sabato 16 aprile 2022

Squid Game


Titolo:
Squid game
Anno: 2021
Episodi: 9
Genere: thriller, azione, distopico, drammatico

La trama in breve:
Il survival drama segue Gi-hun Seong, un autista particolarmente sfortunato che, dopo aver accumulato un enorme debito, principalmente a causa della sua dipendenza dal gioco d'azzardo, riceve da un uomo ben vestito l'invito a unirsi a un gioco dove le puntate sono molto alte. Gi-hun accetta e viene portato - privo di sensi - in un luogo segreto con altri 455 giocatori che come lui si risvegliano in un grande dormitorio e realizzano di essere identificati solo da un numero. La misteriosa struttura è gestita da persone mascherato ed è supervisionata dal Front Man, anche lui mascherato. (fonte comingsoon)

Il mio commento:
Anche se con discreto ritardo rispetto al mondo, impresa per altro non facilitata da rischi spoiler derivanti da navigazione internet e chiacchiere con chi l'aveva già vista, recentemente son riuscito a concludere al visione di questa serie sud coreana. Sinceramente, col senno di poi, mi domando come mai nella nostra televisione e tra le proposte sulle varie piattaforme di streaming ci siano così pochi prodotti orientali considerando la qualità, quanto meno se prendiamo in considerazione una produzione come questa, con cui vengono realizzate.
Difficile pensare che una serie come Squid Game non riscontrasse successo e, inevitabilmente, prestasse il fianco per critiche e rischi di censura per dinamiche che hanno coinvolto ragazzini. Questioni che, a mio avviso, lasciano il tempo che trovano visto che, comunque, dinamiche di bullismo c'erano prima e ci saranno dopo senza contare che le occasioni per venire a contatto con contenuti non adatti a loro ce ne sono a iosa, purtroppo. 
Venendo alla serie in sé, personalmente l'ho trovata davvero ben realizzata sotto molti punti di vista. In primis in termini di estetica, fotografia e scelte registiche. La narrazione stessa è ben organizzata e propone momenti di introspezione e di esplorazione dei personaggi accanto a sfide violente e drammatiche. Le vicende seguono persone ai margini della società, sconfitti e falliti, che non hanno molte altre possibilità se non tentare il tutto per tutto per riscattarsi e sperare in un futuro dignitoso. 
Il primo episodio - che a me ha fatto tornare alla memoria uno sprazzo del film nipponico "Ritratto di famiglia con tempesta", visto parzialmente su qualche rete minore anni fa, quanto meno per somiglianza di comportamento e dinamiche esistenziali tra Gi-hun e il protagonista Ryota - permette di introdurre i personaggi principali e le loro vicende fino alla partecipazione al gioco, ovviamente ignari di quanto sta per accadere. Quello a cui partecipano è infatti un survival game, per certi versi una piccola guerra nella quale tutto è concesso e costantemente monitorata e manovrata da membri di una misteriosa organizzazione vestiti di rosso e con una maschera sul volto. Persone che, pensiero non-sense, mi domando come vivano la loro esistenza, cosa scrivano nei social o mettano nel cv: "Così lei negli ultimi anni ha lavorato per una società segreta?" "Esatto, sì" "E di cosa si occupava, di preciso?" "Beh, giustiziavo persone, bruciavo cadaveri..." 
Tornando a discorsi più seri, la serie propone decisamente situazioni ben più pesanti e drammatiche, con esperienze fisiche provanti, intervallate a disperati tentativi di sopravvivenza capaci di spiazzare sia gli stessi personaggi che gli spettatori

mercoledì 30 marzo 2022

La leggenda di Vox Machina - The Legend of Vox Machina



Titolo:
La leggenda di Vox Machina  (The Legend of Vox Machina)
Anno: 2022
Episodi: 12
Genere: animazione, fantasy

La trama in breve:
La storia segue le gesta e le disavventure di un gruppo di avventurieri noto come "Vox Machina", una disorganizzata squadra di mercenari in cerca di gloria e fortuna lungo il continente di Exandria (fonte wikipedia)

Il mio commento:
Avevo letto qua e là commenti positivi su questa serie animata di genere fantasy basata sul gioco di ruolo Dungeons & Dragons motivo per cui l'ho recuperata e vista su Amazon Prime e confermo il giudizio positivo: ne son rimasto piacevolmente soddisfatto :-)
Questi primi dodici episodi sono di fatto la trasposizione animata e visiva della campagna di Critical Role, web serie statunitense nella quale attori e doppiatori professionisti hanno giocato a campagne basate sul celebre GdR. 
Gioco con cui pure il sottoscritto si è divertito ai tempi del liceo e dell'università sia con amici sia tramite videogame, penso ad esempio al mitico Baldur's Gate.
La serie animata traspone quindi su schermo le gesta di questa sgangherata banda di mercenari e avventurieri proponendo uno show adulto, nel quale non mancano brutalità, turpiloquio e colpi di scena.
Al momento ne son stati trasmessi solamente 12 episodi, per cui "una stagione", lasciando la narrazione in sospeso dopo la conclusione di un paio di archi narrativi. Un primo ciclo di puntate utile a introdurre l'ambientazione e il gruppo Vox machina e uno, più lungo, ambientato a Whitestone nella quale si approfondisce il background di Percy e si rispolverano creature come vampiri e non morti.
Il gruppo di personaggi principali è eterogeneo e fa riferimento alle varie classi di personaggi presenti in D&D, sebbene tra questi ci sia qualche elemento di novità introdotto, da quel che ho capito, proprio dai membri di Critical Role: il personaggio di Percival Fredrickstein von Musel Klossowski de Rolo III, ad esempio, è un pistolero (e non solo...), che è un tipo di personaggio che non ricordavo in D&D.
Solitamente infatti sono presenti guerrieri, chierici, druidi, maghi...personaggi tipici del contesto fantasy che fanno leva su armi bianche, archi, balestre e tanta magia ma non su pistole e fucili.
Comunque sia il gruppetto proposto è eterogeneo ma interessante e vede un buon mix di personalità e allineamenti: oltre al suddetto pistolero Percy, per altro portatore di una cupa maledizione, c'è la gnoma chierica Pike Trickfoot, molto amica del goliath barbaro Grog Strongjaw; i gemelli mezzelfi  Vex'ahlia "Vex" Vessar (in de Rolo) e Vax'ildan

mercoledì 23 marzo 2022

Lol 2 - Chi ride è fuori


Titolo
: Lol 2 - Chi ride è fuori
Anno: 2022
Episodi: 6
Genere: comico- reality


La trama in breve
Dieci comici sono rinchiusi in una casa-teatro per sei ore consecutive. L'obiettivo di ogni giocatore è far ridere gli altri con qualsiasi mezzo: battute, gag, oggetti (presenti in un apposito "spogliatoio" o portati dall'esterno). In caso di risate, sorrisi e smorfie, un giocatore viene inizialmente ammonito tramite un cartellino giallo e, successivamente, espulso con un cartellino rosso e quindi eliminato dal gioco. Inoltre vige l'obbligo di partecipare attivamente al programma, pena ammonizione o eliminazione. Vince l'ultimo giocatore che rimane in gara. Il premio finale è di 100000 euro, che il vincitore devolverà interamente in beneficenza. (fonte wikipedia)


Il mio commento:
Come per la precedente stagione, di cui avevo parlato in questo post, mi sono cimentato nella visione della seconda edizione del programma per curiosità e perché spesso, nella navigazione web o nei pochi social che frequento, continuavo a imbattermi in segnalazioni del programma. Tra l'altro, seguendo sia Nuzzi Di Biasse, che Corrado Guzzanti che Maccio Capatonda era dura non ricevere notizie e spoiler.
Come per la precedente edizione anche questa volta ho ritrovato volti noti - oltre ai nomi già citati, anche il mago Forrest e Lillo - e altri completamente ignoti.
Confermo però l'impressione avuta e già riportata, ovvero che non ho riso né mi son divertito come avrei pensato. Vero è che non è semplice essere comicamente efficaci in un contesto simile, dove c'è comunque tensione e strategia, però questa volta si respirava decisamente meno improvvisazione della volta precedente. Sarà l'effetto del doppiaggio ma i vari momenti "on stage" erano decisamente preparati e questo, a mio avviso, mi lascia un po' perplesso. 
Farà parte delle regole, per carità, però nella precedente edizioni mi sembravano meno costruiti, sia i momenti che i partecipanti. E pure i sorrisi e le risate stesse dei partecipanti erano meno appariscenti, forse perché tutti più concentrati e consapevoli. 
Comici che per altro dimostrano, con il loro modo di porsi e di divertire, se sono capaci di spontaneità e improvvisazione oppure se devono necessariamente beneficiare di una certa preparazione o di gadget (vedi l'urna o i libri o i costumi). 
Tra i nomi presenti ovviamente c'è chi è maggiormente talentuoso e capace - penso a Guzzanti, Forrest e Virginia Raffaele - altri che in qualche modo di son prestati a gag e situazioni - su tutte, la lotta di wrestling tra Maccio e Max Angioni - altri invece che han reso "poco". Motivo forse per cui è stato previsto l'elemento disturbante di Lillo, tra balli e demenzialità (vedi l'urlatore di mambo).

lunedì 7 marzo 2022

Boris - stagione 3


Titolo:
Boris - stagione 3
Episodi: 14
Anno: 2010
Genere: commedia, comico

La trama in breve:
René Ferretti cerca di convincere la rete a produrre la serie Machiavelli, con la quale si era conclusa la precedente stagione. La direzione sembra accettare ma prevede un'attesa di alcuni anni prima di dare l'avvio alla produzione, motivo per cui René accetta in segreto di lavorare per una rete concorrente, dirigendo la sit-com Troppo Frizzante...ma le svolte sono dietro l'angolo e la troupe avrà una nuova imperdibile occasione di cimentarsi per la rete nella realizzazione della serie Medical Dimension ambientata nel mondo della sanità pubblica.


Il mio commento:
Avevo iniziato a vedere questa terza stagione su Netflix per poi vederla sparire dal catalogo con l'inizio del nuovo anno :-((( 
Fortunatamente è ora presente nel catalogo Disney+ e ho avuto l'occasione per recuperarla e terminarla. Con immensa soddisfazione oserei dire ^__^
Per altro mi accorgo solo ora di non aver riportato alcun commento sulla seconda stagione, e un po' me ne vergogno... Tuttavia sono ancora in tempo per lasciare qualche riferimento a quest'ultima stagione, in attesa, chissà, che ne producano un'altra.
Indubbiamente si tratta di una serie geniale, ironica e ben fatta, caricaturale e intelligente che, soprattutto verso le puntate finali, mette in luce proprio il modo di pensare allo show business, al modo in cui vengono scelte le proposte da mandare in onda. Infatti, nonostante le belle speranze e le alte aspettative, così come l'impronta votata alla qualità, Medical Dimension (una brutta copia delle varie serie tv legate al mondo della sanità come Grey's Anatomy o Dr. House) è una sorta di trappola che, secondo i piani, non vedrà mai la luce. Una scelta strategica della rete che vuole appositamente mantenere basso il livello qualitativo delle proprie proposte, a scapito degli spettatori che, tutto sommato, faranno spallucce e continueranno a guardare la tv ugualmente.
Ovviamente non mancano anche frecciatine ad altre trasmissioni, in particolare alla Mediaset con Troppo Frizzante e chiari riferimenti ai varietà e alle sit-com con pretese di comicità ma che in realtà dovrebbero creare imbarazzo per pochezza e vacuità di contenuti, oltre che per la bassezza delle gag comiche. Ma anche, con il riferimento a nonno Joe, a come cambia il modo di approcciare certi temi e/o proporre stereotipi.

sabato 26 febbraio 2022

Eternals

Titolo
: Eternals
Regia: Chloé Zhao
Anno: 2021
Genere: supereroi, fantastico, azione
Cast: Gemma Chan, Richard Madden, Kumail Nanjiani, Lia McHugh, Brian Tyree Henry, Lauren Ridloff, Barry Keoghan, Kit Harington, Salma Hayek, Angelina Jolie, Dong-seok Ma, Haaz Sleiman, Zain Alrafeea, Harish Patel


La trama in breve:
Gli eterni sono un gruppo di esseri dotati di poteri sovrannaturali creati dai Celestiali e inviati sulla Terra agli albori della storia del pianeta con il duplice scopo di sconfiggere i mostruosi Devianti e di agevolare l'evoluzione della razza umana. Quando, dopo secoli di assenza, un nuovo deviante torna a manifestarsi il gruppo dovrà riunirsi per contrastare tale minaccia e, al contempo, dopo secoli di separazione, fare i conti con le storie personali di ciascuno...


Il mio commento:
Forse partivo prevenuto ma, rispetto ad altri film Marvel, ammetto che in questo Eternals si nota una certa maturità di narrazione e costruzione della storia la quale, ambientata dopo il famoso Blip di Thanos, si articola tra presente e passato con numerosi flashback (però non pretendiamo rigore storico assoluto, mi raccomando). 
Ovviamente non mancano combattimenti ed effetti speciali all'ultimo grido, sia mai, però a mio avviso c'è stata maggior attenzione a confezione un prodotto più adulto e meno brain-off rispetto ad altri.
Lo sviluppo della storia per altro è discretamente organizzato per cui viene concesso il giusto spazio all'esplorazione e alla caratterizzazione di ciascuno dei membri del gruppo - Ajak, Sersi, Ikaris, Druig, Makkari, Phastos, Sprite, Thena, Gilgamesh e Kingo -, sia perché magari non sono personaggi così noti al grande pubblico (io, per lo meno, non sapevo chi fossero) sia perché alcuni membri del cast sono nomi blasonati del panorama cinematografico sia perché funzionale alla trama del film e, probabilmente, dei successivi capitoli. Sulla scelta degli attori del cast, comunque, ho qualche riserva su alcuni nomi (ad es Kit Harington)...però mi rendo conto che qualche scelta dovesse pur essere fatta e che probabilmente le somme andranno tirate più avanti.
Nel corso della narrazione inoltre fanno capolino anche tematiche non banali che in altre pellicole Marvel non erano presenti e che, da un lato, conferiscono maggior profondità a storia e personaggi, dall'altra li rende anche più "umani", tragici, e, volendo, vicini. Sono presenti intrecci amorosi, alcuni più evidenti, altri meno, compresa una relazione omosessuale. Una delle protagoniste soffre invece di una sorta di demenza, di cui viene parzialmente chiarita la natura verso il finale, mano a mano che gli eterni scoprono di più sul vero scopo per il quale sono stati creati e posti sul pianeta, che la porta ad azioni violente e incontrollate anche verso i propri compagni. Vi sono poi questioni legati alla fedeltà alla causa contrapposta a quella verso il gruppo contrapposta a quella verso le creature protette (ossia l'umanità); ma anche altre questioni legate al senso stesso della creazione degli stessi eterni, diversi tra loro anche per possibilità: una di loro (Sprite) infatti è e resterà per sempre bambina ed è legittimo chiedersi il motivo di tale scelta da parte dei Celestiali poiché questo determina inevitabili sofferenze e problematiche di relazione. Per altro risolte con una scelta drastica e irreversibile, e non mi riferisco solo a quella fatta da Sprite ma anche al gesto di Ikaris.

giovedì 24 febbraio 2022

Joker

Titolo:
Joker
Regia: Todd Phillips
Anno: 2019
Genere: thriller, drammatico
Cast: Joaquin Phoenix, Robert De Niro, Zazie Beetz, Frances Conroy, Bill Camp, Glenn Fleshler, Shea Whigham, Brett Cullen


La trama in breve:
Joker, il film di Todd Phillips è incentrato sulla figura dell'iconico villain, ed è una storia originale, diversa da qualsiasi altro film su questo celebre personaggio apparso sul grande schermo fino ad ora. L'esplorazione di Phillips su Arthur Fleck, interpretato in modo indimenticabile da Joaquin Phoenix, è quella di un uomo che lotta per trovare la sua strada in una società fratturata come Gotham.
Durante il giorno lavora come pagliaccio, di notte si sforza di essere un comico di cabaret... ma scopre che lo zimbello sembra essere proprio lui... (fonte comingsoon)


Il mio commento:
Ho visto questo film a puntate parecchie settimane fa, gustandomelo nonostante le varie interruzioni. 
Stavo quindi aspettando di aver il necessario tempo libero per scrivere qualcosa al riguardo ma sto imparando che, con un bimbo piccolo, o si coglie l'attimo oppure l'occasione favorevole potrebbe presentarsi solo dopo diverso tempo :-P
In ogni caso, essendo una pellicola di qualche anno fa e su cui già si è detto tutto, complici anche i riconoscimenti alla mostra del cinema di Venezia e agli Oscar, non credo che il mio commento possa essere fondamentale, tuttavia volevo lasciarne traccia pure in questo blog.
Indubbiamente questo di Phillips è un film notevole, con un'ottima fotografia e atmosfera, sostenuto dalla grande performance di Joaquin Phoenix, drammaticamente dimagrito per calarsi nella parte di Arthur Fleck, personaggio poi reso magistralmente anche grazie a una risata isterica molto particolare. Una persona, Arthur, problematica, disturbata, emarginata, fragile che si muove in una Gotham City degli anni 70/80 ormai allo sbando, in decadimento. Attraverso la sua storia si coglie l'occasione per denunciare un sistema che tende a "non vedere" certe categorie di persone, a tagliare i fondi e gli aiuti a essi destinati senza tener conto del problema che si crea a loro e alla collettività stessa. Una società che al contempo non esita a giudicare e infierire sui più fragili e deboli che, messi alle strette, finiscono anche con il prendere strade sbagliate e irreversibili.
Non so come mai abbiano voluto dedicare al Joker, al netto ovviamente di intenti commerciali e ritorni economici: il film infatti poteva benissimo sorreggersi da sé e restare staccato dal filone fumettistico. La storia possiede una sua profondità e un suo sviluppo che non necessariamente necessitava dell'appoggio di una DC comics o di una Marvel che sia. Semmai, forse è stata una trovata per attirare ancora maggior pubblico e per dimostrare che, volendo, si possono realizzare anche storie profonde a partire da buon materiale fumettistico.
Per altro è una storia credibile, piuttosto realistica, sebbene ci siano ovviamente degli aspetti probabilmente amplificati per creare assonanze con il noto antagonista di Batman (vedasi la risata o il trucco), fermo restando che ne segue proprio gli sviluppi così come nei fumetti, e altri per avere il pretesto di muovere qualche critica al sistema, sia sociale/economico che mediatico. 

domenica 13 febbraio 2022

The Office - Stagione 1



Titolo: The Office - stagione 1
Episodi: 6
Anno: 2005
Genere: commedia, falso documentario

La trama in breve:
La serie inizia presentando i dipendenti della Dunder Mifflin tramite un tour offerto dal direttore di filiale Michael Scott sia per una troupe di documentari che per il primo giorno di Ryan Howard. Il pubblico apprende che il venditore Jim Halpert ha una cotta per la receptionist Pam Beesly, che lo aiuta a fare scherzi al collega Dwight Schrute, anche se è fidanzata con Roy, che lavora nel magazzino al piano di sotto dell'azienda. In tutto l'ufficio si è sparsa la voce che la sede centrale della Dunder Mifflin stia pianificando di ridimensionare un'intera filiale, generando ansia generale, ma Michael sceglie di negare o minimizzare la realtà della situazione per mantenere il morale dei dipendenti. (fonte wikipedia)


Il mio commento:
L'ho vista su Netflix su suggerimento della stessa piattaforma, anche se non ho capito come mai ci fossero, ogni tanto, parti o episodi interi non doppiati. Forse mi son perso io qualcosa, tuttavia non ha costituito alcun problema.
Alcuni volti dei personaggi presenti li conoscevo già, da Steve Carrell a John Krasinski, da Brian Baumgartner (memorabile la gag "patatine a terra!" nel film Licenza di matrimonio, con Robin Williams) a B. J. Novak... che qui stanno tutti assieme e recitano come se non stessero recitando. L'effetto falso documentario, voluto, è infatti molto ben riuscito che fa sembrare i vari episodi come ripresi direttamente da contesti reali e concreti, sebbene vi siano, qua e là, dei momenti esagerati (vedasi gli scherzi "gelatinosi" di Jim)
Si tratta comunque di una commedia divertente, sebbene l'aspetto comico non sia costruita su battutacce o gag, bensì emerga dalle fastidiose situazioni che si vengono a creare, esasperate dal comportamento e dal carattere del direttore Michael Scott, un Steve Carrell in ottima forma. 
Per farvi capire meglio: ci sono infatti personaggi che sanno imprimersi nello spettatore, in positivo oppure in negativo, che sanno rendersi oltremodo odiosi e detestabili, un po' come Ramsey Bolton o Jeoffrey Lannister in GoT. Ecco, Michael Scott è uno di questi: meschino, arrogante, falso, vigliacco, irrispettoso, narcisista...le ha tutte e non nasconde minimamente questi suoi comportamenti e atteggiamenti. Insalvabile sotto ogni punto di vista. E a causa di ciò enfatizza qualsiasi situazione finendo con diventare offensivo e quasi crudele, ma senza provare il minimo rimorso o imbarazzo. Vedasi in termini di direttive per la festa di compleanno per Meredith, una strategia per "alzare il morale" del personale, nella quale non esita a creare disagi e problemi per le persone, compresa la povera Meredith costretta a festeggiare il compleanno 1 mese in anticipo, con una torta a cui è allergica e "rallegrarla" con frasi mortificanti al limite della denuncia. Ancora più spettacolare poi la soluzione con cui si toglie dall'imbarazzo di non aver alcuna sopresa/regalo per i dipendenti dopo averli tirati scemi tutto il giorno con tale lusinga, pensata per compensare i tagli sul fronte assicurativo. Non solo non ha procurato nulla ma non fornisce nemmeno risposte chiudendosi in uno sfiancante mutismo fino a che i dipendenti cedono, e se ne vanno. Delusi e impotenti, ma non sorpresi.

martedì 8 febbraio 2022

Sotto il segno della pecora

Titolo
: Nel segno della pecora // Sotto il segno della pecora
Autore: Haruki Murakami
Editore: Einaudi
Genere: narrativa
Pagine: 298

La trama in breve:
"In una semplicissima newsletter, un giovane agente pubblicitario inserisce la fotografia, in apparenza banale, di un gregge: uno degli animali, una pecora bianca con una macchia color caffè sulla schiena, suscita tuttavia l'interesse di un inquietante uomo vestito di nero, stretto collaboratore del Maestro, un politico molto potente i cui esordi si perdono nel torbido passato coloniale giapponese. Al giovanotto viene affidato l'incarico - ma si tratta in sostanza di un ordine - di ritrovare proprio quella pecora: unico indizio, la foto in questione, ricevuta per posta dal Sorcio, un amico scomparso da anni. Accompagnato da una ragazza con le orecchie bellissime e dotata di poteri sovrannaturali, attraverserà tutto il Giappone sino a raggiungere la gelida regione dello Hokkaido, vivendo una vicenda mirabolante e al tempo stesso realistica nella descrizione di luoghi e circostanze.  (fonte ibs)

Il mio commento:
Ho letto questo libro per curiosità in quanto, sinora, non avevo mai letto un romanzo di alcun autore giapponese. Di manga e testi ispirati o relativi a fumetti e manga ne ho letti molti (e tuttora persevero, anche se con tempistiche e quantitativi ridotti...), ma di romanzi no.
Motivo per cui, avendo avuto l'occasione, ho provato a cimentarmi nella lettura di questo testo, non per particolare conoscenza o raccomandazione ma perché la sinossi mi pareva interessante. Inoltre, googlando, avevo anche appurato che Murakami è considerato un valido autore.
Indubbiamente sa scrivere e ha una buona prosa, efficace e capace di rendere bene sia le situazioni che i paesaggi ma capace anche di gestire molto bene i dialoghi tra i suoi personaggi. Però...mi aspettavo qualcosa di diverso.
La storia proposta viaggia tra alti e bassi, per i miei gusti, con momenti più attivi e altri più monotoni. Ma è un effetto voluto, considerando sia la personalità giapponese sia il fatto che aspetti quali la solitudine e la routine sono tematiche tipiche di Murakami, da quel che ho capito.
In cuor mio speravo in un testo un po' più brioso e vivace, più pulp, anche per via di certi dialoghi e per la piega che, all'inizio, stavano prendendo le vicende. Invece nel complesso l'atmosfera non è delle più felici e, anzi, insiste molto sulle routine e sul rendicontare le azioni fatte, sulla meccanicità del vivere. Forse anche per creare un certo parallelo verso la vita del gregge o degli ovini... 
Nemmeno l'epilogo è particolarmente solare, anzi, mi ha lasciato spiaciuto per il protagonista. 
Mi ha lasciato anche un po' stranito, a metabolizzare la solitudine e la tristezza provata dal personaggio centrale del libro, nonché voce narrante, che, alla fine, conclusa la "missione" e il suo viaggio può finalmente concentrarsi su se stesso e liberarsi e sfogare i propri sentimenti. Anche perché, di fatto, pur con la sua verve e il suo cinismo, il protagonista non se la passa poi benissimo. In un certo senso avrebbe anche guadagnato una certa somma, con la quale magari sistemarsi e viver felice, ma dall'altro lato è ben consapevole che non sono i soldi a determinare la propria realizzazione. Nemmeno per un uomo poco più che trentenne come lui, sebbene ogni tanto venga da pensare che sia ben più vecchio, ma forse è anche l'effetto dovuto al fatto che non siamo di fronte a un testo recente bensì a un romanzo del 1982. 

domenica 30 gennaio 2022

The Witcher - Seconda stagione

Titolo:
The Witcher - seconda stagione
Episodi: 8
Anno: 2021
Genere: fantasy

La trama in breve:  
Nella seconda stagione, convinto che Yennefer sia morta nell’epica battaglia di Colle Sodden, Geralt di Rivia porta Ciri nel luogo più sicuro che conosce, la sua casa d’infanzia, Kaer Morhen. Mentre i re, gli elfi, gli umani e i demoni del Continente lottano per la supremazia fuori dalle sue mura, Geralt di Rivia deve proteggere la ragazza da qualcosa di molto più pericoloso: il misterioso potere dentro di sé. (fonte teamworld)

Il mio commento (Attenzione agli spoiler!!!):
La seconda stagione della serie dark-fantasy The Witcher riprende le gesta dello strigo impersonato da Henry Cavill subito dopo la conclusione di quanto visto nella precedente stagione. Consiglio però di recuperare un riassunto di quanto visto perché non son previsti particolari spiegoni nella prima puntata, che invece parte subito con atmosfere horror e riporta lo spettatore nel mondo di Geralt, un mondo popolato da mostri pronti a colpire.
Rispetto alle puntate precedenti, si nota che ci sono stati dei cambiamenti sotto vari punti di vista.
Il budegt, credo, è stato aumentato e grazie a ciò ne hanno beneficiato costumi, armature, trucco ed effetti speciali.
Il procedere della narrazione è inoltre maggiormente lineare, senza continui cambiamenti temporali che lasciavano un po' disorientati e confusi gli spettatori. Anche se, c'è da dire, che non è facile quantificare il trascorrere del tempo, soprattutto se si ha a che fare con personaggi dall'invecchiamento rallentato (come elfi, witcher/strighi, maghi...) e altri per i quali il tempo non sembra trascorrere in modo particolarmente veloce. Mi riferisco ad esempio al bardo Ranuncolo, che ha la medesima età di quando, anni prima, presenziò all'evento di Cintra in cui Geralt inconsapevolmente, reclamò Ciri come sua ricompensa in base alla legge della sorpresa: 15 anni circa non l'hanno cambiato minimamente, anzi, in un momento evidentemente fan-service mostra pure un fisico scolpito, che non son così sicuro sia del tutto in linea con la vita altalenante di un musico itinerante...
Ho apprezzato anche il fatto che l'ambientazione sia stata ampliata e che siano stati introdotti anche altri personaggi oltre che intrighi politici e misteri, per lo più incentrati su Ciri e altre creature sovrannaturali che via via compaiono nel corso della storia. Tuttavia, va detto, ci son anche molte spiegazioni che ancora mancano e che, al momento, generano solo dubbi e perplessità. Mi riferisco, ad esempio, alla Caccia Selvaggia del finale: chi sono? Dove sono? Cosa fanno nella vita? 
Sarei anche curioso di sapere come hanno fatto i witcher, in passato, a imprigionare la "madre immortale", considerando con quale facilità riesca a sbarazzarsi di alcuni di loro e con quale difficoltà riescano a tenerle testa.
Ma anche su le varie casate e confraternite che appaiono avrei qualche dubbio e curiosità...soprattutto perchè molti personaggi sono solo comparsate veloci, che non si imprimono nella memoria.
Un altro aspetto "dubbio" relativo all'ambientazione è legato alla questione delle distanze: non viene mostrata una vera mappa agli spettatori, né durante la sigla (alla stregua di Game of Thrones) né indirettamente durante qualche riunione o concilio. Tuttavia le distanze colmate dai protagonisti sono sospette: non mi riferisco, ovviamente, a quelle coperte dai maghi che ricorrono a portali dimensionali o teletrasporto, bensì a quelle di pedoni e cavalieri che in poco tempo si trovano da un capo all'altro del continente. Senza mai mangiare, riposarsi o espletare funzioni corporee...

domenica 23 gennaio 2022

Free Guy - Shang Chi - Cobra Kai

Ben ritrovati sulle pagine del mio blog e, per quanto in ritardo, auguri di buon anno ^_^
Lo so, lo so, siamo ormai oltre la metà del mese ma ritenevo opportuno riportarlo, visto che nelle mie intenzioni questo post avrebbe dovuto comparire qualche tempo fa...poi, la vita ha voluto diversamente tra dinamiche familiari, impegni in seno all'asd Scuola delle Cinque Virtù Marziali e tempo libero sempre ridotto al minimo e/o in balia di imprevisti (ad esempio primi raffreddori del bimbo).
Ne approfitto comunque per parlarvi di alcuni film e serie che son riuscito a vedere (a puntate) nelle ultime settimane sulle varie piattaforme di streaming, commenti spicci che avrei preferito postare a cavallo tra la fine del 2021 e l'inizio del 2022 ma che, per forza di cose, provo a sintetizzare in un unico post ora. In particolare, vorrei spender due parole su

  • Free Guy
  • Shang Chi e la leggenda dei dieci anelli
  • Cobra Kai - stagione 1


Titolo: Free Guy - Eroe per gioco
Anno: 2021
Regia: Shawn Levy
Genere: sci-fi, azione
Cast: Ryan Reynolds, Jodie Comer, Lil Rel Howery, Utkarsh Ambudkar, Joe Keery, Taika Waititi, Matty Cardarople, Aaron W. Reed
La trama in breve: Free Guy, film diretto da Shawn Levy, racconta la storia di un impiegato di banca (Ryan Reynolds) che un giorno prova a ribellarsi a un sistema che lo vuole sottomesso e vittima della violenza quotidiana. Decide di non restare a guardare, mentre alcuni rapinatori derubano in tutta tranquillità la banca, come loro solito. Questa volta, però, Guy decide di ribellarsi e provare ad affrontare i due malviventi.
È così che, grazie a un paio di occhiali molto speciali, scopre di essere un personaggio all'interno di un videogame open world dal nome "Free City(fonte comingsoon)
Il mio commento in breve: un po' Matrix, un po' The truman show, un po' Ready Player One, questo film in realtà ricorda e pesca da varie fonti ma si rivela un ottimo mix. Tanto più che, da quel che ho letto, il successo ottenuto è andato ben oltre le aspettative determinando così la realizzazione di un seguito.
La storia di per sé non è complicatissima ma ben coordinata e proposta, con personaggi a volte stereotipati a volte sui generis (penso ad Antoine, impersonato da Taika Waititi) che ben si imprimono. Non mancano quindi battute e gag, situazioni folli, azione adrenalinica, complotti, storie d'amore e colpi di scena. I tempi narrativi sono sostenuti ma tutto risulta sempre chiaro e comprensibile anche se questo, ovviamente, determina delle semplificazioni dello sviluppo. Vedasi, ad esempio, i tempi di crescita di "camiciola guy" (non so come è stato resto nella lingua originale) oppure la velocità di programmazione di keys e colleghi vari (se solo fosse veramente così). 

lunedì 27 dicembre 2021

Fairfax & Coldwin

Titolo:
 Fairfax & Coldwin
Autore: Alessio Filisdeo
Editore: Nativi Digitali Edizioni
Genere: fantasy, horror, gotico
Pagine: 250


La trama in breve:
Primi anni dell’Ottocento. Le Guerre Napoleoniche stringono l’Europa in una morsa opprimente, generando miseria e povertà.
Fairfax e Coldwin, feroci vampiri con indosso la pelle di insospettabili gentiluomini, imperversano per le strade di Londra commettendo atrocità di ogni sorta, impazienti di abbandonare il Vecchio Continente per cominciare una nuova non-vita nelle Americhe. Ma attraversare l’oceano costa caro, e il prezzo pattuito prevede il rapimento di una misteriosa bambina, celata nei recessi della Francia bonapartista.
Antichi rancori, tradimenti, duelli all’ultimo sangue e fughe rocambolesche: presto le due empie creature della notte si ritroveranno invischiate in una fitta rete di intrighi, intrappolate tra le spire del loro scomodo passato.
“Fairfax & Coldwin”, di Alessio Filisdeo, segna il ritorno di un XIX secolo più gotico che mai, cupo e grottesco, traboccante di subdoli personaggi e inquietanti rivelazioni.
Abbassate le luci. Mettetevi comodi. Il viaggio ha inizio.  (fonte Nativi Digitali Edizioni)


Il mio commento (attenzione agli spoiler!):
Approfittando di un'offerta, incuriosito dalla trama e dall'accattivante copertina, qualche tempo fa ho acquistato questo Fairfax & Coldwin, ebook di genere fantasy-horror che ho terminato di leggere pochi giorni fa.
Ero un po' scettico all'inizio, lo ammetto: testo di un giovane autore, di cui non sapevo nulla, la presenza di vampiri senza però sapere bene a quale modello facesse riferimento, in più la precedente lettura de I cinque dei di Adaesha che non mi aveva convinto molto... 
E invece mi sono ricreduto praticamente subito. L'ho trovato un buon testo, molto cinematografico e godibile, che scorre senza fronzoli sostenuto da un ottimo stile e narrativo, un registro non banale ma nemmeno pomposo, piuttosto molto efficace e studiato che rende molto bene sia nei dialoghi sia nelle scene più descrittive o d'azione.
Già il prologo fa intuire al lettore che non siamo di fronte a un testo banale o per un pubblico che ricerca storie di amori adolescenziali stile Twilight (senza nulla togliere a quella saga che, sinceramente, conosco poco e che non mi ha mai avvinto particolarmente).
Qui i vampiri sono creature avvezze all'omicidio, immortali senza scrupoli che mietono vittime quando ne hanno voglia o bisogno, ma tuttavia non dei mostri privi di personalità o capaci di esprimersi solo a grugniti. Anzi, i due protagonisti, legati da una singolare maledizione, sono dei gentiluomini, seppure svolgano mansioni poco nobili prestando i loro servigi a questo o a quell'altro principe. Ovviamente possono contare su alcun abilità sovrumane, in termini di movenze e forza, ma anche in termini di lettura mentale e charme. E altro, a seconda dell'anzianità e del potere accordato dal Sangue.
Ricordano molto quindi i vampiri che si possono trovare in ambientazioni alla AD&D o in videogame quali Legacy Of Kain. Anche se, sinceramente, l'impressione (molto probabilmente errata) è che l'autore, Alessio Filisdeo, abbia anche una discreta passione per fumetti e manga: lo ipotizzo dalla dinamica di certe situazioni, dalla rivelazioni di poteri "esper" che si manifestano in un ibrido, dal fatto che la strana coppia Fairfax e Coldwin mi ricorda altri personaggi come Wolverine e Sabretooth (degli X-men della Marvel) oppure Fay D. Florite e Kurogane (di Tsubasa RESERVoir CHRoNiCLE delle Clamp) mentre qua e là, in particolare grazie alla Creatura Oscura che di tanto in tanto compare e fa capire di essere un vampiro di ben altra pasta, ho percepito richiami di Hellsing (manga di Kōta Hirano) e del protagonista Alucard... in particolare quando attinge e sfoga la propria potenza oscura ai danni anche di altri vampiri "più giovani".

sabato 18 dicembre 2021

Legion - stagione 1


Titolo:
Legion - stagione 1
Anno: 2017
Episodi: 8
Genere: supereroi, fantascienza


La trama in breve:
Legion segue le vicende di David Haller un giovane trentenne affetto fin da quando era solo un ragazzo da disturbi psichici quali personalità multiple, perdite di memoria e deficit di attenzione e concentrazione. Difatti, a seguito di una diagnosi di schizofrenia David, dopo aver trascorso la maggior parte della sua esistenza entrando ed uscendo da istituti psichiatrici, a seguito di vari episodi di rabbia ed un tentato suicidio, viene rinchiuso nell'ospedale psichiatrico di Clockworks. Quello che non è stato mai compreso da tutti i medici che lo hanno curato è che David è in realtà un potentissimo telepate ed i sogni e le visioni che lo tormentano non sono indice di pazzia ma qualcosa di reale, infatti ognuna delle sue personalità possiede delle speciali abilità contro cui il protagonista cerca da sempre di lottare per reprimerle. All'interno della clinica David incontra gli altri pazienti, tra cui spiccano due figure con le quali David ha uno speciale feeling, una di queste è Lenny, una sua vecchia amica ricoverata per problemi di dipendenza da alcol e droghe, l'altra è Sydney Barret, una ragazza con l'apparente fobia incontrollabile per il contatto fisico...  (fonte comingsoon)


Il mio commento:
Questa volta ne approfitto per parlarvi di una serie tv di qualche tempo fa recuperata solo in tempi recenti ma che, a mio avviso, merita di esser vista.
Siamo sempre nell'ambito super-eroistico, in particolare ambito mutanti Marvel come si può intuire dalla "x" presente nel logo, in quanto il protagonista David Haller è un mutante di classe omega (ovvero massimo) e figlio illegittimo di Charles Xavier.
Tuttavia, questa serie non si presenta in modo da richiamare le attuali serie e film Marvel (o, forse, Sony) proponendo tanta azione, sperpero di effetti speciali e richiedendo alla spettatore una visione molto spesso in modalità brain-off. Si distingue invece per una regia e una fotografie che oserei dire poetiche e suggestive assai, molto artistiche e di impatto, capaci di rapire, emozionare e avvincere. Senza contare omaggi e riferimenti a registi e film cult.
Il budget a disposizione probabilmente non è stato dei più ampi tuttavia il modo in cui viene portata avanti la narrazione, la psichedelia e il tormento di varie sequenze, l'alone di mistero e le suggestioni proposte sono davvero notevoli e rappresentano il motivo per cui questa serie merita di esser vista. Non siamo di fronte a un prodotto banale né semplicissimo da seguire: ringrazio infatti la visione in streaming per la possibilità di mettere in pausa e riguardare più volte le sequenza poiché a volte non è nemmeno ben chiaro a cosa stiamo assistendo. Anche perché ci sono talune situazioni molto particolari, vedi il piano astrale (una dimensione psichica) oppure la sequenza "senza audio" che si realizza nell'assalto alla casa di David o, ancora, la "stanza" in cui David e Sydney possono stare assieme ad entrare in contatto tra loro. Una cosa semplice, magari, ma che nel mondo reale crea invece qualche problema come si scopre già nelle prime puntate...
Senza contare che mano mano che la storia si sviluppa e scopriamo che il nostro protagonista non è un demente (e nemmeno un eroe nel senso stretto del termine, il che rende questa serie ulteriormente particolare) ma una persona tormentata, anche e soprattutto a causa dell'entità psichica nota con il nome di Re Delle Ombre (Shadow King), la faccenda si fa sì interessante ma anche decisamente più complicata. E talvolta inquietante, ma senza sfociare nell'horror puro. 
Probabilmente il fatto di avere un minimo di infarinatura sui fumetti Marvel agevola la compensione e la fruizione della serie sebbene, per quel che mi riguarda, Legion non è un personaggio che conosco molto. Se non per il fatto di aver causato la genesi di quello spettacolare ciclo di storie de "L'era di Apocalisse".