mercoledì 29 gennaio 2014

Fantascienza italiana?

Fantascienza?
No, semplice progetto
scolastico... [1]
In effetti non è che qui in Italia ne si produca molta...sarà perché probabilmente è un genere più di nicchia, che richiede una certa dose di maturità; sarà che siamo una nazione di "vecchi" nostalgici che indugiano poco al futuro; sarà perché è difficile pensare in prospettiva quando tutto sembra andare a rotoli, i principali media insistono a proporre storie e/o programmi televisivi legate al passato e ogni fibra del tuo essere grida "scappa da questa Nazione e trovatene una in cui non ci sia ancora il Berlusca a comandare".
Non che non sia importante tener traccia o comunque voler conservare un legame con il proprio patrimonio storico culturale, soprattutto se questo permette di maturare conoscenza e spirito critico, così da poter studiare eventuali errori compiuti ed evitarli...se, bonanotte!
Tutto questo è importante, dicevo, tuttavia sarebbe altrettanto opportuno e ottimistico guardare avanti, pensare a un mondo migliore, porsi quesiti, immaginare nuovi scenari e nuovi mondi, cercare nuove frontiere. Invece, più passa il tempo e più sembra che le prospettive inquadrate da Idiocracy siano sempre più prossime. Il che non è bello, direbbe un non meglio precisato puffo dell'omonima serie dedicata agli omini fatti di viagra.
Malgrado tutto ciò, fortunatamente, qualcuno di tanto in tanto ci prova a cantare fuori dal coro e a confezionare progetti di stampo pseudo-commerciale, più spesso di natura indipendente, se non amatoriale, alcuni con un budget dignitoso e la partnership di attori e registi noti, altri con risorse più limitate, ma pur sempre opere di pregevole fattura che fanno quantomeno comprendere che le potenzialità, in Italia, ce le avremmo.
Ma forse non sappiamo sfruttarle né per la realizzazione di opere cinematografiche "nuove" (non solo in campo sci-fi, intendo) né per produrre quel cambiamento di cui avremmo bisogno e che invece non arriva mai. E forse il problema sta tutto qui, nell'attesa di qualcosa di cui invece dovremmo essere autori. Come se fossimo sfiduciati e stremati, intimoriti, quasi bloccati. La sensazione è quella di nutrire la speranza che le risposte debba arrivare dall'esterno e la chiave per dare una svolta al nostro futuro debba venirci "consegnata" dagli altri. Da soli, non ce la facciamo insomma. Che, in fondo, è quel che accade pure nel cortometraggio che riporto qui sotto, apprezzata segnalazione del buon Marco. Si tratta di Closer, realizzato da Angelo Licata, già autore di Dark Resurrection.

domenica 19 gennaio 2014

Conan the Barbarian

Titolo: Conan the Barbarian
Regia: Marcus Nispel
Anno: 2011
Genere: azione, fantasy
Cast: Jason Momoa, Rachel Nichols, Stephen Lang, Rose McGowan, Saïd Taghmaoui, Ron Perlman, Nonso Anozie, Leo Howard

La trama in breve:
Conan ha visto la luce nel sangue della battaglia. Orfano di madre è stato allevato dal padre, fiero guerriero cimmero, che lo inizia al segreto della spada e dell'acciaio. Unico sopravvissuto al saccheggio del suo villaggio e testimone impotente della morte del padre, Conan è determinato ad avere vendetta. Diverse imprese e anni dopo, il ragazzo è diventato uomo ed è finalmente sulle tracce di Khalar Zym, il volgare assassino del suo genitore che ha ricomposto la maschera di Acheron per ottenere potere e immortalità. Lo asseconda diabolicamente la figlia Marique, strega letale che pratica la magia nera e cerca una giovane donna dal sangue puro da sacrificare sull'altare del delirio paterno. Spetterà all'audace barbaro salvare la candida sacerdotessa e sprofondare nell'abisso il malvagio Khalar Zym.   (fonte mymovies)

Il mio commento:
Correva l'anno 1981 quando, con folta chioma fluente, un simpatico culturista di origini austriache muoveva i primi passi nel mondo del cinema vestendo i panni di Conan, barbaro della Cimmeria, nato dalla penna di Robert Ervin Howard. Un personaggio virile, controverso e brutale che viene presentato come "ladro, guerriero, barbaro". 
E poi, re. 
Il che la dice lunga sui criteri di scelta di coloro che sono chiamati a guidare popoli e nazioni. 
D'altra parte, si trattava pur sempre di una produzione italiana, targata Dino De Laurentis, e tutto, quindi pare in regola. Tanto più che lo stesso Schwarzy ha coronato il proprio sogno insediandosi sul trono di California, in seguito batezzata Nuova Cimmeria.
A distanza di circa trent'anni, qualcuno deve aver ben pensato di ripescare il personaggio e di proporne una nuova versione. Malgrado le apparizioni in film quali The Expendables, è risultato evidente a tutti che Schwarzy non era il candidato ideale. Occorreva carne fresca e sceneggiatori ubriachi per realizzare un significativo reboot.
Scartato l'immortale Terence Hill, per il ruolo di protagonista è stato quindi ingaggiato il buon Jason Momoa, già apparso in serie quali Baywatch e Stargate, ma personalmente conosciuto come Khal Drogo per il ruolo interpretato in Game of Thrones. Tra l'altro, scopro solo ora che sta insieme a una delle "figlie" di Bill Crosby, Lisa Bonet...
Comunque, la scelta direi che tutto sommato è buona e il nostro Jason risulta sufficientemente virile e barbarico per interpretare la propria parte (udite udite: ha persino le ascelle non depilate!). 
Così come anche il resto del cast è abbastanza adeguato: abbiamo il colonnello di Avatar (Stephen Lang) che, abbandonata Pandora, cerca di affermarsi in un mondo più primitivo; Rose McGowan, un po' strega un po' mignotta che nulla fa ricordare del proprio ruolo in Planet Terror (per altro, apprezzatissimo da me medesimo); il ruolo della dolce fanciulla da salvare viene affidato a Rachel Nichols (da mymovies: "Questa sventola dalla sensuale ed eterea bellezza..."); abbiamo Leo Howard che interpreta un giovane quanto sanguinario Conan bambino; c'è poi Ron Perlman che...aspetta...Ron Perlman! Oh cacchio! Non se ne avveda ma, caspita, quasi sempre la sua comparsa in un film equivale alla conferma della ciofeca cinematografica...
Non che sia colpa sua, per carità, ma probabilmente ha fiuto per certe cose. Fatto sta che Conan the Barbarian, su IMDB, si assesta su un significativo 5.2!
E dopo averlo guardato confermo il voto proposto. 
Lo salverei solamente per le locations proposte, per le straordinarie ambientazioni (anche quelle finte, come l'altissimo ponte diroccato, la cupa reggia di Khalar Zym o la grotta/collina/promontorio del teschio) e la fotografia. E anche per le molte scene di combattimento, piuttosto cruente e splatter-ose. 
Ah, dimenticavo, ci sono anche scene in cui si vedono donne ignude :-P
Quanto al resto, beh, risulta semplicistico, superficiale e talvolta imbarazzante. 
E mo tento di spiegarvi perché la penso così.

mercoledì 15 gennaio 2014

Michè, che casino!

L'altra sera ho concluso la visione di Legion, film di Scott Stewart del 2010 con Paul Bettany e un Dennis Quaid vistosamente provato dal senso dell'onore che l'ha portato, dopo aver perso una scommessa, a recitare in questo capolavoro dell'arte cinematografica. Ma solo perché ha un mutuo, e i soldi del contratto gli facevano comodo.
Questo è l'angelo Michael,
nel film "Legion", colui che tanto ama
l'umanità tutta....
Su IMDB il film si è assestato sulla soglia media del dolby surround, 5.1. 
E credo gli sia andata anche bene. Si è salvato solo per la scena del demone-gelataio, piuttosto rivalutata su nonciclopedia.
Inizialmente avevo pensato di postare un commento semi serio, magari una rivisitazione della trama (*), poi ho deciso che forse non ne valeva la pena. 
Diciamocelo, non è riuscito un granché bene: è sconclusionato, poco coeso, molto superficiale e sempliciotto. Addirittura imbarazzante se pensiamo che i capi degli angeli non sono altro che un emule di Kyle Reese che ama sparare con le armi da fuoco e un buzzurro con le ali anti proiettili e la mazza chiodata. Rotante.
Comunque, la visione di questo film mi ha portato a ricredermi sulla figura di Michele, l'arcangelo intendo.
Per carità, magari sarebbe meglio partire dalle sacre scritture per indagare tale figura biblica, ma essendo io fresco fresco di visione parto da Legion.
Nel film risulta infatti poco chiaro il significato recondito che quest'angelo incarna. In un certo senso è una sorta di ribelle, che si rifiuta di compiere la volontà di Dio e decide di schierarsi a favore degli umani. Per questo ruba delle armi e li raggiunge in mezzo al deserto °_° 
E questo invece è Michael,
in "Gabriel - la furia degli angeli",
sprizza amore da tutti i pori...
Stando ai dialoghi che instaura con Gabriele (e pare che tra i due ci sia un rapporto ambiguo...) alla fin fine ci si convince (quasi) che il suo rivoltarsi a Dio (stiamo pur sempre parlando di un film, lo dico a onor di cronaca) sia un gesto teso a rendere un favore all'Altissimo più che a creare gratuito scompiglio tra le schiere celesti.
E io che pensavo che l'angelo ribelle per antonomasia fosse stato scaraventato nei bui recessi dell'Inferno... se poi consideriamo che quelli che paiono essere demoni, sempre nel film, sono invece persone possedute da angeli, inizio ad andare un po' in confusione.
Tutta gente abbruttita, indemoniata, con i denti da squalo e l'occhio da femmina con carta di credito illimitata di fronte ad una vetrina con i saldi (lo so, lo so, è un commento vagamente maschilista ma...è così...).

martedì 7 gennaio 2014

Finchè morte non ci riunirà

Titolo: Finchè morte non ci riunirà
Autore: Matteo Freddi
Editore: Leonida Edizioni
Genere: storico, narrativa
Pagine: 131

La trama:
Anno Domini 1565. L’Impero Turco Ottomano governato dal sultano Solimano il Magnifico, grazie a innumerevoli conquiste militari si espande sino a raggiungere le porte di Vienna. Il  mar Mediterraneo  è quasi interamente sotto il controllo musulmano dei corsari turchi che agli ordini di Dragut, compiono razzie e depredano le coste dei regni cristiani. 
Niccolò, un mercante siciliano, tornato a casa dopo un lungo viaggio di lavoro, trova la casa distrutta e scopre che la sua amata moglie Eleonora è caduta prigioniera dei corsari. 
Nel frattempo, Solimano, decide di  proseguire nella sua avanzata. Per raggiungere il suo obiettivo finale, Roma, sceglie di attaccare Malta, l’ultimo baluardo nel Mediterraneo a difesa della cristianità. Jean Parisot de La Valette gran maestro e comandante dei settecento cavalieri del Sacro Ordine di Malta, comanda la strenua resistenza cercando di tener testa all’esercito turco che conta quarantamila uomini. Eleonora, agile di mente e di corpo, relegata nell'harem del sultano, cercherà di manipolare Mirmah, la principessa turca, viziata e capricciosa, elabora un piano per cercare di trovare una via di fuga che la possa far tornare al suo paese e riabbracciare suo marito Niccolò.
Niccolò,  senza più alcuna ragione di vita tranne l'amore che prova per sua moglie,  convinto di poter riabbracciare Eleonora solamente in paradiso, decide di raggiungere Malta offrendosi come volontario per combattere assieme ai cavalieri.

Il mio commento:
Non è mai facile commentare un testo altrui, soprattutto se si tratta di opere che hanno ottenuto discreti riconoscimenti e numerosi commenti positivi. 
Ancor più difficile se magari il testo in questione tratta di un argomento storico, romanzandolo. Ed essendo io 'gnurante in materia, temo di non esser stato il lettore ideale per un libro come questo, letto tra l'altro nell'ambito di una catena di lettura che, forse, è capitata in un momento delicato.
Per qualche strano motivo riesco infatti a portare avanti più serie manga in contemporanea ma quando si parla di libri procedo in modalità seriale. E, per non ingolfare la catena, ho dovuto sospendere la lettura de Il Sigillo Del Fuoco subito dopo la parte VII...e non è stato facile affatto, smettere intendo. Spero che Uberto mi perdoni... 
Ad ogni modo, dicevo, trattandosi di un testo che vuol parlare di storia il rischio che si può correre è quello di non rendere giustizia ai fatti realmente accaduti, rischiando di semplificare o non riuscire a rievocare al meglio quanto avvenuto, oppure le abitudini e le mentalità dell'epoca. In tal senso, il libro, non mi ha particolarmente convinto.
Per carità, è scritto bene, non ha sbavature, non ho trovato refusi così come il ritmo e la gestione cinematografica (visto che questo è il focus che, da subito, viene proposto al lettore) delle scene mi pare buona. Considerando anche la lunghezza del testo credo che, nel complesso, il romanzo sia più che discreto e capace di suscitare interesse.
Però, a mio avviso, qualcosa non è riuscito appieno.
Non mi soffermerei eccessivamente su talune scelte - discutibili - adottate per fornire al lettore spiegazioni (emblematico l'incontro tra Eleonora e Niccolò dopo la battaglia finale, con lei provate e lui stanco oltre che ferito e con un dardo conficcato nella spalla che non esita a profondersi in spiegazioni pompose...caspita, starai male, no?) e nemmeno sulla brevità dei capitoletti proposti, in alcuni casi piuttosto essenziali e rapidi, che forse rischiano di togliere spazio alla caratterizzazione di personaggi e ambientazione. Piuttosto, quello che non mi ha convinto del tutto è l'aspetto storico delle vicende, la volontà di far conoscere al lettore quello che è stato un passaggio della vita maltese. Senza contare che, per uno che Malta non la conosce per niente, non è così facile "vederla" attraverso le parole del libro.

lunedì 6 gennaio 2014

Battlestar galactica - terza e quarta stagione

Titolo: Battlestar galactica - Terza stagione
Anno: 2006/2007
Numero episodi: 20
Genere: fantascienza
La trama in breve: al seguente indirizzo trovate l'elenco delle puntate con relativa descrizione breve


Titolo: Battlestar galactica - Quarta stagione
Anno: 2007/2008
Numero episodi: 20
Genere: fantascienza
La trama in breve: al seguente indirizzo trovate l'elenco delle puntate con relativa descrizione breve

Esplosioni nello spazio...
ah la fantasia...
Il mio commento:
È stata dura ma son riuscito a completare l'impresa. Già a fine novembre dell'anno scorso, in realtà, solo che non avevo trovato l'occasione o lo stimolo giusto per sedermi qui ed esprimere un commento su quanto visto nell'arco del 2013.
Non credo neppure di riuscire a produrre un pensiero troppo elaborato e complesso, visto che è trascorso un po' da quando ho concluso l'impresa. Vero è che ne son rimasto poco contento, più che altro per via dei tagli e della frettolosa conclusione proposta. Anche sullo sviluppo di certe dinamiche e personaggi avrei un po' da ridire visto che c'è stata la tendenza di insistere eccessivamente su alcuni trascurandone altri che, di tanto in tanto, venivano recuperati e caratterizzati. 
Scrivi, maledetto sceneggiatore,
scrivi! Noi cyloni abbiamo troppe
poche battute! E perché noi 4 e 5
non facciamo mai una mazza? 
Fatto sta che lentamente si è assistito ad uno stillicidio così da depurare la flotta da tutti i personaggi scomodi (Zarek, Gaeta...) o di colore (Dualla, Tory... *_*) e portare sulla Terra una razza geneticamente pura e vagamente divisa sull'esistenza di un pantheon o di un unico dio da venerare. 
O, per lo meno, questo è quello che riguarda parte della flotta e del Galactica visto che nel corso delle varie stagioni si perde un po' visione e interesse nell'approfondire quel che accade tra i ranghi civili, forse un po' confusi sulle alleanze con i cyloni e i vari colpi di stato. Anche se, penso io, un'alleanza che comporta la salita a bordo di orde di zoccolissime numero sei non penso sia stata vista come un fatto negativo dalla maggior parte degli ommeni presenti a bordo. Motivo che spiegherebbe come al culto di Gaius Baltar, reinventatosi profeta, aderiscano centinaia di donne giovani e piacenti, trascurate dal resto dei maschi.
Kara Thrace:
un personaggio più che
controverso...
Ad ogni modo, dall'inizio della terza stagione con un insediamento su New Caprica in cui i cyloni imperversano si assiste a rivolte e fughe per poi riprendere la ricerca della Terra che, dopo innumerevoli vicissitudini e altrettanti flashback e regressioni, senza scordare inseguimenti e battaglie spaziali su vasta scala, verrà infine raggiunta. Si può facilmente intuire che nell'arco delle ultime due stagioni non vengono meno i colpi di scena, vedasi la rivelazione degli ultimi cinque cyloni o la riminiscenza di quel che è successo su Kobol o tutte le vicissitudini legate alla lotta contro i nemici, ma anche alcuni episodi spiazzanti e riconducibili a tematiche attuali e scottanti, come l'eutanasia praticata da "Il medico della morte" o le problematiche di salute di Laura Roslin per via del cancro che la sta consumando. 
Che poi, essendo la popolazione rimasta ancora in vita costretta a vivere di stenti, perennemente in fuga e a corto di viveri e risorse, credo che sia anche legittimo riflettere su simili questioni. 
Anche se, di contro alla penuria di cibo e acqua, non si riscontrano mancanze in fatto di vestiario o di sigari e alcol *_*

venerdì 3 gennaio 2014

Capitan Harlock

Titolo: Capitan Harlock
Regia: Shinji Aramaki
Anno: 2013
Genere: animazione, sci-fi

La trama in breve:
Nell’anno 2977, l’universo è popolato da 500 miliardi di esseri umani, discendenti da coloro che vennero esiliati dalla Terra. Il nostro pianeta, che tutti considerano “la casa”, ora è controllato dalla Coalizione Gaia, un’entità sovranazionale decadente e corrotta che governa dittatorialmente tutto il genere umano. L’incrociatore Arcadia, comandato dal Capitan Harlock è ormai diventato l’ultima speranza di liberare l’umanità dal giogo di Gaia, ecco perché dalla Coalizione parte il progetto di infiltrarsi nell’astronave e assassinare Harlock.  (presa da qui

Il mio commento:
Guardate il menù del Mac Space, ciurma! Guardate
in fretta, che poi ordiniamo...
Innanzitutto buon anno nuovo a tutti!
Felice 2014!!!
E quale miglior occasione può esserci se non dedicare il primo post dell'anno a un bel film? Magari pescandone uno di memorabile, coinvolgente, strepitoso? Potrei scribacchiare in merito a una di quelle esperienze cinematografiche vivide e sensazionali che fanno sobbalzare gli spettatori, che li emozionano, li stupiscono, li fanno palpitare?
...in effetti mi sarebbe piaciuto ma qualcosa, evidentemente, è andato storto. 
Dannate aspettative tradite da mere dinamiche commerciali!
Quelle stesse che sono state spappolate ieri sera durante la visione del tanto atteso Capitan Harlock.
Avremmo (eravamo in 7 ommeni trepidanti come bambini...) dovuto sospettare che qualcosa non andasse già dalla presenza di quei commenti "esca" gettati lì da Cameron ("mitico, epico e visivamente senza precedenti", diceva), quello stesso James Cameron che a suo tempo aveva pompato tantissimo quel suo Avatar, tanto colorato, tridimensionale e visivamente impressionante quanto insignificante dal punto di vista della trama. 
Ecco, la problematica qui è la medesima. 
Ehi, io suono i bonghi...
voglio dire, questa nave si pilota da sola
che caspita servo qui in plancia?
A livello grafico Capitan Harlock è come una guduriosa e prolungata eiaculazione, davvero notevole e ben realizzato. Difficile rimanere indifferenti a tanta maestosità, alla potenza immaginifica e alla resa grafica, praticamente foto-realismo. 
Purtroppo, sono le innumerevoli boiate, la superficialità e la trama insulsa che affossano impietosamente questo prodotto di animazione.
Passi per le vaccate contro ogni più blando principio scientifico, dalle navi che precipitano in assenza di gravità al fumo nello spazio, o quelle meramente necessarie a soddisfare i palati più esigenti, come la doccia acrobatica di Kei, il tanga sopra l'aderentissimo abito di Meeme o le armature di Yattaran e soci che talvolta spariscono e che si indossano esclusivamente precipitando dall'alto e sperando che tutto sia al posto giusto...

domenica 29 dicembre 2013

Il trono di spade - Game of thrones - Season 3

Titolo: Il trono di spade (Game of thrones) - Terza Stagione
Anno: 2013
Episodi: 10
Genere: fantasy

La trama in breve:
I giochi continuano. Jon Snow è tra i Bruti e mentre Daenerys Targaryen cerca di ottenere un esercito nelle terre di Astapor, le cose ad Approdo del Re cambiano: i Tyrell acquistano più potere e cercano di entrare nelle grazie dei potenti Lannister.
Sansa Stark e Petyr 'DitoCorto' Baelish:
come andrà a finire tra la lady e il
viscido, nonché subdolo,
consigliere di corte? E come reagirà
quest'ultimo al Red Wedding?
In viaggio verso nord, Bran Stark vive sogni sempre più realistici e incontra un nuovo amico. Jaime Lannister e Brienne di Tarth continuano la loro marcia verso sud con non poche difficoltà, mentre Tyrion e Cersei Lannister non sono più padroni di loro stessi dall'arrivo del loro padre nella capitale. Arya Stark incontra il sacerdote Thoros di Myr e si unisce alla Fratellanza Senza Vessilli. Rifugiato alla Roccia del Drago, Stannis Baratheon attende un segnale dal Signore della Luce, mentre Theon Greyjoy è stato rapito dal bastardo di Roose Bolton, un individuo di raro sadismo che lo tormenterà alternando torture, mutilazioni e false speranze. Robb Stark sente il peso della guerra e cerca di dare uno scopo ai suoi uomini.  (da wikipedia)

Il mio commento:
Rispetto alla stagione precedente, questa è stata senza dubbio più impegnativa e devastante sotto il profilo della truculenza e delle morti violente. Tanto più che c'è anche la componente mutilazione, torture e sadismo che ha contribuito a rendere lo sviluppo narrativo più cupo e perverso.
 Il re oltre la Barriera, Mance Rayder
Lo so, sembra un barbaro ma...
comanda, ah se comanda! Forse...
Al contempo, la trama ne ha guadagnando assai visto che gli eventi, gli intrighi e i colpi di scena descritti in queste dieci puntata sono piuttosto elevati in numero e talvolta destabilizzanti. 
Vero è che ora come ora ho difficoltà a immaginare gli sviluppi della quarta stagione visto che alcuni personaggi che reputavo fondamentali, come dire, non ci saranno. Per cui, o si andrà incontro a qualche evento bellico su vasta scala, con Daenerys Targaryen di ritorno nelle terre occidentali ad esempio, o con qualche delirio di massa tra bruti ed estranei in arrivo dal Nord. D'altronde, è dall'inizio della prima stagione che si insiste col motto "l'inverno sta arrivando"... ma per ora non è arrivato.
Forse ci penserà il buon Mance Rayder ad accelerare i tempi...
Contrapposti agli atroci colpi di scena proposti, c'è comunque da notare che in questa terza stagione si avverte una certa accelerazione di ritmo narrativo. Alcune dinamiche vengono quindi affrettate o fatte trasparire in singoli episodi (la scalata della barriera!) lasciando allo spettatore colmare con la fantasia eventuali situazioni pregresse di cui, di fatto, vengono descritti solamente gli effetti finali, soprattutto per quanto concerne intrighi di corte e alleanze a sorpresa. Analogamente, alcuni spostamenti spaziali risultano sospetti (dannazione, queste terre fantasy sono sempre così piccole) e personaggi presentati in sordina, saranno probabilmente maggiormente approfonditi e caratterizzati in futuro, anche perché ne soppiantano altri (vedasi il caso di messer Bolton o di Jojen Reed e soci).
Alcuni elementi che poi fa piacere notare sono i parallelismi e i richiami che Martin e/o sceneggiatori realizzano, come ad esempio Robb Stark e Stannis Baratheon, entrambi consigliati più o meno bene da una rossa, rispettivamente la madre e una strega/sacerdotessa/mignottona; Jaime Lannister, comunque in balia di bionde, ovvero la gemella Cersei Lannister e la soldatessa Brienne of Tarth. 
- Sono incinta...sei arrabbiato?
- (Ma porca zozz...ladra...maremm..)
Ma no, amore, ma che dici! (Ci
mancava pure questa...
Siamo nel bel mezzo di una guerra,
i miei sottoposti si stanno ribellando,
ci hanno tagliato le retrovie,
ho perso l'unico prigioniero con cui
potevo trattare con i Lannister...e)...
ma non prendevi la pillola, scusa?
Sul fronte gnoccolame vario e scene di nudo, lo dico per i maschietti e per eventuali maniaci all'ascolto, il livello rimane buono mentre si incrementa forse la presenza di elementi magici e fantasy. Mi riferisco ai poteri di chierico di Thoros of Myr che consentono a Beric Dondarrion di tornare in vita - facendo sballare tutte le statistiche di uccisioni violente che riguardano la serie - quest'ultimo equipaggiato di spada infuocata; ma anche alle solite cosacce che tenta di fare Melisandre, la strega rossa, alle scorribande draconiche dei cucciolotti di Daenerys, ai metamorfi (tra cui anche il buon Bran!) e, non da ultimo, quel che accade tra Samwell Tarly e un Estraneo...
Inutile dire che trama, episodi e intreccio son gestiti molto bene e sempre in modo adulto e maturo, con dinamiche abbastanza realistiche e ponderate, senza lasciar nulla al caso, addirittura con decisioni amare da prendere e improbabili alleanze da stringere.

venerdì 27 dicembre 2013

Qualunquemente

Titolo: Qualunquemente
Regia: Giulio Manfredonia
Anno: 2011
Genere: comico
Cast: Antonio Albanese, Sergio Rubini, Lorenza Indovina, Nicola Rignanese, Davide Giordano, Veronica Da Silva

La trama in breve: 
Uno spettro si aggira per la Calabria: è lo spettro della legalità. Contro questo spiacevole inconveniente, rappresentato dal candidato sindaco di Marina di Sopra, certo De Santis, la parte "furba" del paese schiera l'uomo della provvidenza: Cetto La Qualunque, di ritorno da un periodo di latitanza con una nuova moglie, che chiama Cosa, e la di lei bambina, che non chiama proprio. Volgare, disonesto, corrotto, ma soprattutto fiero di essere tutto questo e molto di peggio, Cetto prima ricorre alle intimidazioni mafiose, poi a dosi inimmaginabili di propaganda becera, quindi assolda uno specialista. Il fine, e cioè la vittoria alle elezioni, giustifica interamente i mezzi, che in questo caso vanno dal comizio in chiesa, all'offerta di ragazze seminude come fossero caramelle scartate, all'incarceramento del figlio Melo in sua vece. Fino alla più sporca delle truffe... (fonte mymovies)

Il mio commento:
Visto la sera del 24, giusto prima di Natale, era da un po' che attendevo di dare un'occasione a questa piccola perla cinematografica italiana. Ok, ok, per qualche strano motivo la produzione filmica nostrana non riesce a partorire altro se non filmetti più o meno comici (vedasi i vari cine-panettoni o quel che propinano i vari Pieraccioni, Zalone e compagnia bella), qualche thriller, qualche fiction dal sapore antico e per lo più opere drammatiche per cui, direte voi, che cosa avrebbe questo Qualunquemente in più rispetto ad altri?
In primis c'è il sior Antonio Albanese, che tutto sommato non mi spiace e che già ho apprezzato nei suoi interventi comici durante i vari "Mai dire..." oltre che in "Uomo d'acqua dolce".
In secondo luogo perché, a ben guardare e riflettendoci un poco, questo film dovrebbe essere considerato più una pellicola di denuncia sociale che una parodia comica.
Qualcosa che dovrebbe aizzare gli animi e spronarci a dire "NO, non deve più esserci nulla del genere! Mai più!". Invece, da bravi italiani, finiamo col riderci sopra e...basta. Felici e rassicurati, quasi, nel riconoscere quanto siamo provinciali e falsi. 
Ecco quindi che il personaggio di Cetto La Qualunque, un concentrato di ipocrisia, ignoranza e illegalità, nel suo barcamenarsi tra abusi e messaggi diversamente votati all'onestà incarna le caratteristiche tipo che associamo (giustamente o a torto, ma, come dirette Tomba, ai posteriori l'ardua sentenza) a coloro che, ogni giorno, dovrebbero gestire la cosa pubblica e si affacciano nelle nostre vite attraverso lo specchio della televisione. Ipocrita, incapace, amante della bella vita, perdigiorno, disonesto...ha praticamente le carte in regola per dirigere un partito e ambire a una carica pubblica.

mercoledì 25 dicembre 2013

Buon Natale 2013!!!

Lo so, lo so, vi aspettavate immagini di discinte cagnone da competizione in pose sessi, magari fantasiose ed estrose nell'uso di qualche gadget acquistato per Natale, magari su Groupon. 
Ma temo vi deluderò.
E siccome dicono che il Buon Santa Claus, stanco delle polemiche sui caccia americani statunitensi, abbia deciso di prendersi una pausa chissà dove, forse anche con l'intenzione di recimolare fondi visto il triste empasse economico che continua a tormentare il nostro presente, abbandonata l'idea iniziale di postare una bella immagine presa da Games of Thrones (*) parafrasando il motto "l'inverno sta arrivando" con "il Natale sta arrivando", l'unica soluzione che mi è venuta in mente per salvare il tradizionale post di auguri natalizi è quella che vado a riportare qui sotto. Anche perché foto di Jaeger di Pacific Rim con armature addobbate a festa e lucine alimentate a plutonio non ne ho trovate... 
E come sempre, il buon Chuck è determinante....
Spero apprezziate ugualmente: Buon Natale a tutti!!!





(*) : sono ancora profondamente turbato e sconvolto dagli eventi del Red Wedding della puntata 9 della terza stagione... :-(

sabato 14 dicembre 2013

Straw Dogs - Cani di Paglia

Titolo: Straw Dogs - Cani di Paglia
Regia: Rod Lurie
Anno: 2011
Genere: thriller, drammatico
Cast: Laz Alonso, Alexander Skarsgård, James Marsden, Kate Bosworth, Willa Holland, James Woods, Dominic Purcell, Walton Goggins, Anson Mount

La trama in breve:
Remake di un classico diretto da Sam Peckinpah, Cani di Paglia racconta la storia di uno scrittore di Los Angeles che si trasferisce nella città natale della moglie, nel profondo Sud. Le inevitabili tensioni che nascono all'interno della coppia dovranno essere messe da parte per fronteggiare la minaccia dei conflitti con la gente del posto. (fonte mymovies)

Il mio commento:
L'ho visto qualche settimana fa ma non avevo più trovato l'occasione di (s)parlarne, per cui eccomi qua, ora. Direi di cominciare precisando che non ho visto l'originale, datato 1971, per la regia di Sam Peckinpah e con Dustin Hoffman per protagonista. A detta di tutti un gran bel film, conturbante e spiazzante, molto forte. Soprattutto perché realizzato negli anni '70.
A distanza di 30 anni, Rod Lurie evidentemente ha deciso che è giunto il momento di riprendere tale pellicola e attualizzarla in una nuova veste, più moderna, con nuovi attori ma le medesime dinamiche narrative e tematiche trattate.
O quasi.
"Oh cavolo, è un remake e non ho mai
neanche visto l'originale..."
"Tranquilla. Non credo sia un problema.
Tra l'altro, è X-men 2, questo?"
Il risultato, come si può notare dal voto registrato su IMDB (non che sia la Bibbia, per carità, però è d'uopo citarlo) che riporta le medesime cifre del giudizio ottenuto dal film originale. Le stesse, ma invertite. 
Passiamo quindi da un onesto e decorso 7.5 (su 36000 voti circa) a un sospetto 5.7 (su 21000 e rotti)! 
Come dicevo, non avendo visto quello con Dustin Hoffman non posso esprimere un giudizio personale, ma stando a quel che ho letto su altri blog e portali, oltre che per trailer e spezzoni visti qua e là, me ne son fatto un'idea.
Questo Straw Dogs, invece, regala costantemente la sensazione di "mirror climbing": lo spettatore avverte di essere dinnanzi a qualcosa che avrebbe potuto anche funzionare, capace di comunicare e stimolarlo... se solo fosse stato realizzato in modo più accorto e sensato. 
Ok, ok, siamo pur sempre negli anni 2000, il mondo è diverso, tante cose sono cambiate, il ritmo stesso della narrazione cinematografica, così come la società, i costumi, le usanze, ma se le idee son buone tali restano. A patto di non travisarle o stravolgerle.
Ecco quindi che il cast scelto è forse poco adatto per il tipo di storia narrata. E visto che a volte le immagini valgon più di mille parole, vi posto le differenze principali tra gli attori scelti.


In alto Del Henney, in basso Alexander Skarsgård, nel ruolo di Charlie Venner 

venerdì 6 dicembre 2013

Hardware - Metallo Letale


Titolo: Hardware - Metallo Letale  (titolo originale: Hardware)

Regia: Richard Stanley
Anno: 1990
Genere: horror, sci-fi
Cast: Dylan McDermott, John Lynch, Iggy Pop, Stacey Travis, William Hootkins

La trama in breve:
Tra i detriti radioattivi di un imprecisato futuro un militare rinviene i resti di un cyborg Mark 13 e ne fa dono alla sua ragazza scultrice. Il cyborg si rigenera e ricomincia a svolgere il compito per cui era stato programmato: distruggere ogni essere vivente. (fonte mymovies)
PS: se leggete invece la trama su comingsoon potreste avere indicazioni leggermente diverse...addirittura, pare a me, sembrano suggerire che Moses sia un nano

Il mio commento:
Per il ciclo "filmissimi d'essai" ecco a voi Hardware, di Richard Stanley, horror di ambientazione fantascientifica tratto dal racconto Shok! di Steve McManus e Kevin O'Neill.
Film che per altro mi son recuperato stando alle positive recensioni e considerazioni espresse durante una sorta di documentario sul cinema (credo andasse in onda su Rai4 o Rai5) focalizzato su quelle pellicole che hanno per tema il rapporto uomo macchina.
Realizzato nel 1990, la visione di Hardware consente allo spettatore di tuffarsi in un'epoca arcaica, quando gli effetti speciali erano "di altro tipo" così come la tecnologia proposta, anche nelle storie sci-fi, non era che una brutta copia di quella a cui i Wachowski ci hanno abituato.
Contiene anche camei di note star della musica rock/metal, da Iggy Pop a Lemmy Kilmister dei Motörhead, così come montaggio e regia si prodigano per confezionare sequenze nervose e disperate, per lo più dominate da toni rossi e arancioni.
Non chiedetemi perché ma a me han
detto che questa è la divisa ufficiale
dei disperati cercatori di rottami
che si aggirano nei deserti radioattivi.
Gli androidi letali si trovano solo così.
O così, o su ebay...
Ma non è finita qui perché, fondamentalmente, il film è una vaccata pazzesca piena di situazioni al limite del delirio.
Già. Vatti a fidare dei tizi del documentario.
Passi per l'evidente scarsità di mezzi, passi per le scopiazzature a vari film di genere (Terminator su tutti), passi per il tentativo di costruire un'ambientazione futuristica desolante e disperata, ma un minimo di filo logico e buon senso non ce lo si poteva mica mettere nella sceneggiatura?
Abbiamo un tizio che rovista nel deserto e ne estrae un androide. Lo rivende a un tizio che manca da casa da chissà quanto tempo e che pensa bene di non documentarsi minimamente sulla cosa che gli è stata recapitata ma, anzi, di donarla alla propria donna, Jill. La quale vive segregata in casa e fa la scultrice post-moderna, assemblando materiali a casaccio. E che, in un mondo allo sbando come quello proposto, è tutto dire.
Per cui, ecco che assieme al fido amico tossicodipendente (stranamente molto in sintonia con la rossa Jill) porta il bestio alla sua donna la quale, dopo mesi che sto qua non si faceva vivo, decide di accoglierlo in casa e di scoparselo per un bel po'. Quando c'è l'ammmmore... E mentre la coppia copula un simpatico maniaco obeso, che tiene spesso e volentieri le mani in tasca, li spia e gode.
Arrivati a questo punto siamo a metà del film, e regna tanta pesantezza e desolazione per un futuro prossimo venturo molto cupo, privo del benché minimo spiraglio di luce, in cui la limitazione delle libertà individuali e la precarietà dell'esistenza sono ordinaria consuetudine.
Ma, come diceva il buon Mike, "Allegria": il Mark 13 è pronto a seminare morte e distruzione!
Devo trovare un modo per farmi
lasciare da Jill...ma cosa diamine
potrei fare...magari prima le do
un'altra bottarella, e poi ci penso
con comodo....
Già perché mentre il presunto protagonista, Moses, se ne va a zonzo (sai com'è, il suo collega lo contatta nel cuore della notte chiedendogli di tornare al "negozio"...situato a due trilioni di anni luce dall'attico della rossa infoiata...) e Jill se ne rimane mezza nuda a dormire, il simpatico androide dalla testa di teschio, mani artigliate e aculei velenosi (eh già, proprio un bel regalo da parte di Moses...), quatto quatto, facendo il casino più assordante, si ri-assembla con le cianfrusaglie che trova per casa e, mai domo, prende il controllo della futuristica domotica dell'attico (= toglie la luce e chiude la porta).

mercoledì 4 dicembre 2013

Insoddisfazione kung-fuica ®

Ci ho pensato, ci ho meditato su per un po' ma alla fine non son riuscito a persuadermi e a trattenermi dal farlo. Per cui, pur cercando di rimanere misterioso e senza far nomi (ma lasciando intuire a chi vorrà capire...), ne approfitto per un breve personale sfogo in merito a qualcosa che ho recentemente avuto modo di vedere.
Il panda Po, da Kung Fu Panda:
anche lui si è allenato duramente
nel rispetto delle tradizioni 
Sabato scorso sono andato a far spese in un centro commerciale della mia zona e, uscendo, mi sono accorto di un enorme poster relativo ad una scuola di arti marziali che tiene dei corsi anche in palestre poco distanti da casa mia. Poster abbastanza efficace, molto d'effetto, con il fondatore dello stile in posa, applicazioni tecniche e vari riferimenti ai contenuti dei corsi. Accanto al poster, poi, c'era l'indicazione degli orari delle esibizioni che, nel pomeriggio, si sarebbero tenute in galleria.
Da bravo praticante di arti marziali, incuriosito dalla cosa, mi son ripromesso di tornare; per cui mantenendo fede all'impegno preso con me stesso, ho preso la macchina e ho investito del tempo per andare a vedere quel che combinavano. 
Magari vedrò qualcosa di interessante, esercizi o applicazioni utili a migliorare anche il corso di Tang Lang Quan che frequento, oppure un'occasione per fare rete e imparare come impostare una dimostrazione...varie cose insomma.
Dopotutto, anche loro praticano kung fu e quindi, somiglianze e affinità, ne avremo.
Da parte loro, i tizi dell'esibizione erano ben impostati. Bandiere, striscioni, televisori e casse acustiche per "far sentire e far vedere" la propria arte, divise personalizzate: una cosa professionale, insomma. Loro erano in tre, mi aspettavo qualcuno in più, ma visto lo spazio a disposizione in galleria forse, ho pensato, han coinvolto pochi allievi.
Poi hanno iniziato. A dire il vero, un centro commerciale probabilmente non è il luogo ideale per un'esibizione di arti marziali visto che già c'è poco interesse in generale per questo mondo (preconcetti? diffidenza? problema culturale?) in più i clienti han per la testa le compere da sbrigare e a meno di notare donne ignude che si muovono in modo sexy non son incentivati a fermarsi. Questo per dire che, nonostante la pompa magna, non c'era molta gente a osservare l'esibizione.
Comunque, loro hanno cominciato e fatto vedere qualcosa. Scambi di tecniche a mani nude, forme da fermi stile tai chi, altri scambi di tecniche con utilizzo di colpitori da boxe, altri scambi di tecniche da bendati, altri scambi di tecniche con dei bastoni corti e qualche tecnica singola. 
Tempo totale, 20 minuti circa.
Soddisfazione mia personale, nulla. Anzi, rasentavo la tetra delusione.
Eppure, qualcuno di chi guardava è andato a informarsi e sospetto si iscriverà al corso.
Anche io son stato avvicinato da uno di quelli che ritenevo allievi, e che in realtà, stando al sito, sembra essere un top trainer dello stile, nel tentativo di convincermi a provare. 
Io ho spiegato che già pratico, che sono un loro cugino di Kung Fu, e che volevo solamente curiosare. Però, visto che ormai il ragazzo era lì, ne ho approfittato per carpire alcune informazioni e conoscere meglio questo stile dal marchio registrato. 
Ma la prossima volta mi sa che me ne starò zitto. Non perchè voglio fare il saccente ma perchè poi succede che scrivo post del genere a fronte delle risposte ricevute e, perchè poi vado a infierire su me stesso con quel che leggo nel loro sito e sul "genio delineato" del loro fondatore (non lo dico io, è riportato nel portale ufficiale). 
"Il nostro è uno stile tradizionale e autentico, è NOME-CHE-NON-POSSO-RIVELARVI, deriva direttamente da quel maestro tanto famoso di cui han fatto anche i film
..."
"E perchè allora non riportate NOME-CHE-NON-POSSO-RIVELARVI ma ne indicate un altro? Non è che poi la gente si confonde?"
"Ehm..."