domenica 1 febbraio 2015

Pensiamoci su

In questi giorni stavo pensando a come, nella consueta divulgazione di notizie da parte dei media tradizionali non siano poi tanto scontati rimandi a eventi del passato o considerazioni, circa il medesimo fatto esaminandolo da angolazioni diverse. Niente di nuovo sotto il sole, lo so, ma mi andava di condividere alcune considerazioni.
Pensiamo al 27 gennaio appena trascorso, il giorno della memoria in cui si commemorano le vittime dell'Olocausto. Pensiamo a quella frase di Pietro Grasso detta ad Auschwitz, alla presenza dei vertici istituzionali di oltre 40 paesi: "la memoria da sola non basta, deve essere come un spillo nel cervello che ti costringe ad essere coerente e concreto" (vedi link). 
Frase importante, forte, che Grasso ha espresso in vece di presidente supplente della Repubblica Italiana, essendo lui Presidente del Senato. Pensate ora per un momento a cosa sarebbe accaduto se avesse avuto l'influenza o qualche problema che gli impedisse di presenziare e che al posto suo ci fosse stato invece il vice-presidente del Senato: provate solo a immaginare cosa avrebbe potuto dire LUI (vedi foto a lato) in una circostanza del genere. Che ci crediate o no, Maurizio Gasparri è il Vice Presidente del Senato Italiano.
Oppure pensiamo a tutta la vicenda di Charlie Hebdo, all'attentato, alla mobilitazione per difendere la libertà di espressione e condannare la violenza e il terrorismo. Il tutto, speculandoci sopra. Al di là che non entro in merito alla produzione della rivista in questione, che sinceramente non conoscevo ma che risulta quanto mai discutibile, mi son meravigliato della rapida presa di posizione di media e personalità politiche. Forse prima valeva la pena approfondire la questione, giusto per inquadrarla al di là del mero bilancio di vite umane. 
Ma ancor di più mi ha dato da pensare la prontezza con cui tutti siano stati rapidi e pronti a schierarsi in favore della libertà di espressione e di satira.
Poi ho ripensato all'editto Bulgaro emesso dall'Altissimo con il quale si sanciva la NON libertà di espressione attraverso la televisione di personalità quali Enzo Biagi, Michele Santoro e Daniele Luttazzi. Personaggi a cui si affiancavano poi Beppe Grillo (che già da tempo era stato estromesso dal sistema comunicativo italiano) e altri comici-pensatori della scena italiana. Solo che, a memoria, non ho ricordi di una medesima reazione da parte del grande popolo italico. Nemmeno le proiezioni di film-docimentari come Viva Zapatero di Sabina Guzzanti o Videocracy di Erik Gandini  avevano poi tanto scatenato mobilitazioni simili a quelle verificatesi con Charlie Hebdo. Forse si sarebbe arrivati a tanto se Ricci avesse effettivamente tolto le veline da Striscia la Notizia ...

martedì 20 gennaio 2015

Snowpiercer

Titolo: Snowpiercer
Regia: Bong Joon-ho
Anno: 2013
Genere: sci.fi (forse...), azione
Cast: Chris Evans, Kang-ho Song, Ed Harris, John Hurt, Tilda Swinton, Jamie Bell, Octavia Spencer, Ko A-sung, Kenny Doughty, Ewen Bremner

La trama in breve:
In un futuro non lontano, la Terra conosce una nuova Era Glaciale. Gli ultimi sopravvissuti del genere umano vivono confinati in un treno rompighiaccio in grado di correre perpetuamente attraverso il globo. L'inventore di questa macchina perfetta, il misterioso Wilford, ha anche determinato un sistema sociale su cui si regge l'equilibrio della comunità che abita i vagoni del treno. In coda stanno i miserabili sfruttati che salirono a bordo gratis, verso la testa del treno vivono invece nei privilegi i passeggeri di prima classe. Ma la rivolta degli oppressi dalla coda del treno è oramai imminente e il suo leader, Curtis, attende solo il momento giusto per tentare l'ardimentosa presa della testa del convoglio. (fonte mymovies)

Il mio commento:
Visto qualche sera fa e con discrete aspettative, sono un po' titubante nell'esprimere un commento su questo Snowpiercer, Sinceramente, saranno stati quegli slogan altisonanti usati per pubblicizzarlo ("un cinema profetico che lascerà il segno", "Uno dei migliori film di fantascienza dai tempi di V for Vendetta"), ma mi ero immaginato qualcosa di più strutturato, di più fantascientifico, con meno falle dal punto di vista della trama e delle spiegazioni fornite. Diverso, ecco.
Leggendo qua e là, anche i commenti che si trovano espressi nella rete sono variegati: c'è chi ne parla bene, chi meno, chi si astiene. Due recensioni ben fatte, recensioni strutturate e scritte con cognizione di causa intendo, potete trovarle qui e qua.
Per quel che posso dire io, considerando lo scenario apocalittico proposto e il fascino dell'idea di base (che scopro esser tratta dalla graphic novel francese Snowpiercer - Le Transperceneige), sono molte le domande che mi son cresciute dentro: come si è arrivati a uno scenario da glaciazione perenne? Ci sono altri sopravvissuti? Come hanno costruito il treno? E le rotaie, diamine, i binari, i ponti...come e quando li hanno edificati? E se il treno deraglia? Come fanno per il cibo? E l'energia? L'arte? Il cinema? L'ospedale? Possibile che in 17 anni non si sia mai guastato niente? E se si stacca un vagone? E' l'unico treno o ce ne sono altri? E i controllori? Quanto veniva il biglietto?

sabato 17 gennaio 2015

World War Z

Titolo: World War Z
Regia: Marc Forster
Anno: 2013
Genere: azione, horror
Cast: Brad Pitt, Mireille Enos, James Badge Dale, Daniella Kertesz, Matthew Fox, David Morse. Fana Mokoena, Abigail Hargrove, Pierfrancesco Favino

La trama in breve:
Gerry Lane è in auto con la sua famiglia, nel traffico di Philadelphia, quando scoppia il caos. Orde di persone infette da un male sconosciuto si avventano su chiunque altro, contagiandolo in pochi secondi. Ex impiegato delle Nazioni Unite ritiratosi a vita privata, Lane accetta di tornare in servizio pur di mettere in salvo la propria famiglia su una nave del governo. Parte dunque alla ricerca del luogo del primo contagio, di scorta ad un promettente immunologo, nella speranza di isolare il virus e poter apprestare un vaccino.  (fonte mymovies)

Il mio commento:
Stamattina, ho acceso il televisore e mè apparso un primo piano di Pier Carlo Padoan: 
"Azz, il televisore ha conservato un'immagine residua degli zombies di ieri...", ho pensato lì per lì.
Fortunatamente non era così, e il servizio del tg ha ripreso poco dopo con la sua consueta verve, spostando l'attenzione ora sul papa che solleva il pugno, ora su Greta e Vanessa finalmente ritornate e a casa, ora sull'elezione del presidente della Repubblica, e via dicendo,
Nessuna traccia dell'ebola che, stando a qualche mese fa pareva stesse per portare il mondo a uno scenario apocalittico simile a quello proposto in questo World War Z, probabilmente non più così terrificante nelle valutazioni di economia giornalistica.
Mentre osservavo il tg, avvertendo già i primi segni di nervosismo e incazzatura che ogni volta provo quando li guardo, mi son tornate alla mente le scene iniziali del film di cui sto provando a produrre un commento: una carrelata di sequenze prese da telegiornali e trasmissione televisive in cui, di tanto in tanto, compaiono riferimenti a una nuova devastante piaga che sta violentando l'umanità.
Manco il tempo di formulare delle domande di senso compiuto e ci troviamo Brad Pitt e family imbottigliati nel traffico, diretti non si sa dove, un secondo prima che il disastro abbia inizio: isteria di massa, contaminazioni fulminee, aggressività, confusione, fuga, panico... inutile dire che questo blockbuster ispirato al romanzo "World War Z - La guerra mondiale degli zombi" di Max Brooks parte alla grande.

domenica 11 gennaio 2015

Mario Warfare

Titolo: Mario Warfare
Regia: Micah Moore
Genere: azione, demenziale, live-action
Episodi: 8
Cast: Beat Down Boogie  (Micah Moore, Rick Burnett, Blake Faucette, Matthew Sumner, Brian Lee)

Commento:
Mario Warfare è una web serie ispirata ai personaggi dei videogames Nintendo, una storia originale che mescola azione, arti marziali e un po' di sana demenzialità. 
Personalmente l'ho adorata e la consiglio caldamente a tutti voi ^__^
A livello di storia, per carità, siamo di fronte a uno sviluppo semplice e lineare e che, dalle location utilizzate, conferma il livello low budget della produzione. Mario Warfare è infatti un progetto indipendente, che ha potuto concretizzarsi grazie al supporto fornito alla Beat Down Boogie tramite piattaforma Kickstarter.
Però, nonostante queste premesse, guardando gli episodi che costituiscono la web serie, è palese che il team creativo e il cast non sono degli sprovveduti ma che hanno lavorato sul progetto con professionalità e passione: i costumi sono studiati, la trama possiede una sua logica, le coreografie marziali sono di ottimo livello e sono presenti numerose citazioni (basti pensare allo Smash Club, che tanto ricorda il Fight Club). Ma anche, e soprattutto, in termini di regia, di riprese, di recitazione e fotografia, senza scordare i momenti in cui gli effetti speciali entrano in gioco, si ha la conferma che il team della Beat Down Boogie è composto da professionisti dalle ottime competenze e capaci di confezionare un prodotto che poco ha da invidiare a produzioni più blasonate.
Per cui, per tutti gli amanti delle arti marziali, dei videogames, delle web-serie e dei cosplay, ecco a voi Mario Warfare!!! :-)



In tutto, la serie si compone di 8 episodi, tutti reperibili gratuitamente su youtube: per facilitare la ricerca, ve li elenco qui sotto:

Mario Warfare Episodio 1
Mario Warfare Episodio 2
Mario Warfare Episodio 3
Mario Warfare Episodio 4
Mario Warfare Episodio 5
Mario Warfare Episodio 6
Mario Warfare Episodio 7
Mario Warfare Episodio 8



domenica 21 dicembre 2014

The Amazing Spider-Man

Titolo: The Amazing Spider-Man
Regia: Marc Webb
Anno: 2012
Genere: azione, supereroi
Cast:  Andrew Garfield, Emma Stone, Rhys Ifans, Sally Field, Martin Sheen, Denis Leary, Julianne Nicholson, Irrfan Khan, Annie Parisse, Campbell Scott, Miles Elliot, Charlie DePew, Chris Zylka, C. Thomas Howell, Kelsey Chow

La trama in breve: 
All'età di sette anni, Peter Parker viene affidato alle cure di zia May e zio Ben dai genitori che non rivedrà mai più. Un decennio dopo, è un liceale solitario con una cotta per la compagna di classe Gwen Stacy, figlia del capitano della polizia. La scoperta, in soffitta, di una valigetta di suo padre contenente dei documenti secretati porta Peter a fare la conoscenza del dottor Curt Connors, vecchio amico di famiglia e collega del padre presso la Oscorp. È nel suo laboratorio, dove si studia la possibilità di innesti tra cellule umane e animali, che Peter viene morso da un ragno e si ritrova dotato di nuovi e straordinari poteri.  (fonte mymovies)

Il mio commento:
L'uomo ragno è uno di quei personaggi di cui non ho mai seguito il fumetto ma che tutto sommato non mi spiace. Spesso l'ho trovato anche sulle pagine degli X-men, come spalla o come antagonista (vedi nella saga Avengers vs X-men), e al pari di Deadpool ne ho sempre apprezzato la vivace parlantina e l'acuta intelligenza. 
Ma, anche questa volta, nonostante il reboot, questo aspetto caratteriale del nostro amichevole Uomo Ragno di quartiere viene trascurato: ci sta la prestanza fisica, l'intelligenza geniale, la passione per la fotografia, lo zio Ben che viene ammazzato, la zia May che non sospetta nulla di quelle calzamaglie rosso-blu nel cesto della roba sporca da lavare e di quelle ragnatele di 3 metri che troneggiano sugli angoli delle stanze di casa... 
Rispetto alla versione cinematografica di inizio 2000, la versione proposta con Garfield (l'attore, non il gatto...) è di una persona consapevole e sicura di sé. In confronto all'interpretazione offerta da Tobey Maguire risulta senza dubbio molto meno nerd e "sfigato", di certo un genio ma senza dubbio non si porta appresso la medesima aura di dimesso timido imbranato. Addirittura finisce per fare il bullo con i compagni di classe e con il dimostrare notevole intraprendenza anche nei confronti Gwen Stacy. Tra l'altro, io ricordavo una certa Mary Jane...mah...
Per cui, ecco, il personaggio mi pare sia stato un po' ripensato, rendendolo decisamente più accattivante e carismatico dal punto di vista fisico ma, sacrificando quel sano contrasto che si era venuto a creare con la prima saga targata Raimi dove era più evidente la differenza tra PeterParker-ragazzo e SpiderMan-eroe.

lunedì 8 dicembre 2014

La strada perduta

Titolo: La strada perduta
Autore: Alessio Banini
Editore: Plesio Editore
Genere: fantasy
Pagine: 240
ISBN: 9788898585120

La trama in breve:
Uziel, eroe ambiguo e cinico, è impegnato in un'eterna missione solitaria. Angelo caduto dal Paradiso Celeste, persa la sua funzione di guida spirituale, sceglie di sterminare il male.
Inizia così il suo viaggio attraverso le campagne e gli angoli più sperduti dell’Impero, dove i demoni attentano alla vita e allo spirito degli uomini. Ma la missione si rivelerà presto una lotta contro la corruzione della sua stessa anima. (dal sito dell'editore)

Il mio commento:
Circa 1 anno fa, di Banini avevo letto Sangue Ribelle, sempre per Plesio Editore, che, stando alla configurazione del progetto narrativo dell'autore si prefigurava come sesto libro del ciclo "Daemon inside". Il libro che commento oggi figura invece come quarto della medesima saga, e ne mantiene il tono e l'atmosfera. Non ho però percepito continuità in termini di personaggi e intreccio, probabilmente perché la mia memoria non è stata così pronta a rievocare immagini e ricordi di quanto letto nel 2013, o forse perché tra quanto scritto in La strada perduta e in Sangue ribelle c'è una certa distanza in termini temporali.
Vero anche che i due libri discostano sotto vari aspetti, sia per il tipo di argomenti narrati che per razze e personaggi proposti, ma non ho rilevato quella continuità che mi aspettavo e che, probabilmente, una mappa o qualche riferimento trasversale avrebbe facilitato. 
In La strada perduta, come si evince dalla cupa ma significativa immagine di copertina, il focus riguarda la caccia perpetrata da Uziel, angelo decaduto, che vaga alla ricerca di demoni. Una caccia eterna e senza sosta, nella quale investe tutto se stesso sacrificando, al contempo, tutto se stesso. Il personaggio che pagina dopo pagina viene a delinearsi, in effetti, ha poco di angelico: risulta semmai una sorta di serial killer specializzato in creature demoniache, ossessionato dalla caccia al punto di dimenticare se stesso e di perdere la propria lucidità, in un perenne vagabondare nei medesimi luoghi, decennio dopo decennio, per sgominare le creature dell'Abisso.
La narrazione procede a episodi e credo che questo stratagemma faciliti la fruibilità di una storia che, sebbene non  vi siano precisi riferimenti temporali, si dipana nell'arco di svariate decadi. Cosa che purtroppo si evince più per chiare indicazioni fornite più che per cambiamenti sociali o per ricordi e digressioni di Uziel (che d'altra parte, pagina dopo pagina risulta sempre più schizzato e smemorato).
Il tono cupo e rassegnato dà inoltre una misura di quanto disperata e vana sia la missione di Uziel: tutto, nel testo, sembra gridare che il mondo è perduto, in balia di uomini avvezzi al peccato e di demoni sanguinari mentre, a loro contrapposti, non si erge nessuno. Gli stessi uomini sono poco inclini a credere nell'esistenza delle creature dell'Abisso e, salvo rare eccezioni, non riconoscono in Uziel un salvatore o un eroe da imitare. 

sabato 22 novembre 2014

X-Men: Giorni di un futuro passato

Titolo: X-Men: Giorni di un futuro passato
Regia: Bryan Singer
Anno: 2014
Genere: azione, supereroi
Cast: Hugh Jackman, James McAvoy, Michael Fassbender, Jennifer Lawrence, Halle Berry, Nicholas Hoult, Ellen Page, Peter Dinklage, Shawn Ashmore, Omar Sy, Evan Peters, Daniel Cudmore, Fan Bingbing, Adan Canto, BooBoo Stewart, Ian McKellen, Patrick Stewart, Josh Helman, Evan Jonigkeit, Lucas Till 

Il mio commento:
Non è mai facile realizzare una pellicola cinematografica ispirandosi a un fumetto oppure a un romanzo. Ancora meno facile è farlo rispettando le scelte narrative o la trama o la caratterizzazione dei personaggi. E, ancora di più, garantire a coloro che già hanno letto suddetto romanzo o fumetto un'esperienza visiva priva di traumi.
Analogamente, non è banale gestire storie che trattano di viaggi nel tempo e modifiche al continuum spazio temporale. Si rischia di incorrere in incongruenze o di dover ricorrere a forzature per garantire equilibrio e coerenza alla narrazione.
Per concludere, anche garantire coerenza e senso alla trama di un film non è un affare scontato, colpa del montaggio, colpa di vicissitudini legate a mere questioni di produzione e accordi commerciali, colpa di scneggiatori ubriachi o quel che volete....fatto sta che non è garantito mai nulla.
Ordunque, con queste premesse e dopo la visione di  X-Men: Giorni di un futuro passato posso affermare senza ombra di dubbio che l'opera di Bryan Singer, sceneggiata da Simon Kinberg, è una discreta cagata.
Possibile che ogni volta che finisco di guardare un film sui miei cari e adorati X-Men l'unica sensazione con la quale mi trovo a convivere è un irrefrenabile impulso alla jihad???
Ma andiamo con ordine.
"Ascoltami Logan, io non ho il potere
di spedire la tua mente indietro nel tempo"
"Lo so, piccola"
"Però loro non ci credono..."
"Vecchi rimbambiti..."
"Per cui, questo è il piano. Io tengo i led
accesi nei palmi delle mani e tu fai finta
di sognare e di salvarci tutti"
"Affare fatto!"
Partiamo dalla trama del fumetto di Chris Claremont e John Byrne:

Nel 2013, poche ore prima che le Sentinelle si spostino dal nord America invadendo e prendendo il controllo del resto del mondo e che le altre potenze sferrino un attacco nucleare, Kitty Pryde s'incontra con Wolverine, fra le rovine di uno dei tanti edifici di New York City, che le consegna l'ultimo componente di un macchinario in grado di annullare l'effetto inibitore dei collari che lei e gli ultimi X-Men rimasti in vita sono costretti ad indossare dopo che le Sentinelle hanno preso il controllo degli Stati Uniti e rinchiuso i mutanti superstiti ai loro massacri in campi di concentramento. All'interno di uno di essi si riunisce col marito Colosso ed i compagni Tempesta, Franklin, Magneto e Rachel e dà loro il suo addio prima di affidarsi nelle mani di quest'ultima che spedisce la sua mente indietro nel tempo scambiandola con quella della sua controparte adolescente nel 1980. Kate si risveglia quindi nel presente dove avverte gli X-Men Tempesta, Angelo, Nightcrawler, Colosso e Wolverine del pericolo che corre il candidato alla presidenza Robert Kelly la cui morte per mano della Confraternita dei mutanti scatenerà l'isteria contro l'Homo superior; benché titubanti, gli altri accettano di portarla a Washington D.C. dove Xavier e Moira MacTaggert sono presenti alla discussione sul problema dei mutanti che Kelly tiene al senato (da wikipedia).
E si conclude con il ritorno di Kitty Pryde nel futuro dove, assieme agli altri, si domanda se il salvataggio del senatore Kelly abbia davvero determinato un cambiamento.
Per cui, ecco, pare che la linea temporale in cui si svolgono gli eventi sia compromessa ma che forse si siano gettati i presupposti per un futuro più radioso quanto meno per un'altra dimensione.

Fanservice per il pubblico femminile
o imprescindibile necessità di trama?
Veniamo invece alla trama partorita dai dementi scelti e profumatamente pagati per realizzare il film:
Nel 2023, robot senzienti conosciuti come sentinelle stanno sterminando i mutanti e gli esseri umani che possono generarli o che sono intervenuti in loro favore (le scene iniziali lasciano intravedere un futuro distopico in cui sono ormai calpestati tutti i diritti umani). A Mosca un piccolo gruppo di X-Men (tra cui Bobby Drake / Uomo Ghiaccio, Piotr "Peter" Rasputin / Colosso, Lucas Bishop / Alfiere, James Proudstar / Warpath, Roberto Da Costa/ Sunspot, Clarice Ferguson / Blink e Kitty Pryde) riesce a eludere le sentinelle grazie ai poteri di Kitty Pryde, che ha la capacità di proiettare la coscienza di una persona indietro nel tempo: utilizzando questo potere, la ragazza manda la coscienza di Alfiere indietro nel tempo per informare il proprio gruppo sui pericoli imminenti, così da poter scappare prima ancora che i problemi insorgano.

domenica 16 novembre 2014

Interstellar

Titolo: Interstellar
Regia: Christopher Nolan
Anno: 2014
Genere: sci-fi
Cast: Matthew McConaughey, Anne Hathaway, Jessica Chastain, Michael Caine, John Lithgow,  Ellen Burstyn, Casey Affleck, Wes Bentley, Mackenzie Foy, David Oyelowo, Matt Damon, Topher Grace

La storia in breve:
Un piaga sta uccidendo i raccolti della Terra, da diversi decenni l'umanità è in crisi da cibo e quasi tutti sono diventati agricoltori per supplire a queste esigenze. La scienza è ormai dimenticata e anche ai bambini viene insegnato che l'uomo non è mai andato sulla Luna, si trattava solo di propaganda. L'ex astronauta Cooper, mai andato nello spazio e costretto a diventare agricoltore, scopre grazie all'intuito della figlia che la NASA è ancora attiva in gran segreto, che il pianeta Terra non si salverà, che è comparso un warmhole vicino Saturno in grado di condurli in altre galassie e che qualcuno deve andare lì a cercare l'esito di tre diverse missioni partite anni fa. Forse una di quelle tre ha scoperto un pianeta buono per trasferire la razza umana e in quel caso è già pronto un piano di evacuazione. Andare e tornare è l'unica maniera che Cooper ha di dare un futuro ai propri figli. (fonte mymovies)

Ma non potete giocare ai videogames
come tutti gli altri? Ecco qua,
ho riparato il tuo giochino...
Il mio commento (ATTENZIONE agli spoiler!!!):
Ho visto questo film assieme a Silvia sabato scorso, non ieri, l'altro sabato; solo che, tra un impegno e l'altro, soprattutto monitorare la mia libreria, ho rinviato la scrittura di un commento fino a quest'oggi. 
Orbene, di Interstellar se ne parlava già da mesi, con discrete aspettative e, per quanto mi riguarda, non sono uscito deluso dalla sala del cinecity. 
Con questo non significa che sia un'opera perfetta ma che, per impostazione, tono e impegno in termini di realizzazione, si configura come un film significativo. Intenso, per certi aspetti; serio e rigoroso, quanto meno negli intenti, nella resa di dinamiche aerospaziali, di ambientazioni e di soluzioni tecniche. Con somma sorpresa ho rivisto anche il caro John Lithgow e Jessica Chastain (vista su The Tree of Life) mentre la presenza di Matt Damon l'ho trovata poco calzante. Soprattutto perché veste i panni del carismatico scienziato che ha convinto altri a partire per l'ignoto. 
Lui? °__° Sarà...
Inutile dire che Nolan ha confezionato un prodotto impegnativo, che richiede pazienza e attenzione da parte dello spettatore, nel quale si intrecciano storie e personaggi che agiscono su linee temporali differenti e che, indubbiamente, non possiede un ritmo scanzonato e fracassone come molte altre pellicole (vedasi anche gli ultimi Star Trek di J.J.Abrams). 

domenica 9 novembre 2014

Adesso Cinema! (O almeno proviamoci...)

Ehi, guardatemi, sono Godzilla!
Inizialmente avevo per la testa Interstellar visto ieri sera al cinema con Silvia. Stavo iniziando a impostare mentalmente il commento da postare sul blog ma stamattina, durante la colazione, qualcosa è andato storto e ho deciso di cianciare di ben altro argomento.
Fondamentalmente è accaduto che ho acceso la tv e l'ho guardata.
Per 10 minuti, 15 al massimo.
Andava in onda Adesso cinema!, su Iris (Mediaset), trasmissione che tratta di cinema. 
Tempo che mi sintonizzavo e vanno in onda una rapida carrellata di novità in uscita (film francesi, film italiani...), uno sguardo a Interstellar e poi un servizio sul Giappone, con Marta Perego.
Argomento? Il Tokyo Film Festival.
O, per lo meno, quello che ho dedotto.
Ma prima di approdare al sodo, lo staff propone allo spettatore una doverosa introduzione, qualcosa che dopo pochi nanosecondi si rivela niente più che uno sfoggio di erudita preparazione tesa a dimostrare l'ottima padronanza dell'argomento. Lo spettatore, il tipico ignorante troglodita che da poco ha scoperto di avere un pollice opponibile, si è visto quindi spiegata com'è Tokyo (grande, piena di giapponesi, con palazzoni alti ...) e quali film ivi si producano o quali film l'hanno vista come ambientazione.
Scorrono le prime immagini e il cucchiaino con lo yogurt si ferma a mezz'aria.
Thermae Romae, film
giapponese recente, magari
poco noto ma di
discreto successo
Una vocina fuori campo con tono scanzonato accompagna la sequenza e spiega. Più o meno il messaggio indirizzato al volgo suona come: "Guardate, nei film ambientati a Tokyo per lo più ci stanno i mostroni giganti, pachidermi che distruggono tutto. Ahah, che insulsi. Ma che robe c'hanno nel Paese del Sol Levante? Che se magnano?"
Intanto scorrono le immagini di Pacific Rim....
WTF, Pacific Rim?
Ma se il film di Guillermo Del Toro è per lo più ambientato a Hong Kong!!!! Quel poco che si vede del Giappone è un ammasso di devastazione e macerie...
Un istante dopo le immagini sullo schermo lasciano il posto a Godzilla. 
E vabbè, qua posso anche far finta di niente visto che il ben noto kaiju è un marchio di fabbrica nipponico...però le immagini che scorrono riguardano San Francisco!!!
Quindi rapido passaggio umoristico su Austin Powers in Goldmember, relativamente a questo sketch...uhm...siamo sicuri che il personaggio ideato e impersonato da Mike Myers (e che adoro) fosse quanto di più idoneo per parlare di Tokyo? In senso buono, intendo, non per sfottere.  
Sono ancora disorientato e perplesso quando l'argomento cambia. Adesso si parla di guida, con scene tratte da Fast and Furious: Tokyo Drift e di Resident Evil, ma non ho ben compreso il motivo di tale parallelo...evidentemente, essendoci dei motori sullo schermo serviva compensare con qualche gnocca. Per cui vai con Milla Jovovich, che tutto sommato è alle prese con un film tratto da un videogame di produzione nipponica.

sabato 8 novembre 2014

L'ultimo Khama

Titolo: L'ultimo Khama
Autore: Stefano Andrea Noventa
Editore: Plesio Editore
Genere: fantasy
Pagine: 206
ISBN: 9788898585007

La trama in breve:
Le sorti dell’esistenza vacillano. I confini della realtà si sgretolano. Sulle spalle di Miya il fardello di condurre il rituale che conferirebbe stabilità al mondo. Tra dubbi e tradimenti, fuggendo all’ira di colui che un tempo ha amato e accompagnata da una sorella forse burattino in mano ad altri esseri, la giovane dovrà riuscire a sigillare quello che viene profetizzato come il Khama definitivo. Nella speranza che i suoi dèi non siano macchine di un tempo antico. (dal sito dell'editore)

Il mio commento:
L'ultimo Khama non è affatto un testo semplice, né da leggere né da commentare. Dando un'occhiata alle varie recensioni presenti nel web, in effetti, i commenti sono tra i più disparati ma per lo più confermano la bontà di questo testo.
Già dalla copertina, a mio avviso, ci sono le prime avvisaglie: il libro che teniamo tra le mani è complesso tanto quanto lo è il groviglio di tentacoli e metallo che incorniciano la figura ritratta. La stessa presenza di una testa fa nascere il sospetto che la componente filosofica-razionale la farà da padrone, sebbene il libro sia inserito nella collana fantasy.
Non che questi elementi rappresentino un limite o un difetto, sia chiaro; semmai sono una sorta di biglietto da visita che, unitamente alla trama proposta, non lasciano spazio a dubbi sul fatto che non siamo di fronte a un testo banale. 
Lo dico per far chiarezza, visto che alcune recensioni in rete sono espresse da persone che probabilmente si aspettavano qualcosa di differente, magari più easy. Anche se, in effetti, solamente dopo aver iniziato la lettura ci si rende effettivamente conto del mondo in cui si è stati catapultati.
Quello descritto da S.A.Noventa, è un contesto che ammicca alla fantascienza e al fantasy al contempo, con echi di epicità e contaminazioni tecnologiche che, per qualche motivo, mi hanno fatto pensare di essere al cospetto di un anime. Anche se, presumo, l'effetto che si voleva ottenere era quello di essere all'interno di un contesto da GdR. 

domenica 2 novembre 2014

Ipermercati (manuale per tutti)

Questo post riguarda una nuova uscita targata YouCanPrint.
In realtà non si tratta di una vera e propria novità ma di una ri-edizione di "Ipermercati (for dummies)" con alcune rivisitazioni.
In primis sono stati corrette alcune imprecisioni contenute nel testo, errori e sviste ortografiche.
In secondo luogo, sono state cambiati copertina e titolo: non più giallo e non più "for dummies".
Il pretesto per tutto ciò, voglio esser sincero seppure la questione risulti un po' infamante e imbarazzante, è scaturito da una mail, ricevuta ancora a inizio settembre da parte della casa editrice Wiley.
Nella mail, rivolta a YouCanPrint e quindi giunta a me, veniva segnalato l'uso improprio di alcuni elementi soggetti a copyright. In particolare l'uso della parola "for dummies" su copertina gialla con banda nera.
Fortunatamente l'editore statunitense ha lasciato aperta la possibilità di risolvere la questione in modo amichevole per cui, con YouCanPrint, si è lavorato per aggiustare il tiro e correre ai ripari.
Per cui ecco spiegato il motivo del cambiamento di titolo e copertina del testo auto-pubblicato nel 2011.
Sinceramente son rimasto un po' perplesso dalla cosa in quanto credevo che il via libera a pubblicare con quel titolo e con quella copertina (nel 2011...) fosse stato già oggetto di controlli da YouCanPrint o da qualche ente, soprattutto perché il testo è pure contraddistinto da un codice ISBN e da qualche parte è stato registrato e venduto. 
Invece mi sbagliavo.
Per quanto riguarda la scelta di usare l'espressione "for dummies" e quei colori, a mio avviso voleva essere essenzialmente un gioco, un modo scherzoso per far comprendere il tono ironico di questa sorta di manuale di sopravvivenza. L'adozione di uno sfondo stellato per la banda nera e di scrivere quel "for dummies" tra parentesi speravo fossero sufficienti a differenziare un poco questo libro da quelli proposte nelle collane editoriali targate Wiley ma, in effetti, erano innegabili certe somiglianze.
Ad ogni modo, la precedente edizione di "Ipermercati (for dummies)" (quella del 2011) non è più disponibile ma, grazie alla pronta collaborazione di YouCanPrint, da pochi giorni è disponibile "Ipermercati (manuale per tutti)"
Mi scuso ancora con la Wiley per lo spiacevole incidente verificatosi e al contempo lancio il consiglio ai vari colleghi (aspiranti) scrittori di prestare attenzione alla scelta di elementi quali titolo e immagine/colori della copertina: in quest'era in cui il self publishing è ormai ordinaria amministrazione, è bene essere accorti in quanto, temo, vi sono dei controlli e delle responsabilità in più che semplicemente saltano ricadendo sulle spalle degli autori. 
Nel mio caso sono stato fortunato che la Wiley si è dimostrata comprensiva, ma non è detto che vada a finire sempre così. 
Ora, non so bene che figura faccio con un post del genere (un mix tra babbeo e tipico disonesto italiano, presumo), però ho preferito raccontare la verità. 
Avrei semplicemente potuto raccontare che si trattava di una manovra commerciale per rinnovare il prodotto, per italianizzarlo maggiormente, per.... In realtà è successo che ho commesso degli errori (con cognizione di causa, dirà qualcuno) e semplicemente si è provveduto a correggere. Tutto qua. 


sabato 1 novembre 2014

Gantz

Before the world
was created,
the Word already existed.
The Word was
the source of life,
and this life brought light
to mankind.
The light shines
in the darkness,
and the darkness
has never put it out.
(dal Vangelo di Giovanni)

Questo breve passaggio in inglese ricorre nelle copertine anticipando il tono epico e sovrannaturale di Gantz, seinen manga di Hiroya Oku, 383 capitoli raccolti in 37 volumetti pubblicati dal 2000 al 2013 nella rivista Weekly Young Jump.

Prodotta in un così lungo arco di tempo, la storia offre innumerevoli cambiamenti in termini di trama e personaggi, lasciandosi molto spesso influenzare dalla produzione cinematografica hollywoodiana a cui Oku stesso conferma di essersi ispirato. L’opera si può suddividere in tre macro blocchi narrativi denominati ‘fasi’ (phases), ciascuno dei quali caratterizzato da dinamiche proprie, esplicitate dalle differenti scelte cromatiche nelle sovra copertine (anche se la modalità non rispetta in toto le diverse phases). I titoli dei cicli sono: ‘Missions’, capitoli dall’1 al 237 (volume 20); ‘Katastrophe’, dal 238 al 303 (volume 30); ‘Invasion’, dal 304 al 383.

Phase 1: Missions
L’inizio della storia segue quanto accade a Kei Kurono e Masaru Kato, due liceali amici di infanzia che trovano la morte sulle rotaie della metropolitana, travolti nel tentativo di soccorrere un ubriacone caduto sui binari. Anziché finire nell’aldilà, i due si ritrovano in una stanza di un comune appartamento di Tokyo, assieme a degli sconosciuti, ai quali poco dopo si aggiunge una ragazza di nome Kei Kishimoto, che viene materializzata completamente nuda sotto gli occhi dei presenti. Nella stanza, da cui non c’è modo di uscire, è presente anche una grossa e misteriosa sfera nera che in seguito verrà definita ‘Gantz’; al cui interno siede un essere umano in stato vegetativo. Accompagnata da un vivace sottofondo musicale, una scritta compare sulla superficie della sfera: “Le vostre vecchie vite sono finite. Ora spetta a me decidere cosa fare delle vostre nuove vite. E questo è quanto”.

I presenti vengono quindi equipaggiati con armi e tute futuristiche, vagamente istruiti su ciò che dovranno fare e teletrasportati per le strade di un quartiere di Tokyo con l’obbiettivo di cacciare un misterioso alieno antropomorfo. La squadra scoprirà di avere un perimetro limite entro cui agire (oltrepassare il quale causerebbe la detonazione di una bomba inserita nella loro testa) e un tempo massimo da rispettare per completare la missione.

Terminata la caccia – risoltasi in un massacro – i superstiti vengono materializzati ancora al cospetto della sfera nera, per vedersi assegnare un punteggio e poi venire liberati. Periodicamente e senza preavviso la sfera preleverà i sopravvissuti e selezionerà nuovi ‘gantzer’, richiamandoli nella medesima stanza per formare altre squadre da inviare contro creature via via più forti e pericolose. Mentre il gruppo, regolarmente trucidato dalle ‘prede’, cambia composizione a velocità sorprendente, i superstiti apprendono come usare al meglio l’equipaggiamento, e scoprono che ognuno di loro, al raggiungimento dei propri 100 punti, potrà scegliere un beneficio tra: ricevere un’arma o un veicolo più potente, resuscitare una delle persone ‘archiviate’ nel database di Gantz, ottenere la libertà per sé stessi.