lunedì 28 ottobre 2013

Terre di Confine Magazine 1

Cari Lettori,

a tre anni dalla conclusione della nostra prima, storica rivista, eccoci di nuovo insieme in un'occasione davvero speciale: la presentazione del numero d'esordio di questa seconda serie di Terre di Confine!

Si tratta di un magazine nuovo di zecca, ridisegnato nello stile, modernizzato, concepito insieme a Plesio Editore e preparato con passione da uno staff redazionale anch'esso in gran parte nuovo ma sempre fedele alla filosofia di serietà e impegno che anima la nostra Associazione Culturale. L'obbiettivo, come di consueto, è occuparci del mondo del Fantastico in ogni sua forma e declinazione.

Accanto a quei contenuti diventati per noi 'tradizionali', recensioni e interviste e articoli, tutti corredati di meravigliose immagini realizzate da illustratori straordinari e da fotografi di talento, i nostri Lettori di 'vecchia data' avranno modo di scoprire alcune novità... la principale delle quali è senz'altro la presenza di una parte antologica fissa, che raccoglie fumetti e racconti selezionati, un segmento destinato a diventare più corposo nei prossimi numeri.

Rispettando lo spirito dell'Associazione, anche questa nuova serie è offerta via Internet in forma totalmente gratuita e senza alcun dispositivo di protezione. Per garantire la più alta diffusione possibile, il magazine è inoltre ­- altra importante novità rispetto all'edizione precedente - reso acquistabile nei maggiori negozi on-line per libri e riviste elettronici (la presenza di un prezzo, in quelle sedi, è naturalmente dovuta alle regole contrattuali imposte dagli store). L'intenzione è quella di riuscire in tal modo a coinvolgere un più vasto pubblico di appassionati, compresi coloro che, usando il tablet ma avendo magari poco tempo libero per navigare, preferiscono ricercare e scaricare le loro letture avvalendosi del supporto dei grandi circuiti di vendita.

Nelle uscite che seguiranno, continueremo a proporvi altri progetti tuttora in fase di realizzazione... Non voglio però dilungarmi con anticipazioni, dettagli 'tecnici' e parole superflue; anzi, sono certo che, tra le novità, la più apprezzata sarà proprio la (relativa) brevità del (tedioso) editoriale!

Bando alle chiacchiere dunque, e via con la lettura di questo N° 1! A nome di tutta la Redazione: buon divertimento

domenica 27 ottobre 2013

Shutter Island

Titolo: Shutter Island
Regia: Martin Scorsese
Anno: 2010
Genere: thriller, drammatico
Cast: Leonardo DiCaprio, Mark Ruffalo, Ben Kingsley, Michelle Williams, Patricia Clarkson, Max von Sydow, Jackie Earle Haley, Emily Mortimer

La trama in breve:
Nel 1954, i due agenti federali Teddy Daniels e Chuck Aule vengono inviati con un battello a Shutter Island, a largo della costa est, per investigare sull'improvvisa scomparsa di una pericolosa infanticida residente presso l'istituto mentale Ashecliffe, Rachel Solando. Il direttore dell'istituto, il dottor Cawley, e i vari infermieri sostengono che la madre assassina si sia come dileguata dalla sua stanza senza lasciare alcuna traccia, ma l'agente Daniels pare nutrire fin dal principio dei forti sospetti sul modo di condurre l'ospedale da parte del dottor Cawley e del suo medico assistente, il dottor Naehring. Un uragano costringe i due agenti a protrarre il soggiorno sull'isola, durante il quale le indagini proseguono e particolari sempre più inquietanti emergono, mentre Daniels continua ad avere delle visioni che riguardano la moglie defunta e le sue esperienze di guerra contro gli ufficiali nazisti. (fonte mymovies)

Il mio commento (ATTENZIOENE: contiene spoiler!!!):
Sarà che di recente ho visto quel capolavoro di Lost Highway di David Lynch, sarà che tempo fa da qualche parte (forse su qualche fumetto di Leo Ortolani...) avevo avuto un flash spoiler sul film in questione, sarà che l'ho visto in più puntate ma nel complesso non ne sono rimasto molto soddisfatto. Per carità, siamo di fronte a un film che comunque si piazza bene in termini di recitazione, regia e cast anche se la presenza di Ben Kingsley è già di per sé sospetta. Quell'uomo lì me lo son ritrovato sia all'interno di capolavori (Gandhi a parte, penso a La casa di sabbia e nebbia e a Slevin) ma anche nel bel mezzo di filmetti più o meno accettabili (Prince of Persia, Il dittatore, Il risveglio del Tuono... che cagata pazzesca...). Però c'è anche Di Caprio, che tutto sommato mi ha quasi sempre soddisfatto azzeccando produzioni di ottimo livello e che comunque si conferma un grande attore. Mark Ruffalo invece mi ha deluso: non si è mai trasformato in Hulk...sarebbe stato un colpo di scena non da poco, in effetti.
Ecco, probabilmente è questo l'aspetto del film che mi ha lasciato molto perplesso e poco soddisfatto, la consapevolezza di una narrazione tesa unicamente a preparare lo spettatore a qualche rivelazione a sorpresa, per spiazzarlo e sconvolgerlo. Solo che mentre in opere quali Il Sesto Senso, ad esempio, non si sospetta nulla fino alla fine, qui lo spettatore inizia a sentire puzza di bruciato sin dall'inizio. Già di per sé il pretesto di agenti federali su un'isola piena di matti lascia il tempo che trova, se poi a questo si aggiungono problemi di natura comportamentale, visioni, sogni e inquietudini del protagonista (che per altro non ha ancora superato il trauma vissuto sul Titanic e soffre orrendamente a bordo della nave che lo conduce sull'isola...) unitamente a personaggi che appaiono/scompaiono di punto in bianco (mi riferisco ai detenuti dell'area C) la sensazione di confusione si acuisce. 
Caspita, è sparita una paziente da un manicomio in mezzo all'oceano in cui ci stanno mille mila guardie e che contiene detenuti/malati di cui la nazione vuole sbarazzarsi... su su, la troveranno, non andiamo a scomodare degli agenti federali. 
A meno che non ci siano seri e comprovati elementi su cui indagare...per carità, qualche elemento ammiccante al complotto salta anche fuori, spesso rendicontato da presunti pazienti (che stanno sull'isola appunto perché squilibrati...) ma tutto, poi, inizia a ricondursi a vicende personali del protagonista, mezzo alcolista e afflitto da costanti emicranie.

mercoledì 16 ottobre 2013

..:: Figli ribelli dell'oscurità ::..

Titolo: Figli ribelli dell'oscurità - La casa delle bambole
Autore: Irene Zanetti
Editore: IlMioLibro / Narcissus Self Publishing
Genere: giallo/thriller/narrativa
Pagine: 130

La trama in breve:
Poco dopo Natale, il London Genius High School College è scosso da una tragedia. Lara, una delle studentesse, non ha fatto ritorno dalle vacanze e la polizia segue la pista del rapimento a scopo di riscatto. Lucrezia, la sua migliore amica, non la pensa così, lei non ha completa fiducia nelle autorità e preferisce contattare chi del lato oscuro della vita se ne intende da sempre. Senza esitare, compone quello che ha battezzato il numero rosso e ordina a una boutique francese 100 ml di Ange ou Demon. Il viaggio nelle tenebre ha inizio, nulla rimarrà intentato per ritrovare Lara anche se questo volesse dire risvegliare le ombre del passato...

Il mio commento:
Ho letto questo libro nell'ambito delle classiche catene di lettura organizzate su Anobii. Non conosco la produzione letteraria di Irene ma, stando a quanto riporta nel suo sito, ha all'attivo altri titoli rivolti ad un pubblico giovane e molto giovane (vedi JHG). E a mio avviso, malgrado il titolo del libro in questione, questa tendenza si avverte anche in Figli ribelli dell'oscurità.
Ora, leggendo la quarta di copertina, mi ero preparato a una lettura dal sapore vagamente fantasy o ammiccante alla sci-fi, al mistery...anche il riferimento a quel misterioso profumo mi aveva fatto pensare a stregonerie di qualche sorta.
Invece non è affatto così.
Per carità, ci sono indagini, intrighi, tematiche "interessanti" come il condizionamento mentale e gli scambi di persona, oppure scabrose e attuali come la violenza sui minori, l'adescamento di minori al limite della pedofilia, ma niente di quello che mi ero inizialmente atteso. Forse è quel riferimento alle tenebre compresa la copertine tetra e misteriosa ad avermi indotto in errore.
Al di là di tutto ciò, la lettura scorre via fluida e senza mai appesantire, con una trama che non tarda poi molto a rivelarsi. I personaggi non sono moltissimi ma, considerando la lunghezza complessiva dell'opera, in numero adeguato a rendere sufficientemente varia l'esperienza di lettura. Anche il ritmo e l'alternanza delle vicende, ora concentrate sui gemelli Sebastano e Leonardo, ora sul cattivone Ben Lamatombe (e...), ora sulle vittime del complotto ordito dai malvagi di turno, che verte attorno a ragazzine rapite e plagiate. Le bambole del sotto titolo, ma non nel senso di pupe mozzafiato bensì di pupazzi, marionette da muovere a proprio piacimento: si tratta infatti di bambine e ragazzine a cui viene azzerata la volontà e costrette a "recitare" ruoli preconfezionati ... una metafora di ben altri destini a cui certe bambine sono condannate dagli orchi del nostro presente. E da questo punto di vista, Figli ribelli dell'oscurità, si prefigura come un libro con finalità anche educative, che vuol parlare a un pubblico di giovani e giovanissimi. 

domenica 13 ottobre 2013

..:: Starship Troopers ::..

Titolo: Starship Troopers (Fanteria dello spazio)
Regia: Paul Verhoeven
Anno: 1997
Genere: sci-fi
Cast: Michael Ironside, Dina Meyer, Casper Van Dien, Denise Richards, Clancy Brown, Dean Norris

La trama in breve:
La terra è dominata da una dittatura militare che concede i pieni diritti civili soltanto a chi combatte. Il nemico è una stirpe di giganteschi e aggressivi scarafaggi che hanno come base il remoto pianeta Klendathu. Johnny Rico, giovane argentino, si arruola per amore di Carmen Ibanes, pilota di astronavi, ma dopo la distruzione di Buenos Aires e il massacro di 100.000 commilitoni aderisce alla causa per puro patriottismo (fonte mymovies)

Il mio commento:
Ebbene, come già anticipato, eccomi a parlare di codesto capolavoro cinematografico che recentemente ho avuto piacere di concludere. Probabilmente farò in modo di recuperare anche i successivi capitoli della saga, per poter assistere all'evoluzione di questa "cosa" che definire storia potrebbe essere inopportuno. 
In primis c'è da dire che il film è ispirato al romanzo "Fanteria dello spazio" del 1959 di Robert A. Heinlein per cui, presumo senza aver letto suddetto libro, già ci fossero delle basi per procedere a realizzare qualcosa di decente. 
Michael Ironside, ovvero l'insegnante
e luogotenente Jean Rasczak,
cerca di mettere un po' di buon senso
nelle zucche vuote dei suoi studenti
A dire il vero, stando a IMDB e ad alcuni commenti riscontrabili nella rete, Starship Troopers sembra aver incontrato un discreto consenso e apprezzamento da parte delle masse, fulgido esempio di fantascienza bellica. A parer mio l'impressione globale è quella di assistere a qualcosa che vira pericolosamente verso la cagata pazzesca, ma gli attori che vi prendono parte e che recitano al suo interno non se ne avvedono e non c'è nulla che lo spettatore possa fare per salvarli. D'altro lato, va detto che l'opera di Paul Verhoeven, se vista in chiave "anti-USAna" e "anti-regime di qualunque tipo che favorisca il ricorso alla guerra", sperando che questo fosse il reale messaggio del libro di Heinlein, può anche risultare passabile e divertente, illuminante nell'esaltare e mettere a nudo la mentalità guerra-fondaia di certe nazioni, USA in testa visto i poderosi investimenti in cui da sempre si lanciano per mantenere vivo un certo tipo di "mercato". Non che siano gli unici, per carità, ma è così.
A mio modo di vedere, infatti, la Federazione rappresenta in toto la nazione a stelle e strisce mentre gli insetti possono essere equiparati ai popoli che, di volta in volta, vengono devastati in nome di meri interessi economici, demonizzandoli ben bene prima di "schiacciarli" insegnando addirittura le giovani generazione a "odiare" senza motivo. Anche i protagonisti in sé, piatti e per lo più stereotipati, hanno il pregio di far emergere la stupidità e l'ignoranza di una certa zona del nostro mondo. 
Delusione invece per la parte relativa all'armamentario e alla tecnologia adottata: per essere nel XXIII secolo, mi pare un po' troppo povera. Analogamente accade per gli effetti visivi relativi alle navi stellare, create con effetti che paiono contemporanei di Guerre Stellari, cioè vecchi. Evidentemente il budget è stato investito in altro, dimenticandosi di quanto invece viene citato nel romanzo.
Volete saperne di più?
Certo che no, con i miei poteri
psichici vi imporrò un irrefrenabile
desiderio di cambiare canale
Apprezzata invece l'ingerenza e la presenza dei mass media, invadenti e ingenuamente inconsapevoli del pericolo, così come i costanti inviti rivolti al pubblico per "saperne di più", occasioni di approfondimento che però non è possibile finalizzare una frecciatina verso l'indolenza delle masse, abituate ad accontentarsi di una conoscenza superficiale e limitata al solo presente immediato.
Ma andiamo con ordine e procediamo con una rilettura del film cercando di inquadrare ben bene gli elementi che contraddistinguono la storia narrata, enfatizzando gli aspetti più deliranti.
In una notte buia e tempestosa, da un ospedale psichiatrico del Nebraska, vengono rapiti tre sceneggiatori in coma i quali, giusto per sicurezza, vengono drogati pesantemente e poi collegati a livello cerebrale l'uno all'altro e ad una scimmia demente; un quinto elemento, ex teletubby alcolista, si occupa di configurare un sofisticato programma di stimolazione pschica per ottenere una conoscenza superiore. In pratica, mette un gessetto in mano a uno dei comatosi e una lavagnetta sotto di questa, sperando che si materializzi una storia.
Ed è così che viene concepita la sceneggiatura di Starship Troopers che fin da subito cerca di introdurre e caratterizzare al meglio i personaggi protagonisti della vicenda. Ecco allora che un baldo giovane, praticamente il classico Ken di Barbie appena uscito da uno stabilimento specializzato in realizzazione di giocattoli, sta in classe a disegnare vignette sdolcinate mentre un professore monco cerca di insegnare alla classe (ragazzi con un q.i. equivalente a quello dei "grandi" dell'asilo) pochi ma basilari concetti del vivere, regole ferree della società del XXIII secolo. Accanto a Rico, ovvero il Ken di cui prima, che nel romanzo originale parrebbe aver avuto origini filippine (ok, è un dato riportato su wikipedia per cui discutibile però, caspita, quelli del cast c'hanno azzeccato in pieno...), notiamo subito due ragazze: Carmen Ibanez (quella delle chitarre...), presunta fidanzata di lui, e Dizzy Flores, inspiegabilmente innamorata di Rico e con scritto in fronte "te la voglio dare senza se e senza ma". Eppure il baldo diciottenne non se ne avvede, forse consapevole del fatto che Dizzy, nel romanzo originale, è un uomo.

domenica 6 ottobre 2013

..:: Most Wanted - Terzo Trimestre 2013 ::..

Sarà SOLO una nave ma il fatto
che sia stata rimessa dritta può dare
speranza al popolo italiano: dopo anni
finalmente, altre navi potranno calcare
la medesima rotta e tentare l'inchino!
In questo periodo, sarà il cambio di stagione, saranno progetti e pensieri che vagano per la mia testa stile particella di sodio nell'acqua Lete, ma mi sento un po' confuso. Come se continuamente venissi pungolato o stimolato su un argomento e poi tutto decadesse nell'oblio, prima che venga chiarito o risolto, lasciandomi addosso un senso di indefinita vaghezza. 
Per un bel po' ho sentito parlare del recupero della Costa Concordia, ad esempio, e ora, dopo aver letto e visto della sua riemersione e stabilizzazione nei servizi al tg e in rete, non so più che fine abbia fatto, se sia ancora lì o a zonzo verso questo o quell'altro porto italiano. Avevo sentito anche di un potenziale interesse da parte di James Cameron per ricavarne un film con tanto di delirio e panico globale durante l'affondamento mentre in cabina si sprecano scene XXX. O, almeno, questo quel che penso ne farà il regista statunitense anche se presumo che i fans preferirebbero si concentrasse solo su una delle due sequenze.
Analogamente è da un bel po' che sento parlare dell'urgenza oltre che della necessità di decidere in merito al decadimento dal ruolo di senatore di un certo politico di cui MAI, in Italia, ci si è occupati. Settimane e settimane di delirante ciacolamento da parte di politici, opinionisti e giornalisti, con tanto di rischio caduta di governo e poi...boh...c'è ancora tempo. C'è sempre tempo, per la casta.
Il recupero crediti secondo Strozus...
Si parla parla parla parla parla fino a ubriacare il prossimo tuo come te stesso e non si capisce più nulla. Questa l'impressione. 
Anche con affari quali Telecom, Alitalia (c'erano bei problemi ancora con il governo Prodi, prima del Berlusca...), Monte dei Paschi di Siena (ehi, come è andata a finire? Non c'era di mezzo il PD?), guerra in Siria (alla fine, che si è combinato?), investimenti in Gas e Gpl degli Stati Uniti (sembra che ora surclassino la Russia nelle forniture mondiali, vedi qui e qua) e via dicendo. Ah già, a proposito, con l'Imu come è andata a finire? 
E in un contesto di traballante stabilità, in cui l'individuo si perde, forse è bene fermarsi un poco e ragionare con dati alla mano, focalizzandoci sulle reali esigenze della gente, su ciò che la gente vuole. Per cui, nel mio piccolo, eccovi qua una simpatica carrellata delle preferenze espresse, quanto meno, dai naviganti approdati su questo mio blog nel periodo giugno-settembre 2013:

"Cherno alpha quel bastardo": perchè? Che ha combinato? Per altro il contributo alla causa da parte di questo jaeger è stato a dir poco imbarazzante in Pacific Rim...

"Jason Statham nave aliena ambientazione tipo vichinga": uhm...siamo sicuri che si tratti proprio di Statham? Non è che ci stiamo confondendo con Jim Caviezel in Outlander?

Fan art dedicata a Pacific Rim
A questo link ne trovate altre ^_^
"'mangiare amaro' Angelo D'Aria": ohibò, qualcuno è giunto qui cercando informazioni sul mio maestro di Kung Fu. Attenzione però, quella frase è un modo di dire, non un obbligo ad eliminare gli zuccheri nella propria dieta :-)

"Amy Kenshiro": uhm...e questa chi è? Spero che nel clima di incertezza globale di cui accennavo sopra il buon Ken non abbia colto l'occasione per seguire le orme di Lana Wachowski!

"il russo the punisher": solo per veri intenditori, lo scagnozzo che ogni gangster vorrebbe avere o, anche, la furia da scatenare di tanto in tanto in Parlamento per semplificare un po' talune dinamiche

"fattoria segreta porn": mi spiace, non credo di aver visto questo film. Se può essere d'aiuto segnalo però questo sito in cui sono contenuti titoli "probabili e improbabili" per produzioni XXX. Nel caso specifico, credo che l'utente stesse cercando qualcosa del tipo 'Nella vecchia fattoria a chi la do'

martedì 1 ottobre 2013

..:: Prossimamente ... ::..

Scusate ma proprio non ce la faccio: ci ho provato a trattenermi ma alla fine mi son sentito in obbligo di postare questa cosa. Una sorta di anticipazione per una mia futura pseudo recensione.
Eccola qua, la punizione d'ufficio presente in Starship Troopers, piccola perla di fantascienza bellica (trash) in cui mi son incautamente imbattuto questa sera. 
E all'improvviso, ho ritrovato il sorriso :-)
Ma bando alle ciance, eccovi qua il giusto trattamento ipotizzato (caspita, è fantascienza bellica!) nel 2300 o giù di là per un pirla che in un colpo solo ha fatto ammazzare una recluta e congedare un'altra. E tutto durante una mera esercitazione contro dei manichini armati! 
Praticamente, se fossi un USA-no, lo considererei un leader naturale da seguire in battaglia memore del suo 35% ottenuto nei test (tra il livello "scudo umano" e "carne da macello") contro il 97% o giù di là della sua ragazza (livello "pilota con occhi da pazza di navi ammiraglie, ma solo durante il turno notturno, quando il resto dell'equipaggio s'infratta a ciulare come se non ci fosse un domani beatamente ignaro di andare incontro a morte certa").
Ma bando alle ciance, eccovi qui la scena che mi ha causato sì tanta ilarità, non tanto per il maschio bianco frustato da un tizio di colore (lo so, si dice negro) ma per l'idiozia di tutto il contesto (ca$$o, a una recluta che ha posto una domanda han spappolato la mano, a questo pirla che ha portato alla morte un suo commilitone solo dieci frustate...)


Comunque non finisce qui, sono seriamente intenzionato a procedere con la visione di questo capolavoro filmico. Altro che Lynch...
Invito poi il popolo italico a prendere spunto da tale sequenza nel caso stesse meditando a un trattamento da infliggere ai nostri dirigenti che, con tanta perizia, si occupano di gestire la cosa pubblica. Non farà certo aumentare il PIL né servirà a diminuire l'IVA, però potrebbe risultare gratificante assai :-)


 

domenica 29 settembre 2013

..:: Lost Highway - Strade perdute ::..


Titolo: Lost Highway - Strade Perdute

Regia: David Lynch
Anno: 1997
Genere: mistery, thriller
Cast: Bill Pullman, Patricia Arquette, Balthazar Getty, Robert Blake, Robert Loggia 

La trama in breve: 
All'ingresso della propria casa, lussuosa ed asettica, Fred Madison, sassofonista, scopre per più volte alcune videocassette che ritraggono in sequenza la casa stessa, e poi lui e la moglie Renée mentre dormono. Avvertita, la polizia non riesce a trovare spiegazioni logiche. Una sera, Renée conduce il marito ad una festa organizzata da un certo Andy. Qui Fred conosce un uomo che si fa beffe di lui. Arriva una nuova videocassetta che ritrae Fred accanto al corpo massacrato della moglie. Arrestato per omicidio, Fred in carcere è preda di violenti mal di testa. Una mattina un'improvvisa mutazione lo porta ad assumere il corpo del giovane Pete, meccanico. Viene allora liberato e riprende a lavorare al servizio del boss malavitoso Eddy. (fonte comingsoon)

Il mio commento: 
È innegabile: alcuni film rappresentano delle vere e proprie opere d'arte la cui visione regala qualcosa allo spettatore, sensazioni ed emozioni che permangono anche a visione ultimata. 
Questa volta non mi riferisco però a perle del trash, che tutto sommato hanno un loro valore artistico e costituiscono un limite inferiore per le metriche di valutazione cinematografica (pensiamo al tristerrimo Fist of the North Star...), bensì a un'opera aulica, complessa, intensa. 
Realizzata da quel genio oscuro di Lynch, già dall'inizio di Lost Highway si percepisce che l'opera in questione sarà disturbante e instabile, con pochi riferimenti per lo spettatore: una strada infinita, percorsa a folle velocità nel buio più totale mentre "I'm Deranged" di David Bowie introduce alla visione.
Da qui in poi inizia una prima parte del film pesante e tesa, che permette di conoscere i protagonisti della vicenda, in particolare Fred Madison (Bill Pullman), jazzista, insistendo su di esso con lunghe sequenze a dir poco ossessive per metterne in luce problematiche e aspetti caratteriali. 
Gli elementi misteriosi e inquietanti non tardano però a presentarsi, tra ritrovamenti di strane videocassette, la comparsa di un Uomo Misterioso (pensavo fosse una sorta di negromante...) e, soprattutto, corridoi domestici pervasi da un buio denso e infinito. Quindi il colpo di scena, il delitto, sequenze instabili e vibranti, la galera, i terribili mal di testa e la trasfigurazione di Fred in Pete, ragazzo di venticinque anni, meccanico... Comincia allora la seconda parte del film con altri personaggi, altre situazioni ma alcuni elementi in comune con un effetto che, vagamente, può ricordare Mulholland Drive. Patricia Arquette, ad esempio, moglie di Fred nella prima parte e amante di Pete nonché del boss Dick Laurent (quello stesso Dick Laurente di cui, all'inizio del film, apprendiamo esser morto...), oppure l'Uomo Misterioso o ancora sospetti lampi di luce azzurrognola che baluginano in lontananza, anche all'interno di edifici e case. Emissioni elettriche che ammiccano a ciò che sta avvenendo a Fred, nel mondo reale, ovvero l'esecuzione della propria condanna sulla sedia elettrica. 
Già, perché le storie e i personaggi proposti nel film, con tanto di "mutazioni" di uno nell'altro sono il risultato del crollo psicologico innescatosi in Fred prima e dopo l'omicidio della giovane moglie. 
Personaggi che tra l'altro sono inconsapevoli di questo legame e su cui aleggiano misteri e inquietudini che vengono accennate ma non svelate, vedasi il comportamento che tengono i genitori di Pete nei confronti del ragazzo, preoccupati e angosciati per il giovane ma incapaci di fornirgli spiegazioni su quel che è accaduto "quella notte". E questo perché, appunto, non reali ma frutto di proiezioni dell'inconscio di Fred.
O, almeno, questa è una possibile, ma piuttosto accreditata, spiegazione della storia proposta...

sabato 21 settembre 2013

..:: Camposampiero: Festa dello sport 2013 ::..

Segnalo che domenica 22 settembre, a Camposampiero (PD), si terrà l'edizione 2013 della Festa dello Sport. Nelle piazze del centro storico del paese saranno presenti gli stand delle varie associazioni sportive attive nel territorio: sarà possibile assistere a dimostrazioni, mini tornei e chiedere informazioni in merito alle attività promosse. 
Tra basket, calcio, tennis, arrampicata, tiro con l'arco, scacchi, ginnastica ritmica e arti marziali (karate, kick boxing, tai chi e kung fu) di carne al fuoco ce ne sarà eccome.
E immagino sia inutile ribadire che nel novero delle associazioni presenti non potevamo mancare noi della a.s.d. Kyushinryu per cui, se avete tempo e voglia, venite a trovarci in piazza castello!

Ah, dimenticavo, l'evento avrà luogo dalle 14.45 fino alle 19.30.


giovedì 19 settembre 2013

..:: Comiche in Cassa ::..

Titolo: Comiche in cassa - Tutto quello che le cassiere non vi hanno mai detto
Autore: Patrizia Catenuto, Alessandra Raiti
Editore: casa editrice Kimerik
Genere: comico
Pagine: 172

La trama in breve:
“Immaginatevi un mondo senza cassiere, come sarebbe? Sarebbe come una Ferrari senza benzina o il portafoglio di un politico senza carta di credito. Insomma fare la cassiera è un lavoro invidiato da tutti…” Una brillante e divertente carrellata di episodi e aneddoti accaduti all’interno di un supermercato: protagonista principale la figura della cassiera, dipinta in tutte le sue svariate tipologie, accanto ai clienti più strani e variegati. (fonte Kimerik)

Il mio commento:
E mo, come faccio a parlare di questo libro? Sapevo, lo sapevo, che non dovevo aderire alla catena di lettura indetta su anobii. "Fallo! Su, coraggio, fallo! Così puoi leggere cosa hanno scritto altri autori, confrontarti e capire in cosa migliorare!", mi son detto.
In fondo, Comiche in cassa è un libro comico, che parla del mondo degli ipermercati ed è stato scritto da qualcuno che ha militato come dipendente di tale esercizio commerciale...proprio come Ipermercati for dummies!
Solo che, in questo caso, la pubblicazione è avvenuta sotto il marchio di un editore e non di un servizio di self-publishing, soluzione su cui ho ripiegato (forse non dovrei dirlo...) visto il poco interesse che gli editori dimostravano sull'argomento trattato.
Se poi contiamo che il numero di persone che ha aderito alla catena di lettura di Comiche in cassa è piuttosto elevato, mentre quella per il mio libro arranca alla seconda ripartenza (dopo che mi hanno ciulato la prima copia messa a disposizione...) di motivi per accostarmi a tale libro ce n'erano.
Per cui, considerando tutto questo mix di premesse e aspettative, ora mi trovo in difficoltà a parlarne. E so già che chiunque leggerà quanto vado a scrivere obietterà che sono di parte, che non capisco, che sono meschino e poco oggettivo nell'esprimere un giudizio, magari per screditare e favorire l'interesse verso "altre" letture. 
Ecco, in realtà quello che segue vuol essere un commento focalizzato unicamente sulla lettura avvenuta e teso semplicemente a mettere in luce aspetti positivi e negativi dell'opera a prescindere dal fatto che io stesso abbia scritto un libro in tutto e per tutto simile (e se consideriamo che i capitoli pubblicati sotto il nome de "La cassa, i clienti, gli scont(r)i...riflessioni di un cassiere CarreChan!" hanno ricevuto commenti già nel 2005...)
Il libro in questione è il risultato del lavoro di più autori: abbiamo infatti le due coautrici che si sono occupate della prima parte e di una raccolta di contributi da parte di blogger e appassionati di scrittura nella seconda.
La prima parte è inoltre arricchita da vignette che vanno a enfatizzare situazioni e gag, in linea con l'azzeccata copertina scelta per il testo. 
Il libro è organizzato a capitoletti che "ironizzano" su categorie di persone, dinamiche lavorative, figuracce e scenari più o meno comuni della vita di cassa, per lo più vissuti con gli occhi delle cassiere (donne).
Ecco, questo ha rappresentato per me un aspetto critico in quanto, essendo maschio, credo di non esser riuscito a cogliere appieno alcuni concetti e sfumature che, presumo, siano di mera competenza femminile. Parlo di osservazioni in merito all'abbigliamento delle cassiere alla rivalità/competizione che si instaura tra colleghe dello stesso sesso nell'osservare come si atteggiano, sculettano e via dicendo le "altre". Aspetti che non hanno suscitato il mio interesse di uomo ma che, forse, magari riescono a far sorridere le lettrici.

sabato 14 settembre 2013

..:: Terre di Confine: selezione racconti per rivista letteraria ::..

Riporto anche sulle pagine del mio blog il comunicato ufficiale presente sul sito di Terre di Confine:


L’Associazione Culturale
TERRE DI CONFINE
in collaborazione con
PLESIO Editore

è lieta di annunciare l’apertura
della selezione opere per la parte antologica della
nostra nuova rivista digitale

DI COSA SI TRATTA?
Il magazine costituisce la prima ripresa spin-off della storica serie aperiodica Terre di Confine, e coinvolge le sezioni redazionali Reading, Writing, Comics, con interventi coordinati delle altre sezioni; è pertanto una rivista che si occuperà principalmente di editoria, letteratura e fumetti inerenti ai generi fantastici, e conterrà, oltre a recensioni, articoli, news e interviste, anche un’ampia selezione di opere edite e inedite.

DOVE SI TROVA?
Il nuovo magazine sarà periodico, pubblicato dalla casa editrice Plesio e distribuito in tutti i maggiori market per e-book.

COME SI COLLABORA? 
Il personale che compone la redazione di Terre di Confine è selezionato, e normalmente accede al progetto tramite invito nominativo personale disposto dal Gestionale TdC; ma, com’è tradizione della nostra associazione culturale, la possibilità di partecipare resta comunque aperta a tutti gli appassionati che dimostrino reale e serio interesse verso le nostre iniziative e la nostra filosofia. Chiunque può quindi proporsi di collaborare, a qualsiasi livello (redazionale, amministrativo, gestionale); le mansioni operative e i ruoli vengono naturalmente assegnati in base a effettive attitudini, competenze e capacità, tenendo conto della disponibilità di tempo offerta dai candidati.
Tutti i partecipanti a Terre di Confine operano per pura passione, in forma gratuita.

COME SI INVIANO RACCONTI E FUMETTI PER LA PARTE ANTOLOGICA? 

1) Generi
La selezione è aperta “a tutte le storie contenenti elementi fantastici e/o fantascientifici”; quindi, a titolo indicativo: Fantascienza, Fantasy, Fantastico in generale, ma anche Horror, Gotico, Avventura, Epica, Giallo, Thriller, Distopico, Umoristico, Mistery ecc., se caratterizzati appunto da ben riconoscibili connotati/ambientazioni/argomenti rientranti nella definizione di cui sopra (trattanti quindi temi come il soprannaturale, il surreale, lo strano, la tecnologia, il mistero, la magia, il perturbante, il mitologico ecc.). Nel caso di opere borderline, sarà comunque la Redazione a valutare di volta in volta l’eventuale pertinenza.

2) Opere ammesse e diritti
La sezione antologica della rivista mostrerà racconti e fumetti. Non ci sono limiti di lunghezza in selezione: eventuali opere lunghe potranno essere suddivise in puntate, o, se ritenute eccessivamente corpose* per la pubblicazione in rivista, verranno comunque sottoposte all’attenzione dell’editore per eventuali altri tipi di utilizzi editoriali (in quel caso sarà la stessa Casa Editrice a contattare l’autore proponendogli regolare contratto di edizione, NON a pagamento). Per ragioni di corretta programmazione, si chiede comunque di presentare alla rivista opere finite (non interrotte o da completare), e in lingua italiana.
Riassumendo, saranno valutati:
a) racconti di ogni lunghezza, romanzi*, fiabe;
b) fumetti autoconclusivi o a puntate, graphic novel;
Opere varie ed eventuali diverse da queste saranno accettate a discrezione della Redazione.
Le opere potranno essere inedite o edite, purché gli autori garantiscano di possederne pienamente diritti e siano pertanto in grado di autorizzare la pubblicazione. I diritti resteranno in ogni caso proprietà dei concedenti, alla rivista verrà accordato il semplice permesso d’uso non esclusivo a titolo gratuito. 
Da parte propria la rivista s’impegnerà a preservare o migliorare (in accordo con gli autori) l’integrità artistica delle opere e a valorizzarle in tutte le maniere compatibili con le proprie risorse tecniche ed economiche.

3) Modalità di invio
Racconti e fumetti potranno essere inviati via e-mail all’indirizzo  selezione [@] terrediconfine.eu
sotto forma di allegati o come link a file scaricabili dalla rete.
Allo stesso indirizzo gli autori potranno richiedere altre modalità di invio, se la spedizione tramite e-mail non dovesse conciliare con le loro esigenze o disponibilità. A tutte le e-mail verrà spedito un messaggio di ricevuta, che confermerà il corretto recapito dei file; l’assenza di tale conferma andrà interpretata come mancato ricevimento.

CONTATTI
L’Amministrazione resta a disposizione all’indirizzo e-mail redazione [@] terrediconfine.eu  per fornire ogni informazione e rispondere a ogni domanda.

venerdì 13 settembre 2013

..:: District 9 ::..

Titolo: District 9
Regia: Neill Blomkamp
Anno: 2009
Genere: sci-fi
Cast: Sharlto Copley, David James, Jason Cope, Vanessa Haywood, Marian Hooman

La trama in breve:
Negli anni '80 sono arrivati gli alieni. Stavolta però non sono atterrati a Manhattan o in qualche sperduto paesino campagnolo degli Stati Uniti ma si sono fermati con un'astronave gigante sopra Johannesburg senza muoversi più. C'è stato bisogno che un convoglio terrestre andasse a vedere cosa conteneva quella nave apparentemente immobile per scoprire milioni di alieni denutriti, sporchi e in condizioni pessime. Da quel momento per 20 anni i visitatori sono stati stipati in una baraccopoli di Johannesburg creata per l'occasione: il distretto 9. Un luogo dove le creature da un altro pianeta sono trattate come animali, dove regnano caos e anarchia e dal quale ogni tanto scappano facendo incursioni in città che non portano altro che risentimento e xenofobia nella popolazione locale. Ora è arrivato il momento di spostarli da qualche altra parte, ma loro è a casa che vogliono tornare. (fonte mymovies)

Il mio commento:
Pacifica ingiunzione di sfratto...
Visto che, da un po' di giorni a questa parte, nelle sale italiane è disponibile Elysium, che ancora non ho visto, mi son detto "ehi, perché non recuperare il precedente film di Blomkamp?"
Non che la storia di District 9 c'entri qualcosa con l'ultima fatica cinematografica de giovane regista sudafricano, intendiamoci, però volevo farmi un'idea del suo modo di proporre fantascienza. Anche perché, a sensazione, pare molto interessante e "attuale".
Quanto a District 9 ricordo che, a suo tempo, era stata proposta una campagna pubblicitaria virale che aveva suscitato abbastanza interesse ma poi, stando ai commenti di chi aveva avuto occasione di vederlo, il risultato finale non era stato così memorabile.
A mio modo di vedere, comunque, il film in questione presenta diverse cosucce parecchio interessanti e di opinabile valore. D'altra parte, considerando che la produzione è targata Peter Jackson il sospetto che ci fosse qualcosa di interessante c'era, qualcosa in grado di attirare masse e pecunia... così da aumentare i fondi a disposizione per il suo Lo Hobbit :-)
Ad ogni modo, la scelta di ambientare le vicende in una location diversa dalle solite New York, Washington o Trebaseleghe (già mi immagino un futuro "Musso-nado" ammiccante alla fiera dei Mussi e a quella piccola perla del trash che è Sharknado) ad esempio l'ho molto apprezzata. Per carità, non che Johannesburg venga particolarmente esplorata o definita, però mi fa piacere la scelta di collocare le vicende in Africa. D'altra parte, se un'astronave aliena scendesse sul pianeta, perchémai dovrebbe scegliere necessariamente di puntare verso gli Usani? O, soprattutto, perché gli alieni devono per forza affrontare un viaggio di migliaia e migliaia di anni luce solo per attaccar briga? Per cui, buona l'idea della nave "barcone" che trasporta profughi (anche se non è dato sapere da dove arrivino o da cosa fuggano...un po' come in Gantz, mi sa). 
Ma guarda un po' quale simpatica cianfrusaglia
stava nascosta giù nella cantina...
Altri elementi che mi son piaciuti riguardano le tecniche di riprese e l'alternanza di sequenze in stile "documentario" e sequenze più tradizionali. L'escamotage proposto riesce nell'intento di suscitare interesse nello spettatore e nel far sembrare le vicende più "realistiche", per quanto finte siano.
Poi, venendo a quanto propone il film in sé, diciamo che l'impressione globale è quella di un'opera con delle buone idee ma probabilmente sfuggita al controllo di regista e sceneggiatori, molto dinamica e ammiccante a situazioni sociali già viste in Sudafrica (ossia il District Six), ma un po' caotica e semplicistica. Mi riferisco ad esempio alla rapidità con cui si innescano certe dinamiche, dall'immediatezza con cui Wikus Van De Merwe familiarizza con le armi dei gamberoni (passi per i fucili ma non per il mech...) o con l'alieno Christopher Johnson o, ancora, le distanze coperte e la facilità con cui si svolgano azioni come l'incursione alla sede della MNU. Non sono nemmeno sicuro che in così poche ore venga riscritto il DNA di una persona umana, anche se, forse, questo sarebbe meglio chiederlo al professor Seth Brundle de La Mosca di Cronenberg. 
Ma ancor di più mi ha lasciato molto perplesso il notare la deflagrante portata delle armi aliene e la mancanza di utilizzo da parte dei gamberoni...avrebbero potuto impiegarle per imporsi e conquistarsi un futuro dignitoso. D'altronde, solo la presenza dell'imponente nave base intimorisce e sminuisce l'arsenale di qualunque nazione terrestre.

mercoledì 4 settembre 2013

..:: Rogue - Il solitario ::..


Titolo: Rogue - Il solitario   (titolo originale WAR)

Regia: Philip G. Atwell
Anno: 2007
Genere: azione,thriller
Cast: Jet Li, John Lone, Jason Statham, Terry Chen, Devon Aoki, Luis Guzmán, Saul Rubinek, Ryo Ishibashi, Sung Kang, Mathew St Patrick, Nadine Velazquez

La trama in breve:
Quando il suo collega viene brutalmente assassinato dall'ignobile killer Rogue (Jet Li), l'agente dell'FBI Jack Crawford (Jason Statham) giura di trovare l'inafferrabile assassino e di vendicare personalmente la morte del suo amico. Ma Rogue è introvabile, almeno fino a quando non ricompare tre anni dopo, per infiammare una sanguinaria guerra per il territorio tra Chang (John Lone), il capo della mafia cinese, e Shiro (Ryo Ishibashi), il boss giapponese della Yakuza. Desideroso di catturare Rogue una volta per tutte, Crawford si getta a capofitto nel conflitto assieme al suo team di specialisti del crimine. Ma la sete di vendetta di Crawford mette in serio pericolo il suo giudizio professionale e in un’escalation di violenza, finalmente si trova faccia a faccia con il suo nemico, solo allora capirà che nulla riguardo a Rogue o al suo piano è ciò che sembra.  (fonte coming soon)

Il mio commento:
Prove di recitazione, mimica ed
espressività a confronto
Recentemente ho deciso di vedere questo film per trascorrere un'oretta e mezza all'insegna del disimpegno, già consapevole della portata biblica di tale produzione cinematografica. 
D'altra parte, un po' mi mancava la visione di un'opera cinematografica con "IL" attore, ovvero uno dei miei supereroi preferiti: Jason Statham. 
Un uomo di cui il cognome onomatopeico (pronunciato in macheronic inglish, per cui sTA-TAM!) già fa comprendere molte cose.
Per di più, mi son detto, in Rogue ci sta pure Jet Li: magari i due son riusciti a realizzare qualcosa di affine al discreto The One? Che per altro è recentemente stato proposto in prima serata su Rai 4 e che rammento di aver visto addirittura al cinema. Ne conservo un vago ricordo, in effetti, però mi pareva accettabile. 
Ordunque, stando a imdb, sulla carta, questo Rogue doveva essere leggermente meglio ben 0.3 punti in più! 
Eppure, sarà che di quest'ultimo ne conservo un ricordo sbiadito, sarà pure che aveva un'ambientazione vagamente sci-fi, mi sa che questa volta non abbiano combinato alcunché di utile per la storia del cinema.
Che c'è amico? Lo so, lo so, avrei
dovuto avere una parte decisamente
più considerevole e memorabile...
invece faccio la comparsa.
Guarda, è tutto scritto lì, nel copione...
Il film - che poi in realtà si chiama WAR ma che una masnada di improbabili traduttori ha deciso di ribattezzare a modo loro in Rogue, accorgendosi troppo tardi della collisione con l'omonimo titolo di Greg Mclean e tentando di correggere il titolo sparando quel "Il solitario" che fa tanto gioco di carte - scorre via velocemente tra azione, pseudo-indagini, pseudo-intrighi, molte sparatorie e scazzottamenti marziali, con l'inseguimento del misterioso assassino...fino al colpo di scena finale. Un colpo di scena che, magari sarò pure stato mezzo addormentato, non mi ha fatto sussultare più del dovuto.