sabato 19 settembre 2020

Dorohedoro


Titolo:
 Dorohedoro
Studio d'animazione: MAPPA 
Anno: 2020
Numero episodi: 12


La trama in breve:
Cayman è un uomo dalla testa di alligatore, ridotto in questo stato da dei misteriosi stregoni provenienti da un'altra dimensione, a cui solo loro hanno accesso. Essi girano per la città di Hole lasciandosi dietro morti e deformati, praticando la loro magia nera sulla gente, ma Cayman, immune alle loro arti e supportato dalla lottatrice e cuoca Nikaido, dà loro la caccia, consapevole che l'unico modo per tornare normale è trovare lo stregone che l'ha trasformato. (fonte animeclick)


Il mio commento:
Il manga di Q Hayashida, distribuito in Italia da Panini, non l'ho mai letto ma mi era visivamente noto perché ha avuto una pubblicazione piuttosto lunga e più di una volta l'avevo visto sugli scaffali in fumetteria. 
Mi aveva colpito per l'estetica e per i personaggi stravaganti.
Quando, recentemente, ne ho intravisto la trasposizione anime tra i titoli disponibili su Netflix ho deciso di darci una possibilità e ... ne son rimasto molto soddisfatto!
Non so dire se ricalca appieno il manga (parrebbe di sì) ma mi auguro che procedano con la realizzazione di nuove stagioni, anche perché quella disponibile termina ma senza approdare a un finale o a una conclusione soddisfacente.
Andando per ordine, comunque, la storia mescola elementi horror e grotteschi con situazioni relativamente umoristiche e romantiche. Già dalla sigla di apertura si intuisce una vena di follia e suggestioni allucinate, cosa che viene confermata sin dalle scene di aperture con Cayman che tiene tra le fauci la testa di uno stregone...e questi, all'interno della bocca da alligatore del nostro protagonista, intravede un altra presenza che gli dice "no, non sei tu", decretando la sua condanna a morte. Sì perché il nostro energumeno dalla testa di rettile non ha memoria di sé e vaga alla ricerca dello stregone che gli cambiato i connotati, una risposta che sembrerebbe potergli arrivare dall'essere che vedono coloro che "ingoia". Un viaggio che gli e ci consentirà di comprendere meglio le disastrate condizioni di vita degli abitanti di Hole, praticamente alla mercé degli stregoni che arrivano da un'altra dimensione praticano su di loro esperimenti e incantesimi, e gli stregoni stessi. In particolare, le vicende ruotano attorno al "boss" En e ai suoi scagnozzi, Shin, Noi, Fujita ed Ebisu, le cui storie si intrecciano con quelle di Cayman e Nikaido rendendoli tutti, di fatto, dei comprimari. Sono tutti personaggi particolari, con un'estetica curata ed eccentrica, non del tutto "normali" direi, violenti ma a modo loro semplici e "innocenti", escludendo ovviamente il fatto che non si fanno problemi ad ammazzare o squartare... 
Non è tuttavia ben chiara la linea che divide i buoni dai cattivi, in quanto sono un po' tutti sulla stessa lunghezza d'onda, brutali e diretti, e tutti un po' malinconici o tristi, tragici e reticenti in tipico stile nipponico.  

domenica 6 settembre 2020

Tao - La legge universale della natura

Titolo
: Tao - La legge universale della natura
Autore: Silvia Canevaro
Editore: KeyBook
Genere: divulgativo, saggio
Pagine: 95

Descrizione:
Il Tao è un'astrazione metafisica che indica la legge universale della natura. In tal senso esso è indicibile, ineffabile e indeterminato e può essere spiegato solo allusivamente.
Il termine Tao che letteralmente significa la "Via" o il "Sentiero" e si pronuncia Dao è uno dei concetti fondamentali della tradizione culturale, filosofica e religiosa cinese.
Secondo la filosofia taoista, l'uomo si deve lasciare trasportare dalla corrente indicata dal Tao indispensabile per sviluppare le proprie qualità innate e compiere così la missione della propria esistenza.
Va da sé che la religione e la filosofia taoista attribuiscono massimo valore alla vita individuale.
L'uomo percorre il sentiero cercando di equilibrare i due princi dinamici fondamentali del Tao: lo Yin (il polo negativo, collegato alla femminilità, alla passività, al freddo e all'oscurità) e lo Yang (il polo positivo, collegato alla mascolinità, al movimento, al calore e alla luce).  (fonte macrolibrarsi)


Il mio commento:
Avevo adocchiato questo libro in una chat quindi, incuriosito, l'ho recuperato e letto in pochi giorni.
Non si tratta infatti di un testo corposo né pesante tuttavia risulta interessante e accattivante nel suo presentare concetti legati al Tao, al taoismo e alla cultura cinese. La presenza di focus di approfondimento e l'organizzazione per aree tematiche, che coprono ambiti quali il benessere, la meditazione, le arti marziali, l'ecologia, l'alimentazione, la sessualità, il management, l'economia permette di farsi un'idea generale su concetti che magari ci sono vagamente noti e che vengono analizzati anche in ottica taoista, ovvero con rimandi alla ricerca di un equilibrio e a una profondità universale ben lontane dalle logiche e dall'artificiosità frutto frutto dell'azione umana. 
Non ci sono velleità di imporre o propinare verità al lettore: si avverte l'intento di insegnare e di condividere, ma in modo rispettoso e sereno. 

lunedì 31 agosto 2020

The Sword Polisher's Record: The Way of Kung-Fu

Titolo:
 The Sword Polisher's Record: The Way of Kung-Fu
Autore: Adam Hsu
Editore: Tuttle Publishing
Genere: arti marziali
Pagine: 204

Il mio commento:
Questo libro raccoglie gli articoli in lingua inglese scritti dal maestro Adam Hsu e pubblicati con cadenza mensile in alcune riviste di kung fu (ad esempio Black belt) con l'intenzione di ripristinare e chiarire da fraintendimenti e derive quelli che sono i principi e lo spirito originario del kung fu 功夫, inteso come pratica marziale per acquisire abilità e ottenere il miglioramento di sé. Per riferirsi all'arte marziale di per sè sarebbe infatti preferibile il termine wu shu 武术, tuttavia, soprattutto nel contesto occidentale, il termine kung fu viene quasi sempre usato come sinonimo di wushu.
L'idea del pulire la spada, ripresa sia nella copertina che all'inizio di ogni macro sessione rende bene l'idea dell'opera e del suo intento, che mira a prendersi cura di uno strumento elegante e nobile, ma anche pericoloso e letale, per ridonargli splendore e pulirlo da impurità e difetti.
La lettura di questo testo, che mi è stato regalato da un amico, si è rivelata decisamente interessante e scorrevole: mi sento di consigliarvela, a patto che abbiate interesse per l'argomento marziale o per la cultura cinese. 
L'organizzazione in brevi capitoli, ovvero gli articoli a cui accennavo poc'anzi, senza dubbio facilità la fruizione del libro e ne permette una lettura a puntate: non c'è infatti una trama che si sviluppa man mano né si tratta di una biografia o di un saggio su di un unico argomento, ma da una raccolta di riflessioni e approfondimenti che riguardano diversi aspetti dell'ambito marziale cinese. Si comincia quindi con brani dedicati alle origini delle arti marziali cinesi, allo scopo di quest'ultime e alla loro contestualizzazione nel mondo moderno. Si continua con riferimenti alle differenze tra stili interni ed esterni e alcuni miti legati al wushu. Quindi si procede con articoli legati allo studio delle forme tradizionali (taolu 套路), all'allenamento fisico e mentale che deve procedere di pari passo, al rapporto maestro e allievi fino ai pezzi conclusivi dedicati al futuro del wushu.
Probabilmente il libro può essere utile e risultare interessante anche a chi non è necessariamente coinvolto nelle arti marziali cinesi (a patto di conoscere l'inglese...), tuttavia è innegabile che il pubblico di riferimento sia proprio quello della totalità di praticanti che, a livello internazionale, fuori dai confini cinesi, si dedicano al kung fu in generale e che potrebbero non essere così allineati su concetti e modi di approcciare quest'arte.

sabato 15 agosto 2020

Dark (Terza stagione)


Titolo:
Dark - stagione 3
Episodi: 8
Anno: 2020
Genere: mistery, fantascienza

La trama in breve:
Serie televisiva di genere mistery/fantastico di produzione tedesca e distribuita da Netflix. Le vicende si svolgono Winden e vede un intreccio piuttosto articolato di rapporti e vicende che riguardano alcune famiglie della cittadina a cui si uniscono eventi tragici, come la sparizione di bambini, ed eventi misteriosi, forse legati alla vicina centrale nucleare e alla presenza di vicine grotte oscure... 

Se vuoi saperne di più, qui trovi il post dedicato alla prima stagione e alla seconda stagione di Dark.


Il mio commento:
Come già espresso per le stagioni precedenti, rinnovo la mia soddisfazione e i miei complimenti per la realizzazione di questa serie, decisamente non banale e di ottimo livello.
Rispetto alle precedenti, complice anche l'apertura narrativa creatasi nel finale della seconda stagione, questa terza parte della storia si assesta su un livello di complessità notevole. 
Se prima lo spettatore doveva raccapezzarsi tra le varie sotto-trame ambientate in epoche diverse e con manifestazioni differenti dei personaggi - ora giovani ora adulti oppure vecchi - nella terza stagione deve pure cercare di orientarsi tra mondi paralleli. Già perché come esiste la possibilità di spostarsi nel tempo, esiste anche la possibilità di muoversi tra un mondo e l'altro, un mondo in cui non c'è Jonas mentre l'altro è un mondo in cui non c'è più...beh...Martha. Mondi paralleli e similari, ma con piccole e lievi differenze che ammiccano anche alle due fazioni che sembrano lottare per mettere la parola fine a questi eterni cicli temporali: da una parte Adam (Jonas), le tenebre, dall'altra Eva (Martha), la Luce.
Ovviamente, raccapezzarsi non è affatto banale perché la narrazione procede intervallando episodi che si svolgono ora in un mondo ora in un altro, ora nel presente ora nel futuro. 
Se le prime puntate destabilizzano assai lo spettatore, complice anche l'introduzione di nuovi personaggi, in particolare la "triade", tre individui che rappresentano la stessa persona - bambino, adulto e anziano - che sembrano incaricati di compiere una specifica missione affinché ogni evento avvenga come stabilito eliminando, se necessario, ogni ostacolo a ciò. Personaggi enigmatici ma affascinanti, che poco lasciano trapelare di sé finché, in un tentativo di far svoltare la trama e/o depistare gli spettatori, sembra emergere una certa verità, ovvero che loro sono "l'origine".



In realtà, scopriremo, non è esattamente così. Anzi, la spiegazione del finale già ci viene in qualche modo suggerita da H.G. Tannhaus che, durante un'esposizione, parla del paradosso del gatto di Schrödinger: che l'animala nella scatola sia vivo o morto contemporaneamente è un paradosso, tuttavia l'osservazione della scatola avviene "dall'esterno"....

domenica 9 agosto 2020

Natalino Balasso - Velo di Maya

Giovedì scorso, a Camisano Vicentino, in piazza, anche se solitamente preferisce il teatro, si è esibito Natalino Balasso. Si trattava del recupero dello spettacolo del 29 aprile. Per me è stata la seconda volta in cui ho potuto assistere a uno spettacolo di e con il comico vento, precedentemente l'avevo visto a teatro a Camposampiero, con Stand Up Balasso. Probabilmente, sarà stato il contesto sarà stata che era la prima volta che lo vedevo dal video, ma l'impressione di gradimento complessivo è stata migliore con Stand Up  Balasso, fermo restando che anche la performance dell'altra sera è stata più che buona. 

Un uomo solo sul palco, capace di catturare l'attenzione, di intrattenere e provocare, giocando con la propria cadenza veneta e i richiami al dialetto, ma proponendo riflessioni e critiche su quella che è la nostra percezione della realtà. Ecco allora rimandi all'infanzia, all'educazione, al rapporto con i media, a quello con la religione e con le istituzioni. ma anche estratti di notizie recenti, di portata locale o internazionale, giusto per approfondire o condividere qualche chiave di interpretazione. Sa tenere il palco, innegabile, anche se effettivamente c'è contesto e contesto in quanto il teatro è meno dispersivo e presenta meno distrazioni esterne (come il bar, il campanile...le zanzare..). Confesso anche che era da un po', complice il lock-down, che non mi capitava di assistere ad uno spettacolo (ma anche concerto, film al cinema, ecc...) ed è una sensazione strana trovarsi prima assieme, in coda, con altri sconosciuti, e poi improvvisamente distanziati, a un posto di distanza. 

domenica 2 agosto 2020

Captain Marvel

Titolo: Captain Marvel
Anno: 2019
Regia:  Anna Boden, Ryan Fleck
Genere: supereroi, azione
Cast:  Brie Larson, Samuel L. Jackson, Ben Mendelsohn, Annette Bening, Clark Gregg, Jude Law,Djimon Hounsou, Lee Pace, Lashana Lynch, Gemma Chan

La trama in breve:
Captain MarvelVers (Brie Larson) è in addestramento su Hala, capitale dell'impero Kree, per entrare a far parte dell Starforce Intergalattica, la cui missione è quella di difendere l'universo dai malvagi invasori di altri mondi. Guidata dalla Suprema Intelligenza (Annette Bening) a capo dei Kree e dal suo mentore Yon-Rogg (Jude Law), cerca da una parte di rispondere alle aspettative dei suoi superiori, che le rammentano di come sia stata dotata di straordinari poteri per servire il suo popolo, dall'altra di ricordare chi fosse in passato, poiché non ha memoria alcuna di ciò che le è accaduto e né da dove venga realmente. Terminato l'addestramento e preso servizio nella Starforce, viene rapita durante una missione dagli alieni mutaforma Skrull, il cui leader Talos (Ben Mendelsohn) la sottopone a un interrogatorio mentale per cercare di scoprire la posizione di un motore a velocità della luce di cui vuole impossessarsi (fonte comingsoon)

Il mio commento:
Dopo aver recuperato Wonder Woman, mi sembrava doveroso recuperare anche Captain Marvel, ossia il film del Marvel Cinematic Universe dedicato a una super-eroina. Che però, fondamentalmente, è/era piuttosto sconosciuta e sul cui nome ci sono state parecchie controversie nei decenni passaggi...
Comunque sia, questo personaggio compariva anche in Avengers Endgame per cui, probabilmente, era meglio avessi visto il film qualche tempo fa (pazienza) e comparirà certamente in altre pellicole dell'MCU di casa Disney, quanto meno in Captain marvel 2 (previsto per il 2022...) considerando che questo primo film a lei dedicato ha incassato ben più di 1 miliardo di dollari.
Ad ogni modo, veniamo a noi.
Rispetto ad altri film Marvel, qui si gioca un po' più con la ricostruzione del personaggio e con il cambiare le carte in tavola mano a mano che i vari protagonisti e antagonisti rivelano le proprie intenzioni e natura. La pellicola, ambientata negli anni '90, è anche funzionale a tratteggiare e approfondire meglio l'origine dello Shield e il personaggio di Nick Fury. 
Nel complesso quindi si alternano fasi di azione a sequenze di narrazione dedicata ai personaggi, cercando di approfondirli e recuperarne ricordi e umanità, a volte anche in modo efficace mediante l'uso di fotografie. Infatti, la nostra protagonista si configura come una macchina da guerra, un super soldato addestrato ad affrontare minacce "cosmiche". Da parte sua ha l'accesso a tecnologia superiore e il possesso di poteri che, nella parte finale del film, si rivelano clamorosi e sconfinati, collegati all'energia e alla sua manipolazione. Probabilmente è uno degli esseri più potenti dell'universo e, considerando che ha vuoti di memoria e poca conoscenza di se stessa, è un bene che Carol Denvers non si sia rivelata una testa calda o che abbia sbroccato, iniziando a vagare per lo spazio e a devastare pianeti e quant'altro incontrato sul proprio cammino. D'altronde, non sembra avere dei punti deboli o dei limiti particolari: può volare, disintegrare cose, manipolare la materia, emettere raggi fotonici, resistere nello spazio... strano che in Avengers Endgame non sia riuscita a far valere tutto ciò contro Thanos e i suoi scagnozzi. 



venerdì 24 luglio 2020

Wonder Woman

Titolo: Wonder Woman
Anno: 2017
Regia: Patty Jenkins
Genere: supereroi, azione
Cast: Gal Gadot, Chris Pine, Connie Nielsen, Robin Wright, Danny Huston, David Thewlis, Saïd Taghmaoui, Ewen Bremner

La trama in breve:
Diana, principessa delle Amazzoni, cresce e viene addestrata nell’isola di Themyscira per sconfiggere Ares, Dio della guerra. L’occasione arriva quando salva il capitano Trevor dai tedeschi e scopre che un terribile conflitto sta devastando il mondo. (fonte italyformovies)

Il mio commento:
Avendo recentemente recuperato qualche altro film della DC Comics, ossia Batman V Superman, mi sembrava più che doveroso colmare le mie lacune e vedere anche gli altri film della saga. Per cui, qualche giorno fa, mi son vestito Wonder Woman.
Sinceramente non conosco molto questo personaggio che, senza nulla togliere, mi sembra uno di quei personaggi difficili da giustificare. Voglio dire, posso capire Superman, che tutto sommato è un alieno, Batman che è un miliardario pompato fisicamente e supportato dalla tecnologia, analogamente nel contesto Marvel ci sono esempi più o meno "accettabili", vedasi Iron Man o Capitan America, mentre altri mi restano un po' più difficili da contestualizzare. 
Come accade un po' per le amazzoni che vivono, non si sa come, tranquille per centinaia di anni in un'isola sconosciuta e misteriosa senza contatti con il mondo esterno. E senza uomini. Questo perché protette da Zeus che ha riposto nel popolo delle Amazzoni le sue speranze per sconfiggere definitivamente Marte/Ares. Che, volendo vederla anche in termini più "meschini" potrebbe essere stato anche il tentativo di Zeus (padre degli dei nonchè noto libertino) di nascondere il proprio harem privato...
Fatto sta che tra tutte le donzelle c'è anche Diana, colei che si rivelerà essere Wonder Woman, dotata di svariate capacità sovrumane in quanto, fondamentalmente, una sorta di divinità.



Soprassedendo a varie questioni, soprattutto in termini di temporalità e geografia, in quanto a volte gli spostamenti richiedono davvero poco tempo sia che i nostri viaggino a piedi e/o con mezzi di fortuna tra i campi di battaglia sia che si lascino trasportare dalla corrente marina e raggiungono Londra in una notte solamente.... 

venerdì 17 luglio 2020

Capitan Turchese Malasorte

Titolo: Capitan Turchese Malasorte
Autore: Matteo Pilotto, Giacomo Simioni
Editore: TgBook
Genere: narrativa
Pagine: 316

La trama in breve:
Questo è il grande tesoro del libro, di capitan Turchese Malasorte, scorci di vita che hanno lasciato una celeste moneta. A volte sarà un'impresa ardua, o quasi impossibile trovarla, mentre altre vi basterà un gesto semplice come girare la pagina. Ora che il tesoro è stato svelato, non vi resterà che andarlo a cercare.


Il mio commento:
Ho acquistato questo libro nel dicembre del 2018, ed è rimasto lì in attesa fino a poco fa. Confesso anche che era un po' che non leggevo un libro su carta e, sinceramente, confesso che il formato ebook è decisamente comodo.
Tuttavia questo era disponibile in questo formato vicino alle casse del negozio del centro Papa Giovanni XXIII di Carmignano di Brenta, presso cui io e Silvia eravamo andati a cercare idee per le bomboniere del matrimonio. Poi abbiamo effettuato un'altra scelta, rimanendo sempre nell'ambito delle cooperative, tuttavia in quell'occasione mi ero imbattuto in questo libro e, considerando che il ricavato delle vendite serviva a finanziare progetti della cooperativa ho deciso di dar fiducia al testo.
Ora, ad essere franco, non è che sono completamente soddisfatto della lettura, nel senso che c'è qualche imprecisione da sanare e che mi sembra manchi un po' di coesione e approfondimento, tuttavia è pur vero che il libro precedente era Dune e che si tratta di un'opera indipendente.
Quella proposta è comunque una storia che mescola molta finzione e un pizzico di realtà, ambientato in un mondo simil-moderno ma con contaminazione fantastiche prese dai romanzi/film d'avventura di genere piratesco, su tutti credo che la serie Pirati dei Caraibi abbia l'influenza maggiore. 
Le vicende si concentrano su Capitan Turchese Malasorte, in viaggio per il mondo, che se la vedrà con personaggi strampalati incontrati qua e là, demoni e pericoli mortali, fino a giungere allo scontro finale con il cattivone di turno che tiene prigioniera la bella Annamaria di cui il nostro protagonista è decisamente invaghito. In tutto ciò, ovviamente, trova posto una ciurma strampalata e chiassosa, un po' cialtrona ma di buon cuore.
Qua e là, tra le righe e i personaggi descritti, si intravede qualche scorcio di episodi di vita vissuta nel contesto della cooperativa (credo), riconoscendo magari qualche volto, qualche aneddoto oppure qualche evento rocambolesco capitato alla "ciurma". Ad impreziosire il tutto, ogni tanto, fa capolino qualche disegno per sottolineare qualche episodio particolare oppure tratteggiare qualche volto.

domenica 5 luglio 2020

The Mandalorian

Titolo: The mandalorian
Episodi: 8
Anno: 2019
Genere: sci-fi,western

La trama in breve:
Distribuita tramite piattaforma Disney+, The Mandalorian è una serie tv ambientata nell'universo di Star Wars, circa 5 anni dopo la conclusione della trilogia originale, ossia dopo Il Ritorno dello Jedi. 
Il protagonista è Din Djarin, un cacciatore di taglie mandaloriano, che, nel corso della stagione, si troverà a viaggiare di pianeta in pianeta per completare degli incarichi e proteggere un "bambino", appartenente alla stessa razza del maestro Yoda.

Il mio commento:
Inutile dire che sono un appassionato del mondo Star Wars e che non son son rimasto così soddisfatto della nuova recente trilogia proposta dalla Disney anche se, d'altro canto, mi fa piacere che sia stato rilanciato il marchio, nella speranza che qualcosa di buono venga infine proposto. 
Qui, se volete, potete trovare commenti a Il Risveglio della forza, Gli ultimi Jedi e L'ascesa di Skywalker mentre in futuro è probabile che aggiungerò un post dedicato ai recenti Star Rats, di Leo Ortolani. Ma questa è un'altra storia.
Comunque, dicevo, quando leggevo di questa serie tv nutrivo un po' di dubbi, perché mi pareva una mossa molto commerciale, per cavalcare il momento di rinnovato successo del marchio, tuttavia leggevo sempre più pareri positivi e notizie circa la realizzazione di ben 2 serie a continuazione di questa prima stagione, un aspetto che mi ha spinto a recuperarne la visione.
Ora, non sono qui a gridare al miracolo, tuttavia sono rimasto soddisfatto di questa serie.
In primis perchè l'ho trovata più onesta e sensata di gran parte dei plot proposti negli ultimi episodi visti al cinema. La narrazione è semplice, procede gradualmente e senza particolari complicazioni, aggiungendo personaggi, situazioni e power-up per il nostro protagonista, ma il tutto fila abbastanza liscio senza particolari gemiti da parte del proprio buonsenso. 




In secondo luogo perché ha chiamato in causa molte ambientazioni e razze di un universo, come quello di Star Wars, che son sempre state viste e conosciute per pochi istanti appena. 
Infine perché son riusciti a confezionare una storia che tratta sì di imperiale e di poteri sovrannaturali come la Forza, ma senza necessariamente chiamare in causa jedi e sith. Ok, ok, c'è "il bambino", erroneamente chiamato "baby Yoda", però non è esattamente un jedi...anzi, semmai è un altro esemplare della medesima specie del maestro Yoda (di cui George Lucas manco s'è degnato di definire un nome...in fondo, è un personaggio ricorrente e per di più importante. Voglio dire, per Jar Jar Binks questo sforzo è stato fatto. Mah...)
Comunque, tornando alla serie, si tratta di otto episodi che ammiccano al western, ben calibrati, con discreta azione e un barlume di sensatezza. Si ritrovano in esso anche molte delle dinamiche semplicistiche tipiche dell'universo Star Wars, per cui viaggi nello spazio a bordo di catorci, senza pensare a provviste o beni di prima necessità, sprezzo del pericolo sia che si tratti di affrontare un rinoceronte che di navigare un fiume di lava, e nessuno risente di jet leg o disturbi di sorta nonostante viaggi spaziali e cambiamenti di pianeti, con tutto ciò che ne consegue in termini di gravità, luce, atmosfera...tutto viene ridotto ai minimi termini a favore della narrazione. 
D'altra parte, il protagonista è Oberyn Martell...volevo dire, un mandaloriano, un esponente di una setta tutt'altro che espansiva o dedita alla frivolezze, cultori del Ferro (del metallo?) e delle armi. Quella dei mandaloriani è un credo, più che una razza, di persone dedite alle battaglie, che non cercano divertimenti né si interessano di economia o politica, se non nei limiti legati alla gestione dei propri affari. Individui spartani, che non dismettono mai la propria armatura (sono a norma Covid19...). Ma che sotto sotto hanno un cuore, visto quel che si innesca per proteggere "il bambino", ossia il bersaglio della missione che il nostro protagonista affronta nella prima puntata della stagione.
Di lì in poi si innescano inganni, inseguimenti, pericolai mortali, spostamenti senza sosta, battaglie...il tutto in linea con quello che si è abituati a vedere nelle pellicole Star Wars.

domenica 28 giugno 2020

Dark (seconda stagione)


Titolo: Dark  - stagione 2
Episodi: 8
Anno: 2019
Genere: mistery

La trama in breve:
Serie televisiva di genere mistery/fantastico di produzione tedesca e distribuita da Netflix. Le vicende si svolgono Winden e vede un intreccio piuttosto articolato di rapporti e vicende che riguardano alcune famiglie della cittadina a cui si uniscono eventi tragici, come la sparizione di bambini, ed eventi misteriosi, forse legati alla vicina centrale nucleare e alla presenza di vicine grotte oscure... 

Se vuoi saperne di più, qui trovi il post dedicato alla prima stagione di Dark.

Il mio commento (spoiler alert):
Da ieri, su Netflix, è disponibile la terza stagione di Dark ma, non avendo ancora scribacchiato nulla sulla seconda, terminata di vedere qualche giorno fa, ne approfitto or ora. 
Inutile dire che confermo l'apprezzamento per questa serie televisiva, ottimamente realizzata e orchestrata: la fotografia, l'atmosfera e le musiche sono molto curate e contribuiscono a dare enfasi e forza alla narrazione. 
Rispetto alla prima stagione ci sono due puntate in meno tuttavia i personaggi e i legami tra di essi ora sono più chiari e, di conseguenza, si procede più spediti con la narrazione e lo sviluppo della trama che, rispetto alla passata stagione, si fanno via via sempre più intricate.
In particolar modo seguiamo le vicende di Jonas, personaggio al centro della storia, che al termine della prima stagione era finito nel futuro, bloccato in un mondo flagellato e derelitto. Fortunatamente troverà il modo di viaggiare a ritroso nel tempo e di incontrare il misterioso Adam, che sembrerebbe essere lui stesso, più vecchio e sfigurato (il che mi fa nascere qualche sospetto...che sia veramente chi dice di essere?). A capo della Sic Mundus Creatus Est, apparentemente, Adam è uno dei personaggi che muove la trama, poiché conoscitore di come avvengono e avverranno le "cose" durante i cicli temporali del loop entro cui si svolge la storia narrata in Dark, 





Nel proseguimento della narrazione scopriremo che più persone hanno in realtà beneficiato dei viaggi temporali, con motivazioni diverse, e che, di conseguenza, serve un po' di memoria e prontezza per rimappare tra loro i vari personaggi poiché li incontriamo, in epoche e contesti diversi nonchè con volti diversi. 

domenica 7 giugno 2020

Ready Player One

Titolo: Ready Player One
Anno: 2018
Regia: Steven Spielberg
Genere: fantascienza, azione
Cast: Tye Sheridan, Olivia Cooke, Ben Mendelsohn, T.J. Miller, Simon Pegg, Mark Rylance

La trama in breve:
Nel 2045 la terra è diventata un luogo inquinato, funestato da guerre, povertà e crisi energetica. Gli abitanti versano in condizioni precarie, stipati in grossi container spogli, senz'altra evasione che il nostalgico mondo virtuale di OASIS. L'universo ispirato ai ruggenti anni ottanta, creato dal milionario James Donovan Halliday (Mark Rylance), conta milioni di login al giorno per la facilità d'accesso (sono sufficienti un visore e un paio di guanti aptici) e gli scenari iperrealistici in cui sfuggire al mondo tetro e pericoloso. La notizia della morte di Halliday arriva insieme con l'ultima, stimolante sfida lanciata dall'eccentrico creatore: una caccia al tesoro da miliardi di dollari.
L'adolescente Wade (Tye Sheridan), da sempre affascinato dalla figura del programmatore, ha collezionato informazioni sulla sua vita e il suo lavoro. Attraverso l'avatar Parzival proverà ad aggiudicarsi il premio in palio, contro i potenti nemici di una malvagia multinazionale (la IOI) e un nutrito gruppo di concorrenti senza scrupoli. (fonte comingsoon)

Il mio commento:
Questo film mi sarebbe piaciuto vederlo al cinema, su maxi schermo e con il il dolby surround a diffondere le giuste vibrazioni in sala...sono convinto che sarebbe stata un'esperienza senz'altro più forte e significativa. Fermo restando che siamo comunque di fronte a un ottimo film, un concentrato di citazioni e riferimenti pop e video-ludici senza pari. Una produzione che si percepisce anche nostalgica e liberatoria, focalizzata sullo stupire lo spettatore con effetti speciali all'avanguardia, tanta azione e tanti richiami nerd. Difficile, immagino, contare tutti i riferimenti e le citazioni che compaiono o dalle somiglianza di situazioni e personaggi con altre "storie". Si intravedono qua e là molti richiami e citazioni a produzioni targate Spielberg (vedasi la DeLorean DMC di Ritorno al Futuro o al robot de Il gigante di Ferro), a videogame (Goro di Mortal Kombat, Sonic, Carmageddon, Halo, World of warcraft, shot'em up vari della Id Software, Final Fantasy...), a fumetti/manga/anime (Batman, Superman, Gundam, X-men), a film (Robocop, Alien, Nightmare, Jurassic Park, King Kong, Shining...tra l'altro stupefacente come abbiano ricreato i vari ambienti del film di Kubrik), insomma, chi più ne ha più ne metta. Per fortuna, son riusciti a gestire abbastanza bene tutta la faccenda dei diritti e dei copyright, modificando quelli di cui non si poteva disporre (vedi Star wars o Blade Runner...)
Pure la caccia al tesoro, usata come pretesto per smuovere la trama, fa venire in mente l'incipit di One Piece, con le ultime parole di Gol D. Roger a innescare una nuova era della pirateria. Qui siamo su Oasis ma poco cambia: orde e orde di giocatori si lanciano nella ricerca delle chiavi che possono dare una decisa svolta al proprio futuro.




Oasis stesso, il mega MMORPG definitivo a cui tutti si connettono rimanda a dinamiche stile Matrix, solo che in questo caso la fuga dalla realtà è voluta e cercata. In fondo, i pochi scorci del mondo reale che vengono offerti allo spettatore, mostrano una situazione deprimente e irrecuperabile assai. E forse nessuno nemmeno ci prova a cambiare il presente, tutti persi a giocare o a cercare un miglior futuro altrove. Non sono molto esplorate dinamiche legate a procreazione, sanità, religione, agricoltura e allevamenti, ma mi auguro che, per bilanciare e mantenere le infinite schiere di videogiocatori incalliti che rimangono connessi per lunghissime sessioni, ci siano anche numerosi lavoratori che si preoccupano di gestire aspetti concreti dell'esistenza. In ogni caso, decisamente, non erano questi gli aspetti cardine che agli autori importava spiegare o mostrare agli spettatori.

mercoledì 3 giugno 2020

Batman V Superman

Titolo: Batman V Superman : Dawn of Justice
Anno: 2016
Regia: Zack Snyder
Genere: supereroi, azione
Cast: Ben Affleck, Henry Cavill, Amy Adams, Jesse Eisenberg, Diane Lane, Laurence Fishburne, Jeremy Irons, Holly Hunter, Gal Gadot


La trama in breve:
Dopo aver sconfitto il generale Zod e aver salvato il pianeta terra, Superman (Henry Cavill) ha diviso l’opinione pubblica. Tra coloro che vedono il kryptoniano come una minaccia c’è Batman (Ben Affleck), il giustiziere con la maschera da pipistrello che da più di vent'anni combatte contro la criminalità di Gotham. Anche Lex Luthor (Jesse Eisenberg), a capo della LexCorp, vorrebbe contenere la forza di Superman. (fonte comingsoon)

Il mio commento:
Per il ciclo "brain off", dopo aver già visto spezzoni di Justice League in tv (in particolare la seconda parte, vista durante una delle mie ultime trasferte di gennaio in terra bergamasca...), ho recuperato la visione di codesto film, seguito di Man of Steel di cui vi avevo parlato qualche anno fa. E, anche in quel caso, puntualmente a distanza di anni dall'uscita al cinema e dopo che ovunque ne fossero stati proposti commenti e osservazioni. Ciononostante, ecco qua pure la mia di opinione.
A mio avviso si tratta di un film riuscito a metà, con discrete sequenze degne di nota, con alcune trovate magari anche brillanti, con tanto sfoggio di devastanti effetti speciali, ma che presta il fianco a numerose vaccate che potevano evitarsi.
Parlo di scelte discutibili su più fronti.
Ad esempio, già all'inizio, la sequenza con Lois Lane in Africa, accompagnata da un finto fotografo della CIA che si fa prontamente sgamare perché usa una fotocamera del Giurassico. Per fortuna i mercenari al soldo del cattivone di turno sono pure altrettanto svegli e usano proiettili prodotti in serie limitata solo dal magnate Lex Luthor. Altrimenti, come diamine si riusciva a imbastire una sorta di indagine giornalistica ai danni del cattivone di turno? 
Ma c'è da riflettere anche sulla distanza tra Gotham City e Metropolis, ossia la città di Batman e Superman, rispettivamente, che stanno praticamente a un tiro di schioppo. Metropoli immense ma che per fortuna sono attorniate da campi abbandonati in cui trova sede la reggia del signor Wayne, che praticamente ha l'Area 51 sotto casa visto il numero di livelli e di gallerie, con tanto di ponti levatoi che regolamentano l'accesso alla bat caverna. Che, mi auguro, non sia stata costruita solamente dalle mani capaci di Ambrog, ehm, Alfred. Chissà che cosa avranno pensato e/o che fine avranno fatto gli operai che ci hanno lavorato...




E che dire della gestione di quella topolona di Wonder Woman: in una scena la vediamo praticamente a bordo aereo, poi ci ripensa perché quel simpaticone di Doomsday sta disintegrando il mondo, e corre in soccorso di Batman e Superman...non è dato sapere dove tenesse armatura e soprattutto lo scudo. Probabilmente compra borse e valige nello stesso negozio in cui si rifornisce Mary Poppins.
Ma di esempi ce ne sono anche altri (vi rimando ai link alla fine del post per leggere recensioni più sensate e significative di questa), fatto sta che tutto sommato le due ore di film scorrono bene e, dicevo, regalano anche sequenze significative e di forte attrattiva.