mercoledì 9 luglio 2014

Il trono di spade - Game of thrones - Season 4

Titolo: Il trono di spade - Game of thrones - Season 4
Episodi: 10
Anno: 2014
Genere: fantasy

Il mio commento (attenzione agli spoiler):
Tra le notizie del giorno, ne ho trovata una che mi aveva spronato a buttar giù un post dai toni polemici in merito alla differenza che intercorre tra "assoluzione" e "prescrizione", giusto per fare un po' di chiarezza, visto che non sempre coloro che di professione svolgono il compito di giornalisti sembrano voler fornire un'informazione corretta. In fondo, c'è differenza tra dire "sono innocenti" e "sai com'è, forse sono colpevoli ma visto che siamo in Italia e l'han tirata per le lunghe, gli abboniamo eventuali conti in sospeso con la legge, facciamo finta che non sia successo niente".
Giusto per lanciare il giusto messaggio alle folle.
Poi mi son detto che tanto sarebbe stata una battaglia persa e che, forse, era meglio optare per qualcosa d'altro. 
Al che mi son ravveduto di non aver ancora dedicato alcun post alla quarta stagione di Game of thrones, conclusa di vedere assieme a Silvia ancora il mese scorso.
Che dire se non che si conferma una serie strepitosa, ben orchestrata, sostenuta da un'ottima trama che concede innumerevoli colpi di scena, anche brutali. Certo, ci son anche numerose cosucce che non funzionano e sulle quali non è bene sorvolare, soprattutto perché la serie prosegue con almeno altre 2 stagioni e non vorrei che scemasse in attenzione e coerenza della trama. O, peggio ancora, con "libere interpretazioni" e licenze su personaggi ed eventi (penso ad esempio a quella specie di incursione a Forte Terrore attuata dagli Uomini di Ferro capeggiati da Asha, ribatezzata Yara nell'adattamento televisivo)
La terza stagione, di cui vi avevo parlato qui, si concludeva dopo un colpo di scena tremebondo come il Red Weeding, in cui parte del cast aveva trovato la morte, soprattutto della parte degli Stark. Motivo per cui l'inizio della quarta stagione è un po' in sordina, descrittivo e riassuntivo degli eventi accaduti in seguito a quell'evento. 
Ma si tratta solo di una calma apparente prima dell'inizio di una mattanza che vedrà molti personaggi del cast principale, oltre a svariati comprimari, trovare la propria fine. D'altra parte, una serie che si intitola "All men must die" non lascia presagire amore e allegria a buon mercato.

venerdì 4 luglio 2014

Bronson

Titolo: Bronson
Regia: Nicolas Winding Refn
Anno: 2008
Genere: biografico
Cast: Tom Hardy, Kelly Adams, Katy Barker, Edward Bennett-Coles, June Bladon

La trama in breve:
Ostinatamente devoto alla violenza, Michael Peterson - in arte Charles Bronson - non riesce a tenere sotto controllo il suo egocentrismo. E così, dopo un'infanzia trascorsa tra le mura di una casa piena d'amore, il ragazzo cresce collezionando bravate di poco conto. Una volta diventato grande, muscoloso e forzuto, dopo l'ennesima prepotenza, viene rinchiuso per sette anni in carcere. Nella cella, tra una scazzottata al secondino e un morso ai colleghi più miserevoli, diventa il prigioniero più famoso d'Inghilterra: un carcerato eccentrico e sbiecamente intelligente che non ha mai ucciso nessuno ma vive da trent'anni in totale isolamento.   (fonte mymovies)

Il mio commento:
Tempo fa ebbi l'occasione di vedere Drive, con Ryan Gosling, film di Refn che mi piacque assai e assai e in merito al quale dedicati un pochito di tempo nel cercare commenti e riferimenti all'omonimo romanzo cui era ispirato.
Pochi giorni dopo fu la volta del Dark Knight Rises di Chritopher Nolan, in cui tra l'altro si fece notare un certo Bane, villain impersonato da un pompatissimo Tom Hardy.
Ordunque, googlando un poco, trovai un comune punto di incontro tra questi elementi, ovvero Bronson, diretto da Refn e fondamentalmente confezionato attorno all'unico personaggio impersonato da Tom Hardy che, qui, si trova costretto a dar sfoggio di versatilità e capacità recitative anche se forse sarebbe stato più precisa la scelta di un attore più maturo e con gli occhi meno buoni. 
Già perché Tom è sì talentuoso e capace, fisicamente pure prestante, ma un po' troppo giovane nell'aspetto.
Al di là di questo direi che il risultato complessivo è molto buono, con un film non monotono, che sa dimostrarsi originale e particolare, ritmato e con talune trovate di regia degne di nota che enfatizzano la potenza di talune sequenze o, al contrario, le rallentano rendendole eleganti e distaccate dal contesto "reale", quasi fossero sospese (ad esempio a quelle in cui c'è l'ambiguo Paul Daniels, impersonato da Matt King).

lunedì 23 giugno 2014

Drive Angry

Titolo: Drive Angry
Regia: Patrick Lussier
Anno: 2010
Genere: azione
Cast: Amber Heard, Nicolas Cage, Billy Burke, William Fichtner, Wanetah Walmsley, Christa Campbell

La trama in breve:
Fuggito dall'inferno per tornare sulla Terra e salvare il proprio nipote, John Milton è a caccia di satanisti. Sul suo cammino incontra una ex cameriera di tavola calda, che ha appena mollato il marito e che potrà aiutarlo. A dare la caccia a lui invece è "il contabile", un distinto inviato degli inferi, incaricato di riportare all'ordine il fuggitivo d'eccezione. Il tutto, per quanto è possibile, in macchina. (fonte mymovies)

Il mio commento:
Altra grande prova d'attore per il nostro
buon Nicolas Cage. Dai, su, continua
così che magari recimoli una parte
in uno dei prossimi "Mercenari"
A inizio giugno ho avuto modo di vedere "The edge of tomorrow", tratto dalla light novel "All you need is kill". Avrei voluto parlarvene ma ne ho perso l'occasione, anche se ciò non toglie che potrei tornarci nei prossimi giorni. Comunque sia, con il film fantascientifico di Doug Liman, gli italici produttore/traduttori si son sbizzarriti con un fantasioso "Senza domani".
Per analogia mi sarei aspettato che codesto filmone con Nicolas Cage fosse stato convertito in qualcosa del tipo "Dall'inferno con furore", "Guida incazzato" o "Il biondo, la bionda e il cattivo".
Invece, con sommo sconcerto, questo non è avvenuto.
Segno, probabilmente, che Drive Angry non è stato adeguatamente considerato dal nostro mercato.
E ora, dopo aver visto, non posso che annuire mentre confesso che fondamentalmente è una cagata pazzesca.
Però non mi son annoiato, no affatto. Non che si sia dinnanzi a una pellicola da Oscar, ma il ritmo è buono e l'azione tanta, infarcita con alcune situazioni al limite della follia e altre esagerate assai. Un prodotto da intrattenimento fracassone e violento al punto giusto, ma non adatto a tutti (mi sa che in alcuni Stati è addirittura VM18)
Per certi versi, sarà stato il modo di vestire di Milton, sarà stata la fucilata sull'occhio, sarà stata la trama basata su un personaggio che arriva per proteggere e sterminare, Drive Angry mi ha ricordato Terminator. Una brutta copia, intendo, visto che fondamentalmente, come film non ha molto senso.

giovedì 19 giugno 2014

YouCanPrint: sconti mondiali!

Inoltro a voi lettori di codesto mio blog il comunicato di YouCanPrint:
 

Vivi la febbre dei mondiali, leggendo un buon libro! 
Da oggi fino alla mezzanotte del 30 Giugno potrai acquistare un libro YouCanPrint con il 25% di sconto sul nostro store

Utilizza il codice sconto MONDIALE14 inserendolo nel campo coupon durante l'acquisto, in questo modo avrai diritto allo sconto del 25% sull'intero ordine!


Tra i numerosi titoli in catalogo, umilmente, segnalo:

Ne approfitto infine per ricordare che è ancora possibile aderire alla catena di lettura su Anobii per leggere (quasi) gratuitamente Vuoto di Luce :-) 


mercoledì 18 giugno 2014

The Legend of Mother Sarah

Quando si immagina l’eroe di una storia ambientata in un rude contesto postatomico, il prototipo che solitamente se ne ricava è quello di un uomo vissuto, capace di adattarsi a ogni situazione, ardimentoso, pronto a lottare e a difendersi. E se poi si tratta di una storia manga, uno dei primi esempi che sovvengono è quello di Kenshiro, protagonista del noto Hokuto No Ken di Tetsuo Hara e Buronson, l’emblema del combattente. La scelta invece di una protagonista donna, per di più madre, può apparire spiazzante; infatti è proprio questo uno degli elementi che rendono peculiare il manga The Legend of Mother Sarah.
La sceneggiatura è firmata da Katsuhiro Otomo, mostro sacro del fumetto e dell’animazione made in Japan, conosciuto a livello internazionale per Memories, Steamboy e, soprattutto, per l’opera cult Akira, di cui recentemente si è celebrato il venticinquesimo anniversario. La realizzazione delle tavole è invece affidata all’abile Takumi Nagayasu, già disegnatore di Dr. Kumahige su storia di Buronson e di Ai to Makoto su storia di Asao Takamori e Ikki Kajiwara, e che proprio grazie The Legend of Mother Sarah ha raggiunto la notorietà.
Pubblicata in Giappone da Kodansha tra il 1990 e il 2004, la serie è stata proposta in Italia in tre edizioni: una incompleta curata da Phoenix nel 1998, una seconda proposta da Magic Press nel 2002, anch’essa non terminata, e infine a da novembre 2010 la terza targata Panini Comics, in 7 volumi (come l’originale) ciascuno dei quali con sovra copertina, lettura alla orientale e le prime pagine a colori.

LA TRAMA
In un imprecisato futuro, a causa di guerre nucleari che ne hanno devastato la superficie rendendola inospitale, l’umanità ha abbandonato la Terra per trovare rifugio in moderne stazioni orbitanti. A sette anni dall’esodo, la razza umana si è riorganizzata e vive stabilmente all’interno di queste colonie spaziali. Il governo è diviso in due fazioni: da un lato vi sono gli Epoch, progressisti, che hanno abbracciato le tesi di alcuni scienziati secondo cui, tramite ulteriori esplosioni atomiche a basse radiazioni, si potrebbe spostare l’asse terrestre e influenzare il clima, rendendo il pianeta nuovamente vivibile; di parere contrario sono i Mother Earth, convinti che la Terra sia stata martoriata a sufficienza e vada ora preservata e risanata.
Malgrado gli accesi dibattiti, le bombe vengono sganciate, e l’evento scatena violenti scontri tra le frange più estremiste dei due gruppi, con rivolte, attentati terroristici e rappresaglie. Per trovare salvezza, molti coloni si vedono costretti ad abbandonare le stazioni orbitanti e fuggire sulla Terra. Tra costoro vi è Sarah, una donna caparbia che, nella confusione seguita a un attentato, è costretta a separarsi dal marito Bard e dai figli. Raggiunta la sup
erficie assieme ad altri fuggiaschi, Sarah inizierà la lunga ricerca dei propri cari: per dieci anni vagherà tra villaggi e città, affrontando numerose traversie, in uno scenario nel quale, come c’era da aspettarsi, le fazioni Epoch e Mother Earth continuano a contrapporsi, e dove al clima di tensione, provocato dalle organizzazioni paramilitari che detengono il controllo del territorio e delle risorse, si sommano le problematiche legate alla sopravvivenza e alle precarie condizioni del pianeta.
Alle vicissitudini di Sarah e degli altri personaggi principali fa da sfondo un tesissimo quadro politico che include una terza forza, costituita da ribelli in possesso di una bomba Epoch inesplosa. E tutto è destinato nuovamente a cambiare quando, dai cieli, calerà sulla superficie terrestre una colonia orbitale che sembra affetta da un morbo misterioso…

LA STORIA DI ‘MADRE CORAGGIO’
Sin dall’incipit, si intuisce che The Legend of Mother Sarah è un manga complesso e sfaccettato, destinato a un pubblico adulto; le vicende si svolgono in un mondo spietato e desolante, dove per affermarsi o anche solo sopravvivere è necessaria una ferrea determinazione. L’ambientazione è delineata e indagata in modo funzionale alla narrazione: gli autori non indugiano molto sul passato o su ciò che ha portato alle guerre nucleari e alla fuga della razza umana, ma si soffermano perlopiù sulle nuove dinamiche sociali e sugli equilibri tra le forze militari e politiche che si sfidano per il potere, in un costante clima di guerra che strema la popolazione.... [continua su Terre di Confine o su Terre di Confine Magazine n. 2]

lunedì 9 giugno 2014

Vuoto di Luce - ebook

Come già preannunciato, annunzio urbi et orbi che Vuoto di Luce è finalmente disponibile anche in formato digitale. E ad un prezzo molto ma molto accattivante :-)



Segnalo anche che su Anobii sto organizzando una catena di lettura per la versione cartacea del libro, una ghiotta occasione per leggere (quasi) aggratis il testo in questione.
Non che mi offenda, capiamoci, se qualcuno comunque volesse acquistarlo :-)


martedì 27 maggio 2014

Elezioni 2014: dico anch'io la mia...

Circa le elezioni, prima, dopo e durante, si sprecano valanghe di parole, tsunami di chiacchiere e bombardamenti mediatici senza pari. A volte discorsi urlati, a volte insensati, a volte appassionati, a volte ponderati. 
Quasi sempre con un taglio molto emotivo, che coinvolge o allontana lo spettatore, facendolo non tanto ragionare ma tifare e parteggiare.
Per cui, visto che c'ho un po' di tempo e voglia di esternare qualche pensiero, accenno pure io qualche riflessione sull'esito delle Europee.
In primis, più che focalizzare l'attenzione su chi ha preso più voti del previsto puntando su una comunicazione ossessiva ma efficace, su chi ne ha ricevuto meno consensi di quanto atteso o su chi ha recimolato voti insperati, punterei il classico occhio di bue sul vero vincitore di queste elezioni europee "italiane". 
Siorri e siorre, il partito dell'astensione
Con una spesa pari a zero e senza candidati, riesce a ottenere ben il 41,3 % dei voti, più del PD.
In pratica, a NON votare per le europee, è andato un italiano su due.
Rispetto al 2009, il partito dell'astensione ha guadagnato un onesto 6,35 % di consensi.
Non male, direi.
Probabilmente su questo valore hanno influito diversi fattori ma, direi, rimane un dato a dir poco preoccupante.
Mi domando quali siano le cause di un simile fenomeno e non penso che l'aver avuto un solo giorno a disposizione per votare, anziché i soliti due, sia l'unico. Di certo influisce, come il bel tempo che invoglia a fuggire verso il mare o la montagna, ma non basta a spiegare tali numeri, non in un periodo come questo in cui sono sentimenti pro e contro Europa hanno assunto consistenza.
Secondo me, quello che è venuto meno in questi mesi (anni) è una corretta e precisa informazione su quello che combinano i nostri europarlamentari, su chi sono, cosa pensano, come votano, a quali coalizioni appartengono (perché poi magari uno pensa di votare una cosa e in realtà partiti che millantano di essersi divisi stanno all'interno della medesima coalizione...)(beh, in effetti è un problema relativo se consideriamo che l'attuale governo è nato da un inciucio tra PD-Renzi e PDL-Berlusconi al di fuori delle aule del Parlamento...), quali responsabilità hanno e hanno avuto sul nostro presente. Anche sapere quanto ci costano potrebbe essere interessante. E stando a quel che si trova in internet, penso che non siano manco economici...

sabato 24 maggio 2014

Lanterna Verde

Titolo: Lanterna Verde
Regia: Martin Campbell
Anno: 2011
Genere: supereroi, azione
Cast: Ryan Reynolds, Blake Lively, Peter Sarsgaard, Mark Strong, Temuera Morrison, Tim Robbins

La trama in breve:
Pilota d'aerei abile e spericolato, uomo inaffidabile ma affascinante e soprattutto temerario senza paura Hal Jordan è l'ignaro prossimo Lanterna Verde, un'istituzione galattica che sceglie e arruola i migliori individui da tutti i pianeti del cosmo con il fine di tutelare l'universo. La minaccia stavolta è delle peggiori, Parallax, creatura creduta sconfitta per mano di una delle più grandi Lanterne Verdi mai esistite e invece ancora viva. Un mostro che si nutre della paura e che potrà essere sconfitto solo da quella Lanterna che saprà anteporre la forza della propria volontà al timore della morte.
Come se non bastasse anche una nemesi terrestre, più alla portata del pericolo quotidiano e del rapimento fidanzate (o aspiranti tali), prende forma contestualmente alla "nascita" dell'eroe. (fonte mymovies)

- Io... -Sì? - Io... - Dimmi...
- Sono tuo padre...
-Ehm, certo certo...piuttosto vediamo se
hai qualcosa di valore addosso...
t'oh, un anello verde...
Il mio commento:
Certo che iniziano davvero a essercene un po' troppi di supereroi con residenza a Hollywood e ricordarsi di tutti sta diventando un impegno significativo, soprattutto considerando il ritmo con cui le case cinematografiche sfornano film per irretire noi poveri amanti dei fumetti. 
E al contempo, pare a me, riescono a devastarne lo spirito e la caratterizzazione più che a rendere omaggio a opere collaudate e consolidate, seppure con le debite eccezioni, penso ad esempio a Wathcmen. Se invece penso agli X-Men, allo scempio che ne ha fatto e continua a farne Bryan Singer mi viene il nervoso. Come se decidessero di realizzare un film sull'Iliade solo che anziché assediare Troia la sceneggiatura prevede che tutti se ne stiano alle Mauritius. Licenze e libere interpretazioni che pensavo fossero per lo più appannaggio delle produzioni Marvel, molto più orientate a produzioni blockbuster.
Mi sbagliavo. Col senno di poi, mi interogo se questo Lanterna Verde rappresenti l'ennesimo scivolone commesso in nome del dio denaro o semplicemente una produzione sottotono desiderosa di autodistruggersi.
Di per sé l'ambientazione proposta e l'idea di fondo non sono malaccio: c'è questa caspita di forza cosmica che è la volontà che si contrappone alla paura, c'è un corpo d'armata interplanetario che si occupa del mantenimento dell'ordine ma potrebbe fare anche molto altro (ad esempio favorire gli scambi tra civiltà o combattere il daltonismo) e soprattutto c'è un supereroe che potenzialmente può far tutto. 
Basta che lo voglia.
E che il suo bersaglio non sia giallo.
Ergo, i cinesi sono salvi...
Ok, era una battuta infelice.
E comunque nel film si son pure dimenticati di questa mancanza e si son focalizzati solo sull'assenza di limiti delle capacità concesse dall'anello. Che non è da confondersi con quello di Sauron.

sabato 17 maggio 2014

Collettivo Zampalù

Autore: Federico Bagni
Editore: Autodafè edizioni
Genere: narrativa
Pagine: 224

La trama in breve:
Settembre 1993, Milano. In una quinta liceo, un professore e un nuovo alunno si incontrano dentro le parole di un tema libero. Nei giorni di pioggia, durante la ricreazione, fra i due si crea un legame sempre più profondo. Al termine dell'anno scolastico, il tempo li porta altrove. A distanza di anni, il professor Lorenzo Dentico - provato dagli eventi della vita, ma sempre animato dalla fiducia nell'uomo - ritrova l'ex alunno Marco Carboni, che sfoga la propria inquietudine facendo lo scrittore. Il professore coinvolgerà il giovane in una straordinaria esperienza di scrittura collettiva fra i senzatetto di un centro diurno, dove si incontrano le vite sospese di una Milano marginale e nascosta. Romanzo corale di chi la vita la vede dal basso, "Collettivo Zampalù" racconta, nella lingua dolce e amara della malinconia, il difficile percorso di riscatto che sfocia nell'amore e nella condivisione. L'autore trasporta il lettore alla scoperta di una realtà ricca, sfaccettata e complessa, dove il dolore e la fatica di vivere non riescono mai a spegnere la speranza e la voglia di cambiamento.

Il mio commento:
Qualche tempo fa, un'agenzia letteraria mi ha contattato inviandomi una mail. All'interno di questa, un paragrafo in particolare mi è rimasto impresso:
Il problema è che l'Italia pullula di autori, anche di valore. Ma il numero degli scriventi è così alto che, spesso, alcuni di questi (talvolta i migliori) si invischiano in reti sottili ed entropiche, perdendo coesione e orientamento, annegando nel mare magnum di piccole case editrici di fatto invisibili...
Leggendo questo Collettivo Zampalù, per certi versi mi è tornato alla mente questo passaggio in quanto (sperando di non sbagliarmi sulle dimensioni della realtà editoriale in questione) quest'opera di Federico Bagni rispecchia un po' queste caratteristiche: Autodafè è una casa editrice di dimensioni contenute e l'autore è decisamente un ottimo scrittore, che meriterebbe maggior risalto.
All'inizio, devo dire che ero un po' scettico, ho guardato a questo titolo con un po' di sospetto e, forse, di invidia (*). La trama pure non mi convinceva del tutto visto che si parlava di professori e di immigrazione, probabilmente mi immaginavo qualcosa di diverso da quanto, invece, ho trovato. A riprova del fatto che di un libro è meglio farsene un'idea leggendolo, più che basandosi unicamente su copertina e sulle poche righe riportate sul retro.
Ecco, partendo dall'immagine scelta per rappresentare il libro, seppure questa lanci spunti chiari (il gruppo, uno sforzo condiviso, tempo passato, voglia di crescere...) potrebbe non irretire i lettori più superficiali, quelli che si lasciano sedurre dalle immagini sgargianti e variopinte. Qui invece le logiche commerciali sembrano esser state accantonate per puntare su contenuti validi e qualità.
Elementi che, effettivamente, ho riscontrato.

domenica 11 maggio 2014

Capitan America - Il primo vendicatore

Titolo: Capitan America - Il primo vendicatore
Regia: Joe Johnston
Anno: 2011
Genere: supereroi, azione
Cast: Chris Evans, Hugo Weaving, Sebastian Stan, Hayley Atwell, Toby Jones, Samuel L. Jackson, Dominic Cooper, Tommy Lee Jones, Neal McDonough, Stanley Tucci

La trama in breve:
Il giovane Steve Rogers farebbe di tutto per arruolarsi: scioccato da ciò che i nazisti stanno facendo in Europa, non sopporta di starsene con le mani in mano. La sua costituzione fragile, l'asma, l'altezza tutt'altro che idonea, però, fanno sì che venga rispedito al mittente ad ogni tentativo. Finché un giorno, un uomo di stato, il dottor Abraham Erskine, s'interessa a lui e gli propone di sottoporsi alla sperimentazione di un siero che ne farà il primo super soldato dell'esercito a stelle e strisce. Rogers, dunque, subisce una straordinaria trasformazione, ma sarà solo dopo un passaggio per le fila dello show-business (e cioè solo dopo aver indossato una calzamaglia) a divenire davvero Captain America.  (fonte mymovies)


Il mio commento:
Come ben saprete sono un appassionato di fumetti e manga. In ambito comics, per lo più ho seguito e seguo tutt'ora le (ingarbugliatissime) vicende degli X-Men; un impegno che, per forza di cose, come stabilito dalle eminenze grigie della linea editoriale Marvel, richiede la conoscenza base degli altri supereroi della Casa delle Idee in quanto tra cross-over e dinamiche varie, spesso le strade dei supereroi in calzamaglia si intrecciano. E non sempre amichevolmente.
Recentemente ci son stati anche gli scontri X-men Vs Avengers (apro una parentesi: confrontate la figura di Ciclope in quella miniserie con quella dei filmdi Bryan Singer e rabbrividite...) per cui, indicativamente, la figura di Cap mi è abbastanza nota.
Ma nonostante tutto non riesco a farmela andar giù. Forse perché rappresenta un concentrato di propaganda americana concentrata in un sol uomo, forse perché fondamentalmente è un militare, forse perché non gli attribuisco super-poteri o super-capacità, forse perché non accetto l'idea di quel suo cavolo di scudo-boomerang...probabilmente un misto di tutte queste cose.
Motivo per cui ho ponderato assai prima di dedicarmi a questo film.
Visto anche che tutti coloro che si son visti il secondo capitolo dedicato a Cap, recentemente uscito al cinema, me l'han consigliato (il secondo), ho deciso che era tempo per rivedere la mia posizione nei confronti di Steve Rogers.
Ma non è andata come speravo.
Diciamo che nel complesso questo Capitan America non è malaccio, non un capolavoro, sia chiaro, ma nella media dei vari film di supereroi diciamo che la sufficienza gliela concedo. Non di più, però. 

Trofeo Re Mantide 2014

Riporto paro paro (o quasi) dal sito della A.S.D. Kyu Shin Ryu di Camposampiero (PD):

Rientriamo dalla Terza Edizione del torneo Re Mantide che offre la possibilità a tutte le scuole di Qi Xing Yang Lang Quan facenti riferimento al Maestro D’Aria Angelo sparse sul territorio nazionale di incontrarsi e confrontarsi.

La ASD Kyu Shin Ryu ha partecipato con una rappresentanza ristretta ma che comunque è riuscita a vincere una medaglia di Bronzo (Istr. Torresin Francesco nella specialità Taolu a mani nude) e due d’Argento (Colombi Leonardo e Istr. Alessandro Cassandro nella specialità Taolu in coppia con armi).

A seguito un breve video sull’evento (NdLeo: sentitevi pure in dovere di diffonderlo ^__^ ):


Ne approfitto anche per segnalare che all'interno del secondo numero di Terre di Confine Magazine è presente una pagina pubblicitaria dedicata alla D'Aria Angelo's School e alle scuole di kung fu affiliate :-)


sabato 10 maggio 2014

YouCanPrint - Promozione Maggio 2014

Segnalo che fino alla mezzanotte del 31 Maggio è in vigore una succulenta promozione per l'acquisto di libri con il 25% di sconto sullo store online di YouCanPrint!

Per poterne beneficiare, è sufficiente fornire il codice MAGGIO25 durante la conferma dell'ordine.

Se qualcuno volesse approfittarne, qui di seguito vi riporto i link ai miei testi: