domenica 29 settembre 2013

..:: Lost Highway - Strade perdute ::..


Titolo: Lost Highway - Strade Perdute

Regia: David Lynch
Anno: 1997
Genere: mistery, thriller
Cast: Bill Pullman, Patricia Arquette, Balthazar Getty, Robert Blake, Robert Loggia 

La trama in breve: 
All'ingresso della propria casa, lussuosa ed asettica, Fred Madison, sassofonista, scopre per più volte alcune videocassette che ritraggono in sequenza la casa stessa, e poi lui e la moglie Renée mentre dormono. Avvertita, la polizia non riesce a trovare spiegazioni logiche. Una sera, Renée conduce il marito ad una festa organizzata da un certo Andy. Qui Fred conosce un uomo che si fa beffe di lui. Arriva una nuova videocassetta che ritrae Fred accanto al corpo massacrato della moglie. Arrestato per omicidio, Fred in carcere è preda di violenti mal di testa. Una mattina un'improvvisa mutazione lo porta ad assumere il corpo del giovane Pete, meccanico. Viene allora liberato e riprende a lavorare al servizio del boss malavitoso Eddy. (fonte comingsoon)

Il mio commento: 
È innegabile: alcuni film rappresentano delle vere e proprie opere d'arte la cui visione regala qualcosa allo spettatore, sensazioni ed emozioni che permangono anche a visione ultimata. 
Questa volta non mi riferisco però a perle del trash, che tutto sommato hanno un loro valore artistico e costituiscono un limite inferiore per le metriche di valutazione cinematografica (pensiamo al tristerrimo Fist of the North Star...), bensì a un'opera aulica, complessa, intensa. 
Realizzata da quel genio oscuro di Lynch, già dall'inizio di Lost Highway si percepisce che l'opera in questione sarà disturbante e instabile, con pochi riferimenti per lo spettatore: una strada infinita, percorsa a folle velocità nel buio più totale mentre "I'm Deranged" di David Bowie introduce alla visione.
Da qui in poi inizia una prima parte del film pesante e tesa, che permette di conoscere i protagonisti della vicenda, in particolare Fred Madison (Bill Pullman), jazzista, insistendo su di esso con lunghe sequenze a dir poco ossessive per metterne in luce problematiche e aspetti caratteriali. 
Gli elementi misteriosi e inquietanti non tardano però a presentarsi, tra ritrovamenti di strane videocassette, la comparsa di un Uomo Misterioso (pensavo fosse una sorta di negromante...) e, soprattutto, corridoi domestici pervasi da un buio denso e infinito. Quindi il colpo di scena, il delitto, sequenze instabili e vibranti, la galera, i terribili mal di testa e la trasfigurazione di Fred in Pete, ragazzo di venticinque anni, meccanico... Comincia allora la seconda parte del film con altri personaggi, altre situazioni ma alcuni elementi in comune con un effetto che, vagamente, può ricordare Mulholland Drive. Patricia Arquette, ad esempio, moglie di Fred nella prima parte e amante di Pete nonché del boss Dick Laurent (quello stesso Dick Laurente di cui, all'inizio del film, apprendiamo esser morto...), oppure l'Uomo Misterioso o ancora sospetti lampi di luce azzurrognola che baluginano in lontananza, anche all'interno di edifici e case. Emissioni elettriche che ammiccano a ciò che sta avvenendo a Fred, nel mondo reale, ovvero l'esecuzione della propria condanna sulla sedia elettrica. 
Già, perché le storie e i personaggi proposti nel film, con tanto di "mutazioni" di uno nell'altro sono il risultato del crollo psicologico innescatosi in Fred prima e dopo l'omicidio della giovane moglie. 
Personaggi che tra l'altro sono inconsapevoli di questo legame e su cui aleggiano misteri e inquietudini che vengono accennate ma non svelate, vedasi il comportamento che tengono i genitori di Pete nei confronti del ragazzo, preoccupati e angosciati per il giovane ma incapaci di fornirgli spiegazioni su quel che è accaduto "quella notte". E questo perché, appunto, non reali ma frutto di proiezioni dell'inconscio di Fred.
O, almeno, questa è una possibile, ma piuttosto accreditata, spiegazione della storia proposta...

sabato 21 settembre 2013

..:: Camposampiero: Festa dello sport 2013 ::..

Segnalo che domenica 22 settembre, a Camposampiero (PD), si terrà l'edizione 2013 della Festa dello Sport. Nelle piazze del centro storico del paese saranno presenti gli stand delle varie associazioni sportive attive nel territorio: sarà possibile assistere a dimostrazioni, mini tornei e chiedere informazioni in merito alle attività promosse. 
Tra basket, calcio, tennis, arrampicata, tiro con l'arco, scacchi, ginnastica ritmica e arti marziali (karate, kick boxing, tai chi e kung fu) di carne al fuoco ce ne sarà eccome.
E immagino sia inutile ribadire che nel novero delle associazioni presenti non potevamo mancare noi della a.s.d. Kyushinryu per cui, se avete tempo e voglia, venite a trovarci in piazza castello!

Ah, dimenticavo, l'evento avrà luogo dalle 14.45 fino alle 19.30.


giovedì 19 settembre 2013

..:: Comiche in Cassa ::..

Titolo: Comiche in cassa - Tutto quello che le cassiere non vi hanno mai detto
Autore: Patrizia Catenuto, Alessandra Raiti
Editore: casa editrice Kimerik
Genere: comico
Pagine: 172

La trama in breve:
“Immaginatevi un mondo senza cassiere, come sarebbe? Sarebbe come una Ferrari senza benzina o il portafoglio di un politico senza carta di credito. Insomma fare la cassiera è un lavoro invidiato da tutti…” Una brillante e divertente carrellata di episodi e aneddoti accaduti all’interno di un supermercato: protagonista principale la figura della cassiera, dipinta in tutte le sue svariate tipologie, accanto ai clienti più strani e variegati. (fonte Kimerik)

Il mio commento:
E mo, come faccio a parlare di questo libro? Sapevo, lo sapevo, che non dovevo aderire alla catena di lettura indetta su anobii. "Fallo! Su, coraggio, fallo! Così puoi leggere cosa hanno scritto altri autori, confrontarti e capire in cosa migliorare!", mi son detto.
In fondo, Comiche in cassa è un libro comico, che parla del mondo degli ipermercati ed è stato scritto da qualcuno che ha militato come dipendente di tale esercizio commerciale...proprio come Ipermercati for dummies!
Solo che, in questo caso, la pubblicazione è avvenuta sotto il marchio di un editore e non di un servizio di self-publishing, soluzione su cui ho ripiegato (forse non dovrei dirlo...) visto il poco interesse che gli editori dimostravano sull'argomento trattato.
Se poi contiamo che il numero di persone che ha aderito alla catena di lettura di Comiche in cassa è piuttosto elevato, mentre quella per il mio libro arranca alla seconda ripartenza (dopo che mi hanno ciulato la prima copia messa a disposizione...) di motivi per accostarmi a tale libro ce n'erano.
Per cui, considerando tutto questo mix di premesse e aspettative, ora mi trovo in difficoltà a parlarne. E so già che chiunque leggerà quanto vado a scrivere obietterà che sono di parte, che non capisco, che sono meschino e poco oggettivo nell'esprimere un giudizio, magari per screditare e favorire l'interesse verso "altre" letture. 
Ecco, in realtà quello che segue vuol essere un commento focalizzato unicamente sulla lettura avvenuta e teso semplicemente a mettere in luce aspetti positivi e negativi dell'opera a prescindere dal fatto che io stesso abbia scritto un libro in tutto e per tutto simile (e se consideriamo che i capitoli pubblicati sotto il nome de "La cassa, i clienti, gli scont(r)i...riflessioni di un cassiere CarreChan!" hanno ricevuto commenti già nel 2005...)
Il libro in questione è il risultato del lavoro di più autori: abbiamo infatti le due coautrici che si sono occupate della prima parte e di una raccolta di contributi da parte di blogger e appassionati di scrittura nella seconda.
La prima parte è inoltre arricchita da vignette che vanno a enfatizzare situazioni e gag, in linea con l'azzeccata copertina scelta per il testo. 
Il libro è organizzato a capitoletti che "ironizzano" su categorie di persone, dinamiche lavorative, figuracce e scenari più o meno comuni della vita di cassa, per lo più vissuti con gli occhi delle cassiere (donne).
Ecco, questo ha rappresentato per me un aspetto critico in quanto, essendo maschio, credo di non esser riuscito a cogliere appieno alcuni concetti e sfumature che, presumo, siano di mera competenza femminile. Parlo di osservazioni in merito all'abbigliamento delle cassiere alla rivalità/competizione che si instaura tra colleghe dello stesso sesso nell'osservare come si atteggiano, sculettano e via dicendo le "altre". Aspetti che non hanno suscitato il mio interesse di uomo ma che, forse, magari riescono a far sorridere le lettrici.

sabato 14 settembre 2013

..:: Terre di Confine: selezione racconti per rivista letteraria ::..

Riporto anche sulle pagine del mio blog il comunicato ufficiale presente sul sito di Terre di Confine:


L’Associazione Culturale
TERRE DI CONFINE
in collaborazione con
PLESIO Editore

è lieta di annunciare l’apertura
della selezione opere per la parte antologica della
nostra nuova rivista digitale

DI COSA SI TRATTA?
Il magazine costituisce la prima ripresa spin-off della storica serie aperiodica Terre di Confine, e coinvolge le sezioni redazionali Reading, Writing, Comics, con interventi coordinati delle altre sezioni; è pertanto una rivista che si occuperà principalmente di editoria, letteratura e fumetti inerenti ai generi fantastici, e conterrà, oltre a recensioni, articoli, news e interviste, anche un’ampia selezione di opere edite e inedite.

DOVE SI TROVA?
Il nuovo magazine sarà periodico, pubblicato dalla casa editrice Plesio e distribuito in tutti i maggiori market per e-book.

COME SI COLLABORA? 
Il personale che compone la redazione di Terre di Confine è selezionato, e normalmente accede al progetto tramite invito nominativo personale disposto dal Gestionale TdC; ma, com’è tradizione della nostra associazione culturale, la possibilità di partecipare resta comunque aperta a tutti gli appassionati che dimostrino reale e serio interesse verso le nostre iniziative e la nostra filosofia. Chiunque può quindi proporsi di collaborare, a qualsiasi livello (redazionale, amministrativo, gestionale); le mansioni operative e i ruoli vengono naturalmente assegnati in base a effettive attitudini, competenze e capacità, tenendo conto della disponibilità di tempo offerta dai candidati.
Tutti i partecipanti a Terre di Confine operano per pura passione, in forma gratuita.

COME SI INVIANO RACCONTI E FUMETTI PER LA PARTE ANTOLOGICA? 

1) Generi
La selezione è aperta “a tutte le storie contenenti elementi fantastici e/o fantascientifici”; quindi, a titolo indicativo: Fantascienza, Fantasy, Fantastico in generale, ma anche Horror, Gotico, Avventura, Epica, Giallo, Thriller, Distopico, Umoristico, Mistery ecc., se caratterizzati appunto da ben riconoscibili connotati/ambientazioni/argomenti rientranti nella definizione di cui sopra (trattanti quindi temi come il soprannaturale, il surreale, lo strano, la tecnologia, il mistero, la magia, il perturbante, il mitologico ecc.). Nel caso di opere borderline, sarà comunque la Redazione a valutare di volta in volta l’eventuale pertinenza.

2) Opere ammesse e diritti
La sezione antologica della rivista mostrerà racconti e fumetti. Non ci sono limiti di lunghezza in selezione: eventuali opere lunghe potranno essere suddivise in puntate, o, se ritenute eccessivamente corpose* per la pubblicazione in rivista, verranno comunque sottoposte all’attenzione dell’editore per eventuali altri tipi di utilizzi editoriali (in quel caso sarà la stessa Casa Editrice a contattare l’autore proponendogli regolare contratto di edizione, NON a pagamento). Per ragioni di corretta programmazione, si chiede comunque di presentare alla rivista opere finite (non interrotte o da completare), e in lingua italiana.
Riassumendo, saranno valutati:
a) racconti di ogni lunghezza, romanzi*, fiabe;
b) fumetti autoconclusivi o a puntate, graphic novel;
Opere varie ed eventuali diverse da queste saranno accettate a discrezione della Redazione.
Le opere potranno essere inedite o edite, purché gli autori garantiscano di possederne pienamente diritti e siano pertanto in grado di autorizzare la pubblicazione. I diritti resteranno in ogni caso proprietà dei concedenti, alla rivista verrà accordato il semplice permesso d’uso non esclusivo a titolo gratuito. 
Da parte propria la rivista s’impegnerà a preservare o migliorare (in accordo con gli autori) l’integrità artistica delle opere e a valorizzarle in tutte le maniere compatibili con le proprie risorse tecniche ed economiche.

3) Modalità di invio
Racconti e fumetti potranno essere inviati via e-mail all’indirizzo  selezione [@] terrediconfine.eu
sotto forma di allegati o come link a file scaricabili dalla rete.
Allo stesso indirizzo gli autori potranno richiedere altre modalità di invio, se la spedizione tramite e-mail non dovesse conciliare con le loro esigenze o disponibilità. A tutte le e-mail verrà spedito un messaggio di ricevuta, che confermerà il corretto recapito dei file; l’assenza di tale conferma andrà interpretata come mancato ricevimento.

CONTATTI
L’Amministrazione resta a disposizione all’indirizzo e-mail redazione [@] terrediconfine.eu  per fornire ogni informazione e rispondere a ogni domanda.

venerdì 13 settembre 2013

..:: District 9 ::..

Titolo: District 9
Regia: Neill Blomkamp
Anno: 2009
Genere: sci-fi
Cast: Sharlto Copley, David James, Jason Cope, Vanessa Haywood, Marian Hooman

La trama in breve:
Negli anni '80 sono arrivati gli alieni. Stavolta però non sono atterrati a Manhattan o in qualche sperduto paesino campagnolo degli Stati Uniti ma si sono fermati con un'astronave gigante sopra Johannesburg senza muoversi più. C'è stato bisogno che un convoglio terrestre andasse a vedere cosa conteneva quella nave apparentemente immobile per scoprire milioni di alieni denutriti, sporchi e in condizioni pessime. Da quel momento per 20 anni i visitatori sono stati stipati in una baraccopoli di Johannesburg creata per l'occasione: il distretto 9. Un luogo dove le creature da un altro pianeta sono trattate come animali, dove regnano caos e anarchia e dal quale ogni tanto scappano facendo incursioni in città che non portano altro che risentimento e xenofobia nella popolazione locale. Ora è arrivato il momento di spostarli da qualche altra parte, ma loro è a casa che vogliono tornare. (fonte mymovies)

Il mio commento:
Pacifica ingiunzione di sfratto...
Visto che, da un po' di giorni a questa parte, nelle sale italiane è disponibile Elysium, che ancora non ho visto, mi son detto "ehi, perché non recuperare il precedente film di Blomkamp?"
Non che la storia di District 9 c'entri qualcosa con l'ultima fatica cinematografica de giovane regista sudafricano, intendiamoci, però volevo farmi un'idea del suo modo di proporre fantascienza. Anche perché, a sensazione, pare molto interessante e "attuale".
Quanto a District 9 ricordo che, a suo tempo, era stata proposta una campagna pubblicitaria virale che aveva suscitato abbastanza interesse ma poi, stando ai commenti di chi aveva avuto occasione di vederlo, il risultato finale non era stato così memorabile.
A mio modo di vedere, comunque, il film in questione presenta diverse cosucce parecchio interessanti e di opinabile valore. D'altra parte, considerando che la produzione è targata Peter Jackson il sospetto che ci fosse qualcosa di interessante c'era, qualcosa in grado di attirare masse e pecunia... così da aumentare i fondi a disposizione per il suo Lo Hobbit :-)
Ad ogni modo, la scelta di ambientare le vicende in una location diversa dalle solite New York, Washington o Trebaseleghe (già mi immagino un futuro "Musso-nado" ammiccante alla fiera dei Mussi e a quella piccola perla del trash che è Sharknado) ad esempio l'ho molto apprezzata. Per carità, non che Johannesburg venga particolarmente esplorata o definita, però mi fa piacere la scelta di collocare le vicende in Africa. D'altra parte, se un'astronave aliena scendesse sul pianeta, perchémai dovrebbe scegliere necessariamente di puntare verso gli Usani? O, soprattutto, perché gli alieni devono per forza affrontare un viaggio di migliaia e migliaia di anni luce solo per attaccar briga? Per cui, buona l'idea della nave "barcone" che trasporta profughi (anche se non è dato sapere da dove arrivino o da cosa fuggano...un po' come in Gantz, mi sa). 
Ma guarda un po' quale simpatica cianfrusaglia
stava nascosta giù nella cantina...
Altri elementi che mi son piaciuti riguardano le tecniche di riprese e l'alternanza di sequenze in stile "documentario" e sequenze più tradizionali. L'escamotage proposto riesce nell'intento di suscitare interesse nello spettatore e nel far sembrare le vicende più "realistiche", per quanto finte siano.
Poi, venendo a quanto propone il film in sé, diciamo che l'impressione globale è quella di un'opera con delle buone idee ma probabilmente sfuggita al controllo di regista e sceneggiatori, molto dinamica e ammiccante a situazioni sociali già viste in Sudafrica (ossia il District Six), ma un po' caotica e semplicistica. Mi riferisco ad esempio alla rapidità con cui si innescano certe dinamiche, dall'immediatezza con cui Wikus Van De Merwe familiarizza con le armi dei gamberoni (passi per i fucili ma non per il mech...) o con l'alieno Christopher Johnson o, ancora, le distanze coperte e la facilità con cui si svolgano azioni come l'incursione alla sede della MNU. Non sono nemmeno sicuro che in così poche ore venga riscritto il DNA di una persona umana, anche se, forse, questo sarebbe meglio chiederlo al professor Seth Brundle de La Mosca di Cronenberg. 
Ma ancor di più mi ha lasciato molto perplesso il notare la deflagrante portata delle armi aliene e la mancanza di utilizzo da parte dei gamberoni...avrebbero potuto impiegarle per imporsi e conquistarsi un futuro dignitoso. D'altronde, solo la presenza dell'imponente nave base intimorisce e sminuisce l'arsenale di qualunque nazione terrestre.

mercoledì 4 settembre 2013

..:: Rogue - Il solitario ::..


Titolo: Rogue - Il solitario   (titolo originale WAR)

Regia: Philip G. Atwell
Anno: 2007
Genere: azione,thriller
Cast: Jet Li, John Lone, Jason Statham, Terry Chen, Devon Aoki, Luis Guzmán, Saul Rubinek, Ryo Ishibashi, Sung Kang, Mathew St Patrick, Nadine Velazquez

La trama in breve:
Quando il suo collega viene brutalmente assassinato dall'ignobile killer Rogue (Jet Li), l'agente dell'FBI Jack Crawford (Jason Statham) giura di trovare l'inafferrabile assassino e di vendicare personalmente la morte del suo amico. Ma Rogue è introvabile, almeno fino a quando non ricompare tre anni dopo, per infiammare una sanguinaria guerra per il territorio tra Chang (John Lone), il capo della mafia cinese, e Shiro (Ryo Ishibashi), il boss giapponese della Yakuza. Desideroso di catturare Rogue una volta per tutte, Crawford si getta a capofitto nel conflitto assieme al suo team di specialisti del crimine. Ma la sete di vendetta di Crawford mette in serio pericolo il suo giudizio professionale e in un’escalation di violenza, finalmente si trova faccia a faccia con il suo nemico, solo allora capirà che nulla riguardo a Rogue o al suo piano è ciò che sembra.  (fonte coming soon)

Il mio commento:
Prove di recitazione, mimica ed
espressività a confronto
Recentemente ho deciso di vedere questo film per trascorrere un'oretta e mezza all'insegna del disimpegno, già consapevole della portata biblica di tale produzione cinematografica. 
D'altra parte, un po' mi mancava la visione di un'opera cinematografica con "IL" attore, ovvero uno dei miei supereroi preferiti: Jason Statham. 
Un uomo di cui il cognome onomatopeico (pronunciato in macheronic inglish, per cui sTA-TAM!) già fa comprendere molte cose.
Per di più, mi son detto, in Rogue ci sta pure Jet Li: magari i due son riusciti a realizzare qualcosa di affine al discreto The One? Che per altro è recentemente stato proposto in prima serata su Rai 4 e che rammento di aver visto addirittura al cinema. Ne conservo un vago ricordo, in effetti, però mi pareva accettabile. 
Ordunque, stando a imdb, sulla carta, questo Rogue doveva essere leggermente meglio ben 0.3 punti in più! 
Eppure, sarà che di quest'ultimo ne conservo un ricordo sbiadito, sarà pure che aveva un'ambientazione vagamente sci-fi, mi sa che questa volta non abbiano combinato alcunché di utile per la storia del cinema.
Che c'è amico? Lo so, lo so, avrei
dovuto avere una parte decisamente
più considerevole e memorabile...
invece faccio la comparsa.
Guarda, è tutto scritto lì, nel copione...
Il film - che poi in realtà si chiama WAR ma che una masnada di improbabili traduttori ha deciso di ribattezzare a modo loro in Rogue, accorgendosi troppo tardi della collisione con l'omonimo titolo di Greg Mclean e tentando di correggere il titolo sparando quel "Il solitario" che fa tanto gioco di carte - scorre via velocemente tra azione, pseudo-indagini, pseudo-intrighi, molte sparatorie e scazzottamenti marziali, con l'inseguimento del misterioso assassino...fino al colpo di scena finale. Un colpo di scena che, magari sarò pure stato mezzo addormentato, non mi ha fatto sussultare più del dovuto. 

venerdì 30 agosto 2013

..:: Ali di tenebra ::..

Titolo: Ali di tenebra
Autore: Mauro Saracino
Editore: Plesio E
ditore
Genere: urban fantasy
Pagine: 290

La trama in breve:
Angeli e demoni combattono da millenni sul nostro piano esistenziale e gli esseri umani svolgono per loro la funzione di pedine preziose. Non possono però essere manipolati direttamente, poiché protetti dal divino libero arbitrio. In questo scenario si muove Mayra, una delle poche persone a conoscenza del segreto a causa di un terribile presagio avuto da adolescente. È una ragazza sola, caparbia e cinica, votata alla caccia di quelle che vengono chiamate “ali bianche”. Al contempo troviamo tra le pagine di questa storia Alessio, all’oscuro di tutto e alle prese con la sua drammatica situazione familiare. Il ragazzo, impreparato a conoscere la realtà, non sa di reggere in mano la bilancia della guerra in atto. (fonte Plesio Editore)

Il mio commento:
Ali di tenebra è un urban fantasy italiano ambientato in Italia e riconducibile al filone dei romanzi che, dal 2007 a questa parte, tirano in ballo gli angeli proponendoli come creature che poco hanno di salvifico e biblico. Anzi. Sono semmai una versione abbellita dei demoni ma, esattamente come loro, hanno tra i propri obbiettivi lo sfruttamento degli esseri umani, illudendoli, sottraendo loro energia, e chi più ne ha più ne metta. Il genere, inaugurato dai libri di Cassandra Clare, se non interpreto male i risultati che ottengo con google, è andato piuttosto bene in termini di accoglienza del pubblico e, stando a quanto appena letto, pure tra gli autori italiani c'è chi ha voluto proporre opere ammiccanti a tale filone. Come Mauro Saracino e questo suo Ali di tenebra, ambientato qui in Italia.
Purtroppo però nel testo in questione qualcosa non ha funzionato o, a mio avviso, è stato totalmente ignorato o non adeguatamente approfondito. L'ambientazione è infatti lasciata molto al caso: passi per la scelta di collocare le vicende in quel di Roma (al di là di qualche riferimento accennato qua e là, per me, la città poteva benissimo essere Milano o Catania...), che alla fin fine non è poi sto gran problema se le vicende si svolgono in un posto o in un altro, ma non per l'assenza di spiegazioni relative alle figure soprannaturali che si muovono tra le pagine del romanzo. Da dove vengono, qual è il loro scopo, che fanno da mattina a sera, in che modo stanno causando problemi al mondo...domande legittime, ma che non troveranno risposte. Ci sono e basta, fidatevi. 
Immaginandomi Mayra, ho pensato a lei. Bella, incazzosa,
forte, letale, determinata...e di cui alla fine non si saprà
più niente. Come se non avesse più importanza o se
ne fossero dimenticati...
Così come ci sono e basta anche altri personaggi, ovvero protagonisti e comprimari, alcuni introdotti con calma e con un po' di caratterizzazione (Alessio e Mayra) (tra l'altro, non è che la sua fisionomia sia vagamente ispirata alla Clare? Colore degli occhi e dei capelli, più che altro...) e altri assolutamente meno. Molto meno. Soprattutto i "cattivoni" e i personaggi ambigui, quelli che creano suspance e mistero e di cui non è dato sapere poi molto...ma che risulteranno fondamentali per il finale. Che è la parte del romanzo che più mi ha irritato e creato un senso di frustrazione. Sensazione che è andata via via crescendo mescolandosi a confusione e sconcerto. Se mai leggerete questo romanzo, probabilmente, mi comprenderete. Non tanto per sconvolgenti dinamiche che vengono descritte o per concetti sublimi infine svelati ma perché, ahimè, tutto è caotico e confuso, con personaggi che compaiono dal niente, scontri apocalittici e dinamiche poco chiare ("lui è l'arbitro" rivela il trickster mentre lui, il Texano e Godzillone sparano a un enorme serpente alato che ha squarciato la chiesa ... °_° eh?) 

domenica 25 agosto 2013

..:: Vacanze italiane 2013 ::..

"Certo che i giornalisti italiani sono davvero dei geniacci nel proporre le notizie", ho pensato mentre scorrevo un po' di titoli sull'Ansa. Stando alle principali segnalazioni del giorno l'interesse massimo del nostro impegnatissimo e illuminatissimo governo è il dibattito sull'IMU: credo che nei prossimi giorni verrà interpellato il divino Otelma per avere qualche responso. 
Sia mai che si interpellino invece quei caspita di 10 saggi che nel mese di marzo son stati prontamente selezionati per prender tempo decidere in merito alla nomina del capo dello Stato. La prossima volta magari è meglio se chiamiamo la Flotta dei Sette di One Piece....
Accanto alla vibrante preoccupazione per l'IMU, l'altra grande bomba è relativa al futuro del baldo giovane Silvio Berlusconi. Capirai, son vent'anni che ce lo sorbiamo...e non vedo perché le cose debbano cambiare nel nostro magico Paese: c'erano inciuci prima, ce ne sono ora, ce ne saranno poi. In fondo, certa gente casca sempre in piedi, e non parlo solo di Silvio B.
Per cui, anche in questo caso, novità fresche fresche e che nessuno mai si sarebbe aspettato di ritrovarsi come principali notizie su cui focalizzare l'attenzione delle masse in agosto.
Poco più in basso però, ed è questo il motivo per cui ho deciso di scribacchiare qualcosa mentre fuori il cielo è squassato da tuoni e fulmini (e si avverte pure un'empia voce nell'aria, probabilmente Saruman che ha constatato i danni causati dalla grandine alle proprie piantagione di orchi), viene riportato un allarme terrificante: E' boom di oggetti stampati in 3D
Scusate, volevo dire, solo il 32% degli italiani è partito per le ferie.
Ohibò, solo 1 su 3? Ma stiamo scherzando? Saremo mica un Paese con seri problemi economici e occupazionali, vessato da un debito pubblico in crescita sfrenata e che, nonostante tutto, continua a stagnare, crogiolandosi nei ricordi di un passato idealizzato e nel rassicurante pensiero che, in qualche modo, per intercessione divina, tutto si sistemerà da solo?
Italia.IT ... davvero?
Quelle riportate sono invece stime piuttosto allarmanti, che lasciano supporre una cera difficoltà da parte delle persone di mettersi da parte risparmi, forse a causa di introiti incerti e traballanti e aumenti globali dei costi da sostenere...niente di nuovo, lo ben so.
Spero solo non siano dati relativi al solo mese di agosto perché allora sarebbe l'ennesima riprova dell'ottusità del nostro sistema sociale, convinto di essere fermo a decenni fa: nel resto del mondo la gente viaggia tutto l'anno, come pure molti fanno nel nostro Paese, ma giornalisti e osservatori mediatici continuano a guardare al mondo con i paraocchi,
In ogni caso, di fronte a una stima tanto deprimente, non mi son sentito affatto stupito.
Voglio dire, dov'è la novità? Le difficoltà che la gente quotidianamente vive e le incertezze con cui è costretta a fare i conti sono lampanti e palesi, così come il numero di aziende che falliscono o che vedono ridurre i propri introiti o delocalizzano la propria attività... per cui uno scenario come quello descritto credo sia normale. Semmai, mi aspetterei un po' più di pro-attività da parte dei giornalisti ad esempio interpellando qualche economista o esperto per esprimere un parere, magari un elenco di manovre o proposte che si potevano attuare per correggere questi numeri, creando virtuosità e non ulteriori depressioni.
Per dire, si potevano incentivare i consumi per la stagione estiva con l'occhio previdente di chi tenta di creare mercato e occasioni lavorative, magari fornendo incentivi o possibilità di "detrarre spese sostenute per le ferie" o, al limite, incentivare l'arrivo di turisti stranieri dall'estero, con tariffe aggressive e servizi all'altezza delle aspettative (lo so che non possiamo sottrarci ai nostri obblighi verso mamma USA, ma c'è sempre la questione dei caccia...chissà quante cose si potrebbero fare con quei soldi...)

mercoledì 21 agosto 2013

Kick Ass 2

Titolo: Kick Ass 2
Regia: Jeff Wadlow
Anno: 2013
Genere: azione, commedia, supereroi
Cast: Aaron Taylor-Johnson, Christopher Mintz-Plasse, Chloë Grace Moretz, John Leguizamo, Jim Carrey, Donald Faison, Clark Duke, Olga Kurkulina, Iain Glen, Lindy Booth

La trama in breve:
L'ultima volta che abbiamo visto la ragazza assassina Hit Girl e il giovane vigilante Kick-Ass, stavano entrambi cercando di vivere come due normali teenager chiamati Mindy e Dave. Preoccupato del diploma di fine anno e di un futuro alquanto incerto, Dave crea la prima squadra di supereroi mondiali insieme a Mindy. Sfortunatamente però Mindy viene scoperta nei panni di Hit Girl, ed è costretta a ritirarsi, restando sola ad affrontare il terrificante mondo della scuola, popolato da malvagie studentesse. Dave, a quel punto, si rivolge a Justice Forever, un gruppo guidato da un ex criminale, il Colonnello Stars and Stripes. Mentre i supereroi si danno da fare sulle strade della città, il supercattivo di tutto il mondo, Mother Mother Fucker, crea la propria squadra e mette in atto un piano per far pagare Kick-Ass e Hit Girl per ciò che hanno fatto a suo padre. Ma c’è solo un problema: se ti metti contro anche un solo membro di Justice Forever, ti metti contro tutti. (fonte comingsoon.it)

Il mio commento:
Con gli Iron Maiden live in Rio in sottofondo, anche se con l'articolo non c'entrano una mazza, e lo ben so, ho deciso di approfittarne per buttar giù due note sul film di cui al titolo del post recentemente visto al cinema.
Ebbene, non male affatto, scanzonato e dinamico al punto giusto, a tratti molto demente (più che demenziale) e a tratti viuulento assai. E se qualche dubbio in merito alla polemica suscitata via twitter dal buon Jim Carrey ce l'avevo (d'altronde, si tratta pur sempre di strategia di marketing...), devo dire che forse tutti i torti non li aveva.
Ma andiamo con ordine.
Come nel caso del precedente episodio, anche questo Kick Ass 2 prende origine dall'omonimo fumetto targato Mark Millar e John Romita Jr (e stavolta li ho scritti giusti!!!)...che non ho letto e che dalla regia mi dicono non essere poi sto granché. Il film che ne hanno tratto invece è più che godibile e, di fatto, ripropone lo stesso ritmo e la stessa atmosfera del primo, mescolando azione, commedia, violenza e chi più ne ha più ne metta.
Il risultato complessivo è quello di una pellicola adatta ad un pubblico dai 14 anni in su, molto attuale e moderno per regia e narrazione. La trama in sé non è particolarmente complessa ma viene orchestrata in modo più che egregio, senza mai annoiare lo spettatore e concedendo spazio a una vasta gamma di emozioni, compreso un po' di sano dolore e sofferenza a causa di qualche lutto.
Tra gli aspetti che più mi hanno convinto ci sono senza dubbio il cast e la caratterizzazione dei personaggi principali, che a modo loro cercano di proporsi come modelli di eroi moderni, seppure controversi. Già perché in fin dei conti la maggior parte dei vigilanti è gente comune che, per un motivo o per un altro, decide di scendere in strada a menar le mani contro "il male": dall'ex galeotto alla ragazza disinibita, dall'adolescente inquieto alla coppia di mezza età, chiunque può autolegittimarsi nel dispensare botte da orbi a destra e a manca. E tutto facendolo apparire una questione del tutto comune e normale, violenza fai da te e alla portata di tutti su cui sarebbe bene ponderare o comunque prender le distanze. E se questo era il reale messaggio che Jim Carrey voleva far passare (per lo meno lo suppongo, visto che faceva riferimento al massacro di Newtown...) tutto sommato non gli do torto.
Comunque, dicevo, il cast scelto per il film riconferma i giovani attori già comparsi in Kick Ass e si rivela più che all'altezza del copione, capaci di recitare, di atteggiarsi e di monopolizzare lo schermo. Sia l'ormai rodato Aaron Taylor-Johnson (per altro visto qualche mese fa su Anna Karenina), che la talentuosa Chloë Grace Moretz che il buon Christopher Mintz-Plasse rappresentano un trio da non perder d'occhio. Ma oltre a loro, anche la body-builder Olga Kurkulina molto probabilmente farà parlare di sé: in fondo, è una sorta di Schwarzenegger in gonnella! E non mi riferisco solo alla fisicità, ma anche all'espressività (tendente a nullo....) e alla prestanza fisica nel seminare il panico, proprio come un terminator :-)

sabato 17 agosto 2013

..:: The cabin in the woods - Quella casa nel bosco ::..

Titolo: The cabin in the woods - Quella casa nel bosco
Regia: Drew Goddard
Anno: 2011
Genere: horror, commedia
Cast: Kristen Connolly, Chris Hemsworth, Anna Hutchison, Fran Kranz, Jesse Williams, Richard Jenkins, Bradley Whitford

Il mio commento:
Scritto da Joss Whedon e Drew Goddard e appartenente al genere horror, Quella casa nel bosco rappresenta un’opera piacevole e ben realizzata, caratterizzato da un buon ritmo e da una crescente voglia di stupire e divertire lo spettatore. La trama, in realtà, non è poi molto complessa tuttavia possiede una struttura cangiante che, mano a mano che si procede con la visione, tende a mutare e ad espandersi, introducendo nuovi elementi narrativi fino a rivelarsi più una sorta di parodia del genere che un horror vero e proprio.
Le vicende proposte allo spettatore riguardano cinque amici – i cui profili corrispondono a quelli di un atleta, una "puttana", un intellettuale, un buffone e una vergine -, che partono alla volta di una remota casa situata in mezzo ai boschi per trascorrere un weekend di relax e divertimento disimpegnato, lontano da tutto e da tutti, in assenza totale di tecnologia come non mancheranno di ribadire durante i preparativi del viaggio. Parallelamente, alcuni tecnici e professionisti di una non meglio precisata agenzia, si preparano per una sorta di esperimento segreto, osservando le cavie che, loro malgrado, vi prenderanno parte ovvero gli stessi Curt, Dana, Jules, Marty e Holden in viaggio a bordo del camper che li condurrà sino alla baita.
I nostri baldi giovani...
Ed è qui, che durante la notte, si svolgeranno la gran parte delle vicende dopo che i ragazzi verranno indotti a scendere in cantina e risvegliare il male attraverso uno dei numerosi artefatti presenti nella stanza. Malgrado le scommesse che tecnici e scienziati conducono nei laboratori da cui pilotano le vicende dei ragazzi, attivando pertugi o rilasciando sostanze chimiche nell’aria, sarà Dana la prima a decretare quale orrore scatenare: dalla lettura di alcune pagine di un antico diario verrà evocato un gruppo di terribili e micidiali non-morti che inizierà a falciare i protagonisti.
In realtà tutto ciò è solo uno scenario artificiale, un contesto fittizio creato per un misterioso rituale. Fatto questo che verrà esplicitato mentre, da un lato, i ragazzi lottano per la loro sopravvivenza e, dall’altro, i tecnici perseverano nel loro compito, per garantire che tutto si compia secondo regole prestabilite. 
Si scopre così che l’incubo in cui si trovano catapultati Curt (impersonato da Chris Hemsworth) e soci, è solo uno dei tanti sacrifici umani che, con dinamiche simili, avviene in ogni parte del mondo allo scopo di placare la sete di sangue degli Antichi, mastodontiche divinità dormienti che, se risvegliate, possono distruggere il mondo. Purtroppo, quello che si sta svolgendo è l’ultimo di una serie fallimentare di tentativi e, di conseguenza, di cruciale importanza per il futuro dell’umanità.
Si accettano scommesse: avanti signori, fate il vostro
gioco, puntate il vostro stipendio sull'orrore
che pensate verrà evocato! Forza, forza, forza!
Ma come si può facilmente sospettare, nulla andrà come previsto. Anzi, in un crescendo di situazioni e sfoggio di creatività e di omaggi alle pellicole del genere, saranno gli unici due superstiti del gruppo a scatenare l’inferno all’interno della base in cui i tecnici eseguono il loro compito e tengono in cattività innumerevoli esseri mostruosi, quelle stesse creature da incubo che i soggetti del rituale potevano inconsapevolmente scegliere come boia.
Esplicitando quindi le meccaniche che portano alla realizzazione di un film horror, Quella casa nel bosco si propone quindi come una sorta di meta film che omaggia e deride al contempo le produzioni di genere che, negli anni, hanno saputo incutere timore e al contempo divertire. Ecco allora che gli espedienti a cui ricorrono i tecnici Sitterson e Hadley sono pressoché i medesimi impiegati dai produttori di cinema, con personaggi che, condizionati da droghe e gas, compiono scelte immotivate o si espongono al pericolo in modo plateale. Gli stessi tecnici-registi del rituale non sono esenti da errori o superficialità, motivo per cui tutto volgerà verso la catastrofe, e nemmeno da condizionamenti che arrivano da non meglio precisati clienti: malgrado le speranze di Hadley, infatti, non saranno i tritoni a dare la caccia ai cinque candidati così come tutto deve venir rigorosamente filmato alla stregua di un reality show da trasmettere in diretta mondiale. 

mercoledì 14 agosto 2013

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venerdì 9 agosto 2013

..:: Il vero potere dei puffi :..

Mentre me ne sto qui a Comiso, a sorbirmi gli echi dell'ennesimo matrimonio celebrato qui a Villa Orchidea (a quanto pare, da queste parti si sposano quasi tutti i giorni...) e gli effetti dell'Insolia e della cena a base di pesce, domandandomi al contempo perché la dotazione hardware di questo portatile aziendale lasci così drammaticamente a desiderare in termini di multimedialità, credo di aver raggiunto una sorta di illuminazione.
Ho capito cioè perché la società dei puffi sembra funzionare perfettamente e la nostra (quella italiana), no.
Non è questione di orientamento politico, di fede calcistica, di processi pendenti con cui bloccare un Paese o di sangue blu (ahahah, bella questa) bensì di consapevolezza di identità e capacità personali.
Come ben sappiamo, i puffi son stati creati a immagine e somiglianza di un dio venuto dal pianeta Pandora e sono univoci: ognuno di loro possiede un corredo genetico e un'identità che lo rende unico, compatibile con un solo ruolo nella società puffesca, incapace di gestire qualsiasi altro compito al di fuori dell'unico (the ONE) per il quale sono stati programmati.
Una sorta di limitazione, se vogliamo, ma al contempo una ricchezza, un valore aggiunto che proviene proprio dalla loro profonda e radicata consapevolezza di sapere chi sono e cosa possono o non possono/devono fare.
Non capiterà mai che puffo burlone si metta a fare quel che fa puffo contadino o che puffo forzuto prenda le veci di puffetta: ne andrebbe della sopravvivenza della specie.
Ecco perché ciascuno di essi possiede un ruolo ben identificato e ad esso si attiene scrupolosamente.
Motivo per cui c'è chi si occupa di cucinare, di progettare, di fare il bibliotecario, di sostituire puffetta quando questa ha il ciclo (sto parlando di puffo vanitoso...).
E grazie a questa magnifica ricchezza individuale che ciascuno possiede, la società puffica prospera e impera nei boschi, razziando l'ambiente circostante da puff-bacche come se non ci fosse un domani e suonandole a quel simpaticone di Gargamella (che si veste da pezzente e che non possiede manco uno smartphone, come il sottoscritto).
Al contempo, così dovrebbe essere per noi italiche genti, abitanti di una nazione composta da n anime, con n grande a piacere. E non bastano manco le regioni a classificarle visto che periodicamente spuntano zone nuove che fan riferimento a un fiume, a una catena montuosa o a qualche attrazione turistica locale ("...straordinaria scoperta avvenuta oggi nel mirabilandolese...", fonte Studio Aperto)
Però, se fossimo consapevoli di cosa ciascuno può o non deve fare, credo potremmo avere una qualche speranza di prosperare pure noi. Esattamente come i puffi. O gli X-men.
Non si tratta di un discorso che verte sulla discriminazione razziale o che vuol risultare discriminatorio od offensivo, sia chiaro, semplicemente ho avuto l'occasione (di nuovo e di nuove e di nuovo...) di constatare come ci siano diversità di mentalità e di modi di essere che rappresentano una ricchezza e un patrimonio, un valore aggiunto per noi italiani. Ma che alla fin fine finiscono per divenire elementi per dibattito politico, disquisizioni popolari e divisioni intestine.
Dico solo che, forse, ci sono genti di alcune zone d'Italia più ferrate in taluni ambiti rispetto ad altri e che, magari, l'aver sfruttato questa ovvia consapevolezza a nostro vantaggio avrebbe permesso di livellare l'Italia verso "l'alto" più che causare dispendio di energie, risorse e sforzi come invece è accaduto negli anni, e forse continua ad accadere tutt'ora, rallentandoci nel raggiungimento di taluni obbiettivi.
Acciderbolina!