tutt’oggi, dicevo, sono in contatto con molti di loro e ne approfitto per salutare Valerio Bertocco, alias Capitan America, e Matteo Ruzza, alias Jack Sparrow.

sabato 11 giugno 2016

Penne on the road volume 4

Nuova segnalazione relativa alla collana "Penne on the road" di Arduino Sacco Editore, recentemente giunta al quarto volume. 
All'interno di questa raccolta di racconti di autori vari - a sorpresa :-) - trova posto anche il mio testo, nuovamente con "Promoter(ror)", dedicato al mondo dei centri commerciali, delle irripetibili offerte e delle temibili promoter, disposte a tutto pur di reclamizzare i propri prodotti e garantire ampi margini di guadagno alle aziende cui prestano la propria professionalità. 

Questo nuovo secolo che oggi ci appare tanto tecnologico, ma così prospettivamente vuoto di contenuti, presto dovrà ricorrere di nuovo, anzi da qui a breve, alla lettera scritta e per posta inviata - e alle cartoline da affrancare sostituendole alle molteplici fotografie digitali, già perse ancora prima che lo scatto avvenga, e dimenticate in una qualunque memoria dell’ultimo modello iPhone. Penne on the road è una antologia che va sostenuta dai lettori, autori e librai.

(dal sito dell'editore)

Ringrazio sin da ora quanti acquisteranno l'opera e vorranno condividere opinioni e commenti sui testi proposti. Credo infatti sia importante sostenere anche i piccoli/medi editori e le nuove penne del panorama italiano, quelle che più difficilmente trovano spazio nel panorama librario italiano.




Titolo: Penne on the Road - volume 4°
Autore: Vari
Genere: Narrativa
Formato: 215 x 145 (mm.) 
Pagine: 172
Prezzo: 18,00

Maggiori informazioni sono disponibili sul sito di Arduino Sacco Editore


giovedì 19 maggio 2016

Lhotar e il risveglio del Marskull

Titolo: Lhotar e il risveglio del Marskull
Autore: Gionata Scapin
Editore: Marcianum Press
Genere: Fantasy
Pagine: 383

La trama in breve:
Da un lontano mondo incantato, un maleficio catapulta l’elfo Lhotar e la fata Ellywick sulla Terra. Dovranno sin da subito fare i conti con la nostalgia di casa e l’impatto con la diversità. Infatti, inermi senza poter ricorrere ai loro magici poteri, sono braccati da violenti criminali intenzionati a venderli al miglior offerente. In loro aiuto accorrono un giovane archeologo e una studiosa di simboli arcaici.
Le peripezie che affronteranno nel tentativo di tornare a casa li condurranno sia all’ultimo antico drago rimasto sul nostro pianeta, sia a risvegliare dal suo sonno millenario il Marskull che, dai meandri dell’Himalaya, si dirigerà implacabile verso l’Europa per divorare il loro ultimo briciolo di speranza.
Il tempo stringe e l’avventura inizia.

Il mio commento (attenzione agli spoiler!):
Lo scorso novembre ho avuto modo di partecipare a una delle serate culturali organizzate dal comune padovano di Loreggia (ve ne avevo parlato qui). Quegli eventi di promozione editoriale che talvolta incontrano il favore del pubblico e talvolta no ma che val sempre la pena provare a organizzare, soprattutto a sostegno degli autori esordienti. E confesso che un po' mi son rivisto, al posto di Gionata, come in quella serata a Dolo per promuovere il mio primo libro autoprodotto con YouCanPrint e che (ora) risponde al nome di "Ipermercati (manuale per tutti)". 
Seppur non vi fosse moltissima gente, la serata è stata per me interessante e mi ha permesso di conoscere, seppur fugacemente, Gionata e questo suo libro. Un'opera fantasy cui ho deciso di dare fiducia e che ho terminato di leggere a inizio mese e di cui, adesso (ho i miei tempi...), vado commentarvi. Preciso che ve ne parlo ora non tanto perché è stata un'esperienza di lettura ardimentosa - tutt'altro direi! - semplicemente perché nella fruizione dei libri procedo in modalità batch, un testo alla volta (e se nel mentre mi capita di andare in fumetteria e portare a casa anche manga è finita...ah, come rimpiango i tempi della vita studentesca...)
Ordunque, innegabilmente Lhotar e il risveglio del Marskull è un fantasy, anche se più precisamente potremmo definirlo un urban fantasy vista l'ambientazione collocata nel mondo attuale. Non mi è ben chiaro se si tratta di un libro a sé o se rappresenta l'inizio di un percorso letterario, ciononostante la storia narrata raggiunge una sua conclusione per cui, anche per coloro che temono l'agguato delle enne-logia, consiglio di non aver remore e di accostarsi al testo senza timori. Tra l'altro, ora dovrebbe anche essere disponibile nella comoda versione ebook.
Partendo dalla copertina, direi che questa risulta accattivante e sufficientemente evocativa e misteriosa. Ricorda un po' lo stile dei libri di magia che si vedono in certi contesti fantastici o nei giochi di ruolo. L'immagine della testa di un drago completano il quadro lanciando ulteriori indizi al lettore.
Gli elementi proposti dall'autore creano un piacevole mix di avventura e mistero, con immancabili comparsate di esseri e fenomeni spiccatamente fantasy: Lhotar è un elfo oscuro, Ellwick una fata, il Marskull un'entità funesta e devastante che si nutre di magia, e non mancano nemmeno i draghi. Creature che possono coesistere sulla Terra in quanto l'universo non è limitato alla "sfera umana" e a ciò che conosciamo ma abbraccia anche altre dimensioni, interconnesse tra loro, e che consentono il transito l'una dall'altra, seppure non si tratti di un fenomeno così frequente.

domenica 8 maggio 2016

Automata

Titolo: Automata
Regia: Gabe Ibáñez
Anno: 2014
Genere: sci-fi
Cast: Antonio Banderas, Dylan McDermott, Melanie Griffith, Birgitte Hjort Sørensen, Robert Forster, Christa Campbell

La trama in breve:
2044 La superficie della Terra si sta desertificando in maniera innaturale e a causa dell'uomo. Vaste lande desolate e inabitabili a causa delle radiazioni prima hanno decimato gli uomini e poi li hanno costretti ad arroccarsi in megalopoli. Da tempo i robot sono una realtà quotidiana, per lo più impiegati come operai con disprezzo da parte dei padroni. Hanno due direttive inalterabili: non possono mettere a rischio nessuna forma di vita e non possono alterare se stessi in nessuna maniera.
Jacq, detective per una società di assicurazioni, entra in contatto con un robot che viola le direttive davanti a lui riparandosi, scopre così qualcuno l'aveva alterato. Non è il solo a mostrare segni di pensiero indipendente, così il detective viene assegnato all'indagine e capisce che da qualche parte esiste qualcuno che sta modificando i robot per dargli una vita migliore. (fonte mymovies)

Il mio commento:
Ho realizzato solo ora che questo è uno di quei film per i quali, inspiegabilmente, la setta segreta dei traduttori e adattatori di pellicole per il pubblico italiano non ha avuto la malsana idea di modificare il titolo. Molto probabilmente avran pensato che trattandosi di un prodotto di fantascienza, non serviva, non molti l'avrebbero guardato.... In effetti la pellicola di Gabe Ibáñez non ha recimolato poi molto in termini di incassi. E si che bastava vendere meglio la presenza di Christa Campbell e del suo passato da atleta nella lingerie football...
Comunque sia, Automata a me è piaciuto. Tratta alcune tematiche, quella del rapporto uomo macchina, dell'autocoscienza dei robot, del futuro post-apocalittico, che proprio nuove non sono ma riesce comunque a proporre qualcosa di interessante. Nel seguire le vicende di Jacq e delle sue indagini, un po' mi son tornati alla mente Blade Runner ed Ergo Proxy, così come echi di Humandroid (aka Chappie) di Neill Blomkamp, visto qualche tempo fa a bordo di Qatar Airways tornando da quel posticino ameno di Singapore. Devo dire che Banderas lo sto abbastanza rivalutando negli ultimi tempi: non è un attore che ho seguito molto ma qui fa una discreta figura divenendo una sorta di mezzo per l'evoluzione robotica. Non esattamente una scelta voluta o dettata da competenze particolari, semplicemente si tratta di un uomo che si viene a trovare coinvolto in qualcosa di più grande, a contatto con verità segretate e con dinamiche nuove. E' due volte padre, per certi versi, sia in termini biologici nei confronti della propria compagna e della creatura che porta in grembo, sia perché contribuisce alla mission degli automata (gli androidi) nel tentativo di evolvere, realizzando una nuova versione di sé stessi. 

mercoledì 4 maggio 2016

Terre di Confine Magazine 5

Leggi TdC Mag #5
Oniricalienamente
Cari Lettori, ce l’abbiamo fatta anche stavolta! Contro ogni pronostico e avversità, eccoci a presentarVi un nuovo numero del Vostro affezionatissimo TdC Mag! Come sempre gratuito, come sempre coloratissimo, come sempre ricco di stimoli, immagini e opinioni.

Ci siamo riavvalsi del prezioso supporto de La Bottega del Barbieri. è proprio l’ampia retrospettiva di Daniele Barbieri sulla figura dell’alieno nella Fantascienza a caratterizzare TdCM #5, insieme a una suggestiva riflessione di Ivano Landi sul mistero di Picnic a Hanging Rock, un’analisi che accarezza l’anima dell’Australia aborigena, quel suo cuore metafisico conosciuto come il Tempo del Sogno. Fabrizio Melodia ci ripropone poi il suo appuntamento con i fanta-temi, parlandoci di Psicostoria.

A completare la sezione Letteratura: Marco Pulitanò ben descrive quanto profonda e meschina possa rivelarsi la Cecità umana; con la nostra Cuccu’ssette c’immergiamo tra le onde e le perturbanti manifestazioni di Solaris; Elisa Giudici, nostra ospite gradita, ci illustra pregi, difetti e attitudini epigonogeniche di Ender’s Game; nuovo anche l’arrivo di Glinda Izabel, che con Rebel accompagna TdC nei territori finora inesplorati degli young adults e dei romance; e infine, restando in tema di lande da esplorare, Luca Germano ci guida tra gli inquietanti meandri dell’Area X.

La parte antologica propone racconti di Clelia Farris, Fabio Lastrucci e Vincent Spasaro, Riccardo Dal Ferro e Francesco Pomponio, per chi ama il fantastico con punte di surreale, horror e distopia.

Nella sezione Cinema e TV, l’inObsidiabile Severino Forini affronta la leggenda di Onibaba; mentre Andrea Carta s’inoltra in terra teutonica per commentarci Le Fantastiche Avventure dell’Astronave Orion (con le immancabili sinossi di SerieTV.net).

Alla coppia Mistè–Corà è affidato il gustoso buffet anime, con un piatto per ognuna delle tre più rinomate portate nipponiche: film (Le Ali di Honneamise), OVA (Bubblegum Crisis) e serie TV (l’inedito Dougram).

Nello spazio Fumetti, ecco il saggio di Marco Pellitteri sul mitico Astroboy; e Orlando Furioso di nuovo alle prese con un supereroe che alla Casa delle Idee scippa addirittura il nome: Capitan Marvel.

Per l’angolo foto-cosplay, Davide Longoni e Leonardo Colombi intervistano Monica Pachetti e Roberto Giancaterina. Aprono e chiudono il numero due photodream d’annata: la meravigliosa Skin Diamond, ritratta da Scott Pierre Price, posa in atmosfera a metà tra glamour e postapocalittico.

Insomma, è primavera: sedetevi, rilassatevi e gustatevi TdC Magazine #5!

Terre di Confine Magazine #5 è rilasciato in forma totalmente gratuita, sfogliabile on-line su ISSUU oppure direttamente da qui:


Ringraziamenti
Alla Redazione:

in ordine alfabetico…
Andrea Carta
Claudio Piovesan
Cuccu’ssétte
Daniele Barbieri
Davide Longoni
Elisa Favi
Fabrizio Melodia
Gianni Falconieri
Giordana Gradara
Glinda Izabel
Jacopo Mistè
Leonardo Colombi
Luca Germano
Marco Pulitanò
Massimo De Faveri
Orlando Furioso
Severino Forini
Simone Corà
Stefano Baccolini
Stefano Moscatelli

e a tutti coloro che hanno partecipato, fornendo la propria opera e prezioso aiuto:

in ordine di impaginazione…
Wenjuinn Png • Malesia
Michael Ortiz (Dragoon Online) • Usa
Raylin Christensen (aka Skin Diamond) • Usa
Scott Pierre Price (aka  Blacque Magic) • Usa
Fiammetta Giorgi (Giunti Editore) • Italia
Elisa Giudici • Italia
Ric Damm (Ripon College) • Usa
Bob Hartmann • Usa
Juan Mar • Spagna
Ville Assinen • Finlandia
Ivano Landi • Italia
Zina Sofer • Australia
Garth Smith • Australia
Stine Fossheim • Norvegia
Christoph Behrends • Germania
Craig Banks • Australia
Kenneth Spencer • Usa
Dorin Popa • Germania
Renata Bertola • Italia
Claudio Secco • Italia
Giovanni Panzeri (The Crows ITA Fansub)  • Italia
Monica Pachetti • Italia
Marco Pellitteri • Italia
Andrea Sartori (AnimeClick) • Italia
Giacomo Schiantarelli (AnimeClick) • Italia
Leonello Di Fava (PANINI Comics) • Italia
Roberto Giancatarina • Italia
Clelia Farris • Italia
Meyrem Bulucek • Romania – Usa
Fabio Lastrucci • Italia
Vincent Spasaro • Italia
Willem Lombard • Nuova Zelanda
Riccardo Dal Ferro • Italia
Chris Drysdale • Canada
Francesco Pomponio • Italia
Sonja Valdes • Italia

Comunicato redazionale dal sito Terre di Confine