mercoledì 21 luglio 2010

..:. Cemento Armato ::..

Titolo: Cemento Armato
Regia: Marco Martani
Anno: 2007
Genere: Commedia, Noir
Cast: Nicolas Vaporidis, Giorgio Faletti, Carolina Crescentini, Dario Cassini, Matteo Urzia

La trama in breve:
Diego è un ragazzo che vive di espedienti, truffa il prossimo e ama appassionatamente la sua Asia. Bloccato nel traffico cittadino, decide di farsi largo frantumando gli specchietti delle auto in coda ma qualcuno tra gli automobilisti non sembra gradire lo scherzo ed è deciso a fargliela pagare cara. È Franco Zorzi detto il primario, feroce boss della malavita romana che controlla quasi tutti i traffici illeciti della Capitale. La bravata di una mattina costerà a Diego più di quanto potesse immaginare. (fonte mymovies)

Il mio commento:
Finalmente sono riuscito a concludere la visione di questo film, non perchè non volessi, sia chiaro, ma per impraticabilità di campo. Diciamo così.
Ad ogni modo, nonostante il gradimento altalenante che ha riscosso, soprattutto leggendo quanto riportano su mymovies o su filmup, questo film a me è piaciuto.
Inizialmente ero molto perplesso: trattandosi di un film italiano temevo praticamente tutto. Invece mi sono ricreduto. Non siamo di fronte ad una pietra miliare della cinematografia mondiale ma decisamente anni luce avanti rispetto ai Vanzina e a molte altre produzioni nostrane che, malgrado tutto, vendono e fanno parlare di sè.
Questo Cemento Armato è una sorta di noir, violento e crudele, in cui non c'è speranza. Descrive un'Italia abbruttita e corrotta, marcia, senza veri e propri personaggi positivi o memorabili. Sfatta. Abbiamo per lo più perdenti e sconfitti: Diego è un piccolo criminale, un perdigiorno; il Primario è un boss che vede pian sgretolarsi il proprio mondo; Asia, la ragazza di Diego, subisce violenza e tiene tutto per sè; il Pompo fa il rigattiere, "il Capitano" è mezzo matto, gli amici di Diego non combinano poi chissà chè...
Tutti sono in parte vittime e carnefici, in una spirale di violenza che risulta piuttosto insensata ma che, purtroppo, magari corrisponde alla realtà. Probabilmente si poteva fare di più, cercando di creare un trama più complessa e variegata, con un maggior numero di personaggi e minor coincidenze, sia in termini di luoghi che di eventi.
Ad esempio: c'è un poliziotto che è sul libro paga del Primario, al quale viene chiesto di rintracciare il "proprietario" di un motorino il cui conducente ha causato la rottura di uno specchietto retrovisore della sua auto. Ora, non so quanti caspita di poliziotti ci siano nella città ma, casualmente, il nostro è lo stesso che mesi addietro aveva conosciuto Diego. Una coincidenza?
Così come per i Santini: considerando che il protagonista ha "perso" il padre anni prima rispetto al presente del film, chi sarà mai l'uomo della sequenza iniziale? E vogliamo parlare degli abiti di Saib? In 12 anni, sempre lo stesso...io avrei chiesto un aumento al Primario...
Comunque sia, il ritmo che il film possiede e la storia in sè non mi sono spiaciute. Addirittura ha un'atmosfera e un sapore solo vagamente italiano: forse questo elemento ha contribuito ad aumentare le potenzialità di vendita e diffusione del film anche al di fuori del nostro territorio.
Rimane che, quasi certamente, si poteva fare di più (per dire, Faletti non è poi sto gran attore...) ma nel complesso il risultato è apprezzabile.
Così come lo sono certe soluzioni di regia e di fotografia: in particolare le sequenze concitate verso il finale, la corsa di Diego verso la casa della propria madre e poi quella giù per le scale ad inseguire lo scagnozzo del Primario (mi han richiamato alla mente un pezzo di "Requiem for a Dream" di Aronofsky).
Anche dal punto di vista musicale mi son sentito piuttosto soddisfatto, soprattutto mentre ile immagini del finale sfumano sulle note di Senza Fiato, cantata da Giuliano Sangiorgi dei Negramaro e Dolores O'Riordan.
Consigliato, quindi, ma senza troppe pretese.




PS: una piccola riflessione infine vorrei farla in merito ad un elemento del finale. Avviso quindi di non continuare a leggere coloro che fossero interessati alla visione del film.
Nel corso del film, c'è qualche scorcio della vita "normale" del Primario: un uomo per bene, con una bella moglie (ok, è sempre sullo sfondo, ma presumo sia bella...) e una graziosa figlioletta a cui racconta le fiabe. In realtà è un violento, un criminale, un mafioso, un killer a sangue freddo e chi più ne ha più ne metta.
Alla fine muore (ve l'avevo detto di non continuare a leggere...) e tramite la pagine di un quotidiano viene svelata alla massa la vera natura di Zorzi, detto "Il Primario". A seguito di tale immagine, mi son chiesto: e la sua famiglia? Ovvero, chissà quanto pesante dev'essere lo shock di apprendere dai media, neanche da un conoscente o da un congiunto, la reale identità del proprio padre, marito, collega, amico. Mi son chiesto anche quante volte magari ciò sia capitato e quanto dolore comporti nel cuore delle persone. A ben pensarci è davvero atroce, credere di conoscere una persona cioè, e poi trovarsi per le mani solamente i cocci di un'esistenza, a fare i conti con le rovine di un immagine ridotta ormai in frantumi. Con tutto quel che ne consegue in termini di sentimenti, emozioni e ricordi. Senza contare che per di più la persona in questione è morta e tocca solamente ai sopravvissuti gestire l'eredità delle azioni intraprese e della fama guadagnata, soffocando la rabbia e affrontando il mare in tempesta a cui, all'improvviso, ci si trova esposti.

domenica 18 luglio 2010

..:: Prodigium - I figli degli elementi ::..

Titolo: Prodigium - I figli degli elementi
Autore: Francesco Falconi
Editore: Asengard Edizioni
Genere: Fantasy
Pagine: 409

La trama in breve:
Quattro ragazzi si aggirano tra i vicoli di Synapsis, antica metropoli dai mille misteri. Sono ragazzi dall’indole differente ma accomunati da due caratteristiche: la solitudine e la coscienza di sentirsi speciali e diversi dai loro coetanei. Alyssa sa muoversi a velocità straordinaria ed è capace di lanciare lingue di fuoco. Dafne riesce a spostare gli oggetti con la forza del pensiero. Ryan sa mutare in animale il proprio corpo. Kaleb infine conosce alla perfezione la magia. Per loro è giunto il momento di seguire il proprio destino e, assieme ad altri sessanta ragazzi, saranno chiamati a conoscere gli enigmi della lontana isola di Eterium, dove, all’interno della gigantesca Pagoda di Theorica, impareranno a conoscere loro stessi e i propri poteri sotto la guida della Conclave.
Ma complotti e misteri si agitano nel cuore della Pagoda, nell’attesa che la Profezia della Laude Elementale si avveri. La Conclave si pone così una missione: fermare il male che dilaga per rispettare il patto con le Entità della Laude Elementale, mentre la Congrega dei Sommersi trama nelle tenebre dell’Acropoli delle Ombre, pronta a far risorgere gli Dèi sepolti, i Pilastri di Silicio. Synapsis sta per essere sconvolta dalla genesi di nuove creature. Le porte di una nuova era di terrore stanno per spalancarsi. Un’unica salvezza: i quattro ragazzi, i Prodigium.


Il mio commento:
Ho acquistato questo romanzo approfittando degli sconti applicati dall'editore nel periodo natalizio ma son riuscito a dedicarmi ad esso e a completarne la lettura solo recentemente. Non conosco le altre opere di Falconi, soprattutto la saga di Estasia, però questa sua nuova serie mi ha convinto parzialmente. Lo stile e il modo di narrare e descrivere eventi e personaggi non mi è spiaciuto, anzi. Abbastanza vivace, scorrevole, sufficientemente evocativo: da questo punto di vista non mi sento di criticare granchè.
Per quanto riguarda l'ambientazione e l'intreccio in sè, invece, ci sono varie cose che non mi hanno soddisfatto. Probabilmente il target del romanzo è quello di ragazzi più giovani di me, tuttavia ho avuto l'impressione di leggere una storia priva di un'ambientazione ben definita ma costruita su elementi eterogenei che ad alcuni possono piacere e ad altri no. Più che altro non mi è ben chiaro cosa ci sia, nel mondo di Prodigium, oltre a Eterium, Theorica e Synapsis nè cosa ci sia nel suo passato: a tratti infatti sembrerebbe che la "nostra storia" e quella del mondo di Prodigium siano la medesima, con le stesse civiltà e religioni che si sono sviluppate nel tempo; poi però compaiono altre entità che rimangono nebulose (ad esempio i Pilastri di Silicio).
La storia in sè è discretamente avvincente però molto semplicistica nel tratteggiare certe dinamiche. Soprattutto non ci si dilunga affatto nello spiegare come facciano i ragazzi a imparare a dominare i propri poteri: è così e basta. Tutto scivola via molto in fretta a mio avviso, così come la caratterizzazione di certi personaggi o le loro vicende personali. Ryan ad esempio è molto trascurato, per non parlare di circa 56 ragazzi su 64 partecipanti al "torneo" senza dimenticare certi tutori. Che poi, tutta la situazione descritta, le squadre, la scuola, la sfida, il premio, mi han fatto pensare ad altre opere, come Harry Potter e Naruto. Non so se sia voluto o meno, però questa è stata la mia impressione. Ad ogni modo, qualche sfaccettatura in più me la sarei aspettata, come anche sentimenti tipicamente adolescenziali da parte dei ragazzi (pulsioni sessuali, instabilità emotiva, necessità di svago, di musica...). Senza contare che sembra mancare completamente il dialogo o il contatto tra di loro: voglio dire, a pranzo, a cena, dopo cena, di tanto in tanto, parleranno pure anche con gli altri gruppi, no? Possibile che nessuno abbia simpatie o dubbi? O che, per settimane, nessuno tocchi "certi argomenti" dopo "certi eventi"? Mah...
Gli aspetti che invece mi son piaciuti sono stati quelli relativi al finale e alla reticenza sfruttata in più di un'occasione per lasciar intendere ma senza spiegare. Mi riferisco, ad esempio, alla questione Dedalus e i suoi comportamenti sospetti, l'eugenetica, Arden....permane quindi un certo mistero e un'atomsfera critpica di non detto che amplificano la curiosità del lettore, coinvolgendolo. Però se poi certe risposte non giungono o scivolano via troppo velocemente (t'oh, in un battibaleno i cattivoni sono arrivati ad Eterium con un mini esercito) creando un po' di delusione e disorientamento.
Concludendo, speravo che Prodigium si rivelasse una lettura migliore e più approfondita. La sufficienza glila do, a mio avviso, si poteva fare di più.


PS: ad ogni modo, un "piccolo" sospetto su chi sia il tutore traditore ce l'ho.

sabato 17 luglio 2010

..:: Heroes - Personaggi (6) ::..

Qualche tempo fa ho concluso la visione della quarta stagione di Heroes: è una di quelle cose di cui avrei dovuto parlare in questo blog, come della vacanza alle Cinque Terre, ma per la quale non son riuscito a trovare il tempo necessario.
Comunque, questo quinto volume della serie è stato abbastanza una delusione. Incoerenze, personaggi che non convincono, situazioni prive di senso e incapaci di suscitare un interesse duraturo. Qualcosina di decente c'è per carità, però è troppo poco.
Un peccato insomma, Tim Kring e company potevano giocarsela meglio, costruendo una storia decente più che giocando sull'effetto sorpresa di alcune trovate come Claire Bennet lesbica, Nathan Petrelli "zombie", Sylar buono, Matt Parkman che tromba o un personaggio per certi versi disabile.
Staremo a vedere che combineranno con il film conclusivo ma, non so perchè, temo che sarebbe meglio lasciar perdere...


Samuel Sullivan:

Questo è probabilmente l'unica cosa autenticamente decente di tutta la serie, merito forse di Robert Knepper e della caratterizzazione data al personaggi di cui veste i panni. Romantico, disperato, trasformista, innamorato, stronzo, potente, ipocrita, viscido, sbandato, calcolatore: Samuel Sullivan è un miscuglio di tutto ciò. Un abile manipolatore in primis ed un uomo innamorato in secondo luogo. Con la sfiga di avere un potere piuttosto significativo e, fortunatamente per lui, potenziabile grazie alla presenza di altri heroes nei paraggi. E' un cattivone, insomma, che mira a posizionare le proprie pedine, ad acquisire nuovo potere giocando sulle vulnerabilità altrui...però questa sua facoltà è blandamente sfruttata e presa in considerazione dagli sceneggiatori. In una scena, forte della propria geo-cinesi, rade al suolo un edificio senza avere molti altri "dotati" attorno a sè, in un altre distrugge una città intera solo perchè si becca un 2 di picche e alla fine, nell'ultima puntata...mi vien la depressione al solo pensiero di quel che è successo. Poraccio. Tra l'altro si fa pure una vita mediocre, vivendo come un umile circense, cosa che forse spiega come possegga il dono dell'ubiquità: è praticamente ovunque, con quella sua bella faccia pulita e raccomandabile. Ad ogni modo, a lui va tutta la mia stima per il fatto di avermi permesso la visione di una serie che, altrimenti, avrei smesso di vedere prima. Poco importa se pure lui ha alti e bassi (prima è uno zotico sbandato, poi uccide il fratello e subito dopo diventa il leader del circo) almeno è stato un "heroes" che ha dato sfogo al proprio potere: e basta con le seghe mentali! Conquistate il mondo, cribbio!


Noah Bennet:
Un altro personaggio cui, tutto sommato, va la mia stima, è il signor Noah Bennet. Soprattutto dopo aver visto come flirta con le donne, a patto che siano bionde: dopo aver lasciato la moglie, infatti, diventa un po' più intimo con la casta e pudica Tracy Strauss, mentre va ancora meglio con l'ex collega...che incontra in un supermercato. Della serie, che piccolo il mondo quando gli sceneggiatori lo desiderano ^_^
Noah è un personaggio controverso, un buono e un cattivo al contempo, cacciatore di soggetti dotati ma al contempo padre amorevole e amico di alcuni di essi. Mi domando come riesca a far coppia fissa con l'haitiano senza aver mai dubbi (Haitiano: "potresti pagarmi tu il pranzo oggi?" Noah: "certo, poi i soldi me li dai domani" Quindi l'haitiano usa i propri poteri per cancellare la memoria a Noah ed estinguere il proprio debito...)...
Ma soprattutto come abbia fatto a catalogare così tanti heroes e ad essere ancora vivo. Voglio dire, aver a che fare con soggetti che volano, che respirano sott'acqua è un conto... ma come la mettiamo con chi ti può uccidere toccandoti o può generare buchi neri?
Ciononostante, lui è un duro. E un paraculato. Per questo ce l'ha sempre fatta. Sacrificando se stesso magari, la propria felicità o la propria famiglia. Per Claire farebbe tutto, infatti, anche se non sempre i rapporti con lei sono facili. Con l'ex moglie, invece, certe dinamiche si sono inasprite anche a causa dell'haitiano, cui ha fatto ricorso per modificare la memoria della donna. Mentre nei confronti dell'altro suo figlio, Lyle...beh...la freddezza che dimostra è alquanto sospetta. Sarà perchè non è biondo o dotato di poteri. Mah... Ad ogni modo, rimane un personaggio discretamente costruito: non il mio idolo, sia chiaro, ma comunque la sua presenza non mi spiace oltre modo. Anche se, per certi versi, io gli avrei complicato di più la vita: in fin dei conti, nonostante tutto ciò che ha combinato, tutte le menzogne e le nefandezze che ha commesso, se la passa fin troppo bene sia a livello umano sia per quanto riguarda le risorse economiche a cui può far affidamento. Quanto invece ad eventuali questioni legali...beh...ci ha già pensato l'haitiano mi sa.

mercoledì 14 luglio 2010

..:: Auto Blu in Italia ::..

Della serie "diamo i numeri"!
Scusate ma non ce l'ho fatta: lo so, avrei potuto attendere, documentarmi un poco, risparmiare tempo in vista della riunione della lista civica a cui devo partecipare tra meno di 20 minuti...
Ma, come dicevo, non ce l'ho fatta.
Al tg. poco fa, si parlava di auto blu.
"Ce ne sono 90 mila", ha confermato Brunetta, "e costituiscono uno spreco".
Essendo Ministro della Funzione Pubblica, penso, saprà di cosa sta parlando. Se dice una cifra, cioè, la dice a ragion veduta, perchè ha controllato.
90 mila auto blu...caspita.
Son tante. Soprattutto considerando che, per fare un esempio, negli Stati Uniti sono circa 73 mila. E non è che tra USA e Italia ci sia poi così tanta differenza in termini di spazi, soldi pubblici e numero di politici che ne possano usufruire.
Però, ci tengo a precisare che c'è qualcosa non torna nei numeri sparati dal nano di cui sopra. Già perchè solo il mese scorso lo stesso Brunetta diceva che erano 30 mila...uhm...qualcosa non torna.
E se invece, contandole tutte, ma proprio tutte, anche quelle non direttamente in forza ai politici, le auto blu fossero 620 mila? Per un giro d'affari di circa 21 miliardi di euro (nostri) l'anno!!!
E io pago!
Maledetti miserabili al potere!
Altro che manovre e "possibilità volontaria" di riduzione della propria indennità...

martedì 13 luglio 2010

Crank

Titolo: Crank
Regia: Mark Neveldine, Brian Taylor.
Anno: 2006
Genere: Azione
Cast: Jason Statham, Amy Smart, Jose Pablo Cantillo, Efren Ramirez, Dwight Yoakam

La trama in breve:

Chev Chelios è un killer che ha smesso di uccidere per amore della bella Eve. Ma il boss dei duri e cattivi malavitosi della West Coast non ci sta e lo condanna a una morte singolare. Durante il sonno, lo schizzato Ricky Verona inietta a Chev un veleno che arresta il cuore. Per sopravvivere il suo corpo dovrà costantemente rilasciare adrenalina. Far reagire il cuore, creando situazioni di stress, sarà la missione del killer pentito. Lecito e vitale qualsiasi espediente: provocare afroamericani incazzati e armati, guidare in un centro commerciale, scolare Red Bull, cavalcare una moto o possedere la compagna sui marciapiedi di Los Angeles (fonte mymovies).



Il mio commento:
Crank appartiene a quella categoria di film che potrei definire "brain off", un tocca sana per menti stressate e che abbisognano di un po' di svago "maschio". Diciamocelo, non siamo certamente di fronte ad un film impegnato o dagli aulici risvolti morali, tutt'altro...però chissene!!! Scusate il francesismo.
Adrenalinico, insensato, folle, violento, spericolato, avvincente, metallaro, fracassone e demenziale: questo Crank è un concentrato di tutto ciò e, grazie anche alla straordinaria fisicità di Statham (sto diventando un suo fan ^_^), riesce a coinvolgere a divertire.
Certo, l'intreccio è piuttosto inverosimile, con tanto di situazioni assurde e paradossali, ciononostante si lascia guardare soprattutto grazie ad un ritmo e ad una frenesia di avvenimenti che non regalano mai momenti di noia. Anzi, alcune delle situazioni che si vengono a creare sono quasi indecenti (che sta a fare Verona, con quella tizia china sulla sua patta? Per non parlare dell'amplesso pubblico ci Chev...sai com'è, serve adrenalina...). Un misto di violenza, azione, pornografia ma miscelato con grande stile e ottenendo un risultato sorprendente. Godibile assai e assai, e sottolineato da una colonna sonora azzeccatissima.
Oltretutto, ci sono qua e là sprazzi di soluzioni di regia originali e stravaganti che rendono il film interessante anche dal lato tecnico. Mi riferisco, ad esempio, alla telefonata tra Chev e il suo "medico" quando, mentre il primo cammina nel mezzo di un centro commerciale (in cui ha seminato il panico in auto, se non ricordo male...) le immagini dell'altro si susseguono sulle pareti e sui monitor disseminati nell'edificio; ma anche la rabbia furibonda dell'inizio è ben resa nelle sequenza iniziale, frammentaria e disturbante per via dei rallenty e della fotografia utilizzata. Per non parlare del volo nel finale...
Un film che, a mio avviso, si potrebbe definire barbaro nell'animo, anche se, dicendo ciò, spero di non risultare denigratorio.
Nei confronti del film, intendo, non certamnete dei barbari.
Splendida (e incredibilmente stupida...) pure la controparte femminile, Eve (interpretata da Amy Smart, già vista in qualche puntata di Scrubs tra l'altro), ignara dell'effettiva professione del proprio uomo: d'altronde chi, guardando Jason Statham, non lo scambierebbe per un tipico programmatore di videogames? In effetti i bicipiti "da tastiera" ce li ha, e anche il broncio di chi continua a rimuginare su problemi e algoritmi, così come una resistenza fisica e una virilità che neanche Iron Man e Rocco Siffredi fusi assieme nei giorni migliori riuscirebbero ad eguagliare! Infaticabile e inarrestabile, praticamente un Terminator (e la cosa mi piace...) ma senza i limiti imposti dalla meccanica.
In conclusione, un film che a me è piaciuto, più che discretamente realizzato, e che mi ha permesso di svagarmi in tranquillità, scacciando preoccupazioni e pensieri.
Addirittura lasciandomi con una domanda: cosa farei, io, se mi trovassi al posto di Chev?
Se dovessi vivere con la certezza della morte ad ogni angolo, sapendo di avere il tempo contato, che farei?
Un viaggetto a Roma, ad esempio?
Dalle parti del Parlamento?
Oppure che altro?
Uno sterminio di massa?
Una raccolta fondi per i familiari delle vittime di Kampala?
Un clistere di acido fosforico e chiodi per Dell'Utri e chi l'ha difeso raccontandoci balle sulla sua integrità morale ad un'intera popolazione di elettori di fatto confermando che siamo in mano a dei miserabili corrotti fino al midollo? O, più semplicemente, mi regalaerei una morte per "snu snu "con la mia Silvia?



... e se non bastasse, ecco il trailer di Crank 2: High Voltage!

sabato 10 luglio 2010

..:: Recupero dati da hard disk ::..

Finalmente sono tornato operativo ^_^
Nel senso che, dopo più di una settimana di "terapia", il mio pc è tornato a casa consentendomi di riprendere le mie quotidiane attività.
Alla fin fine, quello che mi hanno sostituito è stato...rullo di tamburi...la scheda madre! Fortunatamente però son riuscito a recuperare una Asus AI K8N-E deluxe che mi ha consentito di mantenere, grosso modo, tutto ciò che avevo. Con conseguente risparmio di pecunia...

Il problema che è sorto in seguito però, e in merito al quale ho deciso di dedicare un post, è stato il recupero dei dati. Infatti, nella mia precedente configurazione, uno dei dischi che avevo (un Maxtor da 500 Gb) era prevalentemente dedicato alla memorizzazione di dati: dai miei testi alle foto scaricate dalla macchina digitale e quant'altro, senza contare i possedimenti di mio fratello e di mia madre. Teoricamente avrebbe dovuto sopravvivere al trapasso della mia precedente scheda madre mentre in realtà qualcosa è andato storto.
Non so se sia dipeso dai fallimentare tentativi di installazione di Windows, prima, e di Ubuntu, poi. ma qualcosa si è sputtanato. Di conseguenza, ora che contavo di ripristinare la mia precedente operatività, mi trovo un disco che mi risponde "Il disco non è formattato: vuoi formattare?" ogni volta tento di accedervi.
Peccato che dentro dovrebbero esserci un bel po' di dati...
Tra l'altro, possibile che con tutte le funzionalità disponibili in un S.O. non ce ne sia una per l'analisi preventiva di un disco ed il ripristino delle informazioni necessarie alla sua lettura? Soprattutto se il contenuto dovrebbe usare il medesimo file system del S.O. in questione?
Ad ogni modo, cercando qua e là nel web, fortunatamente, ho trovato alcuni utili consigli su applicativi da utilizzarsi in simili situazioni e, a tal proposito, consiglio l'ottimo Get Data Back della Runtime Software.
A me ha ridato speranza.
Avevo provato anche con Partition Found and Mount e con TestDisk, ma senza riuscire ad ottenere il medesimo esito.
Il programma in questione, infatti, consente di rileggere le partizioni e i settori di dischi che non vengono più rilevate correttamente e di tentare di ricostruire i files.
In questo modo, anche se non del tutto, sono riuscito a recuperare quello che mi interessava. Qualcosa, purtroppo, è andato inevitabilmente perduto.
L'utilizzo di Get Data Back, di per sè, non è complicato: prevede solamente 3 passaggi per l'analisi del disco ed il conseguente recupero di quanto in essi contenuto. In base alla grandezza del disco e ai dati contenuti, il programma potrebbe impiegarci 30 minuti come qualche ora ma, almeno, è possibile salvare i risultati per poter ricaricare questa sorta di immagine anche in un secondo momento.
L'unica pecca è che, terminato quest'ultimo passaggio, si è costretti ad una ricerca manuale di quanto desiderato attraverso una serie di innumerevoli cartelle che riportano il nome del settore in cui risiedevano i files (013E98, 015E6B...).
Ci vuole un po' di pazienza, insomma. Soprattutto se il disco è particolarmente capiente e il suo contenuto vasto ed eterogeneo.
Però questo è nulla rispetto al danno, economico o personale, che corrisponde alla perdita definitiva dei propri dati. O al costo di rivolgersi ad aziende specializzate.
In conclusione, ricordate, backup-ate sempre tutti i dati che vi stanno a cuore e non date mai per scontata l'esistenza del vostro disco :-(
L'esperienza tuttavia mi ha insegnato a star leggero, a cercare di limitare il numero di dati importanti presente sul pc: probabilmente inizierò a sfruttare un po' di più lo spazio ftp che ho disposizione su altervista o su siteground e a munirmi di applicativi come Uranium Backup ^_^

domenica 4 luglio 2010

..:: Il Teatro degli Orrori ::..

Sfortunatamente il mio pc ancora non è "guarito" e nemmeno risorto dalle proprie ceneri con nuovo hardware. Peccato... Teoricamente avrei dovuto aver ricevuto risposte qualche giorno fa (prima martedì, poi venerdì...) ma al momento tutto tace. Mi vien da sospettare che anche i tecnici del negozio siano approdati al mio medesimo punto, ovvero alla nefanda domanda: ma porco cazzo, perchè caspita non funziona questo @#*onzo di computer di merda?? Probabilmente espressa in tono più scurrile. Ipotizzo però che la risposta sarà qualcosai di simile a "dai test condotti è emerso che il problema è inequivocabilemente riconducibile alla scheda madre. Per cui, dovresti cambiarla. E pure il processore. E la Ram. E anche la scheda video, visto che l'agp non è più supportato. Se poi, già che ci sei, ti va di cambiare anche il case...beh, siamo qua" :-)
Ad ogni modo, pc o meno, rimane che in questo periodo avrei voglia di scrivere, fare e brigare. Ma devo limitarmi. Perciò, anzichè puntare ad altri argomenti, ho deciso di spendere due parole sui Il Teatro degli Orrori.
Mercoledì scorso, il 30 giugno, sono infatti riuscito ad andare a sentirli allo Sherwwod Festival di Padova. In totale mi son partiti 13 euro e 50 cents: non male per un concerto di circa 2 ore.
Personalmente non ero mai stato allo Sherwood e, da come me l'avevano descritto, me l'ero immaginato un postaccio molto devastato, sfatto e solo per gente schierata. Devo dire che invece è molto più tranquillo e a modo di quel che temevo: forse, nel corso degli anni, qualcosa è cambiato ma rimane il fatto che la maggioranza delle persone che lo frequentano sono giovani, con voglia di stare assieme e divertirsi e tendenzialmente schierati verso sinistra. E non erano pochi.
Ad ogni modo, alle 9.40 circa è salito sul palco Nicola Manzan, trvigiano, con il proprio progetto solista "Bologna Violenta". Non è stato un ascolto immediato, almeno personalmente, con brani veloci, furiosi, suonati con la chitarra (tranne uno) a volume altissimo e dai toni musicali decisamente aggressivi. Riferimenti al metal ce n'erano eccome, con sequenze musicali suonati a velocità sostenute e rabbiosa alternati a testi recuperati da film e documentari, atti a denunciare qualche realtà particolare (sfruttamento delle ragazze africane, trapianti d'organi illegali in Giappone, utilizzo di cuccioli a scopo alimentare in Cina...). L'artista ha creato, a mio avviso, uno spettacolo di forte impatto musicale e che, per come era strutturato, poteva risultare a tratti folle e sperimentale. Di certo emozionante e suggestivo.
Dopo "Bologna Violenta" è stato quindi il turno dei "Il Teatro degli Orrori", gruppo per il quale lo stesso Manzan suona. Premetto che i Teatro degli Orrori sono una band che conosco da poco tuttavia penso che siano una delle realtà musicali italiane più valide e interessanti, decisamente da tenere sott'occhio e apprezzare. Sul loro sito sono riportate informazioni sul gruppo, sul tour e sulle loro canzoni ma ugualmente vi riporto un passaggio giusto per introdurli anche a chi non li ha mai sentiti:

Siamo stanchi delle solite frittate rock italiane, stanchi dello sciatteria culturale che ci propinano le grandi case discografiche, stanchi di tutte le canzoncine che ascoltiamo in radio o "vediamo" in televisione, che durano sempre e soltanto l'arco di una stagione e poi -grazie a dio- non se ne sente più parlare.
IL TEATRO DEGLI ORRORI ha un ambizione più grande. Un quartetto rock bello classico, con una gran voglia di suonare della musica potente ma intrigante, violenta ma dai contenuti romantici, ignorante ma colta, un occhio ai Melvins ed uno a Dylan, un po' Birthday Party e un po' progressive.
Vi sembra poco? O è forse troppo? Ascoltare per credere.

La musica che suonano è piuttosto articolata e non banale, sia dal punto di vista delle soluzioni musicali che dei testi proposti. Come genere si potrebbero definire rock, indie, ma anche progressive. Ma forse è necessario attendere qualche altro album prima di inquadrarli meglio.
Dal vivo la resa è molto buona, davvero come mi aspettavo: giusto un paio di piccoli errori di attacco ma per il resto han suonato molto bene.
A questo, che già di per sè non è poco, va ad aggiungersi il modo di interagire con il pubblico, fatto di silenzi, di azioni mimate, di blocchi collettivi, di movenze tra il folle e il teatrale da parte del cantante, Pierpaolo Capovilla, lo stesso incaricato di introduzioni e spiegazioni alle loro canzoni.
Ad esempio in riferimento a "Terzo Mondo" o a "E' colpa mia", dedicata al nostro Paese (c'è l'Italia del Nord, l'Italia del centro, l'Italia del Sud, l'italietta, l'italiuccia, l'italiona - quella che va in guerra in Iraq e in Afghanistan - e l'italiaccia....), oppure su Ken Saro Wiwa, a cui è dedicata "A sangue freddo". I testi dei Teatro degli Orrori infatti non sono banali, anzi, spesso sono impegnati e significativi nelle riflessioni e nelle denunce che propongono. Fanno respirare delusione, insofferenza, voglia di riscatto, desiderio di un futuro migliore che però giunga da noi, dal nostro impegno.
A tal proposito, tra tutte, "E' colpa mia" è quella che forse mi è rimasta di più, quella che già vi avevo proposto nel mio precedente post. Il nostro Paese va male, sta andando male, è innegabile. Stiamo decadendo da ogni punto di vista eppure non gliene frega più niente a nessuno. Va bene così. Ma di chi è la colpa? Di Silvio e del suo partito legato alla mafia (è di questi giorni la diffusione anche al di fuori del web della notizia su Dell'Utri a cui viene confermata la condanna di 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Notizia aggravata dalle affermazioni su Mangano, criminale pluriomicida affiliato a cosa nostra, stalliere nonchè ospite ad Arcore per diversi anni)? Della Lega che fomenta divisioni col suo desiderio di indipendenza e federalismo? Del PD, smorto e inconsistente? Dei magistrati, che sembrano accanirsi a tutti i costi contro chi ha reati da giustificare? Del calcio? Della chiesa?
No.
La colpa è di ciascuno di noi, quando non ci schieriamo, quando ci neghiamo, quando ci rinchiudiamo nel nostro egoismo e puntiamo alla sicurezza del nostro egoismo. Quando vediamo la politica solo come un pretesto per ottenere favori personali e non come un impegno corale nei confronti della collettività.
Ma, ancor peggio, a chi spetterà raccogliere i cocci del presente che stiamo creando?

colpa mia
se siamo diventati indifferenti
più poveri più tristi
e meno intelligenti
è colpa mia x2
che non mi curo delle tue speranze
forse perché delle idee
non so più che farne
è colpa mia
non ci avevo mai pensato
è colpa mia
non presto mai troppa attenzione
è colpa mia
perché non prendo posizione
è colpa mia
mi crolla il mondo addosso
se ci penso
non me ne frega niente
è colpa mia
ho aperto gli occhi all'improvviso
e ho visto te
e nessuna spiegazione
soltanto quando è troppo tardi
ti ricordi ch'è tutto vero
è colpa mia x2
ho aperto gli occhi all'improvviso
e ho visto te
e nessuna spiegazione
figlio mio
ci pensi, un giorno
tutto questo sarà tuo
neppure se ti vedo piangere
riesco ad essere felice
neppure se ti parlo veramente
quando ti dico
che per me non conti niente
neppure tu
è una vita spesa male
ma tanto ormai è finita e lo sai
perché è finita
era un autunno
mentre l'inverno si avvicina
è colpa mia x3
se siamo diventati indifferenti
più poveri più tristi
e meno intelligenti
perché non mi curo
delle tue speranze
è colpa mia
se siamo diventati indifferenti
per piccoli egoismi
e altrettante bugie
e nessuna spiegazione
E' COLPA MIA
che non mi curo delle tue speranze
per piccoli egoismi
e altrettante bugie
e nessuna spiegazione
figlio mio
ci pensi, un giorno
tutto questo sarà tuo

Una canzone che si fa denuncia, quindi, e che rimane dentro. Accattivante e graffiante anche dal punto di vista melodico, potente, ma sincera.
Almeno per quel che mi riguarda, visto che qui si entra nel campo del gusto personale: in fondo, la musica è anche questo.
In definitiva, son rimasto proprio soddisfatto dell'esperienza fatta a questo concerto e auguro ai Teatro degli Orrori una lunga e felice carriera, conseguendo il giusto successo e la notorietà che si meritano. Sperando però che questo non li faccia cambiare come talvolta, purtroppo, accade.
Vi lascio infine con un altro dei loro video: A Sangue Freddo.





giovedì 24 giugno 2010

..:: Ciao ciao computer ::..

Che rabbia... le ho provate tutte ma il mio pc, ormai, sembra avere tirato le cuoia.
Definitivamente.
Anni e anni di rimaneggiamenti, di disinfestazioni, di formattazioni, di aggiornamenti hardware e software e poi...il nulla.
Che rabbia, che delusione... e pensare che spesso (pure martedì scorso) vado ad aiutare amici e conoscenti nel sistemare i loro guai al pc e invece nei confronti del mio.
Mah, si sarà sentito trascurato.
Spero almeno di recuperare alcuni dei dati che avevo all'interno e che sfortunatamente non sono riuscito a mettere in salvo (tutte le foto delle ferie!!! AAAArgh!! ).
Magari sono beatamente salvi, magari no...fossi riuscito a far risorgere il mio amato-odiato pc lo saprei. Invece rimarrò nel dubbio della mia ignoranza.
A questo punto mi arrendo e vedo di ricorrere al piano b, ovvero metter mano al portafoglio visto che di soldi ne ho sempre troppi da spendere :-(((
Speravo io che fosse tutta colpa dell'hard disk primario - uno "stoico" Maxtor con almeno 6 anni di servizio -e che la sua sostituzione con un più recente Western Digital Black Caviar bastasse a far tornare operativo il pc. Con un investimento minimo. E invece...
Chissà potrebbe essere la Ram, potrebbe essere la scheda madre (come accadde quella volta a 3 settimane dalla consegna della tesi), potrebbe essere una maledizione voodoo, un segno del volere divino che cerca di frapporre maggior distanza tra me e i computer nel mio tempo libero (e alllora quando scrivo :-( ).
Oppure per portarmi allo sperpero di finanze per aiutare il nostro grande Paese che adesso, strano a dirsi, sembrerebbe in crisi. Pure Tremonti stamattina diceva che la manovra è necessaria per evitare la bancarotta °__° (preciso che sono falsamente stupito, ovviamente).
Quello che è certo è che in questi giorni ho incrementato notevolmente le mie possibilità di finire all'inferno, nominando ripetuitamente il nome di Dio invano. D'altronde, veneto sono.
E sì che basterebbe un indizio da parte di quella dannata macchina per capire cosa non va, un tool di diagnostica che segnali guasti e/o problematiche hardware.
Sia mai che Windows abbia qualche strumento utile in tal senso, tra l'altro Al più, il caro buon Xp permetteva il ripristino di sistema, inserendo il floppy disk...peccato che il lettore floppy manco ce l'ho!!!
Amen, per un po' quindi mi barcamenerò con quest'altro pc di scorta (non mio) in attesa di tornare operativo.
Fino ad allora, se vi va, passate lo stesso su questo blog: potreste ugualmente rileggervi qualche post vecchio, lasciare un commento, far finta di trovarlo interessante nonostante la mancanza di aggiornamenti...
Vi lascio infine in compagnia di un video dei Teatro degli Orrori che, se tutto va bene, dovrei riuscire ad andare a vedere mercoledì 3o giugno in quel di Padova.





mercoledì 16 giugno 2010

..:: Festa dello Sport Camposampiero ::..

Nelle giornate del 19 e 20 giugno 2010 a Camposampiero (PD) si terrà la festa dello sport. All'iniziativa prenderanno parte le numerose associazioni sportive del comune tra cui anche l'A.S.D. Kyushinryu di cui faccio parte!

Nella serata del 19 giugno, a partire dalle ore 20.00, è prevista la sfilata delle associazioni sportive a partire da piazza Castello. A seguire si terrà un incontro dal titolo "Non di solo calcio vive l'uomo...", ovvero un convegno a cui parteciperanno atleti e campioni del territorio.

Nel corso della giornata di domenica 20 giugno invece le associazioni sportive saranno presenti con stand e banchetti presso la piazza del centro di Camposampiero e, a partire dalle ore 17.00, verranno organizzate e proposte esibizioni e dimostrazioni (alle quali sono tutti calorosamente invitati). A conclusione della festa, a partire dalle ore 20.00, sulla torre del municipio e sulla facciata di Palazzo Tiso verrà inscenato Exuvia, lo spettacolo di danza verticale e video.

Mi raccomando: partecipate numerosi ^_^

venerdì 11 giugno 2010

..:: La tomba dei mutilati ::..

Titolo: La tomba dei mutilati
Autore: Riccardo Bianco
Editore: Runde Taarn edizioni
Genere: Fantasy
Pagine: 52

La trama in breve:
In un mondo che pare ormai destinato ad un nefasto futuro, un luogo che era fonte di vita e di salute diviene cagione di male e sofferenze atroci. Un strana compagnia, formata da un chierico, un mezz'orco e un cavaliere affronterà l'ignoto che sconvolge il piccolo borgo nel quale hanno trovato dimora. Abituati ad affrontare ogni sorta di pericolo non indietreggeranno nemmeno di fronte alla scoperta più incredibile. La fontana che aveva dato lustro alla località nei tempi passati è in realtà una porta verso il mondo degli inferi, transito prediletto per demoniache creature che razziano il villaggio rapendo anime innocenti da destinare ad orrendi sacrifici a beneficio di immondi esseri che palpitano nelle viscere di un infernale mondo dei morti, Dagobar, Assam e Krando affronteranno ciò che nessuno, né uomo, né orco, vorrebbe mai dover affrontare. Leggendo "la tomba dei mulitati" ci troveremo coinvolti nelle loro avventure, fra duelli con esseri sovrannaturali, prove di coraggio e lealtà e scoperte sensazionali, con un finale tutto da scoprire, per nulla scontato.


Il mio commento:
Ho letto questo libro nell'ambito di una catena di lettura promossa sul forum Mondo Parallelo, affiliato alla Lega dei Nuovi Autori. Non conosco l'autore del testo ma l'editore sì e, per certi versi, pure il disegnatore che ha realizzato la copertina. Ma andiamo con ordine.
Il titolo scelto per l'opera è senza dubbio particolare e suggerisce l'idea di una storia con un'ambientazione vagamente macabra e orrorifica. Come conferma poi la lettura del testo. L'immagine di copertina invece, a mio avviso, nulla c'azzecca con tutto questo: non c'è nulla che faccia pensare ad un dungeon, ad un mondo infernale, ad una fontana contaminata, ad un portale per un altro mondo, ad una città in cui avvengono misteriose sparizioni, ad un terzetto di "eroi" armati fino ai denti pronti a sfidare il sovrannaturale... niente. Ci sono invece una colonna, un guerriero cne un altro uomo entrambi in ambiti vagamente classicheggianti. Mah...
Procedendo, la rilegatura del testo è piuttosto spartana e manifesta già segni di cedimento: ok, il testo sta viaggiando in lungo e in largo per l'Italia ma, credo, si poteva far di meglio. L'impaginazione e la scelta del font mi paiono adeguati, un po' meno l'editing che più di una volta fa percepire la propria assenza e rimpiangere l'eventuale spesa fatta: 10 euro, per un testo così breve, non sono certo pochi.
Il racconto in sè, invece, credo sia più che discreto, forse più adatto ad un pubblico di appassionati di giochi di ruolo e videogames: l'impressione avuta è stata infatti quella di un viaggio analogo a quelli vissuti in una campagna di Ad&D mentre il mondo infernale, per certi versi, mi richiamava alla memoria scenari alla Doom 3 e Silent Hill.
In questo senso, credo, il testo può non piacere a tutti. L'atmosfera vagamente horror e la predilezione per scene d'azione, con tanto di tesori conquistati al termine della missione, potrebbero far scemare il fascino della lettura a chi si aspetta di più in termini di pathos, caratterizzazioni e approfondimenti di dinamiche e ambientazione. Senza contare che, comunque, anche considerando le ridotte dimensioni del testo, attendersi "qualcos'altro" è più che lecito: i personaggi, infatti, sembrano non avere un vero e proprio background così come l'autore non si dilunga troppo nel descrivere cosa sia accaduto al Paese delle Acque Nere o come fosse in precedenza. Anche le battaglie e il finale tendono a scorrere via molto rapidamente e, purtroppo, senza risultare del tutto chiare. O, per lo meno, a me non convince molto nè la presenza degli elfi nè l'essere con la maschera bianca nè il dialogo che conclude la lettura. Così come mi sarebbe piaciuto aver letto qualcosina di più sulla contaminazione di un luogo che, un tempo, era meta di pellegrinaggio e che, ora, è divenuto un portale per il male.
In conclusione, un testo a cui attribuisco la sufficienza ma che, personalmente, credo possa e debba essere ampliato e rivisto, per farlo crescere e soprattutto per sviluppare tutti quegli aspetti che risultano solo introdotti e poco approfonditi.


mercoledì 9 giugno 2010

Nel mulino che vorrei ...

Nel mulino che vorrei... nessuno salta mai la colazione. Non solo i ragazzi ariani, o le pupe delle trasmissioni intelligenti. Nemmeno quei bimbi di Negrolandia che magari muoiono di fame e che lo stesso cadranno nonostante, laggiù, si rechino a giocare gli semidei del calcio.
Nel mulino che vorrei... nessuno ha bisogno di carità altrui: ognuno ha la possibilità di vivere del lavoro delle proprie mani, costruendo, allevando, coltivando, realizzando.

Nel mulino che vorrei... acqua cielo e terra sono risorse d'inestimabile valor
e, senza calcoli di fredde logiche commerciali a determinare il prezzo del futuro del nostro pianeta.

Nel mulino che vorrei... la scuola e l'istruzione sono aspetti importanti, non entità aziendali da depauperare e depredare, smantellando coscienze e formazioni, disincentivando la crescita della nazione. Anzi, nel mulino che vorrei, la scuola continua perennemente, anche per chi lavora già, anche per quegli anziani che in pensione non sanno che cosa fare. Insegnamento e formazione, per primeggiare in ogni campo, per crescere ed esplorare, per non lasciare indietro nessuno di quei cittadini che compongono la nazione.
Nel mulino che vorrei... la giustizia ha voce forte e l'ipocrisia si scioglie al sole. Non durano tanto a lungo le notizie irrazionali o quelle che diffondono menzogna e falsità.
Nel mulino che vorrei... le chiese di tutto il mondo hanno unito i propri sforzi ed acquistato con le loro ingenti (austere) ricchezze le azioni di tutte quelle aziende che vendono armi e distruzione. Si creerebbe allora uno stallo e, forse, la pace mondiale diverrebbe qualcosa di tangibile, esistente oltre alle belle parole, una possibile folle certezza in cui sperare.

Nel mulino che vorrei... si lavora per vivere solamente per non più di metà settimana. Nei giorni restanti, ci si dedica a se stessi, alle proprie passioni e occupazioni domestiche o familiari. Si riscopre il tempo di quella vita per la quale ci affanniamo. Si imparano a mettere a frutto gli insegnamenti che ci fanno progredire, nella mente e nel corpo, verso la strada della perfezione.

Nel mulino che vorrei... c'è sempre tempo da dedicare a quelle attività che più ci rendono felici, quelle che aiutano a capire chi siamo, verità così ovvia e banale alla quale impieghiamo anni solo per approdare.
Ma soprattutto, nel mulino che vorrei... c'è sempre tempo ed energia per trascrivere e salvaguardare quelle idee stupide e così geniali fatte di storie e personaggi e che mi nascono in mente sempre e solo quando non le posso salvare su carta o cellulare :-(

domenica 6 giugno 2010

..:: Custodi della Luce ::..

Titolo: Custodi della Luce
Autore: Tanja Sartori
Editore: 0111 Edizioni
Genere: Fantasy
Pagine: 285

La trama in breve:
“Guardati dall’ultima luna d’inverno…”
Ormai il tempo è giunto, la profezia rivelata.
L’Impero vacilla.
Il Fiore di Luce è la preda più ambita, ma anche la sola salvezza.
Il viaggio ha inizio.
Non si sapeva chi fossero finché il destino non li scelse.
Nessuno di loro conosceva la verità, nessuno di loro conosceva il vero potere.
Nessuno si aspettava che i Custodi della Luce sarebbero ritornati.




Il mio commento:
Continua la mia lettura di testi scritti da autori poco conosciuti e per case editrici minori. Questa volta tocca al primo volume della saga del Fiore Eterno, ovvero Custodi della Luce di Tanja Sartori, edito da 0111 Edizioni.
Si tratta di un romanzo di genere fantasy che definirei di stampo piuttosto classico. Ambientato nel Mondo di Luce, la storia narra delle vicende di un gruppo di giovani alla ricerca delle pietre magiche che permettono l'accesso ai poteri del Fiore di Luce, misterioso "artefatto magico" che contribuisce all'equilibrio della dimensione terrena in cui vivono gli umani. Sullo sfondo di ciò vi sono intrighi presso la corte imperiale, un non ben definito esercito del Giglio che semina distruzione e angherie in gran parte dei territori del regno e una serie di incontri / scontri che permettono di introdurre situazioni, personaggi e antagonisti. Alcuni rimarranno volutamente poco delineati, in vista del seguito del libro.
In particolar modo, anche grazie ad un ampio flash-back, vengono presentati al lettore anche i precedenti custodi delle pietre magiche, coloro che nel passato sono stati testimoni e corresponsabili della rottura del fiore di Luce, proprio in occasione dell'uccisione dell'imperatore e dell'imperatrice del regno.
A parte questa parentesi, che viene aperta circa a metà del libro, la narrazione permette al lettore di seguire la ricerca delle pietre magiche e di far la conoscenza con i vari personaggi, sia gli attuali custodi della Luce, sia i precedenti, sia altri personaggi che contribuiscono ad impreziosire la trama. Se da un lato il tempo dedicato a ciascuno di questi è discretamente dosato, trovo che la storia scivoli via in modo un po' troppo semplicistico e con motivazioni che muovono le azioni di eroi e antagonisti poco forti. Tradimenti, amicizie, sacrifici e atti di fiducia avvengono molto rapidamente, a volte in modo poco credibile, così come il lungo viaggio di ricerca si conclude molto un po' troppo frettolosamente. Verrebbe da pensare che il regno sia davvero piccolino visto che, tra andata e ritorno, i nostri ci impiegano circa 20 giorni (e allora perchè è costituito da numerose nazioni?) ma soprattutto che il ritrovamente delle pietre magiche sia qualcosa alla portata di chiunque. Senza contare che non sembrano rientrare negli interessi di poi molte persone...
Per quanto la lettura scivoli via piacevolmente, merito anche di uno stile piuttosto buono anche se tendenzialmente molto schietto e spiccio, credo che sarebbe da rivedere un po' tutto l'arco narrativo per dilatare tempi ed eventi, magari introducendo qualche difficoltà in più nell'individuare i vari templi o per spiegare meglio l'origine dei vari personaggi (che, a tratti, mi ricordano quelli di alcuni manga) e perchè accettino di partire per una missione ignota senza farsi troppi problemi (verremo pagati? come? che garanzie abbiamo? che provviste ci servono? equipaggiamento? che problemi insorgeranno nei confronti del mio regno? soprattutto se il mio sovrano è stato assassinato proprio mentre ero in viaggio con lui e non torno manco a fare rapporto...). Senza tralasciare il fatto che le donne del gruppo, credo, risultino un po' troppo spartane, senza con questo voler risultare maschilista.
Altri aspetti che mi hanno destato non pochi dubbi riguardano: la principessa Isabelle, a zonzo per il regno senza scorta nonostante quel che ha passato; la ripresa del principe Cristopher, un po' troppo repentina e "indolore", nonostante fiamme e folgori; l'apprendimento della magia: il fatto che il potere del fiore, nei custodi, sia innato e che alcune persone inviate a cercare le pietre siano, casualmente, proprio i custodi tanto attesi non mi convince moltissimo...
Sospetto comunque che, in parte, certe dinamiche siano legate all'inesperienza mentre altre parrebbero il frutto di tagli per far rientrare il numero di pagine entro una determinata soglia, legate quindi a questioni di tipo economico-editoriale. Forse la lettura del seguito, Custodi delle Tenebre, potrebbe agevolare la comprensione e la caratterizzazione di ambientazione e personaggi.
Infine, un'ultima considerazione va alla copertina, a mio avviso un po' troppo neutra, seppur particolare e pulita.
Per chi fosse interessato alla lettura, che tutto sommato consiglierei, segnalo questo link su LaVitaAltrove, dove è disponibile il download del primo capitolo, mentre sul forum Murasaki sono disponibili ulteriori informazioni e commenti per la fruizione del libro.