sabato 22 febbraio 2014

Crash

Titolo: Crash
Regia: David Cronenberg
Anno: 1996
Genere: thriller, erotico, drammatico
Cast: James Spader, Holly Hunter, Elias Koteas, Deborah Kara Unger, Rosanna Arquette

La trama in breve:
Il produttore cinematografico James Ballard, in seguito ad un incidente stradale, si trova ricoverato in una clinica, assistito dalla moglie Catherine. Qui conosce Helen Remington e l’inquietante Vaughan, personaggio morbosamente attratto dalle automobili la cui principale occupazione è quella di riproporre in prima persona e nei minimi dettagli incidenti di personaggi famosi (come quello di James Dean e di Jayne Mansfield). La circostanza dell’incidente e l’irruzione dello stesso Vaughan nella vita dei protagonisti segnano il loro coinvolgimento in una serie di attività pericolose e perverse che avranno conseguenze drammatiche. (fonte wikipedia)

Il mio commento:
Qualche tempo fa avevo parlato di Hardware, visto sull'onda della curiosità suscitatami da uno speciale in tv dedicato a film attinenti al rapporto uomo-macchina.
Ebbene, anche questo Crash (da non confondersi con il più recente Crash - Contatto fisico del 2004 ad opera di Paul Haggis) veniva citato in quel medesimo speciale. Oltretutto, trattandosi in questo caso del regista di pellicole quai The Machinist, eXistenz e History of Violence, mi son sentito tranquillo, con la certezza di trovarmi di fronte ad un film sofisticato e impegnativo. 
Ed è stato così, in effetti, ma con risvolti che non mi aspettavo affatto.
Non so quanto rispetti dell'omonimo romanzo di James Graham Ballard da cui è tratto ma senza ombra di dubbio quest'opera di Cronenberg non rappresenta una visione adatta a tutti, soprattutto ai palati più moralisti e candidi. Perverso e immorale sono forse gli aggettivi che più facilmente vien da associare a questa produzione.
Anche se, probabilmente, è solo l'effetto amplificato ed estremizzato di pulsioni e dinamiche attuali e frequenti. 
Chi di noi, in fondo, non prova una curiosità morbosa ogni qual volta si trova a passare accanto a carcasse di auto appena incidentate, dove magari ci sono stati feriti? 
Chi di noi (parlo agli automobilisti) non percepisce la propria auto come una sorta di estensione del proprio corpo? 
E che dire dello sconvolgimento che si innesca dentro di noi quando scampiamo ad un grave pericolo?
Ecco, Crash parla ANCHE di tutto questo. 
Ma con la tendenza a estremizzare il tutto, lavando via il confine tra ciò che è lecito e ciò che non lo è, giocando con emozioni forti, con il contatto dei corpi, con il rischio mortale, con le passioni spregiudicate, con la noia e la ricerca di una prova di esistenza. Concetti come giusto o sbagliato, morale o amorale vengono praticamente annichiliti e gettati nel sacco della monnezza in favore di un modus vivendi sfrenato, libero da qualsivoglia inibizione e freno, anche quando si tratta di rischiare la vita propria o quella altrui. Niente ha valore o senso se non le emozioni e il piacere. 

sabato 15 febbraio 2014

In time

Titolo: In time
Regia: Andrew Niccol
Anno: 2011
Genere: thriller, sci-fi, azione
Cast: Justin Timberlake, Amanda Seyfried, Cillian Murphy, Vincent Kartheiser, Olivia Wilde

La trama in breve:
Will Salas ha venticinque anni da tre anni e la volontà di resistere in un mondo in cui il tempo che resta da vivere è denaro. Nel futuro di Will, uomini e donne sono geneticamente programmati per raggiungere i venticinque anni, età dopo la quale avranno diritto a un anno extra e a una vita affannata e consumata a guardare il proprio orologio biologico. Un timer digitale che segna ogni minuto, ora, giorno, mese, anno guadagnato lavorando o rubando. 
Che accadrebbe se vostra madre
"sembrasse" una vostra coetanea?
Figlio premuroso di una madre mai invecchiata, Will salva la vita a un uomo ricco di tempo che intuisce la sua nobiltà e lo ricambia con un secolo di vita. Un secolo che Will è deciso a investire, raggiungendo la Time Zone, dove i ricchi vivono blindati e a spese dei più miserabili, e sfidando l'ordine costituito. 
Lo aiuterà imprevedibilmente nell'impresa una ricca ereditiera dai grandi occhi e il grande cuore, pronta a ipotecare l'immortalità e a 'spendere' finalmente la propria vita. (fonte mymovies)


Il mio commento:
Visto un paio di settimane fa nutrendo pure discrete aspettative.
Credevo che l'idea di base fosse interessante e che lo sviluppo lo fosse altrettanto. 
A posteriori, posso confermare che l'idea di base è abbastanza valida ma che lo sviluppo della trama non lo è altrettanto. Da un contesto che ammicca alla sci-fi, ponendo lo spettatore dinnanzi a questioni che sfiorano concetti interessanti quali l'immortalità, la possibilità di rimanere eternamente giovani, di scambiare tempo come fosse un bene materiale, i rapporti sociali stravolti per il solo fatto che ognuno possiede un'età irreale, tutto scivola verso turbolente sequenze di azione, con tanto di inseguimenti, rapine e ribellioni al sistema. E corse, ossi, tante di quelle caspita di corse che non mi spiego come mai non abbiano pensato di collocare qualche bella gara sportiva prima della fine del film.
Che ora è? Non lo so...
il mio orologio è fermo da un po'...
Comunque, dicevo, c'è tutta questa pseudo ambientazione futuristica e utopistica che solletica il palato ma, coerentemente con il titolo del film, qualcuno ha evidentemente ben pensato di non dedicare troppo tempo all'approfondimento. Il che mi starebbe pure bene se, quanto meno, nella narrazione si tentasse almeno di rimanere coerenti e di fornire spiegazioni a coloro che guardano.
Della serie:

  • come funziona l'indicatore fosforescente che la gente ha impiantato nel braccio?
  • come viene calcolato il tempo per zona?
  • c'è un server centrale che memorizza e aggiorna i dati dei vari abitanti del pianeta?
  • funziona tutto bene con ore legali-solari e fusi orari?
  • e se uno rimane "isolato", che ne so, dentro ad una grotta o ibernato al polo nord?
  • e se ad uno si blocca il contatore verde fosforescente al plutonio?

martedì 4 febbraio 2014

Urrà, la Grisi è finita!!!

Cedi al lato oscuro dell'economia,
investi in Italia!
Ebbene sì, mentre i media tradizionali (e non) son tutti indaffarati a dar contro al Movimento 5 Stelle per la questione Boldrini - manata di Dambruso - decreto Bankitalia - potenziali stupratori del web e via dicendo, dimenticandosi tutto d'un tratto di altre questioni (di secondaria importanza) come la nascita della Fca (perchè la Fca che fa muovere il mondo!), le dinamiche legate alla Electrolux o a come verranno gestite le criticità innescate dal clima avverso, sembra sia giunta la bomba.
No, non quella che pensate voi!
L'altra bomba: secondo Letta, la crisi è finita! Urrà!! 
L'ha detto lui, dagli Emirati Arabi. Da lì c'è tutta un'altra prospettiva, si è più vicini ai soldi, al petrolio, alla verità.
"Ebbene sì, caro amico emiro, la crisi è finita!"
"Orcocazzo, come hai fatto ad entrare?"
"(muovendo la mano come un cavaliere jedi)Non è importante. In verità in verità ti dico, la crisi è finita! L'Italia è salva, è un Paese nuovo, in cui ciascuno può investire in sicurezza!"
"Sicuro, dice? Secondo alcune testate giornalistiche pare che la corruzione si aggiri attorno ai 60 miliardi di euro l'anno e..."
"(assumendo un atteggiamento stizzito)Tutta propaganda comunista. Non dia retta a queste malelingue. La crisi è finita le dico!"
"Sì ma...anche anni fa dicevate..."
"(lo afferra per il bavero) Non li ascolti. Creda a me. L'Italia, il mio Paese, è riuscita a uscire dal tunnel con le sue forze, senza chiedere un euro all'Europa. Siamo troppo forti!"
"Ok, ok...ma allora perché è qui?" 
"Per chiedere i tuoi di soldi!"
"Eh? Ma se avete sconfitto la crisi e..."
"(in ginocchio, con lacrime che sgorgano copiose dagli occhi) Signor emiro. La prego, signor emiro, la scongiuro! Ci aiuti lei! Lei rappresenta la nostra ultima speranza!"
"Tu-ru-ru! Il tempo a disposizione per elemosinare aiuti di stato è terminato. Si accomodi ora il capo di stato successivo, con il numero 7"
Foto di repertorio del movimento
dei forconi. Chissà che sarebbe successo
se i politici avessero almeno provato a
scendere in strada a dire loro in faccia
che la crisi era finita. In effetti, è stato
più semplice ignorarli... 
Ecco, secondo me, questa è una dinamica che reputo più o meno verosimile.
Senza dubbio più di assistere alle fantomatiche dichiarazioni del nostro presidente del consiglio che, mi sa, per contratto deve sparare queste minchiate fotoniche pena la flagellazione delle gengive.
Quasi fosse una tradizione.
O che al di fuori dei confini italici vivano solamente idioti che non hanno la minima idea di chi hanno di fronte.
In fondo, già prima delle dichiarazioni di Letta ci son stati vari esilaranti contributi alla causa, giusto per sparare qualche troiata così i giornalisti possano svagarsi e il pubblico italiano approfittarne per incazzarsi come una biscia. Un po' come nei due minuti di odio di 1984 di Orwell.

mercoledì 29 gennaio 2014

Fantascienza italiana?

Fantascienza?
No, semplice progetto
scolastico... [1]
In effetti non è che qui in Italia ne si produca molta...sarà perché probabilmente è un genere più di nicchia, che richiede una certa dose di maturità; sarà che siamo una nazione di "vecchi" nostalgici che indugiano poco al futuro; sarà perché è difficile pensare in prospettiva quando tutto sembra andare a rotoli, i principali media insistono a proporre storie e/o programmi televisivi legate al passato e ogni fibra del tuo essere grida "scappa da questa Nazione e trovatene una in cui non ci sia ancora il Berlusca a comandare".
Non che non sia importante tener traccia o comunque voler conservare un legame con il proprio patrimonio storico culturale, soprattutto se questo permette di maturare conoscenza e spirito critico, così da poter studiare eventuali errori compiuti ed evitarli...se, bonanotte!
Tutto questo è importante, dicevo, tuttavia sarebbe altrettanto opportuno e ottimistico guardare avanti, pensare a un mondo migliore, porsi quesiti, immaginare nuovi scenari e nuovi mondi, cercare nuove frontiere. Invece, più passa il tempo e più sembra che le prospettive inquadrate da Idiocracy siano sempre più prossime. Il che non è bello, direbbe un non meglio precisato puffo dell'omonima serie dedicata agli omini fatti di viagra.
Malgrado tutto ciò, fortunatamente, qualcuno di tanto in tanto ci prova a cantare fuori dal coro e a confezionare progetti di stampo pseudo-commerciale, più spesso di natura indipendente, se non amatoriale, alcuni con un budget dignitoso e la partnership di attori e registi noti, altri con risorse più limitate, ma pur sempre opere di pregevole fattura che fanno quantomeno comprendere che le potenzialità, in Italia, ce le avremmo.
Ma forse non sappiamo sfruttarle né per la realizzazione di opere cinematografiche "nuove" (non solo in campo sci-fi, intendo) né per produrre quel cambiamento di cui avremmo bisogno e che invece non arriva mai. E forse il problema sta tutto qui, nell'attesa di qualcosa di cui invece dovremmo essere autori. Come se fossimo sfiduciati e stremati, intimoriti, quasi bloccati. La sensazione è quella di nutrire la speranza che le risposte debba arrivare dall'esterno e la chiave per dare una svolta al nostro futuro debba venirci "consegnata" dagli altri. Da soli, non ce la facciamo insomma. Che, in fondo, è quel che accade pure nel cortometraggio che riporto qui sotto, apprezzata segnalazione del buon Marco. Si tratta di Closer, realizzato da Angelo Licata, già autore di Dark Resurrection.

domenica 19 gennaio 2014

Conan the Barbarian

Titolo: Conan the Barbarian
Regia: Marcus Nispel
Anno: 2011
Genere: azione, fantasy
Cast: Jason Momoa, Rachel Nichols, Stephen Lang, Rose McGowan, Saïd Taghmaoui, Ron Perlman, Nonso Anozie, Leo Howard

La trama in breve:
Conan ha visto la luce nel sangue della battaglia. Orfano di madre è stato allevato dal padre, fiero guerriero cimmero, che lo inizia al segreto della spada e dell'acciaio. Unico sopravvissuto al saccheggio del suo villaggio e testimone impotente della morte del padre, Conan è determinato ad avere vendetta. Diverse imprese e anni dopo, il ragazzo è diventato uomo ed è finalmente sulle tracce di Khalar Zym, il volgare assassino del suo genitore che ha ricomposto la maschera di Acheron per ottenere potere e immortalità. Lo asseconda diabolicamente la figlia Marique, strega letale che pratica la magia nera e cerca una giovane donna dal sangue puro da sacrificare sull'altare del delirio paterno. Spetterà all'audace barbaro salvare la candida sacerdotessa e sprofondare nell'abisso il malvagio Khalar Zym.   (fonte mymovies)

Il mio commento:
Correva l'anno 1981 quando, con folta chioma fluente, un simpatico culturista di origini austriache muoveva i primi passi nel mondo del cinema vestendo i panni di Conan, barbaro della Cimmeria, nato dalla penna di Robert Ervin Howard. Un personaggio virile, controverso e brutale che viene presentato come "ladro, guerriero, barbaro". 
E poi, re. 
Il che la dice lunga sui criteri di scelta di coloro che sono chiamati a guidare popoli e nazioni. 
D'altra parte, si trattava pur sempre di una produzione italiana, targata Dino De Laurentis, e tutto, quindi pare in regola. Tanto più che lo stesso Schwarzy ha coronato il proprio sogno insediandosi sul trono di California, in seguito batezzata Nuova Cimmeria.
A distanza di circa trent'anni, qualcuno deve aver ben pensato di ripescare il personaggio e di proporne una nuova versione. Malgrado le apparizioni in film quali The Expendables, è risultato evidente a tutti che Schwarzy non era il candidato ideale. Occorreva carne fresca e sceneggiatori ubriachi per realizzare un significativo reboot.
Scartato l'immortale Terence Hill, per il ruolo di protagonista è stato quindi ingaggiato il buon Jason Momoa, già apparso in serie quali Baywatch e Stargate, ma personalmente conosciuto come Khal Drogo per il ruolo interpretato in Game of Thrones. Tra l'altro, scopro solo ora che sta insieme a una delle "figlie" di Bill Crosby, Lisa Bonet...
Comunque, la scelta direi che tutto sommato è buona e il nostro Jason risulta sufficientemente virile e barbarico per interpretare la propria parte (udite udite: ha persino le ascelle non depilate!). 
Così come anche il resto del cast è abbastanza adeguato: abbiamo il colonnello di Avatar (Stephen Lang) che, abbandonata Pandora, cerca di affermarsi in un mondo più primitivo; Rose McGowan, un po' strega un po' mignotta che nulla fa ricordare del proprio ruolo in Planet Terror (per altro, apprezzatissimo da me medesimo); il ruolo della dolce fanciulla da salvare viene affidato a Rachel Nichols (da mymovies: "Questa sventola dalla sensuale ed eterea bellezza..."); abbiamo Leo Howard che interpreta un giovane quanto sanguinario Conan bambino; c'è poi Ron Perlman che...aspetta...Ron Perlman! Oh cacchio! Non se ne avveda ma, caspita, quasi sempre la sua comparsa in un film equivale alla conferma della ciofeca cinematografica...
Non che sia colpa sua, per carità, ma probabilmente ha fiuto per certe cose. Fatto sta che Conan the Barbarian, su IMDB, si assesta su un significativo 5.2!
E dopo averlo guardato confermo il voto proposto. 
Lo salverei solamente per le locations proposte, per le straordinarie ambientazioni (anche quelle finte, come l'altissimo ponte diroccato, la cupa reggia di Khalar Zym o la grotta/collina/promontorio del teschio) e la fotografia. E anche per le molte scene di combattimento, piuttosto cruente e splatter-ose. 
Ah, dimenticavo, ci sono anche scene in cui si vedono donne ignude :-P
Quanto al resto, beh, risulta semplicistico, superficiale e talvolta imbarazzante. 
E mo tento di spiegarvi perché la penso così.

mercoledì 15 gennaio 2014

Michè, che casino!

L'altra sera ho concluso la visione di Legion, film di Scott Stewart del 2010 con Paul Bettany e un Dennis Quaid vistosamente provato dal senso dell'onore che l'ha portato, dopo aver perso una scommessa, a recitare in questo capolavoro dell'arte cinematografica. Ma solo perché ha un mutuo, e i soldi del contratto gli facevano comodo.
Questo è l'angelo Michael,
nel film "Legion", colui che tanto ama
l'umanità tutta....
Su IMDB il film si è assestato sulla soglia media del dolby surround, 5.1. 
E credo gli sia andata anche bene. Si è salvato solo per la scena del demone-gelataio, piuttosto rivalutata su nonciclopedia.
Inizialmente avevo pensato di postare un commento semi serio, magari una rivisitazione della trama (*), poi ho deciso che forse non ne valeva la pena. 
Diciamocelo, non è riuscito un granché bene: è sconclusionato, poco coeso, molto superficiale e sempliciotto. Addirittura imbarazzante se pensiamo che i capi degli angeli non sono altro che un emule di Kyle Reese che ama sparare con le armi da fuoco e un buzzurro con le ali anti proiettili e la mazza chiodata. Rotante.
Comunque, la visione di questo film mi ha portato a ricredermi sulla figura di Michele, l'arcangelo intendo.
Per carità, magari sarebbe meglio partire dalle sacre scritture per indagare tale figura biblica, ma essendo io fresco fresco di visione parto da Legion.
Nel film risulta infatti poco chiaro il significato recondito che quest'angelo incarna. In un certo senso è una sorta di ribelle, che si rifiuta di compiere la volontà di Dio e decide di schierarsi a favore degli umani. Per questo ruba delle armi e li raggiunge in mezzo al deserto °_° 
E questo invece è Michael,
in "Gabriel - la furia degli angeli",
sprizza amore da tutti i pori...
Stando ai dialoghi che instaura con Gabriele (e pare che tra i due ci sia un rapporto ambiguo...) alla fin fine ci si convince (quasi) che il suo rivoltarsi a Dio (stiamo pur sempre parlando di un film, lo dico a onor di cronaca) sia un gesto teso a rendere un favore all'Altissimo più che a creare gratuito scompiglio tra le schiere celesti.
E io che pensavo che l'angelo ribelle per antonomasia fosse stato scaraventato nei bui recessi dell'Inferno... se poi consideriamo che quelli che paiono essere demoni, sempre nel film, sono invece persone possedute da angeli, inizio ad andare un po' in confusione.
Tutta gente abbruttita, indemoniata, con i denti da squalo e l'occhio da femmina con carta di credito illimitata di fronte ad una vetrina con i saldi (lo so, lo so, è un commento vagamente maschilista ma...è così...).

martedì 7 gennaio 2014

Finchè morte non ci riunirà

Titolo: Finchè morte non ci riunirà
Autore: Matteo Freddi
Editore: Leonida Edizioni
Genere: storico, narrativa
Pagine: 131

La trama:
Anno Domini 1565. L’Impero Turco Ottomano governato dal sultano Solimano il Magnifico, grazie a innumerevoli conquiste militari si espande sino a raggiungere le porte di Vienna. Il  mar Mediterraneo  è quasi interamente sotto il controllo musulmano dei corsari turchi che agli ordini di Dragut, compiono razzie e depredano le coste dei regni cristiani. 
Niccolò, un mercante siciliano, tornato a casa dopo un lungo viaggio di lavoro, trova la casa distrutta e scopre che la sua amata moglie Eleonora è caduta prigioniera dei corsari. 
Nel frattempo, Solimano, decide di  proseguire nella sua avanzata. Per raggiungere il suo obiettivo finale, Roma, sceglie di attaccare Malta, l’ultimo baluardo nel Mediterraneo a difesa della cristianità. Jean Parisot de La Valette gran maestro e comandante dei settecento cavalieri del Sacro Ordine di Malta, comanda la strenua resistenza cercando di tener testa all’esercito turco che conta quarantamila uomini. Eleonora, agile di mente e di corpo, relegata nell'harem del sultano, cercherà di manipolare Mirmah, la principessa turca, viziata e capricciosa, elabora un piano per cercare di trovare una via di fuga che la possa far tornare al suo paese e riabbracciare suo marito Niccolò.
Niccolò,  senza più alcuna ragione di vita tranne l'amore che prova per sua moglie,  convinto di poter riabbracciare Eleonora solamente in paradiso, decide di raggiungere Malta offrendosi come volontario per combattere assieme ai cavalieri.

Il mio commento:
Non è mai facile commentare un testo altrui, soprattutto se si tratta di opere che hanno ottenuto discreti riconoscimenti e numerosi commenti positivi. 
Ancor più difficile se magari il testo in questione tratta di un argomento storico, romanzandolo. Ed essendo io 'gnurante in materia, temo di non esser stato il lettore ideale per un libro come questo, letto tra l'altro nell'ambito di una catena di lettura che, forse, è capitata in un momento delicato.
Per qualche strano motivo riesco infatti a portare avanti più serie manga in contemporanea ma quando si parla di libri procedo in modalità seriale. E, per non ingolfare la catena, ho dovuto sospendere la lettura de Il Sigillo Del Fuoco subito dopo la parte VII...e non è stato facile affatto, smettere intendo. Spero che Uberto mi perdoni... 
Ad ogni modo, dicevo, trattandosi di un testo che vuol parlare di storia il rischio che si può correre è quello di non rendere giustizia ai fatti realmente accaduti, rischiando di semplificare o non riuscire a rievocare al meglio quanto avvenuto, oppure le abitudini e le mentalità dell'epoca. In tal senso, il libro, non mi ha particolarmente convinto.
Per carità, è scritto bene, non ha sbavature, non ho trovato refusi così come il ritmo e la gestione cinematografica (visto che questo è il focus che, da subito, viene proposto al lettore) delle scene mi pare buona. Considerando anche la lunghezza del testo credo che, nel complesso, il romanzo sia più che discreto e capace di suscitare interesse.
Però, a mio avviso, qualcosa non è riuscito appieno.
Non mi soffermerei eccessivamente su talune scelte - discutibili - adottate per fornire al lettore spiegazioni (emblematico l'incontro tra Eleonora e Niccolò dopo la battaglia finale, con lei provate e lui stanco oltre che ferito e con un dardo conficcato nella spalla che non esita a profondersi in spiegazioni pompose...caspita, starai male, no?) e nemmeno sulla brevità dei capitoletti proposti, in alcuni casi piuttosto essenziali e rapidi, che forse rischiano di togliere spazio alla caratterizzazione di personaggi e ambientazione. Piuttosto, quello che non mi ha convinto del tutto è l'aspetto storico delle vicende, la volontà di far conoscere al lettore quello che è stato un passaggio della vita maltese. Senza contare che, per uno che Malta non la conosce per niente, non è così facile "vederla" attraverso le parole del libro.

lunedì 6 gennaio 2014

Battlestar galactica - terza e quarta stagione

Titolo: Battlestar galactica - Terza stagione
Anno: 2006/2007
Numero episodi: 20
Genere: fantascienza
La trama in breve: al seguente indirizzo trovate l'elenco delle puntate con relativa descrizione breve


Titolo: Battlestar galactica - Quarta stagione
Anno: 2007/2008
Numero episodi: 20
Genere: fantascienza
La trama in breve: al seguente indirizzo trovate l'elenco delle puntate con relativa descrizione breve

Esplosioni nello spazio...
ah la fantasia...
Il mio commento:
È stata dura ma son riuscito a completare l'impresa. Già a fine novembre dell'anno scorso, in realtà, solo che non avevo trovato l'occasione o lo stimolo giusto per sedermi qui ed esprimere un commento su quanto visto nell'arco del 2013.
Non credo neppure di riuscire a produrre un pensiero troppo elaborato e complesso, visto che è trascorso un po' da quando ho concluso l'impresa. Vero è che ne son rimasto poco contento, più che altro per via dei tagli e della frettolosa conclusione proposta. Anche sullo sviluppo di certe dinamiche e personaggi avrei un po' da ridire visto che c'è stata la tendenza di insistere eccessivamente su alcuni trascurandone altri che, di tanto in tanto, venivano recuperati e caratterizzati. 
Scrivi, maledetto sceneggiatore,
scrivi! Noi cyloni abbiamo troppe
poche battute! E perché noi 4 e 5
non facciamo mai una mazza? 
Fatto sta che lentamente si è assistito ad uno stillicidio così da depurare la flotta da tutti i personaggi scomodi (Zarek, Gaeta...) o di colore (Dualla, Tory... *_*) e portare sulla Terra una razza geneticamente pura e vagamente divisa sull'esistenza di un pantheon o di un unico dio da venerare. 
O, per lo meno, questo è quello che riguarda parte della flotta e del Galactica visto che nel corso delle varie stagioni si perde un po' visione e interesse nell'approfondire quel che accade tra i ranghi civili, forse un po' confusi sulle alleanze con i cyloni e i vari colpi di stato. Anche se, penso io, un'alleanza che comporta la salita a bordo di orde di zoccolissime numero sei non penso sia stata vista come un fatto negativo dalla maggior parte degli ommeni presenti a bordo. Motivo che spiegherebbe come al culto di Gaius Baltar, reinventatosi profeta, aderiscano centinaia di donne giovani e piacenti, trascurate dal resto dei maschi.
Kara Thrace:
un personaggio più che
controverso...
Ad ogni modo, dall'inizio della terza stagione con un insediamento su New Caprica in cui i cyloni imperversano si assiste a rivolte e fughe per poi riprendere la ricerca della Terra che, dopo innumerevoli vicissitudini e altrettanti flashback e regressioni, senza scordare inseguimenti e battaglie spaziali su vasta scala, verrà infine raggiunta. Si può facilmente intuire che nell'arco delle ultime due stagioni non vengono meno i colpi di scena, vedasi la rivelazione degli ultimi cinque cyloni o la riminiscenza di quel che è successo su Kobol o tutte le vicissitudini legate alla lotta contro i nemici, ma anche alcuni episodi spiazzanti e riconducibili a tematiche attuali e scottanti, come l'eutanasia praticata da "Il medico della morte" o le problematiche di salute di Laura Roslin per via del cancro che la sta consumando. 
Che poi, essendo la popolazione rimasta ancora in vita costretta a vivere di stenti, perennemente in fuga e a corto di viveri e risorse, credo che sia anche legittimo riflettere su simili questioni. 
Anche se, di contro alla penuria di cibo e acqua, non si riscontrano mancanze in fatto di vestiario o di sigari e alcol *_*

venerdì 3 gennaio 2014

Capitan Harlock

Titolo: Capitan Harlock
Regia: Shinji Aramaki
Anno: 2013
Genere: animazione, sci-fi

La trama in breve:
Nell’anno 2977, l’universo è popolato da 500 miliardi di esseri umani, discendenti da coloro che vennero esiliati dalla Terra. Il nostro pianeta, che tutti considerano “la casa”, ora è controllato dalla Coalizione Gaia, un’entità sovranazionale decadente e corrotta che governa dittatorialmente tutto il genere umano. L’incrociatore Arcadia, comandato dal Capitan Harlock è ormai diventato l’ultima speranza di liberare l’umanità dal giogo di Gaia, ecco perché dalla Coalizione parte il progetto di infiltrarsi nell’astronave e assassinare Harlock.  (presa da qui

Il mio commento:
Guardate il menù del Mac Space, ciurma! Guardate
in fretta, che poi ordiniamo...
Innanzitutto buon anno nuovo a tutti!
Felice 2014!!!
E quale miglior occasione può esserci se non dedicare il primo post dell'anno a un bel film? Magari pescandone uno di memorabile, coinvolgente, strepitoso? Potrei scribacchiare in merito a una di quelle esperienze cinematografiche vivide e sensazionali che fanno sobbalzare gli spettatori, che li emozionano, li stupiscono, li fanno palpitare?
...in effetti mi sarebbe piaciuto ma qualcosa, evidentemente, è andato storto. 
Dannate aspettative tradite da mere dinamiche commerciali!
Quelle stesse che sono state spappolate ieri sera durante la visione del tanto atteso Capitan Harlock.
Avremmo (eravamo in 7 ommeni trepidanti come bambini...) dovuto sospettare che qualcosa non andasse già dalla presenza di quei commenti "esca" gettati lì da Cameron ("mitico, epico e visivamente senza precedenti", diceva), quello stesso James Cameron che a suo tempo aveva pompato tantissimo quel suo Avatar, tanto colorato, tridimensionale e visivamente impressionante quanto insignificante dal punto di vista della trama. 
Ecco, la problematica qui è la medesima. 
Ehi, io suono i bonghi...
voglio dire, questa nave si pilota da sola
che caspita servo qui in plancia?
A livello grafico Capitan Harlock è come una guduriosa e prolungata eiaculazione, davvero notevole e ben realizzato. Difficile rimanere indifferenti a tanta maestosità, alla potenza immaginifica e alla resa grafica, praticamente foto-realismo. 
Purtroppo, sono le innumerevoli boiate, la superficialità e la trama insulsa che affossano impietosamente questo prodotto di animazione.
Passi per le vaccate contro ogni più blando principio scientifico, dalle navi che precipitano in assenza di gravità al fumo nello spazio, o quelle meramente necessarie a soddisfare i palati più esigenti, come la doccia acrobatica di Kei, il tanga sopra l'aderentissimo abito di Meeme o le armature di Yattaran e soci che talvolta spariscono e che si indossano esclusivamente precipitando dall'alto e sperando che tutto sia al posto giusto...

domenica 29 dicembre 2013

Il trono di spade - Game of thrones - Season 3

Titolo: Il trono di spade (Game of thrones) - Terza Stagione
Anno: 2013
Episodi: 10
Genere: fantasy

La trama in breve:
I giochi continuano. Jon Snow è tra i Bruti e mentre Daenerys Targaryen cerca di ottenere un esercito nelle terre di Astapor, le cose ad Approdo del Re cambiano: i Tyrell acquistano più potere e cercano di entrare nelle grazie dei potenti Lannister.
Sansa Stark e Petyr 'DitoCorto' Baelish:
come andrà a finire tra la lady e il
viscido, nonché subdolo,
consigliere di corte? E come reagirà
quest'ultimo al Red Wedding?
In viaggio verso nord, Bran Stark vive sogni sempre più realistici e incontra un nuovo amico. Jaime Lannister e Brienne di Tarth continuano la loro marcia verso sud con non poche difficoltà, mentre Tyrion e Cersei Lannister non sono più padroni di loro stessi dall'arrivo del loro padre nella capitale. Arya Stark incontra il sacerdote Thoros di Myr e si unisce alla Fratellanza Senza Vessilli. Rifugiato alla Roccia del Drago, Stannis Baratheon attende un segnale dal Signore della Luce, mentre Theon Greyjoy è stato rapito dal bastardo di Roose Bolton, un individuo di raro sadismo che lo tormenterà alternando torture, mutilazioni e false speranze. Robb Stark sente il peso della guerra e cerca di dare uno scopo ai suoi uomini.  (da wikipedia)

Il mio commento:
Rispetto alla stagione precedente, questa è stata senza dubbio più impegnativa e devastante sotto il profilo della truculenza e delle morti violente. Tanto più che c'è anche la componente mutilazione, torture e sadismo che ha contribuito a rendere lo sviluppo narrativo più cupo e perverso.
 Il re oltre la Barriera, Mance Rayder
Lo so, sembra un barbaro ma...
comanda, ah se comanda! Forse...
Al contempo, la trama ne ha guadagnando assai visto che gli eventi, gli intrighi e i colpi di scena descritti in queste dieci puntata sono piuttosto elevati in numero e talvolta destabilizzanti. 
Vero è che ora come ora ho difficoltà a immaginare gli sviluppi della quarta stagione visto che alcuni personaggi che reputavo fondamentali, come dire, non ci saranno. Per cui, o si andrà incontro a qualche evento bellico su vasta scala, con Daenerys Targaryen di ritorno nelle terre occidentali ad esempio, o con qualche delirio di massa tra bruti ed estranei in arrivo dal Nord. D'altronde, è dall'inizio della prima stagione che si insiste col motto "l'inverno sta arrivando"... ma per ora non è arrivato.
Forse ci penserà il buon Mance Rayder ad accelerare i tempi...
Contrapposti agli atroci colpi di scena proposti, c'è comunque da notare che in questa terza stagione si avverte una certa accelerazione di ritmo narrativo. Alcune dinamiche vengono quindi affrettate o fatte trasparire in singoli episodi (la scalata della barriera!) lasciando allo spettatore colmare con la fantasia eventuali situazioni pregresse di cui, di fatto, vengono descritti solamente gli effetti finali, soprattutto per quanto concerne intrighi di corte e alleanze a sorpresa. Analogamente, alcuni spostamenti spaziali risultano sospetti (dannazione, queste terre fantasy sono sempre così piccole) e personaggi presentati in sordina, saranno probabilmente maggiormente approfonditi e caratterizzati in futuro, anche perché ne soppiantano altri (vedasi il caso di messer Bolton o di Jojen Reed e soci).
Alcuni elementi che poi fa piacere notare sono i parallelismi e i richiami che Martin e/o sceneggiatori realizzano, come ad esempio Robb Stark e Stannis Baratheon, entrambi consigliati più o meno bene da una rossa, rispettivamente la madre e una strega/sacerdotessa/mignottona; Jaime Lannister, comunque in balia di bionde, ovvero la gemella Cersei Lannister e la soldatessa Brienne of Tarth. 
- Sono incinta...sei arrabbiato?
- (Ma porca zozz...ladra...maremm..)
Ma no, amore, ma che dici! (Ci
mancava pure questa...
Siamo nel bel mezzo di una guerra,
i miei sottoposti si stanno ribellando,
ci hanno tagliato le retrovie,
ho perso l'unico prigioniero con cui
potevo trattare con i Lannister...e)...
ma non prendevi la pillola, scusa?
Sul fronte gnoccolame vario e scene di nudo, lo dico per i maschietti e per eventuali maniaci all'ascolto, il livello rimane buono mentre si incrementa forse la presenza di elementi magici e fantasy. Mi riferisco ai poteri di chierico di Thoros of Myr che consentono a Beric Dondarrion di tornare in vita - facendo sballare tutte le statistiche di uccisioni violente che riguardano la serie - quest'ultimo equipaggiato di spada infuocata; ma anche alle solite cosacce che tenta di fare Melisandre, la strega rossa, alle scorribande draconiche dei cucciolotti di Daenerys, ai metamorfi (tra cui anche il buon Bran!) e, non da ultimo, quel che accade tra Samwell Tarly e un Estraneo...
Inutile dire che trama, episodi e intreccio son gestiti molto bene e sempre in modo adulto e maturo, con dinamiche abbastanza realistiche e ponderate, senza lasciar nulla al caso, addirittura con decisioni amare da prendere e improbabili alleanze da stringere.

venerdì 27 dicembre 2013

Qualunquemente

Titolo: Qualunquemente
Regia: Giulio Manfredonia
Anno: 2011
Genere: comico
Cast: Antonio Albanese, Sergio Rubini, Lorenza Indovina, Nicola Rignanese, Davide Giordano, Veronica Da Silva

La trama in breve: 
Uno spettro si aggira per la Calabria: è lo spettro della legalità. Contro questo spiacevole inconveniente, rappresentato dal candidato sindaco di Marina di Sopra, certo De Santis, la parte "furba" del paese schiera l'uomo della provvidenza: Cetto La Qualunque, di ritorno da un periodo di latitanza con una nuova moglie, che chiama Cosa, e la di lei bambina, che non chiama proprio. Volgare, disonesto, corrotto, ma soprattutto fiero di essere tutto questo e molto di peggio, Cetto prima ricorre alle intimidazioni mafiose, poi a dosi inimmaginabili di propaganda becera, quindi assolda uno specialista. Il fine, e cioè la vittoria alle elezioni, giustifica interamente i mezzi, che in questo caso vanno dal comizio in chiesa, all'offerta di ragazze seminude come fossero caramelle scartate, all'incarceramento del figlio Melo in sua vece. Fino alla più sporca delle truffe... (fonte mymovies)

Il mio commento:
Visto la sera del 24, giusto prima di Natale, era da un po' che attendevo di dare un'occasione a questa piccola perla cinematografica italiana. Ok, ok, per qualche strano motivo la produzione filmica nostrana non riesce a partorire altro se non filmetti più o meno comici (vedasi i vari cine-panettoni o quel che propinano i vari Pieraccioni, Zalone e compagnia bella), qualche thriller, qualche fiction dal sapore antico e per lo più opere drammatiche per cui, direte voi, che cosa avrebbe questo Qualunquemente in più rispetto ad altri?
In primis c'è il sior Antonio Albanese, che tutto sommato non mi spiace e che già ho apprezzato nei suoi interventi comici durante i vari "Mai dire..." oltre che in "Uomo d'acqua dolce".
In secondo luogo perché, a ben guardare e riflettendoci un poco, questo film dovrebbe essere considerato più una pellicola di denuncia sociale che una parodia comica.
Qualcosa che dovrebbe aizzare gli animi e spronarci a dire "NO, non deve più esserci nulla del genere! Mai più!". Invece, da bravi italiani, finiamo col riderci sopra e...basta. Felici e rassicurati, quasi, nel riconoscere quanto siamo provinciali e falsi. 
Ecco quindi che il personaggio di Cetto La Qualunque, un concentrato di ipocrisia, ignoranza e illegalità, nel suo barcamenarsi tra abusi e messaggi diversamente votati all'onestà incarna le caratteristiche tipo che associamo (giustamente o a torto, ma, come dirette Tomba, ai posteriori l'ardua sentenza) a coloro che, ogni giorno, dovrebbero gestire la cosa pubblica e si affacciano nelle nostre vite attraverso lo specchio della televisione. Ipocrita, incapace, amante della bella vita, perdigiorno, disonesto...ha praticamente le carte in regola per dirigere un partito e ambire a una carica pubblica.

mercoledì 25 dicembre 2013

Buon Natale 2013!!!

Lo so, lo so, vi aspettavate immagini di discinte cagnone da competizione in pose sessi, magari fantasiose ed estrose nell'uso di qualche gadget acquistato per Natale, magari su Groupon. 
Ma temo vi deluderò.
E siccome dicono che il Buon Santa Claus, stanco delle polemiche sui caccia americani statunitensi, abbia deciso di prendersi una pausa chissà dove, forse anche con l'intenzione di recimolare fondi visto il triste empasse economico che continua a tormentare il nostro presente, abbandonata l'idea iniziale di postare una bella immagine presa da Games of Thrones (*) parafrasando il motto "l'inverno sta arrivando" con "il Natale sta arrivando", l'unica soluzione che mi è venuta in mente per salvare il tradizionale post di auguri natalizi è quella che vado a riportare qui sotto. Anche perché foto di Jaeger di Pacific Rim con armature addobbate a festa e lucine alimentate a plutonio non ne ho trovate... 
E come sempre, il buon Chuck è determinante....
Spero apprezziate ugualmente: Buon Natale a tutti!!!





(*) : sono ancora profondamente turbato e sconvolto dagli eventi del Red Wedding della puntata 9 della terza stagione... :-(