sabato 1 dicembre 2012

..:: Battlestar galactica - seconda stagione ::..

Titolo: Battlestar galactica - Seconda stagione
Anno: 2005/2006
Numero episodi: 20
Genere: fantascienza

La trama in breve: (attenzione, contiene spoiler!)
Khara e Agathon tornano sul Galactica, mentre Anders è costretto ancora una volta a restare indietro. Con la Freccia di Apollo, la Flotta raggiunge Kobol e la Tomba di Atena. La copia Numero Otto che ingannò Agathon su Caprica si imbarca sul Galactica, mentre Boomer viene uccisa. In seguito viene rivelato come i cyloni umanoidi siano in grado di resuscitarsi trasferendo la propria coscienza all'interno di un altro corpo, ma solo nei dintorni di una Nave Resurrezione costruita appositamente. Caprica Sei riuscì in questo modo a salvarsi dall'attacco delle Dodici Colonie, tornando a far parte della comunità cylone. Il cylone risulta essere ancora legata a Gaius Baltar, di cui vede e percepisce una proiezione. La Flotta viene in contatto con la Base Stellare Pegasus, anch'essa scampata all'attacco cylone. Adama lascia il comando a Helena Cain, ammiraglio più alto di grado. Tra Adama e Cain l'attrito cresce sempre di più finché entrambi ordiscono l'esecuzione l'uno dell'altra. 
Ok...non è brutta come sembra ma...
te lo prometto, Lee. Io e il comaandante
non faremo più quel giochetto sessuale
L'ammiraglio Cain viene infine uccisa da un Cylone e il comando torna nelle mani di Adama. Numero Otto, incinta di Karl Agathon, dà alla luce Hera, primo ibrido cylone-umano che potrebbe rivelarsi la chiave del destino di entrambi i popoli. A Khara Thrace viene data l'occasione di poter tornare su Caprica con una squadra di soccorso per prelevare Anders e i suoi uomini e condurli sulla Flotta. Gaius Baltar vince le elezioni presidenziali proprio quando la Flotta ha trovato un pianeta su cui insediarsi, New Caprica.
Un anno dopo, il pianeta è stato invaso dai Cyloni, che hanno facilmente tolto il potere a un debole Gaius Baltar. Il colonnello Tigh, Anders e Galen Tyrol guidano la Resistenza, mentre Laura Roslin e Khara Thrace sono tenute prigioniere. William Adama e suo figlio Apollo si trovano invece in orbita intorno al pianeta, sul Galactica, indecisi sul da farsi. (fonte wikipedia)

"Numero 6?" "Sì, tesoro"
"La bimba perde olio, mi sa..." 
Il mio commento:
Lentamente ma inesorabilmente, come il fisco, sono giunto al termine della seconda stagione di Battlestar Galactica. Un'impresa riuscita grazie anche alle numerose trasferte in suolo catanese e alla mitica presa USB del televisore dell'hotel Mediterraneo: senza di queste non ce l'avrei fatta a concludere la visione ben prima della fine del 2012.
Rispetto alla stagione precedente, complice la disponibilità di tempistiche (e fondi...) più ampie, questa propone un discreto sviluppo della storia articolandosi in molteplici direzioni. Si approfondisce la conoscenza del mondo cylone e della modalità con cui questi comunichino o trasmigrino da un corpo all'altro. 
A nome della congregazione dei mastri
birrai: "Grazie di esistere, Saul!"
Si innescano lotte per il potere all'interno della flotta sia in termini di gerarchia militare (Cain vs Adama) che in termini di gerarchia politica (Roslin vs Baltar) che in termini di ribelli e organi di potere civili (ci sono un paio di attentati, in una muore Billy Keikeya e nell'altra...beh...difficile conteggiare le vittime mietute da un ordigno nucleare...). 
Sempre sul piano dei contrasti e delle diverse modalità di vedere e intendere il mondo, emergono anche altri risvolti: la tematica "religiosa" si fa molto avvertire, con tanto di strane visioni e personaggi atteggiati a profeti, oppure l'aspetto dell'insediamento su New Caprica rispetto alla volontà di starsene in viaggio o su come decretare la sopravvivenza se sacrificando qualche nave civile, come la Cain insegna, oppure cercando di convivere tutti assieme. 

mercoledì 21 novembre 2012

..:: The tree of life ::..

Titolo: The tree of life
Regia: Terrence Malick
Anno: 2011
Genere:  drammatico
Cast: Brad Pitt, Sean Penn, Jessica Chastain, Fiona Shaw, Joanna Going

La trama in breve:
Texas, anni Cinquanta. Jack cresce tra un padre autoritario ed esigente e una madre dolce e protettiva. Stretto tra due modi dell'amore forti e diversi, diviso tra essi per tutta la vita, e costretto a condividerli con i due fratelli che vengono dopo di lui. Poi la tragedia, che moltiplica le domande di ciascuno. La vita, la morte, l'origine, la destinazione, la grazia di contro alla natura. L'albero della vita che è tutto questo, che è di tutte le religioni e anche darwiniano, l'albero che si può piantare e che sovrasta, che è simbolo e creatura, schema dell'universo e genealogia di una piccola famiglia degli Stati Uniti d'America, immagine e realtà.  (fonte mymovies)

Il mio commento:
Tra le numerose recensioni presenti nel web, in riferimento a questo film, scopro il seguente aneddoto "Sei minuti di applausi alla prima di Cannes riservata al pubblico, ululati e fischi conditi da non troppi battiti di mano per la proiezione riservata alla stampa".
Personalmente, mi domando come siano anche solo riusciti a pensare di ululare e fischiare dopo la visione di codesto film, per altro vincitore della Palma D'oro. Ok, i gusti son gusti, così come le preferenze in termini di ritmi e tematiche sono soggetive ma, sinceramente, trovo difficile pensare che lo spettatore, qualunque spettatore, dinnanzi a quanto proposto da Malick possa restarne indifferente.
Non si tratta di una visione semplice né immediata, questo lo concedo. E' indubbiamente un'esperienza impegnativa, complessa, che richiede sforzo e volontà, da parte di chi osserva, per accettare e seguire quanto proposto. The tree of life è infatti un film inusuale, pregno di interrogativi e significati, palesemente incentrato su una forma di ricerca personale e collettiva. Se da un lato i lunghi silenzi, il ritmo lento, le inquadrature talvolta ossessive e l'incedere non sempre "narrativo" possono scoraggiare, al contempo le sequenze proposte, poesie di immagini e armonie di musica sublime, risultano altamente evocative, poetiche e sublimi, capaci di incuriosire e avvincere. 
Per quanto mi riguarda, complice le molte frasi appena appena sussurrate, si tratta di un film che vuol parlare allo spettatore, a patto però che questo si trovi in una condizione di disponibile percettività. La narrazione infatti non sempre procede in modo canonico, seguendo lo scorrere del tempo, fatto questo che ne rende ostica la fruizione; a tratti tutto è affidato allo scorrere delle immagini che creano suggestioni e connessioni che trascendono tempo e spazio, fortemente permeate da richiami religiosi. Il regista, qui alla sua quinta prova di regia (in circa quarant'anni di attività) indugia spesso in lunghe sequenze costituite da sguardi che scrutano fuori campo (Cercando risposte? In attesa di qualcosa?) oppure da panoramiche che spaziano sul creato e su paesaggi naturali, cercando di instaurare una comunicazione con lo spettatore che vive di emozioni sussurrate e richiami a quesiti esistenziali e spirituali.

domenica 18 novembre 2012

..:: Most wanted - Ottobre 2012 ::..

Ed eccoci a un nuovo mirabolante appuntamento con le query maggiormente cliccate dai prodi cibernauti che approdano qui. Noto con piacere che c'è stato anche qualcuno, statisticamente irrilevanti in realtà :-( ,che è giunto a questo blog cercando informazioni sul mio imperdibile "Ipermercati for dummies". A tal proposito, ricordo che c'è ancora tempo per partecipare alla catena di lettura su Anobii, così da poterlo leggere aggratis.
Prima della classifica vera e propria spendiamo poi qualche parolina sulle queries più curiose e significative per attestare la qualità dei contenuti che il popolo del web reclama.
Cominciamo con "maestro Hulk": in effetti ho sempre guardato all'intrattabile gigante verde come a un mentore, a una guida saggia e capace, in grado di trasmettere insegnamenti di vita e nozioni in qualsivoglia ambito. 
L' "Abito da studioso dungeons and dragons" credo sia poi un nuovo must in fatto di cosplay. Che poi, sinceramente, esiste davvero qualcuno che esegue ricerche, tesi e saggi su AD&D e che, per fare ciò, deve necessariamente vestirsi in modo bizzarro? Al di là dell'abito, che non fa il monaco, sarebbe interessante sapere se, in effetti, il fantasy e gli rpg sottintendano anche a una qualche spinta culturale da sanare. In fondo, stiamo parlando di un genere che è oggetto di cambiamenti ed evoluzioni, forte anche delle recenti spinte mediatiche dettate da serie quali Il Signore degli Anelli e Harry Potter. 
Che ci crediate o meno, questo
è "Maestro" Hulk...
Mi auguro comunque che tutto l'interesse per i misteriosi mondi creati dalla fantasia non sfoci in culti blasfemi o in rituali dal dubbio senso. Anche se, in effetti, questo spiegherebbe la necessità di reperire informazioni su "Rituali di magia con i lombrichi".
E laddove l'esoterismo non può giungere, ecco soccorrerci la scienza e la tecnologia medica. Sembra infatti che qualcuno abbia minuziosamente controllato questo blog alla ricerca del fantomatico "chirurgo che rifa l'anima". Incredibile cosa non si riesca a fare con le nanomacchine, al giorno d'oggi.
Per i più tradizionali, abbiamo invece ricerche di stampo più classico e di più immediata comprensione: "Dove posso trovare l'immagine del culo di jessica alba in fantastici 4?" Una richiesta che si direbbe assumere il colore della supplica.
Relativamente alle chicche cinematografiche troviamo invece qualche intenditore che bramava informazioni o immagini relative a "(Bruno) L'etero wrestling", ovvero il personaggio di "L'etero Jack" impersonato da Bruno, alias Baron Sacha Cohen. Una sequenza, quella del wrestler dichiaratamente etero che, invece, sul ring, dinnanzi a tutti, rivela di non essere poi così tanto "etero".

giovedì 15 novembre 2012

..:: Visti di recente ::..

Ultimamente, vuoi per impegni e imprevisti vari, il tempo per aggiornare il blog con le mie mirabolanti divagazioni in materia di film o fumetti o quant'altro è venuto meno. Anche se, in realtà, di cosucce di cui mi ero ripromesso di ciarlare ce ne sarebbero state (vedi Raqiya oppure Homunculus, per il quale stavo ponderando di redigere una recensione per TdC...poi però mi son perso via con la revisione di un paio di racconti ...e con l'esame di cintura di kung fu...). 
Ecco perché ne approfitto per una veloce carrellata su alcune delle ultime fatiche cinematografiche viste di recente: Gladiatori di Roma, L'era glaciale 4, La battaglia dei tre regni.

Partiamo allora con il primo di questi, "Gladiatori di Roma", lungometraggio d'animazione di matrice italiana.
La trama in breve recita così: 

"Timo, un orfanello scampato alla storica eruzione di Pompei, viene salvato da un gladiatore che lo porta con sé a Roma, lo accoglie nella sua famiglia e cerca di instradarlo all'arte del combattimento nella sua rinomata "accademia" per gladiatori. Ma Timo tutto è tranne che un combattente coraggioso. Impacciato a dir poco, goffo, molliccio, indolente, sembra non avere nessuna passione che lo motivi nella vita quotidiana, se non l'amore per Lucilla, la sorellastra, unica figlia del padre adottivo. Appena tornata dalla Grecia - da una "vacanza-studio" come la chiameremmo oggi - dove è andata a studiare filosofia, la ragazzina che è ormai già donna, seduce chiunque incroci il suo sguardo. Ma come in ogni fiaba che si rispetti il principe azzurro, il promesso sposo, deve essere il bello e il ricco di turno. Caso vuole che il rivale di Timo, Il gradasso e belloccio Cassio, sia il gladiatore più forte di Roma, nonché il figlio dell'imperatore Domiziano. Nozze perfette. Da copione fiabesco però la "principessa" non ne è innamorata. Il lieto fine è chiaramente scritto già dalle prime scene. E tutto ricorda l'iniziazione, con tanto di prove e di sfide, che l'eroe dovrà superare per conquistare l'amata. " (fonte mymovies)

Ora, sinceramente l'ho visto in una domenica pomeriggio all'insegna del disimpegno ignorando del tutto ciò che stavo per guardare. Non sapevo nemmeno che dietro alla realizzazione si celasse lo studio Rainbow, di Iginio Straffi, "papà" delle Winx. Mi ha fatto piacere comunque riscontrare un prodotto nostrano in grado di competere, a livello di narrazione e di qualità visiva, con produzioni internazionali. E' anche vero che qui da noi i film d'animazione e i cartoni in generale vengono ancora considerati "roba da bambini" o per "ridere", però credo che questo Gladiatori di Roma costituisca un buon segnale, sia sul piano culturale che di ricavi economici. Siamo, comunque dinnanzi a un prodotto di intrattenimento destinato alla famiglia, per cui con un linguaggio adatto a tutti, ma, sinceramente, non mi sono né annoiato né sentito defraudato. Forse, e dico forse, qualche richiamo a "Hercules" della Disney lo si avverte, così come certi personaggi risultano eccessivamente caricaturizzati ma, nel complesso, il film si lascia guardare e strappa più di una risata. 
Spero quindi che (tralasciando da subito il 3D) i produttori nostrani prendano coraggio e decidano di investire maggiormente in questo "settore", così che prima o poi si arrivi a proporre storie ben diverse dalle solite commedie o film drammatici di cui, sinceramente, sono stanco. 
Restando sul piano dell'animazione, veniamo a "L'era glaciale 4 - Continenti alla deriva":

martedì 13 novembre 2012

..:: Ringer ::..


Titolo: Ringer - Prima stagione
Anno: 2011/2012
Numero episodi: 22
Genere: drammatico, thriller

La trama in breve:
Bridget è sobria da sei mesi ed in cerca di una vita migliore. Nonostante le rassicurazioni dell’agente Victor Machado la donna scappa a New York senza dire nulla a nessuno per ritrovarsi con la sorella gemella Siobhan. Le due provano a ricucire i rapporti ma Siobhan sparisce misteriosamente nel nulla e Bridget decide di rubarne l’identità. Scoprirà molti segreti riguardo la sorella e la sua cerchia di amici e, quando qualcuno cercherà di ucciderla, capirà che la vita di Siobhan non era poi così tranquilla come sperava. (fonte ringeritalia)
"Anvedi quanto so fantastico..."


Il mio commento: (ATTENZIONE agli SPOILER!!!)
Ho iniziato a seguire questa serie per caso, facendo zapping tra i canali televisivi in compagnia di Silvia. E la serie ci aveva incuriosito così, tra una cosa e l'altra, abbiamo deciso di visionarla per intero.
Complessivamente non mi è spiaciuta anche se, in effetti, si avverte il peso di tagli e pressioni che ne hanno portato alla conclusione. Non sembrerebbe essere prevista una seconda stagione (colpa degli indici di ascolto non eccelsi) per cui la storia è stata, bene o male, conclusa.
"Siobhan, perchè la nostra casa
pullula sempre di gente sconosciuta?"
E' una serie abbastanza avvincente, ricca di misteri e di intrighi. Puntata dopo puntata sono più i misteri e i complotti che vengono a galla rispetto alla risoluzione di enigmi e questioni lasciate in sospeso.
I personaggi non sono numerosissimi ma ben amalgamati e con una discreta caratterizzazione e una moralità cangiante. Abbiamo il brillante uomo d'affari, Andrew Martin (impersonato da Ioan "Mr Fantastic" Gruffudd) che nasconde qualche scheletro nell'armadio in merito ai guadagni che registra e un trascorso non proprio idilliaco né con la prima né con la seconda moglie. 
La prima moglie di costui, Catherine (Andrea Roth), instabile e "particolare", con una malsana propensione alle trame macchiavelliche. Poi c'è Juliet (Zoey Deutch) la figlia irrequieta e psicolabile; Henry Butler (Kristoffer Polaha), amico di famiglia, amante, complice, scrittore, un po' tutto fare ma probabilmente il personaggio che cresce di più di tutti; Victor Machado (Nestor Carbonell, già sindaco di Gotham City nella trilogia di Christopher Nolan), tenebroso ma determinato agente dell'FBI; Malcolm Ward  (Mike Colter), sponsor e amico di Bridget, forse anche qualcosa in più....  personaggio che per altro scompare nel nulla ripetutamente, e non c'ha nessuno, un parente, un amico, qualcuno che lo cerchi...poveraccio....

lunedì 5 novembre 2012

..:: Most needed: Car communication ::..

Esempio number one: come
comunicare e fare quant'altro
in auto mentre, sul cofano,
un pedone rotola via placidamente
(link riferimento immagine)
Dopo il fortunatissimo ciclo di post relativi alle parole chiavi maggiormente cercate e desiderate dai cybernauti che approdano su questo mio umile spazio web - iniziativa che comunque continuerà a oltranza -, ne approfitto per inaugurare una nuova rubrica aperiodica relativa a necessità cui la società, la politica, l'economia, la tecnologia, o chi per esse, dovrebbe sopperire.
IMHO, ovviamente.
Cominciamo quindi dalla Car Communication, ovvero la comunicazioni tra auto e veicoli in generale.
Viviamo, ed è banale ribadirlo, in un mondo in cui i social network, internet e compagnia bella sono, di fatto, pane quotidiano. 
La maggioranza della popolazione (mi riferisco più che altro a chi abita la mia cara amata patria Italia) possiede uno o più smartphone (sennò, come farebbe a segnalare in FB perle di inenarrabile importanza quali "sono a casa", "esco", "fuori dalla finestra vedo un gatto", "il gatto sta attraversando la strada", "attenzione, sulla strada vedo anche un'auto che sopraggiunge", "esco a fotografare il gatto spappolato"...)(sono polemico, sì, colpa del tempo), tablet, computer ed è ormai più che avvezza alla comunicazione istantanea. Lo dimostra l'onnipresenza del cellulare nelle mani degli italiani (e non) mentre gironzolano, stanno a tavola, a scuola, in treno, in auto...
Ok, non tutto il territorio è stato ancora coperto al 100% dalla banda larga e non mi è chiara nemmeno quale sarà l'evoluzione delle infrastrutture in tal senso (non c'erano dei fondi, una volta, stanziati appositamente per queste cose?) ma bene o male gli utenti del web si contano a decine di milioni.
Al contempo, considerando il grado di evoluzione dei trasporti pubblici, il numero di persone che usufruisce di veicoli propri per spostarsi è elevatissimo. Motivo per cui le strade, talvolta, si dimostrano insufficienti in termini di capienza e possibilità di gestire una considerevole  mole di traffico. 
Auto che pur risultando sempre più confortevoli e accessoriate rimangono ancora oggi scatole emetiche che non consentono alcuna comunicazione tra gli esseri umani che al loro interno si spostano, chiacchierano, imprecano, urlano, strombazzano e via dicendo...
Ora, visto che capitano situazioni di congestione dovuta a incidenti, lavori in corso, disastri ambientali, gente incapace al volante e via dicendo, o che vi siano situazioni di particolare criticità e pericolo, mi domando, perché non equipaggiare le auto di un sistema di comunicazione?
In fondo, già i camion hanno il CB a bordo e possono abbellire la cabina con luci, calendari e scritte scorrevoli.
Già a suo tempo, per altro, la FIAT aveva ipotizzato di dotare la nuova 500 di emoticons con cui interloquire con il prossimo tuo come te stesso. 
Credo però sia necessario spingersi ben oltre e interrogarsi sulla necessità che, tra utenti della strada, vi possa essere comunicazione, senza tralasciare il fatto che comunque la comunicazione avviene ugualmente tuttora, ma solo in specifiche dinamiche.
Automobilisti che telefonano? Celo! 
Cartellonistica pubblicitaria? Celo! 
Avvisi su tabelloni luminosi? Celo! 
Informazioni radiofoniche? Celo! 
Comunicazione tra guidatori? Celo!
Intendo, non braccia che sporgono dal finestrino e segnalano il dito medio, né strombazzamenti stile vuvuzela quando si è in coda o chi ci precede non parte quando vorremmo? Ah, no, questo non celo...

domenica 28 ottobre 2012

..:: Una notte da leoni 2 ::..

Titolo: Una notte da leoni 2  (The Hangover Part II)
Regia: Todd Phillips
Anno: 2011
Genere: commedia
Cast: Bradley Cooper, Ed Helms, Zach Galifianakis, Justin Bartha, Paul Giamatti, Jamie Chung, Ken Jeong

La trama in breve:
Sono passati due anni dalla folle notte di Las Vegas in cui Phil, Stu e Alan rischiarono di far saltare il matrimonio del loro amico Doug. Anche se ancora in cerca dei pezzi mancanti della sua psiche, Stu è finalmente in procinto di sposarsi e, per l'occasione, ha deciso di invitare Doug e Phil ad una sfarzosa (e astemia) cerimonia in Thailandia presso la villa dei futuri suoceri. L'unico problema è che il viziato e pazzoide Alan non si è mai scordato quella fatidica notte a Las Vegas e, venuto a sapere del matrimonio di Stu, fa di tutto per farsi invitare, ansioso di poter passare un'altra notte assieme ai suoi unici amici. A parte qualche screzio fra Alan e il geniale fratello adolescente della sposina e un futuro suocero non proprio entusiasta dello sposo, tutto sembra procedere tranquillo. 
Finché qualche giorno dopo, arriva la solita telefonata da parte di Phil: "Abbiamo combinato un casino. 
Un'altra volta". (fonte mymovies)

Il mio commento:
A dire il vero speravo che il nuovo post relativo ad un commento filmico si riferisse a La Battaglia dei Tre Regni, ma devo ancora finire di vederlo...
In compenso, ieri, ne ho approfittato per un'oretta e mezza di relax (e, giusto per stare in tema, durante la visione ci siamo pure fatti anche qualche tazza di tè cinese) e ci siamo visti codesto film.
Praticamente, lo schema e i personaggi, rimandano fortemente al primo capitolo della saga ma ugualmente funziona. 
Okay, ci sono delle situazioni un po' forzate e "discutibili", però ci si diverte eccome.
E poi c'è anche un po' di sana gnocca e di intrigo simil-poliziesco, con un Paul Giamatti che vedrei bene a fare il boss di qualche cosca mafiosa di matrice russa. Diversamente, credo che in molti vederebbero volentieri Jamie Chung fare anche qualche ruolo più "spinto". 
Ahem...
Su tutti, il personaggio che mi rimarrà nel cuore, è Stu. Anche Alan (Zach Galifianakis) è un discretamente demente e caratterizzato, mentre Phil (Bradley Cooper) forse un po' troppo "bravo ragazzo". Quanto a Stu....poraccio. 

sabato 27 ottobre 2012

..:: Povero Silvio... ::..

Antonio Cornacchione in lacrime,
colpa degli sketch comici di Zelig
nei quali si disperava
per la sorte del  povero Silvio. 

25 ottobre 2012:


E via di comunicati stampa, di servizi ai telegiornali, di commenti da parte dei vari esponenti dei principali movimenti politici. Qualcuno mi sa piangeva pure, commosso.
Io esultavo.
"Non ripresenterò la mia candidatura a Premier ma rimango a fianco dei più giovani che debbono giocare e fare gol", diceva.
In primis, mi domandavo, perché senti così tanto il bisogno di stare in politica. Sei miliardario, hai già fatto la tua parte, in tutti i senti: mo vattene in qualche paradiso tropicale a vivere di bunga-bunga!
Poi, quel riferimento al "giocare e fare gol". 
Cioè, scusa, la politica me la paragoni a uno sport? A un gioco? °__°
Comunque sia, ero sollevato. Speravo in un futuro migliore per il nostro Paese, iniziavo a scorgere un barlume di cambiamento visto che già prima di lui altri politici si sono tolti dalle palle. E che caspita, mica si deve vivere di politica. Che ci sia un limite alle legislature o agli anni che i nostri rappresentanti possono trascorrere al Senato o in Parlamento o nei vari organi istituzionali. Sennò poi perdono il senso della realtà e iniziano a vivere il proprio ruolo di responsabilità delegata come un privilegio, quasi fossero una nuova nobiltà.

26 ottobre 2012:
Berlusconi condannato a 4 anni di reclusione per frode fiscale a conclusione del processo per l'acquisizione dei diritti tv di Mediaset.

Ma di reati a suo carico ce ne sarebbero altri, alcuni prescritti altri ancora da chiarire. Pensiamo al caso Ruby, oppure a tutte quelle simpatiche vicissitudini legate al PDL che tanto hanno fatto scalpore ultimamente (la giunta regionale del Lazio, ad esempio, con Fiorito), senza dimenticarci della sua vicinanza a gente come Dell'Utri o a Vittorio Mangano, lo "stalliere" che nel tempo libero faceva il criminale, pluriomicida, affiliato alla mafia.
Comunque sia, mi son sentito, per qualche ora, sereno, soddisfatto che, finalmente, Silvio B. fosse stato condannato per qualcuno dei crimini a lui imputato.

martedì 23 ottobre 2012

..:: Most wanted - Settembre 2012 ::..

Emma Frost...giusto un
contentino a quanti hanno
cercato codesto personaggio Marvel
(Giusto per parlare un po' dei cacchi miei...) La scorsa settimana ero in quel di Catania, 25 gradi di temperatura di media, che scendeva un po' alla sera, e poi cene a base di pesce e vita d'hotel e d'ambito aeroportuale. 
Da buon veneto ho assaggiato sapori e dinamiche di un'altra terra, positive e negative.
Poi il ritorno qui in Veneto dove già da subito mi son accorto di essere tornato in una regione "diferente". E quindi, vai con il maglioncino e la giacca non appena si scende dall'aereo e con gli eterni lavori in corso. Perchè qua non si può e deve star mai con le mani in mano. Magari far le cose male, senza comunicarle o organizzarle, ma mai fermi per amor del cielo. Ed ecco allora manti stradali demoliti solo sulle parti esterne della carreggiata oppure solo al centro (perchè?), con segnaletica da rifare il sabato (!!) e trattori che ostacolano il traffico agli orari più impensati. Per fortuna che almeno sabato e domenica, con Silvia, ci siamo concessi un po' di benessere e relax e che, tra bagni turchi e saune varie, ho recuperato parte di quel calore che avvertivo quotidianamente laggiù in terra sicula.
Però, essendo ormai in Veneto, ecco che devo subito darmi da fare e recuperare il tempo perduto in termini di aggiornamento del blog. Ed eventualmente di vaccate dal web o dalla televisione, tipo il post di Grillo in merito a Renzi poi ripreso (solo la prima riga, in realtà) in un'intervista di Lucia Annunziata fatta al buon Matteo. Non conosco bene quest'uomo o quale programma effettivamente sostenga (ok, milita nel PD, fin là ci sono...) ma, penso, se è stato eletto per fare il sindaco di Firenze, e lo pagano pure, che faccia quello e POI pensi al resto. Che diamine!
Ehm, "adesso" oppure quando ci
saranno effettivamente le elezioni?
E i fiorentini che dicono?
Che poi, mi sento un po come quei tizi della pubblicità (non ricordo il prodotto) a cui, alla fine, viene chiesto "ti sei perso qualcosa?". In effetti....come mai quei tontolomei dei nostri politicanti si stan lanciando in campagne elettorali in vista del voto di aprile? Non hanno ancora raggiunto il livello di intelligenza minimo per capire che devono togliersi di torno? 
Tra l'altro, io sinceramente non andrei mica a votare quei simpaticoni che, per anni, hanno semplicemente mangiato e ladrato dimostrandosi palesemente incapaci. Che vadano a lavorare, ora, a sgobbare per tirare a campare come tutti. Something better change, direbbero i The Stranglers.
Cambiamenti insperati, mi sa. Certe cose, purtroppo, non cambiano mai. 
Cambiano invece le chiavi di ricerca con cui approdate su codesto mio blog. Tra quelle più originali, troviamo infatti:

  • Eugenio Boyka: uhm, parente dell'esimio Yuri?
  • Vintgar paranormale: ora, la gola del Vontgar sta vicino a Bled, ed è pure un gran bel posto. Non sapevo però che fosse coinvolta in avvenimenti di tipo soprannaturale...indagherò
  • Chronicle: questo mi da soddisfazione, vuol dire che là fuori, da qualche parte, c'è chi ha apprezzato il film di Josh Trank. E che magari, come me, auspica in un secondo capitolo
  • Emma Frost porn: qui invece andiamo sul classico, con un po' di sana voglia di zozzerie relativamente alla procace e attuale compagna di Ciclope, degli X-Men. E sinceramente mi aggrada l'idea di assecondare queste ricerche ...

lunedì 22 ottobre 2012

..:: Snuff ::..

Titolo: Snuff
Autore: Alessandro Maiucchi
Editore: Arduino Sacco Editore
Genere: narrativa
Pagine: 128

La trama in breve:
Immaginate un film in cui una persona muore...
Immaginate che esista una casa  cinematografica che gira questi film...
Immaginate di vedere una vostra amica che fa la comparsa in uno di essi... (fonte Arduino Sacco Editore)

Il mio commento:
Ho terminato questo libro giusto lunedì scorso, letto nell'ambito di una catena di lettura organizzata su Anobii, catena cui ho preso parte anche per ricambiare Alessandro per aver, a sua volta, fornito una chance al mio "Ipermercati for dummies".
In primis, questo libro mi ha permesso di scoprire un editore che, potenzialmente, potrebbe tornare utile per miei futuri progetti. In secondo luogo, l'ho trovato una lettura interessante, di certo incalzante e non monotona. Lo stile di Alessandro non risulta affatto monotono o prolisso, semmai è piuttosto schietto e diretto, sufficientemente colorito e variegato. Non ci si annoia né si indugia mai troppo nell'introspezione, nella rievocazione di flashback, nel fornire spiegazioni o nell'estendere descrizioni di sorta. Si predilige l'azione, il dialogo, per delineare gli eventi che compongono l'opera e che conducono il lettore sino alle pagine finali, in cui finalmente si comprende perché la copertina del libro propone il muso sorridente di un simpatico squalo famelico. 
Ad ogni modo, parlando dello stile e del ritmo dell'opera, forse, si respira una certa "ansia" di giungere alla fine, una sensazione che può risultare positiva da un lato e dall'altro lascia sottintendere a qualche mancanza in termini di approfondimento e volontà di delineare per bene ambientazione e personaggi. 
Non mi è chiaro però se tutto nasce dal limite delle pagine da riempire (non potendo andare oltre, allora l'autore si è sforzato di limare e tagliare senza rimettere alcun episodio) o se invece, come temo, è accaduto il viceversa. Fatto sta che, a mio avviso, il libro è forse da ampliare e rendere più tridimensionale. Allo stato attuale, pur rappresentando una discreta esperienza, può non soddisfare il pubblico di lettori che c'è là fuori.
I luoghi in cui si svolgono le vicende, giusto per iniziare, sono molto abbozzati e, al di là dei riferimenti geografici esplicitati, risultano poco vividi. Voglio dire, le vicende potrebbero essersi svolte negli USA, piuttosto che in Armenia oppure nella campagna veneta... non ci sono vicissitudini particolari che facciano percepire un ben determinato luogo reale del mondo. Oltre a ciò, tutto appare molto vicino e facilmente raggiungibile in poco tempo e senza la minima difficoltà. 
Analogamente, la facilità con cui certi eventi si sbrogliano o si collegano l'uno all'altro hanno un che di sospetto. Il programma per pc cui ricorre Brian per identificare le stanze in cui si svolgono le macabre riprese dei film proibiti o l'individuazione della villa del finale, le armi che lo stesso protagonista tiene a casa (praticamente una sorta di 007 che "teoricamente" lavora in una softwarehouse... da cui si assenta per giorni e giorni senza conseguenze di sorta, manco una chiamata dal lavoro...d'altronde, il millennium bug è acqua passata...) così come le probabilità di riconoscere Clara, amore di infanzia, decenni dopo dall'ultima visita e, per di più, in una nazione costituita da metropoli da milioni di abitanti, ecco, lasciano un po' perplessi. Senza contare che, personalmente, trovo sempre un po' sospetto il ruolo del giustiziere che, a botta sicura, risolve un caso su cui eserciti di poliziotti non hanno mai avuto fortuna. Soprattutto quando ci riesce anche grazie a "interventi clamorosi", vedasi la signora che nel capitolo "Venerdì 30 giugno 2000", si trova un povero disgraziato, armato e sanguinante sul portone di casa e, con disinvoltura, lo invita in casa e lo rifocilla pure °__° 

sabato 13 ottobre 2012

..:: Kung Fu... da Camposampiero con furore ::..

Ne approfitto per gongolare un po' e per fare pubblicità all'associazione Kyushinryu di Camposampiero che frequento. Pare infatti che nel numero di ottobre de Il Camposampierese, mensile di informazione ai cittadini del territorio, ci sia un articolo relativo al trofeo di kung fu "Re Mantide" tenutosi a Giulianova (PE) il 2 giugno scorso. Buona cosa direi, no? ^_^


Per quanti fossero interessati, questo il link al sito della Federazione (*) dei Comuni del Camposampierese in cui è possibile reperire la versione in bassa risoluzione del mensile mentre, per quanti volessero avere maggiori informazioni sull'ASD Kyushinryu non c'è che da chiedere ^_^ 


(*): sì, lo so, suona un po' leghista ma hanno voluto chiamarla così

..:: Capitale umano? ::..

Jean-Paul Fitoussi
e Adriano Celentano
Per fortuna, o purtroppo, non son rientrato nel novero dei 9 milioni e passa di telespettatori che hanno scelto di sorbirsi il recente show di Celentano realizzato all'Arena di Verona e divulgato alle masse attraverso Mediaset. 
Ne ho visto qualche stralcio però, giusto qualche minuto mentre cenavo al rientro dall'allenamento di kung fu. Tanto, in ogni caso, ne han parlato assai. So perfino che PierSilvio si è congratulato via Twitter con il celebre molleggiato.
Non nego che il vetusto Adriano nazionale (Celentano, non "voglio una sigaretta... aspetta, io manco fumo" Pappalardo) sia un personaggio importante per lo show-business e la cultura italica ma, mi domando, perché lui può proporre uno show nel quale tenta anche la formula dell'evangelizzazione laica o di predicare pseudo-rivoluzioni sociali mentre altra gente non può nemmeno avvicinarsi al mezzo televisivo?
Mi riferisco ai vari "comici" (lo dico tra virgolette perché, probabilmente, sono da considerarsi liberi pensatori che cercano di far riflettere e sorridere al contempo attraverso vera satira) espatriati dai principali media nazionali e ai quali è ancora interdetta la possibilità di ricomparire sul piccolo schermo. Penso a gente come Luttazzi, Grillo, i Guzzanti (anche se in effetti Corrado l'ho rivisto in un qualche sketch su Cielo...), ma anche a Santoro. Misteri della democrazia e della libera informazione nostrana.
Ad ogni modo, evidentemente, Celentano poteva fare quello che ha fatto e, tra una canzone e l'altra (in fondo, Rock economy era anche un concerto, giusto?) ci ha piazzato qualche riflessione e chiacchierata di carattere politico e sociale. 
Tra queste, l'unico stralcio che son riuscito a seguire è stato l'intervento, in un tristerrimo contesto da bar, dell'economista Jean-Paul Fitoussi. 
Ora, non conosco bene il personaggio - fortunatamente Google aiuta - ma, al di là del suo ruolo in Telecom o in Banca Intesa San Paolo, è innegabile che il tizio c'ha una buona testolina. E, tra i vari discorsi che ha provato a fare, ce n'erano alcuni sul benessere, sull'ambiente, sulla misurazione e salvaguardia del capitale umano.
In soldoni, non c'è solo il PIL da salvaguardare, bensì il benessere delle masse, la qualità del vivere, la ricchezza in termini di risorse umane - e ambientali, spero. 
Parafrasando l'economista francese: se cioè un governo effettua delle politiche tali per cui si guadagna 1 punto di PIL ma si perdono 10 punti di capitale umano, allora il governo sta sbagliano!
Trovo che questo passaggio sia molto significativo e utile per valutare il tipo di presente e futuro che vogliamo per noi. E che, anzi, tenda a fornire alle persone (ovvero agli elettori) una metrica a cui riferirsi nel valutare l'operato di un governo.
Un bel messaggio insomma, tristemente banalizzato poi dai discorsi di Celentano, che, pur essendo valido nella teoria, mi domando quanto possa essere applicabile in concreto.
Anche perché, fondamentalmente, durante Rock Economy si è solo chiacchierato...