domenica 21 febbraio 2021

Codex Merrymaid

Titolo:
Codex Merrymaid
Autore: Uberto Ceretoli
Editore: Dunwich Edizioni
Genere: fantasy, steampunk
Pagine: 314

La trama in breve:
I cacciatori di Sua Maestà Bryan ed Eudora devono impedire i piani di dominio del delirante dottor Moriarty, intenzionato a scatenare contro l’Inghilterra le immonde creature-degli-abissi e il loro signore e padrone Dagon. Ad aiutarli in un’impresa che li vedrà affrontare complotti, raccapriccianti esseri marini e creature meccaniche saranno l’occultista Carnacki, l’investigatore Holmes, l’archeologo Loftus e lo sfuggente capitano Nemo. (fonte Dunwich Edizioni)


Il mio commento:
Su questo blog già sono apparse recensioni di altri romanzi scritti da Uberto Ceretoli, in particolare quelli editi con Asengard e legati ai sigilli (del vento, della terra, del fuoco), ma nessun commento alle altre opere da lui scritte. E che forse avrei dovuto leggere prima di questo Codex Merrymaid in quanto ci sono riferimenti e collegamenti più evidenti tra di esse, come ad esempio i medesimi personaggi. 
Tutto sommato però la lettura non viene per questo resa più ostica o meno significativa, e questo è un aspetto decisamente positivo anche per quei lettori che , come me, potrebbero pescare "a caso" ^_^
Il romanzo scivola via molto fluido, in quanto ricco di azione e pregno di eventi, con personaggi ben caratterizzati e per certi versi affascinanti. Mi riferisco a Eudora, ad esempio, ma anche a Moriarty o Carnacki, per non parlare di quelli-degli-abissi, ovvero sirene e altre creature ibride uomo-pesce.
Forse per alcuni lettori può risultare complicato seguire le vicende legate alle varie sotto-trame, che coinvolgono alcuni personaggi e che si svolgono in contemporanea, ma personalmente lo trovo uno stimolo in più, fermo restando che confluiscono e contribuiscono allo sviluppo della medesima ambientazione e storia.
Ecco, forse le presenze di personaggi quali il capitano Nemo o Sherlock Holmes sono più di raccordo con altri romanzi scritti o in scrittura da parte dell'autore, perché in questo compaiono, sì, ma non sono comprimari. Lo dico per chi magari nutre forti aspettative su di essi: in Codex Merrymaid le vicende sono molto più concentrate sui cacciatori Eudora e Bryan, praticamente degli agenti segreti molto operativi, abili combattenti supportati da moderne tecnologie proposte in chiave steampunk. Bisogna tenerlo a mente altrimenti, considerando che le vicende sono ambientate attorno al 1887, diventa poco credibile accettarne alcune, decisamente in anticipo sui tempi (anche per i nostri, forse ^_^ ).
Tecnologie che comunque sono anche appannaggio dei cattivoni, considerando in particolar modo Gamma, che è una sorta di terminator (diciamo così...) che darà del filo da torcere ai nostri, incrociando spesso le loro strade nel corso delle loro indagini. Indagini che procederanno in modo progressivo fino a condurli alle isole Scilly, distanti dall'Inghilterra e luogo in cui quelli-degli-abissi vengono in un certo senso adorati e "omaggiati" con il sacrificio di giovani donne che, col tempo, si tramutano in sirene. E non parliamo di creature stile Ariel di Walt Disney, bensì creature viscide e letali. 

lunedì 15 febbraio 2021

Ebook Elison Publishing

Questo post è dedicato ad alcune delle recenti pubblicazioni della casa editrice Elison Publishing, ebook e libri di autori poco conosciuti ma che potrebbero essere di interesse per gli occasionali lettori di questo blog: buona lettura ^_^


Titolo:
La ragazza con la rotella in più
Autore: Giorgyl Sungrif

Descrizione: “La ragazza con la rotella in più” racconta la storia di Lilia, una docente universitaria che ha dimenticato di essere una strega e quella di Alice, Mattia, Nadia e Alex, che decidono di dimostrare al mondo di non essere quei falliti che tutti credono. In un giorno come un altro della loro vita insignificante accade qualcosa che cambia per sempre le loro esistenze. L’incontro con un essere proveniente da un mondo sconosciuto e con poteri soprannaturali, che promette ai quattro di realizzare il loro desiderio di riscattarsi dall’emarginazione in cui vivono, a patto di seguirlo prima nella missione che, se avesse esito positivo, li renderebbe famosi in tutte le galassie.
La missione consiste nello sconfiggere le ombre, esseri umani solo per metà, che manipolano il mondo. Prima, però, i quattro devono aiutare la più potente strega ancora in vita sulla Terra, seppur affetta da amnesia, Lilia. Senza di lei, infatti, è impossibile iniziare e portare a termine la missione.
Questo libro è dedicato a chi pensa che la vita sia molto di più di quanto appare.
È la storia di chi riesce a diventare chi è sempre stato, ma che aveva scordato di essere: una persona fuori dal comune.


Titolo: 
Krakatoa Suisse 
Autore: Luigi Rigamonti

Descrizione: Mentre la pandemia da Covid attanaglia il mondo, un’eruzione del tutto particolare colpisce la Svizzera. Da banche e da condotte sotterranee fino a quel momento sconosciute non fuoriesce lava, ma denaro. Dollari, euro, sterline, yen, franchi, le valute che contano nel mondo. Voragini nelle strade, aeroporti e stazioni inagibili, incidenti e feriti si assommano in un turbinio di cartamoneta. È il Krakatoa Suisse.
Nel mistero, sembra la catastrofe, eppure così non sarà. Come mai?
Due anni dopo tre giornalisti di Lugano, Ginevra, Zurigo, in concomitanza con la Krakatoafest, neo istituita festa nazionale che celebra il ritorno alla prospera normalità elvetica, ricostruiscono i fatti in un instant book – questo – che in aggiunta contiene una chicca da Pulitzer, l’intervista esclusiva al capo degli gnomi delle banche svizzere, il Grande Gnomo, che si presenta come il curatore degli interessi della risorsa mondiale delle risorse, il denaro. E spiega le origini dell’eruzione, sulle quali appunto ha influito e non poco la pandemia da Covid.

sabato 13 febbraio 2021

Deadpool 2


Titolo:
Deadpool 2
Anno: 2018
Regia: David Leitch
Genere: azione, supereroi
Cast: Ryan Reynolds, Josh Brolin, Zazie Beetz, Julian Dennison, Morena Baccarin, Andre Tricoteux, Brianna Hildebrand

La trama in breve:
Secondo capitolo dedicato a Deadpool, mercenario chiacchierone dotato di straordinario fattore rigenerante. In quest'avventura dovrà vedersela con Cable, giunto al presente dal futuro per eliminare un giovane mutante Russell (aka Firefist), che in futuro diverrà una seria minaccia. In tutto ciò non mancheranno inseguimenti, combattimenti, colpi di scena e innumerevoli gag.

Il mio commento:
Grazie a Mediaset ho recentemente visto questa seconda pellicola dedicata al personaggio di Deadpool e, nel complesso, il giudizio è più che positivo visto che viene mantenuto il medesimo stile del precedente film targato Ryan Reynolds. per cui mescolando molta violenza ma anche humor e situazioni comiche.
Il ritmo narrativo rimane piuttosto alto, visto che nell'arco di quasi due ore si avvicendano numerose situazioni, per lo più molto movimentate. La sceneggiatura presenta indubbiamente semplificazioni e non è che si riveli poi così complessa però permette una narrazione disimpegnata, farcita di numerosi camei e citazioni e gag. Per dire, in una scena c'è pure Matt Damon, sotto mentite spoglie, che parla di carta igienica e affini, mentre nelle scene che si avvicendano nel finale compare lo stesso Ryan Reynolds in ruoli diversi.
Tuttavia, anche se disimpegnata e con certe semplificazione, a mio modo di vedere la storia regge e possiede un suo senso, anche se forse non presenta, di fondo, chissà quali novità (c'è il lutto per la persona amata, l'eroe che perde e ritrova se stesso, la crescita personale, il sacrificio salvifico...)
D'altra parte, quando si ha a che fare con un personaggio irriverente e scanzonato come Deadpool è normale ritrovarsi in situazioni rocambolesche e folli, che magari hanno zero senso. Tuttavia, la storia possiede un suo senso e una sua direzione, e offre anche l'occasione per recuperare almeno UN personaggio che nelle altre trasposizioni dedicate al franchise degli X-Men era stato reso in modo ignobile. Sto parlando di Juggernaut, alias Fenomeno, che finalmente viene proposto in modo adeguato, ovvero enorme, devastante e inarrestabile. 

domenica 31 gennaio 2021

La La Land - Baby Driver - Soul

Approfitto di questo post per accorpare alcune brevi recensioni su tre film visti nel mese di gennaio e che mi sento di consigliare. Si tratta di storie e pellicole differenti ma accumunate dall'elemento "musica" in quanto in tutti e tre la colonna sonora e gli elementi musicali danno un forte contributo alla pellicola, amplificando emozioni e situazioni: 

  • La La Land
  • Baby Driver - Il genio della truffa
  • Soul



Titolo:
La La Land
Anno: 2016
Regia: Damien Chazelle
Genere: commedia, musical
Cast: Ryan Gosling, Emma Stone, J.K. Simmons, Finn Wittrock, Sandra Rosko, Sonoya Mizuno, John Legend
La trama in breve: Il film è realizzato come musical contemporaneo, dove Los Angeles, la terra dei sogni, fa da sfondo all'intensa storia d'amore tra un'aspirante attrice e un musicista jazz.
Mia (Emma Stone) è una ragazza determinata a inseguire il proprio sogno di diventare attrice e tra un provino e un altro serve caffè in un bar all'interno degli Hollywood Studios, mentre Sebastian (Ryan Gosling) è un bravo jazzista che, nell'attesa di aprirsi un locale tutto suo, si guadagna da vivere suonando nei piano bar anche se ciò lo rende profondamente insoddisfatto.  (fonte comingsoon)

Il mio commento spiccio: visto in televisione qualche tempo fa sulla Rai, ma con l'aggravante della pubblicità :-( a cui non son più così tanto abituato tra Amazon, Netflix, Disney+... tuttavia mi ha preso e convinto molto più di quel che pensassi. Non ha caso si è aggiudicato anche parecchi premi e riconoscimenti. Davvero nulla da eccepire all'interpretazione dei due protagonisti, in particolare Ryan Gosling a mio avviso si è rivelato molto intenso e nella parte del musicista anche se, in realtà, l'oscar per miglior attrice protagonista l'ha vinto la Stone. Di tutto rispetto la cura per la fotografia, per i costumi, e per la resa di alcune sequenze che ammiccano a film di altri tempi. Tosto e commovente anche il momento nel finale in cui, come in una sorta di flashback, assistiamo a come sarebbe potuta essere la storia di Mia e Sebastian se "qualche scelta" fosse stata differente. Un momento inatteso e per certi versi struggente. Anche se, per certi versi, chi può davvero sapere come poi potrebbe evolvere il loro rapporto dopo quel fortuito incontro e gioco di sguardi vissuto nel finale... 

sabato 23 gennaio 2021

Eurovision Song Contest - La storia dei Fire Saga



Titolo: Eurovision Song Contest - La storia dei Fire Saga
Anno: 2020
Regia: David Dobkin
Genere: commedia, musical
Cast: Will Ferrell, Rachel McAdams, Dan Stevens, Mikael Persbrandt, Pierce Brosnan, Ólafur Darri Ólafsson, Melissanthi Mahut, Johan Johannsson, Demi Lovato, Graham Norton

La trama in breve:
Eurovision Song Contest - La storia dei Fire Saga è un film originale Netflix diretto da David Dobkin che vede protagonista una coppia di cantanti islandesi, Lars (Will Ferrell) e Sigrit (Rachel McAdams), che sognano da tutta la vita di poter partecipare all’Eurovision Song Contest, il più importante Festival musicale europeo. (fonte comingsoon)

Il mio commento:
Ho recentemente visto questo film su Netflix e credo sia più che doveroso lasciare una recensione e invitarvi alla visione di questa ennesima fatica di quel mattacchione di Will Ferrell, attore comico visto in diverse pellicole e capace di confezionare personaggi sui generis. Pensiamo ad esempio al discutibile giornalista Ron Burgundy di Anchorman, allo stilista folle Mugatu in Zoolander, al mentore-playboy dei due protagonisti di 2 Singles a nozze, ma capace anche di ruoli un po' più costruiti e simil-drammatici, come in Vero come la finzione o in Melinda e Melinda di Woody Allen.
Rachel McAdams pure è un'attrice di tutto rispetto e versatile, che un po' mi ha sorpreso ritrovare in questo film e cimentarsi in una produzione che è un mix tra commedia e musical ambientato fuori dal territorio statunitense.
Partiamo già col dire che per un duo musicale islandese chiamarsi "Fire" è un po' un'ossimoro, visto che l'origine del nome Islanda è terra dei ghiaccio, ma al contempo fa già capire che i due "ragazzi" sono un po' fuori posto. Lars e Sigrit abitano a Húsavík, sono cresciuti assieme, ed entrambi sono particolari. Il loro legame è indissolubile, e ambiscono a partecipare e vincere l'Eurovision Song Contest. E questo malgrado quel "bellissimo uomo di suo padre" di Lars, ovvero Pierce Brosnan, disapprovi e continui a mortificare suo figlio, ritenendolo un fallito, mentre Sigrit creda all'esistenza degli elfi. Per di più, nessuno sembra apprezzare la loro musica e richiedono al gruppo musicale di suonare per lo più brani folkloristici o comunque locali (vedasi Jaja ding dong...che a momenti ci scappa la rissa...che poi ho qualche dubbio sul vero significato di quel "ding dong" °_°). 
Però, il destino (diciamo così) farà in modo che nonostante fallimenti e umiliazioni e molti dubbi pure dagli stessi selezionatori islandesi (d'altronde, non è rimasto nessun altro...), siano proprio loro due a divenire i rappresentanti dell'Islanda nell'edizione 2020 dell'Eurovision Song Contest che, per altro, causa covid, non si è tenuta nemmeno nel mondo reale.

mercoledì 20 gennaio 2021

The aeronauts


Titolo:
The aeronauts
Anno: 2019
Regia: Tom Harper
Genere: drammatico, avventura
Cast: Eddie Redmayne, Felicity Jones, Tom Courtenay, Anne Reid, Rebecca Front, Vincent Perez, Himesh Patel, Tim McInnerny, Phoebe Fox, Kamil Lemieszewski

La trama in breve:
The Aeronauts, il film diretto da Tom Harper, è ambientato nell'Inghilterra del diciannovesimo secolo e racconta la vera storia di James Glaisher (Eddie Redmayne) ambizioso scienziato e meteorologo, che insieme alla vedova benestante Amelia Wren (Felicity Jones), intraprende una spedizione a bordo di un pallone aerostatico, per volare più in alto di chiunque altro nella storia e raggiungere così un'altezza record di oltre 10.000 metri. (fonte comingsoon)

Il mio commento:
visto recentemente su Amazon senza sapere bene che tipo di film fosse, si è rivelato per alcuni aspetti una piacevole visione e, per altri, un fonte di perplessità.
Dal punto di vista di effetti speciali e narrazione, nulla da eccepire, si nota che è stato profuso un discreto impegno, i due attori protagonisti se la cavano e la storia presenta un buon equilibrio tra dialoghi, azione, flashback che danno profondità ai personaggi. Non è nemmeno particolarmente lungo per cui non annoia per di più le varie sequenze che si sviluppano "sul vuoto", col concreto rischio di cadere giù e lasciarci le penne fanno palpitare. Diciamo che, anche per come mostrano nel corso della storia, probabilmente non erano né così preparati né così prudenti, visto che, per motivi "commerciali", nonostante preoccupanti nuvoloni temporaleschi in avvicinamento, decidono ugualmente di partire per la gioia della massa pagante occorsa ad assistere al decollo. 
E ovviamente questo sarà solo l'inizio di una serie di problemi, tra meteo avverse, impreparazione e carenza di mezzi, non da ultima qualche minuto di demenza che colpisce lo scienziato che, dei due, pareva quello più razionale e posato. 
Al di là di questo, mi è piaciuto sia per la fotografia e la possibilità di rivedere il mondo dall'alto dei cieli, come fino a qualche tempo fa capitava a chiunque viaggiasse in aereo, anche se tale panorama era totalmente nuovo al momento in cui si svolse questa impresa; ma anche il fatto di omaggiare la spedizione compiuta da Glaisher, che ha dato impulsi alla meteorologia oltre che contributi in altri ambiti della scienza e della tecnologia.




sabato 16 gennaio 2021

The mandalorian - Seconda stagione



Titolo: The Mandalorian - Seconda stagione
Episodi: 8
Anno: 2020
Genere: sci-fi, western


La trama in breve:
Le vicende riprendono esattamente da dove si erano concluse nella prima stagione. Din Djarin è alla ricerca di altri mandaloriani che possano aiutarlo nel proprio compito, ovvero ritornare il bambino ("baby yoda") dai suoi simili. Per questo ritorna su Tatooine dove sembra sia stato avvistato un mandaloriano...


Il mio commento:
Come per la passata stagione, rinnovo il mio gradimento per questa serie tv amabilmente vista su Disney+. Dovrebbero fare un monumento a Jon Favreau, davvero, per avere dato nuova speranza e dignità a una saga come quella di Star Wars che con le ultime pellicole targate J. J. Abrams era andata un po' allo sbando. #THANKYOUJON, se già non lo è stato, dovrebbe diventare trend topic
Anche in questa stagione assistiamo quindi al peregrinare del nostro protagonista corazzato che, spostandosi di pianeta in pianeta, ci consente da un lato di recuperare ambientazioni e personaggi della prima stagione oppure direttamente dal mondo di Guerre Stellari e, dall'altro, di poter gustare storie realizzate da chi ama il cinema e ci tiene a intrattenere lo spettatore ma con onestà e passione. Come per la precedente stagione, gli effetti speciali, il trucco, i costumi, ma in generale l'estetica e la cura per le ambientazioni è parecchio di buon livello e contribuisce al successo della serie. 
Le vicende narrate nei singoli episodi non sono magari complicatissime o profondissime, siamo comunque nel contesto di Star Wars, per cui semplicistico, però sono ben confezionate, con tanta azione, inseguimenti, combattimenti, dialoghi essenziali, buone caratterizzazioni dei personaggi, qualche colpo di scena e numerosi omaggi alla saga originale o ad altri film (ad esempio difficile non pensare ad Alien durante il secondo episodio)
Assistiamo di fatto alla ricomparsa di alcuni personaggi, come Boba Fett, teoricamente morto ne Il Ritorno dello Jedi, oppure si rende giustizia alla figura di Luke Skywalker che, da solo, nell'ultimo episodio, sgomina un plotone di cavalieri oscuri, droidi da combattimento stile IronMan che si rifanno ai videogame ispirati alla saga di Star Wars. Quanto al giovane Luke, ok, ok, salta fuori un po' dal nulla ma è anche vero che un intervento esterno era necessario per salvare la pellaccia dei nostri e che qualche puntata precedente era Grogu, questo il vero nome di "baby yoda" si era unito alla Forza allo scopo di farsi individuare da altri jedi. Il lavoro in computer grafica credo sia anche ben realizzato, proponendo il Luke "giovane", e non quello con cui Mark Hamill ha militato negli episodi dell'ultima trilogia. 
Apprezzato anche il personaggio di Ashoka Tano, impersonata dalla sempre gradita Rosario Dawson: la padawan di Anakin Skywalker è una dei grande assenti degli ultimi episodi di Star Wars distribuiti al cinema. Qui invece viene recuperata presentandola adulta, abile nella Forza, completamente addestrata ma indipendente e non più affiliata ai jedi: le due spade laser dalla lama incolore-bianco, testimoniano proprio questo fatto. Chissà se mai la rivedremo, in questa serie o in una a lei dedicata...tuttavia è anche grazie al suo intervento che il nostro mandaloriano trova un modo per sbrogliare la situazione con il bambino, visto che di grandi indizi sul suo conto effettivamente non ne aveva poi molti. Nemmeno il suo nome sapeva.

mercoledì 13 gennaio 2021

Allegra!

Titolo:
Allegra!
Autore: Emanuele Martinelli  
Editore: Lettere Animate Editore
Genere: distopico
Pagine: 472


La trama in breve:
È l’anno 2173. In un mondo dove le persone hanno perso l’usanza di uscire di casa e vivono esclusivamente in gigantesche metropoli, il giovane protagonista Brian viene contattato un giorno dalla misteriosa figura di Peider. Le conversazioni tra i due prendono tinte sempre più critiche ed irriverenti rispetto alle abitudini intorno a loro, finché decidono di scappare. Il suo istinto lo porta a Bormio, un piccolo paese nel cuore delle Alpi, abbandonato da circa un secolo. Lì potrà mettere in pratica tutto ciò che ha imparato: davvero la vita non poteva riservargli nulla di più? Una ricerca tra metropoli e montagne, Facebook e Filosofia. (fonte Amazon)

Il mio commento:
Ho acquistato questo ebook dopo averlo visto esposto all'interno de Il Cantuccio, bar bistrot di Bormio in cui abbiamo cenato quest'estate, nel corso dei giorni di ferie trascorsi lì. Tra la cordialità dell'oste che ci ha tenuto compagnia parlandoci dei piatti e del territorio e il fatto che l'avesse scritto suo figlio, ho provato a dargli fiducia e, a distanza di qualche tempo, come promesso, eccomi qui per lasciare un commento.
Partirei con il dire che si tratta di un libro impegnativo, non banale, non tanto per la lunghezza ma per i contenuti e le numerose dissertazioni che vengono proposte in merito ad argomenti quali filosofia, politica, identità di popolo, storia, rapporto con i media. Il contesto in cui si svolgono le vicende ricorda il nostro presente, ancor di più considerando l'annata trascorsa in lock-down, in cui i contatti umani sono inesistenti e ognuno è chiuso in una stanza, da solo, con solamente il web per interagire con gli altri.
Analogamente a come avviene in Matrix, anche qui c'è una sorta di Morpheus, Peider nel nostro caso, che riesce ad affrancarsi dal sistema e ad innescare il risveglio degli individui, dando via a una rivoluzione. Le vicende coinvolge in prima battuta un ragazzo di nome Brian, di cui seguiamo le vicende e i dialoghi con una narrazione in prima persona, proprio per accentuare il fatto che questo "risveglio" non è affare solo di un personaggio di un libro ma si tratta di qualcosa che dovrebbe riguardare ciascuno di noi. Di contro, però, le lunghe dissertazioni che si scambiano Peider e Brian non sono sempre così facili da leggere, anzi, diventano occasione per piccoli saggi sugli argomenti di volta in volta affrontati, appesantendo la lettura e, potenzialmente, scoraggiando il lettore.
Ad un certo punto però le dinamiche cambiano e, con la fuga di Brian dalla città verso le montagne, per insediarsi poi presso i resti della città di Bormio, il ritmo cambia e la lettura si fa più fruibile anche se non mancano lunghi dialoghi e occasioni di riscoperta di storia e identità popolare. Già perché la resistenza accoglierà persone appartenenti a diverse zone unite dal comune intento di dare nuova luce alle singole "identità" legate ai territori, quei territori che nei secoli son poi stati in qualche modo unificati e amalgamati finendo con perdere sia il legame col territorio che con le proprie radici. E' un tema che l'autore sente molto forte e su cui insiste, richiamando anche episodi della storia di Bormio oltre a riflettere e argomentare sulle conseguenze dell'Unità d'Italia e di aggregazioni similari. Che, nel contesto del libro, sono il punto di partenza per la costituzione della società distopica in cui è ambientato, dove ogni autenticità e differenziazione culturale è venuta meno e c'è praticamente un unico popolo a livello mondiale e un'unica lingua, l'americano. Ora come ora non saprei dire se, nel riscrivere questo libro tra qualche anno, verrebbe ancora scelto l'americano o il cinese, visto il potenziale sorpasso economico da parte della Cina nei prossimi anni...
In merito alla lingua usata, l'autore ha indubbiamente svolto un grosso lavoro nell'inserire sia dialoghi in inglese ma, progressivamente, anche numerosi scambi nei dialetti e nelle lingue parlate localmente nelle singole zone, per cui romancio (1), siculo, veneziano...uno sforzo encomiabile che impreziosisce il testo ma che rende più ostica la lettura nel dover scorrere alla ricerca delle traduzioni poste alla fine del libro. Avendolo letto in formato ebook, sinceramente l'azione si è rivelata semplice, ovvero sfruttando la navigazione permessa dai link ipertestuali, non so bene come sarebbe stata l'esperienza con un libro cartaceo.

sabato 9 gennaio 2021

Maze Runner - La Fuga e Maze Runner - La rivelazione

Titolo:
Maze Runner - La fuga
Titolo originale: Maze Runner: The Scorch Trials
Anno: 2015
Regia: Wes Ball
Genere: distopico, fantascienza, azione
Cast: Dylan O'Brien, Kaya Scodelario, Thomas Brodie-Sangster, Nathalie Emmanuel, Aidan Gillen, Giancarlo Esposito, Ki Hong Lee, Patricia Clarkson, Barry Pepper, Lili Taylor, Katherine McNamara, Rosa Salazar, Jacob Lofland


Titolo: Maze Runner - La rivelazione
Titolo originale: Maze Runner: The Death Cure
Anno: 2018
Regia: Wes Ball
Genere: distopico, fantascienza, azione
Cast: Dylan O'Brien, Kaya Scodelario, Thomas Brodie-Sangster, Nathalie Emmanuel, Giancarlo Esposito, Aidan Gillen, Walton Goggins, Barry Pepper, Will Poulter, Patricia Clarkson, Dexter Darden, Jacob Lofland, Katherine McNamara, Rosa Salazar, Lili Taylor, Ki Hong Lee


Le trame in breve:

Maze Runner - La Fuga: Dopo essere riuscito ad allontanarsi dal Labirinto insieme ai suoi compagni, Thomas (Dylan O’Brien) ha dei terribili flashback che portano a galla la verità sul rapimento da parte del W.C.K.D. Il ragazzo e i suoi amici sono accolti dal signor Janson (Aiden Gillen) in una struttura sicura, dove possono finalmente ricevere l’assistenza necessaria. Sebbene l’atmosfera del rifugio sia positiva e distesa, Thomas non riesce a rilassarsi e decide di indagare con il nuovo amico Aris (Jacob Lofland). I due scoprono che Janson e la perfida Ava Paige (Patricia Clarkson) sono in combutta e che la struttura non è altro che un enorme laboratorio, nel quale i ragazzi sopravvissuti vengono sottoposti ad atroci esperimenti. A seguito della sconcertante scoperta, Thomas e i suoi amici decidono di fuggire nuovamente... (fonte comingsoon)


Maze Runner - La Rivelazione: Scoperto il tradimento di Teresa (Kaya Scodelario), Thomas (Dylan O'Brien) guida i suoi compagni verso 'L'Ultima Città', avamposto della WCKD dove i ragazzi credo che la crudele Ava Paige (Patricia Clarkson) abbia imprigionato Minho (Ki Hong Lee). Prima di giungere alle porte della città, i ragazzi si scontrano con un'orda di Spaccati ma vengono salvati da Brenda (Rosa Salazar) e Jorge (Giancarlo Esposito). Mentre Teresa ha un crisi interiore, scaturita dal fatto di aver tradito i suoi amici, il sangue di Minho non riesce a fornire alla Paige una cura... (fonte comingsoon)


Il mio commento:
Avendo di recente parlato di Maze Runner - Il labirinto, complice la visione su Rai 4 dei successivi capitoli della saga, ho pensato di spendere qualche parola anche su questi due film, accorpando il commento in un unico post. Non è che abbia poi molto da dire, in realtà.
Già la differenza tra titolo originale e titolo italiano faceva sospettare che qualcosa di strano ci fosse, e da quel che ho letto (vedasi link a fine post) le differenze rispetto ai libri sono sostanziali, praticamente tutta un'altra storia. 
Molto probabilmente quindi la volontà di speculare e di puntare alla capitalizzazione degli incassi hanno preso il sopravvento, confezionando due film piuttosto movimentati, ricchi di inseguimenti e azione ma che, in merito alla trama, prestano il fianco a numerose, come dire, defaillance. Probabilmente va bene così, e io sono semplicemente fuori target rispetto al pubblico di riferimento, però penso che realizzare film maggiormente fedeli ai libri da cui dicono di esser tratti non sia un peccato capitale, anzi.
Però, considerando che l'autore dei libri parrebbe aver partecipato alla realizzazione dei film, forse qualcosa mi sfugge...o forse all'autore servivano soldi, tanti soldi, per poter trascorrere spensieratamente gli anni a venire.
Tornando ai film, sostanzialmente, si rivelano piuttosto insensati, con dinamiche non sempre comprensibili o logiche. Tutto sommato, il mondo di fuori, quello degli infetti, non è preso poi così male visto che pullulano comunità di ribelli (e nessuno di loro presenta segni di denutrizione o problemi di igiene o di vestiario o di approvvigionamento...) mentre nella presunta "Ultima città" le cose vanno ancora meglio, con una società evoluta e avanzata, tirata a lustro e pure tecnologica. Di contro, la ricerca della presunta cura pare allo sbando totale, anzi, non si capisce nemmeno se effettivamente i ragazzi del labirinto fossero "immuni" o meno, visto che almeno due poi si infettano tramutandosi in zombies rabbiosi. Che poi, caspita, perché ogni epidemia trasforma la gente in zombies? Perchè la gente non finisce in terapia intensiva o indebolita in quarantena come col covid? Mah...

giovedì 31 dicembre 2020

Buona fine 2020 e buon inizio 2021

Ormai siamo agli sgoccioli di un anno, il 2020, che di certo resterà vivido nelle nostre memorie. 
Un anno particolare, funesto per molti aspetti, che ci ha molto condizionati toccandoci nel quotidiano, nelle nostre sicurezze e abitudini. Un anno difficile, doloroso anche, che si appresta a terminare lasciando spazio a un 2021 sul quale già riversiamo numerose aspettative.
Ognuno può pensarla come vuole sulle scelte intraprese dal governo oppure avere la propria opinione sull'origine del virus o sulla sua effettiva pericolosità.
Io stesso non nascondo di nutrire certe perplessità su quanto vissuto e stiamo attualmente vivendo e, in tal senso, volevo condividere una piccola riflessione su questo particolare momento.
Quello che temo infatti è uno scenario che si può riassumere con una delle varie immagini che in questo periodo stanno imperversando sui social:


Ovvero, dubito che alle 23.59.59 del 31/12/2020 possiamo considerare chiusa la faccenda e salutare definitivamente il 2020. 
In un certo senso esso continuerà: la crisi che stiamo vivendo, le implicazioni sociali, le conseguenze dell'annata trascorsa ci condizioneranno ancora un bel po'. Per certi versi diventerà una sorta di spartiacque sotto vari punti di vista, un po' come lo è stato l'11 settembre 2001.
Tuttavia, nonostante ansie e preoccupazioni che credo sia naturale sperimentare, la mia speranza è che questa lunghissima situazione che abbiamo vissuta diventi un'occasione, un'opportunità per noi come persone, come popolo e come umanità. 
Anche perchè si è trattata di una crisi che, probabilmente per la prima volta, ha interessato il Primo mondo e non solamente i popoli del Terzo mondo. Voglio dire, ogni anno muoiono milioni di persone per malattie di tutti i tipi o per fame o per guerre, ma finchè sono distanti ce ne si preoccupa fin là. E forse...
Nel 2020, con il coronavirus, invece abbiamo cambiato un po' la nostra percezione, in quanto eravamo/siamo noi i potenziali bersagli. Ci siamo sentiti vulnerabili e indifesi.
Al contempo, complici i vari lock-down e limitazioni subite, abbiamo rimodulato certe nostre abitudini e, grazie a questo, avuto l'opportunità di riscoprirci. Abbiamo infatti (ri)scoperto che i ritmi di vita possono essere più lenti di quelli frenetici cui avevamo fatto l'abitudine, abbiamo (ri)scoperto l'importanza dei legami affettivi e sociali e degli spazi abitativi. Ma abbiamo anche toccato con mano limiti e aspetti critici cui, più di tanto, prima, non davamo troppo peso. Perché se è vero che c'è crisi economica, c'è anche da considerare che questa è inevitabilmente collegata a modelli economici non del tutto sostenibili in quanto basati su sprechi e su consumi esasperati, molte volte alimentati da pubblicità e media. Forse c'è bisogno di ripensare ai nostri modelli economici, in modo che si possa lavorare tutti ma meno. Oppure ripensare le politiche di sostegno alle famiglie e alle persone più in difficoltà.
Oppure pensiamo al settore sanitario e ospedaliero, praticamente al limite (se non oltre): non credo proprio sia una situazione di "adesso", bensì conseguenza di politiche poco attente, di sprechi, carenze e inefficienze che gli stessi politici - che oggi cercano di farsi belli palesando stoicità oppure brindando al raggiungimento dell'agognato traguardo del vaccino - hanno avvallato o magari voluto.
O ancora ci sarebbe da riflettere sul mondo della scuola, che quest'anno ha avuto uno scossone per via della didattica a distanza lasciando al contempo emergere già noti limiti, ad esempio in merito agli spazi disponibili o alla metodologia di insegnamento.
Probabilmente questi sono solamente tre degli enne-mila spunti che potremmo prendere e su cui riflettere e crescere come persone, popolo e mondo. Questa crisi dettata dalla pandemia può, a mio avviso, rappresentare un'ottimo spunto di ripartenza e miglioramento, anche sotto il profilo del mondo dei lavori, dei trasporti, della tutela del patrimonio naturale, dell'adozione di politiche green oppure in termini di educazione alimentare.
Ma temo di essere un ingenuo sognatore ...
Vedremo quindi cos'avrà in serbo il nuovo anno e con quali conseguenze, a breve e lungo termine, dovremo convivere dopo la conclusione di questo infausto 2020. Anche perché, banalmente, in futuro, basterà lo spauracchio di una potenziale nuova malattia per condizionare nuovamente le nostre abitudini, libertà e modi di vivere.
Vedremo, quindi.
Anche se, ovviamente, la speranza e l'augurio che faccio a tutti noi è "ad meliora semper", ovvero auguro al mondo e a tutti noi di andare in meglio: buon 2021 ^__^



Dio esiste e vive a Bruxelles


Titolo: Dio esiste e vive a Bruxelles
Titolo originale: Le Tout Nouveau Testament
Anno: 2015
Regia: Jaco Van Dormael
Genere: commedia, fantasy
Cast: Pili Groyne, Benoît Poelvoorde, Catherine Deneuve, François Damiens, Yolande Moreau, Laura Verlinden, Serge Larivière.

La trama in breve:
Dio non è morto, come diceva Nietzsche, ma è vivo, vegeto e risiede a Bruxelles. Il Padre eterno sta tutto il giorno davanti al computer cercando di rovinare il più possibile la vita agli uomini. Una moglie che non ama e che a sua volta ubbidisce senza battere ciglio, un figlio scappato di casa per fondare religioni (rinominato con l’acronimo J.C.) e una bambina avventurosa, compongono la Sua famiglia. (fonte cinemaniaci)

Il mio commento:
Ne approfitto per spendere qualche parola su questo piccolo capolavoro, visto qualche settimana fa su consiglio di un collega appassionato di cinema. 
Un film che già dalla trama fa capire di essere fuori dagli schemi, provocatorio e interessante. Certamente non adatto a persone molto religiose, che credo potrebbero ritenersi offese, ma che possiede una certa vena artistica. Non a caso ha ottenuto vari riconoscimenti ed è stato candidato agli Oscar per la categoria miglior film straniero.
Dio esiste e vive a Bruxelles è infatti un film suggestivo e poetico, molto intrigante e anche comico, per certi versi.
Il pretesto narrativo è dato da Ea, figlia di Dio, che, scoperto che il padre non è amorevole e premuroso verso gli uomini, bensì meschino e crudele, si ribella a lui, scappando di casa per recarsi sulla Terra. Ma non prima di aver inviato a tutti un SMS con indicata la data della propria morte. C'è quindi chi scopre di avere pochi minuti chi molti anni a venire, con inevitabili ripercussioni personali e sociali. 
Ea si mette inoltre alla ricerca di "suoi apostoli", seguendo l'esempio di suo fratello J. C., e attorno ad essi si innesta la narrazione del film, portando in scena persone più o meno comuni, non certamente "campioni" di virtù. 
Sulle sue traccia si mette ovviamente Dio, per cercare di rimettere le cose in ordine, rivelandosi non solo un incapace ma finendo pure vittima delle crudeltà e delle sfighe che ha permesso o "voluto" su questa Terra.

mercoledì 30 dicembre 2020

Maze Runner - Il labirinto


Titolo:
Maze Runner - Il labirinto
Anno: 2014
Regia: Wes Ball
Genere: distopico, fantascienza, azione
Cast: Dylan O'Brien, Kaya Scodelario, Thomas Brodie-Sangster, Will Poulter, Patricia Clarkson

La trama in breve: 
Thomas si risveglia in un ascensore che sta salendo lentamente. Non appena la cabina si ferma e le porte si aprono, si ritrova tra un gruppo di ragazzi che lo accolgono nella Radura, un grande spazio aperto circondato da enormi mura di cemento. Thomas non ricorda nulla e non è assolutamente consapevole di dove possa trovarsi. Thomas e i suoi compagni "Radurai" non sanno come e perché siano arrivati nella Radura, sanno soltanto che ogni mattina le gigantesche porte in cemento delle mura della Radura si aprono e che ogni sera al tramonto si richiudono; sanno anche che ogni trenta giorni arriva un nuovo ragazzo dall'ascensore. Nonostante sia un nuovo arrivato, una "spina", percepisce una strana familiarità per la Radura e il Labirinto. C'è qualcosa sepolto fra i suoi ricordi che potrebbe essere la soluzione ai misteri del Labirinto e al mondo che nasconde. (fonte ibs)

Il mio commento: 
ho visto questo film un po' su Rai4 e un po' su Amazon prime, per certi aspetti mi ha incuriosito e coinvolto, per altri mi ha lasciato perplesso e confuso ma, essendo una trilogia ispirata a romanzi, ci può stare che non tutte le risposte siano state fornite da subito. 
Al contempo, come mi è sembrato di capire, anche in questo caso la trasposizione da romanzo a film è avvenuta in modo discutibile, con semplificazioni e modifiche più o meno sensate. Pur con l'autore dei libri a partecipare al progetto.
Tra gli aspetti più curiosi c'è senza dubbio la spropositata energia e l'ingente investimento effettuati per creare quel grandissimo labirinto mobile, con tanto di mostri che sembrano usciti da qualche videogame stile Quake o Doom, per ... una sorta di esperimento finalizzato alla ricerca di una cura o qualcosa di simile per contrastare una catastrofica pandemia che ha sconvolto il mondo. E, visti i tempi, vien quasi da sorridere a tale pensiero, non della pandemia, ma della colossale impalcatura allestita nel film. 
Il ritmo di questo Maze Runner comunque è incalzante e, complice la confusione e lo spaesamento provato dagli stessi protagonisti, la narrazione riesce a condurre lo spettatore nello sviluppo della storia prendendo tempo sui vari quesiti che magari ha in mente. 
Vero è che ci sono anche molti aspetti su cui si sorvola o che vengono gestiti sbrigativamente, ad esempio in merito al modo in cui i ragazzi riescono a provvedere a sé, considerando che non credo siano tutti abilissimi di botanica, medicina, carpenteria, moda: ma immagino che derivi tutto da anni di tentativi e/o ricordi pregressi.