sabato 27 settembre 2014

Shadow Dance - La danza degli inganni

Titolo: Shadow Dance - La danza degli inganni
Autore: David Dalglish
Editore: Fabbri Editore
Genere: fantasy
Pagine: 273

La trama in breve:
Thren Felhorn, mastro della Gilda del Ragno, è un assassino spietato, il capo indiscusso delle Gilde dei Ladri. Tutti lo temono. Persino il re Edwin Vaelor, giovane e inetto; persino il Triumvirato, l’alleanza delle tre famiglie aristocratiche più potenti dell’intera terra del Drezel, da anni impegnate in una guerra senza quartiere con i ladri che attentano alle loro ricchezze. Ora, però, Thren ha un piano per porre fine alle ostilità una volta per tutte: vuole colpire i suoi nemici durante la grande festa del Kensgold, quando i tre patriarchi si riuniscono per festeggiare e ostentare sfarzo e potere. Anche Aaron teme Thren, e non oserebbe mai ribellarsi a lui. È il suo unico erede, il figlio che dovrà prendere il suo posto al vertice della Gilda. A otto anni Aaron ha ucciso per la prima volta, ha accoltellato il suo stesso fratello maggiore. Ora che ne ha tredici, però, il pensiero di vivere nella violenza e nell’assassinio lo disgusta. Può contare su due soli alleati: Kayla, la giovane ladra che gli ha salvato la vita, diventando così il braccio destro di Thren, e Robert Haern, l’anziano ex tutore di corte e suo precettore, che vorrebbe per il ragazzo una sorte diversa da quella che il padre gli impone. Intanto, mentre i preparativi per il Kensgold si fanno incandescenti, il patriarca Maynard Gemcroft cerca di sopravvivere ai complotti della famiglia rivale dei Kull, cui sua figlia Alyssa si è incautamente legata. Ma la ragazza dovrà scegliere da che parte stare, e lo farà sotto la guida e con l’aiuto delle Senzavolto, guerriere abilissime, dotate di capacità magiche e in grado di violare anche le fortezze più impenetrabili. Uno straordinario affresco di magia, combattimenti, brutalità e avventura, nel primo capitolo di una saga fantasy che ha conquistato i lettori di tutto il mondo.


Il mio commento:
Libro acquistato praticamente a caso, scorrendo i titoli esposti in libreria e lasciandomi ispirare da copertina e sinossi, La presenza di un numero "1" in copertina e anteprime dei successivi capitoli, così come il prezzo aggressivissimo - 5 euro :-))) - mi hanno infine convinto. Ordunque, non ne son rimasto deluso ma, su una scala da 1 a 10, non credo mi spingere oltre al 6 come voto globale. Indubbiamente si tratta di un testo scorrevole e avvincente, che scivola via senza problemi vuoi per il ricorso a uno stile diretto e semplice vuoi per la presenza di molte scene di azioni. Una discreta lettura, leggera per certi versi, che introduce a un mondo che, nel corso dei successivi capitoli della saga, presumo verrà esplorato e maggiormente approfondito. Però, per quel che mi riguarda, non sono così certo di voler procedere con Shadow Dance II - La danza delle maschere e successivi.  Questione di gusti, per carità, ma questo romanzo non mi ha coinvolto come speravo, non è scoccata quella scintilla che mi pungola a continuare la saga per sapere cosa accadrà. Tanto più che leggendo le trame dei successivi capitoli si nota un cambio di direzione che mi ha insospettito assai. 
Già perché qui si parla di gilde di ladri, gente senza scrupoli che si occupa di delinquere, di chiedere il pizzo, di ammazzare, di depredare, di rubare e chi più né ha più ne metta. Al centro delle vicende la Gilda del Ragno capeggiata dal potente Thren Felhorn e da suo figlio, Aaron. Il quale però sembra compiere una scelta diversa da quella che si aspettava suo padre, finendo per tradire e diventare una sorta di vigilante...tutto ciò non accade nel primo libro ma rappresenta sarà lo sviluppo della trama nei successivi capitoli della saga.  
E tutto ciò non mi aggrada. 

domenica 21 settembre 2014

2035 The mind jumper - Nightmare City 2035

Titolo: 2035 The mind jumper (aka Nightmare City 2035)
Regia: Terence H. Winkless
Anno: 2007
Genere: sci-fi
Cast: Maxwell Caulfield, Alexis Thorpe, Todd Jensen, Velizar Binev, Stefan Ivanov, Dimo Alexiev, Terence H. Winkless

La trama in breve:
Nel 2035, un regime corrotto trasmette l'illusione di una bella e moderna città attraverso l'impianto di microchip installati nella testa dei cittadini.
In realtà la città è in rovina, verità nota ai ribelli che cercano di fomentare la rivoluzione e di fermare l'inganno di massa.

Il mio commento:
Per il ciclo film dalla realizzazione dubbia et imbarazzante, ecco a voi "2035 The mind jumper"!!!
Il titolo originale di questa produzione bulgaro-statunitense sarebbe Nightmare city 2035 ma per qualche motivo è stato leggermente modificato.
Ora, evidentemente mi son fatto trarre in inganno dalla locandina e dalla trama con ambientazione distopica, però sono al contempo fiero di aver visto, con questi miei occhi, una simile coraggiosa produzione fantascientifica. 
Ok, avranno guadagnato 32,5 euro in tutto, gli attori saranno stati pagati con una pizza, l'unico regista che ha aderito al progetto ha nel curriculum qualche puntata dei Power Rangers, il risultato complessivo è più che deprimente (3.7 su imdb) ma, perdincibacco, sono riusciti a realizzare un ca$$o di film di fantascienza.
In Bulgaria! 
Alla faccia del mercato cinematografico nostrano!
Ordunque, signori miei, un po' di impegno e tiriamo fuori un po' di testicoli: vogliamo essere da meno? Vogliamo negarci la possibilità di far vedere al mondo che anche noi italioti possiamo ipotizzare un futuro e proporne una rappresentazione cinematografica?
Magari bello, se possibile, mica necessariamente un mondo triste e corrotto in cui la crisi continua a imperversare oppure in rovina come quello nascosto dall'illusione di massa che condiziona le menti dei cittadini di Nightmare city. Eh già, incoraggiante come nome di città...
Già all'inizio del film è comunque palese che le risorse a cui questa produzione ha potuto attingere erano risicate: alcune comparse compaiono ripetutamente in scene diverse (ma forse è voluto, per testimoniare l'omologazione cui la società ci spinge...forse...), altre non hanno facoltà di parola (penso alla ragazza che rischia di venir violentata e al tipaccio che cerca di approfittare di lei) e certi effetti speciali hanno un che di imbarazzante.

Sembrano momenti consecutivi...
In realtà, tra il primo e il secondo frame,
ci sono alcuni isolati percorsi in auto

Però quanto meno l'idea di fondo ha un suo senso compiuto, che getta spunti interessanti verso l'uso della tecnologia, la manipolazione mediatica, i complotti sul Nuovo Ordine Mondiale, sull'uso dei chip sottocutanei...di base poteva essere molto interessante come film.

domenica 7 settembre 2014

Iron Man 3

Titolo: Iron Man 3
Regia: Shane Black
Anno: 2013
Genere: supereroi, azione
Cast: Robert Downey Jr., Gwyneth Paltrow, Don Cheadle, Guy Pearce, Rebecca Hall, Jon Favreau, Ben Kingsley, Paul Bettany, William Sadler, James Badge Dale

La trama in breve:
Sono passati più di dieci anni da quando, nel corso di una serata in Svizzera, il miliardario genio-e-sregolatezza Tony Stark s'intratteneva con la bella Maya Hansen e lasciava sul tetto, in vana attesa, il visionario Aldrich Killian, desideroso di contare Stark tra le fila degli scienziati da lui diretti. Intanto, dal Medio Oriente, un terrorista senza scrupoli, detto il Mandarino, dopo aver seminato panico e morte in diverse zone degli Stati Uniti d'America, mira sempre più esplicitamente al Presidente, ma passa prima da villa Stark, radendola al suolo. In pena per la sicurezza di Pepper e in preda a crescenti e fino ad ora sconosciuti attacchi di panico, Iron Man si ritrova chiamato all'azione su più fronti, proprio nel momento di massima debolezza. (fonte mymovies)

Il mio commento:
Ordunque, eccomi ancora una volta a ciarlare di un film sui supereroi, pellicole che regalano sempre un discreto divertimento e buoni incassi per chi li realizza. Nella fattispecie, Iron Man 3 risulta tra quelli che hanno incassato di più nella storia del cinema - si parla di 1,2 miliardi di dollari - per cui, ne deduco, deve essere anche discretamente interessante e fatto bene ^__^
In effetti non mi chiamo deluso dalla visione dell'ennesima fatica marvel con Robert Downey Jr.: il film ha ritmo, verve, c'è tanta azione, qualche momento scanzonato, innumerevoli effetti speciali, emozioni spicciole...un blockbuster in piena regola che riesce a intrattenere e a incollare alla poltrona i ragazzi di ogni età. Questo soprattutto per via di una trama che introduce alcuni elementi degni di nota, come la crisi personale che sta vivendo il protagonista, le tante e differenti versioni delle armature di Iron Man e la presenza della minaccia del terrorismo riassunta nella figura del Mandarino e del villain Aldrich Killian. 
Se da un lato mi son divertito e ho apprezzato il film, d'altro canto sono un appassionato di questo genere di "cose", devo però confessare che ci son stati molteplici elementi che mi hanno dato da pensare o convinto poco e altri che invece hanno fatto la differenza nell'elevare il livello di questo Iron Man 3. 
Ad esempio la sostituzione del regista storico della serie, Jon Favreau - che comunque appare pure in questo terzo capitolo ma finendo in coma -, in favore di un Shane Black parrebbe aver contribuito a migliorare la narrazione, conferendo un minimo di solidità e coerenza e concedendo maggior tempo per lo sviluppo dei personaggi. Non nego comunque di aver sentito un certo rimando ai Batman di Nolan per come si è voluto gestire i cattivoni e le caratterizzazioni.
Accennavo però anche alla presenza di elementi che mi hanno lasciato perplesso. 

venerdì 5 settembre 2014

Gli uomini vengono da Marte le donne da Venere

Titolo: Gli uomini vengono da Marte le donne da Venere
Autore: John Gray
Editore: Rizzoli
Genere: manuale, psicologia
Pagine: 279

Introduzione:
Il libro di John Gray si basa su un pensiero tanto semplice quanto efficace: gli uomini e le donne hanno due diversi modi di pensare, di parlare, di amare. I comportamenti di uomini e donne assumono quindi spesso significati diametralmente opposti. Per esempio, tanto l'uomo in determinati momenti della sua giornata ha bisogno di "ritirarsi nella sua caverna", in solitudine, quanto la donna, alle prese con le stesse problematiche del partner, sente di dover condividere i propri sentimenti con gli altri. II dialogo, contrariamente a quanto si possa pensare, non è però impossibile, anzi: dal momento che si imparano a riconoscere e apprezzare le differenze tra i due sessi, tutto diventa più facile, le incomprensioni svaniscono e i rapporti si rafforzano. E, cosa più importante, possiamo imparare ad amare e a sostenere nel modo migliore le persone che sentiamo vicine. (fonte Feltrinelli)

Il mio commento:
A volte capita di litigare con la propria morosa.
A volte capita di parlarne con gli amici.
A volte capita anche di compiere gli anni.
E a volte capita che in tale circostanza al compleanizzato di turno venga donato un utile manuale di psicologia come "Gli uomini vengono da Marte le donne da Venere" di John Gray :-)
Direi che, in sintesi, quella appena riassunta è la dinamica che mi ha portato ad avere per le mani codesto libro, non un romanzo ma una sorta di manuale sulle dinamiche generali che regolamentano i rapporti tra uomini e donne.
Non che io sia un orco (a volte sì) o che con Silvia i litigi o le incomprensioni siano frequenti, ci tengo a precisarlo, ma non nego che tendo a dimenticarmi quella piccola legge non scritta che, di fatto, costituisce le fondamenta di questo testo. Uomini e donne provengono da "mondi" diversi, governati da regole comportamentali e dinamiche psicologiche diverse, per cui è normale che qualcosa, di tanto in tanto, non venga recepito o, meglio, venga decodificato in modo errato.
Pur trattandosi di un manuale, il libro di Gray non rappresenta un testo ostico, semmai un'esperienza graduale che porta a esplorare e svelare dinamiche basilari ma fondamentali nell'ambito dei rapporti di coppia. O anche a considerare da un punto di vista "obiettivo" la genesi di certi problemi, che magari possono risalire a sentimenti non risolti del proprio passato. Sia il modo in cui è organizzato il testo che il registro linguistico adottato così come gli esempi descritti facilitano la lettura consentendo una facile diffusione del testo tra il popolo dei lettori. Non ci si trova dinnanzi a un testo dai toni aulici e scientifici, voglio dire, bensì a una lettura che scivola leggera, piacevole e naturale.
Pagina dopo pagina ho però avuto qualche dubbio su me stesso visto che non sempre mi identificavo con le figure maschili riportate negli esempi o nei dialoghi proposti...ma, secondo l'autore, rientra tutto nella norma. Mi domando che accade quando invece una persona omosessuale si cimenta con la lettura di un testo del genere...anzi, stando a quel che dice Gray, mi sa che i diversamente etero sono agevolati nei rapporti di coppia visto che si innescano relazioni marziano-marziano o venusiana-venusiana.

mercoledì 27 agosto 2014

Vuoto di Luce - Prologo

Come ben sapete, Vuoto di Luce è un romanzo di genere (urban)fantasy che ho pubblicato tramite YouCanPrint e che da marzo è disponibile per l'acquisto in formato cartaceo oppure ebook. 
Non solo, con l'obbiettivo di promuoverlo ho anche avviato una catena di lettura su Anobii per consentire ai lettori di leggerlo praticamente aggratis mentre YCP ha recentemente avviato nuove collaborazioni con il risultato che il testo sarà disponibile anche nei circuiti bibliotecari italiani.
Ordunque, ne approfitto in questo post per proporre un assaggio del romanzo, sia mai che qualcuno non voglia cimentarsi con la lettura del libro e farmi sapere che ne pensa :-)




Questo dolore che ci fa soffrire
nessuno può prevederlo:
sforziamoci di guardare nel sole
assaporando ogni frutto del nostro presente.



18.04.A892


Il vento soffiava leggero tra le fronde delle betulle ai margini della strada provinciale. In auto, Delukhan stava percorrendo il viale principale del nuovo quartiere di Hennon, un rettilineo poco trafficato in cui si tuffavano i vialetti uscenti dai giardini ben curati di tante casette a schiera. Una zona tranquilla, lontana dal traffico e dallo stress del centro della città di Bevyol ma ben servita sia dal punto di vista dei trasporti che delle attività commerciali. Negli ultimi anni il numero delle abitazioni che lo popolavano, per lo più case basse e villette a schiera, era quasi raddoppiato, niente a confronto della selva di edifici moderni e palazzi che stavano colonizzando il centro, facendolo somigliare sempre più a un alveare caotico e perennemente in fermento. Erano molte le famiglie che, attirate dalla tranquillità e dall’ordine che il quartiere sembrava promettere, avevano preso dimora da quelle parti, indebitandosi per molti anni a venire in cambio di villette di due piani di recente costruzione. Piccoli edifici rassicuranti dalle pareti colorate di bianco e rosso, abbastanza spaziose per ospitare almeno un paio di marmocchi vivaci. Fotografie di tranquillità, immagini di sereni focolari domestici. Un idillio, se raffrontato con quanto la televisione, quotidianamente, insegnava del mondo.
Delukhan procedeva a velocità moderata, con il braccio destro che pendeva fuori dal finestrino stancamente appoggiato alla portiera della propria berlina grigia. Non aveva fretta alcuna, nessun affanno. Tutto scivolava via placido come le note della canzone rock che si diffondeva dalle casse dell’autoradio. Era di ritorno dopo aver compiuto la missione che la Luce gli aveva assegnato: il ritrovamento di una bambina rapita da alcuni balordi residenti nella medesima cittadina in cui lei stessa viveva, depravati guidati dalla lussuria e dal Vuoto che avevano intenzione di abusare della piccola. Una ragazzina qualunque, un’anima da proteggere finita vittima della perversione umana la cui condizione, in un clima di sospetto e ottusità, avrebbe finito per alimentare attriti e razzismo. Subito infatti erano stati incolpati della sparizione alcuni stranieri che, da qualche tempo, si erano insediati nella periferia del paese, immigrati che spesso veniva additati come responsabili di un crimine o di un altro. Non in questo caso, però; ma alle coscienze delle persone per bene sembrava bastare il colore della pelle per determinare chi fosse colpevole e chi innocente. Per questo la Luce aveva inviato Delukhan in soccorso della piccola, Yara, per trovarla e salvarla, lasciando che infine la verità emergesse e mettesse in discussione il modo di vedere e pensare delle persone. E fortunatamente il servitore della Luce era giunto in tempo a contrastare il messaggio che il Vuoto avrebbe preferito trasmettere alle masse, innescando un meccanismo perverso di riflessioni e colpevolizzazioni verso chi non si era macchiato di alcuna colpa. Lo smascheramento dei veri colpevoli aveva contribuito forse a risvegliare un po’ di spirito critico in più di una coscienza. Delukhan sperava avvenisse proprio questo; per lo meno la piccola Yara era salva.
Ora però i pensieri del guerriero della Luce non erano rivolti al ricordo di quanto compiuto, bensì tesi all’incontro con la ragazza che amava.
Chissà se Tynderion è già tornata dal lavoro? Chissà di che umore sarà o come reagirà nel rivedermi sull’uscio di casa?
Forse stasera potrei portarla fuori a cena.
In quel periodo, complice il trasloco nella nuova casa, Tynderion era un po’ stressata: non si trattava di un cambiamento da poco, anzi, secondo alcuni esperti un evento del genere costituiva una delle fonti primarie di stress moderno.
La ragazza aveva cambiato casa spinta dal desiderio di dare una svolta alla propria vita, alla ricerca di maggior indipendenza. Non aveva mai pensato concretamente alla possibilità di sposarsi e metter su famiglia o, per lo meno, non rientrava negli obbiettivi che aveva catalogato come primari. Ma l’incontro e la relazione con Delukhan avevano lentamente mutato ogni prospettiva e priorità. L’amava: la ragazza gliel’aveva più volte sussurrato accarezzandogli i folti capelli corvini e perdendosi nei suoi enigmatici occhi azzurri.

sabato 23 agosto 2014

L'uomo con i pugni di ferro

Titolo: L'uomo con i pugni di ferro (The Man with the Iron Fists)
Regia: RZA (Robert Diggs)
Anno: 2012
Genere: wuxia, azione
Cast: RZA, Russell Crowe, Cung Le, Lucy Liu, Byron Mann, Rick Yune, David Bautista, Jamie Chung, Pam Grier, Daniel Wu

La trama in breve:
A Jungle Village, in un'epoca imprecisata dell'antica Cina, un pacifico fabbro è costretto a fabbricare armi per i peggiori predoni della zona, cercando di raggranellare i soldi sufficienti per liberare la sua amata Lady Silk dalla cattività del bordello in cui lavora, The Pink Blossom. L'arrivo in città del mercenario inglese Knife coincide con una escalation di rese dei conti tra i diversi clan, che finirà per coinvolgere tragicamente anche il fabbro Thaddeus. (fonte mymovies)

Il mio commento:
Avevo notato questa pellicola già al tempo della sua uscita e, vista l'ostentata benedizione da parte di Mr. Tarantino, mi ero riproposto di recuperarlo alla prima occasione. Evento che si è verificato qualche sera fa :-)
Innanzitutto sono contento che il titolo sia rimasto fedele all'originale: di solito, quando ci si trova dinnanzi a un nome simile c'è sempre il sospetto che in origine la pellicola avesse un titolo completamente diverso puntualmente stravolto dalle bizzarre scelte di doppiaggio italiane.
Questa volta invece ciò non è accaduto, e me ne compiaccio :-) 
Sin dalla locandina, L'uomo con i pugni di ferro si presenta come un prodotto accattivante e suggestivo, un mix di generi e suggestioni ma, in verità in verità vi dico, ne sono rimasto convinto solo in parte. Mi aspettavo qualcosa di più incisivo e significativo. Intendiamoci, già sapevo che si trattava di un film pacchiano ed eccentrico, a tratti demenziale e splatter, sicuramente un degno omaggio alle produzioni wuxia, però si avverte la mancanza di quel "non so che" che avrebbe potuto consacrarla come un piccolo cult.
Nel suo complesso, considerando che per RZA si tratta del primo lungometraggio, si è trattato di un buon risultato: non è da tutti riuscire a cimentarsi tra evoluzioni marziali, ambientazioni esotiche e a far collaborare attori eterogenei per notorietà e capacità. Indubbiamente, tra i nomi presenti nel cast, Russel Crowe e Lucy Liu rappresentano le star più celebri e capaci, ma anche gli altri attori coinvolti hanno gestito bene le parti assegnate nei limiti di ciò che la trama prevedeva per loro. Certo, considerando l'ambientazione cinese (le riprese son state effettuate a Shangai), forse qualche attore di origini cinesi in più non avrebbe guastato: ma tanto, tra persone provenienti dal Vietnam, dalla Corea, da Hong Kong o dagli States, per un osservatore occidentale, c'è poca differenza.

giovedì 14 agosto 2014

Villa Pisani e gli investimenti italiani alla voce turismo

La Brasserie Houblon, di Strà, è un magnifico esempio di pub: l'edificio che lo ospita si sviluppa su tre piani, per proporre atmosfere diverse per bere ottima birra e cenare con le pietanze offerte dalla cucina. L'offerta birraria è pure molto buona - in particolare si segnala la birra Antoniana - e non mancano nemmeno occasioni di svago e divertimento, come concerti di musica dal vivo.
Speculare all'Houblon, situata dall'altra parte del naviglio del Brenta che costeggia via Roma e via Doge Pisani, sempre a Strà, c'è poi un altro posto particolarmente interessante: Villa Pisani.
Considerata la Regina delle ville venete, rappresenta uno splendido connubio tra l'architettura barocca francese e il giardino all'italiana. Costruita agli inizi del '700 è stata progettata da Gerolamo Frigimelica ed è stata dimora del doge Alvise Pisani. Non solo, nel corso degli anni ha ospitato anche personaggi del calibro di Napoleone Bonaparte, Carlo IV di Spagna, lo zar Alessandro I a Ferdinando II di Borbone. 
La villa e il suo splendido e vastissimo giardino sono oggi giorno a disposizione dei numerosi turisti, italiani e stranieri, che transitano per Strà (e che magari temporeggiano in attesa dell'apertura del pub di cui prima).
Anche io e Silvia, in compagnia di una coppia di amici, Enrico ed Elisa, recentemente abbiamo avuto modo di visitarla. Ci siamo limitati alla sola area esterna, esplorando i viali alberati, il labirinto di siepi, l'area adibita alla coltivazione di agrumi...e senza dubbio si è trattato di un'esperienza gratificante, che ci ha fatto apprezzare un piccolo gioiello del patrimonio storico culturale italiano.
Abbiamo trascorso alcune ore all'aria aperta, bighellonando tra i sentieri, esplorando e fotografando il parco-giardino della villa, sperimentando le nostre capacità di orientamento (e culo) nel districato labirinto di siepi, finendo poi per vagare tra le numerose piante di limoni, di pomelo e di arance da cui, mi piace pensare, vengono distillati prelibati liquori dolci.


lunedì 4 agosto 2014

Nutella nutellae 2.0

Titolo: Nutella nutellae 2.0
Autore: Riccardo Cassini
Editore: Minimum Fax
Genere: umoristico
Pagine: 73

Introduzione:
«Nutella omnia divisa est in partestres...» Con questo fulminante incipit dal gusto classico, venti anni fa, nel 1993, Nutella Nutellae di Riccardo Cassini iniziò la sua cavalcata verso il milione e mezzo di copie vendute e una tenuta da guinness dei primati di quattro anni consecutivi nella classifica dei best seller. Nutella Nutellae è una raccolta di racconti umoristici dedicati all’oggetto del desiderio di generazioni di italiani, scritti nelle lingue maccheroniche più disparate (dal latino dei grandi oratori allo spagnolo di Cervantes) e conditi con un italiano carico di battute memorabili, che lanciò la carriera di Cassini, oggi autore radiofonico e televisivo che scrive testi per i più acclamati comici italiani (da Fiorello a Max Giusti, da Giorgio Panariello a Paola Cortellesi) e firma di trasmissioni di successo (Viva Radio Due, Quelli che il calcio, I Cesaroni). Due decenni dopo, Nutella Nutellae – aggiornato e arricchito con nuovi racconti – torna in libreria con la sua dirompente carica umoristica che ha divertito fino alle lacrime lettori, golosi, linguisti, famiglie, insegnanti, scolaresche rendendolo un libro di culto che per anni ha continuato a circolare sotterraneamente in fotocopie fino a questa nuova attesissima edizione.  (fonte Minimum Fax)

Il mio commento:
Apprezzato dono da parte di un manipolo di fidati amici e amiche, questo libretto si è dimostrato muy divertente: per dirla con le parole dell'autore, "good 'na cifra". Una lettura simpatica e leggera che interessa episodi biblici e romanzi d'autore rielaborati in nome di quel sommo bene prezioso che tutti conosciamo e che move il sole e l'altre stelle: la Nutella. E che, come si scopre durante la lettura, rappresenta il fulcro di alcuni eventi di cui il Sistema e la religione, da sempre, ci hanno fornito versioni distorte. Per tenerci nell'ignoranza e controllarci meglio. Ebbene sì: il frutto proibito che Adamo ed Eva conobbero e presero, in barba ai moniti di God (nome d'arte di Dio), non era affatto una mela. Ma la Nutella!

domenica 3 agosto 2014

TG italiani: quante emozioni!

Diciamo che tendenzialmente non ho l'occasione di starmene ore e ore ad oziare di fronte a quella scatola sorda che, in fondo in fondo, è la televisione. 
Però, di tanto in tanto, mi capita di guardare quello che trasmettono le varie emittenti.
Tra le reti "minori" si trovano anche film e programmi interessanti, ad esempio su Rai 4, DMax, Focus, Cielo... 
Le reti principali le bazzico poco, ma ogni tanto cado in tentazione. E mi accorgo in breve tempo che il monito a "non guardare la tv" è fondamentalmente sbagliato in quanto la comunicazione che ci arriva da questo fantastico aggeggio può essere fonte di notevoli sorprese, emozioni e riflessioni.
In particolar modo con le puntate delle serie tv più comunemente note come "telegiornali": sono queste che molte volte mi fan tornare in mente i "2 minuti d'odio" dell'orwelliano 1984, in cui si catalizzava la negatività della popolazione verso un nemico comune. Malgrado questo sfogo, la gente comunque rimaneva schiava del regime e concentrata su uno spaventapasseri, inconsapevole del fatto che avrebbe potuto incanalare quella medesima furente energia verso un reale contributo al cambiamento. Anzi, la massa manco si rendeva conto della verità a loro donata...
Comunque, dicevo, la televisione è fonte di emozioni e di arricchimento personale. Solo che non sempre ce ne avvediamo così come non sempre ci rendiamo conto di quante molteplici implicazioni si nascondano dietro qualche immagine o frase proposta. 
E la summa di questo concetto è rappresentata, appunto, dai telegiornali, di cui Studio Aperto è il miglior esempio disponibile sulla piazza.  
Io però recentemente ho visto qualche puntata del Tg1, un po' ci assomiglia anche se i protagonisti della serie e gli sceneggiatori sono leggermente diversi. 
Confesso comunque che le emozioni suscitate son state varie ed eterogenee, spesso orientate all'indignazione e alla sana ira funesta per la costante riprova di quanto il Paese Italia sia assurdo e ridicolo. Sembra che non ci sia memoria del passato, non tanto di quello remoto e antico, ma anche di quello recente. Tutto sembra accadere dall'oggi al domani: 
"T'oh parlano dello scandalo Mose...eh eh, adesso gli fanno il cuculo così a Galan...e i giornalisti sono a caccia di questo o quell'altro testimone...ben gli sta a questi politici del menga..."

sabato 26 luglio 2014

Prometheus

Titolo: Prometheus
Regia: Ridley Scott
Anno: 2012
Genere: fantascienza
Cast: Noomi Rapace, Michael Fassbender, Guy Pearce, Idris Elba, Logan Marshall-Green, Charlize Theron, Kate Dickie, Sean Harris

La trama in breve:
Nell'anno 2089 due scienziati portano a compimento le ricerche di una vita scoprendo che alcuni artefatti, ritrovati in diversi punti della Terra e tutti risalenti a migliaia di anni prima, riportano la medesima immagine di creature giganti che indicano un determinato pianeta. Ricostruito quale sia il pianeta in questione e trovati i fondi da un miliardario morente, i due si imbarcano assieme a un equipaggio misto di scienziati e piloti verso quel pianeta per andare a scoprire quel che ritengono essere l'origine della vita sulla Terra. Lì troveranno i resti di una civiltà aliena assieme a ciò che l'ha quasi estinta. (fonte mymovies)

Il mio commento (attenzione agli spoiler):
Azz, son venuto al mare e manco
ci sta il sole. Che giornata'emmerda...
Quest'oggi vorrei parlarvi di un film intenso e dall'alto valore artistico, una di quelle storie che concedono emozioni creando un legame autentico con lo spettatore. Un film che però sa essere ermetico, poetico e suggestivo.
Ah no, scusate, oggi parliamo di un altro titolo: Prometheus. 
Fondamentalmente una deludente vaccata, ma questo ho visto di recente.
Penso che ci sia gente, nel mondo, che odi il prossimo suo come se stesso e che non attenda altro se non rovinare le aspettative.
Voglio dire, se tu dai inizio a una saga che nel tempo ha saputo attrarre consensi e spettatori, e se non hai vissuto sul lato oscuro della Luna per quanto poco sei venuto a conoscenza di questo successo, per quale diamine di motivo vuoi buttare tutto in vacca con un dannato prequel? Che poi, caspita, se lo pensi e lo realizzi, sai anche che chi lo vedrà sarà per lo più gente che già conosce il contesto, i personaggi e l'ambientazione, gente con un minimo di preparazione e aspettative, insomma. Gente che magari sborsa pure quattrini per il biglietto del cinema o l'acquisto di dvd.
E perchè diamine allora devi rovinargli la giornata con una vaccata biblica?
Dico a te, Ridley "mannaggia a te" Scott.
Che oltre ad aver girato e prodotto il film in questione ne hai pure scritto la sceneggiatura! Aaargh!
Almeno l'avrai visto prima di inviarlo a destra e a manca per farlo proiettare nei cinematografò di tutto il mondo? Presumo di no... forse l'hai fatto vedere a Tony Scott, il che spiegherebbe la sua prematura dipartita.
In realtà, ho organizzato questa
spedizione spaziale per sfuggire
alla giustizia italiana
Già perché le cagate si sprecano, così come le ingenuità e le forzature.
Passi per certe sequenze criptiche, come il culturista albino che all'inizio sbevazza una sostanza misteriosa (un prototipo di Coca Cola con troppo catrame...) che gli causa atroci dolori intestinali conducendolo ad una morte per disgregazione molecolare. Personaggio misterioso che poi si scoprirà essere un "Ingegnere" (un altro nome non c'era?) appartenente a una razza aliena che sembrerebbe aver portato la vita sul nostro pianeta. E stando a qualche indiscrezione letta qua e là nella rete c'era pure il rischio che venisse passato il messaggio che alcuni personaggi "forti" del passato siano stati Ingegneri. Tipo Gesù...

venerdì 18 luglio 2014

Berserk, l’Età dell’Oro – Parte I: L’Uovo del Re Dominatore

Titolo: Berserk, l’Età dell’Oro – Parte I: L’Uovo del Re/Supremo Dominatore
Regia: Toshiyuki Kubooka
Anno: 2011
Genere: animazione, dark fantasy
Produzione: Studio 4°C

La trama in breve:
Nelle terre di Midland, un ragazzo immensamente forte conduce una vita priva di desideri e sogni, combattendo una battaglia dopo l’altra senza schierarsi con qualcuno o credere in qualcosa. Il suo nome è Guts, ed è un mercenario… Su quello stesso suolo muove i suoi passi un uomo dalle immense ambizioni, la persona che ha raccolto a sé un valoroso gruppo di soldati, la squadra dei falchi. Il suo nome è Griffith e, grazie a questi due fondamentali elementi, farà strada alla sua gloria…
Il capolavoro dark fantasy che ha conquistato gli appassionati del genere e non, prende vita in uno spettacolare lungometraggio cinematografico tratto dal manga omonimo che ha venduto più di 30 milioni di copie in tutto il mondo!

Il mio commento:
Ho iniziato a leggere Berserk (e se non lo conoscete, mi spiace veramente molto per voi ) al liceo, quando questa straordinaria opera manga di Kentaro Miura veniva pubblicata con una cadenza più che dignitosa e sembrava avviata verso un florido sviluppo. 
Ora, a distanza di anni, continuo a seguire la storia di Gatsu (Guts) e company attendendo fiducioso l'uscita, praticamente annuale, dei nuovi numeri, confidando che l'autore riesca a concretizzare il suo progetto. Un giorno, lo spero, quando sarò vecchio, riuscirò forse a sapere come andrà a finire (anche se ogni tanto temo per il peggio...).
Nel frattempo, ho avuto occasione di recuperare il primo dei tre recenti film dedicati a Berserk, che ripercorrono i capitoli del manga dall'inizio fino all'Eclissi. Poi, chissà, magari ne verranno altri a continuare con la descrizione degli eventi successivi alla mutazione di Grifis (Griffith) in Phemt e alle terrificante battaglie sostenute dal guerriero nero.
Nonostante commenti discordanti letti qua e là nel web, personalmente devo confessare che la visione di questo "Berserk, l’Età dell’Oro – Parte I: L’Uovo del Re/Supremo Dominatore" mi ha fatto molto piacere. 

YouCanPrint: promozione estate!

Ed ecco qui una bella notizia per tutti coloro che stanno pensando all'acquisto di un libro e/o di un ebook da leggere durante le meritate pause estive:

Da oggi fino alla mezzanotte del 31 Luglio, potrete acquistare i libri YouCanPrint con il 25% di sconto

È sufficiente digitare il codice promozionale ESTATE14 nel campo coupon durante l'acquisto per avere diritto allo sconto del 25% sull'intero ordine :-)

Tra i numerosi titoli in catalogo, umilmente, segnalo:

Ne approfitto infine per ricordare che è ancora possibile aderire alla catena di lettura su Anobii per leggere (quasi) gratuitamente Vuoto di Luce :-)