domenica 22 marzo 2009

..:: Nuovo leader ::..

E' di ieri la notizia della fusione di due dei maggiori partiti di centro destra, confluiti ora nel "Partito degli italiani".
L'evento è stato celebrato dai media che hanno diffuso le parole dei vari politici che, alternandosi sul palco, hanno detto la loro. Tutti gasati. Tutti con la determinazione negli occhi di chi sta realizzando la storia.
A detta loro, ovviamente.
Non ho visto nè Fini nè Silvio, a dire il vero, però gli altri erano entusiasti.
“Con la nostra storia nel PdL, partito degli italiani”, ha detto La Russa.
Mi domando a questo punto se io sia effettivamente ita
liano (davvero tattica la scelta del nome) avendo ideologie politiche un po' differenti (ma in ogni caso confuse) e se, davvero, la frase di La Russa corrisponde al vero. Cioè, io rammentavo che Alleanza Nazionale avesse alla base un'ideologia politica, derivata in parte anche dal fascismo mentre Forza Italia / Popolo della libertà era di stampo post-ideologico, senza un particolare credo politico di fondo, ma basata su principi vari ed eventuali.
Mi domando come possano convivere del tutto...posso capire l'azione, il senso di questa fusione, ma sospetto in ogni caso che non si sia trattato di qualcosa voluto "dal basso". Sebbene i media abbiano mostrato immagini di giovani e giovanissimi accorsi all'evento (anche se lo sfondo era quello di stazioni e aeroporti...) e fatto scorrere video e d
iscorsi sensazionalistici, io temo che questa manovra sia stata pensata e decisa per tutt'altro motivo che rispondere alle esigenze degli elettori. Anzi, ora ci si avvicina ancor di più ad alcuni buoni propositi del "politico dell'anno"...meglio sottolineare un passaggio dell'articolo per i più distratti:

...Parla della forma di governo parlamentare come di una scelta ''sacrosanta'', visto che la scelta presidenzialista dopo un ''ventennio dittatoriale'' non era attuabile. Ora pero', aggiunge, ''i tempi della politica sono tali per cui si deve arrivare a decisioni piu' immediate''. Berlusconi non arriva a riproporre il presidenzialismo (''Al limite se ne puo' parlare nella seconda parte della legislatura, ma con l'accordo di tutti'', precisera' in serata); si limita a parlare della necessita' di ''percorsi e metodi piu' brevi''...

Vedremo che accadrà quindi, dove andremo a finire.
Nel frattempo la crisi continua ad esserci e non sembra essere una priorità del governo. Cioè, sono sicuro che tutta sta cosa della fusione sia motivata dall'amore che certi politici nutrono per la patria e che tempi decisionali brevi consentano di fornire risposte immediate a problemi concreti, tuttavia ho un po' di dubbi in merito...
Dubbi e sospetti alimentati anche dalla sinistra che, praticamente, non reagisce.
E' lì, qualcuno parla ogni tanto, ma di più...nemmeno in merito al testamento biologico li ho sentiti esclamare "cazzo, è roba che abbiamo voluto noi, prima!".
Il loro nuovo leader poi, Franceschini...beh...sentite qua, ascoltate un elettore, candidate questo qui: Mark Calaway, altresì noto come Undertaker.


Imponente, tosto, cazzuto.
Ispira potere e rispetto.
Ha i capelli rossicci che ricordano i colori del comunismo, un abbigliamento e un aspetto appena appena trasandato, mani grandi e forti per stringere falce e martello. Ma soprattutto sa lottare. Glielo si legge negli occhi quel sentimento misto a rabbia e profonda incazzatura per un Paese allo sbando, quei sentimenti alla base delle rivoluzioni e che dovrebbero infervorare gli animi.
Ed essere temute dai governi.
Inoltre, cosa non da poco, è uno schivo, taciturno: per lui parlano i fatti.

sabato 21 marzo 2009

..:: Tengen Toppa Gurren Lagann ::..

Titolo: Tengen Toppa Gurren Lagann
Realizzato da: Studio GAINAX
Anno: 2007
Genere: Fantascienza / Mecha / Robottoni
Episodi: 27

La trama in breve:
In un mondo sotterraneo, dove gli umani non sanno neppure dell'esistenza di una "Superficie", vive Simon, un timido orfano che si procura da vivere scavando con la sua trivella per conto dell'anziano del villaggio. Nel villaggio di Jiiha i giorni scorrono monotoni ed è costante il timore che un terremoto travolga tutti gli abitanti. Solo Kamina, un altro orfano amico di Simon, è estremamente convinto che esista un mondo in superficie e cerca di coinvolgere Simon nella sua fuga sopra la terra. Quando Simon nei suoi scavi trova una misteriosa testa gigante, il desiderio di Kamina potrebbe diventare realtà...

Produzione targata Gainax (Evangelion, FLCL, Abenobashi) diretta da Hiroyuki Imaishi (FLCL), Tengen Toppa Gurren-Lagann è una divertente commedia robotica ricca di umorismo, azione e numerose citazioni di anime dei più svariati generi. (fonte Subzero)




Il mio commento:
Ho terminato la visione di questa serie giusto ieri notte e devo dire che ne sono rimasto piacevolmente sorpreso e soddisfatto. In attesa di essere licenziata, l'ho recuperata in internet, subbata da quelli di SubZero.
Inizialmente ero scettico, temevo che si trattasse di qualcosa di poco serio. Lo Studio Gainax già lo conoscevo per FLCL e, soprattutto, Neon Genesis Evangelion tuttavia, come dice il proverbio, fidarsi è bene, non fidarsi...
Ma in questo caso ho fatto bene a fidarmi ^_^
La serie procede in un crescendo di demenzialità e azione, con riferimenti ad altre opere realizzate dallo stesso studio o altre ancora aventi per protagonisti mecha. I personaggi sono forti, straordinariamente forti e votati al totale sacrificio di sè, animati da una ferrea determinazione che li porta a procedere in linea retta verso il proprio destino, verso il domani. Che la meta sia la superficie, la capitale Teppelin in cui vive Lordgenome oppure la dimensione in cui vivono gli AntiSpiral poco importa: i protagonisti lottano fino allo stremo pur di giungervi. E di imporsi.
Qualcosa che richiama alla mente One Piece, almeno a me.
La serie possiede quindi qualcosa di epico e dissacrante, situazioni al limite del demenziale e, talvolta, della tragedia. Mi riferiscono soprattutto alla seconda parte della saga, quella ambientata "sette anni dopo"...certamente più avvincente e sfaccettata.
Non ho apprezzato del tutto il finale che lo studio Gainax ha scelto ma immagino che ci abbiano ponderato su. Lo spero almeno.
Indubbiamente è apprezzabile il fatto che, seppure in un numero limitate di puntate, le idee sfornate siano state molte. Alcune addirittura forti, come il design che caratterizza i mecha o la morte di qualcuno...
L'animazione si assesta poi su ottimi livelli e la tensione c'è, e si percepisce assai e assai. E fa godere, credetemi. Alcuni combattimenti sono davvero devastanti, trasportano lo spettatore in un mondo di colpi e potenza inaudite. Semplicemente devastante! Altro che DragonBall: l'energia della spirale, vero fulcro di tutta la vicenda, è un potere radicato nel DNA e che porta addirittura alla perforazione dello spazio e del tempo.
Nessun ostacolo può opporsi per più di qualche minuto: ogni cosa, qualunque limite verrà superato.
Simon e compagni vanno avanti, sempre e comunque. In nome della sopravvivenza della razza, in nome dell'evoluzione umana, in nome dell'amore e delle emozioni che albergano nell'animo delle persone.
Non mancano comunque i colpi di scena (uno in particolare, all'episodio 8) , le situazioni controverse (le regole del villaggio di Rossiu, la condanna a morte di Simon, la partenza dell'Arc Gurren mentre alcune svariate migliaia di persone sono ancora a terra e, praticamente, condannate....), quelle assurde e irrealistiche (lo sviluppo raggiunto dalla civiltà in solo 7 anni oppure le modifiche apportate ai mecha nell'arco di una sola notte...), e nemmeno gli scontri, di opinione e non, tra i vari personaggi. Immancabili poi i contrasti di emozioni, gli intrecci sentimentali ed il dolore con cui sono costretti a convivere e a fare i conti.
Un anime intenso, a mio avviso, con personaggi carismatici e d'effetto che sicuramente lasceranno il segno. Basti pensare a Kamina, alla sua avventatezza e al carisma indomito, a Yoko, alle forme sinuose e alla sua grinta, oltre che mira infallibile. A Kittan, a Rossiu, a Leeron, a Viral, uomo bestia nemico-amico della razza umana, a Lordgenome, a Nia...e soprattutto a Simon, capace di caricarsi sulle spalle enormi responsabilità, di sopportare e lottare come nessuno mai. La sua forza è quella della razza umana, le sue capacità quelle che l'universo ha concesso alla razza umana. Eppure, al contempo, un ragazzo semplice, umano, talvolta fragile, capace di piangere e, al contempo, di non montarsi la testa. Neppure dopo tutto quello che ha fatto. Un personaggio estremamente positivo. E potente. Incredibilmente potente.
In definitiva, un ulteriore successo per lo Studio Gainax che, dopo quanto realizzato con Neon Genesis Evangelion, si conferma un ottimo studio d'animazione e produzione cinematografica.
Consigliatissimo!!


giovedì 19 marzo 2009

..:: What's cervello? :...

Lo confesso: è da un po' che non pratico "Mai dire martedì"/"Mai dire Grande Fratello".
Tra impegni, corse, orari, ripudio del mezzo televisivo avevo finito con l'allontanarmi dalla retta via.
Eppure le occasioni di redenzione capitano, così come accade di assistere a genialate.
Non mi riferisco a politiche di Obama contro le buone uscite (un giorno, anche in Italia...) o a parole dubbiose del papa sull'uso dei condom (dubbiose sia per l'interpretazione che per lui stesso forse...), ma a una cinica riflessione sull'intelligenza.
Una critica al livello di evoluzione cerebrale raggiunto, mediamente, dagli abitanti del popolo italico, ad esempio.
Probabilmente una delle mancanze più gravi della nostra gente e a cui concorrono un sistema scolastico non dei migliori (come potrebbe esserlo visto i tagli a cui è soggetto per mano di ogni governo...) e un bombardamento di messaggi mediatci che vanno in tutt'altra direzione rispetto all'approfondimento, alla cultura, allo studio.
Ecco quindi "Brain Stop" e le argute/divertenti riflessioni sul valore dell'intelligenza oggi giorno.
In fondo, perchè cercare di essere intelligenti? A quale scopo?
Ci sono calciatori e veline che a malapena riconoscono le lettere dall'oculista (ma non perchè non ci vedono) ma che ugualmente guadagnano miliardi...cantanti che credono che il conservatorio sia un luogo in cui vengano prodotti vasi di conserva ma che ugualmente vincono festival e concorsi....gente qualunque che dopo essere stata nella "CASA" a dimostrare la propria inutilità diviene VIP (very important pirla) televisivo... con queste premesse, chi ce lo fa fà de studià? Di investire nella scuola e nella cultura?




Qui altre puntate:
Puntata 2
Puntata 3
Puntata 4

giovedì 12 marzo 2009

..:: Internet è Satana!!! ::..

Ma in che razza di Paese viviamo? Ma, dico io, come è possibile che proposte di legge come quella di D'Alia "passino" e non vengano discusse dai media tradizionali mentre proprio questi ultimi sfruttano il "grande Satana" moderno?
A detta loro, ovviamente.
Mi riferisco a internet e agli illuminanti servizi dei nostri tg.
Ovviamente non "censurati" e condizionati da alcun potere, economico politico o religioso che sia.
Internet è il male: qualcuno l'ha deciso e lentamente il messaggio sta passando.
O si tenta di farlo passare alle masse.
Ecco allora che una legge insulsa come quella di D'Alia (ma anche la Carlucci ci ha messo del suo) lentamente, sommessamente, procede nella sua maturazione. In internet ovviamente accende polemiche e dibattiti, in televisione ovviamente no.
E tornano in auge servizi giornalistici che annunciano la fine del mondo e dell'epoca del "vero" giornalismo. In "America" (si dice Stati Uniti, solo per essere precisi) alcuni giornali tradizionali e cartacei chiudono. E' colpa di internet, l'ovvia e arguta segnalazione del giornalista di turno. Segue poi qualche commento spicciolo, un'intervista, immagini strappalacrime di gente che ha perduto il lavoro.
Nessuno saprà mai come effettivamente erano messe le casse del giornale in questione. O se continuerà a vivere su internet. O se magari, visto che in "America" la crisi economica si è manifestata pesantemente, queste sono alcune conseguenze di ciò.
Nessuno accenna poi ai numeri, a dati certi sui lettori. Magari il New York Times cartaceo veniva letto da un milione di esseri umani, ora in formato elettronico da dieci milioni.
In ogni caso, il messaggio è passato.
Subdolo, nascosto, appena sussurrato.
Come spesso accade: mi ricordo del servizio sull'uso delle webcam, utilizzate per monitorare colf poco oneste, babysitter, clienti di negozi....giusto direte voi. Può essere. Però intanto passa anche un altro messaggio: non ti puoi fidare di nessuno!!
Ad ogni modo, nuovamente si demonizza internet.
E successivamente si parla di calcio.
Come?
Mostrando il sito della gazzetta dello sport....
Non ho parole, davvero, non ho parole...
E' in occasioni come questa che penso che l'ignoranza sia una grazia, una virtù. Qualcosa che rende la percezione del mondo più sopportabile e semplice...

martedì 10 marzo 2009

..:: Modena book 2009 ::..

Sono stanco...incredibilmente stanco in questo periodo.
E forse per questo più facilmente irritabile, meno propenso al dialogo.
Soprattutto a quello indotto e che giunge dalla talevisione.
Dai telegiornali per l'esattezza che, fedeli servitori del potere, offrono spazio ai nostri politicanti.
Che parlano, parlano, parlano, parlano...molto spesso senza dire nulla.
"Cassa integrazione per tutti, se necessario" (domanda mai fatta e che non avrà risposta: come?), "L'Italia uscirà dalla crisi prima e meglio di altre nazioni" (domanda mai fatta e che non avrà risposta: come?), "370 mila posti di lavoro in meno" (domanda mai fatta e che non avrà risposta: quali saranno le azioni del governo per rilanciare l'economia?), "Ci sono gli ammortizzatori sociali a cui abbiamo attinto meno del previsto" (domanda mai fatta e che non avrà risposta: da dove arrivano i soldi per gli ammortizzatori? cosa si intende fare per non attingere ulteriormente e aiutare le famiglie?), "Il voto che conterà sarà quello del capo gruppo" (domanda mai fatta e che non avrà risposta: allora basteranno pochi politici? non si corre il rischio di viaggiare verso forme di dittatura?), "Borse euforiche" (domanda mai fatta e che non avrà risposta: bene ma...come mai?), "Riduzione dell'Iva per le ristrutturazioni edilizie" (domanda mai fatta e che non avrà risposta: come tutto ciò aiuterà le famiglie italiane?)....
Questi i passaggi che mi sono rimasti del tg.
Alcuni agghiaccianti, altri insulsi.
Chi lo sa cosa accadrà al nostro Paese...probabilmente non grandi cose...o forse esattamente il contrario?
Ad ogni modo, non era di questo che volevo scribacchiare ora ^_^
Domenica scorsa ho avuto occasione di recarmi a Modena per il Modena Books, seconda edizione della fiera dedicata alla piccola e media editoria. Era la prima volta che ci andavo e, lo ammetto, ero curioso e desideroso al tempo stesso di recarmicisi.
E devo dire che, nonostante il poco tempo che ci son rimasto (complici sonno arretrato e quelle sane 2 ore e spiccioli di viaggio...) ho potuto cogliere molto.
Già, perchè l'obbiettivo mio era quello di incontrare editori e autori, di parlare con loro, di saggiare i loro prodotti e di conoscere maggiormente i loro progetti.
Di nomi ce n'erano vari, alcuni noti altri meno.
Per la mia esperienza, ovvio.
Ho orbitato attorno agli stand della Runde Taarn ma non mi sono presentato: atteggiamento meschino da parte mia? Forse, lo ammetto. Sui loro banchi c'erano anche due copie del mio "Condannato" ma, strano a dirsi, non mi hanno "attratto". Mancava calore, passione, presenza. Qualcosa insomma. Non so bene come definirlo ma qualunque cosa fosse non c'era.
Ben diversa la reazione di fronte alle opere di altri editori: A.Car, Galaad, Asengard, Eclissi Editore, Gruppo Perdisa...queste quelle che mi hanno colpito maggiormente.
E poi gli autori, uno noto e che speravo di ascoltare durante la presentazione del suo ultimo libro, e due sconosciuti (a me) ma a cui ho voluto dar fiducia acquistando le loro opere: ecco quindi spiegato perchè sulla mia scrivania ci sono tre romanzi nuovi, "Il sigillo della Terra" di Uberto Ceretoli, "L'autunno dell'animo" di Maurizio Marzulli, "Milano è un'arma" di Francesco Gallone.
Riuscire a trovare il tempo necessario alla lettura non sarà facile ma, con calma, riuscirò nell'impresa. Per poi proporre qui e altrove il mio commento (le loro mail mi sono note per cui...) ^_^
Soddisfatto quindi. Sia per esser finalmente riuscito a partecipare ad una fiera letteraria dopo un bel po' di astinenza: l'ultima mia visita i tal senso risale al 2004...o era il 2003? Comunque era Mantova, almeno di questo son certo (ricordo ancora le presentazioni dei testi di Culicchia e di Paco Ignacio Taibo II). Sia per aver avuto l'occasione di saggiare il terreno: non sono ancora "pronto pronto" ma manca poco perchè il mio "Consacrato" inizi a viaggiare...e chissà, magari alla prossima edizione, a Mantova, ci sarò pure io.
Come autore.
E forse, un giorno, come editore....

PS: una considerazione: all'improvviso le opere di genere fantastico fioriscono nei verdeggianti cataloghi degli editori italiani. Di per sè non è un male visto che si tratta di un filone che mi piace e a cui pure io contribuisco ma al contempo spero solo che si riesca anche ad andare oltre al "territorio nazionale", oltre al comune pensiero che associa "fantasy" a favole e bambini, oltre a ciò che "già" è stato scritto...

domenica 8 marzo 2009

..:: Watchmen ::..

Titolo : Watchmen
Anno: 2009
Genere: fantastico, supereroi


Siamo nel 1985. Nixon è presidente degli Stati Uniti al suo terzo mandato, e il mondo è sull'orlo di una crisi nucleare: l'"orologio dell'apocalisse" è regolato a mezzanotte meno cinque. I Supereroi (chiamati "Guardiani") esistono ma sono stati banditi grazie ad un decreto del governo: quando uno di questi viene misteriosamente assassinato, l'ultimo giustiziere ancora in attività, Rorschach, indaga sulla sua morte. Scoprirà che qualcuno sta cercando di mettere fuori gioco i suoi ex compagni di squadra, tra cui l'unico vero superuomo dotato di poteri: il Dottor Manhattan.


Il mio commento:
Ho visto questo film proprio ieri sera, a ridosso della sua uscita nelle sale. Inutile negare che lo attendevo: sin da quando avevo visto il trailer, prima del deludente "The Spirit", mi aveva ispirato assai.
E non ne sono rimasto deluso.
Anzi, tutt'altro.

Non avendo letto la graphic novel da cui il film è tratto probabilmente il mio giudizi
o è e rimarrà di parte. Così come sono consapevole che quasi certamente alcune delle vicende e delle caratterizzazioni dei personaggi della pellicola, parimenti ad altrettante situazioni narrate, saranno differenti dal plot cartaceo.

Tuttavia sono rimasto piacevolmente impressionato da questo film.
Lungo, pesante e cruento, non posso negarlo, ma comunque denso, forte, importante. Personaggi che rimangono impressi nella memoria dello spettatore per le molte sfaccettature che presentano. Non i classici supereroi in calzamaglia ma uomini mascherati che si mettono in gioco per costruire un mondo diverso, per lottare contro il crimine e cercare di arginare il dilagare di una crisi che sembra irreversibile. Persone straordinarie ma che, rispetto ai classici eroi marvelliani, spiaccano per le contraddizioni che rappresentano o che rivelano. E per il fatto di non essere per niente persone immacolate. Anzi, guardiani mascherati che a tratti sembrano peggiori dei cattivi (quali cattivi mi domando) che combattono.
Osservando il film non è semplice trovare risposta al quesito: chi sono i veri "cattivi"? Chi sono i malvagi? I watchmen sono veramente eroi? Oppure solo il risultato ed il riflesso di una società allo sbando?

Gufo notturno, ad esempio, è un perdente, un rinunciatario. Non è certamente un "figaccione", anzi, ha qualche chiletto di troppo ed è pure solo... però riesce comunque a riscattarsi e, come Batman, possiede dei segreti e risorse non banali. Rorschach è un paranoico, un violento. Una persona intransigente, che non scende a compromessi ma che tuttavia ha dei principi morali. Principi che però non gli impediscono di uccidere. Il comico, Edward Blake, la cui morte rappresenta la scintilla da cui tutto prende parte e che al contempo è il riflesso delle contraddizioni della società moderna e del comportamento degli altri watchmen, è un assassino. Una persona controversa che non esita a uccidere donne e bambini, a violentare una propria compagna o a sparare sui manifestanti. Così come Spettro di Seta II non agisce in nome di un vero e proprio senso di giustizia ma per sfogare le proprie emozioni, per assecondare i desideri di sua madre, per apparire. Senza dimenticare poi Dottor Manhattan e Ozymandias, i due superuomini del film. Più il primo che il secondo, esseri inumani che hanno perso parte della propria umanità a ca
usa di un incidente scientifico oppure in nome di un bene superiore. Di una missione per la quale sacrificare tutto: vite umane e la propria anima addirittura. Secondo logiche mostruose e disumane, forse, ma tutto sommato coerenti seppure difficilmente accettabili o sopportabili (in particolar modo da personaggi che non accettano alcun compromesso...).

Personaggi di forte impatto, con cui lo spettatore medio difficilmente riesce ad immedesimarsi a mio avviso, ma che proprio per questo permettono di osservare con maggior attenzione la corruzione della società, il degrado dei costumi, la politica del terrore e il risultato delle tensioni che si vengono a creare nel mondo a causa di economie distorte, guerre e insensate corse agli armamenti.
Argomenti e tematiche forti e attuali, negli anni '80 ma anche ora, che il film riesce a portare in scena, a denunciare e a utilizzare nel riempire i quasi 165 minuti di proiezione.
Non certo un film breve, così come non si tratta di una pellicola facilmente fruibile. Non sono quindi certo del successo che il film riscuoterà in Italia, anche per via dell'ambientazione fortemente "americana" e di concetti che magari, da noi, sono sentiti come lontani e stranieri.
Ma anche perchè, come sempre accade ogniqualvolta si parla di fumetti e cartoni animati in Italia, la mentalità diffusa è quella di aspettarsi una pellicola "semplice", favolistica. Senza contare che magari è stata proprio un'opera come Watchmen a causare una più attenta riflessione in merito alla figura dei supereroi. Uomini straordinari che di colpo divengono "persone", con le loro fragilità e i propri errori, capaci di gesti di estremo coraggio e di orrende nefandezze commesse in nome della società in cui vivono.
In nome dell'umanità tutta.
Quella che, probabilmente, rappresenta il vero nemico dei Watchmen e del mondo intero.
Un film da vedere, quindi. Non semplice e non leggero ma che merita.
Soprattutto, secondo il mio modesto parere, per Rorschach.
E perchè hanno bisogno di soldi....per comperarsi mutande...

Già, sarà una cavolata, ma non mancano scene di se$$o e di personaggi che vagano senza slip. Della serie, sotto il costume niente. Quasi che l'identità di supereroe sia per loro una seconda pelle, concetto amplificato e confermato dall' "incubo" di Gufo notturno e dall'
incazzatura di Rorshach nel momento in cui gli tolgono la "faccia", ovvero la maschera.

Persone che sono costrette a mettersi a nudo, in un certo senso, ad essere oggetto di critiche e giudizi da parte del mondo, che vivono sulla propria pelle le ipocrisie di un mondo che costringe ad indossare maschere per poter "esistere". Ma una scelta che al contempo fa capire esplicitamente allo spettatore che i superuomini sono utopia, esseri che non esistono. Si tratta invece di persone come tutte le altre, comuni, che però decidono di smettere di essere solamente osservatori e abitanti passivi del mondo. Anzi, si rimboccano le maniche e agiscono, esponendosi. Sporcandosi le mani e addirittura sacrificandosi. Fisicamente o interiormente. Purchè serva a garantire una pace che la società, da sola, sembra incapace di conquistare.
Nel film, come nella realtà.

domenica 1 marzo 2009

..:: Energia??? ::..

Ed eccoci qua, questa volta non per parlare di film e altre amenità ma per sciorinare qualche parolina sull'energia. E' di questi giorni la notizia dell'accordo sul nucleare, un patto firmato da Silvio e Sarkozy per promuovere la costruzione di energie nucleari e creare un mondo migliore. Energeticamente per lo meno.
Alla notizia viene dato un certo peso, grazie al cielo. Ma i toni rimangono sul vago andante, trionfalistici. Evviva il nucleare! Evviva evviva!



Sarà davvero così? Una benedizione del cielo, intendo?
Perchè se poi uno pensa a Napoli e al problema rifiuti (risolto, ovviamente, basta non parlarne più...) e si domanda: ma non è che andrà a finire così anche per le scorie? Non è che poi si rischi di avere una gestione "stile Alitalia" nell'ambito delle centrali nucleari?
Ma soprattutto, siamo davvero sicuri che questa sia la strada giusta?
Già, perchè in fondo se chiudiamo gli occhi per un istante e focalizziamo la nostra immaginazione sulla visualizzazione di un'immagine mentale, alla parola "nucleare" cosa accostiamo? Vallate verdi? Fiorellini? Esplosioni e funghi atomici? A me vien fuori qualcosa di simile all'immagine che riporto qui a lato.
Senza contare che l'accordo siglato non rappresenta un guadagno italiano, bensì un alleggerimento dei costi per i francesi che riescono così a rilanciare la propria industria nucleare. Con fondi nostri, che verranno sottratti (come se non fosse già accaduto altre volte...basti pensare a quelli stanziati per l'eolico...) allo sviluppo di impianti / risorse per lo sfruttamento di energie rinnovabili.
A proposito, se dico "solare" cosa visualizzate? Una bella spiaggia? Relax accanto ad una bella ragazza in bikini? La primavera?
Che poi, dico io, dove le mettono ste centrali che verranno realizzate nei prossimi anni? In quali regioni? Chi le vuole dietro casa? Nessuno immagino.
Ma soprattutto rimango basito dalla considerazione di ciò che è il volere del popolo. Se anni addietro, nel 1987, c'è stato un referendum per decidere un po' in materia, non decretando la fine del nucleare ma evitando investimenti nella creazione di centrali, perchè adesso non si può organizzare qualcosa del genere? Magari sfruttando le potenzialità della grande rete? Anche un sondaggio di massa, senza sperperare soldi pubblici. Invece nemmeno si tiene in considerazione quanto emerso in quell'occasione. Anche se, tra l'altro, già non era accaduto in quanto Eni ha già partecipato (all'estero) alla costruzione/ristrutturazione di centrali. In Russia, se ben ricordo.
Tra l'altro, da notare che l'accordo è stato siglato e che i giornalisti non hanno ovviamente approfondito su quelli che saranno i rischi di tale politica, i costi di tale scelta. Quanto costano le materie prime per produrre energia nucleare? Non è che hanno prezzi destinati a salire? Non è che poi si finirà come con il petrolio a far la guerra per mantenere il controllo sui Paesi che le posseggono?
E soprattutto, la corsa al nucleare, non è pericolosa in quanto può essere scambiata per corsa alla raccolta di materiale atto allo sviluppo di armi di distruzione di massa? Che poi era tra i principali capi d'accusa mosse contro Iraq e Iran.
E quanto durano e costanto in termini di manutenzione le centrali? Perchè in internet si parla di circa 20-25 anni....
Ad ogni modo, ormai il patto è siglato. Contemporaneamente si dovrà mantenere quanto concordato e rispettare gli obblighi europei. Che prevedono l'innalzamento della soglia di energia prodotta con fonti rinnovabili. Ovvero un controsenso. Ma è meglio non parlarne al telegiornale, no? Come del fatto che sono stati tagliati gli incentivi per la dotazione di pannelli solari e quant'altro alle proprie abitazioni. Forse per mantenere un certo grado di controllo sulla produzione dell'energia? Sia mai che i singoli cittadini si arrangino e che si crei una rete globale di collaborazione energetica. O sarà la crisi?
Negli Stati Uniti però, e anche lì c'è sta benedetta crisi, si fa esattamente il contrario: si incentiva l'utilizzo di fonti di energia rinnovabili. E si pone anche un tetto al guadagno dei manager di aziende che ricevono contributi statali...o si tassano maggiormente i ricchi...si punisce il falso in bilancio...ma pensa te: proprio il contrario di quel che accade nel "Paese del Sole".
Vabbè, speriamo bene. Male che vada se mi costruiranno una centrale in zona mi assicurerò...sempre se qualche compagnia lo permetta.

PS: è sul solare termodinamico, il progetto che in Italia viene curato dall'Enea, che si dice? Il governo precedente aveva recuperato l'idea e stanziato capitali in merito. E allora che cazzo stava dicendo Silvio al tg2? Perchè i giornalisti non dicono qualcosa: dovrebbero! Qualcosa del tipo: "mi scusi, sua santità: quello che ha detto sul nucleare è...come dire...ecco, sì. Una stronzata, una grandissima stronzata!"



E chiudiamo con il testo di una canzone degli Articolo 31: Italiano medio

Io mi ricordo collette di Natale
Campi di grano ai lati della provinciale
Il tragico Fantozzi la satira sociale
Oggi cerco Luttazzi e
Non lo trovo sul canale
Comunque sono un bravo cittadino
Ho aggiornato suonerie del telefonino
E un bicchiere di vino con un panino
Provo felicità se Costanzo fa il trenino
Ho un santino in salotto
Lo prego così vinco all'enalotto
Ho Gerry Scotti col risotto ma è scotto
Che mi fa diventare milionario come Silvio
Col giornale di Paolo e tanta fede in Emilio
Quest'anno ho avuto fame ma x due settimane
Ho fatto il ricco a Porto Cervo. Che bello!!
Però ricordo collette di Natale
Compi di grano ora il grano è da buttare
M'importa poco oggi io vado al centro commerciale
E il mio problema è solo dove parcheggiare

Ohoo Ohoo
Ma a me non me ne frega tanto
Ohoo Ohoo
Io sono un italiano e canto
E datemi Fiorello e Panariello alla tv
Sono l'italiano medio nel blu dipinto di blu

Io sono un bravo cittadino onesto
Bevo al mattino un bel caffè corretto

Dopo cena il limoncello in vacanza la tequila
La gazzetta d'inverno e d'estate novella 2000
Che bella la vita di una stella
Marina o Martina o quella della velina
La mora o la bionda è buona e rotonda
Finchè la barca a finchè la barca affonda
E intanto sto perdendo sulla patente il punto
E un'auto blu mi sfreccia accanto
Che incanto

Ohoo Ohoo
Ma a me non me ne frega tanto
Ohoo Ohoo
Io sono un italiano e canto
Non togliermi il pallone e non ti disturbo più
Sono l'italiano medio nel blu dipinto di blu
Ohoo Ohoo

Ma spero che un sogno così non ritorni mai più
Mi voglio svegliare mai più
Ti voglio fare vedere

Che sono proprio un bravo cittadino
Ho il portafoglio di Valentino
E l'importante è quello che ci metto dentro
Vado con il vento a sinistra a destra
Sabato in centro fino a consumare le suole
Ballo canzoni spagnole così non mi sforzo
A seguire le parole e penso a fare l'amore
Alla villa di Briatore alla nonna senza
Ascensore alla donna del calciatore
A qual è il male minore l'onore sua eccellenza
Monsignore ancora baciamo la mano
Che del miracolo italiano

Ohoo Ohoo
Ma a me non me ne frega tanto
Ohoo Ohoo
Io sono un italiano e canto
E datemi Fiorello e Panariello alla tv
Sono l'italiano medio nel blu dipinto di blu
Ohoo Ohoo
Ma a me non me ne frega tanto
Ohoo Ohoo
Io sono un italiano e canto
Non togliermi il pallone e non ti disturbo più
Sono l'italiano medio nel blu dipinto di blu
Ohoo Ohoo

mercoledì 25 febbraio 2009

..:: Inside I'm dancing ::..

Titolo: Inside I'm dancing - Rory O'Shea was here
Regia: Damien O'Donnel
Anno: 2004
Genere: drammatico
Cast: Steven Robertson, James McAvoy, Romola Garai


La trama in breve:
Michael, un ragazzo di ventiquattro anni affetto da paralisi cerebrale, si trova da tempo nella Residenza per Disabili di Carrigmore. La noiosa routine della sua vita viene scossa dall'improvviso arrivo del carismatico Rory O'Shea, un ragazzo dalla parlantina veloce che riesce sorprendentemente a capire le parole di Michael, incomprensibili per chiunque altro. Il tranquillo Michael si fa presto contagiare dall'anima vivace e ribelle di Rory, insieme al quale andrà alla scoperta del mondo nuovo ed affascinante che si trova fuori dalle mura di Carrigmore.


Il mio commento:
Un gran film, direi di cominciare così. Già. Mi è piaciuto molto e soprattutto l'ho trovato intenso, senza fronzoli. Capace di portare sulla scena attori "non disabili" ma capaci di interpretare il ruolo di disabili in maniere impeccabile. Sinceramente pensavo lo fossero per davvero e scoprire solo in seguito che James McAvoy è in realtà pure Tumnus de "Le cronache di Narnia" nonchè uno dei protagonisti di "Wanted" (con Anjelina Jolie), mi ha dato da pensare. Così come mi fa riflettere il poco materiale che si trova in italiano in merito al film o all'altro protagonista.
Ho visto questo film senza aspettarmi nulla. L'avevo visto al MediaWorld e mi aveva ispirato proprio per il fatto di avere per protagonisti dei disabili. Che si trattasse di un film drammatico lo sapevo ma non immaginavo che attori e regista riuscissero a descrivere la realtà di persone "non sane" (lo dico senza offesa) come se fossero sane. Persone comuni, giovani che vogliono divertirsi, bere, sfogarsi, andare alla conquista del mondo. Di colpo ci si trova ad osservare il mondo dal loro punto di vista, affrontando le difficoltà che la vita pone dinnanzi alle persone "non ariane". Parimenti vengono annullati preconcetti et similia che magari ci si porta dentro nei confronti di chi sta su una sedia a rotelle. Che è un po' il percorso che avviene nel film dal momento in cui i nostri si affrancano dall'istituto. Sono persone in fondo, con bisogni, con voglia di vivere. Come tutti. Bramosi di ritagliarsi un proprio posto nel mondo e di affrancarsi dagli altri. Già, perchè il fatto di sentirsi dipendenti dalle altre persone, infermiere, genitori o badanti, è un fardello non semplice da portare. La libertà di agire e di compiere azioni banali (come il coricarsi a letto o lavarsi i denti) non è infatti così scontata. Anzi, i limiti e le discriminazioni con cui le persone disabili convivono sono forse il lato peggiore di tutta la loro esistenza. Perchè malgrado cerchino di essere come tutti gli altri, come tutti gli altri non lo saranno mai. Una realtà che il film descrive senza fronzoli e che a tratti amplifica. Soprattutto grazie al personaggio di Michael e alle sue difficoltà verbali che gli rendono quasi impossibile ogni dialogo e contatto umano...nonostante un gran mondo interiore e conoscenza, anche legale....
Una visione che quindi mi sento di consigliarvi ma che sono certo saprete apprezzare e che alla fine, spero, vi lascerà arricchiti interiormente. Più sensibili quanto meno. Non tanto alle persone disabili ma in merito alla discriminazione e alle barriere, psicologiche e fisiche, che limitano l'esistenza di chi non è "fisicamente perfetto".
Sarebbe interessante capire poi come mai il film non sia stato tanto reclamizzato; anzi, l'impressione che ho è quella di una pellicola diffusa in sordina, quasi da nascondere alle masse nonostante alcuni premi vinti qua e là.... non mi spiego altrimenti la difficoltà nel reperire informazioni in internet. Cosa che invece non accade per altri film, ben peggiori dal punto di vista della sceneggiatura, della storia narrata e della qualità recitativa dimostrata da parte degli attori. Tra l'altro, in merito a quest'ultimo aspetto, sinceramente non so se
Steven Robertson sia veramente disabile e affetto da disturbi o se invece tutto quello che è il suo personaggio è frutto delle sue capacità di immedesimazione: in quest'ultimo caso, tanto di cappello. Nel primo caso invece, un plauso perchè sospetto che sia allora una sorta di pioniere. In fondo, quando mai s'è visto un attore vero sulla sedia a rotelle? Oppure musicisti di fama internazionale?



sabato 21 febbraio 2009

..:: Di tutto un po'... ::..

C'era un tempo in cui riuscivo ad avere tempo libero, in cui avevo tempo diciamo. Tempo per vivere il mio tempo. E per sfogliare un dizionario di sinonimi.
Poi, qualcosa è cambiato. E il mondo non è più stato lo stesso, tanto per usare una delle frasi stra abusate nell'ambito del cinema e della televisione.
Ultimamente, davvero, la vita ha iniziato ad accelerare e io, come un pendolare a bordo, ho semplicemente cercato di rimanere al passo con il presente. Forse, per rendere meglio l'idea, mi son sentito un po' come una persona con mani e polsi legati da una corda a sua volta collegata ad un carro...che va e va...e va...
La conseguenza è che tra lavoro, impegni, mille mila sms, incomprensioni, tensioni, auto nuova, assicurazione, straordinari, kung fu, sonno, azienda di parenti, fiori, pc e il lutto in casa di un'amica, ultimamente ho fatto un po' di corse. E a tratti son diventato feroce, intollerante e intransigente.
Una cosa non buona, lo ammetto, però certe volte davvero accade che non mi capisco più.
E, soprattutto, che mi sento sfasato con gli altri, incapace di comprendere come vivano le altre persone, come si organizzino e come pensino.
Mi sono sentito un po' ovunque e da nessuna parte, ecco. E con richieste e problematiche "addossate", cosa che io vivo in modo pessimo e che mi fa, come dicevo poc'anzi, sclerare.
Scusate il francesismo.
Ora, finalmente, son riuscito a sedermi e a dedicarmi a me stesso. Ai miei progetti. Alle mie cose.
Tempo per me. Per tutte quelle cose che mi riusciva di espletare e che ora attendono. Mail...numeri a tre cifre...siti....racconti...romanzi....Ah, non so se ve l'ho più detto ma ho rinunciato alla proposta della Giovane Holden edizioni. Erano interessati al mio "Liberazione & Purificazione", un mini-mini-romanzo fanta horro. A patto che contribuissi: li capisco ma non era quello che mi sentivo di fare. Anche e soprattutto considerando la passata esperienza con la Runde Taarn. Chissà che non mi riesca di incontrarli a Modena, il 7 o l'8 marzo.
Con "Liberazione & Purificazione" comunque vedrò il da farsi: non escludo la sua trasformazione in eBook e conseguente piazzamento su qualche portale. Il mio, quello che inizialmente volevo usare per la promozione degli esordienti, è al momento in stand by. E forse non solo per il momento. Mentre "Il consacrato" procede benone: son arrivato alla revisione, ultimata, del 48° capitolo e ormai non manca molto. Devo aggiungere ancora un paio di capitoli e sistemare gli ultimi 3 che avevo già scritto. E poi si vedrà...
Quanto a vedere, poi, in questo periodo son riuscito a ultimare la visione di un paio di film: "Breakfast on pluto" e "L'invidia del mio miglior amico".
Mi spiace non concedere ad entrambi una degna recensione ma, come dico sempre citando Leo Ortolani (...mi pare...), "il tempo è tirannosauro".
Per cui, seppur brevemente, cerco di recuperare all'interno di questo "brevissimo" post.
E giusto per disorientarvi un poco, partiamo dal secondo: una pellicola evitabile. Davvero...unici appunti da fare sono relativi all' "errore di valutazione" di Ben Stiller, nel film intendo, e la rappresentazione del nostro Paese. Sembra strano ma quello che commette il personaggio di Ben Stiller, un errore appunto, è qualcosa di molto verosimile. Anche in termini di conseguenze: da un affare mancato all'invidia del proprio miglior amico, alla tensione, al nervosismo, alla crisi familiare e personale. Capita, credetemi, capita anche nella vita reale. Solo che, mentre nel film tutto comunque è colorato e spensierato e il lieto finale non manca, nella vita vera non sempre va così. Anzi. Quanto alla rappresentazione dell'Italia, invece, non so se avesse un significato recondito o se si è tratta solo di una sequenza riempitiva però....ecco...dagli elementi che son stati fatti trasparire non siamo stati messi in ottima luce. Gente stupidotta, comitive in cui non può mancare qualche esponente del clero e una classe politica insulsa, perditempo e inconcludente. Che anzichè parlare di affari parla di "membri" e che solo grazie alla sagacia di qualche portavoce riesce a risultare, non dico accettabile, ma quanto meno tollerabile. E in questo senso il film non si discosta molto dalla realtà, a mio avviso.
"Breakfast on pluto" invece ve lo consiglio assai, un film intenso e con un'ottima interpretazione da parte di Cillian Murphy in un ruolo non certamente immediato. Tratto dall'omonimo romanzo di Patrick Maccabe, racconta la storia di Patrick "Kitten" Braden, un giovane travestito nell'Irlanda degli anni '60 e '70. Essenzialmente tutto si traduce in una ricerca da parte di Patrick della propria madre con la scoperta, però, dei propri affetti più autentici. In particolar modo il padre, un sacerdote. Il film, seppure durando più di due ora, scorre via e si lascia guardare con piacere, soprattutto grazie all'interpretazione di Cillian Murphy e dell'atteggiamento del suo personaggio nei confronti della realtà che lo circonda. Leggero, ecco, per lui tutto è emozioni, vita. Nulla è troppo serio, nemmeno gli attentati e gli scontri armati in cui addirittura viene coinvolto. Non mancano comunque, atraverso gli eventi di cui è protagonista, gli spunti di riflessioni sui pregiudizi da parte delle persone, sulla ricerca della felicità, sull'affetto e sull'amore. Oltre che sulla violenza.
Da ultimo, in relazione a questo post cioè, giunge un consiglio di lettura: Abissi D'acciaio, di Isaac Asimov. Non avevo mai letto nulla di suo e devo dire che questo suo romanzo non mi è spiaciuto affatto. Dopo aver visto numerosi film in cui, più o meno direttamente , si fa riferimento alle sue opere (vedasi "Robocop", "I, Robot", oppure "Il secondo rinascimento" di Animatrix e "Ergo proxy" per l'animazione) ero curioso e ansioso di leggere qualcosa di suo. Probabilmente l'aver già conosciuto qualcosa di suo e l'aver letto l'ottima prefazione a cura di Giuseppe Lippi, un po' mi ha aiutato ad apprezzarlo e un po' a non ritenermi soddisfatto del tutto. Scritto negli anni '50, questo Abissi D'Acciaio è un giallo che si svolge in una New York del futuro, una caccia all'assissino che ha ucciso uno degli "spaziali". L'incarico è particolarmente delicato, soprattutto per via dei movimenti medievalisti (che non accettano l'introduzione dei robot nello svolgimento delle quotidiane mansioni lavorative) e della diffidenza verso gli spaziali, abitanti dei mondi esterni. Saranno Lije Baley (umano) e R. Daneel Olivaw (robot) a condurre le indagini in un gioco di sospetti e di logica in cui, soprattutto, si riflette sul mito di Frankenstein, sul gioco della creazione e sui limiti dell'umanità. Interrogativi che Lije si pone e esplicita e che lo stesso lettore fa propri, timori e preoccupazioni per le potenzialità intrinseche di macchine che gli umani possono creare. O che hanno creato. Qualcosa di simile all'invidia che gli angeli hanno provato per gli uomini, potrei dire. O che i Primi Nati delle Terre di mezzo hanno provato nei confronti della razza umana. Ma non solo, ovvio. Interessante che già negli anni 50 ci fosse qualche mente brillante e con idee nuove, qualcuno capace di pensare ai robot non solo ipotizzandoli mere macchine fredde e crudeli ma, addirittura, esseri in grado di far propri insegnamenti religiosi.

sabato 14 febbraio 2009

..:: 28 settimane dopo ::..

...e non mi riferisco alla differenza di tempo dall'ultimo aggiornamento ufficiale del mio sito web o di altri eventi relativi alla mia vita o del mondo intero ^_^


Titolo: 28 weeks later -28 settimane dopo
Regia: Juan Carlos Fresnadillo
Anno: 2007
Genere: horror
Cast: Robert Carlyle, Rose Byrne, Jeremy Renner, Harold Perrineau, Jr., Catherine McCormack, Mackintosh Muggleton, Imogen Poots.


La trama in breve:
La diffusione dello sconosciuto virus che rende gli esseri umani zombie dalla sorprendente falcata ha gettato morte e panico sul Regno Unito, come visto in 28 giorni dopo, e portato alla completa evacuazione dei superstiti di tutta la Gran Bretagna, messa in quarantena delle nazioni unite.
28 settimane dopo la situazione sembra essere nuovamente sotto controllo: tutti gli infetti sono stati sterminati e il rimpatrio dei primi profughi può cominciare insieme ai lavori di ricostruzione. Il ritrovamento di una donna che sembra essere immune ai devastanti effetti del virus, pur essendone portatrice, è di grande interesse per gli scienziati che studiano la natura del contagio per tentare di produrre un antidoto. (fonte mymovies.it )


Commento:

Partiamo dalla premessa che, a me, 28 Giorni dopo era piaciuto molto. Magari non sarà stato questo capolavoro di cinematografia, però aveva ottimi spunti e sequenze. L'ho trovato molto angosciante e relativamente realistico, capace di portare sullo schermo lo spauracchio di epidemie massive e dagli effetti devastanti che in quel periodo (2002) andavano alla grande. Pericoli di stermini collettivi che non erano sentiti come distanti, eccidi non causati da terrorismo o armi umane ma da batteri e virus. Qualcosa di incontrollabile e devastante.
Quando ho saputo che ne avrebbero girato un seguito son stato colto da giusta curiosità, interesse che lo stesso trailer di "28 settimane dopo" ha alimentato.



Dopo aver visto il film, anzi, già durante la visione, mi sono invece reso conto che mi trovavo di fronte ad un'emerita cagata. Una di quelle bibliche.
E sì che era pure partito bene.
Una casa sperduta nel nulla, alcune persone barricate e che vivono nel terrore...l'arrivo di un bambino inseguito dagli zomboidi e quindi il panico, il terrore, la violenza, la fuga. Angosciante la corsa di Don che scappa, terrorizzato, dopo che in pochi attimi tutto è stato distrutto, le persone che conosceva sbranate e con il rimorso di aver abbandonato la propria moglie per potersi mettere in salvo. Da cardiopalma la fuga tra i campi, in pieno giorno, dove non esistono nascondigli ma solo la paura di una preda che si sente braccata da creature che di umano non hanno più nulla...Sopravvivere, questo l'unico pensiero.
Una sequenza ottima, avvincente. Davvero convincente e ben realizzata.
Poi....segue una successione di diapositive e spiegazioni per far capire cosa è successo poi, ovvero che l'epidemia si è diffusa a macchia d'olio nell'intera nazione (cioè, quello che è stato mostrato in "28 giorni dopo" di Danny Boyle) e che dopo 28 settimane tutto sembra essere finito. I lavori per la ri colonizzazione di Londra sono ricominciati e, sotto l'attenta sorveglianza dell'esercito statunitense, tutto cerca di tornare alla normalità.
A questo punto diviene chiaro che il film, in realtà, è stato realizzato a scopo didattico. Ovvero con l'intenzione di far capire a militari e civili cosa assolutamente NON va fatto durante una situazione similare. Guardando "28 settimane dopo" in quest'ottica lo si può considerare valido come film, altrimenti spegnete pure e andate a prendere una boccata d'aria. Per carità, non mancano le sequenze interessanti, però il tutto si dimostra un insulto all'intelligenza dello spettatore.
Perchè - chiederete voi - dici così?
E' presto detto: perchè la sceneggiatura del resto del film, ovvero di tutto ciò che segue la sequenza iniziale, è stata scritta in pochi minuti da ubriachi.
Di conseguenza, ecco l'intreccio che ne risulta. Due ragazzi, Andy e Tammy (giovane ma gnoccolona) vengono ricondotti a Londra per poter riabbracciare il padre, Don, il tizio di prima, quello della fuga. Viene spiegato loro di non uscire dall'area di sicurezza, che il virus è stato debellato ma che sarebbe bene evitare di scoprire il contrario, di fare attenzione ecco, e di collaborare con l'esercito. Tuttavia il piccolo Andy soffre: non ha nessuna foto della mamma, "teoricamente morta" nella sequenza di apertura. Sua sorella allora ha l'intuizione: "ehi, perchè non eludiamo la sorveglianza dei cecchini e dei militari, ci addentriamo in territorio non ancora decontaminato e recuperiamo delle foto? Non se ne accorgerà nessuno!". E così è, escono da un palazzo di circa 40 piani senza che nè loro padre nè guardiani o militari se ne accorgano. L'unico ad avvistarli è un cecchino che segnala la fuga blandamente. Tanto...che vuoi che accada... E questa è una prima lezione per gli spettatori: se sei pagato per fare il cecchino e sorvegliare, fai il tuo mestiere per Dio! Che senso ha trascorrere il tempo a spiare la vita altrui se poi, quando si verifica una situazione di pericolo, ce ne si lava le mani? Idem per il resto dei commilitoni.
Ad ogni modo, i bimbetti raggiungono la loro ex casa e recuperano delle foto. E la mamma. Era lì, viva....deperita, ma viva. Con calma giungono allora i soldati e li riportano tutti al campo base. I bimbi vengono messi in isolamento, per punizione e per cautela. E questo va bene. La mamma invece, dichiarata portatrice del virus, viene lasciata in un ambulatorio...senza sorveglianza...massì...chiunque può andare a trovarla...magari il marito...che la bacia...e da qui il finimondo. Ecco la lezione due: non lasciate persone potenzialmente infette senza adeguata sorveglianza. Al contempo, non baciate donne o uomini che siano che sono state prelevate da una zona infetta....
Ma questo è anche il meno. Una volta che si è ridiffusa l'epidemia (grazie Don!), cosa pensano di fare i soldati? E' ovvio: senza informare nessuno (e quindi creando confusione, tensione e panico, altra cosa da NON fare) chiudono tutti i supersiti (NdLeo: all'inizio si parlava di 15000 persone...ma la città non mi pareva così popolosa...) in uno stanzone. Senza protezione. Senza luce. Ma con una porticina che dà sul retro e da cui - ma pensa - può entrare chiunque. Soprattutto un infetto come Don. E via dicendo...un susseguirsi di boiate. Cecchini che sparano a caso, l'esercito che ordina sterminio incondizionato, militari senza orologio ("Mi raccomando, stanno per bombardare la zona: devi essere lì entro 4 minuti! Io ci sarò!" ....la notte lascia il posto al giorno e finalmente i due si incontrano...minchia quanto durano sti minuti...), soldati che rifiutano di eseguire gli ordini o che, di propria iniziativa, compiono cazzate. Tipo bruciare vivo un povero soldato che sta semplicemente spingendo un'auto oppure dare di matto perchè un civile sale su un elicottere....accettando però di trasportare poi due persone infette in un altra Nazione...perchè limitare l'infezione alla sola Inghilterra?
Oppure, se si sta fuggendo, perchè non rintanarsi nella metropolitana? Al buio? Dove non c'è speranza cavarsela visto che solo una persona è dotata di infrarossi...
In conclusione, un film che quanto a incoerenza e cazzate non si spreca affatto. Un documentario, come dicevo, sulle azioni da NON intraprendere in casi di ripopolameno di zone devastate da epidemie letali. Un film che poteva risultare interessante e che invece non ha voluto esserlo nonostante le buone premesse, le situazioni narrate e la riuscita colonna sonora. In fondo, arginare un'epidemia non è un evento così banale da fronteggiare... a meno che non si pensi di ritentarci 28 mesi dopo....

domenica 8 febbraio 2009

..:: Cosa sta succedendo ::..

Non so come sia stata la vostra, ma la mia è stata una settimana non particolarmente solare. Tante corse, troppe cose da fare, poco chiarezza nel comunicare con altre persone e di conseguenza scontri e incomprensioni. Ieri poi, in mattinata particolarmente, tutto ha raggiunto l'apice. La stanchezza credo abbia giocato un ruolo importante ma vabbè...Fatto sta che ho cercato di fornire qualche fondamento di "controllo dei processi" ad un'azienda di parenti ma son certo che, come già più volte accaduto, non sia servito a niente. Nel pomeriggio invece ho comprato una nuova auto, una Ford Focus usata: mi pare di aver fatto un buon affare così come lo stato in cui è la macchina mi ha fatto propendere all'acquisto. Entro un paio di settimane dovrei riuscire a portarla a casa, tempo di gestirmi con l'assicurazione...
In ogni caso, non è di questo che volevo parlare. Cioè, non solo di questo....in questi giorni non ho potuto fare a meno di notare il chiasso dei media in merito ad alcune vicende. Sulle violenze alle donne/stranieri e sul caso Eluana in particolare. Commenti alla riforma della giustizia che sta avvenendo oppure sulla proposta di Obama di fissare un tetto massimo allo stipendio di manager di aziende che ricevono soldi pubblici, invece, stranamente non ne ho sentiti. Che strano eh?
Ad ogni modo, ultimamente sembra che la pericolosità dei nostri cittadini stranieri, regolari o meno, sia aumentata. Ogni giorno passano almeno un paio di notizie che hanno a che fare con violenze alle donne e/o comportamenti selvaggi da parte di romeni e compagnia bella. Della serie, distogliamo l'attenzione delle messe con questi elementi, il trucco riesce sempre. Male che vada basta mettere un paio di tette e di chiappe in tv e il gioco è fatto. Ora, per carità, va bene parlare di certi crimini particolarmente efferati però il pericolo è che si crei un diffuso razzismo e si alimenti quella "paura del diverso" tanto in voga nel Medioevo. Ossia, diamo la colpa di tutto agli stranieri, alle streghe, alle persone sconosciute, agli zingari ecc...non ai feudatari che vessano la plebe, non al clero che pretende le decime, non alle scarse condizioni igieniche e via dicendo. Anche perchè, talvolta, ho come l'impressione che l'impatto di certe notizie cambierebbero se si togliessero o aggiungessero aggettivi relativi alla nazionalità. Voglio dire, tra "donna ITALIANA violentata da un uomo ROMENO" e "donna ROMENA violentata da un uomo ITALIANO" oppure "DONNA ITALIANA violentata da un uomo ITALIANO" passa differenza. Eccome. Anche perchè poi uno legge in certi siti web( qui e qua) e nota che la percentuale di violenze commesse dagli stranieri è attorno al 6,7 % o anche meno inizia a non capire da chi stia venendo preso per il culo. Analogo discorso per crimini e quant'altro. Ieri un "automobilista ubriaco di 36 anni si è schiantato contro un'auto uccidendo il conducente della vettura e ferendo il passeggero che era a bordo; poi è sceso e si è diretto verso un bar" : questo il fatto. Aggiungendo le parole "romeno" e "marcio" dopo ubriaco, tutto assume un atmosfera diversa. E amplifica il senso di odio e rancore verso gli stranieri. Idem per la ragazza che ha bigiato scuola con un'amica di origini sudamericane per andare ad un festino con altri ragazzi. Qui si è ubriacata e poi è stata ripetutamente violentata dai connazionali della compagna. Ovviamente stranieri. E anche se loro dicono che lei era consenziente, chi potrebbe credergli? Magari si erano accordati per un'orgia o qualcosa di simile e poi lei si è sentita male.... Chiaro comunque che i casi di violenza alle donne vadano puniti, questo sì. Anzi, deve essere potenziata l'attenzione e la sensibilità delle genti in merito: in fondo, sono moltissime le donne che subiscono violenza, anche di natura non sessuale, ma che non trovano la forza per reagire. Esprimo però la mia perplessità sul come vengano fornite le notizie e suggeriti pensieri. Come sempre non si aiutano i fruitori dei media a formulare considerazioni in merito, semplicemente li si guida verso le conclusioni più affrettate e comode che ci siano. Quindi, il romeno di cui prima che ha ucciso è "un romeno che ha ucciso e che va punito, linciato ed eventualmente espulso dal Paese". Non è invece un qualsiasi automobilista che mette in luce come sia possibile guidare in stato di ebbrezza, come manchi fermezza dei controlli in termini di immigrazione e di certezza di condanne.
Per cui, occhio gente: non fatevi condizionare troppo dalla televisione e dai media ma pensate sempre con la vostra testa.
Un altro discorso va in merito al caso Englaro. Io ho cercato di documentarmi un poco e di capire cosa sta accadendo. Magari a voi non serve però vi segnalo un paio di link che possono comunque aiutare la comprensione: qui e qua. Ora, premetto che il lavoro che sta svolgendo il governo, che sia di destra o sinistra (tanto son tutti di centro...) poco importa, non è per niente facile. Trattandosi di un problema di natura etica e morale non è possibile determinare una legge chiara e completa in modo rapido. Un po' come è accaduto per l'aborto, l'inseminazione artificiale o l'utilizzo delle cellule staminali. Mi fa piacere quindi che ci sia del fermento in merito e che si vada a deliberare in materia di "eutanasia assistita", di sospensione delle cure, di testamento biologico, di diritti di chi è privo di coscienza. Ma non mi piacciono i toni: sempre a fare i bambini i nostri politici ("noi votiamo per la vita, gli altri per la morte", "Berlusconi ha detto questo, gna gna gnagna", "noi siamo col PD ma siamo a favore dell'operato del presidente del consiglio"). Quello che non capisco però è come mai un evento del genere all'improvviso sia arrivato così in alto, all'opinione pubblica intendo. Per dimostrare la sensibilità dello psiconano? Per scardinare certi vincoli imposti dalla Costituzione? Per rompere certe regole relative all'iter legislativo? Per creare contrasti tra il benefattore Silvio e gli altri sporchi comunisti che concordano con Napolitano? Per coprire altre manovre politiche? Che ci siano finalità politiche dietro a tutto questo chiasso, è evidente. Mi domando però se sia l'unico caso in Italia, se ce ne siano stati altri e cosa sia successo in quei frangenti. Su due piedi mi viene in mente Welby, ma non si è trattata della medesima situazione. Lì si è sollevato un gran polverone ma di fatto non si è giunti a leggi concrete. Oppure ho trovato un'intervista a Bossi in cui si esprimeva in merito alla faccenda...e non è che abbia proprio lo stesso pensiero dello psiconano... Anche il fatto che si voglia per forza giungere ad una legge in "3 giorni" mi fa sospettare che ci sia dell'altro da coprire.. Che poi, un'altra cosa che mi ha fatto riflettere è stato uno scambio tra Berlusconi e un giornalista nel bel mezzo di una rassegna stampa. Più o meno le parole erano: "il caso Englaro mi ha toccato enormemente, così come i ministri e pure l'opinione pubblica. Ho deciso quindi di agire per approvare un decreto legge per salvare la vita di una persona". In soldoni, non sono gli elettori a determinare cosa serva al Paese ma lui, i ministri e ciò che i media (e chi controlla i media?) decide di portare alla conoscenza delle masse. In pratica, il ragionamento mette in luce l'ovvio, ovvero che noi cittadini non contiamo una mazza e che siamo "vittime" di giochi mediatici.
Al contempo poi si tace su altre proposte di legge che magari nel frattempo ci sono o ci sono state, come quelle del senatore Bosone (del PD) in materia di testamento biologico o sul fatto che è da un po' che si sta ragionando sul caso Englaro.
Spero comunque che dopo aver deciso, in quattro e quattr'otto, su un problema di una complessità considerevole, i nostri dipendenti si applichino anche per altre urgenze del Paese.
Ce n'è bisogno.

domenica 1 febbraio 2009

..:: Yes Man ::..

Torno a scrivere qui....il "progetto" su Altervista è partito bene e con drupal non sono sorte difficoltà, tuttavia il numero di visite riscontrate non è stato così elevato da consentirmi di avere gli altercents necessari per mantenere il database su cui il cms si basa. Per cui ho deciso di fare marcia indietro: tornerò ad occuparmi del mio sito e del mio blog relegando allo spazio su altervista il compito di ospitare le pagine del progetto "eBookTrailer".
Ma bando alle ciance e passiamo alla recensione di...



Titolo: Yes Man

Anno: 2008

Genere: Commedia divertente

Regia: Peyton Reed

Cast: Jim Carrey, Zooey Deschanel, Bradley Cooper, John Michael Higgins, Rhys Darby


La trama in breve:
Carl Allen è un impiegato divorziato orgogliosamente chiuso nella sua solitudine e insensibile alle richieste altrui. I clienti gli chiedono un prestito e lui lo nega, gli amici gli chiedono compagnia e lui si tira indietro, cercando di farsi bastare un dvd sul divano. Si protegge dai colpi che la vita gli ha dimostrato di saper sferrare, ma quanto altro si preclude così facendo? L'incontro con un ex collega lo convince a partecipare ad un seminario di “positività”, in cui il guru di turno lo esorta a rivoluzionare la sua vita rispondendo di sì ad ogni richiesta. Improvvisamente, si ritrova ad apprendere il coreano, a prodigarsi per un barbone, a presenziare alle feste a tema del capoufficio e ad accettare il passaggio in scooter di una sconosciuta di nome Allison...

Commento:
Assieme a Silvia, ho visto con piacere questo Yes Man ben conscio di trovarmi di fronte ad una commedia piacevole ma leggera. Un film che si lascia guardare e che diverte, senza fronzoli. Un po' si iniziano a notare le prime rughe sul volto di Jim Carrey ma non per questo viene meno la sua freschezza e capacità di adattarsi a qualunque ruolo. Attendo comunque con ansia il giorno in cui impersonerò i panni di un "cattivone" però, magari un personaggio spietato e crudele. Dubito che lo farà mai ma mi piacerebbe...beh, sia chiaro, niente a che vedere con il Ridler di Batman Forever, probabilmente uno dei punti più bassi della cinematografia mondiale. Qualcosa di più simile al ruolo avuto in Number 23, ecco. Ad ogni modo, qui il personaggio che interpretà non ha nulla a che vedere con tutto ciò. Il "suo" Carl, trasposizione del protagonista del libro "Yes man" di Danny Wallace, è un impiegato qualunque, una persona qualsiasi, triste e sola. Principalmente perchè non si spreca, non si sforza verso il prossimo e se stesso. Gli manca slancio vitale, voglia di reagire e di affrontare l'esistenza umana. Il suo rifiutare qualunque proposta è il nostro "no" ogni qualvolta ci neghiamo agli altri, sia che si tratti di sconosciuti che di amici e conoscenti. La rivoluzione che porta nella propria vita è il "Sì", un sì incondizionato che pronuncia ad ogni richiesta, anche la più assurda. Un sì alla vita, ad accettarla e ad affrontarla. Ne consegue un cambiamento radicale delle proprie abitudini e delle risposte che la vita stessa gli offre. Non tutte positive sia chiaro, come in fin dei conti è nel film e nella realtà, ma si tratta comunque di opportunità ed emozioni autentiche, uniche. Non si può essere spettatori della propria esistenza. E nemmeno di quella degli altri, in un certo senso. Perchè il "sì" di Carl non è solo un sì al proprio cambiamento, ma è anche un "sì" che conduce al prossimo e a stravolgimenti nelle vite altrui.
Ovvio comunque che non si può dire sempre sì, così come non ci si può sempre tirare indietro e negare: è necessario trovare il giusto equilibrio. Questo il messaggio cardine che il film comunica, un memento a ciascuno di noi per rammentare che la vita va affrontata, con entusiasmo certo, ma anche con criterio e buon senso. Essere aperti agli altri ma al contempo capaci di ponderare e valutare anche i "no" da rispondere. Non siamo nemmeno schiavi del presente, del lavoro e di noi stessi, anche se per certi versi certi "Sì" lo dimostrano: quelli relativi agli ordini impartiti dai capi, al lavoro, ad esempio. Oppure quello del matrimonio, causa remota dello stato di depressione del protagonista del film. Al contempo, nel film non compaiono forme di razzismo o di difficoltà di integrazione, non tra le persone comunu per lo meno (la moglie iraniana o l'amica coreana non sono percepite con distacco, ma accettate e basta). Messaggi di fratellanza, velati magari, ma che comunque vanno ad oliare il meccanismo della positività proposto dalla pellicola. Si deve essere liberi, quindi, e non prigionieri di schemi mentali o pregiudizi o stravaganze altrui.
Un film ricco di entusiasmo e di alcune gag divertenti che mi sento di consigliarvi. Niente di straordinario, sia chiaro, ma comunque qualcosa che può aiutare a concepire con maggior serenitò le personali dinamiche esistenziali di ciascuno. Quanto poi, all'atto pratico, riuscire a praticare una vita come quella del "Carl" del film credo sia a dir poco impossibile: tempo libero, economie infinite, preoccupazioni zero, scadenze ed energie illimitate sono più utopie che realtà tangibili...ma in ogni caso si può tentare, no?