sabato 26 luglio 2014

Prometheus

Titolo: Prometheus
Regia: Ridley Scott
Anno: 2012
Genere: fantascienza
Cast: Noomi Rapace, Michael Fassbender, Guy Pearce, Idris Elba, Logan Marshall-Green, Charlize Theron, Kate Dickie, Sean Harris

La trama in breve:
Nell'anno 2089 due scienziati portano a compimento le ricerche di una vita scoprendo che alcuni artefatti, ritrovati in diversi punti della Terra e tutti risalenti a migliaia di anni prima, riportano la medesima immagine di creature giganti che indicano un determinato pianeta. Ricostruito quale sia il pianeta in questione e trovati i fondi da un miliardario morente, i due si imbarcano assieme a un equipaggio misto di scienziati e piloti verso quel pianeta per andare a scoprire quel che ritengono essere l'origine della vita sulla Terra. Lì troveranno i resti di una civiltà aliena assieme a ciò che l'ha quasi estinta. (fonte mymovies)

Il mio commento (attenzione agli spoiler):
Azz, son venuto al mare e manco
ci sta il sole. Che giornata'emmerda...
Quest'oggi vorrei parlarvi di un film intenso e dall'alto valore artistico, una di quelle storie che concedono emozioni creando un legame autentico con lo spettatore. Un film che però sa essere ermetico, poetico e suggestivo.
Ah no, scusate, oggi parliamo di un altro titolo: Prometheus. 
Fondamentalmente una deludente vaccata, ma questo ho visto di recente.
Penso che ci sia gente, nel mondo, che odi il prossimo suo come se stesso e che non attenda altro se non rovinare le aspettative.
Voglio dire, se tu dai inizio a una saga che nel tempo ha saputo attrarre consensi e spettatori, e se non hai vissuto sul lato oscuro della Luna per quanto poco sei venuto a conoscenza di questo successo, per quale diamine di motivo vuoi buttare tutto in vacca con un dannato prequel? Che poi, caspita, se lo pensi e lo realizzi, sai anche che chi lo vedrà sarà per lo più gente che già conosce il contesto, i personaggi e l'ambientazione, gente con un minimo di preparazione e aspettative, insomma. Gente che magari sborsa pure quattrini per il biglietto del cinema o l'acquisto di dvd.
E perchè diamine allora devi rovinargli la giornata con una vaccata biblica?
Dico a te, Ridley "mannaggia a te" Scott.
Che oltre ad aver girato e prodotto il film in questione ne hai pure scritto la sceneggiatura! Aaargh!
Almeno l'avrai visto prima di inviarlo a destra e a manca per farlo proiettare nei cinematografò di tutto il mondo? Presumo di no... forse l'hai fatto vedere a Tony Scott, il che spiegherebbe la sua prematura dipartita.
In realtà, ho organizzato questa
spedizione spaziale per sfuggire
alla giustizia italiana
Già perché le cagate si sprecano, così come le ingenuità e le forzature.
Passi per certe sequenze criptiche, come il culturista albino che all'inizio sbevazza una sostanza misteriosa (un prototipo di Coca Cola con troppo catrame...) che gli causa atroci dolori intestinali conducendolo ad una morte per disgregazione molecolare. Personaggio misterioso che poi si scoprirà essere un "Ingegnere" (un altro nome non c'era?) appartenente a una razza aliena che sembrerebbe aver portato la vita sul nostro pianeta. E stando a qualche indiscrezione letta qua e là nella rete c'era pure il rischio che venisse passato il messaggio che alcuni personaggi "forti" del passato siano stati Ingegneri. Tipo Gesù...

venerdì 18 luglio 2014

Berserk, l’Età dell’Oro – Parte I: L’Uovo del Re Dominatore

Titolo: Berserk, l’Età dell’Oro – Parte I: L’Uovo del Re/Supremo Dominatore
Regia: Toshiyuki Kubooka
Anno: 2011
Genere: animazione, dark fantasy
Produzione: Studio 4°C

La trama in breve:
Nelle terre di Midland, un ragazzo immensamente forte conduce una vita priva di desideri e sogni, combattendo una battaglia dopo l’altra senza schierarsi con qualcuno o credere in qualcosa. Il suo nome è Guts, ed è un mercenario… Su quello stesso suolo muove i suoi passi un uomo dalle immense ambizioni, la persona che ha raccolto a sé un valoroso gruppo di soldati, la squadra dei falchi. Il suo nome è Griffith e, grazie a questi due fondamentali elementi, farà strada alla sua gloria…
Il capolavoro dark fantasy che ha conquistato gli appassionati del genere e non, prende vita in uno spettacolare lungometraggio cinematografico tratto dal manga omonimo che ha venduto più di 30 milioni di copie in tutto il mondo!

Il mio commento:
Ho iniziato a leggere Berserk (e se non lo conoscete, mi spiace veramente molto per voi ) al liceo, quando questa straordinaria opera manga di Kentaro Miura veniva pubblicata con una cadenza più che dignitosa e sembrava avviata verso un florido sviluppo. 
Ora, a distanza di anni, continuo a seguire la storia di Gatsu (Guts) e company attendendo fiducioso l'uscita, praticamente annuale, dei nuovi numeri, confidando che l'autore riesca a concretizzare il suo progetto. Un giorno, lo spero, quando sarò vecchio, riuscirò forse a sapere come andrà a finire (anche se ogni tanto temo per il peggio...).
Nel frattempo, ho avuto occasione di recuperare il primo dei tre recenti film dedicati a Berserk, che ripercorrono i capitoli del manga dall'inizio fino all'Eclissi. Poi, chissà, magari ne verranno altri a continuare con la descrizione degli eventi successivi alla mutazione di Grifis (Griffith) in Phemt e alle terrificante battaglie sostenute dal guerriero nero.
Nonostante commenti discordanti letti qua e là nel web, personalmente devo confessare che la visione di questo "Berserk, l’Età dell’Oro – Parte I: L’Uovo del Re/Supremo Dominatore" mi ha fatto molto piacere. 

YouCanPrint: promozione estate!

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mercoledì 16 luglio 2014

Mattatoio n. 5

Titolo: Mattatoio n. 5  (o La crociata dei bambini)
Autore: Kurt Vonnegut
Editore: Feltrinelli
Genere: fantascienza, storico
Pagine: 196

La trama in breve:
Vonnegut, americano di origine tedesca accorso in Europa, con migliaia di altri figli e nipoti di emigranti come lui, per liberarla dal flagello del nazismo, batté lande tedesche coperte di neve che il suo piede non aveva mai calcato. Fatto prigioniero durante la battaglia delle Ardenne, ebbe la ventura di assistere al bombardamento di Dresda da un osservatorio decisamente sconsigliabile alle persone deboli di cuore: l'interno di una grotta scavata nella roccia sotto un mattatoio, adibita a deposito di carni, nelle viscere della città. Alla fine del bombardamento, che fu uno dei più terribili e sanguinosi nella storia della guerra, quando Vonnegut uscì all'aperto, al posto di una delle più belle città del mondo c'era un'ondulata distesa di macerie sopra un numero incalcolabile di morti. Da questa dura e incancellabile esperienza nacque Mattatoio n. 5 o La crociata dei bambini, storia semiseria di Billy Pilgrim, americano medio affetto da un disturbo singolare ("ogni tanto, senza alcuna ragione apparente, si metteva a piangere") e in possesso di un segreto inconfessabile: la conoscenza della vera natura del tempo. Tutto è, è sempre stato e sempre sarà, passato e futuro sono sempre esistiti e sempre esisteranno, nulla dipende dalla volontà dell'uomo. "Prenda la vita momento per momento," dice a Billy Pilgrim l'ultraterrestre che un bel giorno d'estate lo rapisce col suo disco volante, "e vedrà che siamo, tutti, insetti in un blocco d'ambra." (fonte La Feltrinelli)

Il mio commento:
Particolare questo libro, sia per tematiche che per lo stile con cui l'autore ha deciso di instaurare un dialogo con il lettore: un tono spiazzante, demenziale, colloquiale, eppure così serio e sereno, vivace ed autentico. 
Mattatoio n. 5 si rivela inoltre un romanzo originale e variegato, che non annoia ma che porta il lettore a confronto con tempi e luoghi diversi e distanti tra loro, ma collegati da colui che li ha vissuti fisicamente, quel Billy Pilgrim che fa da protagonista al libro. Il racconto si dipana infatti tra resoconto biografico e dinamiche di quotidiana esistenza, sprazzi di fantascienza e narrazioni di un'esperienza, come quella della guerra e della prigionia, tutt'altro che leggera ed effimera. 

mercoledì 9 luglio 2014

Il trono di spade - Game of thrones - Season 4

Titolo: Il trono di spade - Game of thrones - Season 4
Episodi: 10
Anno: 2014
Genere: fantasy

Il mio commento (attenzione agli spoiler):
Tra le notizie del giorno, ne ho trovata una che mi aveva spronato a buttar giù un post dai toni polemici in merito alla differenza che intercorre tra "assoluzione" e "prescrizione", giusto per fare un po' di chiarezza, visto che non sempre coloro che di professione svolgono il compito di giornalisti sembrano voler fornire un'informazione corretta. In fondo, c'è differenza tra dire "sono innocenti" e "sai com'è, forse sono colpevoli ma visto che siamo in Italia e l'han tirata per le lunghe, gli abboniamo eventuali conti in sospeso con la legge, facciamo finta che non sia successo niente".
Giusto per lanciare il giusto messaggio alle folle.
Poi mi son detto che tanto sarebbe stata una battaglia persa e che, forse, era meglio optare per qualcosa d'altro. 
Al che mi son ravveduto di non aver ancora dedicato alcun post alla quarta stagione di Game of thrones, conclusa di vedere assieme a Silvia ancora il mese scorso.
Che dire se non che si conferma una serie strepitosa, ben orchestrata, sostenuta da un'ottima trama che concede innumerevoli colpi di scena, anche brutali. Certo, ci son anche numerose cosucce che non funzionano e sulle quali non è bene sorvolare, soprattutto perché la serie prosegue con almeno altre 2 stagioni e non vorrei che scemasse in attenzione e coerenza della trama. O, peggio ancora, con "libere interpretazioni" e licenze su personaggi ed eventi (penso ad esempio a quella specie di incursione a Forte Terrore attuata dagli Uomini di Ferro capeggiati da Asha, ribatezzata Yara nell'adattamento televisivo)
La terza stagione, di cui vi avevo parlato qui, si concludeva dopo un colpo di scena tremebondo come il Red Weeding, in cui parte del cast aveva trovato la morte, soprattutto della parte degli Stark. Motivo per cui l'inizio della quarta stagione è un po' in sordina, descrittivo e riassuntivo degli eventi accaduti in seguito a quell'evento. 
Ma si tratta solo di una calma apparente prima dell'inizio di una mattanza che vedrà molti personaggi del cast principale, oltre a svariati comprimari, trovare la propria fine. D'altra parte, una serie che si intitola "All men must die" non lascia presagire amore e allegria a buon mercato.

venerdì 4 luglio 2014

Bronson

Titolo: Bronson
Regia: Nicolas Winding Refn
Anno: 2008
Genere: biografico
Cast: Tom Hardy, Kelly Adams, Katy Barker, Edward Bennett-Coles, June Bladon

La trama in breve:
Ostinatamente devoto alla violenza, Michael Peterson - in arte Charles Bronson - non riesce a tenere sotto controllo il suo egocentrismo. E così, dopo un'infanzia trascorsa tra le mura di una casa piena d'amore, il ragazzo cresce collezionando bravate di poco conto. Una volta diventato grande, muscoloso e forzuto, dopo l'ennesima prepotenza, viene rinchiuso per sette anni in carcere. Nella cella, tra una scazzottata al secondino e un morso ai colleghi più miserevoli, diventa il prigioniero più famoso d'Inghilterra: un carcerato eccentrico e sbiecamente intelligente che non ha mai ucciso nessuno ma vive da trent'anni in totale isolamento.   (fonte mymovies)

Il mio commento:
Tempo fa ebbi l'occasione di vedere Drive, con Ryan Gosling, film di Refn che mi piacque assai e assai e in merito al quale dedicati un pochito di tempo nel cercare commenti e riferimenti all'omonimo romanzo cui era ispirato.
Pochi giorni dopo fu la volta del Dark Knight Rises di Chritopher Nolan, in cui tra l'altro si fece notare un certo Bane, villain impersonato da un pompatissimo Tom Hardy.
Ordunque, googlando un poco, trovai un comune punto di incontro tra questi elementi, ovvero Bronson, diretto da Refn e fondamentalmente confezionato attorno all'unico personaggio impersonato da Tom Hardy che, qui, si trova costretto a dar sfoggio di versatilità e capacità recitative anche se forse sarebbe stato più precisa la scelta di un attore più maturo e con gli occhi meno buoni. 
Già perché Tom è sì talentuoso e capace, fisicamente pure prestante, ma un po' troppo giovane nell'aspetto.
Al di là di questo direi che il risultato complessivo è molto buono, con un film non monotono, che sa dimostrarsi originale e particolare, ritmato e con talune trovate di regia degne di nota che enfatizzano la potenza di talune sequenze o, al contrario, le rallentano rendendole eleganti e distaccate dal contesto "reale", quasi fossero sospese (ad esempio a quelle in cui c'è l'ambiguo Paul Daniels, impersonato da Matt King).

lunedì 23 giugno 2014

Drive Angry

Titolo: Drive Angry
Regia: Patrick Lussier
Anno: 2010
Genere: azione
Cast: Amber Heard, Nicolas Cage, Billy Burke, William Fichtner, Wanetah Walmsley, Christa Campbell

La trama in breve:
Fuggito dall'inferno per tornare sulla Terra e salvare il proprio nipote, John Milton è a caccia di satanisti. Sul suo cammino incontra una ex cameriera di tavola calda, che ha appena mollato il marito e che potrà aiutarlo. A dare la caccia a lui invece è "il contabile", un distinto inviato degli inferi, incaricato di riportare all'ordine il fuggitivo d'eccezione. Il tutto, per quanto è possibile, in macchina. (fonte mymovies)

Il mio commento:
Altra grande prova d'attore per il nostro
buon Nicolas Cage. Dai, su, continua
così che magari recimoli una parte
in uno dei prossimi "Mercenari"
A inizio giugno ho avuto modo di vedere "The edge of tomorrow", tratto dalla light novel "All you need is kill". Avrei voluto parlarvene ma ne ho perso l'occasione, anche se ciò non toglie che potrei tornarci nei prossimi giorni. Comunque sia, con il film fantascientifico di Doug Liman, gli italici produttore/traduttori si son sbizzarriti con un fantasioso "Senza domani".
Per analogia mi sarei aspettato che codesto filmone con Nicolas Cage fosse stato convertito in qualcosa del tipo "Dall'inferno con furore", "Guida incazzato" o "Il biondo, la bionda e il cattivo".
Invece, con sommo sconcerto, questo non è avvenuto.
Segno, probabilmente, che Drive Angry non è stato adeguatamente considerato dal nostro mercato.
E ora, dopo aver visto, non posso che annuire mentre confesso che fondamentalmente è una cagata pazzesca.
Però non mi son annoiato, no affatto. Non che si sia dinnanzi a una pellicola da Oscar, ma il ritmo è buono e l'azione tanta, infarcita con alcune situazioni al limite della follia e altre esagerate assai. Un prodotto da intrattenimento fracassone e violento al punto giusto, ma non adatto a tutti (mi sa che in alcuni Stati è addirittura VM18)
Per certi versi, sarà stato il modo di vestire di Milton, sarà stata la fucilata sull'occhio, sarà stata la trama basata su un personaggio che arriva per proteggere e sterminare, Drive Angry mi ha ricordato Terminator. Una brutta copia, intendo, visto che fondamentalmente, come film non ha molto senso.

giovedì 19 giugno 2014

YouCanPrint: sconti mondiali!

Inoltro a voi lettori di codesto mio blog il comunicato di YouCanPrint:
 

Vivi la febbre dei mondiali, leggendo un buon libro! 
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mercoledì 18 giugno 2014

The Legend of Mother Sarah

Quando si immagina l’eroe di una storia ambientata in un rude contesto postatomico, il prototipo che solitamente se ne ricava è quello di un uomo vissuto, capace di adattarsi a ogni situazione, ardimentoso, pronto a lottare e a difendersi. E se poi si tratta di una storia manga, uno dei primi esempi che sovvengono è quello di Kenshiro, protagonista del noto Hokuto No Ken di Tetsuo Hara e Buronson, l’emblema del combattente. La scelta invece di una protagonista donna, per di più madre, può apparire spiazzante; infatti è proprio questo uno degli elementi che rendono peculiare il manga The Legend of Mother Sarah.
La sceneggiatura è firmata da Katsuhiro Otomo, mostro sacro del fumetto e dell’animazione made in Japan, conosciuto a livello internazionale per Memories, Steamboy e, soprattutto, per l’opera cult Akira, di cui recentemente si è celebrato il venticinquesimo anniversario. La realizzazione delle tavole è invece affidata all’abile Takumi Nagayasu, già disegnatore di Dr. Kumahige su storia di Buronson e di Ai to Makoto su storia di Asao Takamori e Ikki Kajiwara, e che proprio grazie The Legend of Mother Sarah ha raggiunto la notorietà.
Pubblicata in Giappone da Kodansha tra il 1990 e il 2004, la serie è stata proposta in Italia in tre edizioni: una incompleta curata da Phoenix nel 1998, una seconda proposta da Magic Press nel 2002, anch’essa non terminata, e infine a da novembre 2010 la terza targata Panini Comics, in 7 volumi (come l’originale) ciascuno dei quali con sovra copertina, lettura alla orientale e le prime pagine a colori.

LA TRAMA
In un imprecisato futuro, a causa di guerre nucleari che ne hanno devastato la superficie rendendola inospitale, l’umanità ha abbandonato la Terra per trovare rifugio in moderne stazioni orbitanti. A sette anni dall’esodo, la razza umana si è riorganizzata e vive stabilmente all’interno di queste colonie spaziali. Il governo è diviso in due fazioni: da un lato vi sono gli Epoch, progressisti, che hanno abbracciato le tesi di alcuni scienziati secondo cui, tramite ulteriori esplosioni atomiche a basse radiazioni, si potrebbe spostare l’asse terrestre e influenzare il clima, rendendo il pianeta nuovamente vivibile; di parere contrario sono i Mother Earth, convinti che la Terra sia stata martoriata a sufficienza e vada ora preservata e risanata.
Malgrado gli accesi dibattiti, le bombe vengono sganciate, e l’evento scatena violenti scontri tra le frange più estremiste dei due gruppi, con rivolte, attentati terroristici e rappresaglie. Per trovare salvezza, molti coloni si vedono costretti ad abbandonare le stazioni orbitanti e fuggire sulla Terra. Tra costoro vi è Sarah, una donna caparbia che, nella confusione seguita a un attentato, è costretta a separarsi dal marito Bard e dai figli. Raggiunta la sup
erficie assieme ad altri fuggiaschi, Sarah inizierà la lunga ricerca dei propri cari: per dieci anni vagherà tra villaggi e città, affrontando numerose traversie, in uno scenario nel quale, come c’era da aspettarsi, le fazioni Epoch e Mother Earth continuano a contrapporsi, e dove al clima di tensione, provocato dalle organizzazioni paramilitari che detengono il controllo del territorio e delle risorse, si sommano le problematiche legate alla sopravvivenza e alle precarie condizioni del pianeta.
Alle vicissitudini di Sarah e degli altri personaggi principali fa da sfondo un tesissimo quadro politico che include una terza forza, costituita da ribelli in possesso di una bomba Epoch inesplosa. E tutto è destinato nuovamente a cambiare quando, dai cieli, calerà sulla superficie terrestre una colonia orbitale che sembra affetta da un morbo misterioso…

LA STORIA DI ‘MADRE CORAGGIO’
Sin dall’incipit, si intuisce che The Legend of Mother Sarah è un manga complesso e sfaccettato, destinato a un pubblico adulto; le vicende si svolgono in un mondo spietato e desolante, dove per affermarsi o anche solo sopravvivere è necessaria una ferrea determinazione. L’ambientazione è delineata e indagata in modo funzionale alla narrazione: gli autori non indugiano molto sul passato o su ciò che ha portato alle guerre nucleari e alla fuga della razza umana, ma si soffermano perlopiù sulle nuove dinamiche sociali e sugli equilibri tra le forze militari e politiche che si sfidano per il potere, in un costante clima di guerra che strema la popolazione.... [continua su Terre di Confine o su Terre di Confine Magazine n. 2]

lunedì 9 giugno 2014

Vuoto di Luce - ebook

Come già preannunciato, annunzio urbi et orbi che Vuoto di Luce è finalmente disponibile anche in formato digitale. E ad un prezzo molto ma molto accattivante :-)



Segnalo anche che su Anobii sto organizzando una catena di lettura per la versione cartacea del libro, una ghiotta occasione per leggere (quasi) aggratis il testo in questione.
Non che mi offenda, capiamoci, se qualcuno comunque volesse acquistarlo :-)


martedì 27 maggio 2014

Elezioni 2014: dico anch'io la mia...

Circa le elezioni, prima, dopo e durante, si sprecano valanghe di parole, tsunami di chiacchiere e bombardamenti mediatici senza pari. A volte discorsi urlati, a volte insensati, a volte appassionati, a volte ponderati. 
Quasi sempre con un taglio molto emotivo, che coinvolge o allontana lo spettatore, facendolo non tanto ragionare ma tifare e parteggiare.
Per cui, visto che c'ho un po' di tempo e voglia di esternare qualche pensiero, accenno pure io qualche riflessione sull'esito delle Europee.
In primis, più che focalizzare l'attenzione su chi ha preso più voti del previsto puntando su una comunicazione ossessiva ma efficace, su chi ne ha ricevuto meno consensi di quanto atteso o su chi ha recimolato voti insperati, punterei il classico occhio di bue sul vero vincitore di queste elezioni europee "italiane". 
Siorri e siorre, il partito dell'astensione
Con una spesa pari a zero e senza candidati, riesce a ottenere ben il 41,3 % dei voti, più del PD.
In pratica, a NON votare per le europee, è andato un italiano su due.
Rispetto al 2009, il partito dell'astensione ha guadagnato un onesto 6,35 % di consensi.
Non male, direi.
Probabilmente su questo valore hanno influito diversi fattori ma, direi, rimane un dato a dir poco preoccupante.
Mi domando quali siano le cause di un simile fenomeno e non penso che l'aver avuto un solo giorno a disposizione per votare, anziché i soliti due, sia l'unico. Di certo influisce, come il bel tempo che invoglia a fuggire verso il mare o la montagna, ma non basta a spiegare tali numeri, non in un periodo come questo in cui sono sentimenti pro e contro Europa hanno assunto consistenza.
Secondo me, quello che è venuto meno in questi mesi (anni) è una corretta e precisa informazione su quello che combinano i nostri europarlamentari, su chi sono, cosa pensano, come votano, a quali coalizioni appartengono (perché poi magari uno pensa di votare una cosa e in realtà partiti che millantano di essersi divisi stanno all'interno della medesima coalizione...)(beh, in effetti è un problema relativo se consideriamo che l'attuale governo è nato da un inciucio tra PD-Renzi e PDL-Berlusconi al di fuori delle aule del Parlamento...), quali responsabilità hanno e hanno avuto sul nostro presente. Anche sapere quanto ci costano potrebbe essere interessante. E stando a quel che si trova in internet, penso che non siano manco economici...

sabato 24 maggio 2014

Lanterna Verde

Titolo: Lanterna Verde
Regia: Martin Campbell
Anno: 2011
Genere: supereroi, azione
Cast: Ryan Reynolds, Blake Lively, Peter Sarsgaard, Mark Strong, Temuera Morrison, Tim Robbins

La trama in breve:
Pilota d'aerei abile e spericolato, uomo inaffidabile ma affascinante e soprattutto temerario senza paura Hal Jordan è l'ignaro prossimo Lanterna Verde, un'istituzione galattica che sceglie e arruola i migliori individui da tutti i pianeti del cosmo con il fine di tutelare l'universo. La minaccia stavolta è delle peggiori, Parallax, creatura creduta sconfitta per mano di una delle più grandi Lanterne Verdi mai esistite e invece ancora viva. Un mostro che si nutre della paura e che potrà essere sconfitto solo da quella Lanterna che saprà anteporre la forza della propria volontà al timore della morte.
Come se non bastasse anche una nemesi terrestre, più alla portata del pericolo quotidiano e del rapimento fidanzate (o aspiranti tali), prende forma contestualmente alla "nascita" dell'eroe. (fonte mymovies)

- Io... -Sì? - Io... - Dimmi...
- Sono tuo padre...
-Ehm, certo certo...piuttosto vediamo se
hai qualcosa di valore addosso...
t'oh, un anello verde...
Il mio commento:
Certo che iniziano davvero a essercene un po' troppi di supereroi con residenza a Hollywood e ricordarsi di tutti sta diventando un impegno significativo, soprattutto considerando il ritmo con cui le case cinematografiche sfornano film per irretire noi poveri amanti dei fumetti. 
E al contempo, pare a me, riescono a devastarne lo spirito e la caratterizzazione più che a rendere omaggio a opere collaudate e consolidate, seppure con le debite eccezioni, penso ad esempio a Wathcmen. Se invece penso agli X-Men, allo scempio che ne ha fatto e continua a farne Bryan Singer mi viene il nervoso. Come se decidessero di realizzare un film sull'Iliade solo che anziché assediare Troia la sceneggiatura prevede che tutti se ne stiano alle Mauritius. Licenze e libere interpretazioni che pensavo fossero per lo più appannaggio delle produzioni Marvel, molto più orientate a produzioni blockbuster.
Mi sbagliavo. Col senno di poi, mi interogo se questo Lanterna Verde rappresenti l'ennesimo scivolone commesso in nome del dio denaro o semplicemente una produzione sottotono desiderosa di autodistruggersi.
Di per sé l'ambientazione proposta e l'idea di fondo non sono malaccio: c'è questa caspita di forza cosmica che è la volontà che si contrappone alla paura, c'è un corpo d'armata interplanetario che si occupa del mantenimento dell'ordine ma potrebbe fare anche molto altro (ad esempio favorire gli scambi tra civiltà o combattere il daltonismo) e soprattutto c'è un supereroe che potenzialmente può far tutto. 
Basta che lo voglia.
E che il suo bersaglio non sia giallo.
Ergo, i cinesi sono salvi...
Ok, era una battuta infelice.
E comunque nel film si son pure dimenticati di questa mancanza e si son focalizzati solo sull'assenza di limiti delle capacità concesse dall'anello. Che non è da confondersi con quello di Sauron.