mercoledì 19 agosto 2026

Il bosco degli urogalli

Titolo: Il bosco degli urogalli
Autore: Mario Rigoni Stern
Editore: Einaudi
Genere: narrativa
Pagine: 180


La trama in breve:
Storie di cacciatori, di animali selvatici, di cani, di montagne in cui si respira l’anima degli spazi aperti e di paesaggi impervi solo sfiorati dalla presenza umana. Rigoni sa rendere la limpida immediatezza di ciò che ci circonda e insieme un accento di fiducia nella vita, sprigionando un sentimento altamente poetico e un genuino amore per il suo mondo alpino. Il bosco degli urogalli narra di villaggi chiusi nell’inverno con il grato fuoco delle cucine, della solitudine delle albe per i sentieri delle montagne, dei silenzi che riempiono i boschi, attraverso un linguaggio lirico e allo stesso tempo semplice che restituisce al lettore i paesaggi fraterni e familiari del «sergente Rigoni Stern». (fonte Einaudi)

Il mio commento:
Non avevo mai letto niente di Rigoni ma mi ero sempre riproposto di recuperarlo, anche perchè trattasi di un autore relativamente "locale" la cui figura, di tanto in tanto, è comparsa nei luoghi montani visitati nelle ferie estive.
Il libro è una raccolta di racconti per lo più accomunati dalla presenza di persone "semplici", fotografie dell'Italia degli anni attorno alle guerre mondiali, gente semplice, frugale, accomunate (tranne in un racconto) dall'appartenenza all'ambiente montano. Sono storie legate alle esperienze militari e delle guerre, alla vita contadina, vite semplici e certamente non agiate e che tirano in ballo anche l'esperienza della caccia. Su questa ognuno può avere la propria opinione e idea ma nel testo non si parla di caccia in termini di esaltazione di armi, dell'uccisione della selvaggina o della disciplina, semmai come elemento di unione tra persone e, soprattutto, con l'ambiente. I cacciatori sono persone che condividono il ritmo della natura e delle stagioni, che sentono una forte appartenenza col territorio, sia quando cacciano per necessità o per passione. Anzi, il rispetto che emerge dalle loro azioni e parole per gli animali è alto, soprattutto verso i tenaci urogalli (altro nome per il gallo cedrone).

martedì 28 luglio 2026

Pianura Oscura

Titolo: Macchine mortali - Pianura Oscura
Autore: Philip Reeve
Editore: Mondadori
Genere: steampunk, fantascienza
Pagine: 470

La trama in breve:
La Storia ci insegna proprio questo: che la vita va avanti, anche se i singoli individui muoiono e intere civiltà vengono distrutte; che le cose più semplici durano, ripetute in eterno dalle nuove generazioni.

Sono passati sei mesi dalle vicende raccontate in Congegni infernali e Londra è ormai il fantasma della città che era un tempo. Wren sta iniziando a godersi la sua nuova vita da aviatrice, e non può nemmeno lontanamente immaginare che il padre Tom, che soffre ancora terribilmente per la mancanza di Hester, la stia tenendo all'oscuro di un'informazione molto importante che lo riguarda. Quando entrambi, per portare a termine una missione, fanno ritorno a Londra, scoprono che in quel che rimane della città predatrice si nasconde un segreto che potrebbe finalmente porre termine alla guerra. Ma cercare di portarlo alla luce, nel poco tempo che hanno a disposizione, potrebbe mettere a rischio le loro vite. Nel frattempo, molto lontano da lì, a loro insaputa, Hester è costretta a fronteggiare un nemico potente che, se non verrà fermato per tempo, potrebbe usare l'arma di cui è in possesso per distruggere l'umanità intera... (fonte Libraccio)


Il mio commento:
Capitolo finale della saga steampunk di Reeve, letto anche con una certa soddisfazione nonostante il finale un po' amaro. Il libro rimane fedele allo stile e alla narrazione dei precedenti episodi, con uno sviluppo corale che porta avanti più sotto-trame ambientate in più contesti. Sullo sfondo una pace traballante e spinte e missioni differenti personificate da figure in parte nuove e in parte "storiche".
Bene o male tutto trova un senso e un epilogo, sebbene per arrivarci si venga a scatenare il finimondo con un arma ancestrale situata in orbita capace di generare poderosi flussi energetici (la Morte Nera di star wars?) in grado di distruggere città o montagne.
In tutto ciò si vengono a risolvere o a consolidare rapporti interpersonali, in particolare tra Wren e Theo (sebbene ad un certo punto temevo si venisse a creare un menage a trois...) mentre Hester e Tom trovano l'occasione di conciliarsi e capirsi prima del devastante epilogo.
Non mancano scene e soluzioni di tutto rispetto, come il suburbio Harrowbarrow guidato dall'affascinante e subdolo Wolf Kobold, e altre più raccapriccianti, come l'antro dell'ingegnere Popjoy, pieno di creature raccapriccianti che sempre più richiamano le creature viste in videogame come Quake. Tra l'altro, in questo libro si gioca ulteriormente sulle figure dei due predatori "storici" della saga, con l'inquietante e fuori controllo Anna Fang e Spike che, rispetto al primo capitolo della saga, trova in questo un destino del tutto inatteso nelle ultime pagine a conclusione di questa epopea steampunk.
Il romanzo si fa leggere volentieri sebbene, come per gli altri, anche questa volta si assiste a una corsa contro il tempo in un finale rocambolesco e al cardiopalma. Non mancano numerosi colpi di scena, così come le morti improvvise e inattese, ma anche situazioni al limite come quelle che coinvolgono il professo Pennyroyal che di fatto viene sconfessato e smascherato ma che tutto sommato riesce a redimersi (inaspettatamente).

giovedì 14 maggio 2026

Con gli occhi chiusi

Titolo: Con gli occhi chiusi
Autore: Federigo Tozzi 
Editore: Rusconi Libri
Genere: narrativa
Pagine: 176


La trama in breve:
Pubblicato nel 1919, Con gli occhi chiusi tratteggia con rara e intensissima efficacia le inquietudini, i tormenti e le delusioni del giovane Pietro. La sua vita amara è segnata dal brutale rapporto con il padre Domenico, dalla grettezza e povertà degli operai che lavorano nel podere familiare di Poggio a’ Meli e, soprattutto, dalle incertezze laceranti di un amore che mai appaga. Pietro guarda ma non vede: i suoi occhi sono il sipario che volontariamente serra dinanzi alla realtà incomprensibile, sono l’unica difesa da una vita che disobbedisce alle illusioni. Con gli occhi chiusi è un romanzo dalla trama semplice, ma di notevole respiro narrativo ed è certo uno dei più belli e toccanti di Tozzi. Permette, di scandagliare una materia così umorale e volatile quale è l’animo ipersensibile di un ragazzo, facendo risuonare nel lettore l’eco di sensazioni autentiche, vissute e, per questo, senza tempo (fonte La Feltrinelli)

Il mio commento:
Ho letto questo libro per caso, senza averlo cercato, senza un motivo particolare, era lì tra quelli disponibili. Venendo da alcune letture di stampo fantasy, sci-fi e horror mi son detto: "perchè non provare con un testo italiano d'altri tempi? E' anche breve..."
Ecco: è stata una folgorazione!
Un libro che, di fatto, non racconta di grandi eventi o di svolte epocali, anzi. Tuttavia la narrazione di Tozzi, quasi poetica, è capace di incollare il lettore, di trasportarlo tra descrizioni, pensieri, emozioni, seguendo le vicissitudini dei personaggi della campagna senese, vite modeste di un'Italia che fu.
In particolare poi ci si focalizza su Pietro, e la sua crescita, dall'adolescenza alla vita adulta. Un personaggio non particolarmente stoico o memorabile, ingenuo, poco attivo, sensibile, cresciuto all'ombra di un padre, Domenico, con il quale non ha mai stretto un rapporto autentico, strappato anzi tempo dall'amore della madre Anna e invaghito di Ghisola, una ragazzina nipote di alcuni braccianti. 
La storia segue l'intreccio delle vite di questi personaggi osservandoli nel loro quotidiano e nei loro rapporti, tutto descritto in un unico flusso, suggestivo e poetico, capace di immergere il lettore fin dentro al cuore dei personaggi.
Mano a mano che il tempo passa si sviluppa poi una situazione tale per cui al lettore sono ben evidenti come stanno le cose, soprattutto nel modo di comportarsi di Ghisola, divenuta una poco di buono ecco, mentre il punto di vista di Pietro rimane diverso, come se proprio vivesse "con gli occhi chiusi", incapace di cogliere e di vedere come stanno realmente le cose fino a giungere all'epilogo, dove la realtà cala finalmente il sipario di fronte a lui.

mercoledì 22 aprile 2026

Codex Innsmouth – Codename NØKKEN

Titolo: Codex Innsmouth – Codename NØKKEN
Autore: Uberto Ceretoli
Editore: Delrai edizioni
Genere: horror
Pagine: 272


La trama in breve:
«Sai cosa distingue l’uomo bianco dall’uomo rosso? I sogni e i racconti. Noi pellerossa ne abbiamo ancora. Voi invece mettete il danaro e la vostra vita sopra ogni valore. Sopravvivete, è vero, ma siete morti dentro. Siete incapaci di commuovervi, se non per ottenere un labile tornaconto. Moriremo comunque, un giorno. Io te, tutti quanti. Preferisco morire con una risposta che vivere con mille domande senza.»

CODEX INNSMOUTH: Bisonte Seduto, Buffalo Bill, Annie Oakley, Whipple Van Buren Phillips: quattro individui straordinari che il Bureau Of Investigation invia a Innsmouth, Massachusetts, per far luce sulla sparizione di due agenti del governo. Quando lo scoveranno, il Male che ha incancrenito il villaggio e i suoi abitanti terrà testa alla potenza del vapore, alla forza dell’acciaio e alla magia dei nativi.

CODENAME NØKKEN: Sir Mark Gwyn Ingwell sta riportando alla luce l’antico abitato di Vinland, a Terranova. Ciò che preme all’anziano archeologo non è dimostrare che i vichinghi colonizzarono le Americhe prima di Colombo, quanto trovare chi li ha cacciati: Nøkken, lo spirito dei fiumi, un’antica e maledetta creatura che soltanto i nativi riuscirono a sconfiggere, secoli prima degli islandesi.  (fonte Delrai edizioni)


Il mio commento:
Letto in formato ebook dopo averlo preso a fronte di una succulenta offerta segnalata dallo stesso autore tramite i suoi profili social. Autore di cui per altro ho già letto altri romanzi (qui un breve recap) e che a dire il vero conosco da svariati anni sin da quando si pubblicavano storie online su siti e portali per appassionati di scrittura.
Ordunque, il libro - che a dire il vero non ho terminato proprio da poco... - in realtà propone due storie, ovvero un romanzo breve e un racconto, entrambe collegate da medesime tematiche, "presenze" e atmosfere sebbene collocate e ambientate in epoche e territori diversi.
La lettura scivola via scorrevole e incalzante, sostenuta da un ritmo piuttosto sostenuto della narrazione che rende il tutto molto coinvolgente e, anche, sconvolgente. L'ambientazione proposta attinge a piene mani dalle storie lovecraftiane, nello specifico si rifà a racconti quali Dagon e La maschera di Innsmouth, per cui proponendo creature semiumane, simil anfibie, dal comportamento, come dire, poco incoraggiante. 
I protagonisti inviati sul posto per indagare su alcune "anomalie" si troveranno quindi a fronteggiarle in un crescendo di inseguimenti, scontri a fuoco, scene raccapriccianti e combattimenti...fino a quando pure dal mare sorgerà una creatura immane, Dagon, contro la quale sembra non esserci proprio speranza.
In tal senso probabilmente il testo è un po' più sbilanciato verso l'azione e un effetto simil cinematografico, sebbene la prima parte del testo, introduttiva allo scenario che si viene a proporre in seguito, ci consente di familiarizzare con i protagonisti e con l'universo ucronico proposto. Personaggi che funzionano e riescono a compensarsi l'un l'altro in una missione che appare subito misteriosa e decisamente disperata. La presenza di personaggi "storici" aumenta poi il senso di verosimiglianza del tutto, rendendolo maggiormente credibile (nel senso di sospensione dell'incredulità, sia chiaro) e più vicino al lettore.

lunedì 16 febbraio 2026

Congegni infernali

Titolo:
Macchine mortali - Congegni infernali
Autore: Philip Reeve
Editore: Mondadori
Genere: steampunk, fantascienza
Pagine: 273


La trama in breve:
I potenti motori di Anchorage sono fermi e ricoperti di ruggine ormai da anni. Da tempo, infatti, la città derelitta non solca più le lande del ghiaccio, ma si è stanziata sulla costa di quella che una volta era l'America. Tom Natsworthy ed Hester Shaw hanno abbandonato la loro vita avventurosa e finalmente hanno messo radici. Forse, per la prima volta nella vita, si sentono davvero felici. Peccato che alla loro primogenita Wren tutta questa tranquillità annoi da impazzire e che scalpiti per lanciarsi in qualche avventura memorabile. Così, quando si imbatte in Gargle, un pirata galante alla guida di un gruppo di ladruncoli, i Ragazzi Perduti, che le chiede di aiutarlo a rubare il misterioso e pericoloso Libro di latta, non può che accettare, attratta da un'avventura tanto intrigante. Ma il furto non va esattamente come previsto e Gargle e la sua banda fuggono portando via con loro Wren, e lasciando a Tom ed Hester un'unica possibilità: abbandonare la loro vita pacifica per ritrovare la figlia, e quindi metterla in salvo. Una ricerca che condurrà sulla loro strada nemici che pensavano di essersi lasciati oramai alle spalle e che li costringerà a compiere scelte radicali. (fonte ibs)


Il mio commento:
Primo post dell'anno - dopo un gennaio intenso iniziato pure con una mini vacanza in quel di Terni per festeggiare il primo anno della nipotina ^_^ - riservato a un breve commento sul terzo capitolo della saga di Macchine mortali. 
Una serie fantasy che non mi spiace ma verso la quale ho un giudizio altalenante: vero che il target di questi libri di Reeve è quello degli young adult ma tutto sommato, come per i precedenti episodi, ci sono vari aspetti interessanti e altri gestiti un po' velocemente. 
Visivamente si presterebbe bene per una serie tv e anche con ritmo tutto sommato riesce a coinvolgere il lettore, complici anche i vari colpi di scena che si vengono a creare. In linea con i precedenti, quindi. Manca tuttavia, come già notato nei precedenti capitolo, la giusta dose di approfondimento e qualche grafica che potrebbero aiutare a rendere meglio l'idea delle città e delle ambientazioni proposte, molto spesso solamente tratteggiate.
Viene dedicato molto spazio alla gestione dei personaggi, soprattutto perché questa volta siamo circa 15 anni avanti rispetto a dove avevamo lasciato Tom e Hester, ed è necessario introdurre nuovi volti, recuperarne di altri e predisporre quanto necessario per il prossimo e ultimo capitolo (che credo recupererò più avanti ...).
Tra i vari, Hester è quella per la quale mi aspettavo una gestione leggermente diversa, rivelandosi ancora una volta una sanguinaria asociale. Tom si conferma una persona premurosa e versatile, sebbene fiaccato dalla ferita mortale subita nel precedente L'oro dei predoni. La figlia adolescente, Wren, pure è una scavezzacollo insofferente alle regole, ma per certi versi un po' più ponderata (dopo), ed è lei il motore delle vicende che innesca tutta una serie di cambiamenti e avventure che vedranno i nostri arrivare alla città di Brighton dove si svolgerà una pseudo resa dei conti. Nel mentre verranno re-introdotti i ragazzi perduti e la fazione anti-trazionista dello stormo/tempesta verde capeggiata dalla predatirce Anna Fang. Che a mio avviso è rimasta una presenza sullo sfondo, poco approfondita, una sorta di eco di Darth Vader. Alle cui calcagna per altro verrà messo lo Shrike, riesumato dopo che per più di un decennio se n'è rimasto morto e sepolto...vabbè, è funzionale per creare dei parallelismi, per riabilitarne un po' la figura, però mi sa un po' di ripescaggio dal cilindro degli appunti.

mercoledì 7 gennaio 2026

L'oro dei predoni

Titolo
: Macchine mortali - L'oro dei predoni
Autore: Philip Reeve
Editore: Mondadori
Genere: steampunk, fantascienza
Pagine: 290

La trama in breve:
Sono passati ormai più di due anni dalla distruzione di Londra e Tom ed Hester, ancora insieme e sempre più innamorati l'uno dell'altra, vivono solcando i cieli a bordo della Jenny Haniver e commerciando tutto ciò che trovano lungo il loro cammino. Hester si sta persino abituando alla felicità, proprio lei che per anni ha vissuto ai margini, affamata e rassegnata alla solitudine. Finalmente sembra essersi ritagliata il suo posto nel mondo, accanto al suo Tom. Un giorno, però, dopo essere stati attaccati dallo Stormo Verde, i due precipitano nelle Lande di Ghiaccio, dove vengono soccorsi in extremis da Anchorage, una città un tempo pacifica e gloriosa ma che ora riesce a stento a sopravvivere e che si muove scivolando silenziosa come un fantasma attraverso quelle distese innevate e inospitali. Qui vengono accolti a corte da Freya Rasmussen, la giovanissima e nobile margravia della città. La ragazza, dopo la morte dei genitori a causa dell'epidemia che ha decimato la popolazione di Anchorage, ne ha assunto la guida e ha scelto di darle una nuova, spregiudicata rotta verso l'America, il continente morto. Proprio quelle terre lontane e devastate dalla Guerra dei Sessanta Minuti, dove quasi nessuno è mai riuscito a spingersi e dove si narra si trovino oasi rigogliose e lussureggianti. La permanenza nella città e, soprattutto, la vicinanza con Freya, con la quale condivide interessi e passioni, risveglieranno però in Tom la nostalgia per la sua vecchia vita londinese e inizieranno a creare un'incrinatura nel suo rapporto con Hester, come una crepa nel ghiaccio, molto sottile ma pronta ad allargarsi. Tanto da spingere la ragazza, furiosa per la gelosia, a prendere una decisione che rischierà di mettere in pericolo tutto ciò per cui ha lottato fino a quel momento. (fonte IlLibraio)


Il mio commento:
Romanzo letto volentieri e molto velocemente, mantiene di fatto il medesimo stampo del precedente in quanto a ritmo narrativo ampliando l'ambientazione precedentemente introdotta. Rispetto a Macchine mortali c'è decisamente più spazio anche per la parte sentimentale, relativamente alla storia tra Tom e Hester complicata dalla presenza di Freya, margravia (praticamente la reggente) della città di Anchorage su cui i nostri approdano.
Nel complesso, ho apprezzato la storia proposta tuttavia, come già notato per Macchine mortali, mancano numerose spiegazioni e descrizioni che potrebbero rendere più "vivido" e realistico il mondo fantasy proposto da Reeve. In questo libro, ad esempio, vengono introdotte ambientazioni nordiche e sottomarine, nello specifico Grimsby, la città dei ragazzi sperduti, e anche tecnologie come le telecamere mobili ma non è dato sapere molto sul grado di tecnologia presente. Come fanno, ad esempio, a trasmettere le immagini le telecamere che i Ragazzi Perduti usano per gestire i loro furti e la loro clandestinità a bordo delle città mobili? E ancora non mi è chiara la gestione dell'alimentazione o lo stato della vegetazione terrestre e cittadina, considerando soprattutto il gran dispendio di carburante necessario per muovere le pachidermiche città presenti nella storia.

domenica 30 novembre 2025

Macchine mortali

Titolo: Macchine mortali
Autore: Philip Reeve
Editore: Mondadori
Genere: steampunk, fantascienza
Pagine: 336


La trama in breve:
In un futuro prossimo post-apocalittico, in seguito a un olocausto nucleare che ha causato terribili sconvolgimenti geologici, le città sono diventate enormi ingranaggi a caccia di altre città di cui cibarsi per sopravvivere. Tom, giovane Apprendista Storico di Terza Classe, lavora nel museo di Londra, una delle città più potenti. Un caso fortuito porta il ragazzo a sventare il piano omicida di Hester, una giovane orribilmente sfigurata che attenta alla vita del capo della Corporazione degli Storici, l'archeologo Valentine. Prima che la misteriosa ragazza si dilegui, Tom riesce a farsi rivelare la sua identità. Ma, da quel momento, da eroe si trasforma in preda. (fonte ibs)

Il mio commento:
Dopo anni dalla visione dell'omonimo film, ho avuto l'occasione di leggere anche il romanzo da cui era tratto, un po' perché alla ricerca di una lettura più leggera rispetto a precedenti un po' perché mi era rimasta la curiosità di capire quanto il libro fosse simile o distante dall'adattamento cinematografico. Di cui per altro in tempi non sospetti avevo avuto qualche comparsata nelle notizie suggerite da google, in relazione ad ambientazioni futuristiche.
Orbene, del film con Hugo Weaving e Robert Sheehan rammento poco, una buona idea di base e un discreto cast ma un'occasione sprecata, molto spettacolare e ritmato ma non così incisivo.
Ma tutto sommato abbastanza fedele al romanzo da cui tratto che si è rivelato una piacevole lettura ma non così banale come temevo, anzi. L'ambientazione rimane interessante e affascinante, con l'idea di queste città (economie?) che divorano altre realtà per sopravvivere. E pure lo sviluppo della storia procedere bene, senza sosta, con più punti di vista che si avvicendano e passati oppure piani che si svelano man mano. 
I personaggi principali son ben resi, mi riferisco a Tom e Hester, decisamente presa peggio rispetto alla controparte del film, ma anche gli altri son discretamente tratteggiati anche se non griderei al miracolo, visto che il tenore della narrazione predilige l'azione o delineare situazioni più che esagerare con le digressioni. Che invece avrei preferito trovare per capire un po' meglio cosa è accaduto prima, come sta veramente la situazione a livello mondiale ma anche come, banalmente, vengono risolte questioni "ordinarie" come il cibo, i rifiuti (questi in parte...), la sanità, la burocrazia, le comunicazioni tra città.  che tra l'altro commerciano pure tra loro. Strano anche che nessuno abbia pensato a meccanismi di tracciatura diversi dall'occhio umano: la tecnologia sarà pure ai minimi, ma se ci sono le conoscenze per far muovere le città e tener in vita la gente, magari qualcuno che sappia realizzare un radar o simile me lo sarei aspettato.

domenica 2 novembre 2025

Le catene di Eymerich

Titolo: Le catene di Eymerich
Autore: Valerio Evangelisti
Editore: Mondadori
Genere: fantastico, fantascienza, gotico
Pagine: 277


La trama:
Pubblicato nel 1995, "Le catene di Eymerich" costituisce il terzo secondo episodio della saga dell'inquisitore catalano ed è ambientato nel 1360 quando il frate, appena quarantenne ma già da tempo Inquisitore generale del Regno d'Aragona, viene inviato in missione in Valle d'Aosta. Qui, nel villaggio di Chàxillon, sembra abbia trovato rifugio una comunità di catari sopravvissuti alle persecuzioni. Sulle tracce degli eretici, Eymerich procede nelle indagini: attorno a lui si moltiplicano inquietanti prodigi mentre creature mostruose e apparentemente immortali gli sbarrano il passo. Ancora una volta la lotta di Eymerich contro le forze demoniache si svolgerà a cavallo tra diverse epoche storiche dalla Germania nazista alla Romania liberatasi da Ceausescu. (fonte Amazon)


Il mio commento (breve):
A quasi 3 anni di distanza ho riprovato con la saga di Eymerich, recuperando questo secondo (ma spesso nei vari cataloghi online è riportato terzo...) capitolo della serie di romanzi realizzata da Evangelisti.
In realtà l'ho concluso almeno 3 settimane fa, scivolato via molto più velocemente rispetto al primo libro, del quale ripropone, oltre ovviamente al protagonista, anche la trovata di giocare con ambientazione passata medievaleggiante e ambientazione contemporanea ma con connotazioni fantascientifiche. Entrano infatti in gioco le mutazioni genetiche, incentivate dai nazisti, ma che trovavano già nel passato del nostro inquisitore i primi inizi, in particolar modo per fenomeni chimici legati a fonti miracolose.
Lo stile asciutto e pragmatico ben si adatta alla resa della storia ed è funzionale a veicolare azioni e pensieri di Eymerich, non propriamente un eroe né tantomeno simpaticissimo, ma con dalla sua una forte determinazione e scaltrezza oltre che il fuoco della fede che (letteralmente) farà abbattere sugli eretici con cui deve vedersela questa volta. E c'è mancato poco, verso il finale, che tutto prendesse una gran brutta piega pure per il nostro, nonostante la profonda cultura e grande intelligenza che dimostra in più di un'occasione nel corso delle indagini e vicende narrate. 
Rispetto al precedente romanzo che avevo letto qui si trova alla guida di un manipolo di uomini, con il compito di stanare gli eretici catari in Val D'Aosta, e non mancano interrogatori, torture, sotterfugi e giochi di potere in un contesto in cui i misteri non mancano affatto.

domenica 21 settembre 2025

Un affare per orecchie a punta

Titolo
: Un affare per orecchie a punta
Autore: M. Maponi
Editore: Lumien editore
Genere: Fantasy noir, investigativo, urban
Pagine: 386


La trama in breve:
Maggie Henzel non si è uccisa.
L’ispettore Mannekin Hanter se ne è convinto fin dalla prima occhiata alla camera in cui pendeva il corpo dal soffitto. Quella non era la stanza di una ninfa che ha fretta di morire. Ma non è l’unico dettaglio che stona in quella scena del crimine nella Virmgrado bene. Lo è anche il manifesto del goblin Niemann Rhodi, candidato del Fronte Operaio, che sporge da una pila di volumi che predicano la supremazia razziale degli elfidi. Le uniche relazioni della vittima sono una coinquilina fuori città e un fidanzato di cui nessuno sembra essere davvero a conoscenza. Forse un delitto passionale o un gioco erotico finito male, poco rilevante in una città scossa dalle imminenti elezioni.
Nel quartiere industriale si respira aria di ferro, e non per via delle ciminiere delle fabbriche. Gli operai sono stretti tra turni impossibili, povertà e droga; gli scioperi sono la loro unica speranza di ottenere condizioni migliori.
Quando il ritrovamento di un taccuino pieno di appunti contabili ricollega Maggie Henzel al compagno impiegato nelle industrie, l’omicidio si trasforma in un’ombra che Mannekin conosce fin troppo bene. È la sagoma dei roghi che hanno devastato la città durante gli anni neri, quando gli orchidi come lui hanno respirato cenere e perso le proprie famiglie, le proprie case, tutto. Ma è anche il profilo delle fabbriche che stritolano gli operai fra i propri ingranaggi e li distruggono con lo spaccio di seffida.
Maggie, il suicidio a cui Mannekin non ha mai creduto, diventa il fulcro di una rete di interessi difficili da scardinare, di ingranaggi da cui il goblin stesso ha rischiato di venire schiacciato. La macchina industriale di Virmgrado si è rimessa in moto, e a lui non rimane altro che rovistare nel torbido… affinché gli anni neri non si ripetano più. (fonte Lumien)


Il mio commento:
Altro libro dal catalogo Lumien, altra piacevole scoperta: un titolo fantasy che mescola atmosfere hard boiled, e non solo. 
Come per Megalo, anche in questo caso l'ebook contiene un link per un video in cui l'autore parla ai lettori dando qualche informazione in più sul titolo acquistato. Una peculiarità dei libri di questo editore che, sinceramente ho apprezzato, soprattutto perchè parliamo di autori molto validi ma magari poco noti e conosciuti.
La narrazione de "Un affare per orecchie a punta" si concentra sul punto di vista dell'ispettore Mannekin (il cui nome, a esser sincero, continuavo a leggerlo male, sovrapponendo quello della band musicale Måneskin, non so se voluto...), mezz'orco e mezzo goblin, cinico ma con un proprio senso dell'onore e della giustizia. Uno di quelli messi ko dalla vita, non al centro dei riflettori, capaci di soffrire e mandar giù bocconi amari ma anche di uscire dagli schemi, insofferenti all'ipocrisia e alla corruzione. Pronti anche a mettersi contro il sistema, se sentono odore di marcio. Sono la sua voce, i suoi ragionamenti, le sue osservazioni e il tumulto interiore a guidarci in una narrazione che parte dalla scena di un pseudo suicidio di una ninfa per portarci a spasso per le vie di Virmgrado e dei suoi personaggi. Sullo sfondo imminenti elezioni politiche, scioperi organizzati dai sindacati, malessere e disagio diffuso tra i quartieri poveri, oltre che echi di un passato non propriamente idilliaco per la città e il continente, con persecuzioni razziali e soprusi. Lo stesso Mannekin, si scoprirà nel romanzo, è vittima di questo passato sanguinoso che ogni tanto riaffiora e il cui spettro lo spinge a cercare giustizia ma anche un po' di vendetta e riscatto personale.
Come un sasso lanciato nello stagno genera cerchi nell'acqua che via via si espandono così è per la trama del romanzo, che pian piano si amplia, introducendo personaggi, situazioni ed elementi utili a delineare sia l'ambientazione che il background del nostro protagonista. E utili anche a portare avanti le indagini dimostrando come tutto sia collegato a un disegno ben più grande: in fondo, la storia del suicidio non convince da subito.

sabato 5 luglio 2025

Megàlo – Olio e Sangue

Titolo
: Megàlo – Olio e Sangue
Autore: Enzo De Simone
Editore: Lumien editore
Genere: Fantasy storico, romance, dieselpunk, military
Pagine: 381


La trama in breve:
I secolo a.C. Nella guerrafondaia repubblica di Roma, l’olio di pietra e le conoscenze tecnologiche donate dal dio Vulcano sono potere militare. Le lance della terra trivellano la crosta del mondo conosciuto e le raffinerie producono keros insozzando il cielo e inquinando il mare nostrum. Il fumo nero dell’olio di pietra combusto è fitto e dolciastro, il rombo crescente delle pile a ipocausto un grido di libertà. Il grido di Mater Pandora, l’agile megàlo, automa antropomorfo di legno e metallo, della gladiatrice Crissa. L’amazzone di Capua è alla sua ventiduesima vittoria, ma gliene mancano ancora troppe per riscuotere la propria libertà, ancora troppe per credere di riuscire a non cadere prima. I Saturnali, i festeggiamenti in cui l’ordine sociale è rovesciato, sono però vicini, e così il piano di fuga degli schiavi del ludo di Capua architettato dal maestro Enomao, Ciclope di Roma. Crissa è però costretta, insieme al resto dei gladiatori, a partire per la battaglia di Metapontum. Qui si trova a combattere con il tribuno Glabro, prossimo a diventare comandante della legione Macedonica, e il suo megàlo Vis Veritatis, con il quale già si era scontrata nell’arena. Il loro immortale legame di appartenenza si salda tra vite reclamate, arti meccanici mozzati e conflitti di visioni. L’odio di Crissa per Roma è viscerale, il rispetto di Glabro per gli ideali della Repubblica assoluto. E, presto o tardi, saranno questi punti di vista a doversi scontrare, e allora sì sarà olio e sangue! (fonte Lumien)


Il mio commento:
Dopo le precedenti letture volevo tornare a qualcosa di genere fantasy, ero indeciso sulla scelta per cui googlando e cercando qualcosa di diverso dal solito mi son imbattuto nel sito della casa editrice Lumien. A cui ho voluto dar fiducia e provando con questo Megàlo – Olio e Sangue. Testo per altro appartenente al genere "dieselpunk" che non conoscevo, ma comunque parente del probabilmente più noto steampunk.
E...oh sì, è andata molto ma molto bene con un titolo che mi ha catturato sin da subito e che reputo davvero ben realizzato. Un romanzo che strizza l'occhio nel titolo alla serie "Spartaco: Sangue e Sabbia" ambientata anch'essa nell'antica Roma e con i gladiatori ma al di là di questo il libro di De Simone procede per altre direzioni e con altri elementi, titillando l'interesse di quelle generazioni che son cresciute con i cartoni dei robottoni e che già qualche anno fa erano stati solleticati da produzioni hollywoodiane come Pacific Rim.
Piazzare dei mecha nel contesto dell'impero romano è una bellissima trovata che mi ha esaltato assai, anche per il fatto di prevedere classi differenti e di mescolare conoscenze tecnologiche con il misticismo derivante dal culto di Vulcano/Efesto. I "ciclopi", che sacrificano un occhio in nome del fabbro degli dei, ricevono in dono conoscenze che anticipano di secoli quelli che saranno le evoluzioni tecnologiche delle rivoluzioni industriali ma applicandole solo al contesto bellico e, quindi, ludico. Per cui niente treni o automobili, ma solo robottoni di legno e metallo alimentati a keros(ene) e guidati da impavidi aurighi. Tra cui i nostri protagonisti, Crissa e Glaudo, gladiatrice gallica lei, comandante della legione macedonica lui. Legati da un comune destino e le cui vicende prevedranno rapporti di amore e odio nonchè colpi di scena inattesi. In fondo, Crissa è una schiava che odia Roma e che, assieme ad un manipolo di gladiatori manipolati dal ciclope Enomao pianifica una ribellione-fuga. Ma tutto, credetemi, è ben più complesso di come sembra, dannatamente ben scritto e avvincente, con personaggi molto caratterizzati e tridimensionali che alternano il loro punto di vista nel portare avanti la narrazione. Non mancheranno scene cruente, situazioni difficili, scelte discutibili, sentimenti contrapposti e rivalse...tutto a beneficio del lettore che si troverà a vivere una storia intensa e ben delineata.

domenica 11 maggio 2025

S è il numero perfetto

Titolo:
S è il numero perfetto
Autore: Giuseppe Biondo
Editore: Elison Publishing
Genere: narrativa
Pagine: 108


La trama in breve:
Un funerale inaspettato e un incontro dal notaio fuori dal comune diventano il palcoscenico per cinque anime destinate a un'esperienza fuori dal comune: Anna, Alberto, Aldo, Miriam e Sandra. Questo quintetto eterogeneo, già carico di emozioni vissute, si ritroverà intrappolato insieme per ben 48 ore, dando vita a un intreccio di emozioni esplosive.
Tra le pieghe di questo periodo intensivo, gli stati d'animo dei protagonisti si intrecceranno in un balletto di situazioni assurde e grottesche. E in mezzo a tutto ciò, emergerà Sandra, una presenza magnetica capace di rendere il clima incandescente. Nessun eroe si farà avanti, nessuna morale illuminerà il loro cammino. Quello che rimarrà impresso sarà solo l'intricato tessuto dell'illogicità che caratterizza i rapporti umani. Una corsa folle attraverso le contraddizioni dell'esistenza, dove ogni protagonista sarà costretto a confrontarsi con il lato oscuro e irrazionale della vita. (fonte Hoepli)


Il mio commento:
Un romanzo breve che si lascia leggere volentieri, scorrevole e senza tempi morti. Le vicende che si svolgono si concentrano nell'arco di poche giornate, con un ritrovo da cugini che non si vedevano da tempo e che, complice l'occasione del funerale del nonno, si trovano a convivere sotto allo stesso letto innescando dialoghi e confronti inattesi che offrono il pretesto per un intreccio di vite e lo scambio di opinioni su dinamiche personali.
Dal punto di vista dello stile, tutto fila liscio senza intoppi, con una narrazione leggera e scorrevole, mai ripetitiva o noiosa, accattivante, seppure vi sia qua e là qualche piccola mancanza in termini di punteggiatura mancante (ma potrebbero essere anche mie sviste).
In merito all'intreccio vero e proprio e alle dinamiche narrate, seppure credibili e verosimili, son rimasto convinto a metà.
Trattandosi di cugini, per cui nipoti del nonno venuto a mancare, mi sarei aspettato anche la presenza di altri parenti, quanto meno dei genitori, i figli del nonno insomma.. che in teoria ancora ci sono anche se totalmente assenti dalla scena e dai pensieri dei nostri che sono come sospesi in una bolla spazio-temporale per circa 48 ore. Non mancano ovviamente tensioni, gelosie, antipatie che movimentano la situazione e mettono un po' di pepe sulla scena, tuttavia a mio avviso c'è la sensazione che manchi qualcosa ecco. Magari qualche flashback in più, ad esempio per fornire maggiori dettagli sul rapporto tra i personaggi nel passato o con il nonno. Anche per aumentare le aspettative del lettore e degli stessi attori in scena in merito al lascito del loro amato defunto.

giovedì 1 maggio 2025

Peripezie di un piccione rock

Titolo
: Peripezie di un piccione rock
Autore: Federico Bagni
Editore: Book Tribù
Genere: narrativa
Pagine: 226


La trama in breve:
Davide Lisca ha ventidue anni e una vita in bilico, da anni trascorsa per strada. Ora anche sua madre non c'è più, e tutto diventa più difficile. Un Nord Italia che sembra aver perso contatto con la propria storia; una terra ancora operosa e frenetica, ma permeata di illegalità. Cantieri destinati allo smaltimento di rifiuti tossici, estorsioni e ricatti.
Mino lo abborda fuori dalla biblioteca, gli propone un lavoretto facile: cento euro in cambio di una firma falsa. Quella firma segna l'ingresso di Davide in un mondo parallelo, che pulsa dietro una facciata irreprensibile. Una realtà dove ogni cosa scorre al contrario. (fonte BookTribù)


Il mio commento:
Dopo la lettura di Lovecraft ed Herbert avevo necessità di qualcosa di più leggero e "rilassante", così mi è venuto in mente questo libro di Federico Bagni che aveva segnalato tempo fa nella chat della famiglia Lazzari (siamo imparentati, ok ok ok) e ne ho approfittato per recuperarlo. Un testo decisamente meno impegnativo delle mie ultime letture ma non meno soddisfacente. Un romanzo, che presumo sia stato scritto qualche anno fa (sospetto attorno al 2011...che poi è l'anno che compare in chiusura di ebook), onesto e verosimile, che si lascia leggere volentieri oltre che coinvolgere e capace anche di emozionare e riflettere. Mi ha anche fatto tornare in mente letture di anni che furono, vedasi Culicchia.
Pure la scelta del titolo, un po' enigmatica e particolare, assieme alla riproduzione del "generale Martina" in copertina, strizza l'occhio al lettore, stimolandone la curiosità senza rivelare nulla. Ovviamente senza sinossi potrebbe essere complicato inquadrare il testo - certo, si intuisce che non si tratta di un manuale di ornitologia -, ma spero che l'intento sia riuscito...
Comunque, dicevo, la narrazione segue le vicende del protagonista, Davide, alternando momenti descrittivi e dinamici con parti più intimiste e riflessive, funzionali sia a far immedesimare il lettore che ad approfondire e a curare la caratterizzazione stessa del personaggio, un ragazzo provato dalla vita (anche se i dettagli precisi rimangono solo accennati), che non ha superato la perdita della madre e che ha scelto di lasciarsi andare, vivendo per strada, fuggendo e lasciandosi sopraffare dal senso di colpa e dalle proprie insicurezze. Non mancano ovviamente persone che parteggiano per lui o che gli sono amiche, ma la vita riesce a giocargli qualche brutto scherzo creando i presupposti per la sua collaborazione con il misterioso Mino. Personaggio losco che, tramite i vari episodi che si avvicendano nel corso del romanzo, lo metterà faccia a faccia con dinamiche malavitose e di marcia umanità, traviandolo e mettendolo alla prova. Alcune di queste consentiranno al nostro di dare prova di tenacia e sangue freddo, o di aprire gli occhi su aspetti criminosi e ipocriti della società, altri avranno un effetto dirompente portandolo a reagire e a smettere di essere una "vittima" degli eventi e degli altri, a rivendicare un ruolo e un modo di vivere umano. Dinamiche utili anche al lettore, per riflettere su quali siano i mali e i vizi reali (e ovviamente nascosti) della società italiana, presenti anche al Nord (mon Dieu!), più che i poveracci che cercano di campare quando la vita stessa li ha messi all'angolo. E a testimoniare che tutto sommato c'è anche di peggio o poteva esser peggio per lo stesso Davide che, diciamocelo, è comunque un buono, con una sua sensibilità e fragilità, semplicemente si è trovato in balia degli eventi e inserito in una spirale che rischiava di condurlo davvero verso la perdizione definitiva. 

domenica 30 marzo 2025

L'imperatore-dio di Dune

Titolo:
L'imperatore-dio di Dune
Autore: Frank Herbert
Editore: Fanucci
Genere: fantascienza
Pagine: 478


La trama in breve:
Dopo millenni di dominio sull'universo, l'Imperatore-Dio Leto II, ibrido prodotto dalla fusione del suo corpo umano con diverse trote della sabbia, ha potuto assistere al profondo mutamento di Arrakis, ormai conosciuto solo come Rakis. Le antiche distese di sabbia sono soltanto un ricordo lontano, e il pianeta è molto diverso dall'arido Dune. La vegetazione è florida e l'acqua sgorga abbondante, e non c'è più traccia dei vermi della sabbia. Leto II ha dedicato ogni energia a incrementare i suoi enormi poteri, con l'unico risultato di diventare una creatura abietta e disumana, che getta un'ombra minacciosa sul Sentiero Dorato. Il comandante Duncan Idaho si trova a dover affrontare una questione morale incredibilmente ardua: qual è la scelta giusta, rimanere fedele agli Atreides, nel bene e nel male, o lottare contro un tiranno malvagio che porta ai popoli solo rovina e oppressione? (fonte Ibs)


Il mio commento:
Inevitabile che prima o poi, dopo aver letto i primi 3 romanzi del ciclo di Dune, recuperassi anche il seguito de "I figli di Dune". Anche perchè, sinceramente, ero molto curioso di conoscere il destino di Leto II Atreides che, in questo romanzo, è per molta parte protagonista e punto di convergenza di ogni trama. Fondamentalmente un tiranno, per come viene sempre descritto e citato, che incarna l'essenza di divinità centrale del culto da lui creato verso la sua figura ma, in realtà, una sorta di martire che ha sacrificato se stesso per tenere le redini di un'umanità altrimenti votata all'estinzione. Una fine che lui ha intravisto grazie alle facoltà conferitegli dalla pre-scienza e dalla spezia, e per la quale già nel libro precedente aveva lasciato intendere avrebbe compiuto ogni azione in suo potere per evitare. 

lunedì 30 dicembre 2024

Tutti i romanzi e i racconti di Howard P. Lovecraft

Titolo
: Tutti i romanzi e i racconti. Ediz. integrale
Autore: Howard P. Lovecraft
Editore: Newton Compton Editori
Genere: narrativa, fantasy, horror
Pagine: 1920


La trama in breve:
Terrore insondabile e soprannaturale, inquietanti e apocalittiche visioni: tutto l’immaginario di follia e orrore di Howard P. Lovecraft è raccolto in queste pagine densissime. Interi universi prendono forma dalla sua sapiente penna, governati da leggi fisiche ignote, popolati da creature inimmaginabili e da terrificanti minacce. L’uomo è solo al centro di un cosmo nel quale il terrore proviene dagli abissi della mente come dai più remoti recessi dello spazio, un mondo nel quale la paura è la  dimensione dell’essere. Tutto ciò sottintende la teoria lovecraftiana secondo cui smascherare e affrontare i propri incubi più angoscianti è l’unico modo per esorcizzarli. Incubi, sogni e miti creati da un maestro dell’orrore e del fantasy per turbare le notti dei lettori. In questo volume è presentata tutta la produzione del “solitario di Providence”, compresi capolavori famosi che ancora oggi ispirano scrittori e sceneggiatori, come Le montagne della follia, Lo strano caso di Charles Dexter Ward, L’orrore di Dunwich, La ricerca onirica dello Sconosciuto Kadath. (fonte UniLibro)


Il mio commento:
Fondamentalmente ci ho messo una vita ma sono riuscito comunque a completare la lettura entro l'anno ^_^ Non una lettura semplice, lo ammetto, ma una lettura in cui ho voluto cimentarmi un po' sull'onda della curiosità un po' sull'onda dell'ingenuità. Mi era rimasto il pallino di  leggere qualcosa di questo autore dopo aver completato il ciclo di Conan di Howard, autore morto suicida all'età di 33 anni e amico di Lovecraft, che rimase molto turbato dalla notizia della sua dipartita.
In merito alla lettura di questo ciclo di romanzi e racconti, si è rivelata di fondamentale importanza la prima parte del libro con notizie biografiche del solitario di Providence, senza le quali sarebbe senza dubbio stato meno facile inquadrare certe dinamiche molto spesso presenti nei suoi testi. In particolare si nota la predilezione per raccontare in prima persona, per lo più tramite l'escamotage di diari o lettere che i malcapitati protagonisti delle vicende scrivono come monito o per fissare quanto da loro vissuto. Notevole la padronanza di linguaggio e l'attenzione a dare struttura e solidità ai racconti, a seconda dei casi tratteggiando in modo essenziale i personaggi e soprattutto lesinando in dialoghi e figure positive (nonchè femminili...un riflesso della sua esperienza vissuta).
Con questo mio commento non riuscirò a render degnamente onore a quest'opera monumentale (anche per questioni di mio tempo personale) ma è palese che Lovecraft sia stato un autore eccezionale e fondamentale per lo sviluppo letterario di generi quali l'horror, il fantasy e la fantascienza. Sono numerosi gli echi delle sue opere così come sono notevoli le sue trovate e situazioni, che introducono anche elementi più o meno scientifici e storici, oltre a non indugiare nel creare atmosfere di suspance o disarmanti, angoscianti ma anche del tutto nuove per ambientazioni e trovate. 

lunedì 5 agosto 2024

Ogni tanto si ritorna...

Ed eccomi qui, ad approfittare di momento delle ferie, per aggiornare fugacemente le pagine di questo blog che ho praticamente abbandonato a se stesso dall'ottobre dell'anno scorso

Avere un bimbo piccolo cambia la vita, ritmi e impegni sono dettati da priorità diverse e che molto spesso detta lui.  Ma con due piccoli... non avevo idea potesse essere così impegnativa ^_^ 

In termini di impegno non si sommano, ecco, si moltiplicano. Senza contare il fatto che tra asilo e nido di malanni ne son pure circolati parecchi per casa... Ovviamente questi sono gli aspetti sfavorevoli, ma quelli legati alla gioia e ai momenti di crescita - loro e mia -, all'importanza e al valore che la presenza di questi due ometti ha portato nella vita mia e di Silvia non si quantificano ^_^

Comunque, dicevo, il tempo è sempre più risicato e di conseguenza anche quello per vedere film o serie è stato limitato, e le forze, ma soprattutto il tempo per aggiornare il blog e i miei siti, è venuto tragicamente meno.

Tra l'altro ho pure sottovalutato la lettura in cui mi son cimentato, ovvero l'antologia di tutti i racconti e romanzi di Lovecraft, iniziata a fine agosto 2023 e che ancora non ho terminato. Grandissima soddisfazione e soprattutto tanto di cappello a questo straordinario autore, tuttavia speravo di cavarmela più velocemente. Al tempo, quando stava per arrivare Lorenzo, ero alle prese con il ciclo di Conan di Howard ma qui si va molto oltre. Ma ce la farò ^_^

Nel frattempo, seppure abbandonato a se stesso, lascio attivo questo mio blog contando, prima o poi, di riuscire ad aggiornarlo un poco, con qualche commento spiccio su libri, fumetto, serie o film visti.

A ottobre Simone farà 1 anno e, al netto di dinamiche lavorative, e senza scordare l'impegno con l'associazione di kung fu, spero di riuscire a guadagnare qualche oretta ogni tanto per dedicarmi ad aspetti ricreativi. Anche perché di "cose" da vedere ce ne sarebbero pure parecchie ... tra Amazon, Disney+ e Neflix stan facendo a gara per produrre sempre di più. Forse un po' dovrebbero rallentare...


mercoledì 11 ottobre 2023

E' nato Simone

Oggi alle 8:04 è finalmente nato Simone ^__^

La scadenza era fissata al 28 settembre scorso ma, evidentemente, non ha voluto esser da meno del fratello Lorenzo. Sono riuscito ad esser presente al parto, che è stato anche piuttosto veloce, ed è stata una forte emozione. Silvia, inutile dirlo, è stata bravissima e ora si sta riposando.

Inizia una nuova avventura, in 4 ^_^



domenica 27 agosto 2023

1Q84 - Libro 3 - Ottobre Dicembre

Titolo:
1Q84 - Libro 3 - Ottobre-Dicembre
Autore: Haruki Murakami
Editore: Einaudi
Genere: narrativa, fantasy
Pagine: 395

La trama in breve:
"Tengo, dove sei?" Ci sono amori che devono attraversare universi per incontrarsi. Ci sono amori che devono superare ostacoli, difficoltà, avversari, enigmi. Amori che devono, soprattutto, vincere le paure interiori inquietanti e terribili come piccole creature che albergano dentro di noi per poter creare a propria volta un mondo in cui non ci sia più la paura, un mondo nuovo in cui essere al sicuro in due. Aomame e Tengo vivono da sei mesi in una realtà che non è la loro, un mondo "al di là dello specchio" su cui brillano due lune. Divisi e braccati, costantemente in pericolo di vita, sembra che tutto congiuri per impedire che si incontrino. Sulle loro tracce, oltre la setta Sakigake e forze ancora più sfuggenti e misteriose, adesso c'è anche l'investigatore privato Ushikawa, un ostinato segugio il cui bizzarro aspetto fisico (guardarlo "era come trovarsi di fronte a uno specchio deformante, e tuttavia nitido in modo spiacevole") si accompagna ad un intuito strepitoso. Ushikawa, però, è anche il terzo, inedito punto di vista che, alternandosi a Tengo e Aomame, accompagna il lettore nella vertiginosa conclusione di 1Q84. Qui Murakami tira le fila di tutte le trame, i personaggi, gli enigmi con cui ha costruito la sua narrazione: le domande, le coincidenze, i misteri daranno corpo a una nuova verità, come una costellazione che all'improvviso rivela il suo disegno. Murakami ha creato un universo per raccontarci come si creano gli universi. (fonte IBS)


Il mio commento (attenzione agli spoiler):
Inevitabile lettura dopo la conclusione dei precedenti due libri di 1Q84, di cui avevo parlato proprio nell'ultimo post
Dal punto di vista dello stile, del lessico, del modo di raccontare, dicendo e non dicendo, coinvolgendo il lettore e a volte ripiegando su descrizioni meccaniche e particolareggiate, direi che il romanzo rimane su ottimi livelli, perfettamente in linea con i precedenti libri di questa trilogia. Murakami si riconferma un abile e interessante autore, capace di emozionare e avvincere. Tuttavia, avrei preferito ci fossero meno ripetizioni (nel senso di spiegazioni che riepilogano quanto avvenuto) sotto forma di riflessioni o ricostruzioni di eventi fatte dai personaggi.
Molto buona, come nei precedenti, anche la caratterizzazione e l'approfondimento dei personaggi che si imprimono e che il lettore finisce per percepire come presenze quasi "intime".
Tuttavia, saranno state le aspettative che nutrivo, questo libro mi ha anche irritato e frustrato sia perché non ho trovato risposta alle numerose domande e ai punti in sospeso dei libri precedenti sia perché ha un finale che a mio avviso è sottotono, poco soddisfacente. Essendo un testo del 2012, capisco se poi ne fosse uscito un ulteriore capitolo ma invece così...mi pare ecco una chiusura dettata più dalla stanchezza che altro. Forse non sono abbastanza giapponese per apprezzare.
Rispetto ai precedenti, in questo libro si aggiunge anche un ulteriore punto di vista: non più la sola alternanza dei punti di vista di Aomame e Tengo ci guida nello sviluppo della storia, ma anche le indagini di Ushikawa ci porteranno all'incontro dei due protagonisti.
In tutto ciò, ovviamente, si mescolano interazioni anche con altri personaggi, digressioni su quanto accaduto ad alcuni di essi (ad esempio l'editor Komatsu, che ad un certo punto era sparito a causa di un sequestro di persona operato dai membri del Sekigake), esplorazione di altri (vedasi le infermiere che si occupano del padre di Tengo) e pochi accadimenti misteriosi, uno in particolare con protagonisti i Little People che, dopo centinaia di pagine di assenza, fanno quanto meno una comparsata. 
E' anche un libro che parla di solitudini in quanto molta parte degli eventi vengono vissuti mentre i personaggi sono da soli, o segregati in casa come Aomame oppure perchè impegnati in pedinamenti o in veglie.
In tutto ciò però, come accennavo, sono molti i punti che non vengono chiariti e che, leggendo le recensioni anche di altri lettori appassionati ai testi di Murakami, hanno generato molta frustrazione. Ma anche ipotesi e congetture che, probabilmente, è l'aspetto più intrigante di quest'opera nel suo complesso sebbene, ecco, un po' di chiarimenti e spiegazioni sarebbero pur gradite visto che di anni ne son passati ormai una decina dalla sua uscita.

sabato 15 luglio 2023

1Q84 - Libro 1 e 2 - Aprile e Settembre

Titolo
: 1Q84 - Libro 1 e 2 - Aprile e Settembre
Autore: Haruki Murakami
Editore: Einaudi
Genere: narrativa, fantasy
Pagine: 722

La trama in breve:
1984, Tokyo. Aomame è bloccata in un taxi nel traffico. L'autista le suggerisce, come unica soluzione per non mancare all'appuntamento che l'aspetta, di uscire dalla tangenziale utilizzando una scala di emergenza, nascosta e poco frequentata. Ma, sibillino, aggiunge di fare attenzione: "Non si lasci ingannare dalle apparenze. La realtà è sempre una sola". Negli stessi giorni Tengo, un giovane aspirante scrittore dotato di buona tecnica ma povero d'ispirazione, riceve uno strano incarico: un editor senza scrupoli gli chiede di riscrivere il romanzo di un'enigmatica diciassettenne così da candidarlo a un premio letterario. Ma "La crisalide d'aria" è un romanzo fantastico tanto ricco di immaginazione quanto sottilmente inquietante: la descrizione della realtà parallela alla nostra e di piccole creature che si nascondono nel corpo umano come parassiti turbano profondamente Tengo. L'incontro con l'autrice non farà che aumentare la sua vertigine: chi è veramente Fukada Eriko? Intanto Aomame (che pure non è certo una ragazza qualsiasi: nella borsetta ha un affilatissimo rompighiaccio con cui deve uccidere un uomo) osserva perplessa il mondo che la circonda: sembra quello di sempre, eppure piccoli, sinistri particolari divergono da quello a cui era abituata. Finché un giorno non vede comparire in cielo una seconda luna e sospetta di essere l'unica persona in grado di attraversare la sottile barriera che divide il 1984 dal 1Q84. Ma capisce anche un'altra cosa: che quella barriera sta per infrangersi. (fonte IBS

Il mio commento:
Essendomi trovato senza una lettura, prima di cimentarmi con un altro libro della saga di Dume, che ho lì in lista, avendo addocchiato questo misterioso 1Q84, ho deciso di provare a leggerlo.   
Di Murakami, tempo addietro, avevo letto già un romanzo, Sotto il segno della pecora, per cui un po' sapevo che mi sarei trovato di fronte a un libro non leggerissimo e non sintetico ma dall'indubbio fascino e profondità narrativa. Quel che mi era sfuggito è che in realtà si tratta di una trilogia e che, quindi, devo ulteriormente proseguire con il terzo capitolo della storia per avere un quadro completo della vicenda o, quanto meno, sapere come va a finire.
La storia narrata nei primi due capitoli procede un po' a rilento, con molte digressioni e varie ripetizioni di aspetti già narrati. Forse un invito al lettore, in modo che se lo gusti pian piano, nel tempo, senza fretta. E in effetti non c'è fretta o ansia nel romanzo, anzi, tutto sommato non succedono poi così tante vicende - erano altri tempi gli anni '80 ^_^ - ma sono inserite nel consueto modo di raccontare dell'autore giapponese che quasi non ce ne si accorge. La narrazione per lo più procede sue due binari che si intervallano e intrecciano tra loro. 
Da un lato la storia di Aomame, personal trainer e assassina che, diciamo, per conto della ricca Ogata Shizue, compie degli omicidi mirati ai danni di uomini che hanno commesso violenza su donne e bambine.
Dall'altro lato Tengo, un ragazzone bonario che si divide tra l'insegnamento della matematica e la passione per la scrittura, suo malgrado coinvolto in una sorte di frode letteraria con al centro il romanzo "La crisalide d'aria" della misteriosa e giovanissima Fukaeri (Fukada Eriko).
La storia dei due in realtà è legata sia perchè son stati compagni di classe in giovane età sia perché si troveranno a che fare con una setta, la Sakigake, da cui Fukaeri  è fuggita, sia perchè entrambi si ritroveranno a vivere nel 1Q84, una sorta di dimensione parallela, una biforcazione del 1984. Inoltre, i due sono legati da sentimenti amorosi, una passione ideale e intensa che si è espressa quando avevano circa 10 anni e che, a distanza di 20 anni, pur non essendosi più re-incontrati, ancora è fortemente radicata in loro. 
Non mancano quindi digressioni e riflessioni dei nostri, mentre ne si esplorano presente e passato, pulsioni e lati oscuri, rapporti con la società o con i familiari. Entrambi i protagonisti sono piuttosto solitari e in qualche modo "monchi", mancanti di qualcosa e al contempo particolarmente introspettivi e analitici. Anche sul fronte emotivo-sentimentale si esprimono in modo non limpidissimo, ricercando esperienze fisiche ma senza lasciarsi mai andare sul fronte amoroso, anche perchè in un certo senso già "impegnati" con l'immagine e il ricordo che ciascuno conserva dell'altro.

venerdì 28 aprile 2023

Dune - Boris il film e stagione 4 - Tenebre e Ossa 2

Altro post cumulativo contenente brevi commenti a due film e a due serie che negli ultimi tempi ho avuto modo di vedere:

  • Dune (film 2021 di Denis Villeneuve)
  • Boris il film
  • Boris stagione 4
  • Tenebre e Ossa 2

Dune

L'ideale sarebbe stato averlo visto, anzi, gustato al cinema nel periodo in cui era disponibile in sala. Ma, ahimè, non mi è stato possibile. Indubbiamente la visione su uno schermo ben più ampio di quello di cui dispongo avrebbe reso maggior giustizia a questo film ispirato all'omonimo romanzo di Frank Herbert, così come un impianto audio ben più degno avrebbe reso onore all'impatto delle scene. Ciononostante, anche la visione domestica è stata innegabilmente emozionante e di forte impatto. Come per altre pellicole, anche per Dune, visto la durata complessiva del film, ho dovuto spezzettarlo in più parti tuttavia, avendo anche familiarità con il libro, la visione è scivolata via senza pesantezza alcuna, malgrado la complessità dell'opera. Anzi, credo abbiano fatto una trasposizione veramente degna di nota, curata e rispettosa. Ci sono alcune ellissi importanti - vedasi un po' di spiegazioni sul fatto che non ci siano i computer ma i mentat oppure la cena di insediamento comprensiva di dissertazioni sul pianeta Arrakis e le sue potenzialità o, ancora, ben più importante, la ricerca della spia/traditore - ma nel complesso quanto proposto risulta ben orchestrato e coinvolgente. A dirla tutta, mi son anche emozionato in certi passaggi, segno che pure la prova attoriale del cast selezionato è più che buona, nonostante alcuni abbiano avuto poco tempo per proporsi e ci sia stato qualcuno relegato più sullo sfondo (c'è poi anche Liet-Kynes che ha cambiato sesso...). Ero scettico sulla scelta di Timothée Chalamet ma confesso che ha dato un'ottima interpretazione di Paul Atreides anche se, forse, in vista di eventuali seguiti dovranno invecchiarlo parecchio (anche se questo dipende dai tempi con cui li realizzeranno, se li realizzeranno). 
Sono curioso di vedere come gestiranno ora la restante parte di storia visto che adesso viene il bello, senza contare che dovranno familiarizzare il pubblico con gli usi dei fremen (e i vari termini) e preparare tutto quanto in vista dello scontro finale e dell'ascesa del Muad'dib. In effetti non era semplice trovare il punto in cui tagliare la storia, forse quella fatta non è stata ottimale (dato che è in un momento "di passaggio", non c'è un climax particolare...) ma il rischio era quello di aggiungere troppa carne al fuoco. 

lunedì 24 aprile 2023

Cranston & Crane

Titolo
: Cranston & Crane
Autore: Alessio Filisdeo
Editore: Nativi Digitali Edizioni
Genere: fantasy, horror
Pagine: 430


La trama in breve:
Alle soglie del XXI secolo, Cranston e Crane, spietati vampiri amalgamatisi al tessuto sociale moderno, regnano incontrastati sulla città di New Orleans, spalleggiati dall’insolente signorina Varens.
Violenza, denaro e corruzione li hanno elevati dal ruolo di vili mercenari a quello di oscuri Principi statunitensi. Tuttavia il prezzo del potere è stata la libertà, l’asservimento a un mostro millenario i cui complotti minacciano ora di distruggere l’utopistica tirannia dei due non-morti.
E mentre il futuro bussa alle porte dei dannati, un vecchio nemico risorge in cerca di vendetta, pronto a reclamare le teste dei Bastardi di Delilah… (Fonte Nativi Digitali Edizioni)


Il mio commento:
A distanza di poco meno di un anno e mezzo dalla lettura del precedente Fairfax & Coldwin, ho recuperato questo secondo romanzo di Alessio Filisdeo per scoprire come prosegue la storia dei nostri vampiri, ormai trasferiti nel continente americano assieme alla signorina Varens.
Ma soprattutto interessato a saperne di più anche sul conto del misterioso vampiro dagli occhi diversi che già nel primo romanzo si faceva accompagnare da tanto mistero e potere.
Analogamente a quanto visto, anzi, letto nel primo ebook i nostri protagonisti sono ancora legati dalla maledizione di Delilah per cui costretti a convivere e a gestire il loro rapporto di complicità e odio sebbene traspaia, pagina dopo pagina, che tanto odio e rancore e ormai non c'è più, avendo i due raggiunto una sorta di equilibrio e regalando anche qualche episodio di reciproca stima e reciprocità. A tal proposito, scusate per il piccolo spoiler, m'è piaciuto l'episodio ambientato nella seconda guerra mondiale in cui vengono a sapere il vero nome l'uno dell'altro, uno a causa di rivelazioni fatte da un certo (antico) vampiro e l'altro rivelato spontaneamente per compensare il "vantaggio" acquisito sull'altro. 
Una maledizione che tanto li favorisce in combattimento ma che, per chi ha letto anche il precedente capitolo della storia, è destinata ad affievolirsi e sparire (...o forse no...) destinando i nostri a rivedere il legame che li unisce e confermando che, tutto sommato, non c'è spazio solo per l'odio. Nei vari episodi narrarti, il rapporto tra i due vampiri, ormai divenuti Principi di New Orleans, viene ulteriormente approfondito e, assieme a ciò, il lettore si trova catapultato in una storia molto cinematografica (*), che abbraccia diversi secoli, e che approfondisce anche le figure di altri personaggi via via introdotti. In particolare quello di Blanche Varens, la bimbetta che nel primo libro i due protagonisti avevano preso con loro, ma anche quello della contessa Georgiana De Winter. Due notevoli donne vampiro, dotate di capacità oscure straordinarie, legate anch'esse in modo profondo seppure non da vincoli dettati da stregonerie subite.
La narrazione permette anche di familiarizzare con aspetti meno ovvi dei vampiri che, nella storia di Filisdeo, posseggono sì aspetti truculenti e malvagi (in fondo non disdegnano la violenza e devono pure cibarsi del sangue di esseri umani per sopravvivere) ma anche parecchi aspetti umani, rivelando anche fragilità, emotività e sensibilità non banali. Lo stesso triangolo che si viene a creare tra Cranston, Crane e Blanche rimanda a quella di una famiglia "atipica", con tanto di ramanzine e incomprensioni ma anche attenzioni che tipicamente si riservano a figli o genitori. Ma pure la caratterizzazione di Georgiana De Winter, risvegliatasi in un'epoca totalmente diversa dalla propria, regala momenti intensi.