sabato 17 maggio 2014

Collettivo Zampalù

Autore: Federico Bagni
Editore: Autodafè edizioni
Genere: narrativa
Pagine: 224

La trama in breve:
Settembre 1993, Milano. In una quinta liceo, un professore e un nuovo alunno si incontrano dentro le parole di un tema libero. Nei giorni di pioggia, durante la ricreazione, fra i due si crea un legame sempre più profondo. Al termine dell'anno scolastico, il tempo li porta altrove. A distanza di anni, il professor Lorenzo Dentico - provato dagli eventi della vita, ma sempre animato dalla fiducia nell'uomo - ritrova l'ex alunno Marco Carboni, che sfoga la propria inquietudine facendo lo scrittore. Il professore coinvolgerà il giovane in una straordinaria esperienza di scrittura collettiva fra i senzatetto di un centro diurno, dove si incontrano le vite sospese di una Milano marginale e nascosta. Romanzo corale di chi la vita la vede dal basso, "Collettivo Zampalù" racconta, nella lingua dolce e amara della malinconia, il difficile percorso di riscatto che sfocia nell'amore e nella condivisione. L'autore trasporta il lettore alla scoperta di una realtà ricca, sfaccettata e complessa, dove il dolore e la fatica di vivere non riescono mai a spegnere la speranza e la voglia di cambiamento.

Il mio commento:
Qualche tempo fa, un'agenzia letteraria mi ha contattato inviandomi una mail. All'interno di questa, un paragrafo in particolare mi è rimasto impresso:
Il problema è che l'Italia pullula di autori, anche di valore. Ma il numero degli scriventi è così alto che, spesso, alcuni di questi (talvolta i migliori) si invischiano in reti sottili ed entropiche, perdendo coesione e orientamento, annegando nel mare magnum di piccole case editrici di fatto invisibili...
Leggendo questo Collettivo Zampalù, per certi versi mi è tornato alla mente questo passaggio in quanto (sperando di non sbagliarmi sulle dimensioni della realtà editoriale in questione) quest'opera di Federico Bagni rispecchia un po' queste caratteristiche: Autodafè è una casa editrice di dimensioni contenute e l'autore è decisamente un ottimo scrittore, che meriterebbe maggior risalto.
All'inizio, devo dire che ero un po' scettico, ho guardato a questo titolo con un po' di sospetto e, forse, di invidia (*). La trama pure non mi convinceva del tutto visto che si parlava di professori e di immigrazione, probabilmente mi immaginavo qualcosa di diverso da quanto, invece, ho trovato. A riprova del fatto che di un libro è meglio farsene un'idea leggendolo, più che basandosi unicamente su copertina e sulle poche righe riportate sul retro.
Ecco, partendo dall'immagine scelta per rappresentare il libro, seppure questa lanci spunti chiari (il gruppo, uno sforzo condiviso, tempo passato, voglia di crescere...) potrebbe non irretire i lettori più superficiali, quelli che si lasciano sedurre dalle immagini sgargianti e variopinte. Qui invece le logiche commerciali sembrano esser state accantonate per puntare su contenuti validi e qualità.
Elementi che, effettivamente, ho riscontrato.

domenica 11 maggio 2014

Capitan America - Il primo vendicatore

Titolo: Capitan America - Il primo vendicatore
Regia: Joe Johnston
Anno: 2011
Genere: supereroi, azione
Cast: Chris Evans, Hugo Weaving, Sebastian Stan, Hayley Atwell, Toby Jones, Samuel L. Jackson, Dominic Cooper, Tommy Lee Jones, Neal McDonough, Stanley Tucci

La trama in breve:
Il giovane Steve Rogers farebbe di tutto per arruolarsi: scioccato da ciò che i nazisti stanno facendo in Europa, non sopporta di starsene con le mani in mano. La sua costituzione fragile, l'asma, l'altezza tutt'altro che idonea, però, fanno sì che venga rispedito al mittente ad ogni tentativo. Finché un giorno, un uomo di stato, il dottor Abraham Erskine, s'interessa a lui e gli propone di sottoporsi alla sperimentazione di un siero che ne farà il primo super soldato dell'esercito a stelle e strisce. Rogers, dunque, subisce una straordinaria trasformazione, ma sarà solo dopo un passaggio per le fila dello show-business (e cioè solo dopo aver indossato una calzamaglia) a divenire davvero Captain America.  (fonte mymovies)


Il mio commento:
Come ben saprete sono un appassionato di fumetti e manga. In ambito comics, per lo più ho seguito e seguo tutt'ora le (ingarbugliatissime) vicende degli X-Men; un impegno che, per forza di cose, come stabilito dalle eminenze grigie della linea editoriale Marvel, richiede la conoscenza base degli altri supereroi della Casa delle Idee in quanto tra cross-over e dinamiche varie, spesso le strade dei supereroi in calzamaglia si intrecciano. E non sempre amichevolmente.
Recentemente ci son stati anche gli scontri X-men Vs Avengers (apro una parentesi: confrontate la figura di Ciclope in quella miniserie con quella dei filmdi Bryan Singer e rabbrividite...) per cui, indicativamente, la figura di Cap mi è abbastanza nota.
Ma nonostante tutto non riesco a farmela andar giù. Forse perché rappresenta un concentrato di propaganda americana concentrata in un sol uomo, forse perché fondamentalmente è un militare, forse perché non gli attribuisco super-poteri o super-capacità, forse perché non accetto l'idea di quel suo cavolo di scudo-boomerang...probabilmente un misto di tutte queste cose.
Motivo per cui ho ponderato assai prima di dedicarmi a questo film.
Visto anche che tutti coloro che si son visti il secondo capitolo dedicato a Cap, recentemente uscito al cinema, me l'han consigliato (il secondo), ho deciso che era tempo per rivedere la mia posizione nei confronti di Steve Rogers.
Ma non è andata come speravo.
Diciamo che nel complesso questo Capitan America non è malaccio, non un capolavoro, sia chiaro, ma nella media dei vari film di supereroi diciamo che la sufficienza gliela concedo. Non di più, però. 

Trofeo Re Mantide 2014

Riporto paro paro (o quasi) dal sito della A.S.D. Kyu Shin Ryu di Camposampiero (PD):

Rientriamo dalla Terza Edizione del torneo Re Mantide che offre la possibilità a tutte le scuole di Qi Xing Yang Lang Quan facenti riferimento al Maestro D’Aria Angelo sparse sul territorio nazionale di incontrarsi e confrontarsi.

La ASD Kyu Shin Ryu ha partecipato con una rappresentanza ristretta ma che comunque è riuscita a vincere una medaglia di Bronzo (Istr. Torresin Francesco nella specialità Taolu a mani nude) e due d’Argento (Colombi Leonardo e Istr. Alessandro Cassandro nella specialità Taolu in coppia con armi).

A seguito un breve video sull’evento (NdLeo: sentitevi pure in dovere di diffonderlo ^__^ ):


Ne approfitto anche per segnalare che all'interno del secondo numero di Terre di Confine Magazine è presente una pagina pubblicitaria dedicata alla D'Aria Angelo's School e alle scuole di kung fu affiliate :-)


sabato 10 maggio 2014

YouCanPrint - Promozione Maggio 2014

Segnalo che fino alla mezzanotte del 31 Maggio è in vigore una succulenta promozione per l'acquisto di libri con il 25% di sconto sullo store online di YouCanPrint!

Per poterne beneficiare, è sufficiente fornire il codice MAGGIO25 durante la conferma dell'ordine.

Se qualcuno volesse approfittarne, qui di seguito vi riporto i link ai miei testi:



domenica 27 aprile 2014

Il sospetto

Titolo originale: Jagten (La caccia)
Titolo: Il sospetto
Regia: Thomas Vinterberg
Anno: 2012
Genere: drammatico
Cast: Mads Mikkelsen, Thomas Bo Larsen, Susse Wold, Annika Wedderkopp, Lasse Fogelstrøm

La trama in breve:
Lucas ha un divorzio alle spalle e una nuova vita davanti che vorrebbe condividere con il figlio Marcus, il cane Funny e una nuova compagna. Mite e riservato, Lucas lavora in un asilo, dove è stimato dai colleghi e adorato dai bambini, soprattutto da Klara, figlia del suo migliore amico. Klara, bimba dalla fervida immaginazione, è affascinata da Lucas a cui regala un bacio e un cuore di chiodini. Rifiutato con dolcezza e determinazione, Lucas invita la bambina a farne dono a un compagno. Klara non gradisce e racconta alla preside di aver subito le attenzioni sessuali dell'insegnante. La bugia di Klara scatenerà la 'caccia' al mostro, investendo rovinosamente la vita e gli affetti di Lucas. Disperato ma deciso a reagire, Lucas affronterà a testa alta la comunità nell'attesa di provare la sua innocenza. (fonte mymovies)

Il mio commento:
Complessa e molto attuale, candidata al premio Oscar nella categoria Miglior film straniero al pari de La Grande Bellezza di Sorrentino, quest'opera di Vinterberg rappresenta un'ottimo prodotto cinematografico, impegnativo e non banale nella sua fruizione. Uno di quelli da non sottovalutare o da prendere alla leggera, da proiettare in un cineforum e su cui poi dibattere.
La storia, in realtà non così complessa, si svolge in un contesto nordico (la produzione è danese) che forse un po' stride con le solite ambientazioni a cui il cinema ci ha abituato: il paese è piccolo, tutti si conoscono, c'è ordinarietà, non ci sono sparatorie o mirabolanti effetti speciali. E' un sistema chiuso, insomma, forse un po' ottuso, che vive di ritmi e dinamiche sociali semplici ma familiari.
Non mi dilungo su aspetti di fotografia, recitazione e regia, che si assestano su ottimi livelli e che certamente contribuiscono a impreziosire l'opera. Tra l'altro, Vinterberg è uno di quei registi che han dato vita al Dogma 95 per cui nel film non son presenti molti effetti speciali (al di là del trucco e di qualche sostituto per gli animali...) o musiche, ma tutto mira a essere quanto più realistico possibile, con illuminazione naturale, persone e ambientazioni "normali" (a parte la casa di Brunn...caspita, vive davvero in una magione...).

venerdì 25 aprile 2014

Oblivion

Titolo: Oblivion
Regia: Joseph Kosinski
Anno: 2013
Genere: fantascienza, azione
Cast: Tom Cruise, Morgan Freeman, Olga Kurylenko, Andrea Riseborough, Nikolaj Coster-Waldau, Melissa Leo

La trama in breve:
Negli anni 2000 la Terra è stata devastata da una guerra nucleare che gli umani hanno combattuto e vinto contro gli invasori alieni. La Luna è stata distrutta e questo ha causato terremoti, tsunami e diversi sconvolgimenti che hanno reso il pianeta una landa desolata in cui è possibile solo scorgere qualche rovina di quel che è stato.
In seguito alla devastazione l'umanità è in esodo su Titano mentre sul nostro mondo gli ultimi impiegati si assicurano che i grossi macchinari che prosciugano le risorse naturali (per generare energia utile alla vita sul nuovo pianeta) non siano distrutti dai pochi alieni rimasti. Due di questi impiegati, quasi arrivati al termine del proprio impiego, si imbattono in alcuni astronauti lanciati nello spazio decenni prima ma ora atterrati rovinosamente, che il sistema inspiegabilmente riconosce come "minacce". (fonte mymovies)

Il mio commento (ATTENZIONE agli spoiler):
Non c'è dubbio: passano gli anni ma alcuni attori sembrano immortali. Penso ad esempio a Keanu Reeves, visto di recente in 47 Ronin. Oppure al buon Tommasino Cruise che in Oblivion di certo non sfigura e che quasi non li dimostra i suoi 51 anni. Analogamente per l'onnipresente Morgan Freeman che non continua a recimolare parti nonostante i quasi 80 anni e i numerosi messaggi di condoglianze per la sua dipartita. Quando è morto Mandela, in molti si son confusi...
Comunque, tornando al film, indubbiamente siamo di fronte a una produzione dignitosa, che ha potuto contare su nomi famosi di Hollywood, sulla presenza di un regista che ha già dimostrato di aver dimestichezza con la sci-fi (pensiamo a Tron legacy) e sulla generosa disponibilità di capitali (su wikipedia si vocifera di circa 100 milioni di euro). 
La visione regala interessanti suggestioni, non mancano ambientazioni post-apocalittiche o scenari capaci di suscitare l'interesse dello spettatore, c'è pure gnocca e gli effetti speciali sono di ottimi livello. Anche il ritmo è buono e mescola in modo abbastanza equilibrato fantascienza, azione e un po' di sano mistero...
Il problema è che tutto sa di già visto.
Ci sono gli inseguimenti tra aeronavi e droni che ammiccano un po' troppo fortemente a Star Wars, idem per i rumori che le sonde emettono, molto similari a quelli di R2D2 alias, C1P8; ribelli vestiti di nero che sembrano loschi ma che invece posseggono la verità, tra l'altro capeggiati da un tizio di colore che inevitabilmente richiama alla memoria Morpheus di Matrix; ci sta pure un finale con incursione nell'astronave dei cattivoni e deflagrazione di una testa nucleare in stile Indipendence Day. Tra l'altro alla battuta "vaffanculo Sally" ho avuto come un senso di deja vu, un vago ricordo del "finale" di Bowfinger (film comico...) in cui Eddie Murphy insulta i presunti alieni che stanno invadendo la terra con un "prendete questo stronzetti"...
Ma più di tutto, Oblivion non può non richiamare alla memoria Moon, di Duncan Jones. E che con un budget di 5 milioni di dollari è riuscito a proporre una piccola perla cinematografica.

mercoledì 23 aprile 2014

In vista delle elezioni ...

... che a maggio si terranno pure nel comune di Trebaseleghe, ne approfitto per dare un sostegno alla lista civica Il Paese che Vogliamo
Qui di seguito trovate la versione digitale del volantino preparato per far conoscere alla cittadinanza la squadra che si presenterà alle elezioni, oltre che le proposte e gli obbiettivi che si prefiggono di realizzare:




Per maggiori informazioni, è inoltre possibile visitare il sito web della lista civica e reperire i numeri de "La Pulce" contenenti notizie e articoli relativi alla vita politica (e non) di Trebaseleghe.


sabato 19 aprile 2014

Cosmopolis

Titolo: Cosmopolis
Regia: David Cronenberg
Anno: 2012
Genere: drammatico
Cast: Robert Pattinson, Juliette Binoche, Sarah Gadon, Mathieu Amalric, Jay Baruchel, Kevin Durand, Paul Giamatti

La trama in breve:
Erick Packer è un brillante giovane che controlla gli oscuri meccanismi dell'alta finanza. Tutto è a sua disposizione, a partire da una limousine bianca con tanto di autista e guardia del corpo. È una giornata difficile per Manhattan. C'è il Presidente degli Stati Uniti in visita e la viabilità è stata rivoluzionata. Ma Erick ha un obiettivo preciso: vuole raggiungere il suo parrucchiere di fiducia che sta all'altro capo della città. Per fare ciò è disposto ad affrontare le sommosse contro la situazione economica che stanno mettendo a ferro e fuoco New York. È pronto anche a trovarsi dinanzi colui che, secondo più di un segnale attendibile, vuole ucciderlo. (fonte mymovies)

Il mio commento:
L'ultimo film di Cronenberg da me visto è stato Crash, recensito su questo blog nel mese di febbraio. Perverso, inquieto, pruriginoso e disturbante, non c'è che dire. Però mi aveva preso e incuriosito assai. Induceva alla visione.
Qui invece mi son trovato di fronte a qualcosa di completamente diverso, un'esperienza cinematografica sfiancante, praticamente tesa a sfinire lo spettatore a suon di parlato. I personaggi parlano, discutono, parlano, divagano, parlano, ciarlano, indugiano su aspetti filosofici ed esistenziali, oltre che legati al mondo economico e finanziario...senza sosta, in continuazione, persino nelle situazioni più strampalate (ad esempio nemmeno quando il medico esegue un controllo alla prostata del buon Erick quest'ultimo si prende una pausa, anzi, insiste nel discutere con una sua collaboratrice...per altro strappata al jogging).
L'impressione è quella di stare ad assistere ad una commedia sofisticata, dai toni eleganti, ma al contempo calata in un contesto di totale cinismo e distacco dal mondo reale. Come se ci fossero due binari, uno per le esistenze della gente comune e uno per le eminenze grigie che condizionano mercati e masse. La contrapposizione tra questi due scenari viene ben esplicitata dalla diversità di toni e dinamismo che si associano a uno o all'altro, così come per la scelta di concentrare la maggioranza delle scene all'interno della (futuristica) limousine del protagonista, mentre all'esterno il mondo continua a vivere di vita propria, e non sempre con dinamiche propriamente pacifiche.

venerdì 18 aprile 2014

Terre di Confine Magazine 2

Cari Lettori, l'uscita del numero 2 di Terre di Confine Magazine giunge in parallelo con la messa on-line di una versione mirror del nostro sito, appositamente ottimizzata per accompagnare d'ora in avanti la rivista. Insieme a questa notizia, è per me un vero piacere annunciare la riapertura di www.terrediconfine.net, lo storico dominio che è stato la nostra prima casa nel web - gli utenti più affezionati ricorderanno certamente quei tempi!
Da oggi il dominio ospiterà proprio il nuovo portale, realizzato in Wordpress e quindi adatto a sfruttare tutte le funzionalità di questa ormai diffusissima piattaforma.

E ora veniamo al n. 2! Come di consueto, la varietà dei contenuti cercherà di trattare il Fantastico nelle sue molteplici sfumature. Segnalo in particolare l'articolo su Dan Dare, un'occasione che è stata preziosa per poter parlare della leggendaria rivista Eagle e di Frank Hampson che le diede i natali, artista straordinario la cui carriera avrebbe meritato assai più onori di quelli effettivamente raccolti. Nella sezione antologica, presentiamo infine 4 racconti e 2 fumetti inediti, che passeggiano tra supereoistico, steampunk, horror e surreale. Non mi resta dunque che augurarvi un piacevole proseguimento!




(fonte www.terrediconfine.eu)


PS: all'interno di questo numero trovate anche un mio articolo dedicato al manga The Legend of Mother Sarah di Katsuhiro Otomo e Takumi Nagayasu. Il medesimo articolo è disponibile anche qui 

300 - L'alba di un impero


Titolo: 300 - L'alba di un impero
Titolo originale: 300: Rise of An Empire
Regia: Noam Murro.
Anno: 2014
Genere: azione
Cast: Sullivan Stapleton, Eva Green, Lena Headey, Andrei Claude, Mark Killeen,  Rodrigo Santoro, Jack O'Connell, Hans Matheson, Andrew Tiernan, Caitlin Carmichael, Callan Mulvey, Andrew Pleavin

La trama in breve:
Grazie al sacrificio alle Termopili dei 300 valorosi spartani guidati da Leonida, la Grecia ha una possibilità di resistere all'invasione dell'Impero Persiano. Ma la speranza è legata alla capacità di Temistocle, guida militare degli ateniesi, di riuscire a unire le città-stato indipendenti nella lotta per la libertà dell'Ellade e di contrastare con l'astuzia e le tattiche di combattimento la forza preponderante della flotta persiana. (fonte mymovies)

Il mio commento:
Quando penso alla Grecia antica, una delle prime immagini che mi sovvengono è qualcosa di analogo a questa, La scuola di Atene di Raffaello Sanzio:


Subito dopo però arrivano echi mitologici di Zeus e company, episodi legati alle gesta eroiche dell'epica classica narrate tra Iliade e Odissea, le 12 fatiche di Hercules, Kevin Sorbo, Iolao e Xena...e a concludere questo calderone, mentre mi interrogo se i Cavalieri dello Zodiaco facessero parte o meno del mondo ellenico, giunge il ricordo della partita di calcio tra filosofi greci e tedeschi proposta dai Monty Python.
Bene, ora che il quadro...volevo dire, che il contesto relativo all'antica Grecia mi è abbastanza chiaro direi che posso bellamente cominciare vaneggiare sul recente "300: l'alba di un impero" visto al cinema.
Ebbene, a distanza di circa 7 anni dal precedente sfoggio di addominali scolpiti realizzato da Zack Snyder, questo secondo capitolo ispirato alle tavole di Frank Miller, riesce in parte a soddisfarmi.
La densità di addominali e tette maschie pro-capite è praticamente invariata, così come si sprecano le occasioni per indugiare su tanta virile fisicità, fisici glabri e pompati come non mai. Al pari di quanto accadeva nel primo 300 anche qui gli uomini dell'antica Grecia ignorano cosa siano gli abiti e molti aspetti legati al pubblico decoro, preferendo gironzolare quasi ignudi, al più corredati da un mantello di Prada.
Eh, altri tempi, quando l'umanità era geneticamente modificata e a prescindere da dieta, ceto sociale, occupazione o quant'altro i maschi crescevano tutti atletici e palestrati, belli fuori e di conseguenza belli dentro perché bevevano solo acqua Rocchetta. Le donne invece mi sa che erano dannatamente poche...troppo poche...praticamente lo stesso scenario del precedente film.
Solo che questa volta non ci troviamo di fronte a quei barbari buzzurri di Sparta che passano il tempo a pestarsi e a venerare la guerra. Bensì, abbiamo a che fare con gli ateniesi. Che, a dire il vero, poco si discostano da Leonida e soci: anche loro partono allo sbaraglio, senza provviste, fabbri e carpentieri al seguito, per combattere in nome della libertà. 
Possibilmente per mare.
Però le navi le muovono plotoni di schiavi incatenati *__*

sabato 5 aprile 2014

Finalmente disponibile il libro Vuoto di Luce!

Chi mi segue da un po' di tempo avrà già intuito di cosa sto per parlarvi. 
Per gli altri, Vuoto di Luce è un progetto letterario a cui mi son dedicato negli ultimi anni. Tutto è cominciato con un racconto a capitoli - Il consacrato - pubblicato su Fantasy Story cui ho iniziato ad aggiungere capitoli, personaggi, intrecci e quant'altro fino a renderlo un vero e proprio romanzo. 
Dopo svariate revisioni, correzioni e modifiche, grazie anche alla collaborazione di quanti hanno avuto l'occasione di leggerlo (in particolare Silvia e Alessandro), finalmente ho pubblicato il romanzo. Analogamente a quanto avvenuto con Ipermercati for dummies mi sono appoggiato a YouCanPrint per cui il testo sarà disponibile nei maggiori store on-line e nelle circa 1500 librerie affiliate (ad esempio quelle del gruppo Feltrinelli)


Quando perde ogni contatto con la forza luminosa cui è stato consacrato la vita di Helge, servitore della Luce, sprofonda nel caos. Roghak, affabile adepto del Vuoto, lo insidia per corromperlo con il proprio credo e portarlo a schierarsi dalla parte del Male. Nella medesima città, un manipolo di demoni tiene in ostaggio un misterioso bambino mentre i seguaci dei Due Spiriti sono sulle sue tracce per salvarlo e recuperare un’arcana reliquia. L’eterna lotta tra Luce e Vuoto, eredità delle antiche divinità che un tempo dominavano Maerth, sta per giungere a una svolta cruciale in questo appassionante romanzo urban fantasy.

Titolo: Vuoto di luce
Autore: Leonardo Colombi
Data di uscita: Febbraio 2014
Pagine: 506
ISBN: 9788891130686
Prezzo di copertina: 20 euro
Per maggiori informazioni: link


Ora, giusto per essere veniali, come avrete sicuramente notato il prezzo risulta altino  ("ma io volevo spendere molto di più", direte voi con fare snob citando la ben nota pubblicità della Duster). 
Preciso però che con lo staff di YCP ho discusso ripetutamente per cercare di ribassarlo ma questo è stato il minimo a cui è stato possibile pervenire. In ogni caso, negli store on-line (vedi IBS) è già disponibile con uno po' di sconto e che periodicamente YCP lancia campagne promozionali con buoni che arrivano al 25-50% del prezzo di copertina.
Per quanti volessero leggero gratuitamente, escludendo l'ipotesi furto, vi comunico che a breve mi attiverò per una catena di lettura su Anobii :-)

Iron Sky

Titolo: Iron Sky - Saranno nazi vostri
Titolo originale: Iron Sky
Regia: Timo Vuorensola
Anno: 2010
Genere: fantascienza, satira, azione
Cast: Julia Dietze, Gotz Otto, Christopher Kirby, Tilo Prückner, Stephanie Paul, Peta Sergeant, Udo Kier, Kym Jackson, Alexander Beck

La trama in breve:
2018. Sulla faccia oscura della Luna, sin dai tempi della Seconda Guerra Mondiale, si è installata una colonia di nazisti che ora sono quasi pronti per invadere la Terra. Manca però un elemento che garantisca l'energia necessaria. Questo viene trovato grazie alla missione inviata sul satellite lunare dalla Presidente degli Stati Uniti in cerca di rielezione. A bordo del LEM c'è un astronauta di colore, James Washington, che ha con sé un cellulare. La sua cattura fornisce al rampante ufficiale Klaus Adler l'occasione giusta. Andrà sulla Terra a cercare la tecnologia necessaria per l'attacco e poi diventerà il Fuhrer con potere assoluto. (fonte mymovies)

Il mio commento:
Ancora una volta non posso fare a meno di evidenziare, con una nota di irritazione, come gli sceneggiatori nostrani non riescano a resistere alla tentazione di travisare titoli e idee. E' più forte di loro, evidentemente: hanno per le mani un titolo, potrebbero lasciarlo così com'è nel rispetto dell'idea originale e invece, anziché contare fino a 10 e chiudersi le dita in un cassetto, decidono di ubriacarsi e di dar sfogo alla propria creatività da cerebrolesi. Bastava guardare il trailer per aver qualche dubbio e invece loro hanno perseverato. Sarà l'istinto, saranno esigenze mediatiche a cui dovevano sottostare perché qualcuno teneva in ostaggio i loro figli, sarà beata ignoranza, colpa di una scommessa persa, delirium tremens... non lo so e non lo voglio sapere. Però ugualmente mi fa montare dentro un po' di sana stizza che più di tanto non guasta quando ci si accinge a scribacchiare su di un blog.
Praticamente è il medesimo processo che si innesca in un automobilista quando si trova di fronte un manipolo di ciclisti convinti - anche se non è vero - di stare al giro d'Italia, motivo per cui schifano le piste ciclabili e corrono appaiati o in gruppo occupando gran parte della corsia stradale. Ergo, monta quella sana cattiveria che, se non controllata, potrebbe scatenare rapide e violente aperture di portiere...
Ma lasciamo perdere queste amene facezie e torniamo al film.
Dicevamo che anche in quest caso il titolo proposto non gioca a favore della promozione: gli scimpanzé del team traduzioni avrebbero potuto optare per scelte originali, magari analoghe a quelle pensate dai colleghi britannici ("The Reich Strikes Back", con chiaro riferimento a StarWars), invece si è scelta la via della volgarità. Così magari la gente pensa che dietro a una produzione del genere ci siano i Vanzina...
Peccato invece che questo Iron Sky, che immeritatamente si guadagna un misero 6 su IMDB, sia a mio avviso un piccolo gioiellino. Non un capolavoro, nemmeno la perfezione filmica, ma una discreta pellicola che, seppure con poco tempo a disposizione, punta all'essenziale mescolando svariati elementi sia sotto il profilo de contenuti che dell'appeal visivo.
Indubbiamente, tirare in ballo i nazisti non è affare da poco: potrebbe esserci il rischio di veicolare alle masse messaggi errati, di abbellire mentalità e situazioni aberranti, comunque già condannate dalla storia. Analogamente non li si può nemmeno svilire in modo pacchiano, proprio per il fatto che il nazismo ha rappresentato (e purtroppo certe frange di estrema destra ancora ci credono...) una parentesi dell'esperienza storica mondiale.