lunedì 26 aprile 2010

..:: Scontro tra titani (Clash of the titans) ::..

Titolo: Scontro tra titani (Clash of the titans)
Regia: Louis Leterrier
Anno: 2010
Genere: Avventura, Fantasy
Cast: Sam Worthington, Liam Neeson, Ralph Fiennes, Gemma Arterton, Mads Mikkelsen


“Scontro tra titani” (Clash of the titans) è un remake di produzione prevalentemente hollywoodiana che ripropone su grande schermo le gesta di Perseo, semidio della mitologia greca, già protagonista del film “Scontro di Titani” del 1981 (Clash of the titans).

La trama in breve:
L’inizio della pellicola coincide con una breve introduzione cosmico mitologica relativa alla genesi della razza umana e al pantheon greco, richiamando dispute tra divinità e spaventose creature devastatrici (come il Kraken). Vengono così suggeriti antefatti ed eventi che aiutano lo spettatore nel collocare le vicende e che, al contempo, permettono di sondare l’interesse del pubblico per eventuali film basati su libere interpretazioni di miti classici.
Successivamente, la narrazione torna su un piano più terreno e umano, descrivendo il recupero in mare di un sarcofago da parte di un umile pescatore greco: al suo interno sono presenti il cadavere di una bellissima donna e un bimbo di pochi mesi, miracolosamente vivo. Presolo con sé, il pescatore crescerà questo bimbo come fosse suo, insegnandogli l’arte della pesca e a rispettare gli dei che, dall’alto dei cieli, proteggono il mondo degli uomini in cambio di preghiere e devote manifestazioni di fede.
Qualche anno più tardi il giovane Perseo, questo il nome attribuito al pargolo salvato dalle onde del mare, vive come umile pescatore assieme alla propria famiglia, cercando di far fronte a stenti e a patimenti, condizione cui la razza umana sembra esser costretta per colpa dell’indifferenza dimostrata dagli dei. Situazione questa che alimenta il malcontento e la ribellione verso i divini abitanti dell’Olimpo: si innescano così azioni sacrileghe da parte di guerrieri e abitanti delle città greche ai danni di templi e statue dedicate a Zeus e alle altre divinità. Scellerati comportamenti umani che scatenano le ire del cielo e il naufragio della nave di Perseo, vittima di eventi sovrannaturali in cui, suo malgrado, si trova coinvolto.
Strappato nuovamente dai flutti viene quindi condotto ad Argo, città d’origine di quei rivoltosi umani che si ribellano agli dei e città presso cui Ade ha deciso di scatenare la furia devastatrice del Kraken. Una scelta drammatica ed estrema presa in seno al consiglio degli dei, convincendo il proprio fratello Zeus a mettere da parte l’immenso amore che nutre per gli umani e a cedere all’ira, concedendo al signore dell’oltretomba di far pagare agli ingrati umani l’irrazionale comportamento tenuto nei confronti di templi e simulacri.
Argo viene quindi condannata alla distruzione a meno che, secondo il volere di Ade, non venga sacrificata al Kraken la bellissima principessa Andromeda. Lo stesso dio degli inferi rivela infine che Perseo è in realtà un semidio, nato dall’unione di Zeus con un’umana. Fatto questo che riaccende la speranza nel cuore del re di Argo, Cepheus, che, per nulla disposto a sacrificare la propria figlia al volere delle divinità che tanto disprezza, incarica proprio Perseo di trovare un modo per risolvere la situazione, salvando cioè Andromeda ed Argo al loro triste destino.


Il mio commento:

Questo “Scontro tra titani”, disponibile anche in versione 3d sebbene originariamente non lo prevedesse, rappresenta un discreto film d’azione, arricchito e impreziosito da notevoli effetti grafici: le dinamiche scorrono via rapide in un crescendo di azione e battaglie, rievocando scontri epici e figure della mitologia classica. Ha il pregio di non annoiare e, a tratti, di risultare vagamente divertente, ciononostante, rappresenta comunque un prodotto qualitativamente poco consistente, ricco di semplificazioni e, soprattutto, di moltissime libertà rispetto alla versione classica del mito di Perseo.
L’impressione è quella di un affannato spettacolo di effetti visivi in successione, talvolta con il risultato di creare confusione e perplessità più che di avvincere lo spettatore, effetto questo amplificato nella visione offerta in 3D.
Il cast scelto per la produzione è comunque discreto. Tra le divinità si annoverano anche nomi importanti, come Liam Neeson (già visto in Schindler’s List, Gangs of New York, Star Wars Episodio I, Rob Roy, Kinsey) e Ralph Fiennes (protagonista di film quali Strange Days, Spider, Red Dragon, impersona lord Voldemort nella saga di Harry Potter): attori ben noti e apprezzati dal pubblico che però dubito saranno ricordati dalla critica cinematografica per l’apparizione in questo film. Anzi.
I guerreschi panni di Perseo sono invece affidati a Sam Worthington, granitico attore già presente in Avatar e Terminator Salvation. La fisicità è notevole, non c’è dubbio, tuttavia le espressioni facciali sono considerevolmente limitate, al pari degli eventuali dubbi che qualunque spettatore si potrebbe porre in merito all’esito delle imprese in cui si cimenta, in perfetto stile heroic fantasy. Al Perseo del grande schermo, in poche parole, riesce ogni cosa: poco conta se è un umile pescatore, non istruito e mai addestrato all’arte della guerra. Sfioderà ugualmente un fisico più pompato rispetto a quello di qualunque militare e, elemento non di poco conto, riuscirà laddove nessun altro è mai stato in grado di aver successo: sia che si tratti di decapitare una gorgone, di sfidare il Kraken o di scendere addirittura nel regno degli Inferi. E sempre con la medesima espressione in volto. Risulta un personaggio poco tridimensionale, mosso solo dalla determinazione di portare a termine una propria personale vendetta nei confronti degli dei, contro Ade in particolare, e di dimostrare al mondo, oltre che a se stesso, di essere in grado di opere mirabolanti per il fatto di essere un umano determinato più che di essere un umano benedetto dal sangue degli dei. Tematica questa che rincorre più volte durante il film e che diviene anche occasione di leggero astio e fugaci battibecchi tra l’eroe protagonista e le comparse che lo accompagnano nell’impresa (morendo inesorabilmente una dopo l’altra … ).
Stravagante risulta infine l’adattamento del mito di Perseo proposto: sono infatti molte le differenze riscontrabili tra la versione su pellicola e quella originale del mito.
Se da un lato alcune semplificazioni possono anche venir perdonate - vedasi ad esempio Pegaso, il mitico cavallo alato, che nel film risulta essere un dono di Zeus anziché una creatura generata dal sangue della Medusa – dall’altro ci sono numerose sequenze insensate e fuorvianti, che non contribuiscono a dare profondità e significato al film, anzi, tutt’altro. Mi riferisco, ad esempio al Kraken, noto mostro marino di origini norrene e non greche, all’interminabile battaglia contro gli scorpioni giganti del deserto - nati dal sangue maledetto di Calibos - che, nonostante le morti di cui sono responsabili, vengono tranquillamente utilizzati come mezzi di locomozione. Ancor peggio si potrebbe dire degli Dijinn del deserto, misteriose creature composte di carbone e legname, vagamente simili ai Sabibodi di Guerre Stellari, che parlano una lingua incomprensibile e non sottotitolabile ma dotati di potentissime magie e che, di punto in bianco, senza nemmeno sapere cosa sta accadendo, decidono di contribuire alla causa del primo Perseo che transita nei loro territori.
Ancora peggio quando la sceneggiatura cerca di adattare i miti classici alle esigenze sceniche. In particolar modo penso al ruolo e alla storia di Io; ancor peggio va con Andromeda: nel film è principessa di Argo, sacrificata al Kraken per placare Ade, salvata e non sposata da Perseo; nella mitologia è figlia dei sovrani di Etiopia, sacrificata a Poseidone, salvata e poi sposata da Perseo. Ma anche sulla lotta tra umani e divinità avrei numerosi dubbi da avanzare, senza dimenticare lo scempio perpetrato ai danni di re Acrisio, marito di Danae, madre naturale di Perseo, che nel film viene ridotto al ruolo di pseudo zombie rispondente al nome di Calibos, alle dirette dipendenze di Ade.
Nasce spontanea una riflessione sul fatto che siano proprio gli studi di Hollywood a pescare a piene mani dal patrimonio culturale e artistico classico, decisamente più vicino alla sensibilità europea se non nostrana: si tratta di un’esigenza dettata dalla volontà di dissacrare storie e leggende mitologiche o per utilizzare effetti speciali pre-confezionati e scartati da altre produzioni?
Dubbio che sorge spontaneo in seguito all’abbondante spettacolo di effetti speciali offerto da questo “Scontro tra titani”. Senza dimenticare, per altro, che non vi è affatto alcuno scontro tra titani: al più vi è la contrapposizione tra il potere della gorgone e quello del Kraken, decisamente ben realizzato e dal forte impatto visivo - un animale mastodontico che per certi versi richiama gli Imp dei videogame di Doom o Cthulhu di Lovecraft - ma che appare solamente come un espediente per determinare gli eventi di cui è protagonista Perseo. Un po’ come risultano esserlo tutte le presenze sovrannaturali che appaiono nel film, visivamente riuscite ma poco approfondite, ridotte al ruolo di macchiette o fugaci comparse.
Passi pure per le (pseudo) arpie scatenate da Ade o per Caronte (e il suo panfilo fatiscente) , ben diverso però il discorso quando si parla di divinità, gloriosamente abbigliate di armature luminose e scintillanti: ci si aspetterebbe maggior caratterizzazione e profondità, pathos nella recitazione per lo meno. Invece tutto risulta appiattito, teso più alla costruzione di un intreccio dinamico e frenetico più che alla genesi di un mondo classico dignitoso e decente, che potrebbe gettare i presupposti per altre produzioni legate al pantheon classico. O affine: nel vedere le armature degli dei è difficile non ipotizzare una qualche trasposizione dei Cavalieri dello Zodiaco (Saint Seiya) su grande schermo, tanto più che lo stesso Masami Kurumada, autore del manga in questione, è stato coinvolto nella realizzazione di locandine promozionali.
Anche le altre tematiche descritte nel film risultano poi abbozzate e poco sviluppate, per lo più articolate in rapide sequenze che prendono vita in maniera improbabile. Il rapporto tra genitore e figlio, ad esempio, descritto rapidamente nelle sequenze in cui Perseo pratica la pesca con il proprio padre adottivo oppure quando il protagonista incontra Zeus in persona: emerge una precisa volontà di determinare il proprio destino, di far capire allo spettatore che l’identità di ciascuno è determinata dalle azioni di cui si è protagonisti più che dal sangue o dal nome che possediamo. Ecco allora che Perseo compie grandi gesta perché è un uomo dotato di grandi qualità e coraggio, perché ha un obbiettivo, e non perché figlio di una potentissima divinità dell’Olimpo. Certo, anche questo aiuta, così come i doni che gli vengono elargiti da Zeus in persona, non da ultima la donna (oggetto?) nel finale. Nemmeno penso sia secondario la visualizzazione dell’animale simbolo del sommo degli dei, l’aquila, casualmente simbolo anche degli Stati Uniti d’America, quasi a voler trasmettere il messaggio che gli altri popoli hanno bisogno di eroi figli dell’aquila per trovare vera salvezza.
Discutibili poi i momenti in cui vengono mostrati gli eccessi a cui può condurre il fanatismo religioso, soprattutto con l’approssimarsi di oscure minacce di devastazione. Ancor più sospetta risulta invece la tranquillità con cui un intero popolo accetta il proprio fato: nessuno degli abitanti di Argo accenna ad abbandonare la città, per esempio, fatto questo che potrebbe far nascere sospetti sull’eventuale ottusità della massa oppure sul potere della disinformazione se opportunamente operata da parte dei media e dei potenti dell’epoca.
In definitiva, lo spettacolo offerto da questo “Scontro tra titani” è più che discreto dal punto di vista degli effetti speciali e del dinamismo proposto, ma assai poco convincente sotto molti altri punti di vista. Decisamente sconsigliato per quanti si aspettano la fedeltà nella trasposizione su celluloide del mito di Perseo.



martedì 20 aprile 2010

DragonTrainer

Titolo: DragonTrainer
Regia: Dean DeBlois, Chris Sanders
Anno: 2010
Genere: Animazione
Doppiatori: Jay Baruchel, Gerard Butler, Craig Ferguson, America Ferrera, Jonah Hill

La trama in breve:
iccup è un giovane vichingo che, come spiega lui stesso, vive in un villaggio sperduto nel nulla, in una landa fredda, inospitale, con poco da mangiare e soprattutto infestata dai draghi. Perchè la comunità non si sposti è insieme la premessa del racconto e il tratto più saliente della dialettica che lo anima: i vichinghi sono cocciuti e invece che spostarsi preferiscono combattere, non a caso sono tutti grandi e grossi. Tutti tranne Hiccup.
Figlio del capo del villaggio Hiccup è secco e inadatto al combattimento, ha una spiccata passione per la costruzione di macchinari (con cui tenta di uccidere draghi) e una conseguente inclinazione per la creazione di problemi, questo fino a che, all'insaputa di tutti, non riesce a catturare il drago più temuto e sconosciuto solo per scoprire che il diavolo non è cattivo come lo si dipinge (fonte mymovies).

Il mio commento:
Ho visto questo film al cinema, in 3d. Ormai è diventata una moda, forse per rimpinguare le casse dei cinema, forse per boicottare una certa forma di pirateria.
Ad ogni modo, dicevo, sono recentemente andato a vederlo.
Dal trailer mi ero fatto un'idea di film sul demenziale, forse per via dell'aspetto da "micione" del drago con cui entra in contatto il protagonista.
In realtà mi son dovuto ricredere. Certo, le sequenze divertenti e le gag ci sono, così come la caratterizzazione di certi draghi (tipo il gronkio: "Oddio, mi si è spompato il gronkio!") o dei personaggi può apparire buffa, però fondamentalmente si tratta di un film non di genere comico. Qui il fantasy la fa da padrone, con tanto di scontri epici e titanici e sequenze di volo davvero entusiasmanti, amplificate da un livello qualitativo dell'animazione davvero elevato.
In parte la vicenda narrata può ricordare Eragon: anche lì si instaura un legame tra un giovanotto qualunque e un drago, un vincolo che matura col tempo e che li porta a condividere un rapporto che va al di là di quello che si instaura tra cavaliere e cavalcatura. A parte questo accostamento, che, volendo, potrebbe essere esteso pure al film ET, le vicende e la storia prendono pieghe completamente diverse.
Mi è piaciuto il parallelismo che si viene a creare tra i due addestramenti che Hiccup porta avanti, uno canonico e legato alla consuetudine del villaggio ("morte ai draghi!") e uno personale, di ricerca e scoperta, assieme a "Sdentato". Il ragazzo è infatti cocciuto e libero, non ama i condizionamenti, non si accontenta di dogmi e dettami di comportamento pre confezionato: è critico, dubbioso, razionale. Vuole scoprire il mondo e capire, anche se questo può comportare incomprensioni, impopolarità o soverchiare tradizioni che perdurano da tempo. Nei confronti delgi animali, come nel film in questione, oppure anche nei confronti di scienza, teologia e popoli. Hiccup lancia infatti un messaggio molto forte: andando contro corrente, e non senza rinunce e personali sconfitte, riesce a portare il proprio popolo ad un cambiamento epocale, a superare pregiudizi e a mutare mentalità. In meglio, teoricamente.
Anche se, in effetti, unire la mentalità bellicosa dei vichinghi con le potenzialità dei draghi potrebbe contribuire alla nascita di una super potenza militare capace di conquistare e devastare l'Europa.
Ho trovato spettacolari poi le sequenze di volo, probabilmente potenziate dal 3d e da una resa grafica davvero notevole quanto a fluidità e qualità visiva. Molte sequenze risultavano davvero molto realistiche, con una cura dei particolari meticolosa e puntigliosa (penso ad esempio alla navigazione delle drakkar o agli effetti luminosi legati al masso incandescente che penetra nel covo buio dei draghi quando i vichinghi si apprestano allo scontro decisivo) .
Ma ancor di più mi ha entusiasmato la battaglia, titanica, del finale e che, considerando i disastri di questi giorni, mi ha fatto capire perchè il vulcano islandese Eyjafjallajkull abbia effettivamente eruttato...
Comunque, dicevo, quello del finale mi è piaciuto assai e assai: uno scontro aereo contro un essere mastodontico e impossibile, una sfida epica e dinamica, decisamente sublime.
Mi è piaciuto, inutile negarlo, mi ha colpito e avvinto, esattamente come certe sequenze di volo in cui Hiccup e Sdentato si son cimentati.
Mi domando quale sarebbe stato l'effetto del film se, anzichè raprresentato da attori virtuali, fosse stato realizzata con attori in carne ed ossa.
O con personaggi dall'aspetto meno caricaturale e più realistico come si può vedere, ad esempio, nelle produzioni di matrice orientale...
In conclusione, questo DragonTrainer targato DreamWorks e ispirato al romanzo "How to train your dragon" di Cressidra Cowell, di sicuro non annoia e, seppur a tratti semplicistico, regala una visione più che piacevole, adatta ad un pubblico di tutte le età.
Soprattutto se amanti dei draghi e/o fan di Guerre Stellari ^_^



venerdì 16 aprile 2010

..:: Bordelli in Italia ::..

Ebbene sì, "bordelli in Italia" è una delle parole chiave più gettonate tra quelle che, secondo le statistiche, i visitatori di questo blog digitano sui motori di ricerca.
Tallonato da "gurzo del borneo meridionale", in un testa a testa avvincente e mai scontato.
Speravo che i net-citizen approdassero su questo spazio virtuale spinti da ben altre motivazioni ma amen, non posso che perendere atto della situazione e sfruttarla a mio vantaggio.
O tentare, per lo meno.
D'altra parte, con tutto quello che sta succedendo nel nostro Paese forse non è proprio un caso che la parola "bordelli" venga così drammaticamente cercata.
Penso infatti al giro di escort e tangenti sessuali rappresentate, di fatto, da certe signorine: notizie di attualità emerse nel corso dei mesi scorsi (febbario-marzo?) e di cui già si è perso traccia. Così come ci si dimentica dei volti e dei nomi coinvolti (tipo Bertolaso). E pensare che per qualcosa di analogo la reputazione di William Jefferson Blythe III è stato infangata per sempre...
Ecco che, se ci fossero stati i bordelli, magari il tutto poteva avvenire in modo meno scandaloso, con tanto di ricevuta fiscale (forse).
Penso poi alle dinamiche legate allo scandalo - oh my God - della pedofilia nel clero. Magari, se ci fossero stato libero accesso a bordelli locali, questi sacerdoti non sarebbero caduti in tentazione nei confronti di minorenni. Eppure, per quanto triste e scandalose siano le notizie riportate in questi giorni, sono tutte "cose vecchie", risalenti a qualche anni fa. Ma che comunque fanno meditare. E che permettono di sviare un po' l'attenzione degli italiani qualora ci fossero altre notizie da trattare o che potrebbero (dovrebbero) far incazzare di brutto la popolazione.
Per dire, hanno approvato il legittimo impedimento ... e scusate se è poco (ne approfitto per ringraziare sentitamente i telegiornali nostrani: mi sa che l'anno prossimo l'Isola di Tonga ci sorpassa nelle graduatorie sulla libertà di stampa e comunicazione).
Penso poi alla televisione nostrana e alle parole di Napolitano, solamente pochi giorni fa: "Basta con le donne oggetto in tv, si può scatenare la violenza". Magari c'ha anche ragione.
E magari "chi" controlla la televisione potrebbe provvedere. Oppure dettar legge affinchè tutto si riduca, effettivamente, a tette e culi. Tra una partita di calcio e uno spot di automobili, s'intende.
Si finisce così con il creare una nazione bombardata diastimoli sessuali e che cerca, praticamente, solo stimoli sessuali. Anche e soprattutto nel web. Lo dimostrano i servizi delle Iene: voce autorevole e attendibile, assolutamente imparziale e libera e non potenziale fonte di condizionamento e plagio di massa.
Di certo navigare in qualche sito porno e guardarsi foto e video in tutta calma da casa costa meno che andare con le signorine buonasera che passeggiano nottetempo ai margini delle strade.
Considerando comunque il periodo di crisi attuale (no che non c'è crisi, dice Silvio B; sì che c'è crisi, confermano quei comunisti di Bankitalia) forse non sarebbe male puntare sulla creazione di case chiuse e luoghi di piacere. Tanto per sperimentare qualche settore nuovo e varare almeno una legge sul mondo del lavoro. Che poi, considerando tutto quel che ha bruciato Calderoli a fine marzo, chi sa se è stata cancellata anche la Legger Merlin?
Certo, costruendo e avviando aziende che guadagnano legalmente col sesso, si sottrarrebbero un po' di introiti alla criminalità organizzata (che non penso abbia visto diminuire il proprio fatturato) e a chi "ci prova" nelle varie città nostrane (Milano, Padova, Treviso...). Forse verrebbe meno quel brivido che c'è nel delinquere però al contempo, magari, 'leconomia italiana migliorerebbe un poco, no? Senza trascurare la riduzione di banda internet occupata dai cibernauti. Ah, tra l'altro, grandiosa l'idea di prevedere un incentivo per i giovani tra i 18 e i 30 anni che stipulano un contratto adsl! Però, ehi, e se la mia zona non è coperta? Magari, anzichè sperperare 200 milioni di euro in inutili palliativi, era meglio invece investire quegli 800 milioni di euro fermi (se ci sono) destinati allo sviluppo rete e creare nuove occasioni di lavoro alla gente disoccupata? Forse era meglio ponderare un poco come han fatto su PuntoInformatico, ad esempio.
Ma non solo in termini di incentivi adsl, a livello proprio di pensare a qualcosa che vada al di là dell'immediato presente. Speriamo comunque che almeno, ora che è legale che qualcuno - non tutti, sia chiaro - sia impedito a farsi condannare, ci sia qualche interesse nel gestire realmente il Paese prima che, per davvero, vada letteralmente tutto a puttane.
E se pensate che io sia troppo catastofista, tranquilli, il mio è tipico ottimismo da Unieuro: Qualcosa del tipo: [ore 3.34 di notte, ora locale] "Gianni! L'ottimismo è un buono sconto per una pump station thailandese! Gianni!"

sabato 10 aprile 2010

..:: Legame doppio ::..

Titolo: Legame Doppio
Autore: Christian Antonini
Editore: Asengard Edizioni
Genere: Fantastico - Horror
Pagine: 416

La trama in breve:
Milano, 1944: Sono tempi duri per la famiglia Amici: la guerra ha messo in ginocchio il Paese, il razionamento e i problemi quotidiani svuotano la vita di ogni gioia. Solo gli affetti, semplici e genuini, costituiscono un rifugio sicuro per il piccolo Francesco: affetti per la famiglia, il gatto, gli amici. Poi, improvvisamente, la brutale violenza della guerra irrompe nella vita del bambino, fatta di giochi e sogni. La famiglia Amici si scontra con un individuo privo di scrupoli, disposto a vendere a tedeschi e fascisti chiunque abbia qualcosa da nascondere... È l’Ingegner Gerini, disprezzato da tutti, schivo e riservato: un individuo che sembra godere di un rapporto d’amicizia molto particolare solo con i piccioni e i colombi del caseggiato.
Milano, 2003: Catia Ternani è una ragazza sola in una città che respira tecnologia pur restando ancorata a una realtà fatta di piccole cose. Vive in un appartamento, in compagnia del suo gatto e di un computer. Fra difficili rapporti familiari e problemi di lavoro, la ragazza viene contattata tramite Internet da uno sconosciuto: qualcuno che sembra conoscerla molto bene e che le intima di lasciare al più presto la sua abitazione... qualcuno che sembra addirittura non esistere e che riesce a intromettersi nel suo computer anche quando non è collegato alla Rete.
C’è un legame che unisce la famiglia Amici a Catia Ternani. Un legame profondo ma misterioso, che attraversa il tempo. Contrasti personali, pericoli e doveri costituiscono un ponte tra le vicende della ragazza e quelle di Francesco e dei suoi parenti, persone diverse e un unico scenario: il palazzo di via Cacciatori... (fonte Asengard)

Il mio commento:
Ho letto con piacere questo romanzo, senza aspettarmi nulla. La copertina è, a mio avviso, sufficientemente evocativa e ben realizzata, fornisce subito l'idea di un legame e, al contempo, di una qualche rottura, qualche imprecisato elemento di tensione.
La lettura è stata abbastanza piacevole e scorrevole, con qualche refuso qua e là, ma nulla di particolarmente grave: rare ripetizioni che si dimenticano in fretta.
Anche per quanto riguarda lo stile narrativo non ho nulla di particolare da segnalare, anzi, secondo me è adeguato e piacevole. Si nota una certa passione e documentazione preparatoria, fondamentale per proporre un'immagine credibile e verosimile di un periodo, come quello della Seconda Guerra Mondiale, non direttamente vissuto dall'autore del romanzo.
Per quanto riguarda invece il ritmo e lo sviluppo della storia in sè, invece, ho qualche critica da muovere. A mio avviso non è immediato distinguere passato e presente, non da subito comunque, visto che i capitoli ambientati in via Cacciatori nel presente si alternano a quelli ambientati in via Cacciatori negli anni 40. Forse era meglio aggiungere qualche didascalia o delle date a inizio capitolo per agevolare il lettore. Per carità, dopo un po' di capitoli ci si abitua e, automaticamente, gli eventi vengono collocati nel giusto periodo storico sulla base degli attori coinvolti. Quando è vero anche che ci sono personaggi che creano un legame tra passato e presente narrativo...
Altra nota critica riguarda il ritmo e la densità degli eventi. Da un lato è comprensibile la necessità di giocare sul mistero per creare tensioni e aspettative, così come è accettabile la descrizione degli eventi del passato per preparare l'ambientazione e contribuire alla tridimensionalità dei personaggi, però è anche vero che, a mio avviso, c'è poca azione. A parte nel finale...
Secondo me, comunque, questo può costituire un limite del testo che, nei soggetti meno pazienti, può tramutare la lettura in un'esperienza noiosa e monotona.
Buona invece la caratterizzazione dei personaggi, nè troppi nè troppo pochi. Semmai è discutibile la facilità con cui Catia accetti la presenza che "sembra" perseguitarla, quasi che il sovrannaturale sia cosa di tutti i giorni.
Senza contare che non è nemmeno ben spiegato la presenza di certe entità: ci sono e basta, sembra essere la spiegazione. L'odio, il senso del dovere, la volontà di vivere ancora, i legami di sangue, la vendetta ecc. .. sono motivazioni condivisibili e accettabili però, a meno di raggi di energia cosmica, dubito che bastino a mantenere in vita le persone morte. Ok, ok, nel testo la protagonista ad un certo punto fa delle ricerche in internet e salta fuori che il palazzo è stato edificato in una zona per cui "passano" linee energetiche individuati da druidi, celti et similia ma ugualmente la questione è poco approfondita. Volutamente, forse. Al lettore non resta altro che sospendere la propria volontà di comprendere e accettare quel che viene proposto.
Più interessante invece la tipologia di manifestazione che riguarda una delle due "presenze, ovvero attraverso la rete elettrica e gli elettrodomestici: non credo sia qualcosa di mai sentito o mai visto in altri film (Shocker?), libri o fumetti, ma, per quanto mi riguarda, l'ho trovata una bella pensata. Un po' meno originale invece, l'idea dello sfruttamento dei corpi dei deboli per le possessioni varie ed eventuali.
Ad ogni modo, si tratta di un buon testo, apprezzabile e interessante e che mi sento di consigliarvi. Soprattutto per il fatto che si tratta di un horror italiano ambientato in Italia che, di per sè, non è poco.
Anzi, va, già che l'han fatto vi segnalo pure il booktrailer: forse anticipa un po' troppo quel che accade nelle pagine di Legame Doppio, però devo dire che la scelta degli attori per Catia e "la presenza" è azzeccatissima ^_^


sabato 3 aprile 2010

..:: Progetti letterari ::..

Anche se ultimamente scarseggia il tempo libero e, inspiegabilmente, lo stress personale aumenta, ho tentato di portare avanti i miei progetti letterari.
Purtroppo, non ho ancora concluso alcunchè con "Vuoto di luce".
Alcune proposte di pubblicazione mi sono giunte, per la verità, però non ero del tutto convinto di ciò che mi si proponeva e ho optato per il diniego.
In attesa di riceverne altre o di valutare il da farsi.
Uno degli elementi più drammatici che ho riscontrato rimane in ogni caso la distribuzione: pubblicare è relativamente facile. Farsi distribuire e avere occasioni per promuovere la propria opera lo è molto, ma molto, meno.
Non ci sono vere e proprie garanzie, soprattutto tra i piccoli e medi editori. Senza nulla togliere alle librerie, sia chiaro, che seguono logiche spiccatamente commerciali nello scegliere i libri di cui far scorta, per collocarli poi su scaffali e vetrine.
E solitamente i testi degli esordienti non rientrano in questa opzione...a meno che l'editore del testo non sia un nome importante nel settore.
Amen. Continuo comunque a cercare editori potenzialmente interessati e a propormi loro.
Nel frattempo però mi chiedo se, forse, non sia più opportuno iniziare a pensare ad altre forme di pubblicazione. Magari creando un romanzo-blog? Oppure puntando su servizi tipo Boopen o Lulu. In questo caso però, temo, il tutto si ridurrebbe ad una pubblicazione fine a se stessa, senza possibilità di "distribuzione fisica". Attività che, invece, dovrebbe sbrigare un editore vero.
Oppure potrei puntare su servizi di print on demand che abbiano alle spalle un editore fisico e mirare, per ora, a far circolare opera e nome. Ad esempio, potrei adoperarmi per raccogliere un po' di prenotazioni e poi pubblicare con un editore tipo "& My Book".
Al contempo però ho deciso di puntare anche su un'altra strategia, ovvero cercare di pubblicare un romanzo di altro genere rispetto a "Vuoto di luce". Un testo comico demenziale: in pratica sto rimettendo mano alla "saga del cassiere" per vedere di tirarne fuori qualcosa di più dignotoso e pubblicabile rispetto a quel che era originariamente.
Magari potrebbe risultare più facilmente piazzabile rispetto ad un romanzo di 430 pagine di genere urban-fantasy, ma anche fanta-horror volendo.
Vedremo.
Nel frattempo devo invece cercare di trovare tempo ed energie per portare avanti altri miei progetti e collaborazioni. Anche perchè, e lo dico con una nota di tristezza nella voce, è da un bel po' che non mi riesce di dedicarmi seriamente e con la dovuta calma ai miei testi, trascrivendo opere solo abbozzate oppure completando quelle incompiute.
Sigh sigh... che fregatura il mondo del lavoro...voglio tornare ai tempi di quando ero ancora studente...
Allora sì che avevo tempo libero per dedicarmi alla mia passione letteraria! Per partecipare attivamente a forum e portali letterari.
Altro che adesso!
Uffa...
Ah, tra l'altro, lo sapete che con il mio "Calma e Pacatezza (alle poste)"ho vinto la prima edizione del contest "Gli scrittori del 10" organizzato sul forum di AutoriEsordienti? Non ricordo se l'avevo segnalato... mi sa di no... uhm...beh, sto rimediando adesso ^_^

martedì 30 marzo 2010

..:: Elezioni Regionali (Trebaseleghe) - 2 ::..

Rimando all'articolo inserito sul sito della lista civica di Trebaseleghe "Il Paese che vogliamo".
Per quanto mi riguarda, speravo andasse diversamente...amen...credevo fossimo più de 3 %....
Dovrò rassegnarmi all'idea di vivere in un paese e in una regione di leghisti.
Viva il federalismo, quindi!
...che arriverà nel 2016.
...se e in base a come ci si arriva...
Per ora però nonostante i vari "abbasso Roma ladrona", i tizi della Lega han ben fatto comprendere che, tutto sommato, a Roma si può mangiare in compagnia.
Eventualmente sottoscrivendo il dirottamento di fondi al Sud, a favore di famigerati ponti o di istituzioni di banche del mezzogiorno.
Mi fa piacere constatare poi come, nonostante gli scandali per la presentazione delle liste, sia Formigoni che la Polverini siano stati votati ed eletti in Lombardia e Lazio. E pensare che il primo era pure ineleggibile per legge...mah...

sabato 27 marzo 2010

..:: Elezioni Regionali (Trebaseleghe) ::..

Questo post è puramente e meramente inserito a scopo di propaganda, non scrivo allo scopo di "obbligare" nessuno ma, anzi, con l'intenzione di pubblicizzare una possibilità di scelta per le elezioni regionali e provinciali che si terranno il 28 e il 29 marzo 2010.
Non lo so se avete già deciso chi votare, se voterete a caso o se, invece, non voterete proprio.
Magari sarete tra quelli che andranno alle urne solo per scrivere "viva la figa" o "paese di merda" sul foglietto elettorale...
Ad ogni modo, a prescindere da come andranno le imminenti elezioni regionali, credo che sia importante per tutti i cittadini andare a votare ovvero esprimere tutto il nostro italico potere decisionale.
Teorico, ovviamente. Anche perchè, come diceva Lorenzo De Medici, "Chi vuol essere lieto, sia: Di doman non c'è certezza". Assioma, per così dire, che vale soprattutto dopo le elezioni, di qualunque tipo.
Prima si promettono mari e monti e poi...beh...
Credo comunque che, a prescindere da tutto, a prescindere da quale sia il vostro pensiero politico, sia necessario esprimere il proprio voto e fornire indicazioni effettive su quale vogliamo che sia il futuro delle nostre provincie e regioni e, per proprietà transitiva, della nazione.
Già perchè queste elezioni sono state gestite dai media più come un evento nazionale che regionale, offrendo ampi spazi ai ben noti politici di tutti i giorni (da Bersani a Bossi, da DiPietro a Casini fino al povero e trascuratissimo Silvio) col risultato che si è finito per non parlare di politiche regionali, di progetti politici et similia.
Ovvero di ciò che si va a votare veramente.
E siccome personalmente mi son stufato di sentirli parlare e ribadire sempre le solite cazzate, arrampicandosi su specchi verbali e sorridendo sornioni mentre dribblano questioni serie (intercettazioni, processi, scandali, firme false, candidati ineleggibili per legge...), senza contare che personalmente non mi sento rappresentato da nessuno dei nostri dipendenti, approfitto di questo mio spazio personale per segnalare ancora una volta un'iniziativa che, a mio avviso, merita di essere presa in considerazione.
Ovvero il Movimento 5 stelle.



Credo che in un panorama politico vecchio, stagnante, corrotto e ipocrita come quello italiano, in cui sembra non si voglia proprio far nulla per cambiare veramente, scegliere una delle liste civiche aderenti al Movimento 5 stelle possa essere una valida alternativa.
Una strada verso un cambiamento che, per una volta, può partire dal basso.
E che, lo spero tanto, possa davvero iniziare visto che, a mio avviso, "gli altri" già li conosciamo.
Non mi aspetto grandi cose, soprattutto in termini di voto, ma basta che in qualche regione il Movimento 5 stelle riesca a piazzare qualche consigliere e molto potrebbe cambiare.
Soprattutto in termini di coerenza e trasparenza verso i cittadini italiani.

Per chi volesse maggiori informazioni, visto che dai media tradizionali non arrivano, ecco qui alcuni link:
Movimento 5 stelle
Movimento 5 stelle Veneto
Programma Politico

mercoledì 24 marzo 2010

..:: Il piromane ::..

Certe volte la gente che abbiamo al governo mi stupisce.
Calderoli, tra tutti, è probabilmente uno dei nostri dipendenti pubblici che più sa far parlare di sè e che testimonia con efficacia tutta la drammaticità della fuga dei cervelli all'estero. Il suo ad esempio. Ricordo ancora quel che successe con le sue magliette anti-Islam...
Ad ogni modo, oggi ne ha inventata un'altra delle sue, ovvero il rogo di circa 375 mila decreti e norme considerate ormai inutili. Azione di indubbio fascino mediatico che si rifa ad azioni già viste nel corso della storia: il nazismo bruciava i libri, la chiesa bruciava gli eretici...
Condanna totale, insomma. A morte le leggi! Buuu!!
Ad ogni modo, la notizia l'ho letta prima sull'Ansa e poi sul Corriere.
A prima vista parevano le immagini di qualche film d'azione o di qualche spot pubblicitario: il contesto, la scelta della modalità per sbarazzarsi di queste norme e l'uso del fuoco in sè mi han lasciato a dir poco sconcertato e perplesso. Mi ha fatto pensare a qualche rito tribale e -chiedo scusa ai vari aborigeni e indigeni che mi leggono - incivile...
Tutto sommato, se questo può portare ad un'effettiva semplificazione della burocrazia e delle norme in vigore nel complesso sistema legislativo e giudiziario italiano, ben venga.
Sperando, ovviamente, che tutte le norme e leggi abrogate siano state eliminate con cognizione di causa. Perchè, in fondo, va bene semplificare e ridurre, ma non va bene se tale azione viene compiuta senza la certezza che quanto eliminato sia effettivamente inutile. Anche perchè, diciamocelo, si parla di "189mila provvedimenti tra leggi e regolamenti, 40mila disposizioni già abrogate in precedenza (sempre da Calderoli) e 145mila atti privi di valore normativo". Dubito che l'omino della semplificazione si sia letto tutti i testi bruciati, però spero che qualche ente di controllo ci sia a vigilare su di lui o che, quanto meno, ci sia stato qualche stagista sottopagato che abbia passato al vaglio tali cartacce (maaa...non esistono i computer nella Pubblica Amministrazione? Ed il riciclo della carta?).
Sia mai che si debba ricorrere nuovamente a qualche provvedimento salva-leggi...o che siano state abrogate leggi "utili" e magari necessarie. Per caso, ovviamente.
Cose che capitano, per carità.
Rimane infine una riflessione di fondo sui numeri delle norme/leggi interessate dall'azione pirotecnica del ministro: possibile che servano tutte ste cose? E che in mille mila anni di democrazia nessuno abbia mai posto un po' di controllo sul folle meccanismo della legiferazione italica? Ma soprattutto, ste leggi, chi le ha volute?

domenica 21 marzo 2010

..:: Heroes - Personaggi (5) ::..

In questo periodo, nei ritagli di tempo, porto avanti la visione della quarta serie di Heroes: Redemption.
Personalmente speravo che fosse migliore, decisamente migliore.
Già a partire dalla seconda serie, Heroes, aveva perso smalto e credibilità come serie. La sceneggiatura faceva acqua da tutte le parti, i personaggi e le dinamiche narrate erano molto dubbie e poco credibili... A tratti però venivano proposte sequenze e puntate decisamente degne di nota, come ad esempio quella a conclusione della terza serie.
Speravo quindi che questa nuova serie fosse migliore, anche per via dell'intervento diretto di Tim Kring, ideatore della serie. Invece...
Incoerenze, cavolate, situazioni assurde e inverosimili a parte, questa serie ha "quel qualcosa" che, malgrado tutto, mi invita alla visione. Sarà la nostalgia dei bei vecchi tempi in cui seguivo gli X-Men?
Ad ogni modo, nel bene e/o nel male, continuo con la sua visione e torno a proporvi alcune "schede" dei personaggi.

L'haitiano:
E' un personaggio già presente dalla prima serie, decisamente poco locuace e misterioso, amico e collega di Noah Bennet. E' uno dei pochi "heroes" dotati di due capacità anche se, per certi versi, queste sono in qualche modo legate tra loro: può infatti cancellare la memoria e annullare il potere di altri heroes nei paraggi. Facoltà che personalmente credevo "attiao h 24" : solo recentemente ho invece scoperto che può essere attivata e sospesa a piacimento. Altrimenti, come avrebbe mai fatto Peter Petrelli a clonare questa sua abilità? A rigor di logica, avvicinandosi a Reneè (si, l'haitiano di nome fa proprio così...motivo per cui è sempre imbronciato...) il primo avrebbe dovuto perder la sua innata capacità empatica.Ad ogni modo, l'haitiano è il classico personaggio che permette di sbrogliare i "casini" che sceneggiatori poco accorti possono introdurre nella dinamica degli eventi. Quando le cose si fanno complicate, tac!, ecco che arriva il nostro omino dalla pelle d'ebano ad annullare la memoria ai presenti resettando la storia. Tra l'altro, non è ben chiaro cosa faccia ora che la "Compagnia" è stata smantellata. Chissà se lavora...chissà se è tornato ad Haiti... E' comunque curioso il fatto che, ovunque sia, anche senza mai aver aperto bocca, venga identificato come l'haitiano. Forse puzza...voglio dire, cos' ha di tanto particolare da farlo identificare come "proveniente da Haiti"? Curioso anche il fatto che, nonostante la sua capacità di cancellare la memoria altrui, sia stato classificato come un "buono" e non come una potenziale minaccia per l'umanità. Voglio dire, il nostro Reneè potrebbe benissimo andare in giro a violentare la gente o a truffare il prossimo suo senza lasciar traccia. Male che vada, gli basta toccare il primo testimone o giudice che vede per fargli scordare la faccenda...


Tracy Strauss:
Assolutamente da non confondere con Niki Sanders, peraltro sua sorella gemella deceduta nel corso della seconda serie, questa simpatica donnina ha, di fatto, gli stessi poteri dell'Uomo Ghiaccio. Può assumere la consistenza di un liquido, congelare il prossimo suo, manovrare l'acqua...chi più ne ha più ne metta. Credo che possa tranquillamente considerarsi una delle "hero-ine" più potenti e letali. In più, è pure baldracca. Già perchè, strano a dirsi, sia Niki Sanders sia Tracy Strauss non disdegnano situazioni hot e peccaminose, anche con mariti altrui, anche per solo bisogno di soldi o per attività politiche. Spero anche che questo comportamento libertino non sia relativo all'indole dell'attrice (Ali Larter) che, guarda caso, malgrado il suo personaggio principale fosse morto e defunto, è ricomparsa nella serie in un nuovo ruolo. Analogo al precedente, solo con un potere diverso, senza figli a carico e con più soldi e "girl power".
A mio avviso comunque è un personaggio poco utile alla storia. O, meglio, che poteva venir sfruttato in modo completamente diverso. Visto che lei controlla l'acqua e che il cattivone della quarta serie controlla la terra, ad esempio, perchè non fare una bella rimpatriata con i padroni del fuoco (ehm...mi sa che è morta...) e del vento? Senza contare poi l'instabilità emotiva e personale che sembra accompagnare questo personaggio, caratteristica del tutto in comune con quello precedente di Niki Sanders. Oltre alla chioma bionda...anzi...tutte le donne "che contano" in Heroes sono bionde...sindrome da arianesimo? Mah...

Hiro Nakamura:
Ebbene sì, questo giapponesino che a guardarlo non suscita il benchè minimo senso di fiducia epica, è il signore del continuum spazio temporale. In pratica, può viaggiare a piacimento avanti e indietro nello spazio e nel tempo, semplicmente pensando alla propria destinazione. Oltre a ciò può spostare con sè anche oggetti e persone (soprattutto l'amico Ando) nonchè bloccare per un periodo ampio a piacere il tempo attorno a sè. Che è in pratica quel che accade nel momento in cui si sposta solo nello spazio, credo.
Quest'omino possiede quindi il potere degli dei unitamente alla capacità di mutare il corso degli eventi. Non male direi. Peccato che Hiro non brilli certo di genialità e maturità, a tratti. Per di più non sempre sembra essere padrone dei propri poteri, tanto più che col tumore al cervello che si ritrova tutto diventa più complesso. Stranamente però, Peter e Arthur Petrelli, che in qualche occasione hanno preso da Hiro la capacità di viaggiare nello spazio-tempo, non palesavano simili difficoltà. A parte questo, il personaggio è indubbiamente uno dei più importanti per la serie, tanto più che nella prima è affidato proprio all'Hiro del futuro il compito di segnalare a Peter di "salvare la cheerleder per salvare il mondo". Purtroppo però, dell'Hiro del futuro, piuttosto figo e pratico, non resta molto. L'Hiro del presente invece è un po' più idiota...
Peccato. Anche perchè un simile personaggio è a dir poco sfruttabile a livello di costruzione di intrecci ed eventi narrativi. Cosa che, in effetti, accade anche se non sempre in modo del tutto sensato. Ad ogni modo, pure lui l'avrei visto bene nel settore 5 della prigione della compagnia. Voglio dire, lì ci stava rinchiuso uno che creava buchi neri... decisamente più pericoloso di uno che viaggia nel tempo, direte voi, ma, solo per fare un esempio, pensate a come potrebbe risultare la storia di Heroes se solo Hiro, un bel giorno, decidesse di uccidere Tim Kring prima che quest'ultimo si metta ad ideare la serie televisiva cui Hiro appartiene?

lunedì 15 marzo 2010

..:: Sarebbe bello ::..

Luce del mattino
Luce di un giorno strano
Pensavi di esser perso
Che cambia il tuo destino

Non sarebbe bello
Non farsi più del male
Non sarebbe strano
Se capitasse a noi

Anche il paradiso
Vuole essere un inferno
Era tutto scontato
Finché non sei caduto

Non sarebbe bello
Riprendere Berlino
Non sarebbe strano
Prenderla senza eroi

(Riprendere Berlino - Afterhours
)

Ho deciso di aprire questo post citando una canzone degli Afterhours che ho scoperto solo recentemente. Sarebbe bello, dico io, che in questo periodo qualcosa cambiasse. Che i toni cambiassero, che la tensione svanisse. Ogni dannatissima volta che accendo la tv, infatti, tutto è un costante susseguirsi di accuse e polemiche, di violenza verbale e mediatica. Personalmente, non ne posso più.

Sarebbe bello, quindi, che la si smettesse e si tornasse ad un comportamento civile. E se i media e chi li usa dessero il buon esempio credo che tutta la società potrebbe divenire migliore.
Riprendere Berlino dunque, riconquistare una casa, una città, qualcosa che si riteneva importante.
Ritrovare un po' di calma e civiltà.
Di razionalità, anche.
Già, perchè tra chiassi e accuse varie, tra intercettazioni e liste, tra par condicio e non par condicio, quel che sta accadendo è un fenomeno di disinformazione di massa. Qualcosa di simile a quel che accadde l'anno scorso, sempre in periodo elettorale.
Allora c'era di mezzo la presunta separazione tra il giovane e semi sconoscituo premier Silvio B e sua moglie Veronica Lario (ossia Miriam Raffaella Bartolini). Ricordate?
Settimane di sbattimenti, di rotocalchi, di scandali per la candidatura di soubrette e veline tra le fila del PDL.
Esattamente come allora accade ora, scandali e battibecchi mediatici che coprono e confondono.
Si finisce così per il NON parlare di programmi elettorali, di crisi, di riforme e di giustizia (a tal proposito, scusate se insisto, ma torno a segnalare il programma del Movimento 5 stelle ).
Peccato, soprattutto in vista delle elezioni che ci saranno a breve.
Non ci resta che confidare nella capacità di giudizio delle persone, nella volontà di capire e nelle dinamiche e nei tempi della giustizia. Tra l'altro, è di oggi la notizia che sempre il solito Silvio B è indagato dalla procura di Trani per via delle pressioni per la sospensione di AnnoZero, in Rai.
Tempo e risorse sprecate mi sa.
In fondo, l'ha fatta franca con tutte le altre intercettazioni, sia quelle relative alle mignotte sia quelle relative a mafia (Mangano, per dire, viveva a casa di Silvio...): perché stavolta dovrebbe essere diverso?


Forse, anzi, è invano anche continuare ad insistere.
Soprattutto visto che tutto è in mano alla sinistra: la magistratura, la stampa, la televisione, la Rai, la pubblica amministrazione, la Russia, la Vodafone...
A detta sua.
A detta mia invece c'è qualcosa di veramente marcio nel nostro Paese che è necessario epurare, se vogliamo invertire la rotta e ambire ad un futuro più radioso rispetto a quello che ci si prospetta ora come ora.
E questo processo non lo si può innescare se non attraverso partecipazione e consapevolezza di quel che ci accade intorno. O, in mancanza d'altro, fornendo Lego in gran quantità alle nuove generazioni.
Esattamente come nel testo della seguente canzone:


Dove son finiti tutti quei mattoni colorati
quanti menti son cresciute, quanti sogni irrealizzati.
Quando ero piccolo
giorni interi trascorrevo a costruire con il lego
ancora non sapevo a cosa stavo andando incontro

Ora che sono diventato un adulto
non mi riesco più a guardare allo specchio

della televisione proprio me ne frego
io mi diverto a costruire coll'ego.

Dimmi cos'è che non va
con me stesso
dimmi qual'è il meccanismo che è rotto
dammi un ricambio perfetto così la smetto
la smetto di riflettere, di ragionare, di cercare di capire, il senso delle cose


Non mi interessano i consigli per gli acquisti
io mi diverto ad ascoltare i miei dischi
non mi interessano i bollini della spesa
saranno anni che non vado più in chiesa.




( L'ego - Io, Carlo)

giovedì 11 marzo 2010

..:: Italy is drowning ::..

Questa mattina, dopo aver avviato l'auto, ho acceso l'autoradio (*) e ho potuto ascoltare la ben nota "London Calling" dei The Clash.
C'è un passaggio, in particolare, che mi piace assai. Che poi sarebbe il ritornello...

The ice age is coming, the sun is zooming in Engines stop running and the wheat is growing thin A nuclear error, but I have no fear London is drowning-and I live by the river

Mi pare una strofa in linea con i tempi che corrono, una panoramica di un disastro che incombe senza che tuttavia ci sia chissà poi quale preoccupazione.
La legge sul legittimo impedimento, ad esempio, è una di quelle cose che, di certo, non aiutano a fornire una visione ottimistica sul futuro del Paese. Che poi, a mio avviso, è una legge inutile.
Già prima era prevista una cosa simile, ovvero la possibilità di rinviare a giudizio chi, pur manifestando la volontà di andare a farsi processare, non poteva recarsi in tribunale per causa di forza maggiore. Dopotutto, ILLO non ha mai manifestato alcuna volontà di sottoporsi alla giustizia. Anzi, se ne strafregava alla grande. In pratica prendendo per i fondelli i cittadini italiani, e con l'appoggio dei suoi sudditi che, con costanza, ogni giorno ci raccontano dei miracoli che LUI compie.
Comunque, amen, spianiamo la strada alle ingiustizie e all'impunità in modo definitivo e finiamola per favore con questi teatrini inutili. Con questa tensione da stadio tra questo e quell'altro politico, di qualunque fazione. Tutta gentaglia che continua a parlare, a fomentare le persone l'una contro l'altra, a confondere le acque e le menti semplici.
Anche con gli scandali delle liste elettorali, per dire. Che poi li vedi lì a insultarsi, a parlare di regime, di aggressione, di magistratura, di clima di tensione (un giornalista free lance che pone domande, crea tensione. Un ministro della Difesa che aggredisce un cittadino, no...mah...) eccetera e si dimenticano di dire che è successo.
Ovvero che stanno cercando di fregare i cittadini.
Ma non solo a livello mediatico, proprio a livello di voto, presentando liste che non regolari per via delle firme che devono avvalorare la loro esistenza.
Per quel che mi riguarda, io la mia firma per una lista l'ho già data.
In un V-Firma-Day.
E non ero il solo.
Ergo, c'è speranza che qualche alternativa nasca proprio grazie al Movimento 5 stelle. Non penso che le iniziative nate a causa di Beppe Grillo siano la miglior soluzione possibile: in fondo sono movimenti che sono nati sull'onda di qualcuno, non propriamente da un'ideologia o direttamente dal popolo.
Però credo che possano contribuire ad un cambiamento, un cambiamento di cui ho bisogno e che spero giunga. Certo, un po' di propaganda anche sui media tradizionali sarebbe d'aiuto...ma visto che siamo in un libero regime delle libertà (come ampiamente dimostrato ieri con quel che è successo a Carlomagno)
Altrimenti, davvero, non so proprio fino a che punto potremmo resistere come nazione.
A livello economico siamo davvero messi male: il PIL è sceso di circa 5 punti percentuali. Se ci aggiungiamo il fatto che il debito pubblico ha continuato a salire, come la spesa pubblica...e che non ci sono stati interventi concreti per raddrizzare questo andamento. Senza contare che sono di oggi le notizie in merito alla capacità di sostenere i cassa integrati...ovvero sembra che siano finiti i soldi °__° (Ehm...però LUI ha detto che adesso c'è la ripresa...mah...)
Il tutto mentre si parla di manovre finanziarie per creare la Banca del Mezzogiorno...uhm....speriamo almeno che la mafia, la camorra, la 'ndrangheta e compagnia bella continuino a fatturare alla grande...






(*): beninteso, anche se teoricamente non avrei dovuto farlo, in merito all'autoradio della mia Focus, non ho mai pagato il regio decreto n. 246 del 21 febbraio 1938, ovvero il tributo sulla detenzione di apparati atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive indipendentemente dalla qualità o dalla quantità del relativo utilizzo. Cioè quella cosa nota come canone rai.. vale anche in questo caso il legittimo impedimento?

domenica 7 marzo 2010

Bruno

[Premessa, ma che non c'entra niente col film] Anf anf, finalmente riesco a trovare un po' di tempo per dedicarmi a questo mio blog. Ultimamente non ce l'ho proprio fatta a ritagliarmi il tempo necessario per fare tutto quello che avrei voluto. Di conseguenza, tra lavoro, morosa, arti marziali, lista civica e traslochi e favori fatti quello che mi è saltato è stato principalmente il tempo per me e per i miei loschi progetti. Per causa di forza maggiore ho finito con il lasciare tutto in stand-by. Oggi, per fortuna, sono riuscito a dedicarmi un poco a Terre di Confine e a questo blog ma per tutto il resto... Spero solo di non perdere "il giro" per quanto riguarda Vuoto di Luce: tre proposte di pubblicazione sono già arrivate, però ancora non sono convinto. In ogni caso, ora come ora, non avrei il tempo per riuscire a concretizzare quel progetto. Ad ogni modo, bando alle ciance e passiamo alla pseudo recensione di uno dei film che da metà febbraio a questa parte sono riuscito a vedere. Buona lettura! 


Titolo: Bruno 
Regia: Larry Charles 
Anno: 2009 
Genere: Commedia 

La trama in breve: Brüno (con la dieresi) è energicamente gay e assolutamente esaltato. Austriaco e appassionato di moda, conduce in modo singolare un programma che va in onda in fascia notturna e protetta. Passati i limiti leciti del buon conduttore e sfilato suo malgrado in passerella con un'originale tuta in velcro, viene licenziato dall'emittente austriaca e abbandonato dal suo amante pigmeo. Out per l'amore e per la moda, Brüno è deciso a tornare in. Carico di bagagli e accompagnato dal suo secondo assistente, Brüno parte alla volta degli States per cercare fortuna e diventare la più grande celebrità austriaca dopo Hitler e Schwarzenegger. Addolorato e respinto dal cinema e dalla televisione Brüno prova inutilmente a suicidarsi coi dolci, a convertirsi all'eterossessualità, ad arruolarsi nell'esercito e a praticare lo sport preferito dagli uomini. Ma niente e nessuno sembra accordargli l'onore della ribalta. Eppure, un giorno non troppo lontano, troverà a sorpresa "la cosa più cool in cui penetrare" (fonte mymovies). 

  Il mio commento: Di certo Sacha Baron Cohen è una persona singolare, un autore - attore controverso e spiazzante. Però attento e osservatore, per certi versi violento nel sbattere in faccia agli spettatori ipocrisie e incoerenze della società moderna. Probabilmente apprezzare i suoi film non è cosa facile o alla portata di tutti, anche per via del tipo di comicità, di stampo più anglosassone che nostrano. Costruito in modo analogo a Borat, Bruno si muove tra situazioni finte ed altre che sono/potrebbero essere contesti reali, registrati alla stregua di candid-camera. E probabilmente per questo risulta disturbante e spiazzante, folle, geniale e disgustoso a tratti: tutto dipende dalla sensibilità e dall'atteggiamento di chi osserva. Personalmente mi aspettavo di più o, meglio, mi aspettavo qualcosa di differente. Però è innegabile che mi abbia lasciato qualcosa, spunti di riflessione e dubbi relativamente a ciò che consideriamo "etico e moralmente giusto". Senza contare la necessità, attualissima, di dover per forza emergere, diventare famoso a riprova della propria esistenza. Come se fosse una missione da perseguire ad ogni costo all'unico scopo di potersi definire realmente "vivi".
Bruno in sè appare come una "persona non accettabile", in primis per la sua assurda eccentricità, in secondo luogo per la sua omosessualità esageratamente ostentata. Ecco allora che chiunque lo incontra assume un'atteggiamento ostile, chiudendosi e ponendo distanze, non concedendo nulla a questa persona affamata di successo. Ad esempio si nota questo nelle reazioni del pubblico di fronte a servizio fotografico realizzato da Bruno con il suo bambino. Parallelamente però è accettabile che i genitori "etero" concedano i propri figli agli usi più assurdi, annuendo di fronte alla possibilità di guadagno e notorietà. Ancora, la sessualità di Bruno è qualcosa di immorale, di blasfemo, un'inconcepibile eresia; non lo sono affatto gli incontri e le orge tra scambisti. Ma, probabilmente, più spiazzante di tutto risulta la sconcertante rivelazione nel finale, quando il pubblico esultante scopre che l'acclamatissimo presentatore di uno spettacolo di wrestling, "L'etero Jack", alias Bruno, è in realtà omosessuale. In soldoni, l'inclinazione sessuale di una persona sembra ancora essere una questione critica e non accettabile, qualcosa da condannare e ripudiare. Una malattia da cui prendere le distanze. Esattamente come i vestiti eccessivamente stravaganti e le nudità maschili. Nessun problema se a spogliarsi sono le donne (e qui sarei anche favorevole...). Sempre in tema di atteggiamenti leciti o meno, c'è poi una riflessione sull'aggressività e sulla violenza, qualcosa che gli etero sembrano possedere e praticare e gli omosessuali invece no. Ma tutto questo va bene così: è normale.