giovedì 24 giugno 2010

..:: Ciao ciao computer ::..

Che rabbia... le ho provate tutte ma il mio pc, ormai, sembra avere tirato le cuoia.
Definitivamente.
Anni e anni di rimaneggiamenti, di disinfestazioni, di formattazioni, di aggiornamenti hardware e software e poi...il nulla.
Che rabbia, che delusione... e pensare che spesso (pure martedì scorso) vado ad aiutare amici e conoscenti nel sistemare i loro guai al pc e invece nei confronti del mio.
Mah, si sarà sentito trascurato.
Spero almeno di recuperare alcuni dei dati che avevo all'interno e che sfortunatamente non sono riuscito a mettere in salvo (tutte le foto delle ferie!!! AAAArgh!! ).
Magari sono beatamente salvi, magari no...fossi riuscito a far risorgere il mio amato-odiato pc lo saprei. Invece rimarrò nel dubbio della mia ignoranza.
A questo punto mi arrendo e vedo di ricorrere al piano b, ovvero metter mano al portafoglio visto che di soldi ne ho sempre troppi da spendere :-(((
Speravo io che fosse tutta colpa dell'hard disk primario - uno "stoico" Maxtor con almeno 6 anni di servizio -e che la sua sostituzione con un più recente Western Digital Black Caviar bastasse a far tornare operativo il pc. Con un investimento minimo. E invece...
Chissà potrebbe essere la Ram, potrebbe essere la scheda madre (come accadde quella volta a 3 settimane dalla consegna della tesi), potrebbe essere una maledizione voodoo, un segno del volere divino che cerca di frapporre maggior distanza tra me e i computer nel mio tempo libero (e alllora quando scrivo :-( ).
Oppure per portarmi allo sperpero di finanze per aiutare il nostro grande Paese che adesso, strano a dirsi, sembrerebbe in crisi. Pure Tremonti stamattina diceva che la manovra è necessaria per evitare la bancarotta °__° (preciso che sono falsamente stupito, ovviamente).
Quello che è certo è che in questi giorni ho incrementato notevolmente le mie possibilità di finire all'inferno, nominando ripetuitamente il nome di Dio invano. D'altronde, veneto sono.
E sì che basterebbe un indizio da parte di quella dannata macchina per capire cosa non va, un tool di diagnostica che segnali guasti e/o problematiche hardware.
Sia mai che Windows abbia qualche strumento utile in tal senso, tra l'altro Al più, il caro buon Xp permetteva il ripristino di sistema, inserendo il floppy disk...peccato che il lettore floppy manco ce l'ho!!!
Amen, per un po' quindi mi barcamenerò con quest'altro pc di scorta (non mio) in attesa di tornare operativo.
Fino ad allora, se vi va, passate lo stesso su questo blog: potreste ugualmente rileggervi qualche post vecchio, lasciare un commento, far finta di trovarlo interessante nonostante la mancanza di aggiornamenti...
Vi lascio infine in compagnia di un video dei Teatro degli Orrori che, se tutto va bene, dovrei riuscire ad andare a vedere mercoledì 3o giugno in quel di Padova.





mercoledì 16 giugno 2010

..:: Festa dello Sport Camposampiero ::..

Nelle giornate del 19 e 20 giugno 2010 a Camposampiero (PD) si terrà la festa dello sport. All'iniziativa prenderanno parte le numerose associazioni sportive del comune tra cui anche l'A.S.D. Kyushinryu di cui faccio parte!

Nella serata del 19 giugno, a partire dalle ore 20.00, è prevista la sfilata delle associazioni sportive a partire da piazza Castello. A seguire si terrà un incontro dal titolo "Non di solo calcio vive l'uomo...", ovvero un convegno a cui parteciperanno atleti e campioni del territorio.

Nel corso della giornata di domenica 20 giugno invece le associazioni sportive saranno presenti con stand e banchetti presso la piazza del centro di Camposampiero e, a partire dalle ore 17.00, verranno organizzate e proposte esibizioni e dimostrazioni (alle quali sono tutti calorosamente invitati). A conclusione della festa, a partire dalle ore 20.00, sulla torre del municipio e sulla facciata di Palazzo Tiso verrà inscenato Exuvia, lo spettacolo di danza verticale e video.

Mi raccomando: partecipate numerosi ^_^

venerdì 11 giugno 2010

..:: La tomba dei mutilati ::..

Titolo: La tomba dei mutilati
Autore: Riccardo Bianco
Editore: Runde Taarn edizioni
Genere: Fantasy
Pagine: 52

La trama in breve:
In un mondo che pare ormai destinato ad un nefasto futuro, un luogo che era fonte di vita e di salute diviene cagione di male e sofferenze atroci. Un strana compagnia, formata da un chierico, un mezz'orco e un cavaliere affronterà l'ignoto che sconvolge il piccolo borgo nel quale hanno trovato dimora. Abituati ad affrontare ogni sorta di pericolo non indietreggeranno nemmeno di fronte alla scoperta più incredibile. La fontana che aveva dato lustro alla località nei tempi passati è in realtà una porta verso il mondo degli inferi, transito prediletto per demoniache creature che razziano il villaggio rapendo anime innocenti da destinare ad orrendi sacrifici a beneficio di immondi esseri che palpitano nelle viscere di un infernale mondo dei morti, Dagobar, Assam e Krando affronteranno ciò che nessuno, né uomo, né orco, vorrebbe mai dover affrontare. Leggendo "la tomba dei mulitati" ci troveremo coinvolti nelle loro avventure, fra duelli con esseri sovrannaturali, prove di coraggio e lealtà e scoperte sensazionali, con un finale tutto da scoprire, per nulla scontato.


Il mio commento:
Ho letto questo libro nell'ambito di una catena di lettura promossa sul forum Mondo Parallelo, affiliato alla Lega dei Nuovi Autori. Non conosco l'autore del testo ma l'editore sì e, per certi versi, pure il disegnatore che ha realizzato la copertina. Ma andiamo con ordine.
Il titolo scelto per l'opera è senza dubbio particolare e suggerisce l'idea di una storia con un'ambientazione vagamente macabra e orrorifica. Come conferma poi la lettura del testo. L'immagine di copertina invece, a mio avviso, nulla c'azzecca con tutto questo: non c'è nulla che faccia pensare ad un dungeon, ad un mondo infernale, ad una fontana contaminata, ad un portale per un altro mondo, ad una città in cui avvengono misteriose sparizioni, ad un terzetto di "eroi" armati fino ai denti pronti a sfidare il sovrannaturale... niente. Ci sono invece una colonna, un guerriero cne un altro uomo entrambi in ambiti vagamente classicheggianti. Mah...
Procedendo, la rilegatura del testo è piuttosto spartana e manifesta già segni di cedimento: ok, il testo sta viaggiando in lungo e in largo per l'Italia ma, credo, si poteva far di meglio. L'impaginazione e la scelta del font mi paiono adeguati, un po' meno l'editing che più di una volta fa percepire la propria assenza e rimpiangere l'eventuale spesa fatta: 10 euro, per un testo così breve, non sono certo pochi.
Il racconto in sè, invece, credo sia più che discreto, forse più adatto ad un pubblico di appassionati di giochi di ruolo e videogames: l'impressione avuta è stata infatti quella di un viaggio analogo a quelli vissuti in una campagna di Ad&D mentre il mondo infernale, per certi versi, mi richiamava alla memoria scenari alla Doom 3 e Silent Hill.
In questo senso, credo, il testo può non piacere a tutti. L'atmosfera vagamente horror e la predilezione per scene d'azione, con tanto di tesori conquistati al termine della missione, potrebbero far scemare il fascino della lettura a chi si aspetta di più in termini di pathos, caratterizzazioni e approfondimenti di dinamiche e ambientazione. Senza contare che, comunque, anche considerando le ridotte dimensioni del testo, attendersi "qualcos'altro" è più che lecito: i personaggi, infatti, sembrano non avere un vero e proprio background così come l'autore non si dilunga troppo nel descrivere cosa sia accaduto al Paese delle Acque Nere o come fosse in precedenza. Anche le battaglie e il finale tendono a scorrere via molto rapidamente e, purtroppo, senza risultare del tutto chiare. O, per lo meno, a me non convince molto nè la presenza degli elfi nè l'essere con la maschera bianca nè il dialogo che conclude la lettura. Così come mi sarebbe piaciuto aver letto qualcosina di più sulla contaminazione di un luogo che, un tempo, era meta di pellegrinaggio e che, ora, è divenuto un portale per il male.
In conclusione, un testo a cui attribuisco la sufficienza ma che, personalmente, credo possa e debba essere ampliato e rivisto, per farlo crescere e soprattutto per sviluppare tutti quegli aspetti che risultano solo introdotti e poco approfonditi.


mercoledì 9 giugno 2010

Nel mulino che vorrei ...

Nel mulino che vorrei... nessuno salta mai la colazione. Non solo i ragazzi ariani, o le pupe delle trasmissioni intelligenti. Nemmeno quei bimbi di Negrolandia che magari muoiono di fame e che lo stesso cadranno nonostante, laggiù, si rechino a giocare gli semidei del calcio.
Nel mulino che vorrei... nessuno ha bisogno di carità altrui: ognuno ha la possibilità di vivere del lavoro delle proprie mani, costruendo, allevando, coltivando, realizzando.

Nel mulino che vorrei... acqua cielo e terra sono risorse d'inestimabile valor
e, senza calcoli di fredde logiche commerciali a determinare il prezzo del futuro del nostro pianeta.

Nel mulino che vorrei... la scuola e l'istruzione sono aspetti importanti, non entità aziendali da depauperare e depredare, smantellando coscienze e formazioni, disincentivando la crescita della nazione. Anzi, nel mulino che vorrei, la scuola continua perennemente, anche per chi lavora già, anche per quegli anziani che in pensione non sanno che cosa fare. Insegnamento e formazione, per primeggiare in ogni campo, per crescere ed esplorare, per non lasciare indietro nessuno di quei cittadini che compongono la nazione.
Nel mulino che vorrei... la giustizia ha voce forte e l'ipocrisia si scioglie al sole. Non durano tanto a lungo le notizie irrazionali o quelle che diffondono menzogna e falsità.
Nel mulino che vorrei... le chiese di tutto il mondo hanno unito i propri sforzi ed acquistato con le loro ingenti (austere) ricchezze le azioni di tutte quelle aziende che vendono armi e distruzione. Si creerebbe allora uno stallo e, forse, la pace mondiale diverrebbe qualcosa di tangibile, esistente oltre alle belle parole, una possibile folle certezza in cui sperare.

Nel mulino che vorrei... si lavora per vivere solamente per non più di metà settimana. Nei giorni restanti, ci si dedica a se stessi, alle proprie passioni e occupazioni domestiche o familiari. Si riscopre il tempo di quella vita per la quale ci affanniamo. Si imparano a mettere a frutto gli insegnamenti che ci fanno progredire, nella mente e nel corpo, verso la strada della perfezione.

Nel mulino che vorrei... c'è sempre tempo da dedicare a quelle attività che più ci rendono felici, quelle che aiutano a capire chi siamo, verità così ovvia e banale alla quale impieghiamo anni solo per approdare.
Ma soprattutto, nel mulino che vorrei... c'è sempre tempo ed energia per trascrivere e salvaguardare quelle idee stupide e così geniali fatte di storie e personaggi e che mi nascono in mente sempre e solo quando non le posso salvare su carta o cellulare :-(

domenica 6 giugno 2010

..:: Custodi della Luce ::..

Titolo: Custodi della Luce
Autore: Tanja Sartori
Editore: 0111 Edizioni
Genere: Fantasy
Pagine: 285

La trama in breve:
“Guardati dall’ultima luna d’inverno…”
Ormai il tempo è giunto, la profezia rivelata.
L’Impero vacilla.
Il Fiore di Luce è la preda più ambita, ma anche la sola salvezza.
Il viaggio ha inizio.
Non si sapeva chi fossero finché il destino non li scelse.
Nessuno di loro conosceva la verità, nessuno di loro conosceva il vero potere.
Nessuno si aspettava che i Custodi della Luce sarebbero ritornati.




Il mio commento:
Continua la mia lettura di testi scritti da autori poco conosciuti e per case editrici minori. Questa volta tocca al primo volume della saga del Fiore Eterno, ovvero Custodi della Luce di Tanja Sartori, edito da 0111 Edizioni.
Si tratta di un romanzo di genere fantasy che definirei di stampo piuttosto classico. Ambientato nel Mondo di Luce, la storia narra delle vicende di un gruppo di giovani alla ricerca delle pietre magiche che permettono l'accesso ai poteri del Fiore di Luce, misterioso "artefatto magico" che contribuisce all'equilibrio della dimensione terrena in cui vivono gli umani. Sullo sfondo di ciò vi sono intrighi presso la corte imperiale, un non ben definito esercito del Giglio che semina distruzione e angherie in gran parte dei territori del regno e una serie di incontri / scontri che permettono di introdurre situazioni, personaggi e antagonisti. Alcuni rimarranno volutamente poco delineati, in vista del seguito del libro.
In particolar modo, anche grazie ad un ampio flash-back, vengono presentati al lettore anche i precedenti custodi delle pietre magiche, coloro che nel passato sono stati testimoni e corresponsabili della rottura del fiore di Luce, proprio in occasione dell'uccisione dell'imperatore e dell'imperatrice del regno.
A parte questa parentesi, che viene aperta circa a metà del libro, la narrazione permette al lettore di seguire la ricerca delle pietre magiche e di far la conoscenza con i vari personaggi, sia gli attuali custodi della Luce, sia i precedenti, sia altri personaggi che contribuiscono ad impreziosire la trama. Se da un lato il tempo dedicato a ciascuno di questi è discretamente dosato, trovo che la storia scivoli via in modo un po' troppo semplicistico e con motivazioni che muovono le azioni di eroi e antagonisti poco forti. Tradimenti, amicizie, sacrifici e atti di fiducia avvengono molto rapidamente, a volte in modo poco credibile, così come il lungo viaggio di ricerca si conclude molto un po' troppo frettolosamente. Verrebbe da pensare che il regno sia davvero piccolino visto che, tra andata e ritorno, i nostri ci impiegano circa 20 giorni (e allora perchè è costituito da numerose nazioni?) ma soprattutto che il ritrovamente delle pietre magiche sia qualcosa alla portata di chiunque. Senza contare che non sembrano rientrare negli interessi di poi molte persone...
Per quanto la lettura scivoli via piacevolmente, merito anche di uno stile piuttosto buono anche se tendenzialmente molto schietto e spiccio, credo che sarebbe da rivedere un po' tutto l'arco narrativo per dilatare tempi ed eventi, magari introducendo qualche difficoltà in più nell'individuare i vari templi o per spiegare meglio l'origine dei vari personaggi (che, a tratti, mi ricordano quelli di alcuni manga) e perchè accettino di partire per una missione ignota senza farsi troppi problemi (verremo pagati? come? che garanzie abbiamo? che provviste ci servono? equipaggiamento? che problemi insorgeranno nei confronti del mio regno? soprattutto se il mio sovrano è stato assassinato proprio mentre ero in viaggio con lui e non torno manco a fare rapporto...). Senza tralasciare il fatto che le donne del gruppo, credo, risultino un po' troppo spartane, senza con questo voler risultare maschilista.
Altri aspetti che mi hanno destato non pochi dubbi riguardano: la principessa Isabelle, a zonzo per il regno senza scorta nonostante quel che ha passato; la ripresa del principe Cristopher, un po' troppo repentina e "indolore", nonostante fiamme e folgori; l'apprendimento della magia: il fatto che il potere del fiore, nei custodi, sia innato e che alcune persone inviate a cercare le pietre siano, casualmente, proprio i custodi tanto attesi non mi convince moltissimo...
Sospetto comunque che, in parte, certe dinamiche siano legate all'inesperienza mentre altre parrebbero il frutto di tagli per far rientrare il numero di pagine entro una determinata soglia, legate quindi a questioni di tipo economico-editoriale. Forse la lettura del seguito, Custodi delle Tenebre, potrebbe agevolare la comprensione e la caratterizzazione di ambientazione e personaggi.
Infine, un'ultima considerazione va alla copertina, a mio avviso un po' troppo neutra, seppur particolare e pulita.
Per chi fosse interessato alla lettura, che tutto sommato consiglierei, segnalo questo link su LaVitaAltrove, dove è disponibile il download del primo capitolo, mentre sul forum Murasaki sono disponibili ulteriori informazioni e commenti per la fruizione del libro.

sabato 5 giugno 2010

..:: L'acqua non si vende (Trebaseleghe) ::..


Scrivo questo post per segnalare un'iniziativa che, come in molti altri comuni italiani, sta avendo luogo anche nel mio paese, a Trebaseleghe.
Mi riferisco alla raccolta di firme per il referendum contro la privatizzazione dell'acqua voluta dal decreto Ronchi (novembre 2009) e per la quale si stanno mobilitando diverse associazioni.
Maggiori informazioni sono comunque disponibili sul sito del comitato promotore, ovvero AcquaBeneComune, che, a partire da aprile ha avviato la raccolta di firme, iniziativa che continuerà fino a luglio e alla quale si può liberamente aderire. E' sufficiente rercarsi presso il proprio comune o approfittare presso i banchetti e gli stand allestiti da volontari, associazioni e movimenti politici.
Per quanto mi riguarda, domani sarò a firmare e a presenziare presso lo stand che allestiremo con la lista civica Il Paese che Vogliamo presso la piazza di S. Ambrogio, una delle frazioni di Trebaseleghe.
Spero che l'affluenza sia buona nonostante il bel tempo ed il caldo pre-estivo invitino più alla vacanza che all'impegno civico.
In quest'ottica ne approfitto per segnalare un tris di link sull'argomento che, spero, aiutino a riflettere sulla problematica e a farsi un'opinione in merito: il primo è relativo ad un articolo apparso su Umanisti per l'Ambiente , il secondo è pescato dal portale Europa Quotidiano, mentre il terzo è una riflessione sul business dell'acqua minerale.
Spero possano risultare d'aiuto e d'interesse ^_^


mercoledì 2 giugno 2010

..:: 31/05/2010: Prima Giornata Nazionale contro l'editoria a pagamento ::..

Editoria a pagamento: cos’è?
È quella cosa per cui tu, aspirante scrittore a caccia di una casa editrice, devi sborsare soldi per vedere pubblicata la tua opera.
In altri termini significa che tu, impiegato presso una qualsiasi azienda, devi pagare il tuo capo 1200€ al mese. Perché? Perché sì, naturalmente, perché il mercato è in crisi e non pretenderai che l’azienda si sobbarchi rischi simili? Già ti permettono di lavorare e di avere un posto quando la crisi finirà, quindi zitto e firma l’assegno.

Questa è la prima giornata nazionale contro l’editoria a pagamento, caro scrittore, e siamo qui non tanto per protestare quanto per informare tutti gli autori che, come te, sono alla ricerca di un editore che pagare per pubblicare non è l’unico modo.
E non è nemmeno la regola.

Pubblicare non è un diritto.
Non è un diritto inalienabile dell’uomo, si può vivere benissimo anche senza pubblicare un libro. Detto questo, pensa un attimo a una cosa. Prova a immaginare di avere solo la terza media e di volere, a tutti i costi, diventare architetto.
Cosa fai? Vai in uno studio e pretendi di essere assunto? No. Non lo faresti mai, nemmeno ti passa per la testa: non hai le competenze per farlo e un tuo errore causerebbe la morte di molte persone.
Allora perché intestardirsi sul voler pubblicare a tutti i costi? Diventeresti architetto corrompendo, pagando chi ti assume e sapendo che potresti ammazzare qualcuno?
Pubblicare senza averne le competenze equivale a voler fare l’architetto con la licenza media.
Se pagare l’esaminatore per farti passare l’esame della patente senza studiare è corruzione, pagare per pubblicare è perfettamente legale ma a conti fatti cambia qualcosa?
La maggioranza degli editori a pagamento pubblica qualunque cosa. A questo proposito guardati questo video.




Pubblicare non è un servizio.
L’editore che sceglie di pubblicare un manoscritto non lo fa per carità divina, per fare un favore all’autore o perché l’autore gli è simpatico: lo fa perché crede che da quel libro potrà ricavarci qualcosa in termini economici.
L’editore è un imprenditore: scommette i propri soldi in ciò che ritiene redditizio; esattamente come fa chi acquista le azioni in borsa, esattamente come chi apre un’attività.
Pubblicare un libro è un lavoro. Un lavoro che va retribuito, perché su quel lavoro l’azienda ci guadagnerà. La tua azienda guadagna anche grazie al tuo lavoro; l’editore guadagna grazie al tuo libro.
Sarebbe come pensare a un ristorante senza pietanze: se chi gli fornisce gli alimenti non viene pagato il ristoratore rimarrà presto senza nulla da dare ai suoi clienti. Il ristoratore non chiede al suo fornitore di pagarlo per fornirgli la merce, è l’esatto opposto.
Ci pensi a un venditore all’ingrosso che viene apostrofato con “o mi paghi o io la tua merce non la prendo”?

Pubblicare senza essere conosciuti non è impossibile.
Così come non è impossibile pubblicare gratis.
Gli editori che pubblicano esordienti senza chiedere un centesimo ce ne sono a centinaia (e qui ne potete trovare più di 120).
E se nessun editore non a pagamento ti pubblica ti si aprono due vie: rinunciare e pensare che probabilmente nel testo c’è qualcosa che non va o scegliere l’autopubblicazione tramite un POD (Print On Demand) come Lulu o Boopen o Ilmiolibro, avendo cura di dare la disponibilità del download gratuito assieme all’acquisto del testo cartaceo.
Se stai pensando che in questo modo, senza un editore a pagamento alle spalle, non avrai editing, correzione bozze, copertina e promozione sbagli: l’unica cosa che ti mancherà sarà la copertina.

(testo fornito da Writer's Dream)


Nota: lo so, la pubblicazione di questo post avviene in ritardo rispetto alla data del 31/05/2010...però, essendo in vacanza in Liguria con Silvia, non mi è stato possibile procedere diversamente. Cerco di recuperare ora, esplicitando il mio appoggio alla campagna di informazione sull'editoria a pagamento promossa dallo staff di Writer's Dream e invitando gli eventuali (aspiranti) autori che si trovassero a leggere questo post di sopppesare bene le proposte di pubblicazione che certi editori sottopongono. Non che sia un reato pubblicare a pagamento, nemmeno si tratta di un pratica illegale: tuttavia non credo sia un modo corretto di intendere l'editoria. Con questo non intendo dire che un autore debba limitarsi solamente alla stesura del testo, anzi, ben venga se contribuisce a promozione e quant'altro, però il suo ruolo deve rimanere quello dell'autore. Così come l'editore deve fare, appunto, l'editore, senza limitarsi ad essere uno stampatore oppure un'azienda interessata al "malloppo" e basta.

giovedì 20 maggio 2010

..:: Team America ::..

Titolo: Team America
Regia: Trey Parker
Anno: 2004
Genere: Animazione
Doppiatori: Trey Parker, Matt Stone, Daran Norris, Maurice LaMarche

La trama in breve:
Team America è la storia di una squadra speciale che combatte il terrorismo girando per il mondo in cerca di coloro che posseggono, e intendono usare, le armi di distruzione di massa. Dovranno vedersela con terroristi mediorientali guidati dal dittatore nordcoreano Kim Jong II (che butterà l'ispettore dell'Onu Hans Blix in un acquario pieno di squali, dai quali naturalmente verrà subito divorato), ma dovranno anche vedersela con Michael Moore e altri personaggi dello showbiz che attaccheranno i ragazzi di Team America perché colpevoli di rovinare il buon nome degli Stati Uniti nel mondo... (fonte mymovies)

Il mio commento:
"America! Fuck yeah!", il ritornello di una delle canzoni del film è, probabilmente, uno degli elementi che più mi si è impresso durante la visione di questo "Team America". Ammetto che la scelta delle marionette come personaggi protagonisti delle vicende, con tanto di fili in vista e movimenti talvolta esageratamente goffi, mi ha lasciato un po' perplesso. Però, nonostante sia un po' insolita e irriverente nei confronti di produzioni vetuste come i Thunderbird, risulta convincente ed efficace. D'altronde, la resa e la qualità di volti ed espressioni è notevole.
Quello che comunque colpisce più di tutto è il mix di cinismo e demenzialità, di ironia e azione che questo film possiede e che mette in luce alcuni paradossi ed esaspera certe dinamiche che, spesso, rincorrono nei film. E pure nella vita reale.
Le citazioni sono molteplici - Guerre Stellari su tutte - e la presenza di volti "noti" come Alec Baldwin - il miglior attore del mondo -, Sean Penn, Tim Robbins, Matt Damon ecc contribuiscono a conferire un'atmosfera folle e demenziale alla storia. Lo stesso contesto in cui si muovono i paladini della pace nella loro lotta al terrorismo è un po' sui generis ma, per qualche assurdo motivo, molto pungente e intelligente nel sottolineare lo spirito bellicoso degli USA. Non importa quali diritti si vanno a calpestare, non contano i danni materiali o le vittime innocenti: quello che conta è ricorrere alla violenza e alla guerra. Uno degli aspetti per cui, assieme al cinema, gli Stati Uniti dominano sulle altre nazioni del mondo. Dopotutto, quello bellico, è un mercato che rende molto. Soprattutto per chi si auto proclama difensore della libertà internazionale per poi "sfoga rsi" contro nazioni "nemiche" più deboli, ignorando invece i poteri forti e dittatoriali contro i quali uno scontro potrebbe risultare più ostico...come nel caso della Corea del Nord. Mica è stata bombardata o invasa da: sia mai!
Non mancano infine svariate sequenze esilaranti e spiazzanti, alcune più velate come quelle relative ai momenti musicali ("hanno tutti l'aids!") alcune "forti" e per certi versi discutibili, ma che "funzionano" e si fanno ricordare. Per dire, dopo aver visto Team America, non guarderete più Pinocchio con gli stessi occhi: ve lo immaginerete alle prese con poderosi conati dovuti all'alcol oppure a "pompare" come un ossesso assieme a qualche altra marionetta, dando per'altro sfoggio di discrete capacità amatorie...
In definitiva, un film da guardare e da gustare, divertente e dissacrante alla maniera di South Park... d'altra parte, dietro a Team America, c'è sempre il duo Trey Parker e Matt Stone ^_^


Ecco il trailer ufficiale...


... e uno meno ufficiale...





PS: non guardatelo se siete fan di Matt "lingua forbita ed inarrestabile" Damon...



domenica 16 maggio 2010

..:: Ipocrisie a 360 gradi ::..

Sarà il tempo che cambia, sarà la particolar congiunzione astrale, sarà questa insolita primavera uggiosa vessata dalle polveri vetrose del vulcano Eyaf...Eyafja...Eyafj--coff coff-- kull (l'ho detto! l'ho detto!) ma l'impressione che varie dinamiche oscure si stiano verificano è concreta. Così come lo è la percezione dell'ipocrisia che le copre o le riveste, per presentarle in forma "ripulita" alle masse.
Penso allora alla pedofilia e alla Chiesa, allo scandalo che nelle ultime settimane è emerso e contro cui il clero si sta, diciamo così, difendendo. Ovviamente sono tutti innocenti, tutti casti e puri: non si è sentito infatti di alcuna condanna ufficiale o, se anche c'è stata, è stata velocemente taciuta. Il papa stesso ha parlato più e più volte di questo male che colpisce la Chiesa, di questa condotta peccaminosa e riprovevole da parte di uomini timorati di Dio, che dovrebbero essere fulgido esempio di rettitudine e castità. Ne ha parlato da Malta, ne ha parlato dal Portogallo, da Fatima... sembrava particolarmente afflitto. Poi però uno si informa e scopre che (come credo di aver già ripetuto in questo blog) "voler imporre il silenzio, anzi il “segreto pontificio” sui reati gravi commessi dai religiosi, compresi gli stupri di minori, è stato proprio l’attuale papa, Ratzinger. Con una ben precisa circolare inviata ai vescovi di tutto il mondo il 18 maggio 2001 e che più avanti riproduciamo per intero, l’allora capo della Congregazione per la dottrina della fede, come si chiama oggi ciò che una volta era la Santa (!) Inquisizione e poi il Sant’Uffizio, non solo imponeva il segreto su questi poco commendevoli argomenti, ma avvertiva anche che a volere una tale sciagurata direttiva era il papa di allora in persona. Vale a dire, quel Wojtyla..." (leggi il testo completo).
A questo punto uno che dovrebbe pensare? Senza contare che di tutto ciò è sempre difficile e pericoloso parlare: la Chiesa è ancora potente e muovere accuse, o anche solo pretendere chiarezza e giustizia spesso va a cozzare con l'ottusità delle masse, con il bigottismo, finendo per l'essere frainteso con un atteggiamento anti-clericale fine a se stesso.
Personalmente spero che, al di là di tutto, un aiuto concreto per le vittime di tali questioni ci sia perchè non penso sia affatto facile superare certi drammi, crescere dopo aver subito abusi. Soprattutto quando i responsabili di tali violenze sono i rappresentanti della fede.
Anche se, c'è da dirlo, da un po' di tempo sono spariti i pedofili laici, assieme agli stupratori.
Ma si sa, sono mode che vanno e vengono.
Rimane comunque, per quel che mi riguarda, un vago senso di nausea per questi fatti e per come vengono esposti e gestiti. Anche dai media.
Qualcosa di analogo a quel che provo nel sentire notizie simili a quelle di Gugliotta, o di Cucchi tempo fa. Barbara violenza ad opera degli agenti di polizia nei confronti di questi ragazzi che, di certo, non riduce le tensioni sociali, nè aiuta ad accrescere la fiducia nei confronti dello stato o delle forze dell'ordine. Mi domando come sia possibile un simile atteggiamento da parte dei poliziotti e, soprattutto, quali siano le cause di un tale modo d'agire. Paura? Impreparazione? Follia? Senza dimenticare però che non si tratta di soli poliziotti ad adottare comportamenti violenti: non si possono certo dimenticare quelle specie di guerriglie che certi tifosi scatenano, andando allo stadio armati di tutto punto. Da cosa deriva questa predisposizione alla violenza? C'è un sistema carente dal punto di vista dell'educazione e dell'autocontrollo? C'è troppa facilità nel reperire armi? Troppa violenza trasmessa dalla televisione o dal gruppo? A nessuno sembra importare: ci si limita a commentare il fatto, a specularci sopra in termini mediatici e poi tutto muore lì. Non cambierà nulla, non si prenderanno provvedimenti. Tutto rimarrà immutato.
Ci si scandalizza un poco, ma giusto un poco, e poi nulla più: ci si distrae con altro.
Magari come accade con il disastro ecologico che si sta consumando nel Golfo del Messico per via della fuoriuscita di petrolio dalla piattaforma della BP. Una tragedia ecologica senza precedenti per la quale ci si sta mobilitando: la preoccupazione infatti è altissima. In fondo, i danni economici subiti sono ingenti, così come lo saranno eventuali (spero) multe o spese da sostenere per bonificare l'area e recuperare il prezioso combustibile nero. Nessuno però ha colto l'occasione per riflettere sul fatto che è tempo di cambiare politica e mentalità in ambito energetico: ci si risparmierebbero situazioni simili a questa accaduta piattaforma petrolifera o a quelle che, di tanto in tanto, si verificano per problemi e guasti alle petroliere. E' ora di smetterla di puntare su combustibili che, per la loro estrazione e trasporto, mettono a repentaglio l'ambiente o le popolazioni (mi riferisco alle tensioni militari che costantemente vessano il Medio Oriente). Senza contare che, anzichè petrolio, poteva trattarsi di fuoriuscite radioattive, magari relative allo smaltimento delle scorie prodotte dalle centrali nucleari. L'energia del futuro, a quanto pare. Credo invece che tutto ciò sia dannatamente insensato e ipocrita, far finta cioè che tutto vada bene e che certe dinamiche siano solo "sciocchezze", imprevisti che capitano e che lasciano il tempo che trovaano. Dovrebbero invece divenire occasione di profonda riflessione in quanto riguardano il nostro pianeta, la nostra società e i nostri valori.


domenica 9 maggio 2010

..:: Anima Perduta - eBooKingdom ::..

Tra i mille postacci virtuali che frequento, recentemente mi son imbattuto in discussioni e riflessioni sull'editoria in generale, tuttora ancorata a dinamiche e logiche "retrograde", basate su leggi di mercato e impostazioni che sono rimaste pressochè immutate per decenni.
Invece i tempi cambiano, le tecnologie evolvono e nuovi approcci alla diffusione della cultura proliferano.
I pc, le nuove generazioni di smartphone, gli eeePc, gli iPad, gli ebookreader, il web stesso e gli innumerevoli spazi virtuali che consentono a chiunque di esprimersi sono una realtà con cui l'editoria tradizionale deve fare i conti. Anzi, con cui già si sta scontrando/venendo a patti: è il caso di numerosi quotidiani e riviste che propongono notizie e articoli direttamente sul web, ad esempio, o di molti autori che diffondono i propri testi in formato ebook.
Probabilmente, l'editoria tradizionale verrà soppiantata da nuovi approcci che, grazie alla tecnologia moderna, potrebbero imporsi nel corso dei prossimi anni. Fattore che avrà un impatto notevole non solo a livello economico ma che anche in termini di qualità e attendibilità di quanto reperibile. Che poi è una sorta di processo culturale e sociale che già è presente nella mentalità dei web-citizen che, spesso e volentieri, effettuano confronti e interagiscono con chi diffonde cultura, instaurando rapporti più attivi rispetto a quelli che potevano verificarsi nei confronti di un semplice libro o rivista.
Comunque sia, staremo a vedere che accadrà, se la spunteranno il web e la tecnologia e come.
A tal proposito vi segnalo quindi due interessanti articoli: La stampa durerà in eterno e Caro editore.
Sospetto comunque che in Italia il passaggio ad una nuova forma di editoria sarà meno immediato rispetto ad altri Paesi ma comunque ci sarà, 2012 permettendo ^_^
Nel frattempo, ne approfitto per parlare di un' iniziativa che si ricollega a quanto citato poc'anzi, ovvero alle nuove formule editoriali: eBooKingdom.
Si tratta di un portale, nato recentemente soprattutto grazie all'impegno di Tanja Sartori (membro dello staff di AutoriEsordienti, autrice de "Il destino di Faidhar" e de "Custodi della Luce" e "Custodi della Tenebre"), per permettere la pubblicazione e la diffusione gratuita di opere letterarie in formato ebook. Progetto a cui ho voluto aderire proponendo anche un mio testo, "Anima Perduta", che vi invito a recuperare e leggere ^_^


Titolo: Anima Perduta
Autore: Leonardo Colombi
Genere: Fantasy
N.Pagine: 33

Trama:
“Il buio.
Lo stesso rassicurante buio che accompagna il viaggio dei dormienti fino all’immateriale regno dei sogni.
Mi sento tranquillo, inspiegabilmente calmo.
Lascio che l’oscurità mi avvolga e mi trasporti ovunque abbia deciso di condurmi...”

Inizia così il viaggio di un’anima perduta, l’esplorazione di affetti e ricordi da parte di un uomo sospeso tra sogno e realtà, incapace di afferrare appieno la portata dell’esperienza di cui è protagonista e, al contempo, vittima inconsapevole...



venerdì 7 maggio 2010

..:: Scajola, Corruzione e pubblicità Saratoga ::..

In questi giorni sono molte le notizie che si sono succedute nei principali media nazionali, sia quelli tradizionali che attraverso il web.
Alcune sono simpatiche cagate, altre notizie assai preoccupanti.
Partiamo quindi con la Grecia e i circa 5,5 miliardi di euro che "regaliamo" loro: li avremo mai indietro questi soldi che con tanta generosità scialacquiamo oggi?
Ma soprattutto, perchè tutti i politici nostrani continuano a ripeterci che da noi va bene, va tutto bene, non c'è la crisi, la stiamo vivendo bene, fidatevi che la stiamo vivendo bene, molto ma molto meglio della Grecia?
Quest'insistenza ha un che di strano.
Anzi, risulta quasi sospetta.
Soprattutto se poi uno fa qualche fugace ricerca nel web e scopre che:

[...] nel periodo da gennaio a maggio del 2009, il debito pubblico italiano è cresciuto del 5,4%, ovverosia di quasi 90 miliardi di euro (fonte, relativa al luglio del 2009)

[...] Occupazione in aumento in Italia, ma solo a partire dal 2011 [...] mentre il dato è ancora negativo per il 2010: - 0,7%, rispetto al 2,7% del 2009.
Pil in lieve crescita in Italia nel 2010, + 0,8%, mentre nel 2011 salirà dell’1,4% [...] Nel 2009, il Pil era diminuito del 5% (fonte)

[...] La soglia del 100% sfiorata solo dalla Grecia con il 99,2%. Nel 2008 deficit italiano al 2,7% del pil. Lo rende noto l'Eurostat. Nel 2008 il deficit italiano si è assestato al 2,7% del pil, e il debito pubblico al 105,8% del prodotto interno (fonte)

Tutto ciò, sommato alle notizie delle simpatiche insurrezioni e degli scioperi violenti in Grecia, considerando poi il fatto che i soldi "prestati" alla Grecia ci frutteranno / verranno resitiutiti solamente se l'economia ellenica crescerà di circa 5 punti percentuali nei prossimi anni, d,vvero contribuisce alla quiete del vivere.
Da notare che, sempre nell'ultimo articolo citato poc'anzi, si afferma : [...] La crescita in Grecia sarà di -3% quest’anno e -0,5% l’anno prossimo...
L'impressione che ho è quella di uno sfacelo imminente: là all'orizzonte c'è l'iceberg e noi non ce ne curiamo.
Anzi.
Ci crogioliamo o, meglio, ci distraggono con altre notizie.
Con il calcio innanzitutto.
E poi con altre storielle di ordinaria corruzione che lasciano il tempo che trovano, dal senatore Ciarrapico del PDL al capo (lo è ancora?) della protezione civile Bertolaso dal cui, per proprietà "anemonica-gi-ottesca" si passa al ministro Scajola, che si è dimesso.
Tra l'altro, il caso di quest'ultimo mi da molto da pensare, quasi che sia un pedone sacrificabile per salvaguardare altri. Così come mi vien da ridere al solo sentire certe affermazioni: "Non posso avere il sospetto di abitare una casa non pagata da me" °__°
Caro ministro per lo sviluppo economico, ma lo sai quanta gente farebbero carte false per vivere in una casa pagata da altri???
Che poi, voglio dire, non è questo il punto.
Semmai lo è il fatto che i soldi con cui è stata pagata la casa sono derivanti da corruzione e proventi illeciti, da strane movimentazioni di denaro, anche legate ad altre indagini. Indagini in cui lui, comunque, compare solo come persona informata dei fatti.
Altra riflessione va poi al fatto che non possa difendersi se fa il ministro °_°
E Berlusconi allora? E Dell'Utri? E tutti quelli che vivono a piede libero, magari al governo, anche se hanno qualche condanna a loro carico?
Secondo me, quella di Sajola è tutta una balla: il ruolo di ministro gli sta stretto e non lo vuole, un po' come già era accaduto anni fa, quando si era dimesso sull'onda delle polemiche relative al caso Biagi.
Tra l'altro, anche se poi Scajola finiva in carcere, qual era il problema? Il decreto "svuota carceri" è all'ordine del giorno, no? Evviva! Evviva!
Per fortuna comunque che, nel marasma di tutto ciò, tra corruzione, crisi economica, notizie sul processo a Tartaglia che svaniscono nel nulla (quand'era il processo: il 22 aprile o il 7 maggio?), gaf sulla "troppa libertà di stampa in Italia", per fortuna in televisione qualcosa di buono c'è: la pubblicità del Fernovus Saratoga!
LA pubblicità, come dice mio fratello.
Come dargli torto?
L'unico difetto è il nome della marca: dovrebbe essere SaratoPa!





Ad ogni modo, questa breve e simpatica reclam contiene alcuni elementi sintomatici della profonda crisi che stiamo vivendo, su tutti i piani: economica, etica, morale, lavorativa...
Abbiamo un uomo maturo, in età lavorativa, che anzichè andare a spaccarsi la schiena al lavoro se ne sta a casa a non fare un cazzo. Addirittura si è appena alzato ed è, minimo minimo, mezzo giorno. Forse è agli arresti domiciliari.
Abbiamo una donna in carriera, splendida e signorile, vestita di tutto punto solo per fare un paio di lavoretti domestici. Anche lei a casa dal lavoro, a non fare una mazza. Anzi, almeno lei fa qualcosa: fa "muovere" il pennello, su e giù (...e sembra pure godere nel farlo).
C'è poi una giovane domestica, con 4 lauree e 1 master a Oxford, che si accontenta di sfruttare la propria avvenenza ed il proprio giovanile e verginale pudore per tirare a campare. Non vorrebbe far la schiava, ma lo fa: il mondo del lavoro altro non offre se non questo tipo di posizioni.
Senza contare che la coppia di nobili con il cancello da verniciare nel terrazzo di un mega attico extra lusso può permettersi una sguattera (quasi certamente da coinvolgere nei loro giochi erotici: la reclam infatti è solo l'intro di un porno di qualità...così come quel "Brava Giovanna" è una chiara citazione di uno dei dialoghi del copione previsto) ma non possono pagare un umile manovale per riverniciare l'esterno della ringhiera.
Almeno c'è il sole, pensano.
Almeno c'è topa in casa, pensa l'uomo, ipotizzo a giudicare dalla torcia che ha in tasca.
Come? Non è una torcia?
Chissà, forse in realtà è questo il segreto.
Lo stesso che segretamente nasconde Prahlad Jani: il mago del risparmio in quanto a spese alimentari!


domenica 2 maggio 2010

..:: Crisi: Grecia vs Italia ::..

In questi giorni la Grecia è tornata alla ribalta nelle notizie segnalate dai media nostrani per via della profondissima crisi in cui versa con un debito pubblico pari a circa il 120 % del PIL, corrispondente a circa 275 miliardi di euro (fonte).
Un fallimento che, diciamocelo, non è il frutto di un processo iniziato ieri ma conseguenza di scelte, politiche, difficoltà e debiti contratti negli ultimi anni, anche a causa dell'euro, e che la crisi mondiale degli ultimi tempi ha accresciuto. Già qualche mese fa, tra l'altro, c'erano stati tumulti e proteste molto forti da parte della cittadinanza greca.
Tutto sommato comunque, l'appartenenza alla comunità europea, è divenuta una sorta di ancora di salvataggio e grazie a prestiti e interventi straordinari dovrebbe riuscire a rimanere a galla. A costo di enormi sacrifici magari, ma comunque lavorando per ridurre i debiti contratti, gli sprechi e la spesa pubblica, eseguendo tagli su vasta scala e adottando politiche anche impopolari pur di metter un freno alla situazione (revisione politiche per le pensioni di invalidità, riduzione stipendi... maggiori informazioni qui).
Oltre alla Grecia, comunque, parrebbe che anche Portogallo e Spagna non se la passino poi tanto bene: deficit dei conti pubblici, disoccupazione, difficoltà di mercato...
Da noi invece tutto sembra essere rose e fiori: il governo ci rassicura che siamo "meglio" degli altri Stati, che la crisi la stiamo vivendo bene, che bisogna essere ottimisti.
Ok, diciamo che vi credo sulla parola, tuttavia qualche dubbio mi sorge.
Perchè un conto è omettere certe informazioni per rassicurare la cittadinanza e mantenere un certo qual controllo, evitando panico e fuga di capitali, un altro è invece mentire lasciando che poi debiti ingenti vengano accollati dalla popolazione italiana.
Ringrazio comunque l'opposizione, sempre presente ed energica nel fornire dati e informazioni alla popolazione, nel garantire quel controlo che dovrebbe esserci sull'operato del governo. Sono ironico ovviamente.
Comunque sia, spulciando qua e là, sembra che la situazione del nostro Paese non sia poi così idilliaca. Anzi.
La disoccupazione è salita all'8,8 %, valore record dal 2002, e il tasso di inattività per la popolazione tra i 15 e i 64 anni è pari al 37,8%. Non male direi, soprattutto se si considera che la disoccupazione in Italia è solo del 27,7% rispetto al 19,8% a livello Europeo.
Parallelamente l'inflazione sale di 1,5 punti percentuali così come aumentano i prezzi al consumo. Come se non bastasse, nuove aziende che nascono o che assumono sono praticamente mosche bianche e questo si traduce in un buon 2 milioni di persone in più che cercan occupazione (un onesto +12% rispetto all'anno scorso).
E in un contesto decisamente entusiasmante come questo che facciamo? Andiamo a prestar pure soldi alla Grecia: si parla di quasi 5,5 miliardi di euro... per approfondire la questione credo sia utile la lettura dell'articolo apparso qualche giorno fa sul blog di Beppe Grillo.
Mi domando se non sia sinonimo di crisi tutto ciò...
Così come mi domando se il tipo di economia attualmente in auge, basato sul concetto di debito, sia a tutti gli effetti vincenti. In fondo, investire denaro che "teoricamente" si possiede per via di un credito che si avanza da altri è legittimo... a patto che poi effettivamente quest'ultimo debito venga saldato. Altrimenti si innesca allarmanti reazioni a catena.
Che è un po' quello che è successo a livello mondiale grazie alla crisi finanziaria scatenata dagli USA e, in aggiunta a ciò, quel che accade da noi a livello aziendale quando le imprese eseguono lavori e attività senza poi riuscire a ricevere il giusto compenso.
Per concludere, visto che di debiti si parla, un'ultima riflessione va al debito pubblico nostrano: sembra che sia leggermente superiore a quello della Grecia. Solo 5 volte superiore, pari a circa il 117% del PIL dell'Italia, all'incirca un quarto del debito complessivo della comunità europea.
Un po' meglio rispetto al pessimistico 121% stimato qualche tempo fa ma, purtroppo, da qua a dicembre è ancora lunga.
Stranamente, non si tratta di notizie di cui si sente spesso parlare al telegiornale. O che desta scandalo e preoccupazione, nè tanto meno causa diencomi e riconoscimento da parte dell'Europa.
Eppure il nostro governo ci racconta un po' il contrario, mi pare...
Anzi, sospetto che a breve non si parlerà nemmeno più dell'intera faccenda ma tornerà di moda "l'amore che vince sull'odio", visto che per il 7 maggio è previsto il processo di Tartaglia - chissà se almeno in questa occasione Silvio andrà in tribunale...