giovedì 25 febbraio 2010

..:: Il Presidente ::..

Pubblico "as is", ovvero come l'ho ricevuta. Che siate filoberlusconiani oppure no, che siate interessati alla politica oppure meno, credo ugualmente che il testo seguente offra uno scenario leggermente inquietante...

Vivo a Milano Due, in un palazzo costruito dal Presidente del Consiglio e lavoro a Milano in una azienda di cui è grande azionista il Presidente del Consiglio. Anche l'assicurazione dell'auto con cui mi reco a lavoro è del Presidente del Consiglio, così come del Presidente del Consiglio è l'assicurazione che gestisce la mia previdenza integrativa.
Mi fermo tutte le mattine a comprare il giornale, di cui è proprietario il Presidente del Consiglio. Quando devo andare in banca, vado in quella del Presidente del Consiglio. Al pomeriggio, esco dal lavoro e vado a far spesa in un ipermercato del Presidente del Consiglio, dove compro prodotti realizzati da aziende partecipate dal Presidente del Consiglio.
Alla sera, se decido di andare al cinema, vado in una sala del circuito di proprietà del Presidente del Consiglio e guardo un film prodotto e distribuito da una società del Presidente del Consiglio (questi film godono anche di finanziamenti pubblici elargiti dal governo presieduto dal Presidente del Consiglio).
Se invece la sera rimango a casa, spesso guardo la TV del Presidente del Consiglio con decoder prodotto da società del Presidente del Consiglio, dove i film realizzati da società del Presidente del Consiglio sono continuamente interrotti da spot realizzati dall´agenzia pubblicitaria del Presidente del Consiglio. Soprattutto guardo i risultati delle partite, perché faccio il tifo per la squadra di cui il Presidente del Consiglio è proprietario.
Quando non guardo la TV del Presidente del Consiglio, guardo la RAI, i cui dirigenti sono stati nominati dai parlamentari che il Presidente del Consiglio ha fatto eleggere.
Allora mi stufo e vado a navigare un po´ in internet, con provider del Presidente del Consiglio. Se però non ho proprio voglia di TV o di navigare in internet, leggo un libro, la cui casa editrice è di proprietà del Presidente del Consiglio.
Naturalmente, come in tutti i paesi democratici e liberali, anche in Italianistan è il Presidente del Consiglio che predispone le leggi che vengono approvate da un Parlamento dove molti dei deputati della sua maggioranza sono dipendenti ed avvocati suoi, cioè sempre... del Presidente del Consiglio
... che governa nel mio esclusivo interesse..... per fortuna!

Che dire?
Una prospettiva che dovrebbe far riflettere...
Per concludere, ne approfitto per riportare i versi di "Milioni di giorni" di Niccolò Fabi:

Non nascondere a nessuno
Il pensiero e la dignità
La minoranza non è una debolezza
La maggioranza non è una qualità
Ma la voce più convincente
E' spesso quella che ti spiega meno
Perchè conforta, non ti contrasta, ti dice solo quello che vuoi sentire.

Ma mio figlio dovrà sapere
Ma mio figlio dovrà sperare
Ma mio figlio dovrà imparare
A capire...
Milioni di sogni
Milioni di segni
Per milioni di giorni ancora...



martedì 23 febbraio 2010

..:: Politica, Ulss 15, Trebaseleghe ::..

Alle volte è difficile credere alle proprie orecchie, soprattutto quando a parlare sono i nostri dipendenti in Parlamento. Ancor peggiore può invece risultare l'ascolto o la riflessione in merito ad altre dinamiche tipicamente nostrane e che, per certi versi, hanno dell'incredibile.
Sempre in riferimento alla poltica, ovviamente.
Ecco allora le recenti notizie relativamente alla candidatura per il PdL in Lombardia di Nicole Minetti, soubrette di Colorado cafè e iginiesta dentale. Del premier.
"La ragazza che ha rifatto trovare il sorriso a Berlusconi", dicono i giornali esteri.
Ma noi italiani ci siamo abituati a ste cose, mi sa, e non ci scomponiamo più. Anche i casi Noemi e Daddario sono acqua passata. Tutto è concesso.
Così come è permesso sparare stronzate cosmiche in tema di giustizia: "inaspriremo norme corruzione", ha detto il premier. Non esattamente con queste parole ma il concetto l'ha espresso ugualmente. In un discorso di senso compiuto, intendo. Da che pulpito, vien da dire. Proprio lui parla di inasprire le condanne e i provvedimenti per chi viene condannato per corruzione: Lodo Mondadori (corruzione giudiziaria), Sme-Ariosto 1 (corruzione in atti giudiziari), caso Mills (corruzione giudiziaria)...
Ma va tutto bene...in fondo, lo fa per il bene dell'Italia. E per farci ridere un po', va.
Dopotutto, che una proposta del genere arrivasse con figore dal PD era impensabile. Semmai può giungere dalle liste civiche dell'inziativa "Movimento a 5 stelle" promosso da Grillo.
Ma se nello splendido e gioioso panorama nazionale casi simili fanno notizia, nel piccolo contesto dei comuni urbani, le dimostrazioni di potere e ipocrisia colpisono in modo più subdolo e silenzioso. Magari facendo saltare il posto a chi sta con l'opposizione, mettendo in giro voci false e ingiustificate per condondere la popolazione. Voci che, tra l'altro, si son dimostrate false e al limite della calunnia.
Ma per fortuna la popolazione, quella di Trebaseleghe cioè, ha rispecchiato in tutto e per tutto il comportamento tipico dell'italiano medio di fronte agli eventi politici: ne parla un poco, non si informa ma preferisce fare spallucce e guardare oltre.
Fregandosene.
In fondo, "Capita".
Già. Come capita che i soldi delle casse comunali vengano "regalati" ai soliti noti e nessuno protesti.
O come può capitare che siano in atto variazioni e sperperi economiche e decisioni dettate da motivazioni più politiche che di altro tipo relativamente all'ospedale di Camposampiero e che la popolazione non venga manco informata. Non ci sono soldi, dicono.
Cioè, non ci sono soldi se non per fare i cartelloni pubblicitari in cui il nostro sindaco ci rassicura: "Trebaseleghe torna a contare".
A contare cosa poi non si sa...
Comunque, se qualcuno fosse interessato, segnalo che venerdì 26 febbraio 2010 alle ore 20.45 è indetta un'assemblea pubblica presso la Biblioteca Comunale di Trebaseleghe (PD).
L'argomento è: ULSS15 - CAMPOSAMPIERO: QUALE DESTINO PER LA SANITÀ PUBBLICA DEL NOSTRO TERRITORIO?
L'evento è organizzato dal PD di Trebaseleghe e dalla lista civica "Il Paese che vogliamo" e credo possa essere una valida occasione per saperne di più sul futuro del vicino ospedale di Camposampiero. Tra l'altro, se anzichè regalare quei benedetti 260.000 euro l'amministrazione ne avesse speso una parte per organizzare un evento del genere non sarebbe stato affatto male. Anche in relazione ai vari slogan elettorali dei vari candidati del PDL per il Veneto: "Ci siamo". Dicono. "Ci siamo, dove? E a fare che?" mi chiedo io.
Ad ogni modo, spero che con tutti i problemi che affliggono il nostro bel Paese, soprattutto in periodo di crisi economica, spero proprio che non si vada a tagliare senza criterio di sorta le spese sanitarie. Ridurre gli sprechi e combattere l'uso privato di ambulatori "più o meno" pubblici è un argomento su cui mi trovo d'accordo, ma per il resto...vorrei saperne di più. Ecco. Anche perchè, alla fin fine, sulla sanità non si scherza e sarebbe utile avere informazioni aggiornate e affidabili in relazioni alla riduzione o allo spostamento di alcuni reparti.
O di eventuali igieniste orali possibili candidate alle regionali...

martedì 16 febbraio 2010

..:: Avatar ::..

Titolo: Avatar
Anno: 2009
Genere: Fantascienza / Azione


La trama in breve:
Jake Sully è un marine costretto su una sedia a rotelle che accetta di trasferirsi sul pianeta Pandora (distante 44 anni luce dalla Terra) in sostituzione del fratello morto. Costui era uno scienziato la cui missione era quella di esplorare il pianeta mediante un avatar. Essendo l'atmosfera del pianeta tossica per gli umani sono stati creati degli esseri simili in tutto e per tutto ai nativi che possono essere ‘guidati' dall'umano che si trova al sicuro dentro la base. Pandora però non è solo un luogo da studiare. È soprattutto un enorme giacimento di un minerale prezioso per la Terra su cui la catastrofe ecologica ha ridotto a zero le fonti di energia. Uomini d'affari avidi e militari si trovano così uniti nel tentativo di spoliazione del pianeta. C'è però un problema: gli indigeni Na'vi non hanno alcuna intenzione di farsi colonizzare. Il compito iniziale dell'avatar di Jake sarà quello di conoscerne usi e costumi e di farsi accettare all'interno delle loro comunità. Sarà così in grado di riferire se sia possibile sottometterli. Jake conosce così Neytiri, una guerriera Na'vi figlia del capo tribù. Da lei impara a divenire un guerriero molto diverso dal marine che è stato e se ne innamora ri
cambiato. Da quel momento la sua visione dell'impresa cambia. (fonte mymovies)


Il mio commento:
Annunciato da mesi e mesi di astuta pubblicità, con tanto di locandine disseminate qua e là già da agosto, periodo in cui iniziarono ad apparire le prime cine-anteprime, Avatar è uno di quei film che non si poteva ignorare. Un successo che, prima ancora nelle sale, lo "doveva" essere già sulla carta. James Cameron poi ci aveva scommesso molto, promuovendo anche la diffusione del 3d. Senza contare che, tutto sommato, il suo è un nome importante nel panorama cinematografico, legato a film culto come Aliens 2, Terminator, Titanic e Babby L'orsetto...no, questo forse no.
Ad ogni modo, dopo settimane di attesa e di presidio presso cinema e relativi siti, perennemente intasati da aspiranti spettatori che cercavano di prenotare il proprio posto in sala (centrale e alto, possibilmente), pure io son riuscito ad andare a vederlo. In 3d.
Personalmente mi aspettavo di più a livello di tridimensionalità, così come ho reputato assai scomodi gli occhialoni del 3d usati (nel cinecity di Limena). Scomodi e ingombranti più che altro, soprattutto per uno che gli occhiali già li ha.
A mio avviso poi si poteva fare di più per quanto riguarda il 3d anche se, certamente, la resa delle dinamiche d'azione e del paesaggio viene potenziata dall'impatto tridimensionale.
Stupenda e maestosa la veste grafica e la fantasia materializzata sullo schermo: bellissimi i paesaggi e le creature di Pandora. Quello rappresentato da Avatar è senza dubbio uno spettacolo visivo magnifico e perfetto, avvincente e "credibile".

Dal punto di vista della
trama e di certe soluzioni a livello di intreccio e di elementi utilizzati per "far girare la storia", invece, il film non brilla certo di originalità. Anzi, risulta addirittura poco convincente. Ma, immagino, il pensiero unanimamente condiviso da Cameron e soci sarà stato: "tanto gli spettatori saranno talmente distratti da non accorgersi della trama...".

Ecco allora che c'è un certo sentore di "già visto": i mech utilizzati dai marines richiamano quelli di molti anime, di Matrix e di Aliens; le creature di Pandora in qualche modo strizzano gli occhi alla miriade di videogames e giochi di ruolo conosciuti, da World of Warcraft a Magic; senza contare che gli stessi Na'vi strizzano gli occhi alla nostrana Aida degli alberi (come si legge in svariati blog e forum del web). Scivolano via in fretta poi certe dinamiche legate allo sviluppo dell'intreccio e alla caratterizzazione dei personaggi - un po' troppo stereotipati a mio avviso.

Esattamente come sfuggono le spiegazioni di certi comportamenti o soluzioni tecnologiche. Ad esempio: come sono stati realizzati gli avatar? E la connessione con l'uomo come avviene? A che serve l'unobtanium? Come è stato scoperto Pandora? Come ha reagito l'umanità di fronte alla scoperta di una razza aliena? Che succede se un Na'vi si taglia i capelli o diventa calvo? E se nel collegamento con una "bestia" è quest'ultima a prendere il sopravvento sul Na'vi? Perchè tutto luccica e risplende di luce propria anche di notte? Perchè, i Na'vi non comunicano a distanza sfruttando la naturale interconnessione delle piante? E perchè, tra loro, finiscono con il parlare inglese? Gli umani, prima di distruggere preventivamente la razza Na'vi a seg
uito del fallimento del piano "diplomatico", hanno mai pensato di costruire gallerie sotterranee per raggiungere il giacimento posto sotto il villaggio degli alieni? Perchè il protagonista è così bravo a pilotare il proprio avatar? E il suo corpo, nel frattempo, come fa a espletare le proprie funzioni vitali? Ecc...

Non mancano poi i riferimenti ad altre storie (vedi Pocahontas...) o i messaggi "importanti", dalla cura verso l'ambiente alla meditazione mistica, dalla lotta all'imperialismo basato sullo sfruttamento economico alla propaganda legata alla supremazia dell'uomo bianco che porta la civiltà nell'universo, dalla centralità della scienza come mezzo di supremo di conoscenza per l'uomo alla convinzione che "chi ha l'uccello più grande ha il sacrosanto diritto di comandare".
Ad ogni modo Avatar rappresenta una visione più che discreta e spettacolare, vivamente consigliata a chi apprezza anime e fumetti (Fathom?) ma che, a mio avviso, è stata esageratamente pompata a livello mediatico e pubblicitario.
Peccato comunque per le sequenze tagliate che, certamente, avrebbero aiutato a comprendere meglio la storia, colmando sul nascere dubbi e curiosità da parte degli spettatori più esigenti.





PS: attendo comunque il primo ridoppiaggio comico...immagino che i Na'vi, ex squadra di cestisti di puffilandia, verranno presi di mira dai "vecchi terrestri" per via della loro naturale secrezione di viagra....

sabato 13 febbraio 2010

..:: Daniele Luttazzi a Padova ::..

Ieri sera, assieme ad un terzetto di amici, sono andato al Gran Teatro di Padova a vedere lo spettacolo di Daniele (Fabbri) Luttazzi: Va' dove ti porta il clito.
Inutile dire che era da mo che attendevo l'occasione di vedere il "comico" dal vivo.
All'interno della struttura credo fossimo 1500-2000 persone. Personalmente non ho visto posti vuoti e il calore e l'apprezzamento da parte del pubblico sono stati più che evidenti.
Malgrado tutto quel che si possa pensare di Luttazzi, nonostante gli sia ancora interdetto l'uso del mezzo televisivo (e sì che con Decameron, su La7, in seconda serata, stracciava gli ascolti di Rai2...) la gente continua a seguirlo e ad apprezzarlo.
A parer mio, Daniele è un artista sottovalutato dalla massa e che, come esli stesso ha pure sottolineato, non senza una punta di astio, dovrebbe stare in televisione.
Non è sempre facile seguirlo nei suoi monologhi (anche perchè parla alla velocità della luce!) tuttavia è evidente l'intelligenza e la cultura che traspare. A tutto campo oltretutto, visto che passa senza problemi da un argomento all'altro pescando dalla filosofia, dalla politica, dalla medicina, dalla sessualità. Senza freni e senza inibizioni: un libero pensatore, ecco.
E che in un "Regno" come il nostro è cosa scomoda.
Lo è per i poteri forti costituiti da politica e religione che, forti della loro autorità, sono riusciti a censurarlo e a tagliarlo fuori. Lui, come altri facinorosi della comunicazione (la Guzzanti, Grillo...).
Peccato, un vero peccato.
Per noi soprattutto.
Anche perchè c'è da imparare solo ascoltandolo.
Senza contare che, nonostante episodi surreali e stravaganti che è in grado di proporre, la sua lucida intelligenza gli consente di essere provocatorio in modo costruttivo nei confronti di chi "vuole" seguirlo. Già, perchè nel caso di Luttazzi credo che il più delle volte la gente che lo condanna non ha l'apertura mentale o la cultura necessaria per stare ad ascoltare le sue genialità.
Nel caso di "Va dove ti porta il clito", oltretutto, le tematiche trattate sono quelle della sessualità che, per certi versi, sono ancora tabù. Propedeutico alla fruizione del monologo c'è però "C.R.A.M.P.O.", un corso supersonico di cultura a 360° per mettere il pubblico nella giusta condizione di captare i messaggi lanciati.
Ecco allora che l'istruzione, la cultura e la sessualità divengono gli elementi indispensabili per una piena consapevolezza di noi stessi. Noi come individui e come società.
Fissati questi è possibile procedere verso il futuro, pensare e agire con buon senso e nel nome di quella libertà che consente di vivere in un contesto civile consci delle responsabilità che questo fatto comporta.
In conclusione, quella di ieri sera è stata una splendida esperienza, densa di spunti e di risate.
E di scoperte: chi avrebbe mai sospettato che la mamma di Freud fosse una tale gnoccolona?
Peccato solamente per l'organizzazione da parte della Zed, per il resto si è trattato di una valida esperienza che mi sento di consigliare ^_^



Va’ dove ti porta il clito:
Parodia “pornografica e blasfema” di un famigerato bestseller per zitelle, oggetto di una querelle giudiziaria che si risolse con una doppia vittoria per Luttazzi ( a favore del quale si schierarono i nomi più importanti della critica: Maria Corti, Guido Almansi, Patrizia Violi, Alberto Bertoni, Omar Calabrese ), Va’ dove ti porta il clito sottopone al vaglio di una critica corrosiva il sentimentalismo melodrammatico e l’insieme arrugginito dei valori sbandierati dal testo originale; pathos e valori che, a 12 anni di distanza, sono diventati programma di governo e incubo esistenziale per molti.

mercoledì 10 febbraio 2010

..:: Viva l'Italia giusta e nucleare! ::..

Ammetto che in questo periodo di telegiornali ne ho seguiti pochi, tuttavia qualche notizia nel web l'ho letta ugualmente.
E mi son ulteriormente depresso nel constatare quanto male siamo ridotti.
Bertolaso viene indagato per corruzione, tenta di dimettersi (e qui gli rendo merito) ma le sue dimissioni non vengono accolte.
"Ego te absolvo in nomine pater et filium et spiritus sanctus", presumo, gli sia stato detto da Silvio. In fondo, Bertolaso è un brav'uomo, conferma Letta.
Se ciò veniva appurato "legalmente", ovvero seguendo l'iter giudiziario normale però sarebbe stato meglio. Anche dal punto di vista dell'autorevolezza e della chiarezza nei confronti del volgo, che altrimenti rischia di confondersi.
Ma, in fondo, che valore ha la giustizia?
Anzi, essa stessa è deligittimata. Non ha peso o importanza.
Silvio stesso, illustre personaggio nostrano che impegna assai e assai pure la stampa estera, ne è diventato in qualche modo l'emblema. Irrilevanti le indagini in corso nei suoi confronti, così come le dichiarazioni di pentiti come Spatuzza (dicembre scorso) o di persone informate sui fatti come Ciancimino (qui in febbraio).
Tutto scivola via e va bene così.
E allo stesso modo accade in altri contesti.
Nessun riferimento a Rosarno, ai terremotati di Haiti o L'Aquila, o alla crisi.
Al limite si parla del ritorno al nucleare, di fatto ignorando eventuali votazioni referendarie nel passato (vedi 1987).
Questione di costi...
Probabilmente saranno contenti gli abitanti di Chioggia...oppure tutti coloro che invece pensavano che al nucleare fosse stato detto "NO" o che voteranno per candidati che, nei loro programmi elettorali che a breve inizieranno a martellarci, prometteranno di non adottare il nucleare come forma di sostentamento energetico.
Viva l'Italia quindi, un grande Paese che non smette di rendermi orgoglioso di essere un suo cittadino!
...e che al contempo suscita tanta invidia all'Iran.
Per via del nucleare, temo...

sabato 6 febbraio 2010

..:: Partecipa a Terre di Confine ::..

Al via le iscrizioni alla nostra nuova Associazione Culturale


Vuoi supportare TdC e unirti a noi?

Ecco le istruzioni per diventare membro dell'A. C. Terre di Confine


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Terre di Confine ha assunto una dimensione e una complessità tali da richiedere un impiego di risorse divenuto ormai fortemente oneroso; al fine di procedere nell’evoluzione del progetto garantendo al contempo l’indipendenza, la qualità e la gratuità che l’hanno sempre contraddistinto, lo staff redazionale ha deciso di costituire TdC in Associazione Culturale, dando contestualmente via a una ristrutturazione gestionale e a una raccolta di fondi sotto forma di quote associative.

Invitiamo gli appassionati che volessero supportare il nostro impegno a effettuare una preiscrizione, che avrà a tutti gli effetti valore immediato di iscrizione annuale, con scadenza conteggiata a decorrere dalla data di registrazione dell’atto costitutivo, prevista entro marzo 2010.

I preiscritti avranno subito accesso ai canali amministrativi e alle operazioni gestionali, avranno diritto a una pagina personale nel sito, potranno partecipare alla costituente e proporre la propria candidatura alle cariche associative.

La quota minima di iscrizione è fissata in euro 12,00, che andranno a formare il fondo cassa iniziale. Il fondo verrà impiegato, in conformità con fini dell’Associazione descritti nell’articolo 3 dello Statuto (di cui può essere esaminata la bozza alla pagina: http://www.terrediconfine.eu/forum/viewtopic.php?f=46&t=1309), per finanziare le attività e gli investimenti ritenuti prioritari nei primi mesi di vita dell’Associazione stessa, che a titolo indicativo possono essere riassunti in:

  1. acquisto di un server dedicato,
  2. mantenimento di uno staff amministrativo che permetta la gestione delle pubbliche relazioni e l’inserimento dell’enorme archivio testuale e multimediale attualmente ancora off-line;
  3. ultimazione dei numeri 10, 10bis e 11 della rivista in pdf, e realizzazione di una versione cartacea on-demand.

Per chi volesse versare una quota maggiore a sostegno del progetto, la differenza verrà tenuta in evidenza e immediatamente convertita in diritto a servizi accessori (iscrizione a concorsi, promozioni, sconti, pubblicazioni, pubblicizzazioni, spazio on-line…) non appena la struttura associativa sarà avviata e in grado di concretizzare tutte le iniziative attualmente pianificate.

Il nome di tutti i prescritti e gli importi da essi versati verranno inseriti in un elenco accessibile agli associati, in cui figureranno in modo trasparente e rigoroso tutte le entrate e le uscite.

Per versare la quota associativa può essere utilizzato il form PayPal cliccando il pulsante "Donate" sulla colonna di sinistra in questa pagina o nelle altre pagine del sito; il sistema PayPal è universalmente usato e permette il pagamento sicuro attraverso carta di credito. Per confermare l'adesione dovrà essere compilato inviato in e-mail (redazione[chiocciola]terrediconfine.eu) il modulo scaricabile cliccando qui. Nel caso si preferissero altri metodi di versamento (ricarica PostePay, vaglia postale, bonifico bancario…) è possibile farne richiesta alla redazione, che fornirà immediatamente tutti gli estremi necessari.

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Ringraziamo fin d’ora tutti coloro che ci hanno seguiti e che vorranno unirsi a noi.


giovedì 4 febbraio 2010

..:: The Boondock Saints ::..

Titolo: The Boondock Saints
Regia: Troy Duffy
Anno: 1999
Genere: Azione / Thriller
Cast: Willem Dafoe, Sean Patrick Flanery, Norman Reedus, David Della Rocco, Billy Connolly

La trama in breve:
Connor e Murphy sono due fratelli irlandesi di Boston, parlano 5 lingue (russo, spagnolo, francese, tedesco oltre all'inglese), perché «Eravamo attenti a scuola», costretti a una rissa da bar da due mafiosi russi decidono di trasformarsi in giustizieri dediti a fare piazza pulita di tutti i balordi della città, specialmente quelli che riescono a farla perennemente franca perché molto potenti, come i capi delle cosche mafiose. A loro si unisce Rocco, detto "Il Simpaticone", corriere della mafia italiana in Irlanda, che dopo quattordici anni di servizio viene gettato dai suoi superiori "in pasto" a quella russa, e una volta salvato dai fratelli si vendica facendo loro da informatore. Grazie alle preziose informazioni di Rocco riusciranno a compiere il loro intento e a ritrovare loro padre che si unirà a loro nella lotta contro il male e la corruzione. L'opinione pubblica li sostiene, tanto da diventare ben presto degli eroi giustizieri, dei santi appunto, grazie anche all'appoggio del detective dell'FBI Smecker (un Willem Dafoe poco teneramente omosessuale) che sulle loro tracce, finirà per sposare la loro causa ed aiutarli. (fonte wikipedia)

Il mio commento:
Per essere un film indipendente direi che è decisamente ben realizzato, originale e intrigante almeno per un buon 70%. Poi, purtroppo, qualcosa inizia a sfaldarsi e tutto va a rotoli.
L'idea dei giustizieri che decidono di far strage di criminali per fare un favore alla società o perchè chiamati ad una guerra santa in nome di un non meglio precisato dio, non è nuovissima. Quello che però risulta originale è la ricostruzione dei "casi" operata dalla regia e dal detective Smecker. Ottimo Dafoe in questa parte, un geniale agente dell'FBI omosessuale ma che al contempo disprezza i gay. E' lui il protagonista delle sequenze in cui si tenta di ricostruire quel che è accaduto alle vittime delle azioni di giustizia commesse dai due protagonisti. Ed è nello stesso frangente che lo spettatore viene messo a conoscenza dell'esetta dinamica dei fatti, in un susseguirsi di immagini e scene che si sovrappongono o che si discostano dalle ipotesi dei poliziotti.
Purtroppo, come dicevo poc'anzi, qualcosa ad un certo punto inizia ad andare storto. Sia nell'intreccio, quando la mafia italiana (la nostra miglior azienda a livello internazionale!) decide di sguinzagliare il "duca", sia nella sceneggiatura, che all'improvviso si fa più debole e telefonata.
Peccato, perchè poteva esserci spazio per qualcosa di decisamente migliore.
Tutto sommato, comunque, rappresenta una buona visione, che appassiona e che certamente non annoia sebbene ci siano numerose stranezze. La telefonata di Connor quando, all'inizio, assieme al fratello, viene scagionato: sembra che i due siano degli agenti segreti, o dei sicari, o degli affiliati a qualche forza criminale...invece non è affatto così. E forse è stata una sorpresa anche per lo stesso regista... Oppure tutta la questione del "duca", che appare decisamente poco convincente, o dell'improvvisa conversione di Smecker: troppo repentina e immotivata. Anche perchè, fino a poco prima, era in preda "all'estasi e all'emozione" del ragionamento, soffrendo quasi fisicamente nel tentativo di ricostruire gli eventi causati dai due "Santi".
Una riflessione sorge infine spontanea in merito alla considerazione che i media e la gente comune ha dei due, ovvero sul fatto che un omicidio a sangue freddo assuma diverso valore se a morire è un innocente oppure "uno che se lo meritava". Qualcosa che, seppure non in modo esplicito, viene tollerato e incentivato, quasi che farsi giustizia da sè non sia neppure parente del "male" che ci si accinge ad estirpare. Un messaggio che, tra l'altro, troppo spessi i film lasciano passare, che ricorrere alla violenza sia cioè qualcosa di ovvio e naturale nella vita sociale di tutti i giorni.
Qualcosa che addirittura può tramutarsi in merito personale, a tal punto da garantire fama e notorietà e, per assurdo, la santità.
Concludendo, questo The Boondock Saints costituisce una visione discreta, violenta per carità, però interessante. Con tanto di citazioni di Pulp Fiction, in relazione al sermone che in quel film recitava Samuel L. Jackson prima di mietere vittime.


lunedì 1 febbraio 2010

..:: Planetario di Padova ::..

Ieri siamo andati al Planetario di Padova.
Personalmente è stata un'esperienza nuova per me, un misto tra cinema ed insegnamento. Molto interessante ed emozionante. In fondo, lo spettacolo che offre il cosmo infinito non è mai banale. Anche se, ovviamente, quello ricreato all'interno della cupola del planetario padovano è uno "spazio artificiale", finto, ricostruito grazie a moderni ritrovati tencologici.
E' stato un viaggio quello di ieri che mi ha molto colpito ed emozionato. Credo che chi non abbia mai studiato un minimo di astronomia o fisica possa avere difficoltà nel seguire certi passaggi, tuttavia l'esposizione e i filmati proposti, oltre al movimento stellare, avvincono e affascinano anche al di là delle mere constatazioni scientifiche.
Quella che comunque mi ha smosso maggiormente è stata però la riflessione sulle distanze e sulla concezione del tempo. L'umana esperienza, in realtà, diviene gran poca cosa se raffrontata con l'immensità infinita dello spazio. Tutto, oltre la sfera terrestre, assume un valore quasi eterno, biblico.
Ci sono là fuori vastità sconfinate e inserplorate di fronte alle quali noi umani siamo meno di nulla ma ugualmente ci crediamo padroni di tutto. Siamo talmente assuefatti a conquistare ricchezze e ad imporre il dominio sulla superficie della Terra che quasi ci dimentichiamo di esser solamente un granellino di polvere in un grandioso contesto cosmico.
E ancora, rimirando stelle e galassie, viaggiando tra spazi che si misurano in anni luce, dove ogni creazione vive di millenni e non si misura certo in istanti, viene da chiedersi dove sia Dio. Se qualche divinità esiste davvero nel firmamento, allora dove si trova? Ed è veramente assoluta e infinita? Oppure è solamente una parte di un tutto ancor più grande? Una sorta di "responsabile locale"? O, ancora, non esiste nulla di tutto ciò e ogni creazione è semplicemente figlia di processi caotici e naturali? Magari rari, come la vita sul nostro pianeta?
Che poi, chi può sapere se davvero ci siamo solamente noi nell'universo. Potrebbero addirittura esserci stati imperi e civiltà ormai scomparse. Altre magari sorgeranno tra qualche milione d'anni.
Le possibilità sono infinite, al contempo sono infinitesimali quelle di un contatto.
Dopotutto, il nostro sistema solare non è che una mera macchiolina di dimensioni micro-micsro-micro-scopiche se raffrontata con quelle che possiedono alcune galassie e nebulose.
Vien da chiedersi allora come mai ce ne stiamo qui a rubare, ad inquinare, a dilaniarci l'anima quando invece c'è un cosmo intero da esplorare e visitare.
Viene da chiedersi perchè negli ultimi decenni ci siamo sforzati così tanto nel produrre autovetture e ricchezze di effimera durata quando invece potevamo puntare alle stelle.
E pensare che, da piccolo, sognavo un futuro in cui si sarebbe viaggiao con astronavi e navette spaziali. Altro che Ford Focus o Nissan Almera...
Ma la realtà più sconertante in assoluto, malgrado la potenza delle stelle, l'eternità delle galassie e compagnia bella, rimaniamo in ogni caso noi esseri biologici. Animali, vegetali e minerali senza distinzione che, pur nella nostra esistenza di dimensioni infinitesimali, viviamo e cambiamo. Anche se l'universo magari non se ne accorge nemmeno. Siamo una sorta di rarità segreta dello spazio. E non è mica cosa da poco ^_^

mercoledì 27 gennaio 2010

..:: Brunetta e i 500 euro perduti ::..

Sono piuttosto stanchino, "desfà" sarebbe il termine tecnico, ma ugualmente ho voglia di spendere due paroline sull'intervento del ministro Brunetta in merito ai 500 euro da dare ai giovani.
Per carità, era una proposta, un'idea, provocatoria forse, geniale a tratti. 

Magari vagamente comunista e a favore del proletariato, sempre più in difficoltà economica.

Probabilmente quello del ministro è stato un vaneggiamento, subito smentito e rettificato, ma che comunque ha avuto un effetto demagogico - pubblicitario da un lato (visto che di recente il ministro è stato candidato a sindaco di Venezia), polemico e viuuulento dall'altro. Soprattutto da parte dell'opposizione.
Ora, in linea di massima trovo la proposta dubbia e sospetta, ma potrebbe aprire a diversi benefici per noi "giovani". Certo, il fatto che quella italiana sia una popolazione mediamente vecchia la dice lunga sulla genialità del puntare il dito contro le pensioni per togliere da lì i soldi per i giovani "bamboccioni" che non se ne vanno di casa prima dei 30-40 anni.
Ad ogni modo, la possibilità di avere degli sgravi fiscali e/o degli incentivi potrebbe essere positiva. Così come l'impulso all'uscire di casa, a mettersi in proprio, a darsi da fare in autonomia è molto positivo.
E secondo me in tal senso la proposta potrebbe essere buona, anche perchè così facendo si avvierebbe un circolo virtuoso di spesa da parte dei giovani.
Ma...
Ma al contempo presta il fianco a diversi dubbi sulla capacità di intendere e volere di chi è chiamato a legiferare in vece dei cittadini, ovvero assumendosi le responsabilità per il futuro del nostro glorioso Paese.
Penso infatti che non sia bene educare la popolazione ad un approccio "assistenzialista", dove tutto è dovuto.
Oltre a ciò viene da chiedersi "ma perchè sti giovani hanno bisogno di sti soldi?" o "come mai non glieli danno i genitori, sti benedetti soldi?".
E, soprattutto, ma da dove saltano fuori sti soldi? Se ci sono, visto la crisi, dateli a tutti no?
Comunque, tornando agli interrogativi di prima, magari sta proprio lì il problema su cui andare a riflettere.

Eventualmente chiedendosi come mai molte aziende chiudono baracca e burattini, perchè il tasso di disoccupazione sia in aumento, oppure perchè è possibile "non pagare" un fornitore. Ora come ora, ed è strano che la destra imprenditrice del presidente operaio non lo sappia, un'azienda può commissionare ad un'altra la realizzazione di un lavoro. Pretendere che questo venga eseguito e consegnato e poi "dimenticarsi di pagare": "C'è crisi...stiamo fallendo...le avevo detto che ero nulla-tenente?". Di fatto quindi non esiste tutela per le aziende, soprattutt
o quelle medio piccole, che quindi rischiano di fallire. O comunque non assumono, lottando per sopravvivere ma pagando le tasse ugualmente, e puntualmente.

Molti giovani vivono così nell'incertezza economica, senza un lavoro sicuro o un occupazione di tipo continuativo che permetta loro di farsi dei progetti.
E lo stesso accade a chi non è più "giovane", e che si trova disoccupato, a pochi anni dalla pensione, e con figli da mantenere perchè questi ultimi non riescono a permettersi una vita indipendente.
In conclusione, se anche venissero ricavati questi 500 euro da dare ai giovani (di che età?) che lasciano la casa familiare per farsi una vita propria, temo si andrebbe solo a determinare un ulteriore aumento del debito pubblico. Che gli stessi giovani devono preoccuparsi di saldare: in un'immagine, un serpente che si morde la coda.
E tutto questo, per giunta, senza la prospettiva futura di avere una pensione decente. Che oltretutto potrebbe venir ridimensionata per "elargire denaro" proprio ai figli di questi giovani, perchè si levino dai maroni.
In definitiva, temo che la sparata di Brunetta sia una discreta vaccata...a meno che non sia tutta una montatura per disfarsi delle banconote false da 500 euro che, stranamente, nel 2009 sono aumentate in numero.

domenica 24 gennaio 2010

..:: Balls of Fury ::..

Titolo: Balls of Fury
Regia: Ben Garant
Anno: 2007
Genere: Azione
Cast: Dan Fogler, Christopher Walken , George Lopez , Maggie Q , James Hong

La trama in breve:
Un ex-giocatore di ping-pong viene reclutato dalla CIA per una missione definita top-secret: infiltrarsi in un torneo mondiale e affrontare Fang, un temibile giocatore di ping-pong, ma anche capo della mafia. (fonte mymovies)

Il mio commento:
Ebbene sì, lo confesso: di tanto in tanto qualche film demenziale ci vuole. Personalmente però amo quelli in stile Hot Shots, Una Pallottola Spuntata, L'aereo più pazzo del mondo, Austin Powers. Film completi e più che dignitosi in cui c'è una trama e una certa qual coerenza. Talvolta più approfondita rispetto ad altre produzione dichiaratamente più "serie", senza contare l'inserimento di gag e trovate assurde. Cosa che, in effetti, capita anche nelle grandi produzioni hollywoodiane (pensiamo al primo Transformers, per dire).
Questo Balls of Fury doveva essere in linea con i film di cui vi accennavo poc'anzi, quindi con una trama legata ad un certo filo logico condita da situazioni paradossali e demenziali. E in parte lo è, seppure con notevoli "omissioni" per accelerare i tempi della narrazione.
Già il fatto di aver scelto il ping pong - o, come lo chiamano i cinesi, ping pong - come fucro del film è indizio di qualcosa di folle e assurdo. Soprattutto per una produzione statunitense.

Se poi ci aggiungiamo un contesto eroico, una missione segreta, un torneo internazionale, qualcosa a metà tra "Senza Esclusione di Colpi" e "Mortal kombat", con partecipanti 
provenienti da ogni Paese del mondo, con tanto di bullet-time alla Matrix in occasione dei momenti più salienti, un maestro (cieco) di origini cinese che finisce nei guai con la sua comunità per aver insegnato ai bianchi (tipo Bruce Lee?)...beh, il successo potrebbe essere assicurato.

Purtroppo invece non va affatto così.
La visione, per carità, regala svariati momenti di demenza (quando mai una persona viene stesa a causa della veemenza di un tiro a ping pong? O un boss della mala ti chiede informazioni stradali dopo averti consegnato un invito esclusivissimo per un raduno illegale?) o di riflessione sulla facilità con cui un solo e unico fallimento, se erroneamente gestito dai media, basti e avanzi a stroncare la vita di una star.
Però al contempo risulta fiacca e scarna, poco convincente.
Un vero peccato, anche perchè alla produzione han preso parte nomi relativamente noti del cinema (Christopher Walken e Robert Patrick, per dire, senza contare che lo stesso James Hong ha un cv artistico più che discreto) e i presupposti per qualcosa di più grandioso c'erano tutti.
A partire dalle musiche e dalla scelta del protagonista: tutto fuorchè un atleta o un agente segreto.
In ogni caso, siamo anni luce avanti rispetto a qualunque film comico italiano degli ultimi tempi e molto meglio rispetto ad altri, di matrice hollywoodiana, che ho visto recentemente (ad esempio Zohan).


sabato 23 gennaio 2010

..:: Plotone d'esecuzione ::..

L'altro giorno leggevo la seguente affermazione di un ben noto dipendente del popolo italiano:
I miei avvocati insistono che se andassi in tribunale non mi troverei di fronte a delle corti giudicanti, ma a dei plotoni di esecuzione.
(ad esempio qui)
Era da un po' che non sentivo il termine "plotone d'escuzione". Però mi è piaciuto, evocativo, forte, efficace. L'emblema della condanna a morte in contesti militari, bellici e dittatoriali.
Quasi che quella contro la giustizia fosse una lotta da vincere. Non occorre provare i fatti, dimostrare, spiegare, rassicurare la gente che la persona che hanno votato è "a posto".
Immagino che chiunque possa fare un discorso del genere e, soprattutto, non presentarsi ai processi nei quali è impitato. "Hai ucciso qualcuno? Hai rubato? Corrotto qualcuno? Stai per essere processato? Non ti preoccupare: ignora la giustizia. Vedrai che prima o poi ti lasceranno in pace!"
Il messaggio lanciato quindi è ben diverso, subdolo e pericoloso. L'immagine evocata è quella della condanna ingiusta e impotente di fronte ad un destino avverso che si materializza tramite persone ottuse e dedite all'obbedienza di ordini impersonali. E comunisti, con tutta probabilità.
Il tutto in un contesto in cui la giustizia e l'integrità morale non contano più nulla.
"Che fai domani? Ci troviamo per una partita a tennis?" "Eh no, mi spiace. Sarei imputato in un processo...sai...dovrei andare...sono anni che mi chiamano e avevo detto che ero libero..." "Ma che te frega, dai! Vieni a giocare!" "Ok, mi hai convinto!".
Strano però che lo stesso senso di giustizia sia gestito diversamente quando invece si devono sputtanare (scusate il francesismo) le persone comuni, spiattellando il loro volto in prima pagina, sfornando paroloni e pseudo verità, calunniando magari, insistendo su processi a gestione mediatica. E' il caso di Meredith, per dire, o di qualunque altro fatto di cronaca. In quel contesto, stranamente, non si parla di plotoni d'esecuzione, ma di lasciare che la giustizia faccia il suo corso.
Come è accaduto ai leghisti, nel processo per banda armata. In fondo - commento di Zaia - non han fatto niente di male. Cioè, si, era illegale e se l'avessero fatto degli iraniani avremmo avuto il diritto di portarli di fronte ad un plotone d'esecuzione ma...
Tutto è relativo insomma. La giustizia, soprattutto.
L'informazione ancora di più.
"Ci fosse stato il processo breve...", sempre l'illuminato politico che, non pago del ruolo di ministro, punta anche a quello di governatore del Veneto (sospetto che fare il ministro lasci molto tempo libero... Brunetta, per dire, oltre al ruolo in Parlamento ne vuole uno anche come sindaco...senza contare il tempo speso di fronte alle telecamere).
Ora, a rigor di logica, se la giustizia avesse potuto far prima l'avrebbe fatto, no? Magari ignorando i tagli effettuati sistematicamente dai governi negli ultimi anni, oppure sfruttando la rinnovata e agile burocrazia messa in atto dal ministro per la semplificazione normativa...ehi, aspetta? Ma Calderoli è ancora al governo? Ah sì?
Al contrario, se ci fosse stato il processo breve, difficilmente si sarebbe arrivati ad una sentenza per le 30 e passa persone coinvolte in 3 anni visto che se ne sono impiegati almeno 10. Con il risultato della prescrizione. Pensa se anzichè in 30 erano centinaia o migliaia di risparmiatori Alitalia o Parmalat o Cirio. O Fiat...
Andrà meglio invece a quelli che potranno adoperarsi per la ricostruzione di Haiti mi sa. Subito pronti a partire per "aiutare". O per gettare le basi per future speculazioni.
Peccato non si possa "aiutare" l'Africa o altre zone disagiate del mondo (o del nostro PAESE!) con la stessa solerzia. Tutta gente che di fronte al "plotone d'esecuzione" costituito dalla vita o dalle spese per la sopravvivenza magari non può dire "i miei avvocati mi sconsigliano di pagarti: sarebbe come trovarmi di fronte ad un plotone d'esecuzione".
Magari si poteva destinare qualcuno dei montepremi del superenalotto alla causa della beneficienza...

martedì 19 gennaio 2010

..:: Priorità dello Stato ::..

"Sarò breve", come disse Pipino il giorno della sua incoronazione.
Poi parlò per dodici ore di filato ma questa è un'altra storia.
Ad ogni modo, sono seriamente preoccupato per il nostro Paese.
Già, temo che se continuiamo a perder tempo con inezie e cose di poco conto non si riusciranno a concludere i lavori per le "Grandi priorità" italiane.
Riabilitare la figura di Craxi ad esempio.
La sento come una profonda esigenza. Già. Non ci dormivo la notte. Ma da anni, prima ancora di sapere che aveva preso le tangenti e che per questo - povero - era fuggito in Tunisia.
Con i soldi nostri e per sfuggire a quei calunniosi dei comunisti che volevano condannarlo.
Ah, povero...se solo fosse rimasto...se solo avesse saputo che c'era il legittimo impedimento! (conati di vomito...bleargh...asiug-asiug...eccomi che torno)
Comunque sono contento: malgrado i comunisti ci abbiano provato a sviare l'opinione pubblica verso altre notizie (tipo il terremoto ad Haiti), un'altra priorità del governo è stata portata avanti.
Ops, del Paese, priorità del Paese.
Proprio non mi entra in testa che siano priorità di noi cittadini.
Tipo il ponte sullo Stretto di Messina: "Il debito (italiano) non freni gli investimenti (con soldi italiani)". E il guadagno di pochi, addirittura per la mafia.
Ops, non dovevo dirlo, anzi, nemmeno pensarlo o farmi venire il dubbio che non sia un "buon investimento".
Chiedo scusa ma alle volte straparlo e faccio confusione.
E' un po' come confondersi. O come confondere. Tipo Cicchito che parla di modifiche alla giustizia "perchè non si venga considerati colpevoli fino a prova contraria". Tanto, anche se "qualcuno" lo fosse, perchè andare in tribunale a provare di essere innocente? Che poi, voglio dire, non succede già?
Ma sto divagando.
Parlavo di priorità.
Tipo il calcio e la gnocca in tv.
Ovvero la Vodafone?
Già già.
Che uno magari pensa che le VERE priorità siano il lavoro, la stabilità economica, la casa, la sicurezza, i servizi al cittadino, la giustizia, la famiglia, la pensione, la lotta alla criminalità... macchè!
Tutta roba della prima repubblica.
Romana.
Ad ogni modo speriamo che ce la facciano a portare avanti qualche altro decreto legge essenziale. Si perchè non so voi ma non passa giorno che io, i miei amici, i miei parenti, e tutti coloro che conosco non domandiamo a piena voce la cancellazione di alcuni reati per i politici, l'immunità parlamentare, la revisione del sistema elettorale ed il ritorno alla monarchia.
Meglio così che finire sotto la dittatura.
Sia mai che accade! In fondo, mica sono minacciate libertà di stampa-pensiero-opinione e la giustizia-magistratura, no?
Meglio la monarchia quindi, magari tipo "Sparta" dei bei tempi andati.
Meglio così che alle Isole Fiji: là sì che c'è la dittatura!
Solo per i pensionati però.
Ce ne saranno tanti probabilmente...
Noi invece siamo una nazione giovane! Che guarda avanti! Che pensa a riabilitare le figure dei politici corrotti piuttosto che a gettare le fondamenta di una ripresa e di una rinascita culturale.
Ops...questi erano gli appunti da non dire ad alta voce...azz...