sabato 19 dicembre 2009

..:: L'ultimo sogno ::..

Titolo: L'ultimo sogno (Life is a house)
Regia: Irwin Winkler
Anno: 2001
Genere: Drammatico
Cast: Kristin Scott Thomas, Kevin Kline, Hayden Christensen, Jena Malone, Mary Steenburgen

La trama in breve:
Eccentrico architetto, californiano e cinquantenne, in cattivi rapporti con sé stesso e col prossimo, apprende di avere un tumore incurabile e pochi mesi di vita. Decide di passarli costruendo una casa di sua ideazione a picco sul Pacifico e costringendo il figlio punk e ribelle ad aiutarlo. (fonte mymovie)

Il mio commento:
Un film interessante e con un cast di tutto rispetto. Nulla di particolarmente eclatante, visto che certe dinamiche sembrano un po' telefonate o troppo semplici, però l'ho trovato comunque piacevole. Mi è piaciuto Kevin Kline, derelitto e prossimo allo spegnimento. Ma ugualmente ancora forte e motivato, intenzionato a cambiare e a far cambiare, proprio per mezzo di quella casa che per tutto il film cerca di costruire. Piaciuto anche Hayden Christensen, più che discreto nei panni di un adolescente alla deriva, deciso a porre fine alla sua vita, incompreso e frustrato, oltretutto dipendente dalla droga e, anche per questo, vittima di azioni che finiscono con il metterlo in crisi con se stesso e gli altri. Buono anche il rapporto conflittuale, prima, complice poi che si instura tra i due, complici anche le dinamiche di precaria convivenza a cui sono costretti.
Piaciuto ancor di più l'aspetto del cambiamento. Nella vita sono molte le cose incredibili e imprevedibili che accadono: un incidente, una nascita, una morte, un tumore... Cambiamenti forti che determinano modifiche del modo di percepire e di volere noi stessi.
Cambiamenti che al contempo, sempre grazie alla vita e alle dinamiche di cui siamo partecipi, possono essere graduali e inconsapevoli.
Ed è proprio sul contrasto tra queste due tipologie di variazioni che si gioca l'intreccio del film, il tutto esemplificato dalla demolizione della vecchia casa per edificarne una di nuova. Assieme. Poichè i cambiamenti più duraturi e veri sono quelli che si imprimono nel cuore delle persone con cui siamo in contatto, quelle che ci aiutano a cambiare e che a nostra volta aiutiamo a crescere e maturare.


giovedì 17 dicembre 2009

..:: Confusa aggressione all'italiana ::..

Milano, 13 dicembre : Al termine di un comizio, il dipendente pubblico S.B. è stato aggredito al volto mentre si era avvicinato alla folla per salutare sostenitori e firmare autografi. Approfittando della vicinanza al dipendente pubblico l'aggressore è riuscito a colpirlo al volto con un oggetto contundente, una statuina a forma di Duomo di Milano. Il responsabile del gesto è tuttavia già stato fermato e identificato: Marco Tartaglia, 42 anni, incensurato e con problemi mentali. Alla vittima sono stati portati i primi soccorsi e, dai successivi accertamenti, è emerso che entro 48 ore potrà essere dimesso dall'ospedale. La causa dell'aggressione è da ricercare, secondo i sostenitori del dipendente pubblico, nella campagna di odio e rabbia che negli ultimi mesi si è venuta a creare nei suoi confronti. Tartaglia ha in ogni caso affermato che il suo gesto è legato ad avversioni politiche e personali dell'aggressore.


Questa poteva essere la notizia diffusa dai media in merito all'aggressione a Silvio Berlusconi avvenuta il 13 dicembre a Milano.
I toni che invece i media e i sostenitori del PDL hanno usato sono differenti tanto più che sono stati proposti speciali e approfondimenti e, al contempo, tutti i telegiornali e i quotidiani hanno parlato della notizia, insistendo ossessivamente sulle immagini del premier ferito e dedicando ampi spazi all'accaduto.
Anche a discapito di tutto il resto.

Ora, riflettiamo un poco su quanto avvenuto e su alcune associazioni di idee ed eventi.
Guardare qualche telegiornale "serio", tipo Passaparola di Travaglio può aiutare.

Clima di tensione e odio:
E' innegabile che, soprattutto negli ultimi tempi, il clima di avversione verso Silvio Berlusconi è salito a dismisura, alimentato soprattutto dai media e dai giornali.
Che lui stesso controlla.
Di certo nè i processi a suo carico nè le parole degli esponenti politici dell'opposizione hanno contribuito ad addolcire la sua posizione.
Tuttavia, se è vero che il responsabile dell'aggressione è un uomo con problemi psichici, la motivazione "politica" potrebbe essere messa in dubbio.
O, quanto meno, può ridimensionare la faccenda.
Va condannata semmai la violenza in sè, l'aggressione fisica.
Ma non l'astio o la disapprovazione, più o meno forte, che si prova verso "Il Presidente". Senza contare che non è certamente un agnellino e che, anzi, con le parole ci va giù pesante pure lui (e anche i suoi portavoce).
Mi domando comunque chi benefici maggiormente di questo fatto, di per sè molto grave: non penso proprio che la vita di Tartaglia (o della sua famiglia) volgerà in meglio, ad esempio.
Così come temo che verranno adottate misure cautelative nei confronti della libertà di espressione, di stampa e di manifestazione del popolo italiano oltre a spianare la strada verso nuove leggi ad personam. Internet, per dire, è già stato additato in più di un servizio giornalistico come un mezzo da bloccare e censurare (per via di gruppi nati su Facebook, ad esempio). Da notare la facilità a ricorrere alla censura da parte del Popolo della "Libertà".
Un'altra considerazione va poi, come fanno notare Travaglio o Luttazzi, all'emotività della politica, al sentimento cui ossessivamente si accenna nei telegiornali e che dovrebbe legare elettori ed eletti. Amore, affetto, compassione oppure disprezzo, rabbia, odio...in realtà non c'entrano nulla con la politica! Servono semmai a creare disinformazione e ad abbassare le difese razionali degli ascoltatori.
Invece i servizi che si sono susseguiti uno dietro l'altro dopo l'aggressione sembrano voler testimoniare il contrario (ma è una pratica che vige da anni): solleticano ancor di più l'emotività degli spettatori che così "evitano" un approcio razionale alla notizia soffermandosi invece sulle immagini del sangue, della violenza, della confusione.


Sicurezza del Presidente:
Un aspetto controverso della vicenda (e che nei telegiornali non è stato sottolineato con la debita attenzione) è legato alla sicurezza del "Presidente".
E' la seconda volta che, nonostante la scorta, qualcuno lo colpisce: la prima volta è accaduto con un fotografo che gli ha lanciato addosso un cavalletto, questa volta con uno squilibrato.
Ed è strano come, nonostante il numero di guardie che c'erano (alle dipendenze di Silvio), un tizio qualsiasi sia riuscito a far qualcosa del genere (e non era nemmeno "sano di mente", figuriamoci un gruppo organizzato...)(...che poi...se non è sano di mente, beh, come mai era per strada senza controllo?).
Ancor più insensata e folle è stata pure la reazione dello psico-nano che, anzichè andarsene, ha preferito uscire dall'auto ed esporsi di nuovo alla folla.
E se non si trattava di un folle ma di un terrorista?
E se nella massa ci fosse stato qualcuno di armato?
O se l'aggressore avesse reiterato?
E se invece di fare il vip si ridemensionasse un poco, lasciasse il comando della scorta e stesse lontano dalla folla soprattutto quando il clima di tensione fa temere il peggio?
Fortuna ha voluto che Tartaglia non fosse legato a nessun gruppo nè terroristico nè politico e che, anzi, abbia agito di sua spontanea volontà. Mi spiace solamente che ora stia passando la tesi che i mandanti/colpevoli siano in realtà i gruppi di facebook o Di Pietro o AnnoZero.
Strano in ogni caso il comportamento di Silvio e che, per dirla tutta, è la principale causa di dubbio e perplessità sulle testate della stampa estera.
Ancor di più appare singolare come, con tutto quel che han detto di fare in termini di lotta alla mafia, nessun criminale "vero" abbia cercato di far fuori "Il presidente".
Voglio dire: di Spatuzza non si parla già più, però potrebbe anche capitare che camorra o cupola decidano di farlo secco. In fondo, "questo" è il governo che più di tutto ha fatto contro la mafia, no?



Cambiamento dei toni
Predicando che "l'amore vince sull'odio" S. B. è comunque tornato alla carica. "Bisogna andare avanti", ha detto. E di fatti è quello che si farà. Basta che si vada avanti veramente in una direzione utile al Paese, cioè dedicando tempo ed energie a progetti veri e concreti.
Leggi sul processo breve, sul ridimensionamento degli spazi pubblicitari per le reti televisive "non Mediaset" o per tornare alla carica con leggi ad personam o per le quali il governo debba chiedere la fiducia, temo, non rappresntano priorità per i cittadini.
La disoccupazione in aumento, il precariatò, la corruzione, lo sperpero di denaro pubblico, l'inquinamento, la corruzione: queste semmai dovrebbero essere obbiettivi primari per il governo.
Non chiudere facebook o inseguire presunti terroristi che piazzano ordigni innocui nell'area "anarchico-insurrezionalista" della Bocconi ("mi scusi: per l'area anarchico-insurrezionalista?" "vada sempre dritto, e poi a destra, dopo chimica e filosofia...").

HERE COMES THE REVOLUTION
TIME FOR RETRIBUTION
(Judas Priest)

Ricapitolando, bene per il cambiamento dei toni ma che sia effettico.
Cioè che si smetta di parlare di nulla e che si faccia l'Italia, costruendo veramente.
Magari anche con un minimo di ricambio generazionale tra i politici.
Magari garantendo maggior informazione sui fatti e meno faccioni che, ogni giorno, sempre e per forza, devono dire le loro versioni dei fatti. Finendo spesso per confondere e creare tensioni.
Anche perchè, immagino, che un cittadino "onesto", che paga tasse, che c'ha pure una famiglia da mantenere, che non avrà mai una pensione decente e che magari rischia pure di rimanere senza lavoro di tanto in tanto si incazzi a sentir parlare gente che in vita sua non ha mai lavorato. Ma che periodicamente decide l'aumento del proprio stipendio e che porta avanti progetti che, a lui, lui cittadino intendo, non servono, ma che invece sono necessari per la salvaguardia di un mondo che non produce ma che cerca soprattutto di tutelare i propri interessi.
Quasi fossero parassiti.
Virus.
Tipo la suina...a proposito, com'è che non se ne parla più? Mesi di tensione e paura con il discorso del vaccino e ora, ora che dovrebbe esserci...? Mah...



PS: per il 14 dicembre era inoltre prevista un'udienza per il processo Mediaset.

lunedì 14 dicembre 2009

..:: Chariza - Il drago bianco ::..

Titolo: Chariza - Il drago bianco
Autore: Francesca Angelinelli
Editore: Runde Taarn edizioni
Genere: Fantasy
Pagine: 226

La trama in breve:
Con Il Drago Bianco si conclude l’avvincente storia di Chariza, Ombra di Gelo. In questo secondo libro, prosecuzione ideale de “Il Soffio del Vento”, l’autrice, ci presenta la duplice lotta che la Combattente della Trasparenza deve sostenere sia sul fronte interiore, contro la Maledizione di Avidità che le dilania lo spirito e la mente ,che su quello fisico per la difesa del Drago d’Oro e della sua casata nella guerra intestina tra i Draghi dell’Allenza.

Il mio commento:
Nell'accostarmi a questo secondo volume della saga credo di aver commesso l'errore di lasciar trascorrere troppo tempo dalla lettura del primo capitolo... Ad ogni modo, la lettura è stata abbastanza scorrevole e fluida ugualmente anche se, temo, di essermi perso qualche richiamo alla prima parte dell'opera. Opera che, a dire il vero, era concepita come romanzo unico poi divisa in due tronconi in base a scelte commerciali-editoriali.
Ad ogni modo, cominciando dall'inizio, la copertina di questo secondo volume è più evocatica rispetto a quella scelta per il primo capitolo. Richiama tuttavia ad un animale leggendario che nel testo non compare affatto (i Draghi sono infatti le maggiori cariche politiche dello Shi-hai-pai) ma probabilmente, in un contesto fantasy in cui opere come "Le cronache del mondo emerso" e "Eragon" sfoggiano drgahi in copertina oltre che nelle righe del testo...
Dal punto di vista dell'editing, credo, che qualche sforzo in più c'era da farlo: qua e là sfugge la punteggiatura o qualche lettera oppure la grafica per indicare pensieri e dialoghi.
Lo stile invece è piacevole, scorrevole e abbastanza preciso: non annoia anche se, di tanto in tanto, tende a tornare a ribadire gli stessi concetti (ad esempio sull'avidità che attanaglia la protagonista).
L'ambientazione orientale invece è piuttosto riuscita e convincente e, anzi, anche nella descrizione di certe dinamiche e nel costruire il finale credo l'autrice abbia fatto trasparire la sua conoscenza e passione per il mondo del Sol Levante.
La trama risulta abbastanza interessante e mescola in modo abbastanza bilanciato dinamiche interiori ed esteriori. A mio avviso però si indugia un po' troppo sulle emozioni e i sentimenti che albergano nel cuore di Chariza, Yukai e Yoshio a discapito dei capitoli su battaglie e cambiamenti politico-sociali. Nella storia si vengono infatti a creare intrighi e scontri tra i vari draghi e relativi eserciti, con tanto di assalti e assedi...però questi risultano trattati in modo più sbrigativo rispetto a quanto invece avviene per le questioni di cuore.
In definitiva credo che, pur rappresentando una piacevole lettura, siano evidenti alcuni limiti di trama e caratterizzazione "tipici" per un esordiente, senza con questo voler togliere nulla a Francesca. Mi riferisco quindi ad alcune descrizioni che mancano, a omissioni in termini di spiegazioni (poteri che si manifestano...), dimenticanze (demoni lupo che scompaiono dopo lo scontro tra Chariza e Mamushi...) e "cambiamenti" che avvengono in modo controllato.
Suzume, per dirne una, ad un tratto possiede dei "poteri" e una maturità che nemmeno suo padre (imperatore dello Shi-hai-pai!) non ha. Analogamente a Chariza: pure lei manifesta delle capacità particolari di punto in Bianco. Ma soprattutto non dedica un solo istante della sua esistenza a esercitarsi o a tonificare un po' il fisico, anzi, addirittura procede verso imprese immemorabili nonostante copiose perdite di sangue e una nottata all'adiaccio in un territorio gelido...Inoltre, come nel primo libro, pur essendo dipinta come un mercenario freddo e marziale (Ombra di gelo), tutti sembrano accettarla e fidarsi di lei. Senza problemi o dubbi. Senza che nemmeno qualche consigliere o funzionario (e presumo che a corte ce ne siano...) si senta turbato o comunque contesti la sua presenza ed il suo ruolo. Tra l'altro, l'unica altra carica che regge il potere assieme al Drago D'oro sembra essere Tanaka, generale militare che in caso di guerra corre subito in prima linea scambiandosi colte citazioni poetiche con i suoi subordinati...
Molto rapidi risultano anche i passaggi a descrivere i cambiamenti avvenuti nel cuore dei Draghi o il loro ruolo effettivo nella politica del Paese. Ok, sono dei grandi feudatari dotati di poteri particolari ma a parte questo? Quello che viene detto, per me, è poco e non aiuta a capire molto della fedeltà che gli eserciti e la gente giura loro, o comunque a capire a fondo la cospirazione in atto nei confronti dell'imperatore.
Loro invece sembrano conoscere tutto di tutti...come pure Chariza (vedi caso dell'omosessualità del Drago Rosso...).
Ad ogni modo, il libro si è rivelato una lettura piacevole ma che, per certi versi, poteva risultare più completa e approfondita. Anche se, come dicevo, forse in tal senso mi ha remato contro il fatto di aver atteso troppo per leggerlo.

sabato 12 dicembre 2009

..:: Striscia la stranezza ::..


Ieri, come già altre volte prima, mi è capitato di guardare un po' di "Striscia la Notizia", una delle più celebri e seguite trasmissioni delle reti Mediaset, e mi son domandato: non è un po' "strano" come programma?

Voglio dire, non è strano come Greggio, Ricci & company siano attenti e implacabili nello smascherare scandali e nefandezze all'italiana ma, al contempo, distratti nel portare alla conoscenza dello spettatori "altre" questioni?
Servizi su truffatori, finti maghi, abusi edilizi, inosservanze di limiti di velocità, comportamenti molesti nei confronti degli animali, inquinamento ambientale, sprechi... ne vanno in onda spesso e volentieri tra una battuta e l'altra. Alle volte anche con inseguimenti e riprese rocambolesche, qualche volta pure con la consegna dei tapiri o tramite l'organizzazione di vere e proprie trappole. Al di là del fatto che, essendo un programma televisivo registrato, potrebbero sorgere dubbi in merito all'effettiva veridicità di certe situazioni, quello che trovo "strano" è l'effetto che questo tipo di sequenze e comunicazioni ha sugli spettatori.
Lo spettatore medio, immagino, vede queste scene e si sente "bene".
Si sente tranquillo, un po' indignato ma in fondo in fondo sereno: sa che, Qualcuno (di Mediaset...e di chi è Mediaset?), là fuori, vigila.
C'è qualcuno che, pur abitanto nell'Olimpo del mondo televisivo, tutela noi poveri mortali.

Magari in vece di polizia, carabinieri e chi per essi. E, a differenza di quest'ultimi, è pure a stretto conta
tto con gnocche favolose.

Comunque, se notate, nei vari servizi, rarissimamente vengono coinvolte le forze dell'ordine.
Perchè mi domando? Perchè "qualcuno di Mediaset" ha problemi con la giustizia ordinaria? O c'è dell'altro?
Magari i servizi potrebbero limitarsi a filmare le forze dell'ordine che sgominano questo o quell'altro truffatore/criminale.
Invece no.
Perchè mi domano?
Non è che si corra il rischio che, alla fine, il cittadino qualunque pensi: "ehi, le forze dell'ordine non contano/fanno nulla! Ah se non ci fosse Striscia!"
Oppure: "se ho una magagna, perchè scomodare le forze dell'ordine? C'è Striscia!"
Un po' come capita a Forum o Uno Mattina per i diverbi legali.
Parallelamente temo che il cittadino medio, che segue assiduamente le veline di Striscia e che, tra uno stacchetto e l'altro, inganna l'attesa metabolizzando i servizi proposti, intuisca pericoli in ogni dove nella società contemporanea.
Addirittura identificando come spregevoli criminali solamente "quelli" beccati da Striscia.
E qui scatta un altro tranello mediatico assai perverso, a mio avviso.
Che effetto farebbe se per una volta, al posto del classico finto santone o falso dottore, venisse coinvolto, che ne so, un Callisto Tanzi?
Oppure un Dell'Utri?
O un presidente d'industria?

Qualcuno che magari deve rispondere all'intero Paese, ad esempio, per soldi presi e mai più resi alla collettività (Fiat?).

Come mai nessuno dei poteri forti invece viene mai intaccato?
E' forse per evitare che scattino meccanismi "pericolosi" nella mente dell'italiano medio che potrebbe finire col pensare che la giustizia (-> Striscia) sia uguale per tutti?
Che penserebbe un cittadino, ad esempio, nel vedere come un Valentino Rossi può evadere miliardi di euro e farla franca? Oppure nell'apprendere che nell'ultima finanziaria sono stati eliminati provvedimenti per tutelare gli azionisti Alitalia? O nel vedere come "qualcuno", pur essendo condannato per crimini gravi (associazione mafiosa o corruzione) possa governare e legiferare ugualmente, magari anche in termini di giustizia?
Tutto qui.
Si tratta di dinamiche che non mi tornano e riflessioni che volevo condividere.
Giuste, faziose o sbagliate che siano.

Per finire, un'altra cosa che mi domandavo è: ma quanto pagano "Pavarotto" (alias Matteo Troiano)? Non ha una dignità quell'uomo lì? E perchè si deve per forza mostr
are come il "potente" possa annichilire, umiliare e picchiare "il debole" e farla franca, sghignazzando pure?

Un po' come il connubio "uomini sorridenti di mezza età" affiancati da "donne oggetto in costumini succinti": chissà che meccanismi scatena nella psiche (e nei pantaloni...) dello spettatore medio? E in quella delle spettatrici cui spetta il compito di competere con quelle ragazze?
Misteri che solo lo staff di Striscia conosce, temo.
E che mi auguro siano "casuali" e non studiati (ogni riferimento a quanto visto in VideoCracy è assolutamente voluto).

giovedì 10 dicembre 2009

..:: L'uomo che fissa le capre ::..

Titolo: L'uomo che fissa le capre
Regia: Grant Heslov
Anno: 2009
Genere: Commedia
Cast: George Clooney, Ewan McGregor, Jeff Bridges, Kevin Spacey, Stephen Lang

La trama in breve:
Bob Wilton è un giornalista pavido e impacciato, abbandonato dalla moglie e a caccia dello scoop della vita. Inviato di guerra in Iraq nel tentativo disperato e maldestro di attirare l'attenzione della fedifraga consorte, Wilton incontra lo stralunato Lyn Cassady, soldato Jedi e monaco guerriero appartenente alla New Earth Army, un'unità sperimentale dell'esercito americano che vuole "combattere" le guerre col flower power. In grado di attraversare i muri e di fermare con lo sguardo il cuore di una capra, abili nel leggere nel pensiero del nemico e nel dissolvere le nuvole nel cielo, l'esercito hippy, fondato dallo stupefacente Bill Django, accoglie tra le sue fila il giornalista, iniziandolo al lato nobile della Forza. Tra rapimenti, vagheggiamenti e dosi massicce di LSD, Bob Wilton scriverà il suo articolo e ristabilirà l'equilibrio nella Forza. (fonte mymovies)

Il mio commento:
Questa volta sono andato alla cieca, cioè ho visto il film senza sapere di cosa si trattasse. Il cast prometteva molto bene e, da parer mio, non sono rimasto affatto deluso. Una commedia divertente e godibile, non un capolavoro immemorabile ma di certo una buona visione. Non annoia e strappa più di qualche sorriso.
Azzeccatissimi gli attori, soprattutto "il grande Lebowsky" Bridges e il duo Clooney - "Obi Wan" McGregor. Kevin Spacey invece ha fatto poco a mio avviso...meritava di più in termini di spazio e battute.
Ad ogni modo i complimenti vanno a Jon Ronson, autore del romanzo da cui il film è tratto: non so come o perchè ma credo sia stato molto originale e intelligente nel confezionare un'opera simile, frizzante ma al contempo satirica.
Non mancano infatti le sequenze divertenti o le citazioni di film più o meno noti (ad esempio Full Metal Jacket, senza contare il fattore "Forza/Jedi") ma soprattutto non mancano le critiche e le condanne alle politiche economiche/militaristiche americane. Memorabile ad esempio la "battaglia" al distributore: la cosa buffa è che, temo, anche nella realtà capiti così. Ovvero sparatorie tra agenzie americane invasate e tesissime, con tanto di morti e feriti, bollate però come attentati e agguati da parte dei "terroristi".
O, ancora, le difficoltà nell'accettare sperimentazioni di tecniche e armi su animali (micetti e gatti) ma non sugli umani o su "animali poco nobili" (le capre). Senza trascurare l'ironia in merito a fantomatiche tecniche omicide o alle dinamiche che, in realtà, regolamentano certe politiche militari.
Buoni poi gli spunti in merito alla ricerca di altri modi di combattere, ricerche alternative per essere una vera forza di pace. Per prevenire, per coltivare l'amore e la fratellanza, senza cercare a tutti i costi il conflitto o la violenza.
O quasi...
Concludendo, un film che ho trovato piacevole e interessante, a tratti critico e dissacrante nei confronti di un mondo, come quello militare-americano, che troppo spesso appare scontato e "serioso" ma che invece, probabilmente, dovrebbe venire maggiormente analizzato e ridimensionato.
Chissà che con l'avvento della fantomatica "era dell'Acquario", post 2012, qualcosa cambi ^_^



martedì 8 dicembre 2009

..:: Apocalypto ::..

Titolo: Apocalypto
Regia: Mel Gibson
Anno: 2006
Genere: Azione
Cast: Rudy Youngblood, Dalia Hernandez, Jonathan Brewer, Morris Birdyellowhead, Carlos Emilio Baez

La trama in breve:
Il giovane maya Zampa di Giaguaro vive in modo primordiale nell'America precolombiana: va a caccia, si diverte coi suoi amici, ha una moglie incinta e un bambino. Un giorno il suo villaggio viene però assalito da una tribù più forte che fa una strage. Insieme ad altri, Zampa di Giaguaro, che riesce a nascondere la famiglia in una grotta sotterranea, viene condotto in un villaggio lontano per essere sacrificato al dio del sole al fine di fermare le epidemie e le carestie che imperversano.

Il mio commento:
In quest'ultimo mesetto sono riuscito a vedere qualche film, alcuni d'animazione altri film veri e proprio.
Non ho però trovato il tempo necessario per postare recensioni e commenti: vedremo se riuscirò a recuperare sennò amen. Nel frattempo vi parlo di quest'ultima fatica di Mel Gibson.
Quest'opera mi incuriosiva per l'ambientazione decisamente originale: non sono molti i film che riguardano l'epoca pre-colombiana che io abbia visto mentre popoli come Maya e Aztechi li ho sempre considerati interessanti, seppur avvolti da un manto di fascino e mistero. Tra l'altro, non è che certe civiltà vengano studiate poi molto a scuola.
Ad ogni modo, ambientazione a parte, il film non mi ha convinto poi molto. Tutto si riduce a violenza e inseguimenti, uccisioni e sangue. Piaciuta la ricostruzione di un periodo storico poco rappresentato al cinema, così come anche la parlata in "mayese", però pensavo ci fosse meno azione e più attenzione al popolo americano qui descritto nella fase decadente della sua storia.
Peccato quindi, poteva venirne fuori qualcosa di più completo e complesso. Anche perchè, al di là delle tribù che vivevano di caccia e pesca, che io sappia i Maya avevano anche una religione e una conoscenza astronomica di tutto rispetto, evolute insomma. Un aspetto che però, nel film, viene a mio avviso molto trascurato dipingendoli quasi esclusivamente come una nazione sanguinaria e spietata.
E' vero anche che in periodo di crisi ed epidemie tutto succede, tuttavia...
Che poi, voglio dire, un minimo di introspezione anche per "gli altri" oltre a Zampa di Giaguaro non sarebbe guastato. Ad esempio indagare come se la passavano le donne e i bambini, oppure mostrare anche qualche altro aspetto dell'esistenza dei Maya "cattivi" non sarebbe stato inopportuno.
Amen, sarà per Apocalypto 2...




PS: ma quanto atletici erano i Maya? 2 giorni di inseguimento senza sosta e manco una gocciolina di sudore c'hanno. Oppure, 2 giorni senza cibo e acqua per un bambino e una donna incinta ma nessun segno di stanchezza o cedimento. Anzi!

sabato 5 dicembre 2009

..:: Parallele contraddizioni ::..

Giusto qualche rapido parallelismo che, negli ultimi giorni, ho notato e sul quale vi invito a riflettere.
Di notizie ne passano molte ai tg,ma talvolta non sono evidenti certe analogie che, per una persona sana di mente, potrebbero essere motivo di incazzosa perplessità.
O, per lo meno, lo è nel mio caso.
Davvero, non so voi, ma non riesco a guardare i telegiornali.
Anzi, ogni volta mi viene in mente:

A parte che ancora vomito
per quello che riescono a dire,
non so se sono peggio le balle
oppure le faccie che riecono a fare

(Niente Paura - Ligabue)


Giustizia: Meredith e Berlusconi
Il caso di Meredith Kercher, la studentessa inglese uccisa in quel di Perugia nel novembre del 2007, da mesi imperversa sulle nostre televisioni e sui giornali. Amanda Knox e Raffaele Sollecito sono divenuti nomi e volti noti a tutti: intervistati, discussi, tratteggiati da media e non. Sempre presenti in tribunale. Oggi sono stati condannati e tutti ne parlano.
Penso che tutti abbiano ormai capito che il "Caso Meredith" è divenuto un fenomeno di distrazione di massa.
Oggi, ad esempio, ha annichilito del tutto le notizie relative a Spatuzzo, il pentito che parla e straparla di mafia e politica. Tira in ballo (che caso) il signor Berlusconi.
Pure lui, da anni, imperversa in televisione e non solo. Ha a suo carico varie imputazioni giudiziarie (da anni!) ma non va ai processi. Li evita, minimizza, lascia che parlino i suoi portavoce.
Che strano.
La popolazione italiana alla fin fine sa tutto su un caso di omicidio (quanti ce ne saranno al giorno?) ma non viene informata sui reati di chi la governa. Al massimo si lascia abbindolare dai commenti di chi cerca di sviare l'attenzione. Vedi il caso di mister-condannato-a-9-anni-di-concorso-esterno-in-associazione-mafiosa-Dell'Utri, che afferma che la "mafia vuol colpire il governo". Eh già, lui parla, che è al governo.
Ad ogni modo, è strano il parallelismo giudiziario che vedo. E' strano come chi ha in mano le sorti del Paese si sottragga alla giustizia e alla popolazione non venga spiegato nulla.
Viva l'ignoranza, sia mai che porti voti e consensi.

Economia: Scudo fiscale - trasparenza Rai
E' di quetsi giorni la proposta di Brunetta per la trasparenza sulla gestione delle finanzie in Rai, in modo da mettere nei titoli di coda dei programmi i costi di realizzazione. Credo sia una buona cosa.
Mi domando però se viene fatta perchè si tratta di costi pubblici o che.
Cioè, e gli altri costi pubblici che la popolazione italiana sostiene? I costi della politica, delle opere pubbliche, degli investimenti...è tutto trasparente vero? E si controllano? Cioè, visto che ogni tanto si "scoprono" appalti truccati et similia...
Inoltre, non è che poi ci si dimentichi di dire che il debito pubblico sta salendo?
In compenso c'è stato lo scudo fiscale che prevede la possibilità di rientro di capitali dall'estero senza eccessivi controlli, dichiarazioni e pagamenti di tasse (è bello essere evasori, insomma) più la non punibilità per alcuni reati finanziari (è bello coltivare la passione per il falso in bilancio).
Mi pare che ci sia qualche contrasto tra le due iniziaive, o no? E' anche vero anche che si tratta di soldi pubblici e privati ma, dico io, non sarebbe meglio controllare sempre e bene cosa circola? Sia mai che qualche organizzazione criminale (la mafia?) ne approfitti per riciclare denaro o che qualche potente venga agevolato nell'evadere al fisco o nel pagare le tasse. Magari sfruttando certe banche tipo la Mediolanum.
Le tasse invece potrebbero diventare capitale pubblico da reinvestire per servizi migliori, no?
Ma forse è più semplice prendersela con la Rai insomma: in fondo, il pagamento del canone (che per altro è una tassa ingiusta) è un argomento attuale in questo periodo dell'anno.
E poi, i dipendenti Rai, sono un ottimo capro espiatorio.
Mica certe decisioni prese in materia di finanziaria, no?

PS: a proposito di economia, una volta, non facevano vedere l'andamento delle borse ai tg? Una parte che trovavo noioisa ma che proponeva grafici e numeri delle quotazioni di questa o quell'altra moneta o azione...che strano...


Moralità: Crocifisso - tette e culi
Sempre di questo periodo sono le crociate e i discorsi pro-cattolicesimo vs islam. Si reclama la presenza del crocifisso nelle aule di scuole, si dibatte, ci si scontra, si vieta il burqa (qui mi trovo pure d'accordo), si insorge se si propone la costruzione di una moschea. Insomma, si trovano tutti i motivi per evitare l'integrazione, il dialogo pacifico o per regolamentare seriamente i diritti e i doveri di chi sta sull'italico suolo. Una volta c'era pure un articolo della costituzione che parlava di libertà di culto, ma questa è un'altra cosa.
In merito al crocifisso, da togliere o aggiungere nelle aule, comunque sono nate varie
contestazioni e iniziative. Raccolte di firme e quant'altro.
Sia mai che i valori cristiani vengano intaccati o dimenticati!

Se poi si permettono scudi fiscali e ingiustizie oppure un uso della donna come oggetto va tutto bene.
Pure nel Vangelo c'era scritto. O, forse, c'era scritto qualcosa ma è stato reinterpretato ad uso e consumo del consenso elettorale.
Oppure, come ai bei vecchi tempi del MedioEvo, per incanalare malcontento e "incazzature" verso lo straniero.
Che ruba e porta via il lavoro (a proposito, in occasione della crisi, quali sono state le politiche del governo del nostro presidente-imprenditore-operaio?
)
In ogni caso, la sua televisione (Mediaset e Rai) mi pare abbondi di etica e valori cristiani. Anzi, di prove della fede, per vedere quanti poi finiscono con il compiere atti impuri o con il desiderare la donna (nuda) d'altri.
Ma non ho mai sentito il papa lamentarsi in merito.

mercoledì 25 novembre 2009

..:: Il tempo è Tassoni ::..

Quante cose al mondo vuoi fare, costruire, inventare....ma trova un minuto per me!
Tassoni!
"Sono 4 euro, grazie".
"Ma come? Non si paga al banco?"
"No, qui si paga al momento dell'ordinazione".
Ah, vabbè...Comunque, non era esattamente di questo che volevo parlarvi. E' da un po' che non posto sul blog ed il motivo è riconducibile alla Tassoni. Volevo dire, al tempo "per me" del gingle.
Ultimamente mi è venuto meno quel tot di tempo libero mio personale che mi permetteva di dedicarmi ai miei progetti :-(
Pian piano conto di recuperare anche se gli impegni non mancano (ad esempio, domani ritrovo per "Il paese che vogliamo" anche per tirare le somme dopo il primo numero de La Pulce) ma nel frattempo mi sa che mi son perso le occasioni per commentare un po' di cose.
Il decreto sui processi brevi, ad esempio, senza dubbio una priorità del governo e che, a detta di Alfano, coinvolgerà solamente l'1 % dei processi attuali. Di conseguenza, qualcosa non torna: o Alfano ha calcolato male, o ha detto una cavolata, oppure i conti che Travaglio sparava sul blog di Grillo sono totalmente infondati. E conoscendo Travaglio, dubito che la terza ipotesi sia la più vera.
Mi sarebbe piaciuto spendere due parole anche sugli impegni di Silvio per il 16 novembre: l'unico leader politico presente al congresso della Fao, da un lato encomiabile, dall'altro...
Oppure avrei voluto accennare alla speculazione sull'acqua che in questi giorni è stata avvallata per mezzo del decreto Ronchi.
O ancora, perchè non parlare un po' delle innovazioni di Brunetta in materia di internet contrapposte agli 800 milioni di euro che, pur essendo dedicati all'ammodernamento della infrastruttura telefonica sono fermi? E sulla crisi economica che mi dite: c'è o non c'è? E' una chimera? E' una menzogna comunista?
Due parole probabilmente le avrei spese anche sul caso Marrazzo e sui trans, l'ultima moda in questo periodo soprattutto in termini di gossip. Spero solo non diventi qualcosa di simile al caso di Garlasco o di Meredith, eterni e inutili. Di certo la faccenda è ancora ben lungi dall'esser svolta e spero che venga posta la dovuta attenzione dalle autorità competenti. E Studio Aperto non mi sembra che rientri in questa categoria...
Chissà cosa ne verrà fuori da qui ai prossimi mesi, probabilmente enormi e scandalose sorprese.
La stessa domanda che in molti, immagino, si fanno ogni qualvolta dj Angelo appare a Colorado Cafè. Non tanto per lui in sè, ma per il tripudio di poppe che le inquadrature solitamente concedono. Addirittura credo che in molti nemmeno si accorgano che l'omino ci sia, vedono le bocce di Cristina Del Basso e immaginano...qualcuno forse immagina anche notizie simili a questa...
Ad ogni modo amen, tempo permettendo magari ci tornerò.
Non sulle capacità polmonari della colta soubrette...
Silvia perdona questi miei interventi ma l'ora è tarda...e le visite al blog sono in calo...non è stata colpa mia. Dico sul serio. Ero... rimasto senza benzina. Avevo una gomma a terra. Non avevo i soldi per prendere il taxi. La tintoria non mi aveva portato il tight. C'era il funerale di mia madre! Era crollata la casa! C'è stato un terremoto! Una tremenda inondazione! Le cavallette! (omaggio gratuito e volontario, sebbene non autorizzato, al film The Blues Brothers)
Dicevo...ci tornerò sugli argomenti sciorinati sopra.
Per stasera mi limito invece a segnalare la mia presenza e a lasciarvi con un video demenziale (trito e ritrito...).



Prossimamente spero di riuscire a postare qualcosa di più significativo :-)

domenica 15 novembre 2009

..:: Videocracy - Basta apparire ::..

Titolo: Videocracy - Basta apparire
Regia: Erik Gandini.
Anno: 2009
Genere: Documentario

La trama in breve:
Un documentario che, a partire dalla trasmissione di uno strip casalingo di una delle prime televisioni private, affronta il tema del potere della televisione in Italia grazie a materiale di repertorio, a interviste esclusive a Lele Mora e a Fabrizio Corona e alla storia di un giovanotto fortemente intenzionato a diventare il Van Damme cantante della televisione.
Diciamolo subito a scanso di equivoci: per il pubblico italiano (sia che sia favorevole o sia che sia contrario a Berlusconi e al suo mondo) non c'è nulla di nuovo sotto il sole tranne qualche gustoso particolare. La vetrina veneziana diventa invece importante come trampolino di lancio per un reportage che batte bandiera svedese e che, quindi, può circolare all'estero. In quelle sedi oltre confine Videocracy potrà trovare la sua giusta collocazione e contribuire a un dibattito sulla situazione italiana. (fonte mymovies)

Il mio commento:
Attendevo la visione di questo film e confermo che si tratta di un documentario da vedere e su cui riflettere, abbastanza asettico nel documentare una certa rivoluzione culturale che c'è stata e che tuttora è in atto nel nostro Paese.
Probabilmente non dice nulla di nuovo, nel senso che l'importanza che riveste la televisione nel tratteggiare dinamiche di potere e di comunicazione, oltre che nel delineare obbiettivi esistenziali e manie nostrane, è cosa più che nota.
E' comunque inquietante e triste assistere alla descrizione di tutto ciò, e capire di essere impotenti.
La televisione, ma certamente questo discorso può essere ricondotto anche ad altri media come stampa e internet, gioca un ruolo determinante nel formare le coscienze. Nel produrre cultura e proporre modelli di vita a cui, nel bene o nel male, guardare. Nel tempo è divenuta un'arma, di distrazione o meno, che viene usata per plagiare, in un gioco perverso all'arricchimento e al divertimento.
E noi, noi popolo italiano, siamo al contempo vittime e artefici di un certo gioco all'immagine. Siamo noi che comunque vogliamo andare in televisione, vogliamo apparire. Sappiamo che si tratta di un mondo marcio e vuoto, ma non possiamo sottrarci al bisogno di "essere popolari" che, ormai, è divenuto nostro pane quotidiano.
Apparire significa notorietà, potere e denaro; e solo chi possiede denaro e potere può considerarsi "realizzato".
In questo contesto, vivere come persona qualunque, come un semplice operaio ad esempio, è sinonimo di fallimento esistenziale, di un anonimato difficile da accettare. O, per lo meno, questo è quello che sembra vivere la massa.
Purtroppo chi controlla i media lo sa e quindi gioca e alimenta questo desiderio, questo bisogno indotto. Si cerca allora di portare la gente in tv, di rendere l'esperienza televisiva alla portata di tutti, lasciando intendere che solo all'interno della "scatola sorda" vi è la vita, il successo, la felicità. Il paradiso forse.
Di certo il divertimento, quel divertimento privo di responsabilità che, nel bene o nel male, ci viene insegnato e che, in alcuni casi, ha condotto qualcuno alla gestione del potere democratico.
Il documentario propone inoltre una descrizione delle figure chiave che determinano l'ascesa e l'affermazione degli individui, gente priva di scrupoli e insulsa che comunque comanda e decide in nome di non meglio precisati criteri (e non sempre sembra scegliere bene...). Agenti e produttori che, al pari di semi divinità, risultano intoccabili e immuni a tutto. Persone (marce) cui però la gente si rivolge, desiderando un aiuto, una spinta, un assaggio di quel potere/successo che loro possono elargire.
A loro discrezione, in base a "messaggi divini" che solo loro sentono.
La cosa triste è che, in realtà, siamo noi stessi, noi come "popolo italiano" prima ancora che come spettatori, ad alimentare dinamiche inquietanti.
Ad accettarle nonostante siano costantemente sotto i nostri occhi con il risultato che ne veniamo doppiamente condizionati. Già, perchè oltre a creare bisogni e modelli, la televisione insegna che non c'è bisogno di istruzione. Le persone che emergono o che ci lavorano, quelle che contanto diciamo, non lo fanno in virtù di qualità artistiche o culturali. Anzi, tutt'altro.
Lo dimostrano benissimo i reality o le finte trasmissioni "d'arte" come "Amici" o "xFactor": gente che balla e canta tutto il giorno. Mica gente che si spacca 8 ore al giorno ad imparare a suonare la chitarra o il pianoforte e che poi rimane nelle retrovie, in ombra, anche se magari finisce con l'accompagnare "artisti" famosi.
Senza contare le indubbie lauree maturate da calciatori e veline.
E senza cultura, temo, diviene ancora più facile cadere nella trappola dei media e della manipolazione, in una corsa all'imbarbarimento e alla devastazione delle regole di base della democrazia.
In questo senso, pure votare per chi offre divertimento e scorciatoie per il successo diventa un fatto naturale. Così come vivere il "potere" come forma privilegiata per "farsi i cazzi propri" (like Corona docet) piuttosto che per costruire o farsi carico di responsabilità collettive.
In conclusione, guardate questo film e ponderate ^_^



Giusto per dire: Videocracy censurato da Rai e Mediaset. I due principali sistemi televisivi italiani (controllati da chi? by Leo) si sono rifiutati di mandare in onda il trailer del nuovo film della casa di produzione Fandango, diretto da Erik Gandini... (continua)

domenica 8 novembre 2009

..:: Battaglia per la Terra (Battle for Terra) ::..

Titolo: Battaglia per la Terra (Battle for Terra)
Regia: Aristomenis Tsirbas
Anno: 2009
Genere: Animazione, Fantascienza, Avventura
Doppiatori: Evan Rachel Wood, Luke Wilson, Amanda Peet, Justin Long, Chris Evans, Dennis Quaid, James Garner, Brian Cox, David Cross, Danny Glover, Chad Allen, Ron Perlman, Rosanna Arquette

La trama in breve:
Mala è una ragazza precoce, che vive sul bel pianeta Terra: il nome è lo stesso, ma è tutto molto diverso rispetto alla “nostra” Terra. Lì, infatti, regnano pace e tolleranza. Gli umani, una volta scoperto il pianeta omonimo e avendo esaurito le risorse del loro mondo, decidono di occupare Terra e renderla un luogo abitabile per gli umani, ma velenoso per i terriani. Durante l’invasione ostile di Terra, il padre di Mala, Roven, viene rapito. Nella speranza di salvarlo, la ragazza cattura e nasconde un pilota umano di nome Jim. Mentre Mala si prende cura di lui, i due diventano amici e ideano un piano che potrebbe salvare sia la razza umana che il rigoglioso pianeta Terra.


Il mio commento:
"Ohhhh, finalmente!": questa l'esclamazione con cui sottolineai l'uscita del film, a suo tempo, e con cui l'ho piacevolmente accolto oggi. Basta con alieni invasori, capovolgiamo le parti, mostriamo un film in cui NOI siamo gli invasori. Questa era un'idea malsana che ho più volte espresso tra me e me e i miei amici e finalmente l'ho vista applicata ad un gran bel film d'animazione di genere fantascientifico.
Davvero spettacolare, ben realizzato e ricco di spunti.
E' disturbante ritrovare noi stessi nei panni degli ottusi aggressori, esseri che bombardano, attaccano e rapiscono prima ancora di provare a stabilire un contatto. Come dei barbari privi di coscienza intenzionati solo a depredare, desiderosi solamente di ricchezze e risorse per sopravvivere. Motivazioni legate alla disperazione, per carità, ma che comunque non giusitifcano il comportamento degli umani all'arrivo su Terra nè tanto meno legittimano rapimenti e attacchi. Nemmeno si chiama così il pianeta, nemmeno è loro ma già viene ribatezzato. Poco importa delle creature che ci vivono, degli animali e dell'ecosistema esistente. Noi siamo dèi, siamo onnipotenti. Se abbiamo bisogno di qualcosa, ce lo prenderemo, ecco il messaggio. Poco importa che si tratti di un pianeta, di ossigeno o di petrolio...o che per arrivarci si sia costretti a schiavizzare popoli, a portare democrazia o a sterminare.
Come nel caso dei terriani. Carini e pacifici, i terriani sono a metà tra l'essere umano ed una sorta di creatura acquatica capace però di volare, muovendosi sinuosa nell'aria, in perfetta simbiosi con le forze naturali. Forse un esempio sublime cui dovremmo mirare piuttosto che annientare.
Spettacolare la grafica con cui è stata resa l'intera esperienza visiva che offre il film, alternando sia esplorazioni cosmiche che panoramiche di un mondo primigenio e puro, naturale e incontaminato. Scene oniriche e immaginifiche (non so perchè, la balena che vola mi ha richiamato alla mente BlueSubmarine Numero 6...). Più che riuscite anche le caratterizzazioni dei mezzi navali, delle stazioni orbitanti e dei "macchinari" usati dall'uomo. Molto probabilmente la trama si svolge in modo troppo rapido e, per certi versi, semplicistico, però siamo in ogni caso di fronte a qualcosa di singolare.
Alcuni passaggi potranno ricordare scene di film come Guerre Stellari, oppure anticiparne altri che ancora devono uscire (ad esempio Avatar), ma di certo le dinamiche trattate, i messaggi e certi simboli catturano l'attenzione e colpiscono.
[Spoiler!!!] Parlo ad esempio del soldato americano che fa il kamikaze, delle frange militari "USA"ne che insidiano il potere (rappresentato, tra l'altro, da un presidente nero...molto attuale direi...) e mascherano la bramosia di belligeranza con l'esigenza di salvaguardare il bene comune. Mi riferisco alla rapidità con cui si decide di inquinare e deturpare un mondo, alla scelta della "siringa" come forma suprema di oppressione (come diceva Mr Smith in Matrix, noi umani siamo un virus per il pianeta) oppure ancora alla forma delle astronavi che richiama la croce, emblema di martirio e speranza.
Un film che, inspiegabilmente, è passato in sordina e che è stato spacciato "per bambini" (strano a dirsi...). Molto intelligente e acuto invece, pericoloso e sovversivo per certi aspetti. Da vedere assolutamente, meglio ancora se in 3d.


sabato 7 novembre 2009

..:: X Men le origini : Wolverine ::..

Titolo: X Men le origini : Wolverine
Regia: Gavin Hood
Anno: 2008
Genere: Azione
Cast: Hugh Jackman, Liev Schreiber, Danny Huston, Dominic Monaghan, Ryan Reynolds, Lynn Collins

La trama in breve:
Sulle montagne rocciose canadesi, Logan cerca la pace dopo un secolo di guerre e violenza. Silverfox lo ama e lo incoraggia a dar retta alla propria natura umana e a tenere a bada la forza sovrumana e mutante che è in lui, ma il brutale assassinio della donna da parte del fratello Victor, riporta inevitabilmente Logan nelle mani di Stryker, che vuole fare di lui l'Arma X, una macchina da guerra indistruttibile. Nel corso di un'operazione d'indicibile sofferenza, lo scheletro di Wolverine viene rivestito di adamantio e ne esce un essere invulnerabile, il più micidiale degli esperimenti di laboratorio che Stryker sta operando sui mutanti: un cuore di dolore dentro un'impalcatura di rabbia, in attesa di rivolgere la propria furia contro il giusto nemico. (fonte mymovies)

Il mio commento:
Strano a dirsi ma, rispetto agli altri film dedicati agli X-men, questo mi ha convinto già di più. Ha addirittura una sua coerenza e un minimo di filo logico: ci sono delle cause e delle conseguenze, ci sono motivi che si ripropongono e scelte, talvolta, motivate. E tanti combattimenti. Le cazzate si sprecano, non lo nego, così come è palese che non rappresenti un capolavoro, però son riuscito a guardare sobbalzando e imprecando meno del previsto (tranne in presenza di Gambit).
L'idea di puntare su Wolverine per inaugurare una serie di film sui singoli personaggi degli X-men è buona, magari sarebbe stata ancora più utile se frutto di un progetto corale. Mi spiego: anzichè realizzare ben tre film di cacca sputtanando e dissacrando una serie che procede da decenni e che ha un discreto numero di lettori, forse sarebbe stato più opportuno tentare di offrire una panoramica dei vari personaggi già dopo la prima pellicola per poi concludere la saga. Oltretutto, già nei primi tre film della serie Wolverine è sempre stato al centro degli eventi. Sarà anche uno dei personaggi più amati e uno (di 2!!!) ad aver all'attivo una serie tutta sua di fumetti, però trovo che sia ingiusto per gli altri suoi compagni.
Comunque, in questo film c'è un po' di tutto: azione, intrighi, colpi di scena, storie romantiche, muscolacci in bella mostra, uomini nudi che corrono, scene sdolcinate, cazzate, esplosioni, comparsate di personaggi e rivisitazioni della storia descritta nei fumetti della serie X-men. Mi sfuggiva ad esempio il grado di parentela tra Wolverine e Sabretooth...così come mi sfuggiva la mancanza della bocca per Deadpool, una geniale scelta di sceneggiatori astuti. Già. In fondo, Deadpool ha solamente un fattore rigenerante più potente di quello di Wolverine...immagino sia più difficile curarsi lesioni alla bocca che riattaccarsi la testa...
Altri dubbi riguardano Xavier e Ciclope.
Il primo, misteriosamente, cammina e giunge a salvare "i prigionieri" dell'isola di Stryker...che tanto segreta e isolata poi non è.... A parte che, detta tra noi, essendo il professor X un telepate potentissimo (nel fumetto) poteva salvarli quando cacchio gli pareva, ma perchè cammina? E che cavolo! All' "inizio" camminava, quando ancora era giovane e amico di Magneto, ma non nel presente! Altro mistero riguarda Ciclope, un personaggio "cazzuto" e che ammiro e che finalmente in questo film fa percepire la potenza dei suoi raggi ottici: si distrae un attimo, cade, e puf...rasa al suolo una scuola. Perchè allora nei precedenti tre film degli X-men è stato tratteggiato come una checca inutile? Perchè??? Cos'ha Wolverine più di lui? Di certo la fisicità, gli artigli, il fascino animale e una certa predisposizione alla violenza. Il fatto poi che non possa ferirsi esteriormente ma solo emotivamente lo rendere una personalità affascinante, per carità, però certe scene "spinte" potevano evitarsele. Ad esempio quella dell'esplosione dell'elicottero o la fuga in moto dal fienile. Americanate. Dopotutto però, lo vogliono tutti e tutti lo cercano (tranne Xavier...che salva i giovani mutanti tranne Gambit e Wolverine...preferirà i minorenni...mah..) perchè "è il migliore in quello che fa, e quello che fa non è piacevole". E non stiamo parlando di nettezza urbana. In ogni caso, allora sorge spontanea qualche domanda: perchè viene usato Wade come corpo per divenire l'arma XI? Come mai inizialmente le prende da Sabretooth? E perchè quest'ultimo viene usato da Stryker per stanare i mutanti al posto di Wolverine, se è Logan "il migliore"? Misteri...
Misteri al pari di quelli che ruotano attorno alla figura di Gambit. Ovvero il motivo per cui non volevo vedere questo film...poi, siccome ero a casa con l'influenza e non mi riusciva di fare molto altro ho deciso di rivedere questa mia posizione. E me ne sono pentito.
Gambit, al pari di Wolverine, è l'altro personaggio degli X-men che ha una testata fumettistica tutta sua. Quindi non è l'ultimo degli arrivati, anzi. Oltretutto è il mio personaggio preferito e sono rimasto a dir poco basito da come l'hanno reso. Passi per la fisicità, che tutto sommato è adeguata, passi per l'appiattimento del suo carattere, passi per l'annullamento del suo fascino e di tutto ciò che lo caratterizza come eroe maledetto e romantico, ma almeno il suo potere. Sfido chiunque degli spettatori che non ha mai letto il fumetto degli X-men a dirmi qual è il suo potere dopo aver visto il suo comportamento nel film! O a spiegarmi come (e perchè) ha fatto ad intromettersi nello scontro tra Wolverine e Sabretooth visto che un secondo prima era stato tramortito dallo stesso Wolverine. Invece, incurante di ciò, piomba dal cielo roteando il bastone a mo di elicottero e permette a Viktor di scappare dopo aver sconquassato tutta la zona...
Vabbè, in ogni caso, guardandolo nella giusta prospettiva, ovvero un simpatico film d'evasione e d'azione, questo "X-men le origini: Wolverine" si lascia guardare piacevolmente. C'è tanta azione, tanti combattimenti e un bel po' di scene catastrofiche.
E tantissime altre senza senso, come quella cavolata delle pallottole in adamantio che causano perdita di ricordi.
Nel complesso comunque, rispetto agli altri tre film degli X-men, risulta decisamente riuscito meglio. Probabilmente facilitato dalla scelta di concentrare il tutto su pochi personaggi, ma senza approfondire troppo, lasciando che fossero in ogni frangente le azioni, la fisicità e gli istinti a guidare trama e sequenze narrative. Anche quando si tratta di rapporti umani.
Il tutto rimanendo a stento sulla soglia della sufficienza, sia chiaro.





PS: non so perchè ma la caratterizzazione di Deadpool e lo scontro finale in sè mi hanno fatto pensare a Mortal Kombat...

venerdì 6 novembre 2009

..:: Sette Anime ::..

Titolo: Sette anime - Seven pounds
Regia: Gabriele Muccino
Anno: 2008
Genere: Drammatico
Cast: Will Smith, Rosario Dawson, Woody Harrelson, Barry Pepper, Michael Ealy

La trama in breve:
Ben Thomas è un giovane uomo che ha commesso un tragico errore. Ossessionato dalla sua colpa è deciso a redimersi risanando la vita di sette persone meritevoli. Osservate e individuate le sette anime, Ben si prende amorevolmente cura di loro, donandogli una parte di sé e una seconda possibilità. Sarà però la bella Emily Posa, colpita al cuore da Ben e da (gravi) scompensi cardiaci, a innamorarlo e a distrarlo dal suo disegno originale. A Ben non resterà che decidere se tornare a vivere o lasciare vivere. (fonte mymovies)

Il mio commento:
Non ho ancora visto "La ricerca della felicità" però trovo che la collaborazione tra Will Smith e Muccino abbia dato ottimi frutti. E segnali positivi per il cinema italiano, anche. Per una volta, anzi, per la seconda, abbiamo un regista italiano a guidare una produzione statunitense, con attori "stranieri"...da quanto tempo non capitava? Ma soprattutto, capiterà ancora? E perchè non capita in casa nostra, chiamando cioè qui da noi star di Hollywood per realizzare film a Cinecittà come ai bei vecchi tempi? Ne beneficerebbe l'economia dell'intero paese...
Ad ogni modo, tornando al film, l'ho trovato toccante e intenso e mi ha permesso di rivalutare Will Smith. Il suo è un personaggio particolare, combattuto tra il dolore e il rimorso per un errore commesso nel passato e lo slancio verso il prossimo. Dimostra infatti una sensibilità e un altruismo senza pari, motivato oltre ogni limite a donarsi al prossimo. Per salvare gli altri. Per salvare se stesso.
La visione offre molti spunti di riflessione e presenta personaggi atipici, sofferenti e condannati. Ma che in qualche modo cercano di reagire, di condurre una vita nonostante la difficoltà cui la vita li ha posti di fronte: malformazioni cardiache, tumori, dialisi, cecità...
Non tutti però meritano la salvezza: malgrado tutto, dinnanzi al dolore, alcune persone cambiano e diventano meschine e subdole. Altre invece preservano dignità e umanità: solo questi ultimi meritano la salvezza. In tal senso si colloca la ricerca di Ben Thomas (Will Smith) per individuare le persone che, realmente, necessitano del suo aiuto. Un po' come penso accada nel momento della morte: solo coloro che veramente lo meritano andranno in paradiso, gli altri invece...
Notevole poi il cast che si è mobilitato per questa produzione: tra tutti, quello che più mi ha sorpreso è stato Woody Harrelson...purtroppo continuo a vederlo come il killer psicopatico di Natural Born Killers... Ottima anche Rosario Dawson mentre Barry Pepper rimane relegato ad un ruolo veramente marginale. Peccato, perchè è un attore che meriterebbe spazio.
Concludendo, vi consiglio la visione di questo film anche se, c'è da dire, probabilmente a causa della storia proposta e del dolore tratteggiato è difficile risultare obbiettivi nel valutarlo. Non è facile rimanervi indifferenti anche se, certamente, ci sono varie boiate (vedi il discorso della medusa...e se per caso avesse compromesso anche il funzionamento di certi organi? Magari per via di tossine rilasciate nel corpo?)
In ogni caso, pur durando circa 2 orette e trattando tematiche dolorose non scivola mai nel banale e si lascia guardare tranquillamente. Avvince e allontana dallo spettatore alcuni dubbi in merito alla fattibilità di certi trapianti o alla facilità con cui "i doni funzionino" o con cui il protagonista affronti certi sacrifici. Implacabile.
Un po' di più imprevisti forse avrebbero appesantito la trama più aiutato a renderla maggiormente verosimile.
Altro dubbi riguardano poi il numero 7: perchè limitarsi? Perchè Ben non ha deciso di aiutarne il più possibile di persone umane? In fondo, lavorava per una compagnia che produceva anche jet...jet che vengono usati in guerra...ma per le vittime delle guerre provocate dagli Usa forse non esiste rimorso.
Sarebbe stato interessante poi vedere lo stesso film realizzato in Italia: chissà che effetto farebbe. Soprattutto con tutti i casi di malasanità di cui si parla...